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Visualizzazione post con etichetta Tirrreno Power. Mostra tutti i post
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02 maggio 2018

Dottor Ugo Trucco:"I politici non ci hanno ascoltato ".

"I POLITICI NON CI HANNO ASCOLTATO"

Uno stralcio dell'  interessante intervista  rilasciata dal Dottor Ugo  Trucco  alla giornalista Debora Geido .
L'Ordine dei Medici  riteneva che per "motivi di salute pubblica si dovesse provvedere alla dismissione in tempi rapidi e certi dei gruppi a carbone "
L' effettivo sequestro avverra' solamente  quattro anni dopo.
"Noi siamo intervenuti per dovere deontologico e per amore nei confronti dei cittadini,ma la nostra funzione e' stata sottovalutata -conclude -sono scandalizzato per l' indifferenza e la negligenza della politica in questa vicenda.

L'intervista integrale e' pubblicata su "Il Letimbro n. 5 "
del mese di Maggio 2018 .

26 gennaio 2018

Centrale Tirreno Power : ministero e associazioni ambientali ammessi come parti civili.

Immagine tratta da La Stampa oggi in edicola
Tirreno Power, ministero e associazioni ambientali ammessi come parti civili.


Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola 
Centrale , gli ambientalisti nel processo.

25 gennaio 2018

News:Tirreno Power, ministero e ambientalisti ammessi come parti civili nel processo

Tratto  da Il Secolo XIX

Tirreno Power, ministero e ambientalisti ammessi come parti civili nel processo

Vado Ligure - Ministero dell’Ambiente e sei associazioni ambientaliste (Greenpeace, Legambiente, Wwf, Anpana, Medicina Democratica e Uniti per la Salute) sono state ammesse dal giudice come parti civili nell’udienza preliminare in corso sul caso Tirreno Power, il presunto disastro ambientale e sanitario colposo che vede sotto accusa ventisette imputati tra cui i vertici dell’azienda. 
«Oggi è un gran giorno - ha detto Giovanni Durante, portavoce della Rete Savonese Fermiamo il Carbone - è stata riconosciuta dal giudice la rilevanza del lavoro svolto in tutti questi anni. Abbiamo grande fiducia nel lavoro della magistratura, e questo è un passo importante nella strada della verifica di una verità giudiziaria». Per Medicina Democratica questa «è una prima vittoria». 
Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone tra cui i vertici dell’azienda.

Continua a  leggere qui

11 gennaio 2018

Riesame dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla societa' Tirreno Power.....per Vado Ligure

Tratto da Gazzetta Ufficiale

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL
TERRITORIO E DEL MARE


COMUNICATO

Riesame dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla societa' Tirreno Power S.p.a., in Roma, per l'esercizio dell'installazione nei Comuni di Vado Liguree Quiliano. 17A08729)
(GU Serie Generale n.3 del 04-01-2018)


Leggi tutto sulla Gazzetta Ufficiale

27 ottobre 2017

Anche Greenpeace e WWF nel processo a Tirreno Power :sei associazioni si sono costituite parti civili

Immagine tratta da La Stampa oggi in edicola

Anche Greenpeace e Wwf nel 

processo a Tirreno Power.

Sei associazioni si sono costituite parti civili contro i vertici della centrale

Sei associazioni ambientaliste, Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, 
Uniti per la Salute, Wwf e Anpana, hanno chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento sulla centrale Tirreno 
Power di Vado Ligure.
 La richiesta è stata formalizzata ieri mattina 
nel corso dell’udienza preliminare celebrata 
nell’aula magna del tribunale di Savona davanti 
al giudice Francesco Meloni.

Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola
AL VIA L' UDIENZA PER DISASTRO AMBIENTALE E SANITARIO COLPOSO
Centrale ,sei associazioni chiedono i danni
Ventisei richieste di rinvio a giudizio da parte della Procura .Prime decisioni il 30 novembre

05 marzo 2017

CENTRALE TIRRENO POWER :Arriva l’ok dalla Provincia per la riconversione della centrale di Vado Ligure

Tratto da RSVN

Arriva l’ok dalla Provincia per la riconversione della centrale di Vado Ligure

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Savona. Ok dalla Provincia alla riconversione della centrale Tirreno Power. In base a quanto emerge dall’analisi di rischio, secondo gli uffici di Palazzo Nervi, non sussisterebbero rischi sanitari e ambientali né all’interno né all’esterno del sito derivanti da concentrazioni delle sostanze presenti nel suolo e nella falda. Si tratta di un primo passo formale che prevede anche qualche prescrizione.
 Per il superamento delle soglie di rischio, «ricorre l’obbligo di una messa in sicurezza della falda da parte del soggetto responsabile». Anche se Tirreno non si ritiene responsabile degli episodi di inquinamento idrico, la Provincia osserva che «nelle more dell’individuazione del soggetto responsabile della contaminazione, non può essere esclusa la corresponsabilità di Tirreno Power circa la presenza di sostanze».
Di qui scattano le prescrizioni per Tirreno che vanno dall’approfondimento dell’efficacia ed efficienza del sistema di prevenzione installato, all’analisi delle acque in una zona a monte, che non subisca l’influenza delle attività del sito industriale. Previsto anche un piano di monitoraggio quadrimestrale fino a quando non sarà confermato il rispetto dei valori limite e una relazione annuale con gli esiti dei controlli effettuati da inviare ad Arpal. 

25 febbraio 2017

Caso Tirreno Power, udienza in autunno: 26 gli imputati

PROMEMORIA

Caso Tirreno Power, udienza in autunno: 26 gli imputati per disastro ambientale colposo

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Savona - AUTUNNO : è quello il termine fissato dal gup Francesco Meloni per dare il via all’udienza sul disastro ambientale e sanitario colposo a carico degli amministratori e direttori della centrale termoelettrica di Vado di Tirreno Power. Ventisei persone in tutto, tra cui l’ex direttore generale Giovanni Gosio, l’ex capo centrale Pasquale D’Elia e tutta una serie di amministratori che si sono succeduti nei vari consigli d’amministrazione di Tirreno Power.
Il gup Meloni avrebbe fissato anche la data precisa riservandosi però di comunicarla prima agli imputati. Di certo c’è che la maxi inchiesta avviata dall’ex procuratore Francantonio Granero e portata avanti dal procuratore Alessandro Ausiello, coadiuvato dal sostituti Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi, approderà al gup dopo lo stop delle vacanze estive. Per l’accusa i ventisei imputati avrebbero omesso «l’adozione di tutte le cautele gestionali ed impiantistiche rese possibili dalle migliori tecnologie disponibili per ridurre gli effetti inquinati», non ottemperando le prescrizioni imposte dalle autorizzazioni e presentando istanze per tenere in esercizio i gruppi a carbone che come puntualizza il procuratore Ausiello «il funzionamento era destinato a cessare tra il 2018 e il 2020».
Restano invece in sviluppo i filoni riguardanti il presunto omicidio colposo, ipotesi per la quale la procura ha avviato nuovi ed ulteriori accertamenti per dare un nome e un volto alle eventuali vittime dell’inquinamento provocato dalle ciminiere della centrale.....
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15 febbraio 2017

Savona - La vicenda Tirreno Power e i colloqui " raccapriccianti " dei Dirigenti ministeriali nelle intercettazioni

Immagine tratta da Il Secolo XIX di domenica 12 Febbraio .

Savona - La vicenda Tirreno Power e i colloqui " raccapriccianti " dei Dirigenti ministeriali nelle intercettazioni riprese dal Tribunale di Roma

Leggi anche su Ninin 

Tirreno Power: le pietre del Giudice

Incuria, incapacità, arroganza, superficialità : l'accusa morale del Gip di Roma ha il valore e la forza di verità troppo a lungo taciute. ...... Il decreto è di archiviazione, ma la condanna morale è senz'appello  Leggi tutto 

09 febbraio 2017

Tirreno Power: «Le esigenze occupazionali hanno prevalso sulla tutela dell’ambiente»

 Immagine tratta da La Stampa di oggi 

“I politici erano preoccupati per il lavoro, non per l’ambiente”

Il gip del tribunale di Roma archivia ma critica gli amministratori

I politici hanno fatto prevalere le esigenze occupazionali sulla tutela dell’ambiente. ........ Nelle 18 pagine del decreto di archiviazione il giudice spiega chiaram...continua
Tratto da La Stampa on line 
Tirreno Power: «Le esigenze occupazionali
 hanno prevalso sulla tutela dell’ambiente»
Le motivazioni sull’archiviazione delle accuse
 di abuso d’ufficio agli amministratori locali.....
Risultati immagini per tirreno power morti

I politici hanno fatto prevalere le esigenze occupazionali sulla tutela dell’ambiente.
Il gip del tribunale di Roma Paola De Nicola ha considerato anche questo elemento (“di carattere squisitamente politico” come scrive nel suo provvedimento) per motivare la decisione di archiviare le accuse di abuso d’ufficio contestate a trentuno persone tra amministratori locali (di Regione,Provincia, Comune di Vado e Comune di Quiliano). 
Nelle diciotto pagine del decreto di archiviazione il giudice spiega chiaramente il motivo per il quale le accuse sono cadute: l’abuso d’ufficio deve essere sorretto dall’intenzionalità e, in questo caso, scrive il magistrato “sotto il profilo penale risulta difficilmente sostenibile che gli indagati abbiano agito con l’intenzione di favorire Tirreno Power”.
Anche se nessuno degli, ormai ex, indagati sarà condannato in tribunale per questa vicenda, il giudizio“morale” che il gip ha messo nero su bianco sull’operato della classe “politica” è molto severo e tutt’altro che positivo:“La condotta contestata agli indagati è consistita, in una chiave di lettura‘nobile’, nella chiara scelta politica degli organi istituzionali a favore dell’occupazione in contrapposizione alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente; e in una chiave più realistica nell’incuria, nell’incapacità, nell’indolenza, nell’arroganza e nell’assenza di una dimensione istituzionale del ruolo di controllo e vigilanza spettante alle pubbliche istituzioni”.

In riferimento agli organismi della Regione Liguria il gip Di Nicola scrive: “non vi è dubbio che vi sia stata, per quasi 20 anni, una totale incapacità,neghittosità, inidoneità e superficialità da parte loro di ottemperare ai propri obblighi di vigilanza e controllo sulle prescrizioni imposte dal Ministero dell’ambiente alla Tirreno Power”.

Leggi anche su IVG

“Difficile sostenere che volessero favorire Tirreno Power”, ma il gip di Roma “condanna” (moralmente) i politici


Nel decreto di archiviazione un giudizio severo, in particolare sulla Regione: "per quasi 20 anni, c'è stata una totale incapacità, neghittosità, inidoneità e superficialità".
.....“Si è trattato, quindi, di una precisa scelta politica sorretta dall’aver riposto fiducia nell’azione futura del gestore degli impianti, il quale mai ha avuto intenzione di conformarsi alle innumerevoli prescrizioni imposte dagli enti territoriali competenti e ciò per mere ragioni di profitto nonostante la consapevolezza del pericolo che corrreva la popolazione" scrive il gip Di Nicola.

30 maggio 2016

17 Luglio 2015 :Tirreno Power, il Pm Granero: «Poteri pubblici contro di noi».

 Pubblichiamo alcuni stralci dei quotidiani 

del  17 luglio 2015

Tratto da Il Secolo XIX

Tirreno Power, il Pm Granero: «Poteri pubblici contro di noi».

Savona - Alcuni mesi fa, era il gennaio scorso, lo disse chiaramente: «Sono stato soggetto a pressioni di tutti i tipi, come ricatti e pedinamenti. Se si vanno a toccare determinati interessi succede questo». Oggi «che gli atti sono pubblici», Francantonio Granero è disposto a parlare di quella testimonianza, affidata allora alla commissione parlamentare sui rifiuti: 
«Mi riferivo a un aspetto molto preciso dell’inchiesta su Tirreno Power: dalle intercettazioni appare come tutta la pubblica amministrazione si sia coalizzata contro la nostra perizia epidemiologica e ambientale. Perché?».

- Tirreno Power: la Procura indaga tutta l’ex giunta regionale

Quello studio, così scomodo e indigesto, parla di 427 morti, e migliaia di ricoveri legati ai fumi della centrale di Vado. Eppure in alcuni passaggi degli atti pare quasi che la preoccupazione principale sia lui, un procuratore scomodo («in Italia possono i procuratori fare ciò che vogliono», dice uno degli indagati), tanto da spingere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti (ad affermarlo sono due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) a informarsi se è possibile dargli fastidio con un’indagine disciplinare del Consiglio superiore della magistratura: «Gli attacchi personali sono il meno, ne ho subiti di peggiori nella mia carriera, penso ad esempio all’inchiesta sull’ex presidente della Regione Liguria Alberto Teardo, e non è mai stato mio costume parlarne. 

Ciò che mi amareggia profondamente è che i morti, le vittime, in questa storia passano in secondo piano. Non sembrano essere nei pensieri delle istituzioni e, di riflesso, non sono al centro dei titoli dei media che stanno trattando l’inchiesta». 

Ma quali sono queste intimidazioni? Dove emergono e in che modo?


Per provare a rispondere a questi interrogativi si possono mettere in fila tre episodi precisi, circoscritti dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Il primo riguarda la «porcata», copyright di Giuseppe Lo Presti e Antonio Milillo, dirigenti del dicastero dell’Ambiente: si tratta di una leggina ad hoc (rimasta un’intenzione) che il governo starebbe preparando per favorire l’azienda, il dissequestro dell’impianto e salvare l’occupazione. La norma, da licenziare con la firma del ministero dell’Ambiente, sarebbe in realtà partorita negli uffici dello Sviluppo economico, dove il ministro Federica Guidi, per i carabinieri «incontra a tal proposito» l’avvocato di Tirreno Power, l’ex Guardasigilli Paola Severino.

- Tirreno Power, le quattro delibere che inguaiano Burlando

Il secondo fatto viene raccontato dagli investigatori in un capitolo intitolato «tentativi di delegittimazione della perizia». È in questa parte di informativa che compaiono i vertici della Regione Liguria, in particolare la dirigente del settore Ambiente Gabriella Minervini, che risponde direttamente all’ex governatore Claudio Burlando. L’obiettivo, per gli inquirenti, è chiaro: «Minimizzare qualsiasi dato che, anche indirettamente, sia coerente con quanto accertato dalla consulenza epidemiologica come ad esempio il riferimento all’eccesso di mortalità rilevato dai dati Istat per malattie cardiorespiratorie connesse alle caratteristiche di una centrale elettrica». È in questo contesto che compare una sorta di controperizia, che Minervini discute con uno dei suoi autori, Franco Merlo, epidemiologo dell’Ist di Genova. Il dossier, che dovrebbe «demolire» la perizia della Procura, non è firmato. E quando i pm convocano i medici che l’hanno redatta, questi «rinnegano ciò che hanno scritto», spiegando che quelle conclusioni erano affrettate e «superficiali».
L’ultimo tassello è la segnalazione al Csm, che non risulta essere mai partita. «Ripeto, non mi stupisco degli attacchi personali - conclude Granero - Non fanno che confermare la bontà del nostro lavoro».


«Tirreno Power, il Governo spieghi il ruolo di De Vincenti»

Genova - Impegnati a chiedere le dimissioni di Rosario Crocetta per non aver reagito a una frase indegna che però la Procura di Palermo ha smentito, i politici della maggioranza non hanno detto una sola parola sul coinvolgimento del governo Renzi nella vicenda della Tirreno Power, la centrale di Vado Ligure sospettata di aver ucciso 427 persone e fatto ammalare oltre duemila adulti e centinaia di bambini.
Alessandro Cassinis
Continua a leggere su Il SecoloXIX



Tratto da Uomini Liberi

RASSEGNA STAMPA  DI OGGI SULLA VICENDA 
TIRRENO POWER
Oggi sui giornali locali si continua con un'altra botta di 
estratti delle intercettazioni mentre sui nazionali si approfondisce la questione di De Vincenti e della norma
 ad hoc, dei bastoni tra le ruote a Granero  e .........
LA STAMPAIL SECOLOXIXIL FATTO QUOTIDIANOIL CORRIERE
IL SOLE 24 OREIL MESSAGGEROIL GIORNALELIBERO



 Immagine tratta da Il Secolo XIX da pag 17

Tratta da Il Messaggero da pag 14
                                           


                                                        __________________________
Tratto da Bliz Quotidiano

Tirreno Power, dossier: “Claudio Burlando cercò di sbugiardare i pm”



SAVONA – Il governatore della Regione LiguriaClaudio Burlando cercò di delegittimare e sbugiardare le inchieste della Procura di Savona sulla Tirreno Power. Questo il contenuto di un dossier redatto da due medici dell’Ist di San Martino in contatto con ivertici della Regione in mano ai pm, scrive il Secolo XIX.
Nel documento, scrivono M. Grasso e M. Menduni sulSecolo XIX, ci sarebbero le prove che la Regione chiese ai medici di “smontare” la perizia che attribuisce ai fumi della centrale Tirreno Power di Vado Ligure migliaia di morti:
“C’è un documento che fa paura, un dossier che manda all’aria qualsiasi tentativo di «adoperarsi per salvare i posti di lavoro». È la perizia che accusa i fumi della centrale Tirreno Power di Vado di aver provocato migliaia di morti. Ecco perchè quello studio va contrastato a ogni costo. Nelle parole degli inquirenti questo proposito, attuato dai rappresentanti della Regione Liguria, l’ente che avrebbe dovuto vigilare su inquinamento e salute, è spiegato in un capitolo dell’inchiesta dal titolo eloquente: «Tentativi di delegittimazione della consulenza tecnica epidemiologica-ambientale».
L’inchiesta giudiziaria non piace alla politica, locale e nazionale, e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico non ci girano troppo intorno: «Durante tutta l’attività di indagine si sono registrati diversi tentativi di delegittimare la consulenza epidemiologica commissionata dalla Procura di Savona».
L’obiettivo è chiaro: «Minimizzare qualsiasi dato che, anche indirettamente, sia coerente con quanto accertato dalla consulenza epidemiologica come ad esempio il riferimento all’eccesso di mortalità rilevato dai dati Istat per malattie cardio-respiratorie connesse alle caratteristiche di una centrale elettrica».
Conclusioni che, se fossero provate, manderebbero all’aria la grande manovra, secondo gli inquirenti spinta da Roma con l’appoggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e dal ministro dell’Economia Federica Guidi, di elaborare una leggina ad hoc («una porcata», per dirla con le parole di due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) per favorire Tirreno Power e «mantenere i livelli occupazionali»”.
Tratto da La Repubblica

Tirreno Power, quelle “manovre” di Burlando &C. per convincere la ...

La Repubblica - ‎
Tirreno Power, quelle “manovre” di Burlando &C. per convincere la Asl a La centrale Tirreno Power "Durante tutta l'attività di indagine si sono registrati tentativi di delegittimare la consulenza epidemiologica commissionata dalla Procura della ...Leggi l'articolo integrale


Tratto da genova24

Tirreno Power “pilotava” la Regione. Minervini a Guccinelli: “Per il ...

Genova24.it - ‎15 lug 2015‎
Tra gli altri, ci sono i dirigenti della Tirreno Power (come Massimiliano Salvi, Pasquala D'Elia, Giovanni Gosio), ma anche i funzionari del Ministero dell'Ambiente (come Mariano Grillo) e della Regione Liguria (Gabriella Minervini), della Provincia di ...
______________________
             
Leggi anche uno stralcio del 12 ottobre 2014 su LINFALAB :

Si è arrivati al calcolo delle percentuali di aumento del rischio e del numero dei ricoveri e delle morti, determinate proprio dalla presenza della centrale Tirreno Power.


Quello che è stato fatto è stato realizzare non una stima, ma una misura del danno, attraverso uno studio caso-controllo della popolazione,«definendo come base dello studio, l’esperienza di vita di tutti i residenti nei comuni contigui alla provincia di Savona, da caratterizzare con diversi livelli di esposizione».



19 maggio 2016

La problematica di Vado Ligure su Environmetal Justice Australia




LE NOTIZIE VIAGGIANO.......


L'azienda energetica francese Engie (ex GDF Suez),  che ha sponsorizzato la  COP21  la Conferenza sul clima dell'UNFCCC a Parigi nel 2015, è una società che è  azionista  di due centrali elettriche a carbone coinvolte in disastri ambientali nell'anno 2.014.
L'11 marzo 2014, a Savona in  Italia,  è stato emesso dal giudice Fiorenza Giorgi un decreto di sequestro ,  che ha  fatto cessare immediatamente la  produzione a carbone  dei  gruppi  della  centrale elettrica Tirreno Power . Il sequestro  pare sia dovuto  al fatto che  Tirreno Power aveva violato le condizioni della  Autorizzazione Integrata Ambientale' e causato un disastro, con il pericolo conseguente per  la salute dei cittadini  .
Gli studi epidemiologici e ambientali  hanno evidenziato    i decessi e   le malattie che avrebbero potuto essere   'attribuibili  esclusivamente' alla centrale elettrica a carbone, il numero dei quali faceva dedurre  che il delitto potrebbe essere legalmente interpretato come un 'disastro '.
 I numeri di questo disastro sono stati definiti   da evidenze  epidemiologiche   fino a  :
 • 438 morti tra il 2000 e il 2007; 
• 2097 casi di malattie cardiovascolari e respiratorie tra il 2005 e il 2010; 
 • 457 casi di patologie respiratorie e 129 casi di asma nei bambini tra il 2005 e 2010. ........


03 aprile 2016

Tirreno Power offre il carbonile alla regione Liguria....

Su  Il SecoloXIX.it del 02 Aprile 2016


Leggi anche su RSVN

‘Impianti a carbone dismessi entro pochi anni’


Si riapre dibattito alla Tirreno Power di Vado
Vado Ligure. “Le ultime dieci centrali a carbone in Italia 
potrebbero essere dismesse entro qualche anno”. 
Questo il senso di un passaggio dell’intervista che il ministro 
dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha reso all’emittente 
Radio Capital in questi giorni......Leggi qui


31 marzo 2016

31 MARZO 2016 Estrazioni petrolio la ministra Guidi intercettata .... 15LUGLIO 2015: "Tirreno Power, guai per il ministro Federica Guidi: quell'incontro con Paola Severino"....

Oggi 31 marzo 2016 .....

Oggi 31 Marzo 2016 , scopriamo  un interessante collegamento fra il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi,il suo fidanzato Gianluca Gemelli e il petrolio.

                 Il ministro si e' dimesso.

Continua a leggere su Dorsogna


SUCCEDEVA INVECE NEL LUGLIO 2015

Federica Guidi

Rassegna Stampa
TRATTO DA LIBERO QUOTIDIANO
L'INCHIESTA-BOMBA 
Tirreno Power, guai per il ministro Federica Guidi: quell'incontro con Paola Severino

Scandalo Tirreno Power. Il governo Renzi avrebbe favorito una leggina ad hoc pur i salvare la centrale di Sorgenia. Un caso-terremoto sul quale alza il velo La Stampa, che pubblica alcune intercettazioni della procura di Savona. Nei guai il sottosegretario Massimo De Vincenti, ma anche il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Nel dettaglio, la titolare del dicastero, come emergerebbe da alcune intercettazioni ambientali avrebbe incontrato l'avvocato Paola Severino, difensore di Tirreno Power. Una circostanza sospetta: leggi l'approfondimento.

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Tratto da Il Fatto Quotidiano

Ilva, Enel, Tirreno Power: i pm aprono inchieste, la politica bastona chi indaga

Ambiente & Veleni

Il ministro Guidi ammonisce ancora i giudici: "Attenti alle conseguenze delle vostre azioni". Tre giorni prima il suo nome era comparso nelle carte dell'indagine sulla centrale di Savona insieme al suo vice De Vincenti, ......... 

“La magistratura valuti il peso delle decisioni che prende”. Lo dice Federica Guidi, ammonendo i giudici a non spegnere l’Altoforno 2 dell’Ilva, che “condannerebbe lo stabilimento alla chiusura”. Un intervento che viene proprio da quel ministro che, pur non essendo indagato, è comparso negli atti dell’inchiesta di Savona sulla centrale a carbone di Vado Ligure che, con i suoi fumi, secondo l’accusa avrebbe provocato la morte di 440 persone. Niente di penalmente rilevante, ma più d’uno ha storto il naso leggendo degli incontri al ministero tra la Guidi e l’ex ministro Paola Severino, oggi avvocato degli imputati di Tirreno Power.
Di più. Le annotazioni dei Noe che hanno condotto l’inchiesta contengono passaggi importanti su Claudio De Vincenti, l’allora vice-ministro di Guidi e poi promosso da Matteo Renzi sottosegretario alla presidenza del Consiglio ........
Nessuna spiegazione su questi episodi è arrivata da Guidi o De Vincenti. Eppure, dopo una manciata di giorni, il ministro dello Sviluppo Economico torna ad ammonire i magistrati  ....
Continua a leggere qui
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Da Il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2015

Tirreno Power, “dobbiamo scrivere una porcata”. E il sottosegretario De Vincenti “suggerì come eludere le leggi”
Nelle intercettazioni del Noe compaiono dirigenti del ministero dell'Ambiente e viene citato il nome dell'ex vice ministro allo Sviluppo. Per discutere dei dettagli ci sarebbe stato un incontro tra la titolare del dicastero del Mise Federica Guidi e l'avvocato Paola Severino
.........De Vincenti, secondo gli investigatori, avrebbe ipotizzato di chiedere al Csm un’azione disciplinare contro il pm Francantonio Granero. Un lavoro corposissimo quello della Procura di Savona e dei Noe: 800mila pagine...
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