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14 agosto 2017
Arpat Misurare l'inquinamento atmosferico ad alta risoluzione
07 maggio 2015
DIRITTO AMBIENTALE - AIA-VIA-VAS e TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, ORA I SINDACI NON HANNO PIU' SCUSE !
Tratto da notedimarcogrondacci
AIA-VIA-VAS e tutela salute dei cittadini, ora i Sindaci non hanno più scuse!
07 settembre 2013
1 ) Ilva: Peacelink, dato su tumori come uovo di colombo 2) SALUTE PUBBLICA:Il Codice 048 e la conta dei tumori
Tratto da Ansa
Ilva: Peacelink, dato su tumori come uovo di colombo
06 settembre, 14:21(ANSA) - TARANTO, 6 SET - ''Il dato sugli ammalati di tumore a Taranto era come l'uovo di colombo, tanto è vero che i medici per l'ambiente di La Spezia il giorno dopo che abbiamo fatto la comunicazione hanno fatto la nostra stessa indagine a La Spezia ed è stata diffusa in tutta Italia''._________________
Tratto da Salute Pubblica
Il Codice 048 e la conta dei tumori
È oggetto di discussione, anche in ambito scientifico, la possibilità che la conta degli assistiti con codice 048 (tumori) possa essere utilizzata per avere la cifra della prevalenza del fenomeno in una determinata popolazione.
Nel 2008, Lonati e colleghi in un articolo scientifico apparso su Epidemiologia & Prevenzione hanno descritto la Banca-dati-assistito che è basata sull’integrazione di diverse basi di dati ed è utilizzata, in quella ASL, per il monitoraggio della prevalenze delle malattie croniche tra la popolazione. Tra le malattie monitorate, vi sono anche le neoplasie e tra le banche dati utilizzate vi è anche quella dell’esenzione dal pagamento del ticket.
Ebbene, nell’ASL di Brescia, anche la sola esenzione del ticket è sufficiente a definire la cifra delle persone affette da questa patologia!
Nel 2011, sulla stessa rivista, in un volume sulla valutazione comparativa di esito degli interventi sanitari, si afferma che, sebbene l’archivio delle esenzioni ticket non sia in grado di descrivere la salute del paziente e la gravità della sua malattia, tuttavia “può essere utilizzato per ottenere informazioni sulla popolazione affetta da patologia”.
Nel panorama scientifico nazionale e locale, però, non c’è uniformità di vedute, ci sono, infatti, epidemiologi che non concordano sull’uso esclusivo di questa fonte.
Ma anche ammettendo che il contare gli 048 - i codici di esenzione per patologie tumorali - non sia un metodo generalmente accettato dalla scienza ufficiale, è difficile negare che la sortita di Peacelink abbia svelato, anche in Puglia, un metodo per tenere aggiornata la conoscenza su un evento sanitario importante come i tumori.
Infatti, se si volesse tenere sotto controllo l'evoluzione della patologia oncologica in tempi più rapidi di quelli consentiti dall'accuratezza richiesta per il Registro Tumori, le ASL i Sindaci e la
Regione avrebbero, comunque, a disposizione uno strumento molto
potente e rapido.
La vicenda degli 048 dimostra che le ASL posseggono dati aggiornati sugli eventi sanitari. Dati che, se opportunamente e costantemente elaborati, fornirebbero importanti indicazioni di prevenzione per la salvaguardia della salute pubblica. Se ciò non avviene è evidentemente solo frutto di un comando negativo da parte del potere politico.
01 agosto 2013
Passeggino Rosso :DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA
La legge 21/2012 della Regione Puglia, nata allo scopo di tutelare la salute e l’ambiente dalle emissioni industriali inquinanti, ha introdotto la Valutazione del danno sanitario (Vds) per le industrie ad alto impatto ambientale dei poli di Taranto eBrindisi, prevedendo che a fronte di patologie accertate si riducano le emissioni inquinanti sino all’inevitabile chiusura degli impianti individuati come fonte accertata di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica.
La legge individua nel’Asl e nell’Arpa gli organismi competenti per redigere, con aggiornamento almeno annuale, un rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) anche sulla base del Registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale.
Apprendiamo che una serie di grandi aziende – e fra queste l’Eni con la raffineria di Taranto, l’Enel con gli impianti di Brindisi, la Cementir con lo stabilimento di Taranto, ed ancora Edipower ed Enipower e la Basell – hanno chiesto ai giudici amministrativi del Tar di annullare il regolamento della legge, ponendo anche la questione di incostituzionalità, con la motivazione che si creerebbe un divario fra chi opera in Puglia e chi, invece, nelle altre regioni italiane.
Davanti alle dichiarazioni di Confindustria Passeggino Rosso è attonito: al contrario infatti consideriamo questa legge una grande opportunità di difesa della salute dei nostri figli – prima cosa che ci sta a cuore – e, a fronte della situazione accertata di inquinamento grave dei due siti industriali di Brindisi e Taranto, riteniamo che veramente debba esserci una differenza fra chi opera in queste città piuttosto che in altre, perchè si tratta di zone SIN, zone che hanno subito per anni un vero e proprio martirio, zone che sono state spremute come un limone, dove la salute e ogni diritto sono stati calpestati, sacrificandole al profitto delle stesse grandi industrie che oggi ricorrono al Tar.
In queste zone invece si devono ridurre le emissioni complessive delle attività industriali per cui le aziende che vi operano devono andare in questa direzione, ma prima ancora si deve realizzare una mappatura della salute e, se viene accertata una fonte di pericolo nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica, questa deve essere immediatamente rimossa, senza se e senza ma, come questa legge prevede appunto.
Per questo motivo chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali e, in particolare al Sindaco di Brindisi, di impegnarsi a difesa di questa legge che, ricordiamo, è stata voluta ed approvata da una giunta regionale retta dal suo stesso partito di provenienza, chiedendo pubblicamente alle aziende brindisine la revoca del ricorso al Tar che hanno presentato. Questo schierarsi della politica tutta e del Sindaco, insieme alle mamme di Brindisi, a difesa della salute dei bambini della nostra città, sarebbe un atto doveroso e apprezzabile: nessuno può permettersi di restare in silenzio.
Passeggino Rosso non lo farà e non resterà a guardare passivamente chi vuole privarci di questo prezioso strumento. Aspettiamo delle risposte!
20 febbraio 2013
........... Come vengono smaltite le ceneri delle centrali a carbone?
Tratto da Salute Pubblica
........... Come vengono smaltite le ceneri delle centrali a carbone?
L’attuale localizzazione delle Centrali a carbone è stata decisa in tempi in cui non erano forse noti, con la precisione attuale, i loro effetti negativi sulla salute di lavoratori e cittadini residenti nelle vicinanze degli impianti
L’attività di produzione di energia con il carbone ha dei costi che vengono pagati dalla collettività in termini di salute ma anche di riduzione di altre attività produttive, come l’agricoltura e il turismo. Si pensi alla terra fertile presente a sud, e alla costa nord lungo la litoranea Brindisi-Apani.
22 aprile 2011
1)BUONA PASQUA A TUTTI da "UNITI PER LA SALUTE"2)IDV Stefano Quaini sostiene l'esposto legale sulla centrale a carbone di Vado


Tratto da Savona News
IDV serra le fila: Stefano Quaini sostiene l'esposto legale sulla centrale a carbone di Vado
"Non possiamo più pensare che lo sviluppo del nostro territorio possa essere a scapito della nostra salute (...) per l’Italia dei Valori, se al primo posto dell’economia, dell’occupazione e dello sviluppo ci sta un rigoroso rispetto dell’ambiente e della salute, tutti ci guadagnano, perché non sono più possibili operazioni speculative e di rapina del territorio" Sull'esposto ad oggi tacciono Socialisti e PdL,contrario il PD di Ditullio
"In qualità di medico che da anni si occupa di patologie neoplastiche e che ha visto e conosce direttamente i danni provocati alla salute in generale dall’inquinamento ambientale, ritengo giuste le motivazioni ben elencate nel ricorso che vuole far luce sulle storiche presunte responsabilita’ di Tirreno Power, ma aderisco anche allo scopo di rendere sempre piu’ efficace l’azione di tutti i soggetti che devono avere quale missione la prevenzione del danno ed il contrasto a politiche che vadano in direzione diversa rispetto alla tutela della salute della cittadinanza.
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Tratto da Savona News
IDV serra le fila: Stefano Quaini sostiene l'esposto legale sulla centrale a carbone di Vado
"Non possiamo più pensare che lo sviluppo del nostro territorio possa essere a scapito della nostra salute (...) per l’Italia dei Valori, se al primo posto dell’economia, dell’occupazione e dello sviluppo ci sta un rigoroso rispetto dell’ambiente e della salute, tutti ci guadagnano, perché non sono più possibili operazioni speculative e di rapina del territorio" Sull'esposto ad oggi tacciono Socialisti e PdL,contrario il PD di Ditullio
"In qualità di medico che da anni si occupa di patologie neoplastiche e che ha visto e conosce direttamente i danni provocati alla salute in generale dall’inquinamento ambientale, ritengo giuste le motivazioni ben elencate nel ricorso che vuole far luce sulle storiche presunte responsabilita’ di Tirreno Power, ma aderisco anche allo scopo di rendere sempre piu’ efficace l’azione di tutti i soggetti che devono avere quale missione la prevenzione del danno ed il contrasto a politiche che vadano in direzione diversa rispetto alla tutela della salute della cittadinanza.
Tratto da Ecoblog
L'energia elettrica di Sorgenia è veramente "sensibile" come raccontano?
Il greenwashing, si sa, è sempre dietro l’angolo. E di solito rende abbastanza bene. Il caso di SORGENIA è emblematico: una campagna pubblicitaria tutta impregnata sullo slogan “energia sensibile” e sulla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.
E, allo stesso tempo, manovre di mercato che con le rinnovabili non hanno nulla a che vedere. Come l’acquisto della Tirreno Power che gestisce (e sta per “ristrutturare”) la centrale a carbone di Vado Ligure...
Mezzo impianto, infatti, verrà trasformato a carbone con tecnologia “USC”, ultra super critica. Che sta, più o meno, per “supercalifragilistichespiralidoso” visto che carbone era e carbone resta, con tutto il contorno di emissioni di CO2 e polveri sottili.
Tirreno-Sorgenia, però, giura che nel pacchetto “USC” entreranno anche 180 MW di energia rinnovabile. E quindi, di punto in bianco, anche il carbone diventa “sensibile”. Eppure, va detto e ricordato, Sorgenia è un grosso operatore del termoelettrico a gas naturale. Combustibile sì fossile, ma molto meno inquinante rispetto a petrolio e carbone . Quello che di solito si chiama “male minore”.
Ora, visto che saggiamente (o furbescamente?) il governo ha deciso di fare un passo indietro sul nucleare, sarebbe anche il caso che si capisse quale combustibile e quali tecnologie incentivare e quali mettere al bando.
Il ministro dello Sviluppo economico,Paolo Romani, promette una “nuova strategia energetica nazionale” entro 12 mesi. Ma è lo stesso ministro che a inizio marzo ha promesso i nuovi incentivi statali all'energia fotovoltaica“entro due sttimane".
Per non parlare del fatto che, assai probabilmente, in questa fantomatica strategia nazionale ci sarà poco spazio per il risparmio energetico che, con i soldi del nucleare, ci potrebbe far risparmiare almeno un paio di centrali nucleari
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Tratto da TUSCIA WEB.IT
Iniziativa popolare per presentare un esposto alla Procura di Civitavecchia
I tarquiniesi in difesa della salute
Viterbo - 23 aprile 2011 -
L’obiettivo? Ottenere informazioni sulle omissioni relative ai report annuali dei dati delle emissioni degli inquinanti allo stato di vapore della centrale termoelettrica a carbone Tvn di Civitavecchia (e del mercurio in particolare), così come obbligatoriamente imposto dalla Valutazione d’Impatto Ambientale, ed accertare eventuali responsabilità connesse a tali mancanze.
Dati che dovevano essere disponibili già da due anni, e dei quali nessuno ha sin qui avuto notizia, nemmeno lo stesso primo cittadino, che in una lettera precedente l’avvio della petizione, sollecitato da Tarquinia Democratica, aveva rivelato all’associazione stessa di non avere a disposizione alcun report....
leggi l'articolo integrale22 febbraio 2011
CENTRALI A CARBONE :RIPORTIAMO ALCUNI DEI COSTI PER LA SOCIETA'............

Harvard, una ricerca mette in luce gli enormi costi nascosti dell'energia da carbone
Lo studio "Coal's hidden costs top $345 billion in U.S.-study" mostra come il costo dell'energia prodotta da carbone sia tre volte più alto di quanto normalmente si creda, a causa dei molteplici danni che provoca ad ambiente e salute, danni che pesano sulle tasche e sulla qualità di vita dei contribuenti.
Tratto da Reuters
Harvard, una ricerca mette in luce gli enormi costi nascosti dell'energia da carbone
Coal's hidden costs top $345 billion in U.S.-study
* Salute, danno ambientale potrebbe triplicare costo dell'energia
* costo pubblico (per la Sanità) maggiore del costo del carbone stesso"
Con Malone Scott
BOSTON, 16 febbraio (Reuters) -E' stato fatto uno studio che dice: l' utilizzo del carbone,negli Stati Uniti "per generare quasi la metà della sua elettricità, costa all'economia circa 345 miliardi dollari all'anno in spese nascoste .....tra cui problemi di salute nelle comunità minerarie e l'inquinamento intorno alle centrali elettriche.
Lo studio condotto da un ricercatore della Harvard University ha scoperto che: Tali costi sarebbero effettivamente il triplo del prezzo dell'energia elettrica prodotta da centrali a carbone, che sono prevalenti nella scelta energetica a causa del loro basso costo di esercizio.
"Questo non è a carico del settore del carbone, questo è sostenuto da noi cittadini nelle nostre tasse,"ha dichiarato Paul Epstein, professore della Harvard Medical School e direttore del Center for Health and the Global Environment,, principale estensore dello studio.
"Il costo pubblico è di gran lunga maggiore del costo del carbone stesso. Gli effetti di questa industria vanno ben oltre la semplice illuminazione nostre luci".
Le centrali a carbone attualmente forniscono circa il 45 per cento di energia elettrica della nazione, secondo i dati US Energy Department.
Alla contabile di tutti i costi accessori connessi con il carbone bruciato si dovrebbe aggiungere circa 18 centesimi per chilowattora spostandola da una delle fonti di elettricità più economica ad una delle più costose....
.........La stima di 345 miliardi dollari come costo annuale è il valore medio dello studio dei costi connessi con la combustione del carbone. Lo studio dice che i costi potrebbero essere al minimo 175 miliardi dollari o al massimo come 523 miliardi dollari.
"Questa è effettivamente una tassa a carico bambini asmatici e dei laghi inquinati ....... ha detto Kert Davies, direttore di ricerca con il gruppo di attivisti di Greenpeace ambientale. "E 'una tassa da parte dell'industria su di noi che non stiamo vedendo nelle nostre bollette, ma siamo noi che ne sosteniamo i costi ".
Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”
Nella mattinata di giovedì scorso Greenpeace USA ha avviato una nuova campagna di disobbedienza civile contro il carbone. Gli attivisti hanno srotolato uno striscione gigante in cima alla centrale del Bridgeport Harbor che recitava “Spegnetela: Basta Carbone”.
Il Bridgeport Harbor è un impianto vecchio ed inefficiente (ha 40 anni!), e non è necessario per fornire energia alla rete del Connecticut.
Eppure emette 3 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno, insieme alle 2.800 tonnellate di anidride solforosa tossica, 2.200 tonnellate di ossido di azoto, e persino circa 20 kg di mercurio.
La centrale si ritiene sia responsabile dell’aria della città talmente insalubre che un residente su 4 ha l’asma. Gli esperti della sanità stimano che almeno un morto all’anno nella città possa essere attribuito alle emissioni nocive della centrale a carbone, che peraltro, come abbiamo accennato prima, è perfettamente inutile.
Il tutto nella completa ignoranza degli abitanti, i quali, intervistati da Treehugger, hanno affermato che le autorità non gli hanno mai detto che le emissioni potessero essere pericolose, ma avevano semplicemente affermato che la centrale fosse sicura.
Inoltre, come se non bastasse l’inquinamento già prodotto, tutto il carbone che brucia questa centrale per produrre appena 400 MW è importato dall’Indonesia, dove viene estratto da lavoratori che godono di stipendi bassi e pochi diritti umani, per un costo stimato di circa 60 milioni di euro per la spedizione. In sostanza, l’impianto incarna tutto ciò che c’è di sbagliato nella scelta del carbone nell’epoca moderna: vomita abbondanti quantità di emissioni di carbonio, rappresenta un rischio immediato per la salute pubblica, è inefficiente, costoso e vecchio.
Per questo ora gli attivisti di Greenpeace hanno deciso di dire basta, ed avvieranno una serie di iniziative su impianti analoghi per il futuro. L’obiettivo è di convertire le centrali inquinanti in centrali ad energia rinnovabile. Speriamo che, dopo il grande successo ottenuto nella campagna per salvare le balene, anche questa nuova iniziativa avrà un seguito positivo.
[Fonte: Treehugger]
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E per la serie QUANTO COSTANO ALLA COMUNITA' ITALIANA ,
oltre agli enormi danni sanitari, LE CENTRALI A CARBONE

Tratto dal Il Fatto Quotidiano
Protocollo di Kyoto, l’Italia rischia 2 miliardi di multa
Dal 2008 il governo ha fatto sconti alle grandi imprese che
inquinano di più e i gruppi energetici hanno avuto i permessi
per le emissioni di anidride carbonica senza pagare il dovuto.
Un aiuto di Stato che ora potrebbe costare caro




