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09 febbraio 2017

Tirreno Power: «Le esigenze occupazionali hanno prevalso sulla tutela dell’ambiente»

 Immagine tratta da La Stampa di oggi 

“I politici erano preoccupati per il lavoro, non per l’ambiente”

Il gip del tribunale di Roma archivia ma critica gli amministratori

I politici hanno fatto prevalere le esigenze occupazionali sulla tutela dell’ambiente. ........ Nelle 18 pagine del decreto di archiviazione il giudice spiega chiaram...continua
Tratto da La Stampa on line 
Tirreno Power: «Le esigenze occupazionali
 hanno prevalso sulla tutela dell’ambiente»
Le motivazioni sull’archiviazione delle accuse
 di abuso d’ufficio agli amministratori locali.....
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I politici hanno fatto prevalere le esigenze occupazionali sulla tutela dell’ambiente.
Il gip del tribunale di Roma Paola De Nicola ha considerato anche questo elemento (“di carattere squisitamente politico” come scrive nel suo provvedimento) per motivare la decisione di archiviare le accuse di abuso d’ufficio contestate a trentuno persone tra amministratori locali (di Regione,Provincia, Comune di Vado e Comune di Quiliano). 
Nelle diciotto pagine del decreto di archiviazione il giudice spiega chiaramente il motivo per il quale le accuse sono cadute: l’abuso d’ufficio deve essere sorretto dall’intenzionalità e, in questo caso, scrive il magistrato “sotto il profilo penale risulta difficilmente sostenibile che gli indagati abbiano agito con l’intenzione di favorire Tirreno Power”.
Anche se nessuno degli, ormai ex, indagati sarà condannato in tribunale per questa vicenda, il giudizio“morale” che il gip ha messo nero su bianco sull’operato della classe “politica” è molto severo e tutt’altro che positivo:“La condotta contestata agli indagati è consistita, in una chiave di lettura‘nobile’, nella chiara scelta politica degli organi istituzionali a favore dell’occupazione in contrapposizione alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente; e in una chiave più realistica nell’incuria, nell’incapacità, nell’indolenza, nell’arroganza e nell’assenza di una dimensione istituzionale del ruolo di controllo e vigilanza spettante alle pubbliche istituzioni”.

In riferimento agli organismi della Regione Liguria il gip Di Nicola scrive: “non vi è dubbio che vi sia stata, per quasi 20 anni, una totale incapacità,neghittosità, inidoneità e superficialità da parte loro di ottemperare ai propri obblighi di vigilanza e controllo sulle prescrizioni imposte dal Ministero dell’ambiente alla Tirreno Power”.

Leggi anche su IVG

“Difficile sostenere che volessero favorire Tirreno Power”, ma il gip di Roma “condanna” (moralmente) i politici


Nel decreto di archiviazione un giudizio severo, in particolare sulla Regione: "per quasi 20 anni, c'è stata una totale incapacità, neghittosità, inidoneità e superficialità".
.....“Si è trattato, quindi, di una precisa scelta politica sorretta dall’aver riposto fiducia nell’azione futura del gestore degli impianti, il quale mai ha avuto intenzione di conformarsi alle innumerevoli prescrizioni imposte dagli enti territoriali competenti e ciò per mere ragioni di profitto nonostante la consapevolezza del pericolo che corrreva la popolazione" scrive il gip Di Nicola.

16 febbraio 2013

Ilva di Taranto : ormai è finito il tempo degli annunci.....


 Tratto da Peacelink 
Comunicato stampa

Dopo incontro garante AIA Ilva: finito il tempo degli annunci

Chi ha governato si è prestato al gioco e dovrà risponderne ai cittadini e speriamo anche alla magistratura.
 Fulvia Gravame, Alessandro Marescotti (Peacelink)
 
Abbiamo incontrato il Garante dell’AIA in data odierna e gli abbiamo rappresentato i dubbi in merito all’attuazione delle prescrizioni contenute nell’AIA da parte del management ILVA e alla capacità effettiva delle istituzioni di realizzare i controlli necessari. La storia insegna che spesso si è dato per scontato che l’azienda realizzasse quanto promesso, salvo scoprire in un secondo momento che così non era.


  Il punto è che manca l’impegno di spesa deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Ilva per avviare quanto l’AIA richiede. Manca cioè il cosiddetto “piano industriale” con gli investimenti e la relativa copertura finanziaria. L’azienda deve dimostrare di avere i capitali per  fare le cose previste nell’AIA.  Se l’azienda non delibera gli investimenti e non li mette a bilancio, tutto rimane aria fritta. .....
L’esempio eclatante è quello dalla copertura dei nastri trasportatori, oggetto di un’intesa istituzionale tra la Regione Puglia, gli Enti Locali e l’ILVA nel 2006. Secondo il presidente della Regione Puglia Vendola essa era stata completata. Il governatore si era basato su alcune pubblicazioni dell’azienda stessa, in base alle quali l’Ilva diceva di aver realizzato nel 2009 la copertura dei nastri trasportatori. 
Il punto è che nessuno era andato a controllare in loco!
La questione di cui parliamo non è tanto tecnica: è una questione di credibilità delle istituzioni. 
La storia infinita dei nastri trasportatori fa il paio con il campionamento in continuo della diossina che doveva essere realizzato da quattro anni: nel febbraio 2009.
Ad oggi non funziona ancora. E’ incredibile ma è vero: quattro anni di ritardi!

I cittadini non possono andare a controllare, ma le istituzioni che firmano intese o fanno le leggi devono controllare altrimenti perdono di credibilità politica e incorrono - a nostro parere - anche nella corresponsabilità dell‘inquinamento in corso. 
 Chi omette di controllare qualcosa da cui dipende la salute dei cittadini mette in atto, tramite una condotta fatta di rinvii continui, un comportamento omissivo che a nostro parere è rilevante non solo politicamente ma anche sotto il profilo penale.


Venendo all’attuazione dell’AIA concessa ad ottobre 2012,  constatiamo che rimangono ancora scoperti i nastri trasportatori che dovevano essere già coperti nel 2009 e questo è veramente grattesco!......

Questo gioco di rinvii deve terminare perché i periti della Procura hanno documentato che a Taranto due persone al mese muoiono per inquinamento industriale. 

  ........L’AIA prevederà altri rinvii con la copertura dei decisori politici. Noi riteniamo che continuare a rinviare per mesi o anni mentre esiste un problema sanitario acclarato e incombente sia assolutamente inaccettabile. 

Ormai il tempo degli annunci è finito.Chi ha governato si è prestato al gioco e dovrà risponderne ai cittadini e speriamo anche alla magistratura.
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