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23 luglio 2016

Tirreno Power : politici salvi, il disastro rimane.«Ma allora sono tutti degli angioletti »

Tirreno Power: politici salvi, il disastro rimane

Parla l’ex procuratore“padre”dell’indagine ...
«Ma allora sono tutti degli angioletti»...



«Sa cosa le dico? - aggiunge Granero - Sono soddisfatto così, il mio dovere l’ho fatto e ogni mattina che mi sveglio e mi guardo allo specchio sorrido». Il disastro doloso, però, contestato solo ai vertici dell’azienda, ha lasciato il posto al disastro colposo ambientale e sanitario.
«Il carbone comunque a Savona non c’è più» 

ribadisce Granero per un saluto al vetriolo. L’ex procuratore spera nelle parti civili per mettere alla berlina, con intercettazioni e testimonianze, molti personaggi usciti dalla vicenda e che per Granero avrebbero giocato un ruolo importante, con le loro decisioni, alle conseguenze sulla salute pubblica.

23 luglio 2015

PROBLEMATICA TIRRENO POWER: Rassegna Stampa di oggi 23 luglio .

Immagini tratte Il Secolo XIX  sulla pagina di Savona oggi in edicola
GRANERO :"ASSURDO CHE NESSUNO DI VOI SIA VENUTO A PARLARE DI DANNI ALLA SALUTE"
LA PERIZIA CHE INCASTRA TIRRENO POWER
Immagine tratta da Il Secolo XIX ed.nazionale .
TIRRENO POWER,IL LAVORO DI LOBBYING PER PARARE IL COLPO DEL SEQUESTRO. 


Immagini tratte da La Stampa
LA PERIZIA CHE INCASTRA LA CENTRALE
LA REPRIMENDA DI GRANERO "DELLA SALUTE 
NON PARLATE" 

 IL CONSULENTE DELLA PROCURA FRANCESCHI: 
" L' ASL DICEVA DI NON ESSERE COMPETENTE"

Immagine tratta da Libero
"I DE BENEDETTI HANNO AFFOSSATO TIRRENO POWER"




I De Benedetti hanno affossato Tirreno Power - PressReader

www.pressreader.com/italy/libero/20150723/281642483866477/TextView

Immagine tratta da La Repubblica
DALLA CURIA AI POLITICI LA RETE PER FAR RIAPRIRE TIRRENO POWER

Dalla curia ai politici, la rete per far riaprire la Tirreno Power ...

www.repubblica.it/.../dalla_curia_ai_politici_la_rete_per_far_riaprire_la..


Nuovi elementi dall'indagine sulla Tirreno Power AVER falsato i dati relativi alle ... degli 87 indagati dell'inchiesta sulla centrale di Vado Ligure Tirreno Power.
La Repubblica‎ -

Tratto da Uomini Liberi
VICENDA TIRRENO POWER- 
LE ULTIME NOVITA' SUI QUOTIDIANI

LA  REPUBBLICALIBEROIL SECOLOXIXLA STAMPA

17 luglio 2015

Secolo XIX:Tirreno Power, il Pm Granero: «Poteri pubblici contro di noi».

Tratto da Il Secolo XIX

Una legge per salvare l’ex azienda di De Benedetti? Bufera nel governo
Tirreno Power, il Pm Granero: «Poteri pubblici contro di noi».

Savona - Alcuni mesi fa, era il gennaio scorso, lo disse chiaramente: «Sono stato soggetto a pressioni di tutti i tipi, come ricatti e pedinamenti. Se si vanno a toccare determinati interessi succede questo». Oggi «che gli atti sono pubblici», Francantonio Granero è disposto a parlare di quella testimonianza, affidata allora alla commissione parlamentare sui rifiuti: «Mi riferivo a un aspetto molto preciso dell’inchiesta su Tirreno Power: dalle intercettazioni appare come tutta la pubblica amministrazione si sia coalizzata contro la nostra perizia epidemiologica e ambientale. Perché?».

- Tirreno Power: la Procura indaga tutta l’ex giunta regionale

Quello studio, così scomodo e indigesto, parla di 427 morti, e migliaia di ricoveri legati ai fumi della centrale di Vado. Eppure in alcuni passaggi degli atti pare quasi che la preoccupazione principale sia lui, un procuratore scomodo («in Italia possono i procuratori fare ciò che vogliono», dice uno degli indagati), tanto da spingere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti (ad affermarlo sono due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) a informarsi se è possibile dargli fastidio con un’indagine disciplinare del Consiglio superiore della magistratura: «Gli attacchi personali sono il meno, ne ho subiti di peggiori nella mia carriera, penso ad esempio all’inchiesta sull’ex presidente della Regione Liguria Alberto Teardo, e non è mai stato mio costume parlarne. 

Ciò che mi amareggia profondamente è che i morti, le vittime, in questa storia passano in secondo piano. Non sembrano essere nei pensieri delle istituzioni e, di riflesso, non sono al centro dei titoli dei media che stanno trattando l’inchiesta».

Ma quali sono queste intimidazioni? Dove emergono e in che modo?


Per provare a rispondere a questi interrogativi si possono mettere in fila tre episodi precisi, circoscritti dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Il primo riguarda la «porcata», copyright di Giuseppe Lo Presti e Antonio Milillo, dirigenti del dicastero dell’Ambiente: si tratta di una leggina ad hoc (rimasta un’intenzione) che il governo starebbe preparando per favorire l’azienda, il dissequestro dell’impianto e salvare l’occupazione. La norma, da licenziare con la firma del ministero dell’Ambiente, sarebbe in realtà partorita negli uffici dello Sviluppo economico, dove il ministro Federica Guidi, per i carabinieri «incontra a tal proposito» l’avvocato di Tirreno Power, l’ex Guardasigilli Paola Severino.

- Tirreno Power, le quattro delibere che inguaiano Burlando

Il secondo fatto viene raccontato dagli investigatori in un capitolo intitolato «tentativi di delegittimazione della perizia». È in questa parte di informativa che compaiono i vertici della Regione Liguria, in particolare la dirigente del settore Ambiente Gabriella Minervini, che risponde direttamente all’ex governatore Claudio Burlando. L’obiettivo, per gli inquirenti, è chiaro: «Minimizzare qualsiasi dato che, anche indirettamente, sia coerente con quanto accertato dalla consulenza epidemiologica come ad esempio il riferimento all’eccesso di mortalità rilevato dai dati Istat per malattie cardiorespiratorie connesse alle caratteristiche di una centrale elettrica». È in questo contesto che compare una sorta di controperizia, che Minervini discute con uno dei suoi autori, Franco Merlo, epidemiologo dell’Ist di Genova. Il dossier, che dovrebbe «demolire» la perizia della Procura, non è firmato. E quando i pm convocano i medici che l’hanno redatta, questi «rinnegano ciò che hanno scritto», spiegando che quelle conclusioni erano affrettate e «superficiali».
L’ultimo tassello è la segnalazione al Csm, che non risulta essere mai partita. «Ripeto, non mi stupisco degli attacchi personali - conclude Granero - Non fanno che confermare la bontà del nostro lavoro».


«Tirreno Power, il Governo spieghi il ruolo di De Vincenti»

Genova - Impegnati a chiedere le dimissioni di Rosario Crocetta per non aver reagito a una frase indegna che però la Procura di Palermo ha smentito, i politici della maggioranza non hanno detto una sola parola sul coinvolgimento del governo Renzi nella vicenda della Tirreno Power, la centrale di Vado Ligure sospettata di aver ucciso 427 persone e fatto ammalare oltre duemila adulti e centinaia di bambini.
Alessandro Cassinis
Continua a leggere su Il SecoloXIX



Tratto da Uomini Liberi

RASSEGNA STAMPA  DI OGGI SULLA VICENDA 
TIRRENO POWER
Oggi sui giornali locali si continua con un'altra botta di 
estratti delle intercettazioni mentre sui nazionali si approfondisce la questione di De Vincenti e della norma
 ad hoc, dei bastoni tra le ruote a Granero  e .........
LA STAMPAIL SECOLOXIXIL FATTO QUOTIDIANOIL CORRIERE
IL SOLE 24 OREIL MESSAGGEROIL GIORNALELIBERO



 Immagine tratta da Il Secolo XIX da pag 17

Tratta da Il Messaggero da pag 14
                                           


                                                        __________________________
Tratto da Bliz Quotidiano

Tirreno Power, dossier: “Claudio Burlando cercò di sbugiardare i pm”




SAVONA – Il governatore della Regione LiguriaClaudio Burlando cercò di delegittimare e sbugiardare le inchieste della Procura di Savona sulla Tirreno Power. Questo il contenuto di un dossier redatto da due medici dell’Ist di San Martino in contatto con ivertici della Regione in mano ai pm, scrive il Secolo XIX.
Nel documento, scrivono M. Grasso e M. Menduni sulSecolo XIX, ci sarebbero le prove che la Regione chiese ai medici di “smontare” la perizia che attribuisce ai fumi della centrale Tirreno Power di Vado Ligure migliaia di morti:
“C’è un documento che fa paura, un dossier che manda all’aria qualsiasi tentativo di «adoperarsi per salvare i posti di lavoro». È la perizia che accusa i fumi della centrale Tirreno Power di Vado di aver provocato migliaia di morti. Ecco perchè quello studio va contrastato a ogni costo. Nelle parole degli inquirenti questo proposito, attuato dai rappresentanti della Regione Liguria, l’ente che avrebbe dovuto vigilare su inquinamento e salute, è spiegato in un capitolo dell’inchiesta dal titolo eloquente: «Tentativi di delegittimazione della consulenza tecnica epidemiologica-ambientale».
L’inchiesta giudiziaria non piace alla politica, locale e nazionale, e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico non ci girano troppo intorno: «Durante tutta l’attività di indagine si sono registrati diversi tentativi di delegittimare la consulenza epidemiologica commissionata dalla Procura di Savona».
L’obiettivo è chiaro: «Minimizzare qualsiasi dato che, anche indirettamente, sia coerente con quanto accertato dalla consulenza epidemiologica come ad esempio il riferimento all’eccesso di mortalità rilevato dai dati Istat per malattie cardiorespiratorie connesse alle caratteristiche di una centrale elettrica».
Conclusioni che, se fossero provate, manderebbero all’aria la grande manovra, secondo gli inquirenti spinta da Roma con l’appoggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e dal ministro dell’Economia Federica Guidi, di elaborare una leggina ad hoc («una porcata», per dirla con le parole di due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) per favorire Tirreno Power e «mantenere i livelli occupazionali»”.
Tratto da La Repubblica

Tirreno Power, quelle “manovre” di Burlando &C. per convincere la ...

La Repubblica - ‎
Tirreno Power, quelle “manovre” di Burlando &C. per convincere la Asl a La centrale Tirreno Power "Durante tutta l'attività di indagine si sono registrati tentativi di delegittimare la consulenza epidemiologica commissionata dalla Procura della ...Leggi l'articolo integrale


Tratto da genova24

Tirreno Power “pilotava” la Regione. Minervini a Guccinelli: “Per il ...

Genova24.it - ‎15 lug 2015‎
Tra gli altri, ci sono i dirigenti della Tirreno Power (come Massimiliano Salvi, Pasquala D'Elia, Giovanni Gosio), ma anche i funzionari del Ministero dell'Ambiente (come Mariano Grillo) e della Regione Liguria (Gabriella Minervini), della Provincia di ...

15 giugno 2015

Tirreno Power, procura verso la chiusura delle indagini.

Tratto da Savona News
Tirreno Power, procura verso la chiusura delle indagini. Granero: "Pronti nei tempi tecnici necessari”.

Ad oltre un anno dal sequestro della centrale e dall’avvio delle indagini, potrebbe essere presto notificato il 415 bis, l’avviso di fine indagini agli indagati coinvolti nell’inchiesta
La magistratura savonese è pronta ad annunciare la fine delle indagini sulla vicenda Tirreno Power. E’ prossima la chiusura dell’inchiesta per disastro ambientale ed omicidio colposo che vede iscritte nel registro degli indagati 46 persone, tra tecnici e amministratori.
Ad oltre un anno dal sequestro della centrale e dall’avvio delle indagini,potrebbe essere presto notificato il 415 bis, l’avviso di fine indagini agli indagati coinvolti nell’inchiesta. L’indiscrezione trapela dal sesto piano del palazzo di Giustizia, dove il procuratore capo Francantonio Granero specifica che la chiusura delle indagini avverrà nei “tempi tecnici strettamente necessari”.
Tra gli indagati che potrebbero presto ricevere l’avviso di fine indagini gli ex vertici aziendali, tra i quali Giovanni Gosio, Pasquale D’Elia, Massimiliano Salvi, dirigenti e amministratori regionali come l’ex presidente della Regione Claudio Burlando con gli ex assessori Renzo Guccinelli e Claudio Montaldo, la dottoressa Gabriella Minervini, responsabile del Dipartimento Ambiente della Regione, i sindaci di Vado Ligure, Monica Giuliano e di Quiliano, Alberto Ferrando.
Secondo la procura, i funzionari regionali responsabili dei procedimenti di Aia e gli amministratori regionali che hanno partecipato alle delibere con cui la Regione ha dato il suo ok a far operare i gruppi a carbone prima e dopo il 2012, "avrebbero permesso di inquinare e provocare danni alla salute e all'ambiente".
La svolta sull’inchiesta è oramai alle porte. Una volta concluse le indagini però, il procuratore capo non potrà seguire il processo in quanto prossimo alla pensione (entro fine estate), e lo stesso per il sostituto Chiara Maria Paolucci  che sarà trasferito a Roma. Il processo passerà quindi ai magistrati Vincenzo Carusi e Daniela Pischetola.

30 aprile 2015

Il Procuratore alla commissione parlamentare sui rifiuti parla dell' inchiesta su Tirreno Power

Da non dimenticare ......
Immagine tratta da Il Secolo XIX del 1 marzo 2015 
FRANCANTONIO GRANERO, Procuratore della Repubblica di Savona. ......Noi abbiamo contestato la più grave delle ipotesi di reato che si possano immaginare in questa materia, ossia il disastro doloso. 
L’ipotesi dolosa si nutre di una serie di elementi che noi abbiamo raccolto anche molto da fatti che costituiscono oppure no reato e che sono stati oggetti di procedimenti collaterali. Per esempio, c’è il trattamento di reflui. Nel caso specifico, questo riguardava il selenio e il boro. Il problema selenio è stato sostanzialmente risolto, quello del boro ancora non è risolto. Questo, quindi, è un altro profilo che blocca le ipotesi di funzionamento della centrale. 
Il profilo più grosso, però, è quello dell’immissione in atmosfera. Quello è veramente un profilo drammatico. Questo non fa più parte del segreto investigativo, perché è stato riferito nel corso di numerose audizioni di persone informate. Noi abbiamo una serie di consulenze che sono state fatte coi migliori epidemiologi, tecnici e chimici che siamo riusciti a trovare solo a Matera. Sono gli stessi che hanno lavorato per Porto Tolle e hanno fornito delle conclusioni drammatiche, perché riferite semplicemente a sette anni di funzionamento della centrale rispetto ai quaranta effettivi. La limitazione è stata fatta in relazione ai dati che erano disponibili, specialmente a quelli di tipo sanitario. Noi abbiamo un numero di morti che certamente non è inferiore a 440, riferiti esclusivamente alla centrale, eliminando altre cause di inquinamento ambientale, che sono numerose. Si è trattato di una diagnosi differenziale, se volessimo usare questo termine. Inoltre, registriamo 1.900 ricoveri solo per malattie cardiovascolari e respiratorie, escludendo i tumori. In materia di tumori si ha una certezza assoluta che il carbone e la combustione del carbone provochino il tumore. Non ci sono, invece, gli strumenti scientifici per misurare, per contare e per vedere il resto e allora quella parte lì resta fuori. Quello che abbiamo fatto in questa indagine, proprio per cercare nella maniera più totale e assoluta di essere non un organo dell’accusa, ma un organo pubblico di accertamento dei fatti, è stato sentire tutti gli specialisti che apparivano, che avevano fatto conoscere o manifestato fatti o che svolgevano ruoli istituzionali, che potessero fornirci degli elementi critici, delle voci contrarie, delle precisazioni e delle aggiunte. Il risultato è stato che praticamente tutti gli istituti, in sostanziale buona fede, partendo dall’Istituto superiore di sanità, nonostante una serie di critiche collaterali, come è inevitabile che avvenga in qualunque attività di tipo scientifico – se questo non ci fosse, non saremmo più nella scienza – hanno finito per rafforzare grandemente l’esito della consulenza. Dal punto di vista processuale hanno fornito una grande tranquillità. Dal punto di vista sociale hanno confermato la drammaticità della situazione. Invece, coloro che – cerco di non usare espressioni forti – avevano ritenuto semplicemente di buttare giù dei pareri che apparivano critici, se li sono visti smontare. In qualche caso bastava il pubblico ministero, che non è uno specialista, per contrastare dialetticamente le cose che vi erano scritte. In altri casi era opportuno che ci fossero i consulenti. Pertanto, abbiamo fatto tutta una serie di audizioni contraddittorie con i consulenti e tutte le accuse di poca scientificità nelle consulenze e, quindi, nell’esito delle medesime si sono liquefatte. 
In tutta questa vicenda, che è veramente drammatica, c’è stato un lungo periodo in cui, insieme alla collega che si occupa di questo procedimento, che si chiama Chiara Maria Paolucci, noi avevamo la sensazione di essere gli unici due che davvero si preoccupassero della sorte dei lavoratori. Questi sembravano una variabile inesistente. 
Poi, improvvisamente, quando ci si è resi conto della gravità dalla situazione, c’è stato un movimento frenetico – utilizzo un aggettivo che può essere inteso nel bene o nel male, cercando di non esprimere giudizi – per affrontare questo problema. Tuttavia, lo si affronta nel momento in cui è già intervenuto il pubblico ministero e in cui il giudice ha disposto il sequestro e non ci sono più margini di trattativa. 
Di fronte a un’accusa di questo genere non si può più trattare. Questa è la difficoltà tremenda di questo procedimento. Prima si poteva, in qualche modo, adesso è estremamente difficile.Devo dire che in questa vicenda, come anche in senso lato, in tutto quello che riguarda il territorio, l’ambiente e i rifiuti, i veri interlocutori del pubblico ministero – naturalmente, questa è una generalizzazione che ammette moltissime eccezioni, ci mancherebbe altro – i veri antagonisti del pubblico ministero non sono i singoli soggetti indagati. È fisiologico che l’indagato si contrapponga, si difenda e dica la sua. 
No, i veri antagonisti sono le Istituzioni locali...
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"Centrale ,gli sforzi dei politici per eludere e non per risolvere".


Tratto da  Il Sole 24 ore     del 05/03/2015 
Clicca qui per leggere il testo integrale dell'audizione del procuratore Francantonio Granero con la commissione parlamentare ecomafie, tenuta il 22 gennaio. L'argomento principale è l'inchiesta sulla centrale elettrica di Tirreno Power a Vado Ligure

Leggi anche 

Tirreno Power di Vado Ligure , un anno dopo il sequestro e le indagini di un procuratore contro i "poteri trasversali".

Precisamente un anno fa, l’11 marzo 2014, venivano posti i sigilli alla centrale termoelettrica di Vado Ligure. Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi aveva disposto il sequestro preventivo dei due gruppi a carbone della Tirreno Power, ponendo così un freno all’attività della centrale.

Dal giorno del sequestro, in esecuzione dell’ordinanza del gip, si è aperta un’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale ed omicidio colposo che, ancora in corso, non lascia scampo a nessuno. Nella vicenda giudiziaria sono coinvolti infatti amministratori locali e dirigenti dell’azienda......
Oltre ai vertici di Tirreno Power, tra i qualiGiovanni Gosio, ex direttore generale, Pasquale D’Elia ex direttore dello stabilimento e Massimiliano Salvi attuale direttore, ad essere iscritte nel registro degli indagati risultano 47 persone tra cui il presidente della Regione Claudio Burlando, l’assessore regionale Renzo Guccinelli e i funzionari regionali responsabili dei procedimenti dell’Aia che hanno partecipato alle delibere con cui l’ente ha dato il suo via libera per fare operare i gruppi a carbone prima e dopo il 2012. 
Nella lista ci sono anche i sindaci di Vado Ligure, Monica Giuliano e di Quiliano, Alberto Ferrando. 
Secondo la procura della Repubblica di Savona, "avrebbero permesso di inquinare e provocare danni alla salute e all'ambiente".
Tutti gli amministratori e gli enti locali sono coinvolti.

Lo stesso procuratore ha affermato alla commissione parlamentare sugli illeciti ambientali lo scorso 22 gennaio: "La vera controparte sono diventati la Regione, i Comuni, la Provincia. Io non mi meraviglio che l'amministratore delegato di Tirreno Power ce la metta tutta per dimostrare la sua innocenza, ma anche per riaprire l'azienda. Se, invece, questo lo fanno le Istituzioni, mi crea un certo imbarazzo".

Un’inchiesta destinata ad andare avanti tra luci ed ombre. Lo stesso procuratore capo della Repubblica di Savona che coordina le indagini è stato “soggetto a pressioni di tutti i tipi, come ricatti e pedinamenti”. 
Come ha affermato Francantonio Granero alla commissione parlamentare sugli illeciti ambientali: “Se si vanno a toccare determinati interessi, succede questo".......
Non è un bel quadro quello che vi ho fatto, lo so, ma, o diciamo delle cose vere, o è inutile parlare".
Qui l'articolo integrale

Tratto da Savona News

La centrale ripartirà quindi solo per le attività di manutenzione richieste dall'azienda, si tratta di attività di conservazione che non avranno alcun riferimento a possibili riprese anche parziali delle attività e non ci saranno fuoriuscite di fumi a camino.

29 marzo 2015

Vado Ligure: l'audizione del magistrato alla commissione ecomafie:"Centrale ,gli sforzi dei politici per eludere e non per risolvere".

"Centrale ,gli sforzi dei politici per eludere e non per risolvere".
Immagine tratta da Il Secolo XIX del 1 marzo 2015 



Leggiamo su Il Sole 24 ore

Ultime notizie su Tirreno Power

05/03/2015 
Clicca qui per leggere il testo integrale dell'audizione del procuratore Francantonio Granero con la commissione parlamentare ecomafie, tenuta il 22 gennaio. L'argomento principale è l'inchiesta sulla centrale elettrica di Tirreno Power a Vado Ligure

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Tirreno Power di Vado Ligure , un anno dopo il sequestro e le indagini di un procuratore contro i "poteri trasversali".

Precisamente un anno fa, l’11 marzo 2014, venivano posti i sigilli alla centrale termoelettrica di Vado Ligure. Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi aveva disposto il sequestro preventivo dei due gruppi a carbone della Tirreno Power, ponendo così un freno all’attività della centrale.

Dal giorno del sequestro, in esecuzione dell’ordinanza del gip, si è aperta un’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale ed omicidio colposo che, ancora in corso, non lascia scampo a nessuno. Nella vicenda giudiziaria sono coinvolti infatti amministratori locali e dirigenti dell’azienda...... 
Lo stesso procuratore ha affermato alla commissione parlamentare sugli illeciti ambientali lo scorso 22 gennaio: "La vera controparte sono diventati la Regione, i Comuni, la Provincia. Io non mi meraviglio che l'amministratore delegato di Tirreno Power ce la metta tutta per dimostrare la sua innocenza, ma anche per riaprire l'azienda. Se, invece, questo lo fanno le Istituzioni, mi crea un certo imbarazzo".

Un’inchiesta destinata ad andare avanti tra luci ed ombre. Lo stesso procuratore capo della Repubblica di Savona che coordina le indagini è stato “soggetto a pressioni di tutti i tipi, come ricatti e pedinamenti”. 
Come ha affermato Francantonio Granero alla commissione parlamentare sugli illeciti ambientali: “Se si vanno a toccare determinati interessi, succede questo".
Infatti il magistrato, tornato dopo trent’anni a Savona, non ha trovato molti cambiamenti dai tempi del Caso Teardo da lui affrontato negli anni Ottanta: "Sono tornato esattamente dopo trent’anni e ho trovato la stessa situazione che avevo trovato allora, ossia una struttura di poteri trasversali, priva di qualunque colore partitico, composta da poche persone, che domina tutta l’attività economica e finanziaria del territorio. 
Non è un bel quadro quello che vi ho fatto, lo so, ma, o diciamo delle cose vere, o è inutile parlare".