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06 ottobre 2018

Ceneri di centrali a carbone interrate, manager Enel indagati in Umbria

Tratto da Citta' della Spezia

Ceneri interrate, manager Enel indagati in Umbria

In Valnestore una maxi discarica con oltre 200mila tonnellate di ceneri prodotte anche dalla centrale termoelettrica spezzina. La Procura di Perugia ha consegnato gli avvisi di garanzia, ipotesi di reato: inquinamento ambientale e omessa bonfica.

La Spezia - Si scava da due anni in Valnestore per capire la portata degli sversamenti. Per adesso si sarebbe arrivati ad una profondità di circa sei metri, tutte di ceneri prodotte da tre centrali Enel nel corso degli scorsi: quella della vicina Pietrafitta, quella di Vado Ligure e quella della Spezia. E' da questa indagine portata avanti da carabinieri che ha spinto la Procura della Repubblica di Perugia a iscrivere nel registro degli indagati nove persone tra cui imprenditori e manager come Giuseppe Molina, ad di Enel, e Luca Camillocci Solfaroli, ad di Enel Distribuzione. 
Le ipotesi di reato sono inquinamento ambientale e omessa bonifica in terreni che sono risultati di proprietà della Valnestore Sviluppo. I giudici parlano nell'ordinanza dello "sversamento di un ingentissimo quantitativo di rifiuti consistenti in ceneri prodotte dal funzionamento della centrale termoelettrica Enel a combustione di lignite e carbone di Pietrafitta e anche delle centrali di la Spezia e Vado Ligure". I carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico, avrebbero individuato un'area di 350mila metri quadrati non bonificata in cui sarebbero state conferite, si stima, circa 216mila tonnellate di ceneri. Si ipotizza che in quel sito siano arrivate anche ceneri prodotte alla Spezia a partire dalla metà degli anni Ottanta. Gli indagati hanno venti giorni per presentare le proprie memorie difensive, poi si passerà agli eventuali rinvii a giudizio. 

21 aprile 2015

E.On, allarme per le ceneri di carbone. Vincenzo Migaleddu: “Rischio radioattività”

Tratto da Sardiniapost

E.On, allarme per le ceneri di carbone. Migaleddu: “Rischio radioattività”

E.On
Un fiume sotterraneo di oli inquinanti profondo un metro e mezzo nasce dai serbatoi della centrale E.on corrosi dall’orimulsion, un derivato bituminoso del petrolio ricco di vanadio, zolfo e nichel che lì non doveva essere stoccato. Ma tra gli inquinanti rinvenuti nell’impianto di Fiume Santo, c’è molto altro. Anche un manto di ceneri spesso tre metri, le polveri di carbone disseminate in anni di combustione. In un tale caos di veleni fuori controllo potrebbero anche apparire un problema minore, se non fosse che contengono elementi radioattivi.
Lo stabilisce la Comunità Europea per l’energia atomica (Euratom) e lo ricorda il presidente Isde – Medici per l’ambiente Sardegna, Vincenzo Migaleddu. “Sebbene la radioattività sia diffusa in natura – dice – la produzione di energia da carbone innesca un’abnorme concentrazione di radionuclidi naturali come l’uranio 238 e 235, il torio 232 e il radon, sia nei residui della combustione che nelle emissioni”. E malgrado non facciano riferimento al problema della radioattività, la conferma della pericolosità di polveri e ceneri di carbone arriva anche dalle intercettazioni riportate oggi dall’Unione Sarda. 

“Speriamo che non vengono fuori le cose della polvere, di quel carbone, ci sono dei momenti in cui ci hai un mare di polvere”, dice il vicedirettore della centrale Livio Russo al responsabile del personale Paolo Venerucci.
Ma andiamo con ordine. La pericolosità del processo di concentrazione di isotopi radioattivi è ampiamente riconosciuta dalla normativa europea, che non a caso impone agli stati membri l’adozione di piani di radioprotezione verso i lavoratori delle centrali alimentate a carbone e la cittadinanza esposta ad emissioni e ceneri. Piani, questi, su cui la Regione è terribilmente in ritardo”, spiega Migaleddu. “Specie in un’area come quella di Porto Torres, dove ai radionuclidi del carbone si aggiungono le palte fosfatiche ovvero i rifiuti della vecchia lavorazione dei fertilizzanti al fosforo, anch’essi materiali radioattivi, presenti nell’area industriale dell’Eni”, aggiunge il presidente Isde.
In altri termini, nel Sito d’interesse nazionale di Sassari- Porto Torres, già noto per benzene e cloruro di vinile monomero centinaia di migliaia di volte oltre il limite consentito e per la mortalità per tumore al polmone nel sesso femminile doppia rispetto a quella rilevata a Taranto, si aggira anche lo spettro della radioattività.Tutto parte dalle caldaie, dove le elevate temperature spingono in atmosfera attraverso le ciminiere soprattutto il Radon e i radionuclidi gassosi, mentre l’Uranio e il Torio, più pesanti, si fermano nei filtri o finiscono nelle ceneri di fondo, dove sono presenti con una concentrazione doppia rispetto al prodotto di partenza”, spiega il presidente Isde.
Va però detto che c’è carbone e carbone. Ovvero che i livelli di radioattività variano sensibilmente a seconda della provenienza del fossile: si va dal carbone cinese, il più ricco di torio e uranio, seguito a ruota da quello sudafricano fino a quello colombiano, il ‘meno’ pericoloso, rivela uno studio del 2007 dell’Università di Pisa. Ma è pur vero che “i valori medi fanno in ogni caso scattare l’allarme”, chiarisce Migaleddu. E aggiunge:
“Secondo la normativa UE, le ceneri di carbone dovrebbero essere considerate materiali “Tenorm”, (Technological enanced naturally occurring radioactive materials), ma in Italia vengono avviate in discarica o nei cementifici”.
Quando i radionuclidi prendono questa seconda strada, alla fine del ciclo di ‘recupero’ finiscono dritti nel cemento utilizzato in edilizia. “Con queste ceneri si fa di tutto tranne che controllarle” è l’amara considerazione del presidente Isde – Sardegna.
L‘altro dato preoccupante è che cementifici e discariche sarde smaltiscono circa 300.000 tonnellate l’anno di ceneri. Altro che isola denuclearizzata.
Solo una piccola parte delle ceneri prodotte in loco attraversa il Tirreno. Dalla centrale E.on di Fiume Santo, l’ultimo carico di cui si ha notizia è partito a fine marzo in direzione Tito Scalo, provincia di Potenza, dove sorge un cementificio autorizzato a smaltire 3.000 t/a di ceneri di carbone.
“Oltre alle centrali a carbone, anche altri settori industriali portano alla concentrazione di radionuclidi, compresa la ricerca e i processi secondari pertinenti”, si legge nella normativa europea. A partire dalla”produzione di gas e petrolio, passando per quella di energia geotermica e arrivando alla lavorazione della bauxite e alla fusione di stagno, piombo e rame”. 
Ragione per cui, per Migaleddu, “gli assessorati all’Ambiente e alla Sanità dovrebbero introdurre elementi di carattere sanitario nella valutazione di impatto ambientale dei nuovi progetti; ciò significa mandare finalmente in pensione conoscenze vecchie e sorpassate, attingendo a nuove e più attuali competenze”.
Piero Loi

24 febbraio 2015

1) Torino. smaltimento delle ceneri della Tirreno Power , INDAGINI IN CORSO. 2)Tirreno Power, ha perso 384,4 milioni di euro tra l'inizio del 2013 e il 31 ottobre 2014.

TRATTO DA LA VOCE

TORINO. SMALTIMENTO DELLE CENERI DELLA TIRRENO POWER, INDAGINI IN CORSO


Saranno trasferiti alla procura di Torino gli atti riguardanti l’inchiesta sullo smaltimento delle ceneri della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. Lo ha disposto il gup Roberta Bossi di Genova che ha deciso sull’eccezione di incompetenza territoriale che era stata sollevata nel dicembre scorso dai difensori di sette persone e di tre società. L’accusa contestata dalla Dda di Genova è quella, a vario titolo, di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento delle ceneri. Alle tre società è contestato solo l’illecito amministrativo. Secondo il gup la competenza è della Procura di Torino in quanto le ipotesi di reato si sarebbero consumate in provincia di Cuneo dove le ceneri provenienti dalla centrale di Vado Ligure sarebbero state interrate. 

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Tratto da Ansa 

Tirreno Power, rosso 384 mln 2013-2014

Persi 295 mln in 2013 e 88,5 mln nei primi dieci mesi del 2014
 © ANSA
(ANSA) - MILANO, 24 FEB - 
Tirreno Power, la società che possiede la centrale di Vado Ligure, ha perso 384,4 milioni di euro tra l'inizio del 2013 e il 31 ottobre 2014. 
Il rosso 2013 ammonta a 295,8 milioni, a cui si aggiungono 88,5 milioni di perdite nel conto economico al 31 ottobre 2014..... 

23 gennaio 2015

Tirreno Power, la Commissione rifiuti ascolta il procuratore di Savona

Tratto da Rsvn.it

Tirreno Power, la Commissione rifiuti ascolta il procuratore di Savona

Sul caso delle ceneri della centrale

Tirreno Power, la Commissione rifiuti ascolta il procuratore Savona


Savona. La Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti in missione in Liguria ha ascoltato anche il procuratore capo di Savona Francantonio Granero" che ha riferito "sull'inchiesta aperta sul trasferimento delle ceneri dell'impianto di Tirreno Power".

Lo si è appreso durante la conferenza stampa conclusiva della missione ligure della Commissione. Parte dei verbali infatti saranno secretati perchè, ha detto il presidente della Commissione Alessandro Bratti "ci sono inchieste in corso. Secondo quanto ci ha riferito il capo della Direzione distrettuale antimafia Michele Di Lecce ci sono una decina di indagini in corso sulla questione rifiuti in tutta la Liguria".
Le indagini riguardano sia episodi di corruttela sia di possibili infiltrazioni di organizzazioni criminali.

08 novembre 2014

IL SECOLO XIX 1)Smaltimento rifiuti alla Tirreno Power, chiesto il processo per 7 persone. 2) In Procura il capo Ambiente della Provincia : NEL MIRINO IL BLACK OUT SUI DATI DEI FUMI ......

Tratto da Il Secolo XIX

Smaltimento rifiuti alla Tirreno Power, chiesto il processo per 7.

(Immagine de La Stampa del  31 maggio 2014 - Tirreno Power: la Procura della Repubblica avrebbe individuato una discarica abusiva per le ceneri della Centrale)

Genova - Il pubblico ministero Giovanni Arena ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone e sostenuto l’illecito amministrativo per 2 società nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo ligure sullo smaltimento delle ceneri della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure; le accuse, a vario titolo, sono di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento di ceneri.
Arena ha chiesto che vadano a processo:
- Pasquale D’Elia, ex capo della centrale e legale rappresentante dello stabilimento;
- Aldo Foce, responsabile del settore Materie prime e Combustibili;
- Giuseppe Acampa e Fulvio Fregnan, dirigenti della ditta torinese di intermediazioni rifiuti Suprema Srl;
- i soci e gestori della società Dellatorre, Italo e Livio Dellatorre;
- il professionista cuneese Roberto Sardo, consulente in materia di ambiente e sicurezza della Dellatorre.
Le società Dellatorre Tirreno Power dovranno rispondere di illecito amministrativo.
Secondo l’accusa sarebbero stati gestiti abusivamente ingenti quantitativi di ceneri di carbone provenienti dalla centrale di Vado; i fatti risalgono al periodo tra il novembre 2011 e il febbraio 2013: i due gestori della ditta Dellatorre e il consulente ambientale, sempre secondo l’accusa, avrebbero realizzato una discarica non autorizzata in un terreno dove c’era il cantiere per la realizzazione di un impianto sportivo a Narzole, nel Cuneese, e lì sarebbero stati interrate, ai fini di riempimento, quasi 30mila tonnellate di ceneri leggere prodotte dalla combustione del carbone nello stabilimento della Tirreno Power .
Secondo il magistrato, «i responsabili della Tirreno Power erano consapevoli che l’impianto della Dellatorre era privo delle prescritte autorizzazioni» e «che l’impianto non era adeguato alla produzione di conglomerati cementizi per l’assenza di idonee attrezzature e di personale specializzato»....
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Tratto da Il Secolo XIX  di oggi

NEL MIRINO IL BLACK OUT SUI DATI DEI FUMI ......
Leggiamo 


Colpo d' acceleratore all' inchiesta avviata dalla Procura su Tirreno Power.Il Procuratore Francantonio Granero,che coordina il lavoro insieme al Sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci ,sembra intenzionato ad alzare il tiro.

Dopo aver inscritto nel registro degli indagati per disastro doloso cinque dirigenti della Tirreno Power,sta cercando di capire le ragioni e le eventuali responsabilità  degli enti locali (i comuni di Vado e Quiliano ) rispetto al fatto di non essere a conoscenza dei dati del presunto inquinamento  e delle varie procedure necessarie per evitare pericoli per la salute pubblica.

Un presunto black out informativo che avrebbe impedito agli amministratori locali di avere una visione completa e globale del problema e, quindi ,di adottare gli eventuali provvedimenti del caso.....

L' incedere sempre più pressante delle convocazioni sembra preludere ad una conclusione vicina dell' inchiesta della Magistratura per quanto riguarda almeno il filone del disastro ambientale. 
Non è escluso che entro la fine dell' anno o le prime settimane del 2015 possa arrivare a fine delle indagini.




07 giugno 2014

Savona News - Smaltimento ceneri Tirreno power: l'accusa è di traffico illegale di rifiuti

 Immagine tratta da La Stampa di oggi .
Tratto da Savona News
Smaltimento ceneri Tirreno power: l'accusa è di traffico illegale di rifiuti



Trasportati in 15 mesi nel cuneese 27mila tonnellate di "ceneri leggere"

Emergono nuovi retroscena dall'Inchiesta della Procura di Genova e della DiA sul trattamento e traffico di ceneri di carbone della centrale Tirreno Power.
Le ceneri, ufficialmente destinate ad un impianto per il trattamento per i cementifici, sarebbero in realtà state portate, secondo l'accusa, prima in un capannone a Novello d'Alba, in Provincia di Cuneo e poi trasferite a Narzole, sempre in provincia di Cuneo, per poi essere interrate illegalmente in una discarica abusiva.

Il tutto a pochi metri dal fiume Tanaro ed in un terreno che era destinato ad ospitare un grande centro sportivo. Il Pm Giovanni Arena ha contestato a nove persone , tra cui anche l'ex capocentrale Pasquale D'Elia, il reato di traffico illegale di rifiuti: nel corso di 15 mesi sarebbero stati trasportate 27mila tonnellate di "ceneri leggere".

29 maggio 2014

Chiuse le indagini su smaltimento ceneri della centrale Tirreno Power di Vado Ligure

Tratto da Primo Canale

Chiuse le indagini su smaltimento ceneri

 della centrale Tirreno Power

Chiuse le indagini su smaltimento ceneri della centrale Tirreno Power

Savona - La procura di Genova ha chiuso l'indagine, affidata alla Dda, sullo smaltimento delle ceneri della centrale a carbone di Tirreno Power a Vado Ligure.

Il pm Giovanni Arena  ha inviato l'avviso di conclusione indagini a nove persone tra le quali Pasquale D'Elia in qualità di capo centrale e legale rappresentante dello stabilimento e Aldo Foce quale responsabile del settore materie prime e combustibili.
L'accusa è quella, a vario titolo, di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento di ceneri. L'azienda è indagata solo per illecito amministrativo.

07 marzo 2014

Italcementi, le ceneri di Vado Ligure allarmano il Consiglio

Tratto da Casale notizie

Italcementi, le ceneri allarmano il Consiglio

In Commissione i Consiglieri chiedono maggiori approfondimenti poichè i rifuiti arriveranno da Vado Ligure ma non solo: studi Usa parlano di sostanze cancerogene e radioattività elevata


NOVI LIGURE - Le ceneri volanti della centrale a carbone di Vado Ligure mettono in allarme i Consiglieri comunali di Novi Ligure tanto che sarà necessaria una nuova seduta della commissione Lavori Pubblici per approfondire la valutazione dei rischi per la salute derivanti dal progetto della Italcementi per il cementificio di San Bovo.
Quelli che ufficialmente sono rifiuti non pericolosi, nelle intenzioni della Italcementi, dovrebbero essere impiegati (70 mila t annue al massimo) per produrre cemento, riducendo l'uso di altri materiali estratti dalle cave. “Non dobbiamo avere nessun dubbio sul rischio per la salute”: ha detto il Consigliere Gianni Malfettani, sintetizzando i vari pareri, alcuni più rassicuranti, altri meno, emersi nella seduta della commissione dell'altra sera in municipio.
Da subito, nel mirino è finita l'amministrazione comunale. ...... Serve chiarezza, soprattutto sulle ceneri, provenienti da una centrale che, secondo la Procura di Savona, può aver causato 400 morti”.
“Il parere è stato mandato – ha spiegato il dirigente comunale Paolo Ravera – ma è arrivato in ritardo di nove giorni. I documenti sono stati pubblicati all'albo pretorio dal 5 dicembre al 19 gennaio”. Secondo i tecnici comunali, per il progetto della Italcementi non serve alcuna valutazione di impatto ambientale, procedura che dovrebbe approfondire le conseguenze del progetto sull'ambiente: “Arpa, Asl e Provincia, di cui ci dobbiamo fidare, hanno già dato il loro ok. 
I camion arriveranno sigillati a Novi e le ceneri verranno immesse in un silos con un sistema che eviterà dispersioni”. Il Consigliere Francesco Sofio ha chiesto garanzie ulteriori: “Meglio se il Comune incarica un tecnico”. “La nostra zona è già fin troppo inquinata” gli ha fatto eco Francesco Moro
“Non mi fido dell'Arpa e delgi altri enti- ha detto Biagio Zigrino -. A Casale e a Taranto era tutto a norma, in realtà non era così”.
“Evitiamo catastrofismi – ha replicato il sindaco Lorenzo Robbiano - Vanno chieste tutte le garanzie ma ricordo che ci sono aziende che chiudono. La Italcementi può usare il suo scalo ferroviario anziché i camion”.
“Io voglio solo capire – è intervenuta Dilva Manfredi -. Le ceneri volanti, secondo uno studio Usa, contengono sostante cancerogene e sono radiottive in larga misura. Dobbiamo capire il nesso tra le emissioni della centrale di Vado e le morti registrate. Ho chiesto una relazione in tal senso a dei medici di Savona”.

Immagini tratte dall'archivio di Uniti per la Salute


.....Alla fine, tutti d'accordo per convocare a breve una nuova commissione alla presenza dei tecnici di Arpa e Provincia.
6/03/2014
Giampiero Carbone.

04 marzo 2014

Italcementi e........ le ceneri da Vado Ligure.

 Tratto da Novionline

Italcementi, le ceneri da Vado Ligure

La centrale della Tirreno Power, finita sotto inchiesta per i danni causati alla salute (secondo la Procura di Savona), citata come sito di approvvigionamento del cementificio novese. Stasera commissione consiliare in municipio.

NOVI LIGURE - Le ceneri volanti utili alla Italcementi di Novi Ligure per produrre cemento potrebbero arrivare dalla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Sv).
 Una notizia che rischia di creare non poche polemiche e apprensioni in città e nel Novese, visto quanto emerso nelle scorse settimane sul conto dell'impianto ligure, finito al centro di un'indagine della Procura della Repubblica di Savona sulle conseguenze che le emissioni avrebbero avuto sulla popolazione. Secondo i magistrati, sarebbero 400 i morti causati dalla centrale, ipotesi che dovrà essere ovviamente valutata da un giudice se si arriverà a un rinvio a giudizio.
Nelle integrazioni inviate da Italcementi a Provincia e altri enti, richieste nell'ultima conferenza dei servizi sul progetto di utilizzo delle ceneri volanti nella produzione del cemento nello stabilimento di Novi, è scritto:Il centro di macinazione di Novi Ligure potrà ricevere ceneri volanti provenienti dalla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Sv) e da quella Eon di Fiumesanto (Ss)”.
Interpellata sulla provenienza delle ceneri nelle settimane scorse, la società non aveva voluto rispondere nel merito, limitandosi a sostenere che le ceneri sarebbero arrivate a Novi tramite “intermediari”.
Sull'argomento il Consigliere di maggioranza Franco Ciliberto (Idv) la scorsa settimana ha presentato al sindaco Lorenzo Robbiano un'interrogazione urgente per conoscere l'orientamento del Comune, il quale, nella prima conferenza di gennaio, non aveva presentato alcun parere sulla proposta di utilizzo delle ceneri.
Stasera, alle 21, nella sala consiliare del municipio, convocata una seduta della Comissione Lavori pubblici in merito all'interrogazione di Ciliberto, che già citava la centrale di Vado per evidenziare i rischi che una tale attività potrebbero comportare per il territorio.

4/03/2014
Giampiero Carbone - redazione@novionline.it
Qui l'articolo integrale

22 febbraio 2014

Italcementi, la Provincia: "chiarezza sull'uso delle ceneri di carbone"

Tratto da  Novionline

Italcementi, la Provincia: "chiarezza sull'uso delle ceneri"

Nel cementifiio novese previsto l'impiego di rifiuti con possibile presenza di sostanze cancerogene, mutagene o tossiche oltre a diossine, furani, metalli pesanti e altro.
 
NOVI LIGURE -  La Provincia ha chiesto “chiarimenti in merito alla possibile presenza di sostanze cancerogene, mutagene o tossiche” alla Italcementi, proprietria del cementificio di Novi Ligure, che a fine 2013 ha depositato un progetto utilizzo delle ceneri provenienti dalla combustione di carbone e lignite per la produzione del cemento.
I tecnici provinciali hanno dato atto alla Italcementi di aver previsto nel progetto un sistema di abbattimento delle polveri in grado di abbattere le emissioni fino a 10 mg/Nmc “ma è necessario caratterizzare, dal punto di vista chimico, le ceneri in ingresso”.
La Italcementi intende avviare quella che ufficialmente è un'attività di recupero di rifiuti non pericolosi (categoria dove rientrano le ceneri in questione) per una quantità massima di 70 mila t annue, in parziale sostituzione del clinker nella produzione del cemento. Le ceneri arriveranno dalla raccolta del materiale captato dai filtri delle centrali termiche alimentate a carbone.
  Dalla conferenza dei servizi è emerso che dal camino dell'impianto di essicazione verrà emesso anche ossido di azoto. ........ Soprattutto, ha evidenziato la mancanza di analisi sul tipo di ceneri da utilizzare con particolare riferimenti a diossine, furani, metalli pesanti e altro......
22/02/2014
Giampiero Carbone - redazione@novionline.it

08 gennaio 2014

Un’interrogazione urgente,al ministro Orlando sul caso della centrale Tirreno Power.

 Tratto da La Gazzetta di Asti

Fiorio interroga il ministro Orlando sul caso delle ceneri della Tirreno Power .


Un’interrogazione urgente, rivolta al ministro dell’Ambiente Orlando, è stata depositata oggi dal deputato Massimo Fiorio sul caso delle ceneri che sarebbero state smaltite illegalmente nel Sud Piemonte dalla centrale elettrica a carbone Tirreno Power di Vado Ligure (Savona).

Sulla vicenda indaga la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova che, ipotizzando il reato di smaltimento illecito di rifiuti, ha già indagato nei mesi scorsi una decina di persone: due alti dirigenti della centrale termoelettrica, altrettanti titolari di ditte specializzate nello smaltimento degli scarti, più una mezza dozzina di autotrasportatori.

“Le ceneri, derivanti dal processo di combustione – spiega Fiorio – sarebbero state caricate sui Tir e smaltite, secondo quanto indicato da resoconti giornalistici, in alcune aree dell’Astigiano e del Cuneese. La conclusione delle indagini porterà a fare luce sull’esatta localizzazione dei siti, trasformati in enormi crateri, scavati in aperta campagna fino a dieci metri di profondità e poi ricoperti di terra”.

Già un mese fa, in occasione della visita di Orlando a Monastero Bormida sulla bonifica dell’ex Acna, Fiorio espresse l’auspicio che “per la Valle Bormida, non ancora sollevatasi dai danni causati dall’inquinamento partito da Cengio, non si ripresenti un nuovo problema ambientale”.

Adesso il deputato Pd chiede al ministro, attraverso l’interrogazione, di “riferire al più presto sull’eventuale pericolosità, sotto il profilo ambientale e della salute dei cittadini, del materiale smaltito”. Si tratterebbe sia di ceneri “nere”, derivanti dalla combustione diretta del carbone, che “bianche”, risultato dell’abbattimento dell’anidride solforosa e solforica mediante calce.

Serve capire – indica Fiorio – qual è il quantitativo complessivo delle ceneri scaricate nei crateri (cioè quante tonnellate), da quanto tempo i rifiuti sono stati interrati e se ci sono pericoli per la falda acquifera. Gli scarti della centrale elettrica sono considerati rifiuti speciali, non pericolosi se smaltiti in impianti autorizzati: ma in questo caso siamo in presenza di materiali scaricati senza alcuna precauzione ambientale. Gli unici a trarre beneficio dal traffico illecito sono stati coloro che hanno risparmiato sui costi di smaltimento negli impianti specializzati o che hanno contribuito a trasportare le ceneri nei terreni del Basso Piemonte: sarà anche importante chiarire a chi appartengano quei siti”.

Da subito Fiorio chiede al ministro Orlando “come si intenda procedere affinché il territorio interessato dall’evento criminoso sia messo in sicurezza e se già fin d’ora, in attesa della bonifica, sia stata predisposta la caratterizzazione ambientale delle aree trasformate in discariche abusive”.
 Immagini tratte da Facebook del Medico Isde G. Ghirga

05 dicembre 2013

Si cercano nell’Astigiano le ceneri della centrale di Savona




























Tratto da la Stampa 
Si cercano nell’Astigiano le ceneri della centrale Tirreno Power
 
La Direzione Antimafia indaga su viaggi dei Tir sospetti e ceneri scarto della combustione della centrale Tirreno Power di Vado Ligure potrebbero essere state illegalmente smaltite in alcune zone del Sud Piemonte e in particolare di Astigiano e Cuneese. 

È quanto sta cercando di appurare l’inchiesta condotta dal procuratore Giovanni Arena della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova. 

Leggi tutto su La Stampa 

30 novembre 2013

La Repubblica :Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte

Tratto da "la Repubblica "




Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte

La Dda indaga sullo smaltimento illecito. Indagati i titolari di ditte di trasporto e smaltimento con due dirigenti della centrale
I Tir, carichi di tonnellate di ceneri provenienti dalla Centrale Termoelettrica di Vado Ligure, avrebbero scaricato e smaltito i rifiuti speciali dentro enormi crateri, scavati a cinque, dieci metri di profondità, poi coperti da terra, in aperta campagna, nel Basso Piemonte. È l'ipotesi investigativa sulla quale lavora la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, che sospetta il reato di "smaltimento illecito di rifiuti" ed ha indagato una decina di persone: due alti dirigenti della Centrale Tirreno Power, altrettanti titolari delle ditte specializzate nello smaltimento, più una mezza dozzina di autotrasportatori che facevano la spola tra Savona, il Cuneense e l'Astigiano.

Il fascicolo, affidato al pm Giovanni Arena della Dda, è stato aperto prima dell'estate, su indagini condotte dai carabinieri del Noe che di nascosto hanno seguito i tir. Anche se fonti investigative molto accreditate raccontano che già un anno fa la Guardia di Finanza di Savona si era presentata ai laboratori dell'Arpal con alcuni campioni di sostanze prelevate in Piemonte, chiedendo di analizzarle e verificare se fossero compatibili con le ceneri prodotte dalla Tirreno Power.

Il fascicolo della Dda sulla centrale termoelettrica si affianca ad una doppia inchiesta per disastro ambientale e omicidio colposo, aperta dalla Procura della Repubblica di Savona, nata dagli esposti dei comitati di residenti che denunciano un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone circostanti. Anche se i controlli di Arpal riferiscono che le emissioni di fumi sono nella norma.
Cosa c'è, però, dietro la vicenda sullo smaltimento degli scarti della centrale, sotto certi aspetti misteriosa, di cui si occupa l'Antimafia? Secondo quanto trapela dalla Procura della Repubblica di Genova, enormi quantitativi di ceneri "bianche" e "nere" sarebbero state "distrutte" illegalmente. Le "nere" provengono dalla combustione diretta del carbone. Le "bianche" sono il risultato dell'abbattimento dell'anidride solforosa e solforica mediante calce: si ottiene solfato di calcio (gesso comune).

Entrambe le sostanze sono considerate rifiuti speciali, non pericolosi, tantomeno tossiconocivi. Necessitano però di smaltimento autorizzato: trasferite in opportuni stabilimenti industriali, lavorate per la produzione di mattoni per pavimentazione. Il processo più sbrigativo e meno costoso, adottato dalla criminalità organizzata che fa affari con i rifiuti, è quello di interrarle, destinandole a cave abbandonate
nel Sud Italia, come scoperto in precedenti inchieste. Oppure, interrandole, come avrebbero scoperto i carabinieri del Noe di Genova.

Perché, però, se ne occupa la Dda, ancorché la vicenda non sia direttamente collegata alle ecomafie, a 'ndrangheta e camorra? "Nel caso di attività organizzata, è di nostra competenza", spiega il procuratore capo, Michele Di Lecce, che coordina il pool antimafia.

L'inchiesta su Tirreno Power è blindata, anche se Di Lecce conferma che è aperto un altro fronte investigativo, seguito dalla Dda di Torino. Inoltre, precisa che devono essere vagliate attentamente le diverse posizioni: accertare se lo smaltimento illecito sia stato compiuto con la connivenza dei dirigenti della centrale di Vado. Oppure, se loro pagassero, convinti che i rifiuti andassero negli stabilimenti per le lavorazioni industriali; ignari, invece, dell'interramento.





Leggi anche su Panorama

Vado Ligure, sulla centrale a carbone di De Benedetti indaga l'Antimafia

La grande centrale della Tirreno Power, di cui la famiglia De Benedetti è azionista, viene indagata dall’Antimafia di Genova anche per lo smaltimento del carbone bruciato.L'articolo  qui



Leggi anche su Il Cambiamento

Le ceneri del carbone di Civitavecchia nel cemento di Bassano Romano


...... In realtà i problemi sono più d’uno. Partiamo dalle ceneri. In più punti della relazione istruttoria pubblicata dalla regione si assicura che le ceneri el carbone rientrano nella categoria dei rifiuti non pericolosi. Ma sulla questione i pareri tecnici sono perlomeno discordanti.

Le ceneri da carbone sono identificate dal codice CER 100102 e classificate come rifiuto speciale non pericoloso in base al Decreto Ronchi che riporta in allegato il Catalogo Europeo dei Rifiuti. Inoltre il Decreto Ministeriale 05/02/98 indica la produzione di calcestruzzi e di manufatti prefabbricati in calcestruzzo fra i settori produttivi di riutilizzo delle ceneri. Alcuni studi però sembrano dimostrare che tali ceneri proprio innocue non siano.

Il carbone infatti contiene sostanze molto nocive per l’uomo come l’arsenico, il mercurio, il selenio, e persino elementi radioattivi come l’uranio, il torio e i prodotti del loro decadimento, radio e radon. Secondo uno studio di qualche anno fa pubblicato dalla rivista Scientific American le ceneri rilasciate dalle centrali a carbone sarebbero persino più radioattive di quelle delle centrali nucleari:
“I rifiuti prodotti da impianti di carbone sono in realtà più radioattivi di quelli generati dai loro omologhi nucleari. Infatti le ceneri volatili emesse da una centrale elettrica – come conseguenza della combustione del carbone per produrre l'energia elettrica – generano nell'ambiente circostante radiazioni 100 volte superiori rispetto ad una centrale nucleare che produca la stessa quantità di energia. […] Quando il carbone è bruciato in ceneri volanti, uranio e torio sono concentrati fino a 10 volte i loro livelli originali”.

.......La storia di Bassano è comune a molti piccoli centri limitrofi alla capitale, che pagano dazio per la vicinanza con un mostro urbano capace di divorare ogni giorno enormi quantità di energia e di produrre quantitativi di rifiuti che non riesce in alcun modo a smaltire. Che dunque succhia energia dalle zone circostanti e vi getta i propri scarti.

 .......Le amministrazioni locali non hanno generalmente la forza politica per opporsi a tali progetti, spinti dai colossi nazionali dell’energia e dei rifiuti, appoggiati dalla classe politica. Spesso sono costrette a piegare il capo e assistere al progressivo degrado del proprio territorio.
Al tempo stesso sono sempre più numerosi i gruppi e comitati di cittadini che si oppongono a questo genere di opere, dai vari comitati “No inceneritori”, alle reti “No Coke”. Tutti in lotta per non vedere il proprio futuro, letteralmente, andare in cenere.