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13 luglio 2018

Civitavecchia, rifiuti a Torre Nord: Enel smentisce e la Regione pure.......

Roma, i rifiuti a Civitavecchia: bruciati nella centrale Enel a carbone
di Donato Robilotta
Emergenza rifiuti, la soluzione che covava sotto la montagna di immondizia che copre Roma diventa ufficiale: il Css, il combustibile solido secondario ottenuto dopo la separazione di vetro, metalli, inerti e organico, verrà bruciato nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia e nei cementifici di Colleferro e Guidonia.

Era scritto nella delibera di giunta sul fabbisogno, la 199 del 2016, e interventi vari ma ora dalla Pisana arriva la conferma ufficiale. Ma andiamo con ordine su questa vicenda dell’emergenza rifiuti che ha fatto impazzire la maionese con i vertici della Regione e del Campidoglio che invece di rendere le dovute decisioni se le danno di santa ragione giocando a scaricabarile......
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13 marzo 2014

Centrale di Civitavecchia: Codacons deposita nuova istanza di sequestro

Tratto  da Centumcellae

Centrale di Civitavecchia: Codacons deposita nuova istanza di sequestro

A SEGUITO DEI PROVVEDIMENTI DISPOSTI PER LA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO LIGURE
Prosegue la battaglia del Codacons contro la centrale termoelettrica di Torrevaldiga nord. L’associazione dei consumatori presenta infatti oggi una nuova istanza alle Procure della Repubblica di Roma e Civitavecchia, in cui si chiede il sequestro dell’impianto.
La battaglia del Codacons contro la conversione a carbone della centrale Enel va avanti dal 2002 e continua tutt’oggi, essendo emerso tra le altre cose il rinnovo non a norma di legge dell’autorizzazione integrata ambientale (a.i.a.) per l’esercizio della centrale termoelettrica – spiega l’associazione – Il nostro obiettivo è tutelare la salute di migliaia di cittadini costretti a respirare quantità di polveri di monossido di carbonio nell’aria superiori ai limiti consentiti dalla legge.
Per tale motivo il Codacons deposita oggi una nuova memoria in cui si rinnova la richiesta di sequestro dell’impianto anche e soprattutto in considerazione del provvedimento di sequestro che la Procura di Savona, nella persona del GIP Fiorenza Giorgi, ha disposto in merito ad un’ altra centrale elettrica a carbone, quella del Gruppo Tirreno Power di Vado Ligure, essendo emerso un nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie a danno dei cittadini
Non si comprende la scelta di voler incrementare l’utilizzo di tale tipo di produzione di energia nonostante la consapevolezza che in una valutazione costi-benefici è certo e non probabile il pregiudizio alla salute e all’ambiente, con effetti devastanti sull’atmosfera, sul mare e sull’agricoltura che rappresenta uno dei principali mezzi di sostentamento economico dell’intera area e dei Comuni circostanti – conclude il Codacons.
Intanto il Tar del Lazio deciderà il prossimo 19 marzo in merito al ricorso dell’associazione con cui si chiedeva di sospendere l’autorizzazione all’ampliamento della centrale a carbone di Civitavecchia

14 febbraio 2014

ISDE, Forum Ambientalista e No Coke: “Si individui un ente terzo per misurare le emissioni di Torre Valdaliga Nord ”

Tratto da  Terzobinario.it

ISDE, Forum Ambientalista e No Coke: “Si individui un ente terzo per misurare le emissioni di TVN”

Veniamo contattati sempre più frequentemente da cittadini che ci segnalano inquietanti fumate che fuoriescono dal cammino di TVN, e che sono indignati per le prese di posizione di ENEL che si ostina a ribadire che tali episodi sono dovuti a semplice vapore acqueo reso evidente da particolari condizioni metereologiche.
In effetti, tali affermazioni dell’ente energetico risultano inaccettabili ed offensive per chiunque abbia un minimo di buon senso in questa città, e peraltro sono sconfessate sia dai semplici dati acquisibili dai documenti autorizzativi della centrale.
Infatti, limitandoci ad alcuni macroinquinanti, per ogni ora di funzionamento, la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord è autorizzata ad emettere fino a 48 kg di polveri, 480 kg di ossidi di azoto, 480 kg di anidride solforosa, 24 kg di ammoniaca.
Quindi anche se quelle nuvole fossero costituite principalmente di vapore, al loro interno sarebbero comunque cariche di tonnellate di sostanze inquinanti, destinate a ricadere più o meno rapidamente, magari proprio a causa di quelle particolari condizioni meteo-climatiche, sul terreno, nel mare, nell’acqua che beviamo e nei nostri polmoni.


Ai fini della tutela della salute pubblica, si può considerare un elemento secondario il fatto che quelle emissioni rientrino nei limiti assegnati con l’AIA o, peggio ancora, nei limiti esorbitanti previsti dal Codice dell’Ambiente, soprattutto se si tiene conto del fatto che emissioni costantemente vicine al limite orario, condurrebbero allo sforamento dei limiti fissati su base annua.
Riteniamo, pertanto, che sia necessario sapere con precisione la composizione dei fumi in uscita dal camino della centrale, nelle singole giornate, per ogni ora, indipendentemente da fenomeni di particolare fumosità.
È evidente che non può ritenersi sufficiente, in tal senso, l’auto-controllo esercitato dall’Enel tramite il proprio Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni, né potrebbero ritenersi liberi da conflitti di interessi eventuali controlli al camino effettuati dal locale Consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale, finanziato annualmente dell’Enel.
Chiediamo quindi agli enti competenti, ognuno per le proprie competenze, che venga individuato un ente terzo, indipendente, a misurare al camino ed in tempo reale, la quantità e la qualità degli inquinanti derivanti dalla combustione del carbone a Torrevaldaliga Nord.

Questo anche perché intanto continuiamo a registrare gravissime statistiche epidemiologiche relative ai tumori nella nostra città. L’ultimo in ordine di tempo è, come riferisce il dott. Mauro Mocci, dei Medici per l’Ambiente-ISDE, e responsabile coordinatore del Registro Tumori della ASL RMF, il Rapporto di “Incidenza di Mesotelioma Maligno del Lazio 2013” pubblicato da parte del C.O.R. Lazio – Tumori Professionali, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, nel quale, relativamente al periodo dal 2001 al 2012, Civitavecchia si posiziona tra i primi quattro comuni con tassi di incidenza più elevati.
Nel caso di Civitavecchia, questo tipo di tumori, che si manifestano dopo molti anni dall’esposizione all’amianto e colpiscono soprattutto la Pleura, ma anche il peritoneo, il pericardio ed i testicoli, sono correlati ad un’esposizione di tipo professionale (soprattutto lavoratori ENEL, Ferrovie dello Stato e Trasporto Navale)
Per tentare di frenare il grave inquinamento che sta decimando la nostra comunità, non bastano le dichiarazioni d’intenti, servono fatti concreti: misurare autonomamente i veleni che escono dal camino di TVN può essere uno di questi fatti.

06 marzo 2013

12 marzo :Conferenza dei Servizi per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord.

Riceviamo dagli  amici 
"NoCoke Alto Lazio"
 
Il prossimo 12 marzo, alle ore 10,00, a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, si terrà la Conferenza dei Servizi per il rinnovo dell' A.I.A Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord.

In quell’occasione sarà stabilito come e quanto la centrale deve inquinare: quanto carbone potrà bruciare, che tipo di carbone sarà consentito di utilizzare, quali limiti emissivi in aria, acqua e suolo dovrà rispettare etc.

Come sempre alcuni esponenti del Movimento No Coke Altolazio e dei Medici per l’Ambiente, saranno presenti per essere auditi dalla Conferenza e portare in quella sede le ragioni del popolo inquinato.


Sarà, inoltre, quella la sede dove il Sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei,  in qualità di sindaco del sito ospitante l’impianto, avvalendosi dei poteri conferitegli dal Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, potrà apporre, se ne avrà la volontà, precise prescrizioni a tutela della salute dei cittadini, come peraltro richiestogli con specifica petizione da oltre duemila cittadini.
Riteniamo importante in quella sede far sentire la pressione dei cittadini dell’Alto Lazio su quanti, membri della conferenza dei servizi e Sindaco Tidei, sono chiamati a decidere del nostro futuro e della nostra salute.
Per questo stiamo organizzando un presidio sotto il Ministero proprio durante lo svolgimento della Conferenza dei Servizi.... .

Non è più tempo di delegare, e se vogliamo veramente combattere la presenza di quel mostro nelle nostre vite e tentare di porre un argine ai troppi veleni che questo vomita nella nostra aria, dobbiamo saperci mettere in gioco.
Ci auguriamo che alle tante parole di condanna della centrale, seguano i fatti e che il 12 marzo saremo in tanti sotto il Ministero.

Noi, come sempre, ci saremo.

No Coke Alto Lazio


Tratto da PerilbenediTarquinia

Il Movimento No coke Alto Lazio consegna a Tidei la raccolta firme sulla riduzione degli inquinanti emessi da TVN a carbone sporco

La petizione sulle prescrizioni da inserire nell’AIA di TVN è stata consegnata oggi al Sindaco Tidei, durante la conferenza stampa nella sala Cutuli del comune di Civitavecchia!

Oggi sono state consegnate le firme della petizione al Sindaco Tidei, quasi 2500 firme, (1200 circa da Tarquinia), ora, il primo cittadino di Civitavecchia è ancora più responsabile di quello che farà il 12 Marzo presso il ministero dell’ambiente in occasione della conferenza dei servizi sull’autorizzazione più importante per TVN, sulla riduzione degli inquinanti emessi dalla centrale a carbone.
L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) é il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni, che devono garantire la conformità ai requisiti di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, che costituisce l’attuale recepimento della direttiva comunitaria 2008/1/CEdel Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC).
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 29-quattuordecies del citato D.Lgs. 152/06, tale autorizzazione é necessaria per poter esercire le attività specificate nell’allegato VIII alla parte seconda dello stesso decreto.
In linea con i principi della convenzione di Aarhus e con quanto previsto dagli artt 29-quater, 29-decies del D.Lgs. 152/06, per facilitare e promuovere l’accesso all’informazione e la partecipazione del pubblico, questo Ministero cura la pubblicazione on-line della documentazione fornita dai gestori ai fini del rilascio delle AIA di competenza statale, relative agli impianti di cui all’ allegato XII alla parte seconda del D.Lgs. 152/06.
http://aia.minambiente.it/Documentazione.aspx
Per chi volesse leggere tutta la documentazione su TVN in tema di AIA:
http://aia.minambiente.it/DettaglioImpiantoPub.aspx?id=178

La notizia a caldo della conferenza stampa riporta la bagarre che ha visto coinvolto il Sindaco Tidei quando le domande sulle prescrizioni sono arrivate al punto di infastidire il primo cittadino, rispondendo con un saluto che è stato registrato come una sfida rivolta ai cittadini che il 12 saranno al tavolo della conferenza dei servizi per rappresentare tutte le prescrizioni della petizione.


Il Sindaco pretende una fiducia assoluta nel suo operato, i cittadini aspettano il 12 Marzo per valutarne i contenuti e le responsabilità!

05 agosto 2012

Civitavecchia:«Ci sono mille motivi per chiudere la centrale».


Tratto da Il Tempo

Ultimatum.Inviata una lettera all'Enel «Via la discarica abusiva e subito il Parco»

«Ci sono mille motivi per chiudere la centrale»

Il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei non molla.

05 gennaio 2011

1)Greenpeace e Isde svelano l’impatto del riscaldamento sulla salute 2)Respiro (consapevole)

Tratto da Il Cambiamento.it

Greenpeace e Isde svelano l’impatto del riscaldamento sulla salute

Minore disponibilità di acqua e deterioramento della potabilità, alluvioni, ondate di calore. Sono solo alcuni degli effetti delle alterazioni climatiche in corso che minacciano le resistenze organiche dell’uomo e richiedono un’immediata azione responsabile da parte di governi e cittadini. A fare il punto, stavolta, è un rapporto appena pubblicato, realizzato da Greenpeace con Isde, l'associazione dei medici per l'ambiente.

L’immediata stabilizzazione della situazione climatica è una necessità che non possiamo più permetterci di sottovalutare, dal momento che sono già osservabili alcuni effetti negativi recati dalle alterazioni del clima. Questi cambiamenti investono tutti gli ecosistemi terrestri, con pesanti e dirette ricadute sulla salute dell’uomo, che si trova oggi esposta a rischi di natura patologica anche a seguito del degrado ambientale. Lo dimostra bene il dossierrealizzato da Greenpeace in collaborazione conIsde/Medici per l’ambiente, dal titolo: Si salvi chi può. Ci troviamo, perciò, di fronte ad una crescita economica che, pur avendo accompagnato il miglioramento delle condizioni di vita, di alimentazione e di igiene della popolazione occidentale nel corso degli ultimi secoli, innesca tuttavia, attualmente, processi produttivi dal forte impatto sanitario, che minacciano di alterare e modificare i nostri meccanismi di difesa.

I principali aggressori del clima sono i gas serra o climalteranti, noti come Green House Gases (GHG), e comprendono, fra gli altri, l’anidride carbonica (CO2), responsabile del 55% del cambiamento climatico, e il metano (20% degli effetti). L’incremento di tali gas nell’atmosfera contribuisce a riscaldare la superficie terrestre, in quanto i GHG assorbono le radiazioni emesse dalla terra e le irradiano di nuovo verso di essa. L’emissione di CO2 è provocata, prevalentemente, dalla combustione di petrolio e carbone, ma anche dalla deforestazione. Dai primi anni del secolo scorso la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è salita da 280 ppm (parti per milione) a 383 ppm alla fine del 2007, secondo i dati diffusi dal WMO (World Meteorological Organization). Con il ritmo attuale (1,9 ppm/anno, media 1995-2005), la CO2 nel 2020 supererà il limite di 400 ppm fissato a Copenaghen, innescando un ulteriore aumento della temperatura superficiale media terrestre, stimato di oltre 3°C a fine secolo.

Ma quali sono gli impatti del surriscaldamento terrestre sulla salute dell’uomo?

I rischi sanitari sono, in verità, variegati e minacciano di colpire da vicino le nostre condizioni di vita, a cominciare dall’incremento di eventi meteorologici estremi, come alluvioni, uragani e 'ondate di calore', fino alla riduzione della disponibilità d’acqua e al peggioramento della sua qualità. Questa situazione interessa particolarmente l’Italia, dove gli impatti estremi sono già osservabili: se in certi luoghi e periodi l’acqua è scarsa, causando periodi di siccità, altrove piogge intense e concentrate producono alluvioni, deteriorando la qualità e la potabilità delle acque stesse. Ai danni diretti e traumatici, dovuti alla violenza delle acque e alle condizioni degli alluvionati, si aggiungono, infatti, i danneggiamenti delle reti idriche e fognarie, i guasti alle produzioni agricole e i terreni impaludati.

Sono proprio questi i fattori che agevolano la comparsa di malattie infettive e parassitarie da inquinamento microbiologico, attraverso diversi virus e batteri che sono responsabili di patologie gastroenteriche, epatiche e intestinali. A tutto ciò si possono aggiungere rischi tossici per la distruzione di depositi di prodotti chimici che contaminano l’ambiente. La combinazione di tali meccanismi influisce nel debilitare le resistenze organiche dell’uomo, rendendo le persone più suscettibili ad agenti nocivi di natura fisica, chimica e biologica.

In questo quadro non sono da sottostimare neppure le cosiddette'ondate di calore', che nell’Agosto del 2003, soltanto in Italia, provocarono decine di migliaia di morti. Si tratta di vere e proprie 'morti in eccesso', ovvero non sono morti anticipate di soggetti già fragili, come si ipotizzò inizialmente, bensì disturbi sempre più accentuati dovuti al prevalere dell’azione del calore sulle reazioni di difesa dell’organismo. Le ondate si manifestano con crampi muscolari, disidratazione, perdita di coscienza, fino al 'colpo di calore', caratterizzato da temperatura corporea oltre i 40°C. Nei casi più gravi è interessato anche il sistema nervoso (delirio, convulsioni), e si può arrivare anche al coma, con un rischio di morte pari al 20%. Per questo motivo, ogni anno in estate, il Ministero della Salute, le Regioni e gli Enti locali diffondono piani di allerta per l’adozione di comportamenti precauzionali da parte dei soggetti più suscettibili nelle grandi città.

Ma, se davvero la prevenzione è la soluzione più opportuna, allora occorrerebbe interrogarsi sulle dinamiche che sono all’origine di questi casi e attivarsi in tempo per agire sulle cause che le rendono possibili.ù

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GUARDATEVI IL VIDEO DI RAI TRE TRATTO DA QUALENERGIA

VIDEO:Blob - Respiro (consapevole)

Riportiamole conclusioni del video

Non è questione di carbone, nucleare o petrolio: è questione di essere consapevoli e responsabili delle scelte che si fanno; per noi, i nostri figli e la nostra casa.

Seduto su un muretto, ricordo il mondo com'era nell' ora del tramonto: le nubi rosee
s' intonavano col roseo mare.
Ora non più, perchè le inconfondibili nubi nere color pece contrastano fortemente col mare azzurro.
Dove ci porterà l' arroganza di chi non vuole concedere un futuro?
Per questo bisogna cambiare le cose!

Perchè io voglio ancora sedermi su quel muretto e ancora vedere il rosso sole illuminare di rosa le nuvole.

........Il seguito sono le foto dei nostri giorni e l'articolo pubblicato ieri

centrale tvn


Per favore, qualcuno ci salvi

CIVITAVECCHIA– Fumo denso e grigio, raggelante e mortifero alla sola vista, esce ininterrottamente dal camino di Torre Valdaliga Nord da circa 24 ore



Tratto da Savona news

Discarica del Boscaccio di Vado Ligure: il progetto è da rifare

La Regione Liguria non ha bocciato l’ampliamento del sito, ma ha deliberato un’ambigua “pronuncia interlocutoria negativa”

La Giunta regionale non ha bocciato senza appello il progetto di ampliamento della discarica per rifiuti urbani del Boscaccio, a Vado Ligure, ma ha deliberato di esprimere una “pronuncia interlocutoria negativa” di compatibilità ambientale sulla scorta del parere ricevuto dal Comitato Tecnico per la Valutazione di Impatto Ambientale.

La società proponente – Ecosavona Srl – potrà ripresentare un’iniziativa di ampliamento accompagnata “da un’attenta e puntuale verifica di soluzioni progettuali alternative e dall’introduzione di tecnologie e modalità gestionali che possano significativamente risolvere le criticità ambientali rilevate”. Il parere negativo del Comitato Tecnico di VIA è stato determinato dal fatto che il progetto presentato avrebbe potuto interessare delle aree di tipo carsico, permeabili, e quindi inadatte a fare da “sarcofago” ai rifiuti interrati. E’ ora possibile che Ecosavona si adegui alle prescrizioni, cercando un sito geologicamente idoneo. Da rilevare che in questo momento la corretta gestione del problema rifiuti in provincia di Savona non sembra avere scelte all’ampliamento della discarica di Vado Ligure. Il piano provinciale per la gestione dei rifiuti è incentrato sul raggiungimento, nel 2014, dell’obiettivo “minimo” del 60% di raccolta differenziata, realizzando nel frattempo gli impianti previsti dal Piano d’Ambito: un secondo impianto di compostaggio industriale, uno per il trattamento meccanico biologico, un bireattore.

Ma nel periodo transitorio, tra il 2011 e il 2013, sarà necessario utilizzare a pieno regime la discarica di Vado Ligure, che da alcuni mesi riceve anche parte dei rifiuti prodotti in provincia di Imperia. Il piano provinciale aveva quindi a suo tempo raccomandato “a scopo cautelativo e per poter affrontare con tranquillità eventuali emergenze” (tipo l’operazione Imperia) di consentire l’ampliamento del Boscaccio “per una capacità di 500 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, che assicuri una capacità operativa” fino all’entrata a regime del nuovo sistema impiantistico, anche per tener conto “di eventuali ritardi nella tempistica programmata e nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata”.

Che sono, questi ultimi, clamorosamente lontani dal “target” prefissato e da quanto imposto dalla legge.

Fonte: Savona Economica

27 ottobre 2009

2009/10/27 Civitavecchia: La Centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord è fuorilegge.

Tratto da L'Agone.it
CENTRALE A CARBONE DI CIVITAVECCHIA, LE PRESCRIZIONI MANCATE SU MONITORAGGIO QUALITA’ ARIA, BIOMONITORAGGIO AMBIENTALE E TRAPIANTO POSIDONIA

DENUNCIA DELLA GOLETTA VERDE DI LEGAMBIENTE, CHE INVIERA’ SEGNALAZIONI AD AUTORITA’. A GIORNI LA CONSEGNA DI UN ESPOSTO ALLA PROCURA.

A Civitavecchia la maldigerita centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord è in parte ormai avviata, ma sul fronte delle prescrizioni previste a tutela dei cittadini e dell'ambiente, invece, il ritardo è enorme.
La rete di monitoraggio della qualità dell'aria non è completa e comunque le centraline sono collocate in punti inadatti alla rilevazione, i dati dell'inutile Osservatorio Ambientale non vengono comunicati dal 2005, mentre la rete dell'ARPA deve ancora essere avviata. Il biomonitoraggio ambientale non considera diversi aspetti e per certi versi è stato condotto con metodologie ormai superate. '
Ciliegina sulla torta' il già discutibile trapianto di Posidonia Oceanica presenta diverse aree distrutte, per le quali non sembra esistere nessuna manutenzione.

Sono queste le prescrizioni di legge seriamente mancate secondo Legambiente –vedi Decreto VIA n. 680/2003 del Ministero dell’Ambiente- in uno degli impianti più contrastati d'Italia, la centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia (Rm), che la Goletta Verde degli ambientalisti ha denunciato oggi. L’associazione del cigno verde ha aggiunto che tali gravi mancanze saranno segnalate alle istituzioni di controllo, per verificare se sia possibile in queste condizioni l'esercizio stesso della centrale, ma anche che a giorni sarà inoltrato un esposto alla Procura di Civitavecchia.

Oggi la centrale è in piena fase di riconversione, la produzione di energia dal carbone da parte di una delle sezioni va avanti dal giugno 2009 e mancano ormai poche settimane perché anche la seconda sezione entri in esercizio, dopo l'avvio a gas. L’impianto, che una volta entrato completamente in azione, diventerà il secondo più dannoso in Italia per effetto serra, con una produzione di circa 9,7 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di un Paese come l’Estonia, al momento sta tra l'altro operando con una sorta di proroga dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Legambiente punta il dito su diverse incongruenze contenute nella domanda per il rinnovo già evidenziate con delle Osservazioni inoltrate nello scorso agosto alla Direzione generale per la salvaguardia ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare: la mancanza di un'analisi di area vasta, non è esauriente la descrizione del tipo e dell'entità delle emissioni, né la definizione dei valori limite, non vengono descritte le caratteristiche chimico fisiche del carbone utilizzato, non sono esplicitati né il carico inquinante delle acque depurate, né la gestione dei fanghi.

“La vicenda della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia ha superato ogni limite, l'impianto contrastato con determinazione dai cittadini e da molte istituzioni, con referendum, manifestazioni, iniziative è in fase di avviamento e diverse prescrizioni di legge sono, a nostro avviso, disattese, è indecente andare avanti in questo modo -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Va progettata e installata una rete di monitoraggio della qualità dell'aria degna di questo nome, definendo le collocazioni in base alle ricadute degli inquinanti ed ai venti: oggi, a centrale avviata, quella dell'inutile Osservatorio ambientale non comunica dati dal 2005, mentre quella dell'ARPA dovrebbe essere avviata solo a fine anno ed abbiamo scritto per conoscere la posizione delle centraline. I dati del sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni SME non sono resi noti e non sappiamo nemmeno se esistano. Il biomonitoraggio ambientale va rifatto, quello presentato ha diversi aspetti non considerati e per molti versi è datato, eppure è lo strumento fondamentale per valutare nel tempo le ricadute ambientali del carbone. Anche sul discutibile trapianto di Posidonia emergono diversi problemi e non sembra proprio essere prevista nessuna manutenzione. Tutto ciò delinea un quadro di insicurezza che ci porta a chiedere un immediato intervento delle istituzioni e degli organismi di controllo, anche per verificare se sia possibile in queste condizioni l'esercizio stesso della centrale, ma nei prossimi giorni consegneremo anche un esposto alla Procura chiedendo di valutare eventuali profili di reati omissivi.”

Non convincono affatto i documenti relativi alle campagne di biomonitoraggio ambientale, peraltro affidati ad enti legati alla società di produzione elettrica: il primo materiale consegnato al Ministero dell’Ambiente presenta uno studio datato, condotto con metodologie di indagine superate.
Il secondo studio risulta carente su diversi fronti, in particolare non utilizza biosensori attivi per il monitoraggio dell’ozono troposferico (O3) e nel ventaglio di ricerca degli elementi chimici, non vengono monitorati il Berillio e il Tellurio, ignorando il fatto che il carbone sia probabilmente addirittura la fonte principale di Tellurio.
Problemi anche sul discutibile trapianto di un ettaro di posidonia oceanica, inserito tra le prescrizioni per mitigare l’impatto della “Darsena Energetico Grandi Masse”: un controllo svolto con alcuni sub, in accordo con Legambiente, su sei aree individuate in modo casuale, ha evidenziato seri problemi almeno nel 50 % dei casi: la prateria è in pessimo stato, molto diradata e con presenza di materiale non marino, come il cemento armato, danneggiato dalle ultime mareggiate.

“Sulla tanto magnificata centrale del ridicolo carbone pulito di Torre Valdaliga Nord emergono diversi seri problemi, soprattutto sul fronte dei monitoraggi, che preoccupano moltissimo -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-.
Rispetto alle emissioni di anidride carbonica è ormai chiaro che il carbone è il peggiore combustibile fossile sul pianeta, tanto che inizieremo presto a pagare salate multe per i danni causati dalla mancata riduzione della CO2, sul fronte dei cambiamenti climatici. Anche per quanto riguarda gli inquinanti locali, mancano in sostanza seri controlli delle ricadute ambientali, in quello che è uno dei più grandi poli energetici del nostro paese. Servono risposte immediate, rispetto a questi problemi, visto anche che la centrale sta operando con una specie di proroga dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, per il rinnovo della quale ci sono questioni di non poco conto.
Va più complessivamente colta l'occasione dell'approvazione del piano energetico regionale per ridurre la pressione sull'area, confermando la proposta di dismissione per l'altra centrale di Torre Valdaliga Sud (TVS), che sorge a pochi metri da questa.
Una discussione che deve tenere conto degli obiettivi fissati dal piano stesso, per il risparmio, l'efficienza e le rinnovabili, che possono garantire e veder crescere nel complesso i livelli occupazionali, ma che soprattutto deve vedere sventata l'ipotesi ventilata di riconvertire anche una parte di TVS a carbone, magari bruciandoci poi il CDR di Roma.”


È noto, infatti, che la centrale –una volta a regime produrrà 1.980 megawatt, per 6.500 ore all’anno di lavoro a pieno carico, con un rendimento del 45%- fa parte di uno dei più grandi poli di produzione termoelettrica d’Europa: oltre 6.700 MW, considerando Torre Valdaliga Sud (TVS) e Montalto di Castro.
Secondo i dati del 2006 dell’Inventario Nazionale delle Emissioni (INES), si evidenzia per questi impianti il superamento di diverse soglie, a cominciare dalle quelle previste per gli ossidi di zolfo (Montalto 7.920 tonnellate/anno e Civitavecchia TVS 1.283 t/a, soglia di 150 t/a) e per gli ossidi di azoto (Montalto 2.815 t/a, soglia di 100 t/a), per continuare con il cadmio (Civitavecchia TVS 23,1 kg/a, soglia 10 kg/a), il cromo (oltre la soglia di 100 kg/a due punti di Civitavecchia TVS, con 322 kg/a e 165 kg/a) e il nichel (Montalto 437 kg/a, Civitavecchia TVS 325 kg/a e 149 kg/a contro soglia 50 kg/a).

'Goletta Verde nel Lazio' di Legambiente continua il suo viaggio: prossimo appuntamento sabato 31 Ottobre, con il “No Nuke Day” a Montalto di Castro (Vt), ultima tappa della campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e sul mare del Lazio giunta alla sua quarta edizione, organizzata dall’associazione ambientalista con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio.