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23 settembre 2019

Ansa : Amianto, in Italia fa 6 mila morti all'anno

Tratto da Ansa 

Amianto, in Italia fa 6 mila morti all'anno

Società di medicina, 410 mld anno impatto costi in Ue

ROMA - "In Italia 6mila persone all'anno continuano a morire per l'amianto". Così il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima) Alessandro Miani al convegno 'Amianto: gestione del sistema e tutela della salute', oggi al Cnr a Roma.

"L'esposizione ad amianto, infatti, causa tumore polmonare (mesotelioma pleurico), laringeo e ovarico, oltre a condizioni di fibrosi polmonare - osserva Miani -. Nel mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sono 125 milioni le persone esposte a rischio amianto". "L'impatto dell'amianto per i soli costi diretti (ritiro dal lavoro, cure e morte) nei 28 Paesi dell'Unione europea (Gran Bretagna inclusa) - continua - è pari allo 0,7% del Pil dell'Unione europea", circa 410 miliardi all'anno. "In Italia - sottolinea - ci sono 96mila i siti contaminati da amianto censiti e presenti nel database del ministero dell'Ambiente".

"Per affrontare il problema in modo strutturale - conclude - è necessaria un'azione coordinata che integri tra loro tutti gli enti statali e le amministrazioni territoriali a vario titolo coinvolte, per integrare le azioni sugli aspetti sanitari, previdenziali e ambientali".
 Geologi, ancora problema irrisolto nel nostro Paese
 "L'amianto nel nostro Paese costituisce ancora oggi un problema irrisolto, nonostante la normativa italiana in tema di amianto sia tra le più avanzate in Europa, a distanza di vent'anni dall'emanazione della legge che stabilisce la cessazione dell'impiego dell'amianto (divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione, produzione di amianto e di prodotti che lo contengono)". Così Vincenzo Giovine, vicepresidente del Consiglio nazionale dei geologi, al convegno 'Amianto: gestione del sistema e tutela della salute', oggi al Cnr a Roma. Il problema dell'amianto, spiega, "tocca da vicino, oltre che l'aspetto sanitario anche quello geologico. La conoscenza geologica può essere, infatti, fondamentale per consentire l'identificazione e la mappatura dei siti caratterizzati dalla presenza di rocce amiantifere che costituiscono un pericolo per la diffusione delle fibre in modo da contribuire alla bonifica e alla messa in sicurezza di tali aree". "Nel territorio italiano infatti - osserva Giovine - sono ancora presenti milioni di tonnellate di materiali contenenti tale sostanza". Per questo, conclude, "il Consiglio nazionale dei geologi con la Società italiana di medicina ambientale (Sima) intende trattare il tema amianto sotto tutti gli aspetti partendo dalla natura di questo materiale di stretta competenza geologica per arrivare alle implicazioni sanitarie dovute ai tragici effetti causati dalle sue fibre".

15 aprile 2013

DANIELA PATRUCCO: Amianto, carbone, cemento e tumori: strane coincidenze .....

Riceviamo da Daniela Patrucco   e ringraziandola  pubblichiamo.

Tratto da Speziapolis

Amianto, carbone, cemento e tumori: strane coincidenze e una sorpresa, da Savona

Quando scopriremo che il carbone, come già successo per l'amianto, ci sta uccidendo? 
Chi ha esperienza diretta o informazioni sulle conseguenze per la salute e l'ambiente derivanti dalla combustione e manipolazione del carbone, non può non porsi questa domanda tanto terribile quanto banale. 

Meglio, quando la politica si farà carico dei risultati delle scoperte scientifiche e porrà fine all'estrazione e all'uso del carbone? 

"La consapevolezza che numerose forme di cancro fossero riconducibili all’esposizione a composti chimici, risale alla seconda metà del ‘700, con l’intuizione di Sir Percival Pott (1714 -1788), il quale teorizzò che l’elevata incidenza di tumori cutanei degli spazzacamini potesse dipendere dalla loro elevata esposizione a fuliggine di carbone". (qui)

ANALOGIE TRA CARBONE E AMIANTO - "Dell’amianto sono ormai certe le correlazioni con patologie tumorali quali il mesotelioma pleurico conseguentemente ad esposizione professionale" e non solo, posto che sono ormai numerosi i casi di persone  che si sono ammalate di mesotelioma senza aver mai lavorato nel settore nè aver avuto relazioni strette con i lavoratori dell'amianto. La fibra di amianto è stata utilizzata per lungo tempo in edilizia, miscelata al cemento, "in virtù della sua resistenza meccanica, al calore ed agli agenti chimici, della sua flessibilità e delle sue proprietà di isolante acustico" (qui). 
 Allo stesso modo, le ceneri derivanti dalla combustione del carbone vengono mescolate al cemento contribuendo a migliorarne la lavorabilità, la resistenza meccanica e la durabilità.


Come per l'amianto, la manipolazione  e l'utilizzo delle ceneri del carbone non è senza conseguenze, infatti "oltre alla diffusione in atmosfera degli isotopi radioattivi, deve destare attenzione anche l’utilizzo delle ceneri derivanti dalla combustione del carbone per la costruzione di edifici, in quanto esse presentano valori di radioattività che eccedono o sono molto vicini ai valori massimi di radioattività consentiti dalle normative radio protezionistiche..." (qui) 
Immagine tratta da facebook del Dottor  G. Ghirga
 Amianto e ceneri del carbone possono dunque determinare conseguenze gravi sulla salute delle persone. 
Non solo sulla salute dei lavoratori esposti direttamente alla fonte di inquinamento  - e delle popolazioni residenti nei pressi degli impianti di produzione/uso/trattamento (qui) -  ma anche sulla salute di tutti coloro che entreranno in contatto con il cemento ottenuto con la lega dell'amianto, delle ceneri e del gesso esito del processo di combustione del carbone. 
La scienza ci dice inoltre che la stessa manipolazione e combustione del carbone non è priva di conseguenze sulla salute delle persone (qui)


foto Assocarboni
DIFFERENZE TRA CARBONE E AMIANTO - Mentre per l'amianto è stata provata la correlazione con le patologie tumorali, al momento non è provata la correlazione tra il carbone - le sue diverse lavorazioni e i suoi utilizzi - e le diverse e numerose patologie di cui soffrono e/o per cui sono morte persone appartenenti a una specifica comunità. In altre parole, mentre il tribunale ha stabilito che a Casale Monferrato le morti e le malattie da mesotelioma sono state causate dall'Eternit, nessun tribunale ha ancora stabilito una correlazione tra le malattie e le morti della Spezia, di Civitavecchia o di Brindisi, alcuni dei luoghi che ospitano centrali a carbone.


IL FATTO NUOVO - Dalla scorsa settimana tuttavia c'è un fatto nuovo: la perizia elaborata su incarico della Procura di Savona - che doveva verificare l'eventuale nesso di causalità tra l'aumento di patologie e il carbone della Tirreno Power - avrebbe stabilito questa connessione. 
Ora dovranno essere i giudici a valutare l’attendibilità della perizia medesima (qui). Anche se sappiamo che la giustizia italiana è molto lenta -  e che "è molto complicato ... passare dall’evidenza di una tossicità di una certa lavorazione o di un certo materiale alla sua regolamentazione, se possibile, o alla sua dismissione"(qui) - sappiamo tuttavia che quello di Savona è un precedente non da poco......

Andrea Orlando, che è anche responsabile Giustizia del PD, ha aggiunto che contatterà la Procura di Savona per approfondire la questione.
Leggi l'articolo integrale su Speziapolis
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Per completezza concludiamo con un' interrogazione   del 2007 del Sen. Fernando Rossi  che chiedeva ( nel 2007.......) al Presidente del Consiglio dei Ministri di emanare con urgenza apposite direttive per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini........ 
Molti anni sono trascorsi e  la spada di damocle del carbone pende ancora su troppi territori ,senza che le istituzioni  preposte abbiano prodotto qualcosa di concreto a tutela dei cittadini esposti.
Immagine tratta da facebook del Dott. Ghirga
 Tratto da Dimensioni diverse

Centrali a carbone e olio combustibile: l’arsenico peggio dell'amianto
15/12/2007

Mentre nell'alto Lazio si continua a morire ed ad ammalarsi senza controlli, nonostante le numerose denunce, il Sen. Fernando Rossi ha presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri chiedendo di emanare con urgenza apposite direttive per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Premesso che:
secondo il Registro europeo di emissione degli inquinanti (EPER-INES) le centrali ad olio combustibile ed a carbone emettono nell'ambiente ogni anno numerose sostanze tossiche e, in particolare, centinaia e centinaia di chili di arsenico. Quest'ultimo viene veicolato da polveri di dimensioni migliaia di volte più piccole di una sezione di un capello.
Gli effetti acuti dei composti inorganici di arsenico possono consistere in irritazioni:.......
Gli effetti cronici dei composti inorganici di arsenico possono essere: congiuntivite faringite, ulcerazione e perforazione del setto nasale, iperpigmentazione e sensibilizzazione cutanea, ipercheratosi, disturbi respiratori, anemia, disturbi ematopoietici, danni cardiovascolari, neuropatie periferiche.

Immagine tratta da facebook del Dottor  G. Ghirga
 Secondo il Centro Internazionale di ricerca sul cancro (IARC) l'arsenico può causare il cancro nell'uomo,.......

L'esempio della conversione a carbone della centrale ad olio combustibile di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, certificata EMAS nel 1998 e nel 2002, è lampante. Il controllo periodico per l'arsenicosi cronica non è avvenuto e non avviene nonostante che la dichiarazione INES dell'anno 2002, per la stessa centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, riporti che nell'anno 2001 siano stati emessi nell'aria 287 chilogrammi di arsenico e che il carbone, futuro combustibile, contenga una quantità molto più elevata di questo cancerogeno.

Di tale situazione di rischio di esposizione ai carcinogeni in ambiente di lavoro sono stati informati il Ministero del lavoro, il Ministero della salute, la Procura della Repubblica di Civitavecchia, la Direzione provinciale del lavoro, l'Ispettorato provinciale del lavoro di Roma, il Nucleo dei Carabinieri dell'Ispettorato del lavoro,.......

 Non risulta che le persone che hanno lavorato e lavorano nelle centrali a carbone o ad olio combustibile siano state e siano periodicamente sottoposte a screening per l'esposizione cronica all'arsenico, come la ricerca in un campione di capelli. Infatti, la negatività del dosaggio dell'arsenico nel sangue e/o nelle urine, prassi consolidata per la valutazione delle intossicazioni acute, può falsamente rassicurare le persone colpite da arsenicosi cronica, si chiede di sapere:

  • se il Governo non ritenga opportuno provvedere ad emanare con urgenza apposite direttive affinché le persone che hanno lavorato e lavorano nelle centrali a carbone o ad olio combustibile, nonché i cittadini che abitano nella zone di caduta delle micropolveri, siano periodicamente sottoposte ad apposito screening che ricerchi le tracce di arsenico; 
  • se il Governo non intenda rivalutare le proprie politiche energetiche, riducendo l'uso del carbone, perché è ricco di arsenico, dal momento che lo screening obbligatorio mette in evidenza le decine di migliaia di persone intossicate e di soggetti a rischio.
I No-Coke intervengono riguardo all'interrogazione del parlamentare "ci voleva un Senatore coraggioso per parlare del problema e lo ringraziamo, ma dove sono le altre istituzioni? Dove sono i controlli?  
Perché ci lasciano morire sapendo cosa accade in questi territori?"
  Leggi l'articolo integrale datato  2007 del Comitato NOCOKE di Tarquinia

ERA L' ANNO 2007 e I  DUE  SEGUENTI GOVERNI NON SONO SICURAMENTE   DIVENTATI  LUNGIMIRANTI NELLE LORO   POLITICHE ENERGETICHE !!!!! 
ED OGGI  NEL 2013  LE INDUSTRIE ENERGETICHE CI  VOGLIONO PROPINARE ANCORA TANTO CARBONE........ED ANCHE OLIO COMBUSTIBILE .
NATURALMENTE CON IL CONSENSO DI TROPPE ISTITUZIONI E DELLA POLITICA......

Immagine tratta da facebook del Dott.G.Ghirga

"Perché ci lasciano morire sapendo cosa accade in questi territori?"

Immagini tratte da facebook del Dott.G. Ghirga


17 marzo 2013

Dottor Ghirga :"Non esiste il carbone pulito" / Il Pm Raffaele Guariniello propone una Procura Nazionale per i reati ambientali

Tratto da   Il Secolo XIX

Incontro sul Priamàr su  "Inquinamento e i reati ambientali"

Ghirga: "Non esiste il carbone pulito,Le rinnovabili sono il futuro"

GGuardate l' interessantissimo video  con le interviste  su IL SECOLO XIX 
Ghirga:

Interviste a Giovanni Ghirga, esperto in temi ambientali che parla dei danni provocati dal carbone e al Pm Raffaele Guariniello che propone una Procura Nazionale per i reati ambientali


Guarda il Video integrale


 
Tratto da Uomini Liberi
L'AMBIENTE MORTALE

Nel suo contributo al convegno tenutosi oggi 16 marzo nella sala della Sibilla, il Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello ha illustrato i capisaldi delle norme a tutela dell'ambiente in un contesto che vede una legislazione avanzata non applicata a dovere. Infatti sono carenti i controlli pubblici e gli stessi medici, appaiono riluttanti a certificare i casi di morte per mesotelioma pleurico.
 
 Spesso ci si trova di fronte ad una vera e propria "congiura del silenzio" a danno della dignità del malato e dei suoi famigliari.
  
Per ottenere una giustizia più celere occorrerebbe costituire una procura nazionale dedicata a rilevare le responsabilità civili e penali di chi ha provocato le patologie non solo tra i lavoratori ma anche tra i normali cittadini.

14 maggio 2012

Processo Eternit, i giudici: “Conoscevano il pericolo. Scelte sciagurate.

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Processo Eternit, i giudici: “Conoscevano il pericolo. Scelte sciagurate. No attenuanti”

I dirigenti Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier sono stati condannati di Torino a 16 anni accusati per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. I magistrati nelle oltre 700 pagine di motivazione scrivono:"Cercarono di nascondere e minimizzare effetti nocivi"

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“Emerge tutta l’intensità del dolo degli imputati perché nonostante tutto hanno continuato e non si sono fermati né hanno ritenuto di dover modificare radicalmente e strutturalmente la situazione al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e di limitare per quanto possibile l’inquinamento ambientale”. Sono state depositate poco dopo le 12 al Tribunale di Torino le motivazioni della sentenza del processo Eternit. Il primo commento del pm Raffaele Guariniello: “E’ una pietra miliare della giurisprudenza perché afferma dei principi che non valgono solo nel singolo caso ma anche per il futuro. Come il dolo e il disastro ambientale, anche dell’ambiente esterno. Sono tutti principi che spero siano preziosi per i giudici italiani ma anche per tutto il mondo perché  purtroppo queste tragedie si sono verificate e si stanno ancora verificando in tutto il mondo”.
Il documento spiega, in 733 pagine, le ragioni della condanna in primo grado dei due ex manager della multinazionale dell’amianto, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, a 16 anni di carcere pronunciata lo scorso 13 febbraio. I due dirigenti erano accusati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Il processo con l’Eternit, il più grande mai celebrato in Italia per il disastro dell’amianto, conta migliaia di casi tra morti e malati per malattie connesse. “Non può essere riconosciuta alcuna attenuante – scrive il giudice Giuseppe Casalbore – mentre risulta evidente che gli imputati hanno agito in esecuzione del medesimo disegno criminoso. Le motivazioni della sentenza raccontano le fasi del più grande dibattimento mai celebrato per questioni legate alla nocività dell’amianto: fra morti e malati sono stati presi in esame diverse migliaia di casi. Inoltre secondo i magistrati gli imputati “hanno cercato di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi” del minerale killer.  
Ecco le motivazioni della sentenza Eternit
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