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05 agosto 2013

FERMIAMO IL CARBONE IL 17 e IL 18 AGOSTO a ZINOLA



Il 17 e 18 Agosto sul lungomare di Zinola 

FERMIAMO IL CARBONE

I° FESTIVAL  con cucina,dibattiti, teatro ,musica,mostre,stand espositivi.
PER LA DIFESA DELLA SALUTE  ,DELL' AMBIENTE.PER UNA VERA DEMOCRAZIA DELLE SCELTE.

PASSATE PAROLA .
LA RETE SAVONESE  FERMIAMO IL CARBONE VI ATTENDE NUMEROSI.

PROGRAMMA

 Primo Festival contro il carbone, sabato 17 e domenica 18 agosto nel Lungomare di Zinola
 Per tutelare la salute e l’ambiente 
dando speranza al nostro futuro.
Per contrastare i cambiamenti climatici.

APERTURA STAND DALLE ORE 19  

Programma sabato 17 agosto.

Ore 20  Spazio Dibattiti:
Presentazione e visione del documentario   "L'età del ferro"
Come privatizzare i profitti e socializzare le perdite.
Partecipa l’autore     Diego Scarponi


Ore 21  Spazio Dibattiti:

"Inquinamento e reati ambientali"

Le nuove frontiere a tutela della salute nei posti di lavoro e nella vita quotidiana dei cittadini.

 Partecipano

 Il sostituto Procuratore di Torino  :dott. Raffaele Guariniello

 Lo storico e sociologo :Marco Revelli

 Il Medico epidemiologo dell'IST :dott. Valerio Gennaro


 Il Presidente dell'Ordine dei medici :dott. Ugo Trucco

 Introduce Giovanni Durante Presidente Provinciale ARCI



 Ore 21,30  Palco centrale:
“Un nemico del popolo” di Henrik Ibsen.
Spettacolo teatrale sui temi ambientali, a cura della Cantina teatrale dei Cattivi maestri


Ore 22,30  Arena sulla spiaggia:

The acoustic solo concert di   Claudio Bellato

Letture a cura di                        Mr. Puma

Concerto di                                Sergio Pennavaria
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           Programma domenica 18 agosto

Ore 20,30  Spazio Giardini:

"Enobrakadabra. Elogio del carbone"

Spettacolo per bambini e adulti contro il carbone, a cura di Anna Maria Bianchi e dell’Associazione Veganierranti
Ore 21  Spazio Dibattiti:

“Perché le istituzioni hanno preferito il carbone ad altre forme di energia ?”

Partecipano
Rappresentanti delle istituzioni (da definire),
Massimiliano Varriale  Consulente energetico di WWF Italia,

Santo Grammatico Presidente Legambiente Liguria,

Gianfranco Gervino  portavoce di Unitiperlasalute Onlus,

Carlo Freccero  opinionista e autore televisivo.

Introduce Giovanni Durante  Presidente Provinciale ARCI


Ore 21,30  Palco centrale:

Spettacolo con i comici di Zelig e Colorado Cafè


Daniele Raco e Enrique Balbontin


Ore 22,30  Arena sulla spiaggia:
Concerto di Pulin and the little mice  A Brigà Trio

Ore 22,30  Palco centrale:
“Storia di una ecatombe”
Spettacolo teatrale sul carbone


Hanno aderito i seguenti  61 comitati, associazioni e partiti:

ACLI provinciale Savona
Amici del Mediterraneo
API Savona
ARCI provinciale Savona
Associazione Italia Cuba
Associazione Nuova Solidarietà
Associazione Papà separati
Banca Etica
Blog 'Perchè la sinistra'
Bottega del commercio equo Finale
Briciole di solidarietà
Cantina teatrale dei Cattivi maestri
Casa della Legalità
Cittadinanza attiva Liguria
Comitati ambiente Valbormida
Comitato Albamare
Comitato MODA
Comitato OSTinati
Comitato savonese per l’acqua bene comune
Comitato Speziapolis via dal carbone
Comitato Spotorno Noli
Comunità dei mussulmani in Liguria
Coordinamento ligure gestione corretta rifiuti
CUB Comitato Unitario di base
Donne in Nero contro la guerra
Duevventi
FAI fondo ambiente italiano
Federazione dei Verdi
Forum ambientalista
Forum sulla finanza sociale
Fuoricontrollo
GASSA gruppi di acquisto solidale
ISDE Associazione Medici per l'Ambiente
Legambiente Liguria
Libera Savona
Libreria Ubik
Mamme della Margonara
Medicina democratica
Movimento 5 Stelle
Movimento consumatori Savona
NoiperSavona
Nuova Solidarietà Finale Ligure
Nuovo Filmstudio
Otherearth
Partito Comunista dei Lavoratori
Rete l’Abuso
Rifondazione Comunista
Società SMS Cantagalletto
Società SMS Leginese
Timoteoteatro
Ubuntu Finale
Unione Donne in Italia
Uniti per la salute onlus
USEI Unione Ecuadoriani in Italia
Veganierranti
Vento largo
WWF Liguria


Con il sostegno di:
Greenpeace nazionale
Legambiente nazionale
WWF nazionale
Arci nazionale















Tratto da "La Stampa" del
 13 Agosto.


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Tratto da Facebook del Medico Isde 
Giovanni Ghirga 

E' BENE SOTTOLINEARE CHE QUALSIASI INIZIATIVA CONTRO IL CARBONE NON PUO' CHE ESSERE LA BENVENUTA PERCHE', A PRESCINDERE DA OGNI COSA, IL CARBONE ACCORCIA LA VITA DELLA POPOLAZIONE E RIMANE UN OBIETTIVO DA NON PERDERE MAI DI VISTA SE IL FINE ULTIMO E' LA SALUTE PUBBLICA.




Le prime due immagini sono tratte da Facebook del Medico Isde Giovanni Ghirga ,l'ultima è tratta da Killer Silenziosi di Greenpeace.

Fondazione SEJF :Ecco le dodici più gravi sciagure ambientali

Tratto da La Stampa

Ecco le dodici più gravi
sciagure ambientali


AFP
Un’immagine dello sversamento di petrolio nel Golfo

La lista individuata dalla Fondazione SEJF individua i siti dove si sono verificati i più gravi disastri contro l’ambiente. Dal Golfo del Messico a Chernobyl.

Dodici hot spot dei crimini contro la Terra e l’umanità, un elenco non certo esaustivo, di alcune fra le peggiori catastrofi che – colpendo l’ambiente e gli habitat – hanno dato luogo a vere e proprie tragedie. È questo il senso della lista della ‘sporca dozzina’ individuata fra le centinaia di casi possibili dalla Fondazione SEJF per rendere evidente come molte delle più gravi sciagure ambientali che hanno devastato o stanno ancora devastando il Pianeta, in presenza di una legislazione internazionale più efficace, avrebbero potuto essere in alcuni casi evitate oppure il risarcimento avrebbe potuto essere adeguato e i colpevoli condannati.  

Ecco quindi la lista della ‘sporca dozzina’ su cui sia SEJF che IAES (International Academy of Environmental Sciences) hanno in molte occasioni sollecitato l’attenzione degli organismi internazionali. Da Bhopal (ma si sarebbe potuto iniziare con Seveso, il più antico dei disastri ambientali dell’era della consapevolezza ambientale) alle sabbie bituminose che in Canada minacciano la salute di migliaia di nativi nord americani; da casi meno conosciuti come quello della montagna di piombo che nel nord dell’Argentina sta minacciando la salute delle generazioni future a disastri riconosciuti forzatamente a livello mondiale, come gli incidenti nucleari di Chernobyl e Fukushima.  

KIRIBATI E MALDIVE – Le isole sommerse dal cambiamento climatico  

Il riscaldamento globale è un’arma di distruzione di massa. Solo nello scorso novembre, la Banca mondiale ha rilanciato un allarme netto: “un mondo con 4 gradi in più provocherebbe una cascata di cambiamenti cataclismici, fra cui ondate di calore estremo, una diminuzione degli stock alimentari e un rialzo del livello del mare che colpirebbe centinaia di milioni di persone”. Negli ultimi mesi si stanno accelerando le iniziative di governi come quello delle isole Kiribati, il cui presidente sta negoziando l’acquisto di terreni nelle Fiji per consentire la migrazione di 113mila abitanti del piccolo Stato minacciato dall’innalzamento delle acque dell’oceano. Il Consiglio Australiano per i Rifugiati ha sollecitato il governo a riconoscere formalmente lo status di rifugiato climatico a tutti coloro che sono costretti a fuggire a causa degli effetti del climate change. E sempre verso l’Australia contano di emigrare i 350 mila abitanti delle Maldive minacciati dall’innalzamento dei livelli del mare
. I colpevoli di questo disastro sono difficili da identificare perché ognuno di noi, quando mette in moto la macchina o accende la luce, dà un microscopico contributo alla crescita dell’effetto serra.
Ma per quanto riguarda la minaccia climatica, potrebbe valere il tema della responsabilità degli amministratori come garanti della salute pubblica. 
I sindaci sono giuridicamente responsabili dello smog che nelle città supera i livelli di rischio accettabile. 
Perché i governi nazionali non sono responsabili di omissione di intervento? 
Il livello attuale delle emissioni serra viola le indicazioni dei climatologi e di tutte le istituzioni internazionali (governi compresi) che si sono impegnate a evitare un aumento di temperatura che superi i 2 gradi. 

03 agosto 2013

1)Disinvestire dalle fossili si può. Il movimento degli studenti universitari 2)BLOCCATA LA CENTRALE A CARBONE ENDESA IN CILE.

Tratto da Qualenergia.

Disinvestire dalle fossili si può. Il movimento degli studenti universitari

Parte dalle università statunitesi e arriva alle istituzioni un movimento che vuole togliere risorse alle grandi compagnie dell'industria del petrolio, del carbone e del gas. Lontana da obiettivi utopistici, la campagna, che approda anche in Europa e in Australia, non sarà in grado di mettere in ginocchio l'industria delle fossili, ma le manda un segnale forte.
..... necessario fermare l'industria del petrolio, del carbone e del gas prima che, per amor di profitto, decida di ignorare le raccomandazioni della scienza mettendo in grave pericolo l'intera umanità. E nel sistema del libero mercato il modo migliore per farlo è privare quell'industria di risorse.

Leggi l'articolo integrale

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Tratto da Noalcarbone Brindisi

BLOCCATA LA CENTRALE A CARBONE ENDESA IN CILE.

(fonte: contropiano.org )
Cile: bloccata centrale della spagnola Endesa




Con un verdetto raggiunto all’unanimità, la Corte d’Appello di Santiago ha confermato la sospensione dei lavori di costruzione della centrale termoelettrica a carbone Punta Alcalde, di proprietà dell’azienda spagnola Endesa, nel nord del Cile. La sentenza lascia “senza effetto” la risoluzione del Consiglio dei ministri che nel dicembre scorso aveva dato il via libera al progetto, che prevede investimenti per 1,4 miliardi di dollari e una capacità di produzione di energia di 740 Mw.


A marzo lo stesso tribunale aveva emesso un “divieto di innovare” mirato a paralizzare il progetto in attesa che si risolvessero una serie di questioni di fondo, principalmente ricorsi per danni ambientali presentati dai pescatori della Valle di Huasco, nella regione di Atacama (800 km a nord della capitale), direttamente interessati dall’impianto. Un blocco confermato con la nuova sentenza.



Secondo la Corte d’Appello di Santiago, l’approvazione del Consiglio dei ministri “ha messo a rischio e ha minacciato il diritto dei ricorrenti a vivere in un ambiente libero da contaminazione” si legge nel verdetto.


I pescatori della Valle di Huasco denunciano che Punta Alcalde contaminerà il Parco nazionale Llanos de Challe e la riserva dei pinguini di Humboldt. Il progetto era già stato bloccato dalla Commissione ambientale di Atacama nel giugno 2012, con una decisione poi ribaltata dal Consiglio dei ministri.


Fra i precedenti giudiziari in campo ambientale spicca il no, sempre nel nord del Cile, espresso da un altro tribunale in merito alla costruzione della centrale termoelettrica a carbone Castilla, concepita per essere la più grande del Sudamerica, con investimenti pari a 4,4 miliardi di dollari e una capacità di produzione di energia di 2100 Mw.

02 agosto 2013

Enel risarcisce, 5 Comuni e il Parco escono dal processo

Tratto da  Gazzettino..it

Enel risarcisce,5 Comuni 

e il Parco escono dal 

processo

Patologie respiratorie: con 130 mila 

euro le amministrazioni revocano la 

di parte civile. 

Restano gli ambientalisti












di Lorenzo Zoli

ROVIGO - Taglio di Po, Loreo, Ariano
 nel Polesine, Corbola, Porto Viro e il 
Parco regionale veneto del Delta del Po:  
sonoi sei enti che hanno firmato l'accordo 
con il quale, dietro un risarcimento versato da Enel si 
sono impegnati a revocare la propria costituzione di parte
 civile nel processo aperto a Rovigo
E incentrato principalmente sulle
 patologie respiratorie il cui insorgere,
 nella popolazione infantile del Delta, 
 sarebbe stato facilitato dalle emissioni 
della centrale Enel di Porto Tolle, nel 
periodo in cui era alimentata a olio
 combustibile.

Ai cinque Comuni andranno 130mila euro a

 testa, al netto delle spese, ben 500mila al 
parco regionale. In cambio, i sei enti,  oltre all'uscita dal processo, si impegnano pure a rinunciare ad azioni, anche
 future,  civili, penali o amministrative, 
per eventi collegati al funzionamento della centrale e verificatisi sino a oggi.
Firmato l'accordo, ciò non significa che il processo resti privo
 di parti civili: restano, infatti, Rosolina; 
le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Greenpeace, Legambiente e Wwf;la Provincia
 di Rovigo; e, per ora, il Comune di Porto 
Tolle; l'avvocatura dello Stato. 
 Stanno valutando, poi, un accordo vari enti locali del Ferrarese:
 il parco regionale emiliano romagnolo, la Provincia di Ferrara,
 la Regione Emilia Romagna, i Comuni di Mesola e Goro.

Il processo cosiddetto "Enel Bis", fa riferimento 
all'insorgenza delle patologie respiratorie tra i bimbi
 del Delta, avvenuta per l'accusa in misura  maggiore 
alla media a causa delle emissioni dell'impianto
del fatto che non sarebbe stato fatto tutto il possibile per limitarle; si fa riferimento, poi,  anche a un'altra questione, 
collegata al «vecchio» progetto di riconversione a carbone.
 In pratica, secondo la tesi accusatoria,
 alla commissione Via - che aveva il 
compito di approvare o meno il progetto - sarebbero stati presentati documenti che  
sottostimavano l'impatto ambientale di 
una alimentazione a carbone della centrale.  
Non valutando alternative migliori come,
 per esempio,quella a gas metano........


Infine, un passaggio sulla "questione  
carbone". «È anche evidente - chiude 
Migliorini - che il nuovo procedimento
 per ottenere la eventuale autorizzazione
 alla riconversione non è oggetto di 
questo  processo e la prova deriva dal
 fatto che è costituito parte civile anche
 lo stesso ministero dell'Ambiente che
 dovrebbe rilasciare la nuova valutazione favorevole alla riconversione a carbone».

Leggi l'articolo integrale
Venerdì 02 Agosto 2013 - 11:38   

1) Ilva: il Senato approva il decreto È legge.2)Approvati due ordini del giorno del Movimento 5 Stelle : Il Senato chiede al Governo di istituire il reato di strage ambientale e inasprire le pene.

Tratto da Il  Corriere della Sera 

Ilva: il Senato approva il decreto.È legge.

 M5S: «È un "ammazza Taranto"».

Consente il commissariamento di grandi imprese di interesse strategico che comportino rischi per ambiente e salute.

Giovedì mattina è passato, senza modifiche, al Senato il decreto sull'Ilva. I «sì» sono stati 206, 19 i no e 10 gli astenuti. I senatori del M5S non hanno partecipato al voto, mentre Sel si è astenuta. 

M5S: «È un "ammazza Taranto"».....I 5 Stelle hanno lasciato in blocco l'Aula di Palazzo Madama: «Non ci permettono di apportare alcuna modifica al decreto legge e, quindi, abbiamo deciso di abbandonare l'Aula», ha spiegato il senatore Francesco Molinari.

 

PROVVEDIMENTO BLINDATO - Il decreto consente il commissariamento da parte del Consiglio dei ministri di imprese di interesse strategico nazionale che comportino pericolo ambientale, e di conseguenza commissaria le acciaierie Ilva di Taranto. Maggioranza e governo avevano deciso di blindare il provvedimento in Senato, escludendo di fatto la possibilità di apportare modifiche, motivando la decisione con i tempi ristretti di approvazione che avrebbero reso difficile una terza lettura alla Camera (la conversione in legge doveva arrivare entro sabato 3 agosto) . 

 

Le imprese oggetto del decreto devono avere almeno mille lavoratori subordinati (il decreto del Governo ne prevedeva solo 200, la modifica è stata apportata a Montecitorio) e un'attività che comporti pericoli oggettivamente gravi per l'integrità dell'ambiente e della salute a causa dell'inosservanza reiterata dell'autorizzazione integrata ambientale.

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Leggi su Peacelink

Per la Costituzione italiana la proprietà privata non può essere esercitata in modo da recare danno alla sicurezza e alla dignità umana

Ilva, una nuova legge per far prevalere l'economia sulla salute e la vita

La nuova legge ha il fine di avviare una sanatoria per mettere al riparo l'azienda da sanzioni che erano già pronte. 

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Tratto da Asca

Dl Ilva:approvati due ordini del giorno del M5S

Il Senato chiede al Governo di istituire il reato di strage ambientale e inasprire le pene. 

(ASCA) Roma, 1 ago  2013- Nel corso del dibattito sul decreto Ilva, che ha visto la contrarieta' del Movimento 5 Stelle, uscito dall'aula per protesta al momento del voto, sono stati approvati due ordini del giorno proposti dal gruppo parlamentare 5 Stelle a prima firma Stefano Lucidi.  
''Abbiamo chiesto ed ottenuto dal Senato d'impegnare il governo affinche' si adoperi su due fronti legislativi - commenta Stefano Lucidi - circoscrivere in maniera chiara la fattispecie di 'stato di calamita' naturale di origine antropica', cioe' tutti quegli episodi che hanno determinato disastri ambientali non derivati da fenomeni naturali ma da attivita' umane quali ad esempio gli impianti industriali''. 

 ''Inoltre - prosegue - partendo dal punto precedente, abbiamo chiesto di istituire, conformemente alle direttive europee, un apposito titolo del codice penale a giusto inasprimento delle pene verso i reati ambientali. 
Quindi l'istituzione del reato di strage ambientale che e' un punto del programma del Movimento 5 Stelle''.

01 agosto 2013

Passeggino Rosso :DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA

Tratto da Noalcarbone
Passeggino Rosso : LEGGE 21/2012 DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA
(comunicato stampa Passeggino Rosso)
La legge 21/2012 della Regione Puglia, nata allo scopo di tutelare la salute e l’ambiente dalle emissioni industriali inquinanti, ha introdotto la Valutazione del danno sanitario (Vds) per le industrie ad alto impatto ambientale dei poli di Taranto eBrindisi, prevedendo che a fronte di patologie accertate si riducano le emissioni inquinanti sino all’inevitabile chiusura degli impianti individuati come fonte accertata di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica.

La legge individua nel’Asl e nell’Arpa gli organismi competenti per redigere, con aggiornamento almeno annuale, un rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) anche sulla base del Registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale.

Apprendiamo che una serie di grandi aziende – e fra queste l’Eni con la raffineria di Taranto, l’Enel con gli impianti di Brindisi, la Cementir con lo stabilimento di Taranto, ed ancora Edipower ed Enipower e la Basell – hanno chiesto ai giudici amministrativi del Tar di annullare il regolamento della legge, ponendo anche la questione di incostituzionalità, con la motivazione che si creerebbe un divario fra chi opera in Puglia e chi, invece, nelle altre regioni italiane.

Davanti alle dichiarazioni di Confindustria Passeggino Rosso è attonito: al contrario infatti consideriamo questa legge una grande opportunità di difesa della salute dei nostri figli  prima cosa che ci sta a cuore e,  a fronte della situazione accertata di inquinamento grave dei due siti industriali di Brindisi e Taranto, riteniamo che veramente debba esserci una differenza fra chi opera in queste città piuttosto che in altre, perchè si tratta di zone SIN, zone che hanno subito per anni un vero e proprio martirio, zone che sono state spremute come un limone, dove la salute e ogni diritto sono stati calpestati, sacrificandole al profitto delle stesse grandi industrie che oggi ricorrono al Tar.

In queste zone invece si devono ridurre le emissioni complessive delle attività industriali per cui le aziende che vi operano devono andare in questa direzione, ma prima ancora si deve realizzare una mappatura della salute e, se viene accertata una fonte di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica, questa deve essere immediatamente rimossa, senza se e senza ma, come questa legge prevede appunto.

Per questo motivo chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali e, in particolare al Sindaco di Brindisi, di impegnarsi a difesa di questa legge che, ricordiamo, è stata voluta ed approvata da una giunta regionale retta dal suo stesso partito di provenienza, chiedendo pubblicamente alle aziende brindisine la revoca del ricorso al Tar che hanno presentato. Questo schierarsi della politica tutta e del Sindaco, insieme alle mamme di Brindisi, a difesa della salute dei bambini della nostra città, sarebbe un atto doveroso e apprezzabile: nessuno può permettersi di restare in silenzio.

Passeggino Rosso non lo farà e non resterà a guardare passivamente chi vuole privarci di questo prezioso strumento. Aspettiamo delle risposte!