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09 dicembre 2013

L’incredibile Airpocalisse in Cina, sole oscurato dallo smog a Shangai


Tratto da Ecologiae

Airpocalisse in Cina, sole oscurato dallo smog a Shangai


L’incredibile Airpocalisse in Cina, come alcuni l’hanno definita, continua la sua drammatica escalation: ne parliamo da tempo e le condizioni restano, più che gravissime, costantemente a livelli da record. Il sole oscurato dallo smog, la visibilità non oltre i 500 metri, i grattacieli scomparsi nel grigio, le scuole chiuse. Non è un film ma la vita quotidiana a Shangai.
Da alcuni mesi la Cina e la città di Shangai in particolare infrangono record su record di inquinamento atmosferico. Nel fine settimana scorso a Shangai il livello di microparticelle era oltre il limite di 24 volte. Letteralmente non ci si vedeva. Il 30 per cento dei mezzi pubblici sono rimasti in deposito, varie strade e autostrade sono rimaste chiuse, più di 100 voli sono stati cancellati, molte scuole sono rimaste chiuse, diversi traghetti sono stati costretti a rimanere fermi.A Shangai non si parla solo di enormi danni alla salute (che si ripercuote a livello quasi immediato nell’aumento di ricoveri per problemi respiratori, specialmente di bambini), ma di una situazione che è ormai una distopia realizzata, uno scenario degno dei più cupi film di fantascienza. Le mascherine antismog sono introvabili, le persone restano barricate in casa. Il nuovo record segnato venerdì è di 602 microgrammi per metrocubo di di PM. Il limite dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è pari a 25.
Il governo e le autorità locali avevano promesso un piano per il taglio del 20% dello smog entro il 2017 ma l’efficacia delle misure messe in pratica è davvero minima e le condizioni continuano a peggiorare. L’Airpocalisse cinese è ormai l’esempio lampante e concreto dello sviluppo economico non sostenibile, dell’uso del carbone e del disinteresse verso le problematiche ambientali, ed è, molto semplicemente, un esempio terribile. Si spera che le autorità possano arginare la drammatica situazione di Shangai, in cui ogni qualvolta viene a mancare pioggia o vento è il disastro: le misure da prendere devono essere drastiche, o le file davanti agli ospedali saranno sempre più lunghe.

Oggi 9 Dicembre INCONTRO A ROMA tra il Ministro dell' Ambiente Orlando e il Coordinamento NO AL CARBONE.


Oggi sono presenti a Roma all' incontro con il ministro Orlando  i delegati provenienti da tutte le realtà Italiane con hanno grosse problematiche  ambientali connesse con la combustione del carbone. 
Parteciperanno all' incontro anche  rappresentanti  della Rete  Savonese Fermiamo il carbone .....

Auspichiamo un proficuo lavoro a tutti che vada nella DIREZIONE   DI ALLONTANARE DAI NOSTRI TERRITORI E DALLE NOSTRE VITE LA DEVASTANTE PROBLEMATICA  CONNESSA CON LA COMBUSTIONE  DEL CARBONE.

INVITO INCONTRO



08 dicembre 2013

Video inviato da Taranto alla Commissione Europea

Da Facebook di Alessandro Marescotti
Oggi l'AFO2 dell'ILVA aveva questi problemi
http://youtu.be/IL5S8l0AU0g
  

Direttamente alla Commissione Europea domani con una lettera di accompagnamento in inglese di Antonia Battaglia.


  ............ Il  nuovo decreto prevede un periodo transitorio di ben tre anni durante i quali non sarà possibile garantire la conformità degli impianti alle prescrizioni autorizzative,

Con il nuovo decreto,approvato il 3 dicembre dal Consiglio dei Ministri, l'Ilva puo' non rispettare le prescrizioni dell'Aia.....

Su "La Stampa di oggi".

Tratto da "La Stampa" di oggi

07 dicembre 2013

Sul Fatto Quotidiano :Mistero sui veleni nella terra delle centrali

Mistero sui veleni nella terra delle centrali.

Luca De Carolis- Il Fatto Quotidiano


A un'ora di macchina da Roma c'è la terra delle centrali, dove i tumori dilagano, come i morti. Un lembo del Lazio dove fanno la conta dei veleni, da anni. Ma di quei numeri non si riesce a sapere nulla.
......A gonfiare le proteste, i rapporti sulla salute. Il più recente, diffuso nel febbraio 2012, è del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio. Spiega che tra il 2006 e il 2010 nell’area di Civitavecchia, compresa Tarquinia, è stato registrato “un eccesso di mortalità, sia per gli uomini che per le donne” rispetto alla media regionale. Soprattutto, c’è stato un “eccesso di mortalità per tumori maligni”. Collegato, il boom dei ricoveri per neoplasie. Impressionante il dato sul tumore alla pleura: + 356 per cento negli uomini. Tantissimi anche i tumori maligni cutanei (+ 67 per cento) e le infezioni alle vie aeree (+ 284 per cento) 
Da qui si spiega il biomonitoraggio a Tarquinia, che deve verificare “l’eventuale impatto di contaminanti sui suoli agricoli e sulle relative produzioni vegetali”, tramite “una serie di campionamenti del terreno”.
........ I prelievi invece sono iniziati nel 2010, per continuare nel 2011 e riprendere quest’anno: dovrebbero concludersi nel 2014. I tecnici hanno rilevato la quantità di metalli pesanti e metalloidi nei prodotti agricoli e nei terreni (coltivati e non): dal piombo all’arsenico, sino allo stagno e all’alluminio. 
 

Blitz della procura all’Italcoke


Tratto da Il Secolo XIX

Blitz della procura all’Italcoke

Cairo - Nuovo blitz degli agenti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Savona all’Italiana Coke di Bragno. Questa volta a finire sotto la lente della magistratura sono stati i libri dei forni dell’impianto valbormidese. Documenti importanti, in cui sono scritte le varie tipologie delle miscele che servono per produrre una determinata partita di coke, da sempre ritenuti segretissimi, e che invece nei giorni scorsi sono stati sequestrati.
L’operazione si è ovviamente svolta nel massimo riserbo, lontano da riflettori e occhi indiscreti, ma un nuovo sopralluogo all’Italiana Coke da parte della magistratura è comunque quanto basta per presupporre nuovi sviluppi. I filoni oggetto d’indagine e contenuti nei fascicoli della procura che riguardano l’azienda cairese sono più di uno. Il principale è l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Danilo Ceccarelli per inquinamento ambientale.

06 dicembre 2013

Ricordando Nelson Mandela.Sembra essere impossibile finchè non viene realizzato.


 E' morto Nelson Mandela un grande Leader ma soprattutto un Grande Esempio e un Grande Uomo .

Tratto da Facebook:
Oggi l'umanità si sveglia un po più sola, abbiamo perso un faro di conoscenza e di saggezza.
Un uomo che ha tenacemente affrontato il periodo più buio dell''apartheid, un uomo sempre in prima fila in tante battaglie di libertà e civiltà.

L'umanità ha perduto uno dei suoi più importanti leader e uno degli esseri umani più puri.
Nelson Mandela non ha cambiato il mondo, ha lasciato un segno nel mondo, quello che dobbiamo fare tutti noi.


 Tratto da Il Cambiamento 
“Nelson Mandela ci ha ispirato con il suo coraggio, con la sua inesorabile resistenza, con la sua grazia. Ispirati dalla visione di Mandela, noi attivisti per il pianeta, da tutto il mondo, abbiamo contribuito alla realizzazione di questo video durante il Global Power Shift organizzato nel giugno 2013 da 350.org”.
Grazie, allora, per la pulsione di libertà e di consapevolezza che Mandela ha saputo dare alle generazioni passate e presenti; se questi ragazzi sono tra i risultati raggiunti, allora grazie Mandela, hai fatto un ottimo lavoro.
  Riceviamo da 350.org

1O CONFLITTI LEGALI PER DIFENDERE IL CLIMA E LA SALUTE




05 dicembre 2013

Si cercano nell’Astigiano le ceneri della centrale di Savona




























Tratto da la Stampa 
Si cercano nell’Astigiano le ceneri della centrale Tirreno Power
 
La Direzione Antimafia indaga su viaggi dei Tir sospetti e ceneri scarto della combustione della centrale Tirreno Power di Vado Ligure potrebbero essere state illegalmente smaltite in alcune zone del Sud Piemonte e in particolare di Astigiano e Cuneese. 

È quanto sta cercando di appurare l’inchiesta condotta dal procuratore Giovanni Arena della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova. 

Leggi tutto su La Stampa 

BREVE PROMEMORIA DEL SETTEMBRE 2012 PER IL MINISTRO ANDREA ORLANDO

Tratto da La Stampa di oggi

La perizia al ministro: raddoppio in dubbio?

  .......Il ministero ha un altro ruolo, che è quello di valutare se alla luce della perizia che la Procura utilizza per individuare eventuali profili penali, ci sono elementi che possono rendere incongrua o inadeguata l’Aia. Credo che siano state seguite tutte le procedure, fino a prova contraria, che la legge prescriveva........ 



Il punto fondamentale  è che i Ministeri e le Istituzioni convocate alla Conferenza dei Servizi per l' Aia il 17 Settembre 2012  avevano a disposizione  già allora moltissimi dati , ed osservazioni ........

 
"Comunicato Stampa dell'Ordine dei Medici di Savona."

"Tuteleremo la salute in ogni sede e ad ogni costo".

In relazione al rilascio dell’AIA transitoria per i gruppi a carbone della centrale Tirreno Power, l’Ordine dei Medici di Savona ribadisce con forza la necessità di una strategia volta ad abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica nel nostro territorio.


È ben ferma l’opinione, suffragata dalla letteratura scientifica, che ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del conseguente danno sanitario si possa giungere realisticamente solo sostituendo il carbone con il gas naturale, per il quale esistono già localmente le infrastrutture necessarie.
Solo in questo modo si potrebbe realizzare un equilibrio fra le necessità di energia e la salvaguardia della salute che l’ Ordine intende tutelare in ogni sede e ad ogni costo. 

Né valgono a compensare questa decisione le varie prescrizioni di cui si parla, fra cui un migliore controllo delle emissioni ed un Osservatorio Salute e Ambiente, che potranno al massimo fungere da notaio di danni ambientali e sanitari già ampiamente prevedibili essendo solo la prevenzione primaria la strada maestra e più rispettosa dell’individuo per perseguire la salute dei cittadini. 



Ricordiamo ancora una volta che negli anni la Comunità Europea ha redatto studi e rapporti (ultimo in ordine di tempo il rapporto n.15 del 2011 “Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe”), in cui si forniscono in dettaglio stime dei danni sanitari ed ambientali che deriveranno dalla realizzazione di insediamenti industriali, da cui si evince che, a parità di energia prodotta, il carbone è sicuramente il combustibile più inquinante e pericoloso per la salute.

A questi rapporti si deve fare riferimento prima di prendere decisioni con conseguenze senza ritorno.

Il Presidente Dr. Ugo Trucco 
 



Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.
In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge; oggi ci è stato ribadito il massimo sostegno delle associazioni nazionali Greenpeace, Legambiente e WWF che oggi sono state al nostro fianco nella audizione alla conferenza dei servizi.

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.
Seduti al Tavolo, oltre ai Componenti designati dal Ministero Ambiente, abbiano notato le delegazioni di Regione Liguria e  dei comuni di Vado e Quiliano.
Seduti al nostro fianco  i rappresentanti a livello nazionale di Greenpeace, Legambiente e WWF che appoggiano fermamente la nostra azione a tutela della salute e del territorio.
Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza che in ogni caso alleghiamo in versione integrale.
  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4 … Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati
·  del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·         Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di“ minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio.
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  Nostro Post del 17 settembre 2012


Comunicato di Uniti per la Salute

Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.

In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge...

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.....

Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza .


  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4 … Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. 
  2. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·          Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di“ minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio. 


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Tratto da   Savona News articolo del 15 settembre 2012

AIA Tirreno Power: ignorato il Comune di Savona. Cinquestelle invalida l'incontro ministeriale di lunedì?



Avendo avuto notizia che il 17 settembre 2012 si terrà la conferenza dei servizi in relazione alla procedure in oggetto e risultandoci che a quella conferenza ed alle sedute preparatorie non sia stato convocato il Comune di Savona, eccepiamo sulla regolarità del citato provvedimento per i seguenti motivi: 
  1. La Regione Liguria nell’ultimo Piano Regionale di Risanamento e Tutela della Qualità dell'Aria e per la Riduzione dei Gas Serra dichiara “Zona 2 - i Comuni di Savona, Quiliano e Vado Ligure sono stati accorpati in considerazione della continuità urbanistica e territoriale: inoltre va considerato che le emissioni che derivano dalla centrale termoelettrica hanno ricadute sui tre comuni” (pag. 80).
  2. L’Ordine dei Medici della provincia di Savona, nella nota del 3 dicembre 2010, rileva che “nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale, sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari” e che il raggio dell'inquinamento non è limitato ai comuni su cui insiste l’impianto (Vado Ligure e Quiliano) ma “l’impatto sulla salute di una centrale a carbone è massimo entro le 30 miglia (48 Km) dalle ciminiere” (Clean Air Task Force - Stati Uniti). 

  3. Nel succitato Piano Regionale di Risanamento e Tutela della Qualità dell'Aria e per la Riduzione dei Gas Serra della Regione Liguria, la cartina che riporta il biomonitoraggio degli effetti dell’inquinamento atmosferico evidenzia come le zone di maggiore sofferenza corrispondano al raggio di massimo impatto sulla salute riportato nella citata nota dell’Ordine dei Medici (pag. 67).

  4. In riferimento agli scarichi idrici che affluiscono alla foce del torrente Quiliano (oltre 900 miliardi di litri annui) l’Ordine dei Medici in un documento ufficiale scrive che “la presenza di metalli pesanti e di idrocarburi policiclici aromatici a livelli enormemente maggiori rispetto alle altre aree liguri, anche portuali, e di oltre cento volte superiori rispetto ai riferimenti normativi, indica una molto probabile derivazione di tali inquinanti dalla centrale a carbone, che rappresenta sicuramente, nell’area, la principale fonte di idrocarburi policiclici aromatici derivanti dai processi di combustione e di metalli pesanti presenti nel carbone (si pensi a questo proposito anche alle grandi quantità di tali sostanze presenti nelle acque reflue della centrale)”.

Il 4 dicembre su TG3 la problematica TIRRENO POWER

Su  Tg Rai 3 Liguria la problematica Tirreno Power

 Nell' edizione del 4 dicembre  delle 19,30 .

Guarda qui  il Video dal Minuto 0,55 è il primo servizio della serata.



Guarda qui il video del tg3  
dell' edizione delle 14



Dal "SECOLO XIX":Tirreno Power, la consulenza: «Emissioni mortali»

Tratto da Il Secolo XIX on line

Tirreno Power, la consulenza: «Emissioni mortali»

Giovanni Ciolina
Savona - Sarebbe compreso in una forbice tra 470 e 490 l’aumento dei casi di mortalità in seguito alle emissioni di Tirreno Power. Ma non solo. Nelle zone a maggior ricaduta degli effetti nocivi della centrale, ci sarebbe stato un aumento dei ricoveri sia nelle persone adulte sia in quelle in giovane età, che si aggira sul migliaio di casi.
È una delle conclusioni a cui sono arrivati i periti nominati dalla procura nella consulenza depositata nei mesi scorsi e che prende a riferimento il periodo tra il 2000 e il 2007. Un lavoro che è già stato illustrato al direttore dello stabilimento vadese quindici giorni fa nel corso dell’interrogatorio davanti al procuratore Francantonio Granero e al sostituto Chiara Maria Paolucci e che entro il fine settimana dovrebbe diventare di pubblico dominio con la consegna al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (l’unica amministrazione ad averlo richiesto), ma anche alle difese dei tre indagati del voluminoso dossier.
Ma le sorprese dell’accurato lavoro tecnico si annunciano piuttosto clamorose. A cominciare dalle cause prese in esame per l’incremento della mortalità. I consulenti dell’accusa infatti hanno tralasciato gli aspetti tumorali (difficili da imputare con esclusività alla centrale a carbone) concentrandosi sulle malattie cardiovascolari e respiratorie. Un colpo di scena inatteso, ma che gli esperti avrebbero spiegato con la maggior facilità ad individuare le possibili cause.
Il lavoro dei periti è stato piuttosto capillare a cominciare dallo studio sui licheni che ha permesso di stabilire le zone della provincia a minore o maggiore ricaduta degli effetti della centrale. E in questa fase è stato possibile accertare, per esempio, come la frazione di San Genesio sia quella maggiormente a rischio per la salute pubblica. Un primato finora sconosciuto e che indubbiamente non lascia tranquilli chi in quella frazione a ridosso delle ciminiere tanto contestate dagli ambientalisti cui vive. Ma è proprio da questi elementi che i tecnici sono poi potuti arrivare alla conclusione dell’aumento nella mortalità piuttosto elevato.
Ed è proprio su queste basi che il procuratore Francantonio Granero ha aperto il fascicolo per disastro ambientale, reato contestato a tre manager dell’azienda. Elementi che due mesi fa avevano spinto lo stesso magistrato ad evidenziare come «ci sia stato un danno per la salute pubblica».....

Che qualcosa non sia andato per il verso giusto in quel periodo specifico preso in esame starebbero a dimostrarlo le centinaia di documenti acquisiti la scorsa settimana dai carabinieri del Noe di Genova in missione con la procura nei palazzi romani del ministero, Ispra e Ippc, ossia nella trafila degli organismi incaricati di controllare e vigilare sull’autorizzazione integrata ambientale
. Ma il lavoro non sembra essersi ancora concluso........


04 dicembre 2013

POTENZIAMENTO E DEROGHE ALL'AIA TIRRENO POWER: RESISTENZA....RESISTENZA RESISTENZA

Riproponiamo una sintesi ,sempre valida ,del  nostro  post del 25 luglio 2011 ,con una piccola aggiunta.....

POTENZIAMENTO  E DEROGHE ALL'AIA TIRRENO POWER:
RESISTENZA....RESISTENZA RESISTENZA


Coraggio , non perdiamoci d’animo: ricordiamoci dei nostri Padri, pensiamo a coloro che con generosità, determinazione, armati di ideali di libertà seppero difendere il nostro territorio contro chi ne voleva fare scempio con l’abuso, il disprezzo dei i diritti, la protervia e la sopraffazione. 

I nostri Padri hanno saputo con tenacia conquistare quella Costituzione Repubblicana a cui oggi noi ci ispiriamo:

con i cittadini e le numerose associazioni e partiti che si riconoscono sui principi della tutela del territorio e della salute utilizzeremo tutte le vie legalmente consentite per difendere strenuamente il nostro territorio e il nostro futuro
e.... quindi RESISTERE RESISTERE RESISTERE CONTRO

CHI prima delle elezioni si dichiarò contro il potenziamento a carbone e poi lo ha di fatto concesso (460+330 MW e possibili altri 330 contro i due da 330 attuali)

CHI si è assunto la responsabilità di ignorare la chiara posizione dell'Ordine dei Medici a tutela della salute dei cittadini che tra l’altro, chiedevano la metanizzazione completa


CHI non ha preteso l'utilizzo delle  migliori tecnologie  

CHI ha concesso ai vecchi gruppi a carbone  di funzionare ancora per molti anni


CHI ha  affermato “perché forzare una popolazione a ospitare un’opera che non vuole?”E poi...




CHI ha permesso che si realizzasse   "Un danno per la salute" come affermato dalla Procura nel 2013 .....


Tirreno Power, la Procura: “C’è stato un danno per la salute” - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/09/la-stampatirreno-power-la-procura-ce.html#sthash.Mm9RzGcs.dpuf

RESISTEREMO con tutti i mezzi previsti dallo stato di diritto e nello spirito di quella Costituzione che tante vite è costata e a cui NOI ci inchiniamo.