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12 aprile 2018

12 Aprile 2018 :Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo







Tratto da Il Fatto Quotidiano 
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del consiglio d’amministrazione, andranno a processo. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale. La procura ha indagato anche su 427 morti‘anomale’ verificatesi tra il 2000 e il 2007. Mentre, secondo perizie in mano ai pm, tra il 2005 e il 2012 sono stati 2097 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.

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Tratto da Ansa 
 © ANSA

Tirreno Power, a processo 26 dirigenti

Per disastro ambientale e sanitario dopo indagine su 427 morti

Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo alla centrale di Vado Ligure vedrà come parti civili 6 associazioni ambientaliste e il ministero dell'Ambiente e inizierà l'11 dicembre. Sono stati rinviati a giudizio tra gli altri Giovanni Gosio, direttore generale di Tirreno Power dal 2003 al 2014 e Massimo Orlandi presidente del Cda in diversi periodi. A giudizio numerosi consiglieri di amministrazione e direttori di dipartimento e manager fino al 2014. I pm avevano chiesto l' archiviazione per altri 14 dirigenti. L'inchiesta era finita a giugno 2015 con 86 indagati, tra i quali l'ex presidente della Regione Burlando e la sua giunta. La posizione di tutti i politici era stata archiviata. L'indagine su 427 morti 'anomale' era culminata nel sequestro della centrale, l'11 marzo del 2014.
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Tratto da Rainews
Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo -

Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario).

.....La procura ha indagato su 427 morti definite 'anomale' tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie. Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario). Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell' azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. -

Leggi tutto qui
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Tratto da La Repubblica  

Tirreno Power, in 26 rinviati a giudizio


Coinvolti manager ed ex mamager accusati di disastro ambientale e sanitario colposo


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno 
processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi.

Il processo alla centrale, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste - Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana - e il Ministero dell'Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

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Leggi su Il Messaggero 

Tirreno Power, processo per 26, accusati di disastro ambientale e sanitario colposi

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Dalla prima pagina di Savona de La Stampa oggi in edicola  


da pag 10 de Il Secolo XIX


Da pag 17  de Il Secolo XIX edizione di Savona

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Leggi su Savona News 

26 rinvii a giudizio per il "caso Tirreno Power"

L'accusa per i vari consigli di amministrazione è di disastro sanitario e ambientale colposo. 

Rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale e sanitario colposo tutti i 26 imputati del caso Tirreno Power e l’inizio del processo si svolgerà il prossimo 11 dicembre 2018.
Questa la decisione assunta questo pomeriggio dal gup Francesco Meloni dopo l’udienza svoltasi il 25 gennaio scorso, dove le associazioni ambientaliste Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana (e il Ministero dell’Ambiente), erano state ammesse quale parte civile nel processo per disastro ambientale e sanitario alla centrale vadese. .....Leggi tutto qui  



            


06 ottobre 2015

Iniziano gli interrogatori Tirreno Power, Monica Giuliano apre le fila......

Tratto da Savona News

Iniziano gli interrogatori Tirreno Power, Monica Giuliano apre le fila: sarà ascoltata giovedì in procura.

Il primo cittadino di Vado dovrà rispondere di abuso d'ufficio. A seguirla sarà l'ex sindaco, Attilio Caviglia che sarà ascoltato il prossimo 12 ottobre per l’accusa di disastro colposo aggravato.


Monica Giuliano sarà la prima ad essere interrogata sul caso Tirreno Power dopo la chiusura delle indagini. Il sindaco di Vado Ligure sarà ascoltata dai magistrati Vincenzo Carusi e Daniela Pischetola il giorno 8 ottobre. Avranno inizio proprio giovedì gli interrogatori per gli 86 indagati dell’inchiesta sulla centrale termoelettrica di Vado - Quiliano, fino a venerdì 30 ottobre.
Gli iscritti nel registro degli indagati dovranno rispondere a vario titolo ed in concorso, dei reati di disastro ambientale colposo, disastro sanitario colposo, abuso d’ufficio, disastro colposo e omicidio colposo plurimo.
 Tra loro dirigenti dell’azienda ed esponenti politici dei comuni di Vado Ligure, Quiliano, Provincia di Savona e Regione Liguria (vedi elenco completo degli indagati).
Monica Giuliano giovedì dovrà rispondere di abuso d'ufficio. A seguirla sarà l'ex primo cittadino di Vado Ligure, Attilio Caviglia che sarà ascoltato il prossimo 12 ottobre in procura per l’accusa di disastro colposo aggravato. 
Gli interrogatori proseguiranno il 21 ottobre, invece saranno invece ascoltati da novembre la responsabile del Dipartimento Ambiente della Regione, Gabriella Minervini, l’ex sindaco di Quiliano, Nicola Isetta, l’ex primo cittadino di Vado Ligure, Carlo Giacobbe e Lorena Rambaudi, ex assessore della giunta Burlando in Regione: per le richieste dei legali di memorie difensive, i loro interrogatori sono stati posticipati a novembre. Infatti mentre Nicola Isetta e Carlo Giacobbe dovranno rispondere dei reati presunti di omicidio colposo plurimo e disastro colposo aggravato, per Gabriella Minervini si parla di omicidio colposo plurimo e abuso d’ufficio. Infine per l’esponente del PD Lorena Rambaudi il reato contestato è di abuso d’ufficio.

23 maggio 2012

Esposto a Taranto:“La Procura indaghi l’Ilva per omicidio”

Tratto da Il Corriere del giorno

“La Procura indaghi l’Ilva per omicidio”

La Procura indaghi l’Ilva anche per omicidio volontario e lesioni aggravate. E’ questa la richiesta contenuta nell’esposto presentato dal leader dei Verdi Angelo Bonelli. L’esposto di Bonelli riprende contenuti e conclusioni delle due  maxi-perizie disposte dal gip Patrizia Todisco. «Documenti – ha spiegato Alessandro Marescotti – che consegnano una dimensione ed una gravità del problema inquinamento, che nemmeno noi immaginavamo,  che ci lascia sorpresi e sgomenti».
Proprio l’indagine epidemiologica della Procura evidenza in modo preciso – hanno ribadito gli ambientalisti nella conferenza stampa svoltasi ieri – come “nei 13 anni di osservazione sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali, 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero, 247 eventi coronarici con ricovero, 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie”. «Di fronte a questi numeri – ha continuato Bonelli – il reato di disastro ambientale colposo non può non essere allargato a quello di omicidio volontario con dolo diretto (art. 575 C.P.) e lesioni gravissime (artt. 582 e 583 comma 2 C.P.)».
Un tentativo di pressing sulla magistratura? «Assolutamente no – è stata la risposta del leader dei Verdi – esercitiamo una funzione civica come cittadini che mettono in evidenza un disagio di cui soffre la comunità». «E probabilmente – ha proseguito Fabio Matacchiera – la Procura sta già svolgendo le sue valutazioni: a mio avviso ci sono le condizioni per assumere un provvedimento di sequestro degli impianti».
D’altro canto, a giudizio di Aria pulita e delle altre liste collegate, «è evidente che l’Ilva non intende diminuire gli attuali livelli di inquinamento. Ha fatto ricorso al Tar contro la vecchia Aia ritenendola restrittiva e farà altrettanto per bloccare il processo di revisione avviato dal Governo».
Una questione che pesa come un macigno e non solo metaforicamente. Sommando tutte le emissioni dell’Ilva riportate nella maxi perizia, ad ogni tarantino spettano 210 kg di inquinanti all’anno.
«Un fenomeno – insiste Bonelli – che non riguarda solo il passato come qualche candidato sindaco ha detto in campagna elettorale. Secondo i periti della Procura, infatti, l’inquinamento ha causato e causa malattie e morti e non risparmia i bambini».  Quegli stessi bambini del rione Tamburi che «non possono giocare – ha aggiunto Marescotti – perchè le aiuole sono inquinante come da ordinanza dello stesso sindaco che, però, non ha  fatto affiggere nemmeno un cartello di divieto».
Non c’è solo la denuncia nell’attività degli ambientalisti che in Consiglio comunale costituiranno un gruppo unico e daranno vita ad un movimento che avrà una sede ed una struttura ben definita.  «Dopo il ballottaggio – ha annunciato Bonelli – ci occuperemmo della determinazione del danno ambientale che paradossalmente nessun ente locale ha effettuato nella città più inquinata d’Europa. Inoltre, stiamo organizzando un evento internazionale con gli ecologisti europei sulla riconversione industriale. Il nostro obiettivo è portare a Taranto il commissario all’Ambiente dell’Unione europea».
Una riflessione finale sulla crisi dell’acciaio. «Purtroppo il mercato ci sta dando ragione – ha concluso il presidente dei Verdi – Cina, India e ora anche la Turchia producono in assenza di regole per l’ambiente e con un costo del lavoro notevolmente inferiore. L’impianto di Taranto è vecchio per cui, il combinato di questi due elementi, potrebbe indurre il management Ilva a delocalizzare la produzione e la città sarebbe danneggiata e beffata con buona pace di quei sindacalisti e di quei partiti per i quali questo è il futuro di Taranto».