COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Indagine Procura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Indagine Procura. Mostra tutti i post

03 marzo 2015

UOMINI LIBERI:Il Procuratore ricattato e il silenzio delle istituzioni.

Il procuratore Di Lecce spiega alla Commissione: «L'impressione che ho avuto da quando sono a Genova è che alcune situazioni magari latenti da anni siano esplose anche per l'intervento della magistratura e degli organi di vigilanza che operano come polizia giudiziaria sotto il diretto controllo dell'autorità giudiziaria. I........Ovviamente è chiaro che, anche a prescindere dall'intervento della Procura, le situazioni prima o poi arrivano all'ingestibilità, i nodi vengono al pettine ».

Tratto da Uomini Liberi

Lo scontro tra Granero e Burlando


Scritto da MARCO PREVE   
 Il procuratore ricattato e il silenzio
 delle istituzioni
Certo che è curioso. In una Liguria in cui i 
politici fanno interrogazioni su qualunque cosa ....
un procuratore capo della repubblica 
dice di esser stato ricattato, pedinato
e sottoposto a pressioni  .... LEGGI

Lo SCONTRO tra  GRANERO e BURLANDO
 braccio di ferro sulla centrale chiusa
LA TENSIONE è alta. E sta tutta nelle parole 
che,in conclusione della sua audizione davanti 
alla Commissione parlamentare rifiuti, pronuncia
 il procuratore capo di Savona Francantonio
 Granero dopo aver elencato le numerose indagini....CONTINUA

 IL GIUDICE DEL CASO TEARDO: "IL 
SISTEMA
 DI POTERE UGUALE A 30 ANNI FA" 
       ...........CONTINUA 

05 febbraio 2015

Centrale di Vado Ligure ,altre audizioni in Procura


Da La Stampa del 04 Febbraio 2015


Due esponenti  del comitato della rete contro il carbone e un medico del consiglio provinciale dell'ordine.
Gli inquirenti hanno infatti voluto mettere nero su bianco e far diventare ufficiale tutta quella serie di denunce che gli oppositori alla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure hanno periodicamente evidenziato pubblicamente........
E la stessa posizione della collega del dottor Ugo  Trucco è diventata ufficiale ieri mattina con la video ripresa dell' audizione.
Il medico in vari convegni e relazioni aveva sostenuto le ricadute sulla salute pubblica delle presunte emissioni inquinanti delle ciminiere della centrale.E ieri mattina la donna ha confermato le tesi espresse in precedenza
Prosegue  quindi il lavoro di raccolta di prove da parte dei due magistrati inquirenti.....

05 dicembre 2013

Dal "SECOLO XIX":Tirreno Power, la consulenza: «Emissioni mortali»

Tratto da Il Secolo XIX on line

Tirreno Power, la consulenza: «Emissioni mortali»

Giovanni Ciolina
Savona - Sarebbe compreso in una forbice tra 470 e 490 l’aumento dei casi di mortalità in seguito alle emissioni di Tirreno Power. Ma non solo. Nelle zone a maggior ricaduta degli effetti nocivi della centrale, ci sarebbe stato un aumento dei ricoveri sia nelle persone adulte sia in quelle in giovane età, che si aggira sul migliaio di casi.
È una delle conclusioni a cui sono arrivati i periti nominati dalla procura nella consulenza depositata nei mesi scorsi e che prende a riferimento il periodo tra il 2000 e il 2007. Un lavoro che è già stato illustrato al direttore dello stabilimento vadese quindici giorni fa nel corso dell’interrogatorio davanti al procuratore Francantonio Granero e al sostituto Chiara Maria Paolucci e che entro il fine settimana dovrebbe diventare di pubblico dominio con la consegna al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (l’unica amministrazione ad averlo richiesto), ma anche alle difese dei tre indagati del voluminoso dossier.
Ma le sorprese dell’accurato lavoro tecnico si annunciano piuttosto clamorose. A cominciare dalle cause prese in esame per l’incremento della mortalità. I consulenti dell’accusa infatti hanno tralasciato gli aspetti tumorali (difficili da imputare con esclusività alla centrale a carbone) concentrandosi sulle malattie cardiovascolari e respiratorie. Un colpo di scena inatteso, ma che gli esperti avrebbero spiegato con la maggior facilità ad individuare le possibili cause.
Il lavoro dei periti è stato piuttosto capillare a cominciare dallo studio sui licheni che ha permesso di stabilire le zone della provincia a minore o maggiore ricaduta degli effetti della centrale. E in questa fase è stato possibile accertare, per esempio, come la frazione di San Genesio sia quella maggiormente a rischio per la salute pubblica. Un primato finora sconosciuto e che indubbiamente non lascia tranquilli chi in quella frazione a ridosso delle ciminiere tanto contestate dagli ambientalisti cui vive. Ma è proprio da questi elementi che i tecnici sono poi potuti arrivare alla conclusione dell’aumento nella mortalità piuttosto elevato.
Ed è proprio su queste basi che il procuratore Francantonio Granero ha aperto il fascicolo per disastro ambientale, reato contestato a tre manager dell’azienda. Elementi che due mesi fa avevano spinto lo stesso magistrato ad evidenziare come «ci sia stato un danno per la salute pubblica».....

Che qualcosa non sia andato per il verso giusto in quel periodo specifico preso in esame starebbero a dimostrarlo le centinaia di documenti acquisiti la scorsa settimana dai carabinieri del Noe di Genova in missione con la procura nei palazzi romani del ministero, Ispra e Ippc, ossia nella trafila degli organismi incaricati di controllare e vigilare sull’autorizzazione integrata ambientale
. Ma il lavoro non sembra essersi ancora concluso........


19 ottobre 2013

16 marzo 2012

BRINDISI:Indagati per omicidio colposo quattro dirigenti dell'Enel ...

Tratto da Noalcarbone

ENEL: IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO.

L’iscrizione nel registro degli indagati di quattro dirigenti Enel con l’ipotesi di reato di omicidio colposo relativamente alla morte per tumore di tre agricoltori, proprietari dei terreni intorno alla centrale di Cerano, giunge a poche settimana dalla conclusione delle indagini che vede 15 indagati in gran parte sempre dirigenti dell’Enel per la dispersione delle polveri di carbone.
Con queste indagini il re è nudo. Quindici anni di milioni di tonnellate di carbone bruciate ogni anno e stoccate in un carbonile a cielo aperto mostrano chiaramente gli effetti che hanno avuto nel nostro territorio. Terreni inquinati falde inquinate e adesso anche i morti per tumore . Un prezzo altissimo pagato da vittime innocenti.

In questi anni prima come No al Carbone e in questi mesi come Brindisi Bene Comune abbiamo sempre chiesto di fermare questo scempio e colpire i colpevoli.
I fatti hanno la testa dura e oggi la nostra richiesta di indagine epidemiologica è sempre più urgente e necessaria. Brindisi ha il diritto di sapere con una indagine scientifica il reale stato di salute dei cittadini e se l’emergenza sanitaria è correlata con l’emergenza ambientale come è facile immaginare.

Brindisi ha diritto di dire basta con la stagione del carbone . Vogliamo subito una riduzione del 30% del carbone e una riconversione a gas della Centrale ENEL di Cerano.
Noi cittadini di Brindisi seguiremo quest’indagine e sicuramente ci costituiremo parte civile contro chi ha provocato questa tragedia.
Tra i responsabili non c’è solo l’Enel e il carbone ma anche quella classe politica che ha svenduto la città che ha consentito senza battere ciglio che per quindici anni il carbone fosse stoccato in un carbonile a cielo aperto.
Il primo processo è per loro il 6 e 7 maggio. Occorre cambiare rinnovando profondamente una classe dirigente che ha provocato disastri .
 
______________________

Tratto da La Repubblica Bari

Indagati per omicidio colposo
quattro dirigenti dell'Enel di Brindisi

di SONIA GIOIA

Qual è il nesso, se esiste, fra la morte per cancro di tre agricoltori proprietari dei terreni intorno alla centrale Enel di Cerano, e l'esposizione alle polveri di carbone emesse dalla centrale stessa? E' questo il quesito al quale risponderà l'inchiesta a firma del pubblico ministero della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza, che ha iscritto nel registro degli indagati quattro dirigenti Enel sui quali gravano le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose, accusa relativa a leucemie e metastasi contratte da altri tre contadini fortunatamente ancora in vita.

 I contadini di Cerano ponevano alla procura brindisina due quesiti. 

Il primo, se l'inquinamento delle loro terre fosse in qualche modo collegabile alla presenza della centrale Enel. 
Il secondo se ci fosse oppure no un nesso di causa -effetto fra l'esposizione alle polveri di carbone emesse dal colosso termoelettrico, e le malattie contratte da alcuni di loro. In tre casi su sei, provocandone la morte. 
 Dall'esposto in questione sono scaturite due inchieste, tanti quanti erano gli interrogativi affidati al pm. Alla prima domanda ha risposto l'inchiesta conclusa di recente, che conta quindici iscritti nel registro degli indagati fra dirigenti Enel e imprenditori addetti alla movimentazione del carbone per getto pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e imbrattamento delle abitazioni. Secondo il pm, tanto quanto il perito Claudio Minoia, la relazione fra il combustile che alimenta la centrale e la dispersione delle polveri nere sui campi è netta, evidente.

........Le conclusioni di Giorgetti andranno confrontate con quelle di un dossier prodotto da Medicina democratica nel 2008, esplicitamente citato nell'esposto degli agricoltori in cui si legge: "L'emissione di anidride carbonica è 15 volte superiore alla soglia solo nella centrale Enel di Cerano. L'arsenico, il cadmio, il cromo, gli idrocarburi policiclici aromatici e il benzene, tutti
cancerogeni in grado di provocare diversi tipi di tumori, superano abbondantemente la soglia".

 
RE LE INCHIESTE GLI ESILIATI DI CERANO
IL VIDEO TRA GLI AGRICOLTORI CACCIATI DAL CARBONE

Leggi l'articolo integrale
______________________

Tratto da Brundisium

COMUNICATO STAMPA
Le associazioni sull'iscrizione nel registro degli indagati di 4 dirigenti Enel 

Con l’avviso di conclusione delle indagini della Procura della Repubblica di Brindisi ha fatto un significativo passo in avanti l’inchiesta sull’inquinamento dei terreni adiacenti alla centrale a carbone di Cerano. Un inquinamento che ha procurato gravi danni agli abitanti della zona e ai lavoratori agricoli che dal 2007 subiscono le conseguenze dell’ordinanza con la quale il Sindaco di Brindisi Mennitti sospendeva i lavori di coltivazione a tutela della salute pubblica. .....

Intanto non può che destare preoccupazione il fatto che ancora una volta l’Autorità giudiziaria conduce indagini sull’operato dell’Enel in ordine a comportamenti che potrebbero rivelarsi in aperto contrasto proprio con quell’”interesse della collettività” al quale fa riferimento la citata nota della società elettrica.

Un interesse che certo viene mortificato, a prescindere dall’esito delle inchieste penali, quando si è sordi alle richieste della società civile e delle sue rappresentanze istituzionali e si tiene ferma l’irragionevole pretesa di impiegare nella centrale di cerano una quantità di carbone tale da costituire grave e permanente pericolo per la salute dei cittadini a partire da quelli che lavorano nel predetto impianto.
Quanto alla centrale di Brindisi nord non possiamo non rilevare quanto siano contradditori e quindi poco credibili i discorsi di chi al tempo stesso prospetta la chiusura dell’impianto e parla di misure di ambientalizzazione nello stesso. A suo tempo la politica sbagliò quando consentì la realizzazione di una centrale a carbone praticamente a ridosso del centro abitato e quindi oggi tocca alla politica assumersi la responsabilità trovare una soluzione rivolta ad assicurare il raggiungimento di due obbiettivi irrinunciabili: la salvaguardia del diritto al lavoro dei dipendenti Edipower e la chiusura dell’impianto con le conseguenti bonifiche. Esattamente quanto prevedeva la convenzione del 1996: un documento accantonato e tradito che, rifuggendo da deprecabili ricatti, puntava a tutelare con la stessa determinazione lavoro e salute.
A Taranto si è cercato di correlare l'inquinamento ambientale con lo stato di salute dei lavoratori e delle popolazioni più prossime all'impianto, analogamente ci aspettiamo che anche a Brindisi si verifichi che la dispersione di sostanze pericolose nell'ambiente non abbia prodotto un numero di malattie e di decessi maggiore di quello atteso in condizioni di non inquinamento.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Italia Nostra, Legambiente Brindisi, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, ACLI Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.
 

02 febbraio 2012

1)Infertilità e inquinamento. 2)Ilva: benedetti siano i periti

Tratto da Noalcarbone

Infertilità e inquinamento.



Infertilità in aumento: potrebbe essere colpa della centrale a carbone?

Sappiamo tutti che l'inquinamento atmosferico ha effetti estremamente dannosi sui neonati e sui bambini più piccoli: tutti i bambini sono a rischio quando sostanze tossiche come il mercurio sono presenti nell'aria che respirano. I genitori ne sono ormai consapevoli e stanno cominciando a prendere coscienza e ad organizzarsi  per proteggere i propri figli da queste sostanze contaminanti. Ma che dire di coloro (sempre più numerosi) che non sono genitori perchè non riescono a concepire?  E' possibile che l'inquinamento atmosferico ci impedisca anche di avere dei figli?

Inquinamento e infertilità femminile


Le emissioni delle centrali a carbone contengono molti degli inquinanti atmosferici che si consiglia di evitare il più possibile alle donne incinta, a causa dei loro effetti negativi su embrione e feto. Ma  l'inquinamento atmosferico, e in particolare le emissioni di mercurio e di altri metalli pesanti tossici, possono avere una influenza anche sulle donne che non sono ancora in stato di gravidanza. Le tossine infatti favoriscono alti tassi di infertilità nelle donne, aumentando anche, in alcuni casi, il tempo necessario perchè una donna riesca a concepire.  Uno studio ha trovato alti livelli di mercurio nel sangue di donne che avevano una inspiegabile infertilità.

Inquinamento e infertilità maschile


Anche gli uomini devono preoccuparsi in quanto l'aria contaminata con  metalli pesanti che sono costretti a respirare è stata collegata a infertilità maschile, in quanto causa un eccesso di radicali liberi nel sangue e una diminuzione della qualità dello sperma. Uno studio recente ha evidenziato che topi che vivevano vicino ad una fonte inquinante avevano mutazioni nel DNA delle cellule dello sperma; queste mutazioni arrivavano ad essere fino al 60% in più rispetto ai topi che respiravano invece aria filtrata. Avevano anche più metilazione nel loro DNA, cosa  che incide nell'espressione genica. Elevati livelli di mercurio nel sangue degli uomini sono stati correlati con anomalie dello sperma.


Inquinamento e fecondazione in vitro


L'inquinamento atmosferico complica anche la fecondazione in vitro. Elevati livelli di biossido di azoto, un inquinante delle emissioni dalla combustione del  carbone, possono diminuire la probabilità di una gravidanza con fecondazione in vitro. E' stato dimostrato che  livelli di biossido di azoto, anche di 0,01 parti per milione vicino alla casa di una donna in età fertile,  diminuiscono il successo della fecondazione in vitro del 20%. Per le donne che invece sono state in grado di concepire tramite fecondazione in vitro, un aumento dei livelli di ozono determinano una ridotta possibilità di portare a termine la gravidanza.

La Scienza ci dice che fortunatamente non si tratta di danni irreparabili in quanto alcuni di questi effetti possono essere invertiti, se si evita l'inquinamento. Per pianificare una gravidanza ed evitare le tossine tentando di proteggere i nostri figli già dal concepimento, le future mamme dovrebbero trasferirsi lontano dalle centrali e dalle industrie che ammorbano l'aria di Brindisi? Non vi sembra assurdo?!

01 febbraio 2012

Ornella Tarullo per Mamme No al Carbone

_______________

Tratto da Stato Quotidiano

Ilva: benedetti siano i periti



Taranto – FINALMENTE dire a chiare lettere che l’Ilva di Taranto inquina non è più un tabù! Peccato che ci volevano le deposizioni peritali dei chimici della coraggiosa GIP Todisco a Taranto per dare fiato alle trombe di chi ormai s’impegna esclusivamente nella stucchevole gara del più bravo a calcolare i nanogrammi in più o in meno di IPA o di tal’altri inquinanti, se vengano o meno adottate le migliori tecnologie possibili, e di chi si avvicenda nell’inconcludente kermesse di articoli su stampa o di foto denuncia, manco ci fosse un premio in denaro o una medaglia al valore in gioco! Stendo un velo pietoso e sdegnato sugli organi di controllo e le istituzioni che fino ad oggi riferiscono che per puntare l’indice su chi inquina a Taranto bisogna andare cauti.

Nel corso degli ultimi anni come medico ho affermato che si è manifestato un incremento di tumori a Taranto rispetto alla provincia, sia per i maschi che per le femmine, e ciò comprova che il fenomeno non è legato al lavoro che una persona compie”, e “nemmeno è addebitabile alle abitudini alimentari”, ma che sicuramente c’è correlazione tra malattia ed inquinamento perchè “Taranto città ha un qualcosa di diverso sul piano ambientale rispetto al resto della provincia”, e mi auguro che il resto del lavoro della maxi inchiesta pervenga a quanto fino ad oggi ho enunciato.


Auspico di non sentire mai più parlare di eco compatibilità delle industrie inquinanti col territorio ionico
e neanche che “Taranto è a vocazione industriale” e rilancio sull’unica possibilità di salvare Taranto sia sul piano sanitario ed ambientale che sul piano economico lavorativo attivando, con tutte le disponibilità finanziarie possibili, in un percorso di operosità economica alternativa alla grande industria inquinante, che è invece da chiudere e riconvertire. Indico da ora un cammino di cambiamento radicale civico, etico ed economico, con “Cambiamo Taranto”, che non è uno slogan ma l’impegno leale e costruttivo di cittadini che vogliono cambiare il destino delle future generazioni di Taranto e provincia esclusivamente in meglio. ....

“Cambiamo Taranto” deve essere l’impegno dei cittadini a fare e costruire una Taranto secondo le regole di diritto, secondo le migliori aspirazioni del vivere quotidiano.  

E' ora di finirla col ricatto occupazionale delle industrie inquinanti e la migrazione in altri luoghi d’Italia, o fuori da questa, dei nostri migliori cervelli, di intere nuove generazioni.
Il dr. Patrizio Mazza

Leggi tutto

26 maggio 2011

12 indagati per pareri Via Nazionale su riconversione Porto Tolle

Tratto da Ansa

Enel:Porto Tolle:12 indagati per pareri "Via Nazionale"su riconversione a Carbone

(ANSA) - ROVIGO, 26 MAG - A pochi giorni dal 'no' del Consiglio di Stato sulla centrale Enel di Porto Tolle spuntano i nomi di 12 indagati nel filone d'inchiesta della Procura rodigina sulla riconversione a carbone dell'impianto.

Dieci sono componenti della commissione Via nazionale e di quella regionale, due sono i nomi degli ad di Enel, Fulvio Conti, e di Enel Produzione, Leonardo Arrighi. Nel mirino dei magistrati vi sarebbero le procedure e i documenti che hanno permesso alle commissioni Via di dare l'ok alla riconversione a carbone, prima della stop del Consiglio di Stato.(ANSA).

Leggi l'articolo anche sul
Gazzettino, disponibile QUI

Scrive il Gazzettino:
"I PM hanno formalizzato i reati (ma si è in attesa di una perizia conclusiva) sospettando che Enel abbia prodotto documenti ideologicamente falsi per sostenere che il carbone non avrebbe avuto impatto negativo sul delta del Po con prestazioni migliori rispetto ad altre fonti di energia. I componenti delle commissioni VIA avrebbero avvalorato (d'intesa con i vertici dell'Enel) la stessa linea."

________________________

E leggi su Savona News

Carbone: 12 indagati per la tentata "riconversione" della centrale di Porto Tolle. Sette loro omonimi firmarono la VIA per Vado Ligure


Nel mirino della Procura della Repubblica di Rovigo anche 7 componenti della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell' "Ambiente". Tutti e sette omonimi dei firmatari di analoga pratica per la centrale di Vado Ligure

Leggi l'articolo integrale su Savona News

____________________

Tratto da QUALENERGIA

Stop al carbone di Porto Tolle, la soddisfazione degli ambientalisti

Per il Consiglio di Stato il progetto della centrale a carbone di Porte Tolle è il peggiore sotto il profilo ambientale che potesse essere proposto; non aveva ottenuto valutazioni positive da parte degli organismi tecnici competenti; ha violato la normativa regionale, statale e regionale. Ora bisognerà lavorare per una soluzione alternativa.

“Non si vede come sia possibile sostenere che, sotto il profilo ambientale, l’alimentazione di questa centrale a carbone sarebbe preferibile al metano, tra l’altro ampiamente disponibile nella zona” – hanno dichiarato le associazioni e i comitati vincitori del ricorso al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato conferma quindi quanto ripetutamente ribadito dai ricorrenti, e invece ostinatamente negato da Enel e dai suoi ciechi sostenitori, e cioè che questo progetto è il peggiore sotto il profilo ambientale che potesse essere proposto, che non aveva affatto ottenuto valutazioni positive da parte degli organismi tecnici competenti, che ha violato la normativa regionale, statale e regionale..


Leggi il comunicato congiunto di Italia Nostra, Greenpeace, Legambiente, WWF Italia
________________

Tratto da Legheautonome.it


Politiche ambientali e produzione di energia da fonti rinnovabili

Sul sito dell'Autorità per l’energia elettrica e il gas è stato pubblicato la Memoria per l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 19 maggio 2011.

In allegato il documento.

Alternative image text Autorità per l’energia elettrica e il gas - Memoria per l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Dep
utati - 19 maggio 2011

04 febbraio 2011

LA STAMPA:“Tirreno Power, scarichi non in regola”-“False fatture alla Demont per lavori alla Tirreno Power”


Tratto da La Stampa di OGGI 4 febbraio

DEPOSITATA LA PERIZIA CHIESTA DALLA PROCURA ED ESEGUITA A DICEMBRE

PER IL COSULENTE DEL PM I LIVELLI DI SELENIO,BORO E SOLFITI SONO FUORI LIMITE NELLO SCARICO "2H" DELLA CENTRALE ELETTRICA TIRRENO POWER DI VADOE QUILIANO:A FRONTE DI UN LIMITE DI 0,03 MILLIGRAMMI PER LITRO,LA CONCENTRAZIONE INDIVIDUATA DAI CONSULENTI DELLA PROCURA NEL PRELIEVO DEL 15 DICEMBRE SCORSO,SAREBBE 10 VOLTE SUPERIORE ,ARRIVANDO A 0,1 MILLIGRAMMI LITRO.....


Sempre da" La Stampa "di oggi

INCHIESTA DELLA FINANZA L’AD FABIO ATZORI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI: «ESTRANEO A TUTTO»

MARCO RAFFA

"NEL CASO DI SPECIE IL TUTTO PARE ESSERE RIMASTO LEGATO AL CONTRATTO STIPULATO NEL 2005 TRA ANSALDO ENERGIA E DEMONT SRL CON LA TIRRENO POWER,LA CUI ESECUZIONE DEI LAVORI FU FITTIZIAMENTE SUBAPPALTATA A SOCIETA' DI FATTO INESISTENTI CREATE SOLO AL FINE DI PREDISPORRE FALSE FATTURE PASSIVE"....
Ecco l'articolo integrale
____________________________


Tratto da Eco.it

Inquinamento ambientale: sempre più reati in Italia

L’apertura dell’anno giudiziario è stata, purtroppo, l’occasione per fare il punto sull’ammontare dei reati ambientali che vengono commessi in Italia. Una frequenza nel compimento di questi “delitti” che è davvero impressionante, e che attualmente – per la sola WWF - impegna oltre 300 avvocati specializzati in materia, per oltre mille ore l’anno, con 250 udienze nel corso dell’ultimo anno, necessarie per tutelare adeguatamente la salute dell’ambiente.
I numeri di cui sopra vanno inoltre moltiplicati per una variabile ancora da decifrare, visto e considerato che le cifre appena ricordate si riferiscono alla sola attività per conto del WWF, e che secondo le stime dell’associazione, il numero delle violazioni in materia di tutela ambientale, di salute e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, sarebbe pari a circa uno ogni 43 minuti.
Ancora, la stessa WWF definisce le proprie attività di tutela giudiziaria nei confronti dell’ambiente come una “gocca nell’oceano”, dando pertanto l’idea di quale sia l’impatto delle violazioni ambientali nel territorio italiano.
Ecco pertanto che, proprio nei giorni in cui si inaugura l’anno giudiziario, l’associazione ha voluto far sentire la propria vicinanza alla Magistratura, definendo le attività dei giudici come fondamentali “per dare una corretta lettura e applicazione di norme troppo spesso travisate da inquinatori senza scrupoli, e da una parte dell’amministrazione non sufficientemente preparata sull’importanza della tutela dell’ambiente“


13 maggio 2010

2010/05/13 A PROPOSITO DI ARPAL......./.Brindisi, morire di carbone

A PROPOSITO DI ARPAL CI E' STATO SEGNALATO QUESTO ARTICOLO



La Stoppani di Cogoleto/ArenzanoSono circa una quindicina gli indagati dell'Arpal nell'ambito di un inchiesta blindatissima. Diverse sono le contestazioni che vanno dal falso all'abuso d'ufficio, sino alla corruzione e turbativa d'asta. Perquisizioni e sequestri di documenti sono stati effettuati dai Noe di Genova sotto il coordinamento del pm Calleri del pool sui reati della Pubblica Amministrazione.

Il quadro su cui lavorano in Procura è quindi complesso: società avvisate prima delle ispezioni che sarebbero state effettuate, dati sull'inquinamento falsificati, esiti degli esami modificati nella stesura delle relazioni conclusive, fascicoli non trasmessi alla Procura... ma anche un conflitto di interessi per l'incarico alla SIGE, che porta alla contestazione della turbativa d'asta ...............


____________________________

Tratto da" Inviato speciale "

Brindisi, morire di carbone

Il carbone pulito è una favola. Il carbone è sporco e radioattivo. Ogni anno l’Unione Europea per monitorare il rispetto del protocollo di Kyoto da parte delle grandi industrie fornisce delle cifre sulla produzione della CO2. Nel 2008 le 12 centrali a carbone presenti in Italia sono stati gli impianti che hanno in assoluto inquinato di più rispetto ai limiti fissati dalla normativa europea sulla CO2, la cosiddetta ‘emission trading system’.

La centrale termoelettrica “Federico II” di Brindisi, con le sue 14 milioni di tonnellate di CO2 emesse è in testa alle dodici. In controtendenza rispetto a tutto il settore termoelettrico le 12 sorelle hanno mantenuto elevate emissioni di gas serra sforando di oltre 7 milioni di tonnellate di anidride carbonica il tetto imposto.

Un “eccesso” che, secondo le sanzioni previste dalla direttiva, costerà all’incirca 97 milioni di euro, e che rischia di essere esternalizzato finendo sulle bollette delle famiglie italiane in attesa di rincari ancora più cospicui nei prossimi anni. Come stimato nell’ultimo rapporto di Legambiente sul carbone (“Vecchio, sporco e cattivo”, pubblicato il 10 febbraio 2010 e consultabile dal sitowww.legambiente.it), nel 2012 le “multe” di Kyoto sul carbone italiano potrebbero arrivare a superare il miliardo di euro con buona pace della tanto decantata riduzione delle bollette per gli italiani. Il carbone quindi è in assoluto la fonte più dannosa per il clima e nemmeno le più moderne tecnologie sono oggi in grado di ridurre il suo impatto sul pianeta. Ma il grave errore che si compie quando si parla delle centrali a carbone è limitarsi a discutere di CO2.

Esiste una legge della natura che si chiama principio di conservazione della massa e risale al 1786. “Nulla si crea nulla si distrugge. Tutto si trasforma”. Tutto ciò che io brucio viene trasformato in qualcos’altro che però mantiene la stessa massa. Se io brucio una tonnellata di carbone dall’altra parte avrò una tonnellata di residuo composto da diossine ,anidrite carbonica e tantissimi metalli pesanti. Quindi oltre alla CO2 avrò tutta una serie di inquinanti nell’aria, che non posso togliere, sottoforma di micro e nano particelle. Questo è un fatto chimico fisico della natura, neanche l’Enel con i suoi potenti mezzi può dire il contrario.

Il problema si aggrava perché il carbone è radioattivo, quindi si ha una radioattività in atmosfera che subisce chi vive nell’ambito delle centrali a carbone. Il 90 per cento degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal Polonio-210 e dal Piombo-210. Il primo impiega più di quattro mesi a dimezzare la propria radioattività, il secondo 22 anni. Il che significa che quando una particella di Piombo-210, trasportata dalle polveri emesse dalle centrali, si deposita nei polmoni o in qualsiasi parte del nostro organismo, irradierà le nostre cellule per buona parte della nostra vita. Enel dice di possedere la tecnologia per abbattere la gran parte delle emissioni di questi materiali, ma si ferma lì e non dice che fine fanno le ceneri residue. Perché ammesso che gli abbattitori funzionino, il problema si sposta ma non si elimina. Tutto questo si chiama “morire a norma di legge”.

Noi ci stiamo suicidando e come tutti i suicidi lo facciamo consapevolmente. ....... Uno studio molto importante è quello effettuato da Maria Serinelli ed Emilio Granicolo, ricercatori del Cnr, sui decessi a Brindisi in rapporto ai valori giornalieri degli inquinanti. Il passo successivo necessario dovrebbe essere la ricerca di questi inquinanti nell’organismo delle persone più vicine alle fonti di inquinamento.

In Spagna l’Istituto Nazionale di Epidemiologia ha pubblicato sulla rivista “Science of Total Environment” uno studio i cui risultati descrivono per la popolazione che vive in prossimità di impianti che bruciano combustibili fossili, un maggior di rischio di morte per tumore al polmone , laringe e vescica. Il rischio è ancora maggiore per il tumore del laringe e della vescica quando il combustibile usato è il carbone. Il fenomeno risente della distanza dall’impianto, cioè il rischio diminuisce nella popolazione a maggior distanza dalla centrale. Nella stessa ricerca si riporta che secondo altri autori gli impianti che impiegano carbone in tutto il mondo sono i maggiori emettitori di radioattività nell’ambiente.

Uno studio effettuato dal professor Dubnov ha dimostrato che l’inquinamento dell’aria causato da una centrale a carbone, sebbene nei limiti di legge, ha un effetto negativo sulla maturazione e la crescita polmonare dei bambini che vivono nella stessa area (Environ Res 2006,4). A Roma è stato dimostrato che il numero dei ricoveri di bambini affetti da polmonite aumenta in rapporto all’innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico(Eur Respir J 2001;17;1143-50).

Secondo uno studio dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), la via principale di ingresso nell’organismo umano delle sostanze radioattive emesse dalle centrali a carbone è l’ingestione, cioè l’alimentazione, che complessivamente rappresenta il 78 – 98% di tutte le possibili vie di contaminazione, se si utilizzano, secondo alcuni modelli di simulazione, solo prodotti locali. In funzione della distanza il contributo alla dose dovuta all’alimentazione diminuisce leggermente, mentre aumenta sensibilmente il contributo dovuto all’inalazione (cioè alla respirazione, ndr) dalla nube. Ci sono anche studi che riguardano i costi esterni della produzione dell’energia.

Perché produrre energia bruciando carbone significa sostenere ingenti spese sanitarie. Ma di questo nessuno ne parla. Le Autorità fanno finta di non sapere e invece lo sanno benissimo. Lo sa benissimo il Governo che avrebbe il dovere di informare la popolazione che trarre energia dai fossili provoca un danno importante......

Come si rimane dopo essere a conoscenza di queste ricerche? Molti scrolleranno le spalle, ignavi, mormorando “Tanto non c’è più niente da fare”; altri si chiederanno “Ma cosa possiamo fare?”; pochi, ma onesti, continueranno a lottare ed a difendere quella dignità che, ahimè, molti hanno svenduto.

Leggi l'articolo integrale

Gianni delle Gemme (Hanno collaborato Maurizio Portaluri e Giovanni Ghirga)www.noalcarbonebrindisi.blogspot.com

__________________________________

Tratto da noalcarbone

13 maggio 2010

INQUINAMENTO KO ECCO LA BOZZA DELL'ENEL

SVOLTA POSSIBILE NELL'ACCORDO CON LE ISTITUZIONI
da "La Gazzetta D
Grassetto
el Mezzogiorno" Mercoledì 12 Maggio

• Sarebbe pronta la bozza delle convenzioni che legherebbe in un accordo le istituzioni locali e le società energetiche insediate sul territorio. Copertura del carbonile, riduzioni di polveri (-64%), anidride solforosa (-35%) e ossido di azoto (-25%).Tra le ipotesi anche la riduzione dell’emissione di C02. Si otterrebbe attraverso il ricorso al combustibile da rifiuto (cdr). Nella bozza si farebbe riferimento anche alla legge regionale che prevede la possibilità delle aziende che riducono il C02 e inquinanti di avere una percorso «privilegiato» nel rilascio delle autorizzazioni per la costruzioni di impianti fotovoltaici o eolici. Sarà il caso dei terreni nei pressi del nastro trasportatore di Enel? Sarà proprio l’azienda elettrica a realizzarli, sottoscrivendo accordi con Comune, Provincia e Regione? E tra le ipotesi fatte anche quella dell’insediamento di impianti di biomasse e prodotti che utilizzeranno il calore della centrale di Cerano. Le cosiddette convenzioni avrebbero dovute essere formalizzate e sottoscritte già entro la fine dello scorso anno. Ma intanto sull’argomento corrono voci e presunte bozze di ipotesi. Nient’altro. Non si ha notizia di prossimi incontri ufficiali, nè di ufficiosi. E, intanto, viene costituito il Comitato tecnico delle associazioni degli agricoltori. «Sette i rappresentanti - si legge in una nota dell’Enel - delle principali associazioni degli agricoltori - Confcoperative, Cia, Coldiretti , Confagricoltura, Ugc Cisl, Associazione Agricoltura Ambiente Italia, Codiamsa - che con rappresentanti di Enel hanno costituito il Comitato Tecnico previsto dall’Accordo Quadro sottoscritto lo scorso mese di febbraio. Tale accordo sostiene l'integrazione tra attività agricole ed esigenze industriali lungo la fascia di territorio a ridosso del nastro trasportatore del carbone che dalla zona industriale arriva fino alla Centrale “Federico II” di Brindisi». «Sarà compito del Comitato - contiua la nota dell’Enel - elaborare progetti che permettano l’integrazione del nastro trasportatore con il territorio circostante attraverso la realizzazione di una bar riera arborea e di un programma di riqualificazione e riconversione dei terreni su quali gravava il divieto di coltivazione. L’attuazione di qualsivoglia progetto prevede però, a questo punto, che il Ministero dell’Ambiente provveda a restituire definitivamente i terreni ai loro usi legittimi». «Già un anno fa - conclude la nota Enel - Arpa e Università di Lecce avevano reso nota la valutazione di rischio sui terreni limitrofi alla centrale Enel di Brindisi indicando la possibilità di un loro utilizzo per la coltivazione a fini non alimentari. Le Associazioni degli agricoltori chiederanno al Presidente della Regione Nichi Vendola un incontro per presentare l’accordo sottoscritto con Enel e intervenire nuovamente presso il Ministero dell’Ambiente per la definizione dell’annosa vicenda».