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14 agosto 2017

Arpat Misurare l'inquinamento atmosferico ad alta risoluzione

Tratto da Arpat

Misurare l'inquinamento atmosferico ad alta risoluzione

Misurare l'inquinamento atmosferico ad alta risoluzione
I livelli di inquinamento atmosferico urbano variano notevolmente anche a brevi distanze (meno di 1 km), a causa di fonti di emissione non distribuite uniformemente, nonché della diluizione degli inquinanti e delle trasformazioni fisico-chimiche degli stessi. I metodi istituzionali di monitoraggio della qualità dell'aria attraverso stazioni fisse di rilevamento, pur rispondendo ai criteri normativi in base ai quali i dati di qualità dell'aria devono essere prodotti e valutati, non hanno la risoluzione spaziale adatta a rappresentare tutti i diversi livelli di esposizione all'interno di un'area urbana.
Uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, che ha coinvolto le università della California, di Washington e del Texas, quella di Vancouver in Canada, oltre alla British Columbia ed un istituto di Utrecht nei Paesi Bassi, ha sperimentato un metodo di misura per rivelare l'inquinamento atmosferico urbano con un dettaglio spaziale di 4-5 ordini di grandezza maggiore di quella ottenuta con le tradizionali stazioni di monitoraggio fisse.
I ricercatori hanno infatti dotato i veicoli di Google Street View di sensori in grado di misurare ossidi di azoto (NO e NO2) e black carbon campionando ripetutamente ogni strada in una zona di 30 km2 di Oakland, in California, raccogliendo così il più grande insieme di dati di qualità dell'aria urbana di questo tipo.
Anche se i livelli istantanei degli inquinanti variano rapidamente nell'ambiente stradale, ripetendo i campionamenti su ogni strada e calcolando valori medi (mediane) sul lungo termine, si ottengono stime stabili e precise dei livelli di inquinamento. Le mappe risultanti rappresentano le concentrazioni degli inquinanti integrate nel tempo, su una scala di 30 m. I risultati mostrano una variabilità sorprendentemente netta su piccole dimensioni, apprezzabile solo grazie alla risoluzione spaziale molto fine del modello.
Poiché la variazione locale della qualità dell'aria influenza profondamente la salute pubblica e la qualità dell'ambiente, i risultati raggiunti dallo studio hanno importanti implicazioni sulla misurazione e sulla gestione dell'inquinamento atmosferico.
L'analisi capillare, come quella condotta dalle auto Google, può infatti generare una mappa fedele alla realtà, indicando quali siano i punti che maggiormente necessitano di un intervento, fornendo così indicazioni puntuali alle istituzioni e agli amministratori locali.

07 maggio 2015

DIRITTO AMBIENTALE - AIA-VIA-VAS e TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, ORA I SINDACI NON HANNO PIU' SCUSE !

Tratto da notedimarcogrondacci

AIA-VIA-VAS e tutela salute dei cittadini, ora i Sindaci non hanno più scuse!

Pubblicate le linee guida (vedi QUIdell’ISPRA e del sistema delle Agenzie per la protezione dell’Ambiente ( le Arpa)  che definiscono come effettuare la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (di seguito VIIAS) nelle procedura di Valutazione Ambientale Strategica dei piani territoriali e urbanistici e dei programmi (VAS) di Valutazione di Impatto Ambientale di progetti ed opere (VIA) e di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di installazioni fortemente impattanti e pericolose per ambiente e salute.

La vigente normativa su VAS, VIA ed AIA  prevede da tempo che nell’istruire e concludere queste procedure si debba tener conto anche della salute dei cittadini interessati dall’impatto ambientale e sanitario del piano/programma, progetto od opera.Si tratta di norme di principio che richiedono procedure e/o parametri tecnico operativi per essere attuate come appunto quella della VIIAS.
  
Sotto il profilo tecnico operativo le norme  che disciplinavano, fino ad ora, la VIIAS erano:
1. il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 27/12/1988 che disciplina il contenuto degli Studi di Impatto Ambientale e prevede che questi debbano avere una apposita sezione su Salute Pubblica
2. il Decreto Ministero Salute 24 aprile 2013 che disciplina la valutazione del danno sanitario in relazione alle procedure di rilascio dell’AIA alle installazioni commissariate come nel caso dell’Ilva di Taranto (per un commento vedi QUI).
3. Il Parere Sanitario del Sindaco (ex comma 6 articolo 29quater del DLgs 152/2006) nell’ambito della procedura di rilascio dell’AIA.


Peccato che sia i presentatori dei progetti che le Autorità Competenti (Regione Liguria e in parte Province) a decidere la conclusione delle procedure di VAS, VIA , AIA nonché gli enti pubblici che devono parteciparvi come i Sindaci dei Comuni territorialmente interessati, hanno sempre trovato la scusa che non “sapevano” come svolgere questa VIIAS o comunque applicare i parametri di tutela della salute per decidere la compatibilità ambientale di impianto fortemente impattanti: discariche, centrali termoelettriche, rigassificatori, industrie chimiche, impianti di trattamento rifiuti, per non parlare degli strumenti di pianificazione urbanistica ed edilizia o quelli di programmazione di trasporti su gomma e su nave, piani regolatori dei porti. .....

Un esempio emblematico di questa mancata applicazione della VIIAS in questi anni è stato il Parere Sanitario che deve rilasciare il Sindaco dei Comuni territorialmente interessati dalle installazioni soggette ad AIA. Questo Parere non è mai stato rilasciato nonostante la legge ne preveda la obbligatorietà.  
Gli esempi nel nostro territorio riguardano la centrale Enel a carbone e il Rigassificatore di Panigaglia.  Entrambi questi impianti non hanno avuto ne detto Parere Sanitario ne alcuna valutazione del loro potenziale e reale impatto sulla salute dei cittadini interessati (vedi QUI

Questo Parere Sanitario come dimostrano esperienze in giro per l’Italia deve essere prodotto come una Valutazione di Impatto Sanitario.
Altro esempio. Nonostante esistessero norme tecniche come il dpcm del 1988 sopra citato che lo prevedano,  la Regione Liguria non ha previsto nella propria normativa tecnica sulla VIA l’obbligo di una sezione Salute Pubblica negli Studi di Impatto Ambientale (si veda la DGR 1415/1999).

Soprattutto i Sindaci liguri  hanno sempre trovato coma “scusa” nel non produrre il loro Parere Sanitario che non esistevano documenti ufficiali istituzionali che chiarissero come fare questa VIIAS….ovviamente questo non è vero come dimostrano numerose esperienze concrete in giro per l’Italia, come pure modelli operativi anche di fonte ufficiale come:
Progetto “Metodi per la Valutazione Integrata dell’Impatto Ambientale e Sanitario dell’inquinamento atmosferico - (Progetto VIIAS[1]);
Progetto Moniter “Monitoraggio degli inceneritori nel territorio dell’Emilia Romagna ”[2],
Progetto VisPA 2010[3];
Progetto “Tools for HIA (t4HIA)” finanziato dal CCM e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna,


Dopo la pubblicazione di queste Linee Guida dell’ISPRA e delle Arpa, i Sindaci non potranno neppure nascondersi dietro la  “scusa che non esistano documenti ufficiali che spieghino come fare la VIIAS.

Ma in cosa consiste questa VIIAS?  Ma giusto per sintetizzare, fare la VIIAS prima di autorizzare impianti e attività inquinanti,  vuol dire produrre preventivamente:
1. documentazione circa l’evidenza degli impatti sanitari individuati;  
2. lista delle priorità degli impatti in base ai criteri adottati;  
3. suddivisione delle raccomandazioni per la politica, programma o progetto sottoposti a VIIAS basate sulle priorità dei determinanti;
4. indicatori e aspetti da monitorare con maggiore attenzione dopo l’avvio della realizzazione e successiva gestione del progetto od opera

Ora vi sembra che ad esempio l’AIA rilasciata alla centrale termoelettrica Enel di Spezia abbia avuto questa VIIAS? Purtroppo no come peraltro ammettono gli stessi Amministratori Locali che da anni dichiarano di voler colmare questa lacuna  senza però farlo, vedi QUI.
E pensare che se venisse applicata anche ora da parte del Comune questa potrebbe portare ad una revisione dell’AIA, come ho spiegato nella seconda parte di questo post QUI.

PER UNA ANALISI DELLE LINEE GUIDA ISPRA E ARPA VEDI QUI

07 settembre 2013

1 ) Ilva: Peacelink, dato su tumori come uovo di colombo 2) SALUTE PUBBLICA:Il Codice 048 e la conta dei tumori


Tratto da Ansa

Ilva: Peacelink, dato su tumori come uovo di colombo

06 settembre, 14:21(ANSA) - TARANTO, 6 SET - ''Il dato sugli ammalati di tumore a Taranto era come l'uovo di colombo, tanto è vero che i medici per l'ambiente di La Spezia il giorno dopo che abbiamo fatto la comunicazione hanno fatto la nostra stessa indagine a La Spezia ed è stata diffusa in tutta Italia''. 
Lo ha detto il presidente di Peacelink Taranto Alessandro Marescotti, spiegando il significato del dato sulle persone che a Taranto hanno l'esenzione del ticket (contraddistinto dal codice 048) per malattie tumorali, circa 9mila. ''Ci stiamo occupando, anche se siamo un'associazione pacifista, ecologista, di questioni che riguardano la sanità e stiamo - ha aggiunto - un po' sconfinando dalla nostra 'mission'.
 Però noi riteniamo che così come si deve lottare contro un bombardamento chimico in una parte del mondo si debba lottare anche contro l'inquinamento chimico che determina malattie e morte. 

Vogliamo che faccia parte della nostra mission di intervenire, lì dove c'è dolore, sofferenza, file, angoscia: è questa la ragione che ci ha spinto a diffondere i dati, non una ragione di visibilità''. 
Leggi tutto su Ansa

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Tratto da Salute Pubblica

Il Codice 048 e la conta dei tumori

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La vicenda degli 048 dimostra che le ASL posseggono dati aggiornati sugli eventi sanitari. Dati che, se opportunamente e costantemente elaborati, fornirebbero importanti indicazioni di prevenzione per la salvaguardia della salute pubblica. Se ciò non avviene è evidentemente solo frutto di un comando negativo da parte del potere politico.
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Qualche giorno fa ha fatto irruzione la notizia, divulgata da Alessandro Marescotti di Peacelink, secondo cui 8.916 persone con un tumore, residenti a Taranto, sono esentati dal pagare il ticket.

È oggetto di discussione, anche in ambito scientifico, la possibilità che la conta degli assistiti con codice 048 (tumori) possa essere utilizzata per avere la cifra della prevalenza del fenomeno in una determinata popolazione.
Nel 2008, Lonati e colleghi in un articolo scientifico apparso su Epidemiologia & Prevenzione hanno descritto la Banca-dati-assistito che è basata sull’integrazione di diverse basi di dati ed è utilizzata, in quella ASL, per il monitoraggio della prevalenze delle malattie croniche tra la popolazione. Tra le malattie monitorate, vi sono anche le neoplasie e tra le banche dati utilizzate vi è anche quella dell’esenzione dal pagamento del ticket.
Ebbene, nell’ASL di Brescia, anche la sola esenzione del ticket è sufficiente a definire la cifra delle persone affette da questa patologia!

Nel 2011, sulla stessa rivista, in un volume sulla valutazione comparativa di esito degli interventi sanitari, si afferma che, sebbene l’archivio delle esenzioni ticket non sia in grado di descrivere la salute del paziente e la gravità della sua malattia, tuttaviapuò essere utilizzato per ottenere informazioni sulla popolazione affetta da patologia”.

Nel panorama scientifico nazionale e locale, però, non c’è uniformità di vedute, ci sono, infatti, epidemiologi che non concordano sull’uso esclusivo di questa fonte.

Ma anche ammettendo che il contare gli 048 - i codici di esenzione per patologie tumorali - non sia un metodo generalmente accettato dalla scienza ufficiale, è difficile negare che la sortita di Peacelink abbia svelato, anche in Puglia, un metodo per tenere aggiornata la conoscenza su un evento sanitario importante come i tumori.


Infatti, se si volesse tenere sotto controllo l'evoluzione della patologia oncologica in tempi più rapidi di quelli consentiti dall'accuratezza richiesta per il Registro Tumori, le ASL i Sindaci e la Regione avrebbero, comunque, a disposizione uno strumento molto potente e rapido. 

L'esenzione 048, che peraltro è una delle fonti utilizzate dal Registro Tumori, ci dà informazioni imperfette ma interessanti e tutte in difetto: mancano i malati che sono già deceduti, ci sono quelli che hanno avuto la diagnosi anni addietro, mancano quelli che usano altre esenzioni pur avendo potenzialmente diritto a quella per patologia oncologica, le persone che in virtù di una condizione economica favorevole non ne fanno richiesta o chi, pur avendone bisogno, non accede all’esenzione per evitare che si propaghi la notizia del proprio “male”. Ma fatte queste precisazioni, se la rilevazione si facesse anno per anno, si conoscerebbe facilmente evoluzione e localizzazione del fenomeno........
  
Anche a Brindisi.....se il dato fosse stato rilevato con continuità e analizzato con attenzione, non vi sarebbero anche in questo SIN (Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche) i consueti ritardi nell'attività epidemiologica. 
Sebbene, grazie a ricercatori pubblici indipendenti a Brindisi informazioni importanti su malformazioni, ricoveri da inquinamento e broncopatie croniche sono ormai di dominio pubblico.
La vicenda degli 048 dimostra che le ASL posseggono dati aggiornati sugli eventi sanitari. Dati che, se opportunamente e costantemente elaborati, fornirebbero importanti indicazioni di prevenzione per la salvaguardia della salute pubblica. Se ciò non avviene è evidentemente solo frutto di un comando negativo da parte del potere politico.
Leggi l'articolo integrale su  Salute Pubblica

01 agosto 2013

Passeggino Rosso :DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA

Tratto da Noalcarbone
Passeggino Rosso : LEGGE 21/2012 DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA
(comunicato stampa Passeggino Rosso)
La legge 21/2012 della Regione Puglia, nata allo scopo di tutelare la salute e l’ambiente dalle emissioni industriali inquinanti, ha introdotto la Valutazione del danno sanitario (Vds) per le industrie ad alto impatto ambientale dei poli di Taranto eBrindisi, prevedendo che a fronte di patologie accertate si riducano le emissioni inquinanti sino all’inevitabile chiusura degli impianti individuati come fonte accertata di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica.

La legge individua nel’Asl e nell’Arpa gli organismi competenti per redigere, con aggiornamento almeno annuale, un rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) anche sulla base del Registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale.

Apprendiamo che una serie di grandi aziende – e fra queste l’Eni con la raffineria di Taranto, l’Enel con gli impianti di Brindisi, la Cementir con lo stabilimento di Taranto, ed ancora Edipower ed Enipower e la Basell – hanno chiesto ai giudici amministrativi del Tar di annullare il regolamento della legge, ponendo anche la questione di incostituzionalità, con la motivazione che si creerebbe un divario fra chi opera in Puglia e chi, invece, nelle altre regioni italiane.

Davanti alle dichiarazioni di Confindustria Passeggino Rosso è attonito: al contrario infatti consideriamo questa legge una grande opportunità di difesa della salute dei nostri figli  prima cosa che ci sta a cuore e,  a fronte della situazione accertata di inquinamento grave dei due siti industriali di Brindisi e Taranto, riteniamo che veramente debba esserci una differenza fra chi opera in queste città piuttosto che in altre, perchè si tratta di zone SIN, zone che hanno subito per anni un vero e proprio martirio, zone che sono state spremute come un limone, dove la salute e ogni diritto sono stati calpestati, sacrificandole al profitto delle stesse grandi industrie che oggi ricorrono al Tar.

In queste zone invece si devono ridurre le emissioni complessive delle attività industriali per cui le aziende che vi operano devono andare in questa direzione, ma prima ancora si deve realizzare una mappatura della salute e, se viene accertata una fonte di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica, questa deve essere immediatamente rimossa, senza se e senza ma, come questa legge prevede appunto.

Per questo motivo chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali e, in particolare al Sindaco di Brindisi, di impegnarsi a difesa di questa legge che, ricordiamo, è stata voluta ed approvata da una giunta regionale retta dal suo stesso partito di provenienza, chiedendo pubblicamente alle aziende brindisine la revoca del ricorso al Tar che hanno presentato. Questo schierarsi della politica tutta e del Sindaco, insieme alle mamme di Brindisi, a difesa della salute dei bambini della nostra città, sarebbe un atto doveroso e apprezzabile: nessuno può permettersi di restare in silenzio.

Passeggino Rosso non lo farà e non resterà a guardare passivamente chi vuole privarci di questo prezioso strumento. Aspettiamo delle risposte!

20 febbraio 2013

........... Come vengono smaltite le ceneri delle centrali a carbone?

Tratto da Salute Pubblica

........... Come vengono smaltite le ceneri delle centrali a carbone?


L’attuale localizzazione delle Centrali a carbone è stata decisa in tempi in cui non erano forse noti, con la precisione attuale, i loro effetti negativi sulla salute di lavoratori e cittadini residenti nelle vicinanze degli impianti
 L’attività di produzione di energia con il carbone ha dei costi che vengono pagati dalla collettività in termini di salute ma anche di riduzione di altre attività produttive, come l’agricoltura e il turismo. Si pensi alla terra fertile presente a sud, e alla costa nord lungo la litoranea Brindisi-Apani.

I rischi per l’ambiente e per la salute derivanti dalle emissioni in atmosfera a causa delle quantità di carbone bruciato, sono, per “fortuna” al centro del dibattito.  Poco si discute invece del problema dello smaltimento e dello stoccaggio delle ceneri prodotte dalla combustione.
 
Le ceneri sono molto più pericolose delle polveri di carbone perchè rappresentano un concentrato di sostanze tossiche, quali per esempio gli idrocarburi policiclici aromatici, i metalli pesanti e le poveri silicee – che non si sono diffuse in atmosfera con la combustione ma rimangono nei bruciatori e nei filtri. Tutti e tre i tipi di sostanze sono cancerogeni certi ed i silicati danno anche fibrosi polmonari gravi ed irreversibili. 
 
Specifici studi, effettuati dall’EPA (Environmental Protection Agency) negli Stati Uniti, hanno evidenziato anche casi di contaminazione delle falde acquifere con inquinamento dell’acqua potabile a causa dei metalli pesanti provenienti da depositi di ceneri.
Sarebbe interessante conoscere le procedure di smaltimento delle ceneri, il loro percorso dalle caldaie alle discariche. .....Una sommaria idea ce la siamo fatta vedendo le operazioni sul molo carbonifero nel porto di Brindisi, peraltro molto, troppo, vicino alla città. Le immagini, scattate il pomeriggio del 31 agosto scorso durante una gita in barca nel porto, parlano da sole. Sul molo carbonifero di Costa Morena una pala meccanica carica materiale scuro e polveroso (ceneri pesanti o fanghi?) da un container scoperto su una nave ormeggiata, il tutto senza imballaggi di alcun tipo.
Due domande sorgono spontanee:
1) il trasporto di queste sostanze può avvenire a cielo aperto o deve essere prima protetto in appositi imballaggi?
2) I nomi dei lavoratori addetti alla manipolazione di queste sostanze sono riportati nel registro degli esposti ai cancerogeni che il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire in simili circostanze?
Brindisi, 27 settembre 2012
Stefano Palmisano - Associazione Salute Pubblica
 
La Salute è Pubblica perchè diritto fondamentale di tutti. Diritto che deve essere tutelato nella realtà lavorativa, sociale e ambientale in cui ciascuno di noi vive ed operaLa Salute è determinata non solo dalla conoscenza tecnico-scientifica ma soprattutto dal sapere delle persone, di tutti noi, in quanto titolari della Salute stessa. Salute Pubblica, pertanto, si propone di raccogliere e dare voce ai saperi soggettivi che provengono dal vissuto concreto sì da portarli a livello di sapere ufficiale. Sapere ufficiale oggi fin troppo conformato alle logiche liberiste dominanti.

22 aprile 2011

1)BUONA PASQUA A TUTTI da "UNITI PER LA SALUTE"2)IDV Stefano Quaini sostiene l'esposto legale sulla centrale a carbone di Vado

A chi da sempre ci segue, a chi collabora con noi,
A chi condivide le nostre speranze,
A chi come noi crede che la tutela della salute sia fondamentale e
A chi come noi ritiene che le istanze di noi cittadini dovrebbero avere una grande importanza nelle scelte sui territori....
Buona Pasqua anche A chi soffre e A coloro che trepidano per loro.......

IL NOSTRO MIGLIOR AUGURIO E'CHE LA PASQUA PORTI CON SE, PER TUTTI NOI ,COME GRADITA SORPRESA, UN MONDO REALMENTE MIGLIORE,PIU'ATTENTO ,PIU'GIUSTO,PIU' RESPONSABILE,PIU' CONSAPEVOLE E PIU' ETICO CHE RIESCA
A FARCI GUARDARE CON PIU' FIDUCIA AL NOSTRO .......... PROSSIMO FUTURO

UNITI PER LA SALUTE AUGURA UNA FELICE E
SERENA PASQUA A TUTTI.

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Tratto da Savona News

IDV serra le fila: Stefano Quaini sostiene l'esposto legale sulla centrale a carbone di Vado

"Non possiamo più pensare che lo sviluppo del nostro territorio possa essere a scapito della nostra salute (...) per l’Italia dei Valori, se al primo posto dell’economia, dell’occupazione e dello sviluppo ci sta un rigoroso rispetto dell’ambiente e della salute, tutti ci guadagnano, perché non sono più possibili operazioni speculative e di rapina del territorio" Sull'esposto ad oggi tacciono Socialisti e PdL,contrario il PD di Ditullio

"In qualità di medico che da anni si occupa di patologie neoplastiche e che ha visto e conosce direttamente i danni provocati alla salute in generale dall’inquinamento ambientale, ritengo giuste le motivazioni ben elencate nel ricorso che vuole far luce sulle storiche presunte responsabilita’ di Tirreno Power, ma aderisco anche allo scopo di rendere sempre piu’ efficace l’azione di tutti i soggetti che devono avere quale missione la prevenzione del danno ed il contrasto a politiche che vadano in direzione diversa rispetto alla tutela della salute della cittadinanza.


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Tratto da Ecoblog

L'energia elettrica di Sorgenia è veramente "sensibile" come raccontano?

sabato 23 aprile 2011 Peppe Croce

L'energia elettrica di Sorgenia �¨ veramente "sensibile" come raccontano?


Il greenwashing, si sa, è sempre dietro l’angolo. E di solito rende abbastanza bene. Il caso di SORGENIA è emblematico: una campagna pubblicitaria tutta impregnata sullo slogan “energia sensibile” e sulla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

E, allo stesso tempo, manovre di mercato che con le rinnovabili non hanno nulla a che vedere. Come l’acquisto della Tirreno Power che gestisce (e sta per “ristrutturare”) la centrale a carbone di Vado Ligure...

Mezzo impianto, infatti, verrà trasformato a carbone con tecnologia “USC”, ultra super critica. Che sta, più o meno, per “supercalifragilistichespiralidoso” visto che carbone era e carbone resta, con tutto il contorno di emissioni di CO2 e polveri sottili.

Tirreno-Sorgenia, però, giura che nel pacchetto “USC” entreranno anche 180 MW di energia rinnovabile. E quindi, di punto in bianco, anche il carbone diventa “sensibile”. Eppure, va detto e ricordato, Sorgenia è un grosso operatore del termoelettrico a gas naturale. Combustibile sì fossile, ma molto meno inquinante rispetto a petrolio e carbone . Quello che di solito si chiama “male minore”.

Ora, visto che saggiamente (o furbescamente?) il governo ha deciso di fare un passo indietro sul nucleare, sarebbe anche il caso che si capisse quale combustibile e quali tecnologie incentivare e quali mettere al bando.

Il ministro dello Sviluppo economico,Paolo Romani, promette una “nuova strategia energetica nazionale” entro 12 mesi. Ma è lo stesso ministro che a inizio marzo ha promesso i nuovi incentivi statali all'energia fotovoltaica“entro due sttimane".

Per non parlare del fatto che, assai probabilmente, in questa fantomatica strategia nazionale ci sarà poco spazio per il risparmio energetico che, con i soldi del nucleare, ci potrebbe far risparmiare almeno un paio di centrali nucleari

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Tratto da TUSCIA WEB.IT

Iniziativa popolare per presentare un esposto alla Procura di Civitavecchia
I tarquiniesi in difesa della salute
Viterbo - 23 aprile 2011 -

La preoccupazione per l’inquinamento ambientale ed i conseguenti rischi per la salute pubblica sono temi che sempre e comunque interessano e coinvolgono i cittadini di Tarquinia: l’ennesima prova giunge dal successo dell’iniziativa popolare promossa e coordinata nelle ultime due settimane da Tarquinia Democratica, mirata a proporre al consiglio comunale della città una deliberazione che autorizzi e deleghi il sindaco Mauro Mazzola a presentare esposto alla Procura di Civitavecchia

L’obiettivo? Ottenere informazioni sulle omissioni relative ai report annuali dei dati delle emissioni degli inquinanti allo stato di vapore della centrale termoelettrica a carbone Tvn di Civitavecchia (e del mercurio in particolare), così come obbligatoriamente imposto dalla Valutazione d’Impatto Ambientale, ed accertare eventuali responsabilità connesse a tali mancanze.

Dati che dovevano essere disponibili già da due anni, e dei quali nessuno ha sin qui avuto notizia, nemmeno lo stesso primo cittadino, che in una lettera precedente l’avvio della petizione, sollecitato da Tarquinia Democratica, aveva rivelato all’associazione stessa di non avere a disposizione alcun report....

leggi l'articolo integrale

22 febbraio 2011

CENTRALI A CARBONE :RIPORTIAMO ALCUNI DEI COSTI PER LA SOCIETA'............

Harvard, una ricerca mette in luce gli enormi costi nascosti dell'energia da carbone

Lo studio "Coal's hidden costs top $345 billion in U.S.-study" mostra come il costo dell'energia prodotta da carbone sia tre volte più alto di quanto normalmente si creda, a causa dei molteplici danni che provoca ad ambiente e salute, danni che pesano sulle tasche e sulla qualità di vita dei contribuenti.

Tratto da Reuters

Coal's hidden costs top $345 billion in U.S.-study


* Salute, danno ambientale potrebbe triplicare costo dell'energia

* costo pubblico (per la Sanità) maggiore del costo del carbone stesso"

Con Malone Scott

BOSTON, 16 febbraio (Reuters) -E' stato fatto uno studio che dice: l' utilizzo del carbone,negli Stati Uniti "per generare quasi la metà della sua elettricità, costa all'economia circa 345 miliardi dollari all'anno in spese nascoste .....tra cui problemi di salute nelle comunità minerarie e l'inquinamento intorno alle centrali elettriche.

Lo studio condotto da un ricercatore della Harvard University ha scoperto che: Tali costi sarebbero effettivamente il triplo del prezzo dell'energia elettrica prodotta da centrali a carbone, che sono prevalenti nella scelta energetica a causa del loro basso costo di esercizio.


"Questo non è a carico del settore del carbone, questo è sostenuto da noi cittadini nelle nostre tasse,"ha dichiarato Paul Epstein, professore della Harvard Medical School e direttore del
Center for Health and the Global Environment,, principale estensore dello studio.

"Il costo pubblico è di gran lunga maggiore del costo del carbone stesso. Gli effetti di questa industria vanno ben oltre la semplice illuminazione nostre luci".

Le centrali a carbone attualmente forniscono circa il 45 per cento di energia elettrica della nazione, secondo i dati US Energy Department.

Alla contabile di tutti i costi accessori connessi con il carbone bruciato si dovrebbe aggiungere circa 18 centesimi per chilowattora spostandola da una delle fonti di elettricità più economica ad una delle più costose....

.........La stima di 345 miliardi dollari come costo annuale è il valore medio dello studio dei costi connessi con la combustione del carbone. Lo studio dice che i costi potrebbero essere al minimo 175 miliardi dollari o al massimo come 523 miliardi dollari.

"Questa è effettivamente una tassa a carico bambini asmatici e dei laghi inquinati ....... ha detto Kert Davies, direttore di ricerca con il gruppo di attivisti di Greenpeace ambientale. "E 'una tassa da parte dell'industria su di noi che non stiamo vedendo nelle nostre bollette, ma siamo noi che ne sosteniamo i costi ".

Leggi l'articolo integrale

Tratto da Ecologiae

Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”

Nella mattinata di giovedì scorso Greenpeace USA ha avviato una nuova campagna di disobbedienza civile contro il carbone. Gli attivisti hanno srotolato uno striscione gigante in cima alla centrale del Bridgeport Harbor che recitava “Spegnetela: Basta Carbone”.

Il Bridgeport Harbor è un impianto vecchio ed inefficiente (ha 40 anni!), e non è necessario per fornire energia alla rete del Connecticut.

Eppure emette 3 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno, insieme alle 2.800 tonnellate di anidride solforosa tossica, 2.200 tonnellate di ossido di azoto, e persino circa 20 kg di mercurio.

La centrale si ritiene sia responsabile dell’aria della città talmente insalubre che un residente su 4 ha l’asma. Gli esperti della sanità stimano che almeno un morto all’anno nella città possa essere attribuito alle emissioni nocive della centrale a carbone, che peraltro, come abbiamo accennato prima, è perfettamente inutile.

Il tutto nella completa ignoranza degli abitanti, i quali, intervistati da Treehugger, hanno affermato che le autorità non gli hanno mai detto che le emissioni potessero essere pericolose, ma avevano semplicemente affermato che la centrale fosse sicura.

Inoltre, come se non bastasse l’inquinamento già prodotto, tutto il carbone che brucia questa centrale per produrre appena 400 MW è importato dall’Indonesia, dove viene estratto da lavoratori che godono di stipendi bassi e pochi diritti umani, per un costo stimato di circa 60 milioni di euro per la spedizione. In sostanza, l’impianto incarna tutto ciò che c’è di sbagliato nella scelta del carbone nell’epoca moderna: vomita abbondanti quantità di emissioni di carbonio, rappresenta un rischio immediato per la salute pubblica, è inefficiente, costoso e vecchio.

Per questo ora gli attivisti di Greenpeace hanno deciso di dire basta, ed avvieranno una serie di iniziative su impianti analoghi per il futuro. L’obiettivo è di convertire le centrali inquinanti in centrali ad energia rinnovabile. Speriamo che, dopo il grande successo ottenuto nella campagna per salvare le balene, anche questa nuova iniziativa avrà un seguito positivo.

[Fonte: Treehugger]

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E per la serie QUANTO COSTANO ALLA COMUNITA' ITALIANA ,

oltre agli enormi danni sanitari, LE CENTRALI A CARBONE

Tratto dal Il Fatto Quotidiano

Protocollo di Kyoto, l’Italia rischia 2 miliardi di multa

Dal 2008 il governo ha fatto sconti alle grandi imprese che

inquinano di più e i gruppi energetici hanno avuto i permessi

per le emissioni di anidride carbonica senza pagare il dovuto.

Un aiuto di Stato che ora potrebbe costare caro

L’Italia sarà costretta a pagare circa due miliardi di euro per l’acquisto di
crediti esteri di anidride carbonica, se vorrà ottemperare agli obblighi
sottoscritti con il Protocollo di Kyoto.
È quanto emerge dal nuovo report della organizzazione non governativa
londinese Sandbag. Un miliardo e 700 milioni di euro: è questa la
cifra che, entro il 2012, l’Italia è destinata a sborsare per l’acquisto di crediti
generati all’estero. Non solo. A questi vanno aggiunti 500 milioni che le imprese
italiane soggette all’Emissions Trading System – schema regolatore del
Protocollo di Kyoto – dovranno pagare per trasferire le proprie riduzioni di
emissioni all’estero invece di investire in ambito domestico.
In altre parole: nel corso degli ultimi due anni le grandi imprese italiane
sono state esentate dai limiti imposti dal Protocollo di Kyoto grazie ai
permessi (pari a 2,5 milioni di euro) distribuiti gratuitamente dal
governo.
Così, per ottemperare agli obiettivi economico-ambientali imposti a livello
internazionale, lo Stato preleverà entro il 2012 due miliardi di euro dai
contributi pubblici per investirli nell’acquisto di crediti generati all’
estero...
I soldi che il governo si appresta a pagare sarebbero potuti essere
investiti nel miglioramento delle infrastrutture del Paese e nel
perseguimento di una maggiore indipendenza energetica.
Tuttavia – avverte Morris – fino ad ora il governo italiano ha percepito
i limiti stabiliti da Kyoto come una punizione, un peso da portare sulle
spalle, piuttosto che come un’opportunità di sviluppo”.