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Visualizzazione post con etichetta European Environmental Bureau. Mostra tutti i post
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14 settembre 2019

Inquinamento atmosferico: ecco perché molti governi europei stanno giocando con la nostra salute

Tratto da vocecontrocorrente

Margherita Talotto, responsabile delle politiche per l’aria pulita presso l’EEB: «I Governi nazionali devono smettere di giocare con la salute dei cittadini».


La scadenza era stata fissata per l’1 aprile 2019 e poi prorogata al 30 dello stesso mese ma buona parte dei paesi dell’Unione Europea continua a venir meno ai propri doveri, nonostante i quasi cinque mesi di ritardo.
Entro quella data, infatti, alla Commissione europea sarebbero dovuti pervenire i cosiddetti NAPCP, ossia i Programmi nazionali per il controllo dell’inquinamento atmosferico, ma – stando alle rilevazioni dell’European Environmental Bureau, una delle più estese reti ambientaliste del nostro continente – ben 15 Paesi su 28 mancano ancora all’appello.
Gli NAPCP dovrebbero illustrare le misure che i governi hanno deciso di mettere in atto al fine di ridurre le emissioni inquinanti sia a breve termine (2020) che a lunga scadenza (2030). Solo quattro paesi erano riusciti a rispettare la prima scadenza; da lì l’esigenza di una proroga che, però, in alcuni casi non è valsa a nulla. Croazia, Irlanda, Lettonia e Slovacchia hanno presentato solamente una bozza; Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Malta, Romania, Slovenia e Spagna non hanno fatto pervenire assolutamente nulla.
La riduzione dell’inquinamento atmosferico e la salute dei propri abitanti non sembrano essere in cima alle priorità dei 15 Stati, che, oltretutto, stanno infrangendo la Direttiva sui limiti nazionali di emissione, entrata in vigore tre anni fa. La consegna dei Programmi, infatti, era stata stabilita proprio da quel documento, che fissa anche i limiti per cinque inquinanti atmosferici: ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, biossido di zolfo, ammoniaca, polveri sottili.
Le parole di Margherita Talotto, responsabile delle politiche per l’aria pulita presso l’EEB, sono decise: «Si tratta di un segnale incredibilmente preoccupante: ignorando quest’obbligo legale, i Governi nazionali stanno trascurando il loro dovere di fornire aria più pulita».
Non è un cosa da prendere sotto gamba, insomma: «I Governi nazionali devono smettere di giocare con la salute dei cittadini e chiarire al più presto come intendono soddisfare i loro obblighi minimi di abbattimento degli inquinanti atmosferici. Non c’è tempo da perdere».

09 aprile 2017

WE MOVE.EU: FIRMA LA PETIZIONE SONO L'ARIA CHE RESPIRO.

FIRMA LA PETIZIONE SU WE MOVE.EU

Sono l'aria che respiro

A Beatrice Lorenzin, Ministra della Salute, a Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente e ai Ministri UE della Salute dell'Ambiente

Petizione

Fermate ora l’inquinamento atmosferico causato dalle centrali a carbone e lignite! Il voto è vicino, esprimetevi in favore dell’adozione di misure rigide per tutelare l’aria che respiriamo e salvaguardare l’acqua che beviamo dai residui tossici degli impianti di combustione. Difendete la nostra salute e l’ambiente, chiedete con forza l’adeguamento a una direttiva che riduca le emissioni degli impianti di combustione.

Perché è importante?

La combustione fossile continua a mietere vittime. Colossali impianti di combustione sparsi per tutto il territorio europeo stanno avvelenando la nostra acqua e l’aria che respiriamo, e mentre loro accumulano enormi profitti noi non siamo più in grado di respirare. L’inquinamento non tiene conto dei confini nazionali e l’aria che respirano i cittadini francesi può essere avvelenata da emissioni di impianti che si trovano in Germania o in Inghilterra. ...
Per fermare tutto questo dobbiamo agire uniti e dare vita a un’azione collettiva in tutta Europa. Ora possiamo fare un grande passo in avanti.
Dopo anni di ritardi, negoziazioni lente e lunghe con gli stakeholder delle aziende e migliaia di morti inutili dovute all’inquinamento atmosferico, la Commissione europea ha avanzato la proposta di fissare degli standard per ridurre le emissioni che gli impianti a combustione devono rispettare; se non si adegueranno saranno costrette a chiudere. Se ogni centrale si adattasse alle misure e implementasse le tecnologie già disponibili dagli anni Ottanta (le famose BAT), il tasso di mortalità per la tossicità dell’aria calerebbe almeno dell’85%. 
Se un buon numero di governi degli Stati membri votasse in favore della direttiva durante la sessione indetta dal Comitato permanente UE per Ie emissioni industriali e fissata al 28 aprile, avremmo finalmente gli strumenti necessari per fermare questi giganti tossici – come nel caso di industrie presenti sul territorio tedesco e polacco. Ma la lobby industriale sta facendo molte pressioni sui governi degli Stati chiave in cui sarebbe fondamentale raggiungere la maggioranza dei voti,  e c’è il rischio che questa importante direttiva non venga approvata.
Ogni giorno muoiono in Europa almeno 63 persone per via dell’inquinamento dovuto alle emissioni degli impianti a combustibile. Migliaia di cittadini sono colpiti da asma, o ricevono diagnosi di patologie polmonari e cardiache croniche. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Esistono da tempo alternative alla combustione fossile e sono quelle basate su un’energia pulita, sicura, alleata dell’ambiente.
È tempo di agire e chiedere che si faccia davvero qualcosa per sanare l’inquinamento atmosferico, ma abbiamo pochi giorni prima che i votanti facciano una scelta definitiva. Stiamo lanciando una campagna paneuropea per opporci alla lobby industriale e con il potere di tutta la comunità faremo pressione sui ministri dei paesi che hanno un ruolo chiave nella decisione. Li riempiremo di richieste provenienti da cittadini di tutte le parti d’Europa. Faremo pressioni in 6 lingue diverse, anche nella loro lingua d’origine. 
Ma dobbiamo agire ora, prima che scelgano definitivamente in che modo votare.
Per favore, unisciti!

Questa petizione è stata lanciata in partenariato con European Environmental Bureau, Climate Action Network Europe, Health and Environment Alliance, WWF European Office, BUND - Friends of the Earth Germany e Sum Of Us

11 ottobre 2016

Ambiente: Wwf, ridurre carbone salverebbe ventimila vite l'anno

Leggi su WWF 

Eliminare il carbone salva la vita.


Leggi l'articolo integrale su WWf
Tratto da Agi

Ambiente: Wwf, ridurre carbone salverebbe 20mila vite l'anno

Il rapporto rileva, inoltre, che la legislazione vigente non riesce a perseguire gli obiettivi fissati per la salute a causa della concessione di deroghe speciali che consentono emissioni oltre i livelli di sicurezza concordati. Al momento della pubblicazione, oltre la meta' delle centrali elettriche a carbone in Europa hanno "permessi a inquinare" oltre i limiti stabiliti nella direttiva sulle emissioni industriali. Prima della fine dell'anno l'Unione Europea e gli Stati membri avranno l'opportunita' di adottare migliori standard di prestazione ambientale (descritti nel rivisitato LCP BREF - Large Combustion Plan Best available technique REFerence document"). Accettando questi standard e applicando limiti effettivi in materia di inquinamento del carbone sarebbe possibile ottenere un reale progresso in termini di miglioramento della salute delle persone in tutta Europa. Il processo di revisione e' gia' stato rinviato per piu' di due anni, con 5.600 morti che si sarebbero potute evitare e un costo sanitario totale di oltre 15.6 miliardi di euro. Il report ha ricevuto il sostegno di diversi professionisti medici. "L'inquinamento atmosferico uccide" dice il professor Bert Brunekreef della European Respiratory Society. "Gli esperti di salute polmonare chiedono azioni correttive immediate. 
L'inazione non e' giustificabile quando in gioco ci sono la vita e la salute umane". (AGI)

25 novembre 2015

SPEZIAPOLIS -Carbone e energia: il "death ticker" delle morti e malattie evitabili con l'uso di tecnologie adeguate

Tratto da speziapolis

Contatore di morti e malattie in UE per tecnologie obsolete  - Fonte EEB.org
Ogni giorno le 290 centrali a carbone e lignite attualmente operanti nell’UE determinano 57 morti premature, 8900 casi di attacchi di asma, 56 milioni di € buttati via. Perché questo? Perché le BAT (le migliori tecnologie disponibili) non vengono implementate, o sono adottate con un ritardo di anni.  
Si tratta di 20.000 morti in eccesso e 20 miliardi di euro sprecati per il solo impatto sulla salute nella UE. Chi ci guadagna? La domanda è retorica, naturalmente. 
Sappiamo bene che l'applicazione delle BAT ridurrebbe l'impatto perchè l'unico modo per azzerarlo è passare alla produzione di energia da fonti rinnovabili e abbandonare i combustibili fossili: carbone e lignite per primi.

Il 17 Novembre scorso lo European Environmental Bureau (EEB) ha pubblicato nella home page del proprio sito il “Death Ticker”. Si tratta di un contatore che visualizza e aggiorna i costi aggiuntivi (solo per la salute) derivanti dai danni causati dalla mancanza di ambizione dei limiti UE esistenti per i 290 grandi impianti di combustione a carbone/lignite.

Con questa iniziativa si intende visualizzare il costo dei danni esterni che potrebbero essere evitati ogni giorno se i gestori delle grandi centrali a carbone dell'UE implementassero le “vere” BAT, quelle considerate tali dalle 10 principali Ong nella valutazione dell’impatto sulla salute pubblicato da Greenpeace/EEB lo scorso mese di maggio.

Poiché il cd “carbone pulito” non esiste, anche se gli operatori fossero disponibili a implementare e operare in accordo con le "vere BAT" (scenario ambizioso), l’impegno si tradurrebbe in costi esterni annui (solo per la sanità) pari a 1400 morti premature e 1.3 Miliardi di €/anno per gli impatti sulla salute.

Il “Death Ticker” considera la situazione attuale rispetto a uno scenario molto ambizioso di applicazione di “vere BAT” e decorre dal 1 Agosto 2014. Infatti il ciclo di revisione delle BREF (best practice) dovrebbe avvenire normalmente ogni 8 anni e l'ultimo per i grandi impianti di combustione (LCP BREF) risale al 2006. Sappiamo inoltre che pochi operatori rispettano quei livelli di BAT dal 2010 - come avrebbero potuto - o almeno dal 2014 - come avrebbero dovuto.

EEB insieme alle Green Ten (G10) chiede all’Unione Europea una rapida adozione dei nuovi standard (LCP BREF), per innescare una più rapida revisione delle autorizzazioni in corso.

Cosa è il “Death Ticker”? 
Lo European Environmental Bureau (EEB) ha pubblicato il “Death Ticker” per dimostrare che i ritardi nell'attuazione degli standard di performance ambientali impostati nella Direttiva Industriale sulle Emissioni (IED) si tradurranno in morti e malattie croniche che si potrebbero evitare.
Questi standard costringerebbero le maggiori centrali elettriche dell'Unione Europea a ridurre le emissioni mortali mettendo in atto le migliori tecnologie disponibili (BAT). Sulla base della potenza delle centrali a carbone installate nella UE, i nuovi standard porterebbero ogni anno a significativi benefici economici stimabili in 20 miliardi di euro  - per la riduzione degli impatti dell'inquinamento sulla salute  - e oltre 20.000 morti evitate  a causa dell'inquinamento atmosferico....

Il Ticker esamina i costi sanitari esterni a causa dei principali inquinanti atmosferici (NOx, SOx, polveri e mercurio), ma non quelli correlati ad altri inquinanti atmosferici (CO2, metalli pesanti, ecc N2O), né i costi dei danni correlati al ciclo dell’acqua. ....

Continua a leggere  l' interessantissio post integrale su SpeziaPolis  con le ulteriori  notizie   sul  “Death Ticker” e le richieste all'UE 

07 settembre 2014

“Cari europarlamentari, vogliamo un'aria più pulita”. L'aria pulita è indispensabile alla salute.

Tratto da Unimondo

“Cari europarlamentari, vogliamo un'aria più pulita”

Bruxelles  - “Cari parlamentari, sapevate che circa 400.000 persone muoiono precocemente ogni anno a causa dell'inquinamento atmosferico nell'Ue?”. 
Così esordisce il video girato dall'European Environmental Bureau (EEB) a giugno 2014 e appena pubblicato, in cui l'associazione ambientalista, misurando il particolato ultrafine, dimostra che l'aria del quartiere europeo di Bruxelles è fino a 180 volte più inquinata dell’aria considerata pulita....
Il video è accompagnato da una serie di dati e raccomandazioni raccolti per orientare i parlamentari europei a prendere delle decisioni in favore del miglioramento della qualità dell'aria in vista dell'inizio dei lavori  su alcune norme europee considerate dall'EEB “cruciali per la qualità dell'aria”. Tra queste ci sono le direttive NEC (National Emission Ceilings) e MCP (Medium Combustion Plants) relative ai limiti nazionali di emissione e agli impianti di combustione.
“Siamo certi che, se sono al corrente dei fatti, prenderanno le decisioni migliori per l'interesse dei cittadini” ha dichiarato Arne Fellermann, Policy Officer  incaricata della qualità dell'aria presso l'EEB, che ha sottolineato come “i risparmi che verrebbero tratti dalla riduzione dei costi sulla salute sarebbero molto maggiori degli investimenti necessari per contrastare l'inquinamento atmosferico”.
Secondo i dati riportati dall'associazione, circa il 90% degli europei che vive in città respira aria malsana, e sono tra  330 e 940 all’anno i miliardi destinati nell’Ue alle spese sanitarie legate all’inquinamento dell’aria. Tra le malattie riconducibili all’inquinamento atmosferico ci sono l’asma, i problemi cardiaci e il cancro. Risale a circa un anno fa (ottobre 2013) l’inserimento delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico nella lista delle sostanze cancerogene da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro....

22 luglio 2014

"Le Dirty 30" rivela che:Gli sforzi sul clima sono minati dalla dipendenza del carbone dell'UE.

 Il  nuovo rapporto "Le Dirty 30"  rivela che:Gli sforzi  sul clima  sono minati dalla dipendenza del carbone dell'UE...... 

Pubblicato il 22 luglio 2014  


[Bruxelles, Belgio] le emissioni di CO2 dalle centrali elettriche a carbone nell'UE stanno minando gli sforzi sul clima, rivela il rapporto " Le Dirty(Sporche ) 30 d'Europa" , pubblicato oggi da CAN Europe, da WWF, da European Environmental Bureau, e da  l'Environment Alliance (HEAL) e  da Alleanza per il Clima Germania .

 Il rapporto "Dirty 30 d'Europa" mostra le  prime 30 centrali elettriche inquinanti di CO2 nell'Unione europea, con la Germania e la classifica del Regno Unito giunte prima, con nove delle centrali a carbone più inquinanti . Se l'Unione europea è seriamente intenzionata a rispettare gli obiettivi climatici e  a tutelare la salute dei suoi cittadini, si deve agire contro la sua dipendenza dal carbone.

Il Problema carbone dell'UE, il rapporto "Dirty 30 d'Europa", rivela, è causato dal maggiore utilizzo delle risorse di carbone esistenti. Molte delle centrali a carbone dell'UE stanno ora funzionando a pieno regime, a causa del prezzo relativamente basso del carbone rispetto al gas.

Questo ha portato ad un aumento delle emissioni di CO2 dalle centrali elettriche a carbone nell'Unione europea, nonostante la rapida espansione delle fonti rinnovabili e di una diminuzione complessiva delle emissioni totali di gas serra dell'UE. 

Secondo il rapporto "Dirty 30 d'Europa", l'uso massiccio di carbone in alcuni Stati membri dell'Unione europea che hanno la più alta popolazione, come il Regno Unito e la Germania, pone l'UE in grave pericolo di non eliminare gradualmente le emissioni da carbone abbastanza rapidamente, quindi di minare le ambizioni climatiche dell'UE . La rapida eliminazione delle emissioni di CO2 da carbone deve diventare una priorità.
La combustione del carbone rilascia anche sostanze inquinanti che sono associate con una serie di problemi per la salute umana tra cui l'asma e il cancro 
. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente identificato l'inquinamento atmosferico come causa ambientale di decessi per cancro. 

Kathrin Gutmann,  Policy Officer  sulla tematica del carbone presso CAN Europe, ha dichiarato: 


" Le Centrali elettriche a carbone sono la più grande singola fonte mondiale di emissioni di gas serra. Le emissioni di CO2 da carbone nell'Unione europea sono ancora troppo elevate, come dimostrato da 'Dirty 30 centrali elettriche dell'UE. L'UE deve affrontare di petto il problema carbone, se vuole affrontare con successo i propri obiettivi climatici a lungo termine. "

Darek Urbaniak, Energy Policy Officer di WWF , ha detto: 


"Il quadro politico dell'UE esistente in materia di clima, energia, inquinamento atmosferico che disciplina il settore energetico non è abbastanza forte per ottenere la trasformazione da carbone  verso le energie rinnovabili e verso il risparmio energetico.

L'UE deve porre fine alla sua dipendenza dal carbone è un obiettivo ambizioso per ridurre i gas serra e aumentare l'efficienza energetica e le energie rinnovabili........


Christian Schaible,  Policy Officer  di  EEB, ha detto:

 
" La Dipendenza da carbone in Europa è un male per la salute delle persone, un male per l'ambiente e non ha posto nel nostro futuro energetico sostenibile. Significative quantità di emissioni potrebbero essere prevenute e ridotte se gli operatori decidessero i utilizzare lo stato dell'arte delle tecniche a loro disposizione invece di litigare per le esenzioni. Norme ambientali per le centrali devono innanzitutto servire a proteggere le persone e l'ambiente in Europa e devono essere attuate rapidamente per farlo ".

Julia Huscher, Health Officer  di HEAL, ha detto: 


"Ciascuna delle più grandi centrali a carbone di  grande potenza in Europa è responsabile per centinaia di milioni di euro in costi sanitari. L'enorme quantità di immissioni inquinanti, oltre alle emissioni di CO2, contribuisce a più alti livelli di particolato, che è un problema sanitario importante. Inoltre, 30 centrali elettriche causano il 20 per cento dei costi sanitari del settore energetico europeo. La fase di uscita dal carbone in Europa sarà una vittoria, perché ci aiuterà a raggiungere l'aria pulita per più persone, ci aiuterà ad evitare ulteriori danni per la salute dal cambiamento climatico ".

Mona Bricke, coordinatore europeo di Alleanza per il Clima Germania, ha detto: 


"La prossima fase di Energiewende Germania deve concentrarsi sulle modalità di transizione dal carbone. Se la Germania e l'Unione europea vogliono sul serio soddisfare i loro obiettivi climatici e trasformare il loro settore energetico, eliminare gradualmente il carbone tedesco è la chiave. Non vi è alcun modo per aggirare questa semplice verità. .....

Qui l'articolo originale