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23 giugno 2020

Comunicato di "Uniti per la Salute ODV" del 23 giugno

Comunicato di Uniti per la Salute ODV

Leggiamo su un giornale on line un articolo che riferisce alcune prese di posizione del sindaco di Vado.
Nel testo dell'articolo si riporta la seguente dichiarazione di Monica Giuliano: “E poi non potevo non ricordare tutti i lavoratori che negli anni scorsi hanno perso il lavoro a causa di scelte che a volte sono state fatte con parte di coscienza civica, ma certo con poco coscienza umana. Ogni azione, anche di chiusura, ha provocato danni enormi”.
Quella che lo stesso giornale on line, non smentito dalla dott. Giuliano, definisce come “frecciata, nemmeno troppo velata, a tutti quei soggetti (la Procura, ma anche i vari comitati) che hanno voluto la chiusura della centrale” ci lascia sconcertati.
Stupisce infatti non poco il fatto che un sindaco, che rappresenta un’istituzione pubblica, anche come autorità sanitaria, invece di ringraziare chi ha evidenziato le gravi problematiche per la salute emerse nelle indagini, ostenti questo atteggiamento nei confronti dalla Magistratura e di molti cittadini.
Per la precisione ci risulta che la Procura abbia chiesto a suo tempo il sequestro preventivo di detti gruppi a carbone e che detto sequestro sia stato disposto da un Giudice con un atto corredato da consistenti motivazioni e che non sia stato impugnato dalla società.
Inoltre è importante ricordare che, a conclusione del provvedimento di sequestro, il Giudice lasciava aperta la strada della riapertura dei gruppi a carbone precisando che: “Peraltro, ove la “Tirreno Power S.p.A.” provvedesse all’installazione di un sistema di controllo adeguato, ...omissis... potrà provvedersi al dissequestro dei detti impianti. “ (*)
Ci chiediamo dunque ancor oggi il perché l'azienda non abbia provveduto all'installazione del misuratore delle emissioni a camino, come richiesto dal giudice e previsto in tutte le centrali termoelettriche: dunque un onere niente affatto eccessivo che (ovviamente qualora i dati emissivi fossero stati entro i valori assicurati dall'adozione delle tecnologie del settore) avrebbe permesso
il dissequestro. Siamo, come tutti, molto sensibili alle gravi problematiche legate a chi ha ingiustamente perso il proprio lavoro, ma sarebbe opportuno esaminare con obiettività quanto fin qui emerso e riflettere su chi non ha saputo conciliare salute e occupazione.
Ci permettiamo poi di ricordare al sindaco, anche nella sua qualità di autorità sanitaria, provvista evidentemente di “coscienza umana” (che ovviamente non può andare disgiunta dalla "coscienza civica" tantomeno in un sindaco!) che sempre nel citato provvedimento di sequestro il Giudice scriveva: ”Non si può poi dimenticare - ed anzi è l’elemento di maggior rilievo - che il reato contestato prevede, come sua ipotesi sicuramente più grave, l’ingente danno alla salute provocato dal dimostrato aumento del ricoveri ospedalieri e del numero dei decessi riconducibile direttamente alla presenza della centrale”.
Ci pare importante infine rammentare che i dati agghiaccianti sull'impatto sanitario della centrale a carbone su cui si è basata la Procura, sono stati confermati da uno studio successivo del tutto
autonomo: l'indagine epidemiologica condotta dal CNR, massimo ente di ricerca italiano che ha accertato come dal 2001 al 2013 si sia registrato un aumento della mortalità pari al 49% nell'area
della centrale a carbone Tirreno Power a Vado Ligure. (**)

Cara Sindaco ci spieghi dove mai in un tale contesto deve stare la "coscienza umana"
23 giugno 2020
unitiperlasalute@libero.it

 
                                       

Note

(*) Dal provvedimento di sequestro : …..Tenuto conto della pregressa condotta della società che gestisce l’impianto, la quale, a parte le altre inottemperanze, non ha provveduto nei termini stabiliti dall’AIA alla collocazione dello SME ed alla calibratura del medesimo (tant’è che i dati del sistema di controllo non appaiono attendibili), la scrivente non ritiene sufficiente ai fini di cui sopra autorizzare la prosecuzione dell’attività dei gruppi a carbone subordinandola alla installazione di un sistema SME che consenta di controllare la riduzione ed il mantenimento delle emissioni nei limiti delle MTD.

Appare infatti assai probabile (per non dire certo) che il gestore, non diversamente da quanto ha fatto sino ad oggi, cerchi in ogni modo di rinviare sine die l’adempimento richiesto, in tal modo vanificando l’esigenza (che il sequestro vuole soddisfare) di ridurre le emissioni pericolose dell’impianto, scongiurando il protrarsi del danno per l’ambiente e la salute.

Peraltro, ove la “Tirreno Power S.p.A.” provvedesse all’installazione di un sistema di controllo adeguato, da calibrare e monitorare ad opera di uno o più tecnici nominati da questo Giudice, ai quali andrebbe anche affidato il compito di accertare, attraverso i controlli giornalieri dello SME, che i gruppi a carbone VL3 e VL4 siano gestiti in modo da mantenere le emissioni nei limiti delle MTD, potrà provvedersi al dissequestro dei detti impianti.


(**)(ANSA) – GENOVA 3 SET 2019 -Dal 2001 al 2013 si è registrato un aumento della mortalità pari al 49% nell'area della centrale a carbone Tirreno Power a Vado Ligure(Savona). Lo indica la ricerca dell'Istituto Gvdi fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifc) pubblicata sulla rivista Science of the Total Environment.

Leggi su  IVG

Chiusura Tirreno Power, Uniti per la Salute risponde al sindaco di Vado: “Dichiarazioni sconcertanti” 

Il riferimento è alle parole di Monica Giuliano durante la  cerimonia per la demolizione del carbodotto....


02 ottobre 2014

Giorni caldi e delicati sulla vicenda Tirreno Power. "Diffida” ai Comuni: “Gravi le delibere di Vado e Quiliano”


Tratto da IVG

Tirreno Power, “diffida” ai Comuni di ambientalisti e comitati: “Gravi le delibere di Vado e Quiliano”

Vado L. Sono giorni caldi e delicati sulla vicenda Tirreno Power. 
......Non si fermano le critiche delle associazioni ambientaliste e dei comitati che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure, giudicando inaccettabili le delibere di Regione prima, e Comuni dopo, per l’ok al progetto per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata.
Un pressing durato per giorni e giorni indirizzato agli enti locali chiamati ad esprimersi sulla nuova procedura in atto. Come se non bastasse ai Comuni di Vado e Quiliano è arrivata anche una chiara diffida a firma di diversi esponenti appartenente alla Rete, nella quale si invitavano i comuni a tenere conto delle indagini e delle risultanze scientifiche emerse dall’inchiesta della Procura savonese e a comportarsi conseguentemente...
E intanto dalla Rete Savonese Fermiamo il Carbone arriva il primo duro attacco dopo l’approvazione delle delibere: “Grave che un organo amministrativo contesti un’ordinanza di un giudice (giudicando non accettabile il punto fondamentale della misurazione al camino), e soprattutto che deliberi contro di essa”.

Sotto la delibera del Comune di Quiliano 
                                          

24 settembre 2012

"Triglie al mercurio di Greenpeace a Vado Ligure "


 
Abbiamo chiesto ,come Rete Savonese Fermiamo il carbone 
ai nostri amministratori Sindaci,Presidenti di provincia e Regione Liguria  di pronunciarsi sui preoccupanti valori di inquinanti nei licheni. 
  
Non abbiamo avuto alcuna risposta ma abbiamo visto purtroppo l'esito della Conferenza dei Servizi.


Certi che non avremo ancora una volta risposte comunque chiediamo   loro , ai  Sindaci  di  Vado  e di Quiliano,ai Presidenti della  Provincia e della  Regione,di esprimersi almeno sul documento presentato in conferenza dei servizi da Greenpeace. 


Leggi  il Comunicato "Triglie al mercurio di Greenpeace ".




Greenpeace ritiene utile trasmettere al "Comitato Uniti per la Salute di Savona" alcune informazioni preliminari in occasione della Conferenza dei Servizi per l'AIA per la Centrale a carbone di Vado Ligure del 17 settembre 2012.
Le analisi fino ad ora effettuate non rilevano infatti il superamento dei limiti imposti dalla norma per nessuno dei campioni con unica eccezione del sito di Vado Ligure ....

Il mercurio è un contaminante "naturale" ben noto per il litorale toscano meridionale, ma non altrettanto può dirsi dell'arco ligure di ponente. D'altra parte, é ben noto che tra gli input antropogenici (il 70% del totale) di mercurio la maggior parte proviene dalla combustione del carbone.

Il mercurio è considerato una tossina bioaccumulante persistente e nell'ambiente marino e trasformato, dal metabolismo dei microorganismi, in composti organici come il metilmercurio tristemente noti per gli effetti neurotossici
Considerando che applicando la metodologia utilizzata dall' Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) le sole emissioni della centrale di Vado Ligure (dati 2009) di PM10, NOx e SOx producono una stima di 54 morti premature l'anno (con un danno economico complessivo stimato in 248 miloni di euro/anno) si ritiene urgente approfondire anche le altre possibili vie d'impatto riconducibili alla centrale a carbone il cui potenziamento è evidentemente in contrasto con l' interesse collettivo delle popolazioni locali e - causa il contributo alle emissioni di gas climalteranti - anche con l' interesse generale."
Leggi il Comunicato integrale di Greenpeace

14 settembre 2010

Tirreno Power, il Comune di Savona al fianco di Vado nel ricorso al Tar

Tratto da IVG
Tirreno Power, il Comune di Savona al fianco di Vado nel ricorso al Tar

Savona. Il Comune di Savona dichiara il proprio sostegno legale, in termini tecnici ad adiuvandum, al ricorso presentato dal Comune di Vado Ligure al Tar regionale contro il progetto di potenziamento di Tirreno Power previsto per la centrale termoelettrica.

L’atto di indirizzo sarà presentato durante la giunta comunale di Savona e rafforza la posizione dei Comuni del comprensorio savonese che si battono per bloccare l’ampliamento e procedere con una ristrutturazione dei gruppi a carbone esistenti.


La delibera di giunta fa seguito all’ordine del giorno votato in Consiglio Comunale. Savona si aggiunge ai comuni di Noli, Spotorno e Quiliano, ma certamente in qualità di Comune capoluogo l’appoggio al Comune di Vado assume anche un significato politico, che arriva dopo il vertice tra sindacati e azienda nel quale si era evidendiato la necessità di procedere con l’iter autorizzativo pena la perdita di competitività dell’impianto vadese, con il rischio concreto di una dismissione dell’impianto nel giro di una ventina d’anni.

“A queste condizioni meglio la chiusura” ha detto ancora il sindaco di Vado Ligure Attilio Caviglia, soddisfatto per il passaggio in giunta della delibera del Comune di Savona: “Il fatto che Savona dia formalmente il suo appoggio legale rafforza la nostra posizione. Credo sia il risultato di un lungo lavoro intrapreso a tutela dell’ambiente per la nostra provincia. Questo non significa che non ci interessano i posti di lavoro, significa che a certe condizioni un tavolo di confronto è inutile. Si può discutere se iniziamo a parlare della ristrutturazione dei gruppi esistenti e degli interventi sul fronte ambientali necessarie per monitorare la qualità dell’aria” ha concluso il primo cittadino vadese.....Leggi l'articolo integrale