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08 dicembre 2018

La Raffineria di Milazzo nel mirino del Ministro dell’Ambiente: inviata diffida

Tratto da OggiMilazzo

La Raffineria di Milazzo nel mirino del Ministro dell’Ambiente: inviata diffida e azzerata commissione Aia

Il ministro Costa diffida la Raffineria di Milazzo

GUARDA IL VIDEO. Alla Raffineria di Milazzo “è stata trasmessa una diffida contenente molteplici e puntuali prescrizioni da eseguire con celerità, allo scopo di limitare le conseguenze ambientali e prevenire eventuali incidenti o imprevisti”. Lo ha reso noto oggi al question time al Senato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa,che ha risposto ad una interrogazione della senatrice Barbara Floridia (M5S).
«Sapete cosa è “la via delle parrucche” o “quartiere delle signore con le parrucche”? Parliamo di una zona, quella della Valle del Mela, ad alto rischio ambientale, una zona che negli anni ha dato tanto e dove già qualche mese fa abbiamo bloccato un termovalorizzatore che sarebbe andato a gravare ancor di più sul territorio, a discapito dell’ambiente e della salute dei suoi cittadini. Oggi rispondendo al question time della senatrice Barbara Floridia, ho annunciato che abbiamo inviato una diffida alla Raffineria di Milazzo: l’azienda deve eseguire velocemente una serie di numerose e puntuali prescrizioni ambientali».
Costa ha anche azzerato la Commissione Via Vas e revocato anche la Commissione Aia:«La ricostruiremo inserendo dentro anche esperti sanitari.  Non dovrà più esserci, in nessuna parte d’Italia, una “via delle parrucche».

22 febbraio 2015

Problematica Tirreno Power":I risultati della Procura continuano a non dover essere ignorati".

Immagine tratta da Uniti per la Salute
Riportiamo il post del 6 novembre 2014
Tratto da Savona News.
Tirreno Power, diffida alle istituzioni dalle associazioni ambientaliste:"I risultati della Procura non possono essere ignorati".

"Si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili"

Non accenna a diminuire di toni la vicenda legata alla Tirreno Power di Vado Ligure......... Arriva la protesta delle associazioni ambientaliste.

I Presidenti delle associazione nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia hanno infatti inviato una lettera di diffida alle istituzioni:”dal non ottemperare alle normativa a tutela della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente”.

I destinatari della missiva sono il Ministro all’Ambiente, allo Sviluppo Economico e alla Salute, i Presidenti della Regione e della Provincia e i sindaci di Vado e Quiliano.
La lettera, spiegano le associazione ambientalista, nasce:”dall’allarmante situazione ambientale e sanitaria locale e le recenti indagini svolte su incarico della Procura i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati  (ripetiamo: i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati )si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili”.


Stralcio dalla Diffida 


INVITANO
le SS.LL. a tenere adeguatamente conto, nel procedimento per il rinnovo anticipato dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata il 14/12/2012 DM 0000227 relativa alla Centrale Termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure-Quiliano, di tutti gli studi e le indagini precitati comprovanti l’allarmante situazione ambientale e sanitaria locale, e quindi,

DIFFIDANO
-le SS.LL. dal non ottemperare alle sopracitate normative a tutela della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente, e, in particolare, dal rilasciare un provvedimento autorizzativo con limiti emissivi degli inquinanti superiori a quelli associati alle migliori tecnologie disponibili previste dal documento europeo sui grandi impianti di combustione, anziché inferiori al minimo del range prescritto dal Bref, il tutto onde scongiurare un ulteriore peggioramento della situazione ambientale e sanitaria evidenziata;

- in particolare invitano i Sindaci, in qualità di massime autorità sanitarie locali, ad esercitare le competenze previste dall’art. 29 quater, comma 7, del d.lgs. 152/2006 adottando tutte le prescrizioni di cui agli artt. 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 necessarie ad evitare che l’impianto produca emissioni potenzialmente pericolose o dannose per la salute pubblica, tenuto conto della già comprovata allarmante situazione ambientale e sanitaria locale, vietando, anche temporanee deroghe ai limiti emissivi prescritti dal Bref, adottando se necessario anche prescrizioni inibitorie del funzionamento di gruppi non suscettibili di adeguamento;

SI RISERVANO

in caso di inottemperanza, di agire nei confronti delle SS.LL. anche nelle opportune sedi legali.


10 ottobre 2014
Leggi su Ninin. Liguria l' importantissima diffida integrale  dei Presidenti delle associazioni nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia (pubblicata  sul sito del Ministero) in merito al rinnovo anticipato dell'AIA per la centrale termoelettrica Tirreno Power.... (Leggi qui)


Tirreno Power ,il ciclone si abbatte sulla Regione Liguria........e non solo  

Immagine tratta da Uniti per la Salute

Ricordiamo inoltre allo stesso   Ministro dell' Ambiente Galletti le" sue dichiarazioni" del mese scorso tratte da Minambiente :

Tirreno Power: Galletti, obiettivo è tutela salute, ambiente e lavoro.

“Obiettivo del ministero dell'Ambiente è salvaguardare l’ambiente, la salute delle comunità e i posti di lavoro. 
Oggi Tirreno Power non è ferma per le prescrizioni del Ministero, ma per un sequestro operato dalla magistratura. 
Un’Aia rigorosa, puntuale e attenta anche alle valutazioni espresse nel procedimento giudiziario rappresenta una condizione utile a sbloccare gli impianti, consentire la ripresa delle attività produttive e quindi tutelare l’occupazione.
Se c’è un problema tecnico, di tempistica, il ministero è pronto ad affrontarlo e a risolverlo. 

L'Aia è un’Autorizzazione, occorre ribadirlo, del tutto conforme alla legge e condizione probabilmente necessaria al dissequestro dello stabilimento” Leggi qui 


 IL MINISTRO GALLETTI DISPONIBILE SULLE PRESCRIZIONI......

.....UN RETROSCENA DELL' INCONTRO ROMANO:
IL MINISTRO GIAN LUCA GALLETTI HA MOSTRATO ALLE PARTI UN ATTEGGIAMENTO DEFINITO "POSITIVO",NEL SENSO CHE HA DATO UNA GENERICA DISPONIBILITA' A RIMETTERE SUL TAVOLO LE PRESCRIZIONI PER ESAMINARE I PUNTI CHE L'AZIENDA GIUDICA INAPPLICABILI.Leggi qui

06 novembre 2014

Tirreno Power, diffida alle Istituzioni dalle Associazioni Ambientaliste Nazionali:"I risultati della Procura non possono essere ignorati"

Tratto da Savona News.
Tirreno Power, diffida alle istituzioni dalle associazioni ambientaliste:"I risultati della Procura non possono essere ignorati".

"Si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili"

Non accenna a diminuire di toni la vicenda legata alla Tirreno Power di Vado Ligure. Dopo il presidio di questa mattina dei lavoratori per le strade di Savona e l’incontro con il prefetto, che ha portato alla convocazione per il 12 novembre di un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ora arriva la protesta delle associazioni ambientaliste.

I Presidenti delle associazione nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia hanno infatti inviato una lettera di diffida alle istituzioni:”dal non ottemperare alle normativa a tutela della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente”.

I destinatari della missiva sono il Ministro all’Ambiente, allo Sviluppo Economico e alla Salute, i Presidenti della Regione e della Provincia e i sindaci di Vado e Quiliano.
La lettera, spiegano le associazione ambientalista, nasce:”dall’allarmante situazione ambientale e sanitaria locale e le recenti indagini svolte su incarico della Procura i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati  (ripetiamo: i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati ), si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili”.

Leggi su Ninin. Liguria l' importantissima diffida dei Presidenti delle associazioni nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia (pubblicata in questi giorni sul sito del Ministero) in merito al rinnovo anticipato dell'AIA per la centrale termoelettrica Tirreno Power.... (Leggi qui)

02 ottobre 2014

Giorni caldi e delicati sulla vicenda Tirreno Power. "Diffida” ai Comuni: “Gravi le delibere di Vado e Quiliano”


Tratto da IVG

Tirreno Power, “diffida” ai Comuni di ambientalisti e comitati: “Gravi le delibere di Vado e Quiliano”

Vado L. Sono giorni caldi e delicati sulla vicenda Tirreno Power. 
......Non si fermano le critiche delle associazioni ambientaliste e dei comitati che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure, giudicando inaccettabili le delibere di Regione prima, e Comuni dopo, per l’ok al progetto per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata.
Un pressing durato per giorni e giorni indirizzato agli enti locali chiamati ad esprimersi sulla nuova procedura in atto. Come se non bastasse ai Comuni di Vado e Quiliano è arrivata anche una chiara diffida a firma di diversi esponenti appartenente alla Rete, nella quale si invitavano i comuni a tenere conto delle indagini e delle risultanze scientifiche emerse dall’inchiesta della Procura savonese e a comportarsi conseguentemente...
E intanto dalla Rete Savonese Fermiamo il Carbone arriva il primo duro attacco dopo l’approvazione delle delibere: “Grave che un organo amministrativo contesti un’ordinanza di un giudice (giudicando non accettabile il punto fondamentale della misurazione al camino), e soprattutto che deliberi contro di essa”.

Sotto la delibera del Comune di Quiliano 
                                          

23 maggio 2014

Nuova diffida dell' Ispra a Tirreno Power .

 Notiamo sul sito del Ministero dell' Ambiente  
la  nuova  diffida del 16 maggio  dell' Ispra alla dirigenza della centrale Tirreno Power per l' inosservanza delle prescrizioni  autorizzative. 
Si può trovare al link  minambiente http://aia.minambiente.it/AttuazionePub.aspx?id=5183

11 aprile 2014

Tirreno Power, il Tar del Lazio accoglie il ricorso sulla diffida del Ministero.

Tratto da Ivg

Tirreno Power, il Tar accoglie il ricorso sulla diffida del Ministero

Vado Ligure. Il Tar blocca la diffida del Ministero dell’Ambiente. La notizia è apparsa sul sito di uno dei due studi legali che difende la società Tirreno Power e riguarda un ricorso d’urgenza presentato questa mattina.
“Lo studio Orrick ...... hanno ottenuto in data odierna dal Tar del Lazio un decreto che sospende in via d’urgenza la diffida del Ministero dell’Ambiente che, sulla base di una asserita violazione delle previsioni dell’AIA della centrale elettrica di Vado Ligure, minacciava la sospensione dell’esercizio delle due sezioni a carbone”.
Il Tar ha quindi ritenuto fondata la tesi difensiva dell’azienda elettrica che si basava sul fatto che in presenza di tutti i ricorsi contro l’ampliamento della centrale da parte di comuni e associazioni ambientaliste non era prudente avviare i lavori che sarebbero potuti essere bloccati da uno di questi ricorsi.
“L’azienda ha fatto presente che sono tuttora pendenti ricorsi contro l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla Centrale da parte di alcune istituzioni locali e associazioni ambientaliste che non hanno ancora reso inoppugnabile l’autorizzazione, momento da cui decorrono le scadenze previste dall’Aia sul nuovo gruppo” afferma in una nota Tirreno Power.

10 aprile 2014

Tirreno Power ricorre contro la diffida del ministero dell'Ambiente per il mancato rispetto del cronoprogramma

Tratto da Rsvn

Tirreno Power ricorre contro la diffida del ministero dell'Ambiente

Istanza presentata al Tar per il caso Vl6.

Vado Ligure. Tirreno Power ha presentato un ricorso al Tar Lazio contro la diffida del ministero dell’Ambiente, inviata il 15 marzo scorso, che imponeva di avviare entro trenta giorni i lavori di costruzione del nuovo gruppo Vl6, pena la decadenza dell’Aia e quindi dei presupposti che consentono alla centrale di operare. 

Ne ha dato notizia La Stampa oggi in edicola.(M. Raffa)  Il ricorso è stato presentato ieri, dall’azienda nessuna comunicazione. La tesi «difensiva» dovrebbe comunque ricalcare la posizione che Tirreno Power ha espresso nei giorni successivi al ricevimento dell’«ultimatum» da parte del ministero. E cioè che, in presenza di numerosi ricorsi (dei Comuni di Vado e Quiliano e delle associazioni ambientaliste) presentati nel corso degli anni contro l’Aia, e che dopo vari rinvii dovrebbero essere discussi tutti insieme il prossimo 15 maggio, non si è ritenuto prudente avviare lavori che avrebbero potuto essere bloccati proprio da un eventuale provvedimento del tribunale amministrativo.

Una tesi per certi versi ardita, visto che per il ministero dell’Ambiente «il mancato rispetto del cronoprogramma» (e quindi l’avvio dei lavori per il Vl6) costituisce violazione dell’Aia. Quindi l’azienda avrebbe dovuto avviare i lavori comunque, a prescindere dal rischio che una sospensiva del Tar bloccasse tutto

In ogni caso sarà lo stesso Tar Lazio, ora, a valutare se questo atteggiamento «prudente» era legittimo, e quindi la diffida del ministero non ha ragion d’essere, oppure se le ragioni dell’azienda meritano di essere accolte. Il tutto, naturalmente, con l’incognita dei tempi e dei meccanismi della giustizia amministrativa. 

18 marzo 2014

DIALOGO COSTRUTTIVO :Tirreno Power, via d’uscita ma «sotto tutela».

Tratto da LA STAMPA

Tirreno Power, via d’uscita ma «sotto tutela»

«Dialogo costruttivo» tra l’ex Guardasigilli Severino (avvocato dell’azienda), i pm e il giudice che ha disposto il sequestro dei gruppi a carbone. Ce la farà Tirreno Power a rispettare i limiti Mtd prescritti dal magistrato per consentire il riavvio degli impianti?

SAVONA
Tirreno Power prova, pur avendo tecnicamente ancora quattro giorni per ricorrere al tribunale del Riesame contro il decreto di sequestro dei suoi impianti a carbone nella centrale di Vado Ligure, a «dialogare» con Procura e tribunale per arrivare alla ripresa produttiva. E lo annuncia con una nota di poche righe, il giorno dell’incontro che l’ex Guardasigilli Paola Severino, a capo dello staff legale di Tirreno Power ha avuto a Savona con il procuratore Francantonio Granero, il sostituto Chiara Maria Paolucci e il giudice Fiorenza Giorgi. Un’ora con i primi, mezz’ora con la seconda. 
«Il dialogo dal punto di vista dei Pm è stato costruttivo» è stato l’unico commento del procuratore.  
Nel pomeriggio, la nota dell’azienda, estremamente prudente: «Un dialogo che proseguirà nei prossimi giorni, volto ad individuare le modalità più opportune per arrivare quanto prima alla ripresa di esercizio nell’ambito di un protocollo operativo che sottopone l’impianto a verifiche da parte di tecnici individuati dal giudice». 
Era la via d’uscita ipotizzata dal decreto di sequestro: prevede che la centrale elettrica adotti la centralina Sme, già prevista dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale del dicembre 2012, che questa venga «tarata» da tecnici nominati dal giudice stesso e che le emissioni vengano contenute nei limiti delle «Mtd» o «Bat», le «migliori tecnologie disponibili»: si va dalla metà a un quinto delle emissioni attuali per biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili.  
Sempre ieri, a Vado, sono scesi in piazza, con due diversi cortei, sia i lavoratori di Tirreno Power e delle ditte esterne in appalto sia i dipendenti del Terminal Rinfuse Italia, con delegazioni di altre aziende della zona...........
Sulla possibilità concreta che Tirreno Power, con gli attuali impianti a carbone costruiti nel 1971, possa davvero rispettare i limiti di emissione fissati dalle «migliori tecnologie disponibili», gli ambientalisti sono scettici da sempre. Anche l’ipotesi di un funzionamento a regime ridotto ha senso soltanto se - come prescritto dal giudice - i valori delle emissioni saranno certi, monitorati «in continuo» e valutati non con medie mensili o semestrali, ma «giorno per giorno».  
Dal ministero dell’Ambiente, infine è arrivata in queste ore una diffida per l’azienda circa i lavori - mai cominciati - della nuova unità da 460 megawatt prevista dal «cronoprogamma» allegato all’autorizzazione Aia. Tirreno Power ha 30 giorni per avviare i lavori. 
In caso contrario, l’autorizzazione al funzionamento dei vecchi gruppi a carbone - rilasciata soltanto in funzione del nuovo gruppo da costruire - potrebbe decadere .
Su LA STAMPA  l'articolo integrale

25 ottobre 2013

Centrali a carbone - reati ambientali - sindaci - ministero.

Tratto da Spezia Polis

i sindaci,il Ministero......

Quello che non ti aspetti. E' talmente abnorme che uno quasi non ci pensa...
Nemmeno dopo aver constatato che nel 1970 un sindaco aveva fatto chiudere la centrale perchè l'Enel non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare che la Centrale di Vallegrande  non arreca nocumento alla salute del vicinato per aver introdotto nuovi metodi e speciali cautele nei cicli di lavorazione”.
Nemmeno dopo aver visto, letto, capito - e per questo diffidato il sindaco - che non si può dare un parere sanitario qualsivoglia se non si hanno gli elementi necessari per fare una valutazione e - appunto - esprimere un parere.
Nemmeno dopo aver verificato che la centrale Enel della Spezia ha legittimamente operato per 5 anni fuori dalla normativa AIA, a causa e giustificata dalla lentezza della nostra burocrazia per cui siamo anche stati sanzionati dalla Corte di Giustizia.
Quello che proprio non ti aspetti  - nemmeno dopo aver letto il decreto di AIA, e preso nota del fatto che quell'AIA è stata rilasciata in quei termini perchè i sindaci di Arcola e della Spezia, che sono intervenuti nel procedimento “non hanno formulato per l’impianto specifiche prescrizioni ai sensi degli articoli 216 e 217 del Regio decreto 27 Luglio 1934, n. 1265...

     Li leggo per intero gli articoli di questo Regio decreto, anche se grosso modo so cosa dicono.

Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi. La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato. Questo elenco, compilato dal consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro della sanità, sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale.......
Una industria o manifattura la quale sia inscritta nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.

Allora: la centrale della Spezia, costruita nel 1962 e inserita nella classe 1, non sarebbe dovuta esistere in quel posto lì, considerato che il vicinato c'era già. E comunque,..... è onere di Enel provare di non determinare nocumento alla salute del vicinato (nel raggio almeno di una cinquantina di Km a quanto si sa). Ed è responsabilità del Ministero chiedere preventivamente a Enel l'onere della prova.  E invece noi ci arrabattiamo alla ricerca di soldi pubblici per pagare studi ambientali e indagini epidemiologiche che ci dicano per certo che ci sono morti correlabili all'attività della centrale. Perchè se no non vale, se non ci sono i morti lei continua a bruciare carbone come una vetusta (così definita dalla Agenzia delle Entrate della Spezia) caffettiera sbullonata (così chiamata dal Ministro Orlando).
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al sindaco, il quale, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne l'attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Allora: il Sindaco, che avebbe dovuto ritenerlo necessario, avrebbe potuto - potrebbe - chiedere a Enel di dimostrare con indagini ambientali e sanitarie di non "recare nocumento alla salute del vicinato". Provarlo prima del rilascio dell'autorizzazione però, non dopo. .......
E questo era l'articolo 216, bellamente ignorato dal Sindaco, dal Ministero e dall'Ispra. 
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il sindaco prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno e il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza. Nel caso di inadempimento il sindaco può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.

Allora: come mai il sindaco non interviene mai quando Enel ha disperso polvere di carbone dal pontile e dal nastro, e cenere dai silos? Quando le colonne di fumo nero escono dalla ciminiera?  Quando l'acqua antistante gli scarichi in mare è ricoperta di una poltiglia marrone? Tutte le volte che i cittadini  - non gli enti preposti al controllo, i cittadini  - testimoniano di violazioni e di possibili emissioni che "possono riuscire di pericolo o danno per la salute pubblica?".

Va beh, uno dice, il Regio Decreto. Sì il Regio decreto, soprattutto se me lo piazzi in bella mostra a pagina 8 dell'AIA che condanna una comunità (piuttosto estesa) a respirare inquinamento senza se e senza ma (per non parlare dell'acqua e del suolo).  
E la Costituzione allora?
 
Articolo 41
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Allora: possiamo dire che anche l’art 32  e il 41 della costituzione sono stati violati? E anche il Principio di Precauzione?
Possiamo anche dire che nel 1934, ai tempi del regio decreto - quando il principio di precauzione non esisteva ancora, essendo stato introdotto con l’art.15 della Dichiarazione di RIO del giugno 1992 -  l’Italia era già oltre perché bisognava dimostrare la non nocività di una produzione industriale per poterla esercitare mentre il Principio di Precauzione dice “solo” che Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”.

Tutte queste violazioni sono tanto più gravi se si considera che sono stati disposti accertamenti sulla situazione ambientale e sanitaria del territorio spezzino, da eseguirsi entro un anno dal rilascio dell’AIA, perché evidentemente sussistono dubbi circa la salvaguardia dell’incolumità del vicinato. ...... 
posto che nella relazione dell’ISS si legge che  "Tutto ciò ovviamente non significa che la CTE non abbia effetti sulla salute all’infuori dei confini comunali. Ossidi di azoto e di zolfo, anidride carbonica, e composti organici volatili  sono efficaci precursori di inquinanti secondari quali  particolato fine ed ozono  che agiscono nell’area vasta".....

19 giugno 2013

COMUNICATO STAMPA: DIFFIDA dei MEDICI per l’AMBIENTE

COMUNICATO STAMPA: DIFFIDA dei MEDICI per l’AMBIENTE

Presidente Nazionale ISDE Dr. Roberto Romizi
ISDE Regione Campania Referente
 Dr. Gaetano Rivezzi                                              
ISDE Napoli Presidente  Prof.Giuseppe Comella
 

Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Andrea Orlando,

come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.

Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?

In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:

1)     Il problema dei rifiuti  riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI  per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.

2)     Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI  ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIA ENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.


A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini, DIFFIDIAMO  DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI  SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI  POLITICHE.
Sotto il comunicato integrale

15 gennaio 2013

1)Centrale Enel di Genova sotto inchiesta :diffida della Magistratura 2)Brindisi:PROCESSO ENEL, ACCERTATO IL DANNO AMBIENTALE

 Tratto da La Repubblica Genova

Centrale Enel sotto inchiesta

In campo i giudici sulla Centrale Enel a carbone del porto. L'intervento della magistratura è una diffida, per imporre ad Enel di ottemperare agli obblighi ed evitare che sotto la Lanterna nasca un altro caso Taranto

GIUSEPPE FILETTO
 La magistratura apre un’inchiesta sulle emissioni di veleni nell’aria, sulle  prescrizioni imposte dal ministero dell’Ambiente con scadenza 31 dicembre 2012. Il fascicolo, affidato al pm Emilio Gatti, contiene già i nomi degli indagati, sui quali vide uno stretto riserbo. L’intervento della
magistratura è una diffida, per imporre ad Enel di ottemperare agli obblighi ed evitare che sotto la Lanterna nasca un altro caso Taranto. 

LA CENTRALE Enel a carbone, situata in porto, sarà completamente dismessa entro il 2017, ma dal 31 dicembre scorso è “fuorilegge”, non rispetta le prescizioni imposte dal ministero dell’Ambiente, tanto da spingere la magistratura ad intervenire.
 La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo con l’iscrizione dei reati per “violazioni di tipo ambientale”. Non l’aveva mai fatto prima d’ora.

L’inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Emilio Gatti, anche se per la delicatezza dell’argomento se ne occupano pure il procuratore capo Michele Di Lecce e l’aggiunto Vincenzo Calia.

 Secondo quanto trapela dal nono piano di Palazzo di Giustizia, ci sarebbero già degli indagati formali. .......L’apertura del fascicolo di fatto è una diffida, il primo passo compiuto dalla Procura, che ha affidato alla polizia giudiziaria (aliquota Arpal) l’approfondimento delle indagini. Gli investigatori, però, fanno capire che la vicenda potrebbe deflagrare da un momento all’altro. «Non siamo ancora in una situazione come quella dell’Ilva di Taranto,dello stabilimento sequestrato dal Gip — sottolineano a Palazzo di Giustizia — qui, a Genova, finora non abbiamo riscontrato elevati versamenti clandestini di sostanze inquinanti in mare, ma vi sono emissioni in atmosfera che vanno ridotte e prescrizioni ministeriali comunque da rispettare; non vorremmo che un giorno la magistratura, costretta ad intervenire, fosse accusata di sostituirsi alle istituzioni, di togliere il lavoro alla gente e di lasciare al buio mezza Italia». Alla Centrale Enel lavorano circa 200 persone (tra dipendenti diretti ed indotto) e l’impianto fornisce energia elettrica ad una parte del Nord Ovest.
Gli inquirenti ripetono che c’è un problema di carattere penale, soprattutto un impianto a carbone che continua a sputare veleni.  
«La magistratura non può rimanere inerte e l’opinione pubblica deve essere informata». 
Non solo questa: anche i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Industria sono stati messi al corrente. Nel caso non lo fossero già....

Cosa è accaduto in questi ultimi mesi, se perfino le ispezioni di Ispra (si appoggia all’Arpal di Genova) hanno fatto scattare gli esposti alla magistratura? Evidentemente, la data del 31 dicembre 2012 è stato uno spartiacque fondamentale, entro il quale l’Enel avrebbe dovuto presentare un piano di rientro dalle emissioni, dalle più macroscopiche violazioni.
In ambienti portuali si vocifera che per queste ragioni la chiusura  potrebbe essere anticipata, appunto perché Enel non riuscirebbe ad ottemperare agli obblighi, il cui raggiungimento sarebbe troppo costoso dal punto di vista tecnologico. Sebbene l’ufficio stampa ieri abbia smentito categoricamente uno smantellamento anticipato.......
Leggi l'articolo integrale


Tratto da Noalcarbone

14 gennaio 2013

PROCESSO ENEL, ACCERTATO IL DANNO AMBIENTALE

ore 11, inizia la terza udienza del processo Enel

Appena iniziata e l'udienza è già sospesa per 30 min. causa il provvedimento d'urgenza da parte di Vendola che non avendo potuto convocare la giunta perché venisse adottata una decisione collegiale, ha firmato l'atto di conferimento dell'incarico all'avvocato Marcello Falcone, il quale ha richiesto la costituzione di parte civile per conto dell'ente regionale. 
Il collegio difensivo degli imputati ha rigettato subito la richiesta in quanto carente di legittimazione: è da mesi che si parla di questo processo e la Regione avrebbe avuto tutto il tempo necessario per una richiesta da sottoporre al vaglio dell'intero esecutivo.

Il secondo colpo di scena in aula sono state le dichiarazioni del giudice che sovvertendo tutte le premesse che gli avvocati dell'Enel avevano fatto all'avvio della seconda udienza del 7 gennaio, ha dichiarato: "la grande quantità di polveri sversate e la vasta area territoriale compromessa ed interessata non può non essere considerata come DANNO AMBIENTALE".  

 

Tra le associazioni riconosciute parti civili ci sono Greenpeace, Legambiente, Medicina Democratica e Salute Pubblica, mentre per i No al carbone nessun appunto è stato mosso in ordine alla costituzione di parte civile, ad esclusione della tardività della costituzione del comitato avvenuta nel novembre 2012, che però è sufficiente ad escludere il movimento dal processo. 
 Eravamo coscienti fin dall'inizio delle nostre difficolta avviando la campagna "Siamo tutti parte offesa" insieme a due associazioni a noi molto vicine quali Medicina Democratica e Salute Pubblica che oggi sono nel processo, quindi per noi oggi non c'è nessuna delusione e non faremo nessun passo indietro.  
I nostri obiettivi restano gli stessi: l'accertamento dei reati ambientali e il disastro colposo; il sequesto del carbonile, che ricordiamo ancora oggi, in questo momento è fonte di reato e responsabilità di Enel. ....
La partita è appena iniziata, si tornerà in aula il 29 aprile prossimo.

Il testo integrale dell'ordinanza della terza udienza del processo Enel.  
scarica

 Leggi l'articolo integrale

19 settembre 2012

Qualità dell'aria, Clini diffida Iorio.


Tratto da Primopianomolise

Qualità dell'aria, Clini diffida Iorio.

Il ministro: così si espone l'Italia a pesanti sanzioni Ue

Un inadempimento grave. Che si protrarrebbe dal 2002. Dieci anni senza fornire i dati sull’inquinamento dell’area, senza presentare i risultati sulla zonizzazione del territorio propedeutici agli interventi per la riduzione delle emissioni e le concentrazioni atmosferiche degli inquinanti, di competenza della Regione e della Provincia.
 Il ministro dell’Ambiente ha scritto al presidente della Regione. Corrado Clini afferma che tale inosservanza “comporta una situazione di grave violazione della normativa comunitaria, a seguito della quale l’Italia può essere deferita alla Corte di Giustizia della Commissione europea”. 
Ma il ministro va oltre e asserisce che “in mancanza di un riscontro immediato sarà costretto a ricorrere all’applicazione dei poteri sostitutivi previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo del 31 marzo 1998”, il che tradotto significa commissariare l’ente di via Genova. La notizia è stata divulgata nel corso di una conferenza stampa tenuta dai vertici di Costruire democrazia. Dura la presa di posizione del leader del movimento Massimo Romano: “Iorio da dieci anni occulta i dati sulla qualità dell’aria e sulle malattie? Smentisca subito o si dimetta. E l’opposizione non stia a guardare”, ha detto il consigliere regionale pronto a rivolgersi agli organi competenti per fare chiarezza su una vicenda che riguarda la salute di migliaia di cittadini.
 “Abbiamo ricevuto nelle scorse ore una lettera a firma del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini indirizzata al Presidente della Regione attraverso cui si diffida Iorio ad adempiere ad un obbligo di legge concernente la qualità dell’aria”, aggiunge Romano. Pronto ad andare fino in fondo. 

CONSIDERAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE.

E se chiedessimo al  Ministro dell' Ambiente Clini e alla   Corte di Giustizia della Commissione europea  cosa ne pensano dei due  gruppi a carbone di Vado Ligure  che da oltre 5 anni funzionano sprovvisti di Autorizzazione Integrata Ambientale e dell'  AIA TRANSITORIA PER   GLI INNUMEREVOLI ANNI  A VENIRE (deliberata per la centrale  a carbone  il  17 settembre).......senza che tali vetusti gruppi siano almeno immediatamente  adeguati alle migliori tecnologie previste dalle legge?

NON CREDE IL MINISTO CHE TALE "NON ADEGUAMENTO ALLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI" ABBIA  INFLUENZATO ,INFLUENZI ED INFLUENZERA' NOTEVOLMENTE  LA QUALITA' DELLA NOSTRA ARIA?

COSA NE POTREBBE PENSARE  LA Corte di Giustizia della Commissione europea ?

PENSA  CHE SIA SOSTENIBILE PER  NOI CITTADINI    UN ADEGUAMENTO SOSPESO A TEMPI MIGLIORI........MA ASSAI LONTANI?

NOI CREDIAMO CHE IN ITALIA LA LEGGE DOVREBBE ESSERE UGUALE PER TUTTI.