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Visualizzazione post con etichetta osservatorio ambientale. Mostra tutti i post
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21 febbraio 2014

Centrale a carbone,Ordine dei Medici di Savona, Osservatorio ambientale.

Riproponiamo  il nostro post ,sempre molto importante,del  Novembre 2012 relativo all' OSSERVATORIO AMBIENTALE  e  alla posizione dell' Ordine  dei Medici di Savona.

 Il Dottor  UGO TRUCCO Presidente dell'Ordine dei Medici di Savona  dice in un collegamento  su Ambiente Italia:
la posizione dell'

ORDINE DEI MEDICI NEI CONFRONTI DELLA CENTRALE A CARBONE   E'  UNA POSIZIONE DI NETTO CONTRASTO.

Il Medico  che ha una funzione sociale  di informare dei pericoli che ci sono legati all'inquinamento , adesso ha  la necessità  proprio di esigere che si  venga a ridurre  al massimo l' inquinamento  in quanto l' inquinamento ambientale è un fattore di rischio indipendente per  l' insorgere delle malattie.

 
UN OSSERVATORIO A POSTERIORI  dell' ambiente e della salute,su cosa inciderà e quanto inciderà  l' inquinamento sulla salute dei cittadini  savonesi  è  un qualcosa che viene fatto  come atto notarile a posteriori invece  NOI DICIAMO DA TEMPO CHE BISOGNA INTERVENIRE PRIMA E PREVENIRE LE MALATTIE".

 I DECISORI DEVONO 
PRENDERE COSCIENZA.....
I decisori DEVONO prendere coscienza .....

14 febbraio 2014

ISDE, Forum Ambientalista e No Coke: “Si individui un ente terzo per misurare le emissioni di Torre Valdaliga Nord ”

Tratto da  Terzobinario.it

ISDE, Forum Ambientalista e No Coke: “Si individui un ente terzo per misurare le emissioni di TVN”

Veniamo contattati sempre più frequentemente da cittadini che ci segnalano inquietanti fumate che fuoriescono dal cammino di TVN, e che sono indignati per le prese di posizione di ENEL che si ostina a ribadire che tali episodi sono dovuti a semplice vapore acqueo reso evidente da particolari condizioni metereologiche.
In effetti, tali affermazioni dell’ente energetico risultano inaccettabili ed offensive per chiunque abbia un minimo di buon senso in questa città, e peraltro sono sconfessate sia dai semplici dati acquisibili dai documenti autorizzativi della centrale.
Infatti, limitandoci ad alcuni macroinquinanti, per ogni ora di funzionamento, la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord è autorizzata ad emettere fino a 48 kg di polveri, 480 kg di ossidi di azoto, 480 kg di anidride solforosa, 24 kg di ammoniaca.
Quindi anche se quelle nuvole fossero costituite principalmente di vapore, al loro interno sarebbero comunque cariche di tonnellate di sostanze inquinanti, destinate a ricadere più o meno rapidamente, magari proprio a causa di quelle particolari condizioni meteo-climatiche, sul terreno, nel mare, nell’acqua che beviamo e nei nostri polmoni.


Ai fini della tutela della salute pubblica, si può considerare un elemento secondario il fatto che quelle emissioni rientrino nei limiti assegnati con l’AIA o, peggio ancora, nei limiti esorbitanti previsti dal Codice dell’Ambiente, soprattutto se si tiene conto del fatto che emissioni costantemente vicine al limite orario, condurrebbero allo sforamento dei limiti fissati su base annua.
Riteniamo, pertanto, che sia necessario sapere con precisione la composizione dei fumi in uscita dal camino della centrale, nelle singole giornate, per ogni ora, indipendentemente da fenomeni di particolare fumosità.
È evidente che non può ritenersi sufficiente, in tal senso, l’auto-controllo esercitato dall’Enel tramite il proprio Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni, né potrebbero ritenersi liberi da conflitti di interessi eventuali controlli al camino effettuati dal locale Consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale, finanziato annualmente dell’Enel.
Chiediamo quindi agli enti competenti, ognuno per le proprie competenze, che venga individuato un ente terzo, indipendente, a misurare al camino ed in tempo reale, la quantità e la qualità degli inquinanti derivanti dalla combustione del carbone a Torrevaldaliga Nord.

Questo anche perché intanto continuiamo a registrare gravissime statistiche epidemiologiche relative ai tumori nella nostra città. L’ultimo in ordine di tempo è, come riferisce il dott. Mauro Mocci, dei Medici per l’Ambiente-ISDE, e responsabile coordinatore del Registro Tumori della ASL RMF, il Rapporto di “Incidenza di Mesotelioma Maligno del Lazio 2013” pubblicato da parte del C.O.R. Lazio – Tumori Professionali, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, nel quale, relativamente al periodo dal 2001 al 2012, Civitavecchia si posiziona tra i primi quattro comuni con tassi di incidenza più elevati.
Nel caso di Civitavecchia, questo tipo di tumori, che si manifestano dopo molti anni dall’esposizione all’amianto e colpiscono soprattutto la Pleura, ma anche il peritoneo, il pericardio ed i testicoli, sono correlati ad un’esposizione di tipo professionale (soprattutto lavoratori ENEL, Ferrovie dello Stato e Trasporto Navale)
Per tentare di frenare il grave inquinamento che sta decimando la nostra comunità, non bastano le dichiarazioni d’intenti, servono fatti concreti: misurare autonomamente i veleni che escono dal camino di TVN può essere uno di questi fatti.

11 febbraio 2014

Il Coordinamento dei Medici sul Rapporto 2012 dell'Osservatorio Ambientale

Tratto da Trc giornale

Il Coordinamento Medici sul Rapporto 2012 dell'Osservatorio Ambientale


"Il Coordinamento dei Medici per la difesa dell'ambiente e della salute ha valutato con spirito critico-scientifico il Rapporto 2012 sintetizzato nelle 52 pagine: Documento di valenza regionale. 1°: Sul documento si premette che il monitoraggio dell'impatto ambientale e sanitario sull'hinterland civitavecchiese non può prescindere dall'esistenza di più fonti inquinanti: due centrali termoelettriche, il traffico locale e autostradale e quello portuale (commerciale e crocieristico);".

"2°: L'estensore del documento sorvola sulla gravità della mancata bonifica preventiva (che avrebbe dovuto essere attuata prima della riconversione a carbone della centrale di TVN), bonifica da attivare su tutto il territorio aggredito per decenni da sostanze inquinanti immesse in atmosfera e ricadenti al suolo, nonché penetranti nei tessuti vitali degli esseri umani e nei substrati vegetali e animali.
Si fa un fugace cenno al D.M. 47/1999 - dico 1999 - che elencava ben 27 siti da sottoporre a procedura di "bonifica", di cui uno localizzato proprio nell'area della centrale termoelettrica ad olio combustibile di TVN.., ma non risulta che tale sito specifico sia stato bonificato prima che fosse autorizzata la riconversione a carbone della stessa TVN (giusto decreto Marzano del 2003)!

3°: Non si sottolinea che i dati epidemiologici antropici (platealmente patologici, attualmente presenti, persistenti e peggiorativi nel tempo a venire) sono l'epifenomeno (cioè la conseguenza inevitabile) dei danni agli organi vitali dei cittadini, perpetrati dalle dissennate politiche energetiche perseguite nei decenni passati.

4°: Si conferma (senza titubanze) l'aumento statistico dell'incidenza delle patologie correlate all'inquinamento biochimico e fisico, così descritte:
- eccesso di rischio per tumori maligni (polmoni, pleura, rene, fegato e vescica);
- aumentata incidenza di patologie respiratorie acute e croniche;
- diffusione in crescita di sindromi cardio-circolatorie.

Da quanto detto si deduce che sono mancati ogni lungimiranza e ogni rispetto del Principio di Precauzione da porre in essere prima della frettolosa autorizzazione alla riconversione a carbone di TVN. (Anno 2003).
Da allora ad oggi (e per il futuro) la situazione inquinante e patogenetica iniziata negli Anni Cinquanta del secolo scorso continua imperterrita ad aggredire l'inerme popolazione che vede morire ed ammalarsi almeno due generazioni, senza che le Autorità di controllo e garanzia muovano un dito.

Non tragga in inganno il fatto che il tasso dei singoli inquinanti rimanga sotto ai limiti di legge, perché le norme stabilite dall'uomo (per motivazioni spesso utilitaristiche ed economicistiche) non possono sopraffare le leggi di natura, secondo le quali un ambito antropico (abitato da persone umane) non può essere sottoposto per decenni ad un'aggressione costante e incontrollata di sostanze chimiche capaci di sovvertire gli equilibri biochimici, metabolici e immunologici dell'organismo umano.
 Anzi: più passa il tempo e più l'accumulo subdolo degli agenti aggressivi mina le capacità difensive dei sistemi e degli organi vitali.

La prevenzione è la migliore delle cure ma, purtroppo, l'Homo technologicus è ammaliato dal mito della onnipotenza e della violenza gratuita e irresponsabile che sovverte, distorce e spesso distrugge gli equilibri biologici vitali".

Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti.

18 dicembre 2013

CENTRALE,ASCOLTATA IN PROCURA IL DIRETTORE dell' AMBIENTE DELLA REGIONE LIGURIA ,GABRIELLA MINERVINI .

Interessante articolo apparso oggi su 
La Stampa  a pag 53

CENTRALE,ASCOLTATA IN PROCURA  IL DIRETTORE  del dipartimento  AMBIENTE DELLA  REGIONE LIGURIA ,GABRIELLA MINERVINI COME PERSONA INFORMATA DEI FATTI......DAL PROCURATORE FRANCANTONIO GRANERO NEL CONTESTO  DELL' INCHIESTA PER DISASTRO AMBIENTALE DELLA PROCURA DI SAVONA.


AUDIZIONE
Continuano le audizioni per l' inchiesta di Savona per disastro ambientale .


Ricordiamo che 
Ribadiamo che le sottostanti  affermazioni
......sono tratte da un documento ufficiale della Regione Liguria .
 La Stessa Regione Liguria che 


 Leggi qui :«È quasi aberrante che la Regione chieda i soldi ai cittadini che difendono altri cittadini sotto il profilo della tutela ambientale»
«È quasi aberrante che la Regione Liguria chieda i soldi ai cittadini che difendono altri cittadini sotto il profilo della tutela ambientale» . - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/12/e-quasi-aberrante-che-la-regione.html#sthash.E2BBMFUU.dpuf

Leggi  inoltre sul nostro blog l'articolo del 
18 gennaio 2013 

"La salute si tutela, non si osserva".


Movimento 5 Stelle : "Centrale a carbone la Salute si Tutela, non si Osserva" - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/01/m5s-centrale-carbonela-salute-si-tutela.html#sthash.Kop1bvKY.dpuf

18 gennaio 2013

Movimento 5 Stelle : "Centrale a carbone la Salute si Tutela, non si Osserva"


Tratto da Genovaogginotizie.it

Centrale a carbone, M5S: "La salute si tutela, non si osserva"


Savona - Duro attacco da parte del Movimento 5 Stelle, che critica l'Osservatorio per la salute istituito nell'ambito dell'ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure.  
Ci appare inutile, tardivo, non indipendente e gestito in modo non trasparente - dicono i rappresentanti savonesi del movimento - Riteniamo che predisporre e convocare un Osservatorio per la salute dopo aver appena approvato un ampliamento di una centrale a carbone (con una delicata indagine della Magistratura in corso), e non prima di qualsiasi iter autorizzativo per verificare le reali condizioni ambientali e sanitarie (già emerse in allarmanti studi di biomonitoraggio e dei fondali marini) sia una gravissima violazione delle principali norme sanitarie e ambientali a tutela della cittadinanza.
 
Concordiamo con quanto detto autorevolmente dall'Ordine dei Medici (guarda a caso unico organo medico indipendente e autorappresentato e non a nomina politica regionale), il quale contrariamente alla posizione della Regione ritiene che tale Osservatorio servirà soltanto come atto notarile a posteriori di danni sanitari ampiamente prevedibili, mentre bisognava intervenire prima e prevenire le malattie.  

Riteniamo gravissimo che a gestire l'Osservatorio, con potere totale anche sull'informazione verso l'esterno, sia la stessa dott.ssa Gabriella Minervini, direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione, tra i principali artefici della proroga ai vecchi gruppi e del sì all'ampliamento

Riteniamo nuovamente gravissimo che le procedure predisposte per la gestione dell'Osservatorio siano accentratrici, rigide e di grande riservatezza......

Riteniamo che un Osservatorio per la salute debba essere indipendente e trasparente, in mano ai cittadini o a enti di tutela ambientale totalmente liberi da interessi e non a nomina politica
In altre città come a Civitavecchia tali Osservatori non funzionano e sono oggetto di indagini della Magistratura.  

Questo nuovo Osservatorio a Savona, istituito soltanto per tranquillizzare l’opinione pubblica, rappresenta l’ennesimo affronto alla salute dei cittadini e al loro futuro". 
Leggi l'articolo integrale

22 giugno 2011

Civitavecchia:Osservatorio ambientale



Tratto da Noalcarbone

Osservatorio ambientale: il controllato siede ancora al tavolo dei controllori

Ci incontriamo per discutere dell'evento del 30 Giugno, data in cui è stato indetto un incontro dell’osservatorio Ambientale istituito dalla Regione Lazio, cui presenzierà assieme ai rappresentanti delegati dai comuni, anche enel.
Il controllato vuole mantenere il controllo sui controllori,
così come accadeva per il consorzio illegittimo precedente.

Intanto in rete è pubblicato su ARPAT TOSCANA il Report dell'osservatorio ambientale

Centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia: salute e inquinamento

Disponibile il primo rapporto dell’Osservatorio ambientale istituito nel 2010

E’ ora disponibile il primo report prodotto dall’Osesrvatorio.

Per scaricare il report: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_ambiente/tbl_contenuti/OAC_Rapporto_2010.zip

Riportiamo solo brevemente un breve stralcio da pag 28

...Di seguito, limitatamente alla fase di esercizio dell’impianto a regime, tali impatti sono sommariamente descritti per componente ambientale,specificando gli effetti sulla salute umana e sulla vegetazione loro attribuibili.(NE PUBBLICHIAMO ALCUNI.......)

Atmosfera

Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresentano una importante fonte artificiale di anidride carbonica, un gas serra,che secondo la maggior parte degli studiosi del clima e causa primaria dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Oltre a questo, in condizioni di esercizio, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti con possibili effetti sanitari diretti.

Tali inquinanti sono prodotti dalla combustione in caldaia ed i fumi emessi dalla ciminiera possono contenere: biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), acido cloridrico (HCl) e polveri, che veicolano numerosi composti organici ed inorganici complessivamente classificabili come microinquinanti.

Di seguito vengono brevemente riassunti i possibili effetti sulla salute umana e sull'ambiente generalmente associati ai principali inquinanti:


1) BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2) - Gli ossidi di zolfo e i loro derivati provocano sull'uomo effetti che vanno da semplici irritazioni delle mucose (vie respiratorie e occhi), nel caso di brevi esposizione a concentrazioni elevate, sino a fenomeni di broncocostrizione per esposizioni prolungate a quantitativi anche non elevati. Le Linee Guidadella Qualita dell'Aria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno preso in rassegna in modo sistematico gli effetti sanitari di questo inquinante e hanno suggerito un aumento della mortalita e dei ricoveri ospedalieri per cause cardio-respiratorie per concentrazioni al di sopra dei valori di qualita suggeriti
Per quanto riguarda la vegetazione, sono i maggiori responsabili del fenomeno delle piogge acide

2) OSSIDI DI AZOTO (NOx) - L'ossido di azoto (NO) sitrasforma in modo rapido in biossido di azoto (NO2), un gas irritante per le mucose che può contribuire all'insorgenza di varie alterazioni della funzione polmonare con un aumento nella frequenza di infezioni respiratorie acute e nell'aggravamento delle forme polmonari croniche (bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare).
Prolungate esposizioni anche a basse concentrazioni di NO2 provocano una diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie.
Anche in questo caso le Linee Guida della Qualitadell'Aria dell'OMS (2005) forniscono informazioni dettagliate sugli effetti sanitari dell'NO2,specie nell'ambiente urbano.

3) MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) - A causa della sua elevata capacita di legarsi all'emoglobina il CO può provocare abbassamento delle funzioni vitali fino a determinare la morte nel caso di concentrazioni particolarmente elevate, caso che non si verifica in ambiente esterno.

4) ACIDO CLORIDRICO (HCl) - Inquinante acido corrosivo ed irritante per la pelle e per le vie respiratorie coinvolto nelle genesi di inquinanti secondari quali il materiale particolato (polveri).

5) PARTICOLATO (o POLVERI) - La pericolosita delle polveri aerodisperse e fortemente legata alla loro dimensione perche influisce sulla capacita di penetrazione nel sistema respiratorio umano e sulla possibilita di generare fenomeni infiammatori locali e sistemici.
Le polveri piu pericolose hanno dimensioni fino a 2,5 ƒÊm e possono raggiungere gli alveoli polmonari.
Gli elementi componenti del particolato (quali idrocarburi policiclici, metalli ecc.) possono avere effetti tossici specifici (cancerogenicita, potere infiammatorio).
Ancora molto discusso e poco studiato è il ruolo delle particelle ultrafini (diametro inferiore
ai 0.1 micron) per la loro difficile rilevazione sistematica.
Gli effetti delle polveri riguardano l'aggravarsi delle malattie respiratorie (asma bronchiale, bronco pneumopatia cronico ostruttiva,infezioni dell'apparato respiratorio, diminuzione della funzione polmonare) e cardiovascolari, soprattutto a carico di soggetti gia affetti da disturbi respiratori e cardiocircolatori, di anziani e di bambini. Numerosi studi hanno messo in evidenza gli effetti sulla mortalita e sulla morbosita e queste indagini sono state riassunte
dall'OMS nelle Linee Guida della Qualita dell'Aria(2005).

6) MICROINQUINANTI - Gli effetti ambientali del particolato sono direttamente connessi con la pericolosita intrinseca delle sostanze che lo formano o che sono assorbite su di esso. Rilevamenti alle emissioni di centrali alimentate a carbone operanti in Italia hanno evidenziato nel materiale la presenza di diossine (PCDD) e furani (PCDF), idrocarburipoliciclici aromatici (IPA), vanadio (V), nichel(Ni), rame (Cu), arsenico (As), cadmio (Cd),tallio (Tl), piombo (Pb) e mercurio (Hg). Le proprietachimico-fisiche - quali ad esempio persistenza ambientale e capacita di bioaccumulare- e quelle tossicologiche - quali cancerogenicita,mutagenicita, ecc. - conferiscono a questi inquinanti una notevole pericolosita intrinseca per la salute umana. Le loro concentrazioni alle emissioni,dell'ordine dei microgrammi e in alcuni casi dei nanogrammi per metro cubo, rendono molto improbabile l'insorgenza di effetti avversi sanitari a seguito di esposizioni inalatorie, ma non consentono di escludere esposizioni prolungate per via ingestiva conseguenti alla loro accumulazione nei suoli e al successivo passaggio negli alimentiivi prodotti.
Pur in assenza di valori limite per la protezione della salute umana formalmente identificati, un controllo della loro presenza nella matrice ambientale e fortemente raccomandato......

CONSIDERAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE


A noi cittadini gravitanti sotto una centrale a carbone le succitate affermazioni non ci tranquillizzano proprio.

E con tali presupposti dovremmo anche accettare un ulteriore potenziamento a carbone !!!!!
Riteniamo già abbastanza impattante per la nostra salute l' esposizione attuale e continuativa ad OLTRE 40 ANNI di simili inquinanti .

28 giugno 2010

1)CARBONE, il futuro è nero?/2)CIVITAVECCHIA: Osservatorio Ambientale /3)TARANTO:aziende dovranno installare rete centraline di monitoraggio

Tratto da L'Avvenire

Carbone, il futuro è nero?

Il carbone resterà per almeno un secolo un cardine energetico nel mondo? Oppure il suo uso dovrà diminuire di molto nei prossimi decenni? Differenti valutazioni dei suoi costi monetari, sociali e ambientali portano a giudizi opposti. Tra coloro che vogliono migliorare il bilancio finanziario delle fonti di energia alcuni vogliono più carbone,
mentre chi vuole migliorare i bilanci sociali e ambientali ne preconizza un rapido abbandono.
........ Il carbone è distribuito nel sottosuolo di molte regioni del pianeta, è spesso facile da estrarre e costa meno denaro degli altri combustibili fossili. Alcune stime valutano a 900 miliardi di tonnellate le riserve, abbastanza per un consumo annuo ai livelli attuali, 6 miliardi di tonnellate, per almeno un secolo e mezzo.

Secondo altri le riserve sarebbero inferiori. Per questo ma soprattutto per motivi sociali e ambientali, secondo il
think tank «Energywatchgroup» entro il 2020-2030 il «picco del carbone» potrebbe accompagnare il «picco del petrolio», cioè il momento in cui la sua produzione mondiale comincerà a diminuire (vedi sul sito www.energywatchgroup.org).
L’eventuale abbandono del carbone dipenderà dalla considerazione dei suoi costi reali, non solo di quelli monetari
. La differenza tra costi reali e prezzi riguarda tutte le merci, non solo il carbone. Nel commercio, accanto all’utilità per chi vende e chi compra, si generano effetti su terzi, causati dalla produzione, l’uso o lo smaltimento di una merce. Se questi effetti sono dannosi, le merci sono «beni» per chi le commercia, ma «mali» per molti altri. Alcuni economisti li chiamarono «costi esterni» (A.C. Pigou, 1932) o «costi sociali» (K.W. Kapp, 1950) della produzione.

Anche se sono trascurati nelle contabilità nazionali, i costi esterni di molte merci sono elevati e spiegano perché nei Paesi ricchi il Pil cresce, ma il benessere diminuisce.
Nel 2008 il centro studi olandese «Ce Delft» stimò che i costi esterni del carbone nel mondo ammonterebbero ad almeno 360 miliardi di euro, a confronto dei 300 miliardi di euro di carbone commerciato. Ogni euro di carbone
causerebbe un po’ più di un euro di costi esterni, cioè di danni alla salute e all’ambiente. Il 99% dei costi sarebbe dovuto ai gas di combustione.

I costi reali, in realtà, sono più alti perché lo studio non ha potuto tener conto di un decimo del carbone mondiale e di molti effetti sociali e ambientali difficili da quantificare. Per esempio, le centrali a carbone sono la principale singola fonte di dispersione atmosferica del mercurio, un metallo tossico che si accumula nei mari e negli organismi marini; altri metalli pesanti e sostanze radioattive fanno parte delle emissioni e sono difficili o impossibili da filtrare. I costi umani inoltre sono ingenti e concentrati soprattutto nei Paesi estrattori più poveri, dove la salute, i suoli e le risorse idriche di milioni di persone vengono compromessi dall’estrazione del carbone.

Il dan
no maggiore del carbone è quello più difficile da quantificare: il suo effetto sul clima. La combustione del carbone causa le più alte emissioni di CO2: circa 760-1000 grammi per ogni kWh elettrico, contro i circa 370 grammi di una moderna centrale a gas. .......

Oggi la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è superiore del 40% a quella di 200 anni fa ed è ai livelli più alti degli ultimi 700.000 anni. Questo rapido aumento è attribuito alle attività umane di combustione dei carburanti fossili (carbone, petrolio, gas naturale) e delle foreste. .......

Secondo il «Rapporto Stern» del 2006, la continuazione dell’attuale ritmo di crescita delle emissioni di CO2 e di altri gas a effetto serra potrebbe tanto alterare il clima da portare in alcuni decenni a una diminuzione del 10 o 20% del prodotto economico mondiale. Secondo Stern, questo danno potrebbe essere evitato investendo ogni anno l’1 o 2% del prodotto economico mondiale in iniziative e tecnologie che permettano una forte riduzione delle emissioni di gas di serra.
La parola chiave di questa strategia è «decarbonizzazione» dell’economia mondiale, cioè riduzione dell’uso di tutti i combustibili che emettono carbonio nell’atmosfera: principalmente il carbone, ma anche petrolio e gas.


Proprio di recente è stato pubblicato il rapporto «Energy (R)evolution 2010», redatto da trenta scienziati e ingegneri dell’Istituto di termodinamica tecnica del Centro Tedesco Aerospaziale (DLR) e di università e aziende energetiche di altri Paesi. Secondo costoro, entro il 2050 le quote mondiali possibili sono del 95% di energie rinnovabili (cioè solari, eoliche, idroelettriche, geotermiche) per l’energia elettrica, del 91% di energie rinnovabili per l’energia termica e dell’80% per la riduzione delle emissioni di CO2;
l’uso del carbone andrebbe quasi abbandonato nei prossimi decenni e la vita media delle centrali a carbone accorciata da 40 a 20 anni.
Svezia e Islanda programmano prima del 2050 un abbandono di gran parte dei combustibili fossili; la Gran Bretagna ha deciso una riduzione delle emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050......


Marco Morosini
Leggi l'articolo integrale su L'Avvenire
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Tratto daUnoNotizie

CIVITAVECCHIA, OSSERVATORIO AMBIENTALE ALTO LAZIO, SINDACO CERVETERI GINO CIOGLI ACCUSA :Civitavecchia sta con Enel, non con la gente

Ultime notizie Lazio, Cerveteri - “Se tre indizi fanno una prova, ebbene ora abbiamo la certezza che il sindaco di Civitavecchia è schierato dalla parte dell’Enel e non con i cittadini dell’alto Lazio”. Il sindaco Gino Ciogli ha così inteso stigmatizzare il comportamento delle amministrazioni di Civitavecchia, Allumiere e Tarquinia che, in occasione della riunione per l'Osservatorio Ambientale hanno dichiarato la non legittimità di questo organo regionale che ha il delicato compito di monitorare il tasso di inquinamento della centrale di Torre Valdaliga nord.
“E’ paradossale – ha proseguito il sindaco Ciogli – che il sindaco di Civitavecchia, oltre a difendere spudoratamente l’Enel, contesti apertamente la presenza dei comuni di Cerveteri e Ladispoli nell'Osservatorio Ambientale.
Insieme al sindaco Paliotta, abbiamo il sacrosanto diritto di tutelare la salute della popolazione del nostro litorale, così come Cerveteri e Ladispoli hanno fatto a suo tempo scagliandosi contro la trasformazione a carbone della centrale di Civitavecchia. Noi non ci siamo venduti per un piatto di lenticchie, sia pure d’oro, nè abbiamo partecipato alla spartizione della torta per essere accomodanti con l’Enel.
Preferiamo non avere sponsorizzazioni per gli spettacoli estivi, nè contributo al bilancio comunale.Proseguiremo la nostra battaglia per evidenziare i danni del carbone all’ambiente ed alla salute dei cittadini dell’alto Lazio
.Anche nell'Osservatorio Ambientale dove faremo sentire la nostra voce. Lo sappia sin da subito il sindaco di Civitavecchia”.
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AMBIENTE: TARANTO ,AZIENDE DOVRANNO INSTALLARE RETE CENTRALINE DI MONITORAGGIO


Adnkronos- ''La Regione - spiega un comunicato - ha imposto te

mpi stringenti a queste societa' (15 giorni ndr) e, ad

ogni modo, se le aziende non dovessero tempestivamente farsi carico di questo onere, saranno la Regione e l'Arpa a provvedere in tal senso, impegnandosi a proporre all'Autorita' Giudiziaria di intervenire nei confronti di quelle sorgenti che i monitoraggi individueranno quali responsabili delle elevate concentrazioni di sostanze inquinanti''.

Le misure individuate dal Tavolo, sia per il monitoraggio che per gli interventi da effettuarsi, saranno anche inserite nelle Autorizzazioni Integrate Ambientali, gia' rilasciate o in via di rilascio da parte della Regione o del Ministero dell'Ambiente.

Il Tavolo sara' riconvocato per la seconda meta' del mese di luglio, quando saranno anche disponibili i dati riguardanti la concentrazione di benzo(a)pirene nell'aria, relativi al primo semestre del 2010, e potra' essere verificata l'efficacia delle Bat (le migliori tecnologie disponibili) adottate dall'Ilva negli ultimi mesi del 2009 e nel 2010.

19 maggio 2010

CIVITAVECCHIA, CENTRALE A CARBONE ENEL : un vero Osservatorio Ambientale per controllare il comprensorio / Taranto:il Comune fa causa alle industrie

Tratto da Unonotizie CIVITAVECCHIA, CENTRALE A CARBONE ENEL TORREVALDALIGA NORD / finalmente un vero Osservatorio Ambientale per controllare il comprensorio

Civitavecchia, un osservatorio ambientale per tutelare ambiente e salute dalla centrale a carbone Enel di Torrevaldaliga Nord - Con Determinazione della Regione Lazio B1757 del 25.03.2010 è stato istituito l’Osservatorio Ambientale previsto quale prescrizione nel decreto V.I.A. n°680/2003 relativo alla centrale a carbone di Torrevaldaliga nord. La Regione Lazio, inoltre, ha proceduto nella nomina dei componenti dell’osservatorio che sarà attivato entro il mese di Maggio 2010 ed avrà lo scopo di analizzare lo stato ambientale del comprensorio attraverso l’analisi dei livelli complessivi degli inquinanti dell’area provocato dalle diverse fonti e studiarne le ricadute sulle popolazione; monitorare i parametri di qualità dell’ambiente derivanti dall’esercizio della centrale; gestire gli eventuali fenomeni di criticità ambientale derivanti dall’esercizio della centrale; ricercare soluzioni tecnologiche per l’ulteriore abbattimento degli inquinanti ed infine, ma non per importanza, informare i cittadini sui risultati degli studi e delle misure effettuate.
Un risultato non scontato, ottenuto grazie alla costante azione portata avanti sin dal 2008 dalla Procura di Civitavecchia, che vogliamo ringraziare pubblicamente, e che non solo rende merito alle tante delle denunce dei comitati,
ma soprattutto rende palese ancora di più, semmai ce ne fosse bisogno, l’illegittimità del Consorzio per la gestione dell’Osservatorio istituito dai Sindaci del comprensorio, su spinta del Sindaco Moscherini, nel 2009.
Apprezziamo particolarmente che sia stato sottolineato che il funzionamento dell’Osservatorio debba avvenire senza fondi ENEL, che la partecipazione dei rappresentanti delle varie istituzioni sarà a carico di quest’ultime, al fine di evitare che i fondi erogati dal controllato, ovvero l’ENEL, possano influenzare i controllori e che a tal fine ci sono già fondi a disposizione presso il Ministero dell’Ambiente....

Nell’auspicare che l’istituzione dell’Osservatorio comporti finalmente l’avvio di concreti e stringenti controlli sugli effetti ambientali e sanitari della centrale, come da anni i comitati stanno chiedendo, ci auguriamo che l’azione della Procura prosegua anche nel verificare l’ottemperanza concreta delle tante altre prescrizioni inevase dall’ENEL, una per tutte l’interramento degli elettrodotti e la realizzazione del cosiddetto “Parco dei Serbatori”, ovvero il bosco di 40 ettari che dovrebbe sorgere in aree limitrofe alla centrale.
I cittadini continueranno nella loro azione di denuncia delle tante carenze ed omissioni amministrative ed autorizzative e chiederanno ai competenti organi di controllo, quali ad esempio la Corte dei Conti, di verificare la correttezza delle modalità e finalità di utilizzo dei fondi ENEL destinati all’Osservatorio.
E questa volta i Sindaci, loro malgrado, dovranno fornire risposte convincenti!
Leggi l'articolo integrale
nocoketarquinia@yahoo.it noalcarbone@gmail.com
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Tratto da Il Corriere del mezzogiorno.it


Inquinamento, voto unanime: il Comune fa causa alle industrie

Chiederà il risarcimento per danni ambientali. Decisione del Consiglio: «L'Ilva non ha rispettato gli impegni»

TARANTO - Il Comune di Taranto brucia i tempi e passa direttamente alla richiesta di risarcimento danni all’Ilva. La strategia annunciata appena dieci giorni fa dal sindaco Ezio Stefàno è cambiata. Non più un esposto alla procura per avviare l’indagine e identificare gli inquinatori ai quali poi indirizzare la richiesta di indennizzo, ma azione diretta contro Emilio Riva.Nell’ottobre del 2005 fu condannato in Cassazione con sentenza definitiva perché riconosciuto colpevole di «getto pericoloso di cose e imbrattamento». La magistratura, quindi, un inquinatore l’ha già identificato e sanzionato. La svolta s’è avuta avant’ieri sera, alla vigilia del consiglio comunale chiamato a decidere sull’azione contro Ilva, quando l’ufficio legale del Comune ha informato il sindaco di aver predisposto «gli atti finalizzati all’azione di risarcimento del danno correlati alla sentenza della corte di cassazione». Ieri mattina, nell’aula del Consiglio, Stefàno ha annunciato questa iniziativa e l’ordine del giorno presentato dal consigliere Mario Laruccia (Riformisti) proprio per sollecitare l’assemblea a chiedere a Riva l’indennizzo è subito apparso superfluo e superato dall’iniziativa legale dell’amministrazione....

I professori Uricchio e Triggiani e il giudice Acquaviva hanno dichiarato «ammissibile nella sua interezza il quesito numero tre, cioè la richiesta di risarcimento dei danni per inquinamento ambientale. Trova fondamento oltre che sull’articolo 2043 del codice civile anche nelle specifiche previsioni normative contenute nell’articolo 18 della legge 249 del 1986 che legittimano all’azione risarcitoria per danno ambientale anche gli enti territoriali sui quali incidono i beni oggetto del fatto lesivo».

Al termine del dibattito il consiglio all’unanimità ha approvato un documento che «impegna l’amministrazione ad iniziare entro i termini di prescrizione l’azione civile tesa ad ottenere il risarcimento del danno patrimoniale da parte dell’Ilva, quanto meno sotto l’aspetto della violazione degli obblighi assunti nei confronti del Comune di Taranto con gli atti d’intesa sottoscritti, e comunque ad iniziare entro dieci giorni da oggi (ieri, ndr) un atto interruttivo dei termini di prescrizione».L’amministrazione comunale, quindi, lega l’azione risarcitoria al mancato rispetto degli atti d’intesa da parte dell’Ilva... E’ prevalsa la tesi che sostiene: è vero, il Comune ritirò la costituzione di parte civile nel processo ma solo perché l’Ilva garantì che avrebbe attuato le migliori tecnologie possibili per abbattere l’inquinamento.

Poiché non lo ha fatto adesso i tarantini chiedono un indennizzo.

Cesare Bechis
19 maggio 2010