COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Procura della Repubblica di Savona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Procura della Repubblica di Savona. Mostra tutti i post

12 aprile 2018

12 Aprile 2018 :Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo







Tratto da Il Fatto Quotidiano 
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del consiglio d’amministrazione, andranno a processo. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale. La procura ha indagato anche su 427 morti‘anomale’ verificatesi tra il 2000 e il 2007. Mentre, secondo perizie in mano ai pm, tra il 2005 e il 2012 sono stati 2097 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.

                               ______________________
Tratto da Ansa 
 © ANSA

Tirreno Power, a processo 26 dirigenti

Per disastro ambientale e sanitario dopo indagine su 427 morti

Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo alla centrale di Vado Ligure vedrà come parti civili 6 associazioni ambientaliste e il ministero dell'Ambiente e inizierà l'11 dicembre. Sono stati rinviati a giudizio tra gli altri Giovanni Gosio, direttore generale di Tirreno Power dal 2003 al 2014 e Massimo Orlandi presidente del Cda in diversi periodi. A giudizio numerosi consiglieri di amministrazione e direttori di dipartimento e manager fino al 2014. I pm avevano chiesto l' archiviazione per altri 14 dirigenti. L'inchiesta era finita a giugno 2015 con 86 indagati, tra i quali l'ex presidente della Regione Burlando e la sua giunta. La posizione di tutti i politici era stata archiviata. L'indagine su 427 morti 'anomale' era culminata nel sequestro della centrale, l'11 marzo del 2014.
                    _________________________
Tratto da Rainews
Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo -

Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario).

.....La procura ha indagato su 427 morti definite 'anomale' tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie. Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario). Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell' azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. -

Leggi tutto qui
                              ____________________________________

Tratto da La Repubblica  

Tirreno Power, in 26 rinviati a giudizio


Coinvolti manager ed ex mamager accusati di disastro ambientale e sanitario colposo


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno 
processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi.

Il processo alla centrale, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste - Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana - e il Ministero dell'Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

             ____________________
Leggi su Il Messaggero 

Tirreno Power, processo per 26, accusati di disastro ambientale e sanitario colposi

                                         __________________________
Dalla prima pagina di Savona de La Stampa oggi in edicola  


da pag 10 de Il Secolo XIX


Da pag 17  de Il Secolo XIX edizione di Savona

                               ___________________
Leggi su Savona News 

26 rinvii a giudizio per il "caso Tirreno Power"

L'accusa per i vari consigli di amministrazione è di disastro sanitario e ambientale colposo. 

Rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale e sanitario colposo tutti i 26 imputati del caso Tirreno Power e l’inizio del processo si svolgerà il prossimo 11 dicembre 2018.
Questa la decisione assunta questo pomeriggio dal gup Francesco Meloni dopo l’udienza svoltasi il 25 gennaio scorso, dove le associazioni ambientaliste Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana (e il Ministero dell’Ambiente), erano state ammesse quale parte civile nel processo per disastro ambientale e sanitario alla centrale vadese. .....Leggi tutto qui  



            


07 gennaio 2015

Tirreno Power dalla Casa della Legalità: "Denuncia in arrivo per la Regione Liguria".

Tratto da Savona News
Tirreno Power, Casa Legalità: "Denuncia in arrivo per la Regione Liguria".

L'associazione presenterà alla Procura della Repubblica di Savona una denuncia contro il Presidente della Regione Burlando e l’Assessore alla Sviluppo economico Guccinelli

La Casa della Legalità nei prossimi giorni presenterà alla Procura della Repubblica di Savona una denuncia contro l’Assessore alla Sviluppo economico della regione Liguria Renzo Guccinelli, oltre che nei confronti del Presidente della Regione, Claudio Burlando, in merito alla questione della centrale termoelettrica di Vado Ligure Tirreno Power.
"In particolare l’assessore Guccinelli - spiega in una nota la Casa della Legalità - a nome della Regione Liguria, il giorno 5 dicembre a Genova ha portato all'approvazione della Giunta il nuovo “PEARL” (Piano regionale energetico ambientale della Liguria) che mira espressamente alla riduzione "dell'inquinamento" e "dell'effetto serra", e dove si segnalano espressamente i devastanti effetti delle centrali a carbone presenti in Liguria, imputate nello stesso documento della Regione Liguria, come principale maggiore fonte di inquinamento della Liguria".
"Lo stesso assessore Guccinelli - continua - sempre a nome della Regione Liguria, il giorno prima, il 4 dicembre, ha invece partecipato alla Conferenza dei servizi a Roma sul rinnovo anticipato dell’AIA per la centrale Tirreno Power, ed è stato l’unico soggetto che ha votato contro i vincolanti livelli di inquinanti di emissione definiti e autorizzati nel documento PIC dalla Commissione tecnica IPPC del Ministero dell’Ambiente, valori più rigorosi di quelli prospettati dall’azienda e così definiti espressamente per tutelare la salute della popolazione e ridurre l'inquinamento del territorio".

"Appare evidente il gravissimo atteggiamento dell’Assessore Guccinelli e del Presidente della Giunta Regionale Claudio Burlando, i quali (come si evince dal suddetto Piano energetico – redatto da loro! - e dagli atti della Procura di Savona, in particolare dalla perizia sanitaria commissionata dai magistrati e in possesso della Giunta regionale) sono pienamente consapevoli e a conoscenza del quadro devastante di inquinamento derivante da detta centrale (le tabelle ,tratte da Ninin,che gli stessi riportano nel PEARL sono inequivocabili)".


"In aggiunta, il Piano energetico definisce la situazione di Tirreno Power, ma sorvola completamente ......  sul sequestro della Centrale ad opera del GIP e di quanto emerso dall'indagine della Procura di Savona - prosegue 

 In queste settimane è altresì apparso evidente il tentativo dell’Assessore Guccinelli e del Presidente della Giunta Regionale Claudio Burlando di sostenere le tesi dell’azienda (i cui dirigenti sono indagati dalla Procura di Savona per “disastro ambientale doloso”....        Continua a leggere su Savona news

DAL NOSTRO  GRANDE ARCHIVIO....... 

Comunicato di Uniti per la salute:
CHI CI GOVERNA SI PUO’ PERMETTERE DI IGNORARE LA SALUTE DEI CITTADINI?

Lunedì 14 marzo la giunta Regionale deciderà la posizione della Regione Liguria per la Conferenza dei Servizi di Roma sul potenziamento a carbone della Centrale di Vado –Quiliano.
Invitiamo i cittadini e soprattutto chi ha la grande responsabilità di decidere per il futuro del territorio savonese a leggere o rileggere attentamente quanto segue e quindi a non sottovalutare o ignorare:

1) L’ordine dei Medici della provincia di Savona che in un documento del 3 dicembre 2010 dichiara “nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari”.

2)L’ IST che dichiara”Nella relazione presentata da Tireno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento. In sintesi: -errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie - sottostima delle emissioni di gas serra-sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori- errori metodologici sull’impatto sanitario

3)Il Ministero della Salute - Istituto Superiore di Sanità che in sede della conferenza dei servizi rimarca come i decreti rilasciati “non abbiano sufficiente evidenza della problematica relativa ai c.d. microinquinanti classici derivanti dalla combustione del carbone, tra cui PCB, i metalli pesanti, l’arsenico, ecc. ecc.. , … e “l’importanza di considerare il deposito al suolo di tali sostanze “


03 novembre 2014

Tirreno Power,interrogato il direttore generale come persona informata sui fatti......

Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola

Tratto da La Stampa

Tirreno Power, interrogato Salvi

Il direttore generale questa mattina è stato sentito come «persona informata sui fatti» dal procuratore della Repubblica Francantonio Granero
Prosegue l’attività investigativa nell’ambito dell’inchiesta sulla centrale di Vado. Questa mattina in Procura è stato interrogato come “persona informata sui fatti” il direttore generale di Tirreno Power Massimiliano Salvi. Un’audizione, avvenuta nell’ufficio del Procuratore Francantonio Granero (alla presenza dei militari del Noe e della Guardia di Finanza), che si è protratta per quasi due ore e mezza. 
Sui contenuti dell’interrogatorio nulla trapela dal sesto piano di palazzo di giustizia, ma è probabile che il dirigente di Tirreno Power abbia risposto a domande inerenti agli ultimi sviluppi della vicenda (in particolare la richiesta della nuova Aia e le delibere pro centrale degli enti locali). Salvi, che ha assunto l’incarico di direttore generale un mese prima del sequestro, non risulta infatti coinvolto nell’inchiesta sul disastro ambientale per la quale sono indagati altri dirigenti dell’azienda del settore energetico. 
Quello di Salvi è soltanto l’ultimo interrogatorio «eccellente» delle ultime settimane: prima di lui davanti ai magistrati savonesi erano comparsi anche il direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini, il direttore della struttura complessa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl 2 savonese Maria Paola Briata e i sindaci di Vado e Quiliano, Monica Giuliano e Alberto Ferrando 
____________________

Tratto da Il Secolo XIX

Tirreno Power, ascoltato il direttore generale

Savona - Nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale relativa alla centrale di Vado Ligure è stato ascoltato stamane in procura per oltre due ore Massimiliano Salvi, direttore generale di Tirreno Power come persona informata sui fatti.
Continua a leggere su  Il Secolo XIX

09 maggio 2014

Fumi di ciminiere e fumus commissi delicti: l' 11 mazo 2014 sequestrati gli impianti Tirreno Power.

Tratto da Diritto Contemporaneo
Fumi di ciminiere e fumus commissi delicti: sequestrati gli impianti Tirreno Power per disastro “sanitario” e ambientale.
8 Maggio 2014
Trib. Savona, dec. 11.3.2014, Giud. Giorgi
[Stefano Zirulia]


1. «Tirreno Power, nesso tra decessi ed emissioni. Produzione riparte se interventi adeguati». Titolava così la sezione genovese di Repubblica.itl'11 marzo scorso, giorno in cui il GIP di Savona ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di sottoporre a sequestro preventivo la centrale termoelettrica Tirreno Power, con un provvedimento che ora mettiamo a disposizione dei nostri lettori (clicca qui per scaricare il decreto del GIP di Savona), evidenziandone i passaggi che appaiono più importanti e che aggiungono nuovi tasselli al dibattito sull'imputazione dei disastri ambientali, attualmente già molto caldo con riferimento alle vicende dell'ILVA di Taranto e della Eternit (in merito alle quali, v. i numerosi contributi pubblicati in questa Rivista e indicati nella colonna di destra). Sin da subito segnaliamo che nel procedimento cautelare savonese vi è stata, da parte dei legali degli imputati, rinuncia al riesame.

2. Chiunque abbia percorso in auto la A10 Genova-Ventimiglia avrà sicuramente notato, all'altezza di Savona, le due altissime ciminiere a strisce rosse e bianche che si stagliano sullo sfondo azzurro del mare. Sono i camini che convogliano in atmosfera i fumi dei combustibili coi quali quali è alimentata la Tirreno Power, grande impianto industriale per la produzione di energia elettrica collocato nei comuni di Vado Ligure e Quiliano. Stando ad una consulenza epidemiologica disposta dalla Procura di Savona nel 2011 e dettagliatamente descritta dal decreto qui in esame, i fumi della combustione del carbone avrebbero provocato, tra il 2000 ed il 2010,oltre 2000 ricoveri e oltre 300 morti per patologie respiratorie e cardiache nella popolazione residente nei ventitré comuni limitrofi agli stabilimenti, nonché un numero di ricoveri e di decessi proporzionalmente equivalente dal 2011 in poi. Le stesse emissioni avrebbero altresì cagionato - secondo una consulenza ambientale parimenti disposta dalla Procura ligure - un grave danno ambientale in termini di inquinamento atmosferico dell'intera zona.

3. È sulla base di questi dati che è stata formalizzata l'imputazione per concorso in disastro innominato doloso (artt. 110, 434 co. 1 e 2 c.p.) a carico di cinque responsabili della direzione e della gestione della società Tirreno Power s.p.a. (già Interpower s.p.a.). Inoltre, nei confronti di due soltanto di loro, è stato altresì contestato il concorso nella contravvenzione di cui all'art. 29 quattuordecies co. 2 del D.Lgs. 152/2006 (cd. Codice dell'ambiente), che punisce - o meglio, puniva, considerando che è stata nel frattempo depenalizzata dall'art. 7 co. 13 del D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 46 (clicca qui per leggere il nuovo art. 29 quattuordecies co. 2, in vigore dall'11 aprile 2014) - l'esercizio di impianti industriali in violazione delle prescrizioni contenute nell'Autorizzazione Integrata Ambientale.
 

4. Nel disporre il sequestro preventivo degli impianti a carbone, il GIP ha anzitutto ravvisato il fumus di un disastro sia ambientale che sanitario, causalmente riferibile alla gestione della centrale da parte degli imputati ed a suo avviso riconducibile alla fattispecie d'evento di cui all'art. 434 co. 2 c.p. L'evento-disastro è stato identificato, da un lato, con l'inquinamento derivante dalla immissione di fumi nocivi nell'aria, dunque sulla base di un'accezione di disastro ambientale ormai consolidata in giurisprudenza, che ruota attorno al duplice asse dell'immutatio loci e del conseguente pericolo per la pubblica incolumità; dall'altro lato - e qui sta la novità racchiusa nel concetto di disastro sanitario - con l'aumento di incidenza delle patologie respiratorie e cardiache, talvolta letali, registrato nella popolazione residente attorno agli stabilimenti. Su questo secondo punto è bene soffermarsi un poco più da vicino.

5. La citata consulenza ambientale disposta dalla procura ligure nel 2011 è servita a mettere in luce non solo la situazione complessiva di grave inquinamento dell'aria nel savonese, ma anche, analiticamente, i singoli livelli di inquinamento presenti nelle diverse zone che circondano l'impianto Tirreno Power. Ciò ha consentito di assegnare agli abitanti un livello di esposizione all'inquinamento basso, medio o alto, in proporzione al grado di ricaduta degli inquinanti nella loro zona di residenza. La consulenza ambientale, a questo punto, si è saldata con quella epidemiologica. Quest'ultima ha preso in considerazione una base di studio di 156.745 mila persone, tutte quante esposte alle emissioni di Tirreno Power, ed ha messo a confronto, in ciascuna delle aree mappate dalla consulenza ambientale, il numero dei soggetti sani con il numero dei soggetti affetti da determinate malattie cardio-respiratorie, selezionate tra quelle che la letteratura scientifica ricollega eziologicamente all'esposizione ai fumi di carbone. La conclusione di questa indagine epidemiologica, che rientra nel genus degli studi caso-controllo, è stata univoca: all'aumentare del livello di esposizione ai fumi di carbone emessi della Tirreno Power corrisponde una proporzionale crescita dell'incidenza delle malattie cardio-respiratorie tipicamente correlate a quel tipo di inquinamento, nonché dei decessi da queste derivanti. Ad avviso del GIP «tale dato va quindi considerato quale prova di verificazione dell'evento per il passato, e contestualmente, del pericolo attuale per la pubblica incolumità, ove considerato prospetticamente, in ordine all'incremento delle patologie che si determinerebbero in futuro in correlazione alla prosecuzione dell'attività della centrale al medesimo regime di esercizio» (p. 18). Duplice, dunque, il ruolo probatorio assegnato alle indagini epidemiologiche: da un lato quello di evidenziare,retrospettivamente, un effettivo danno alla salute per la popolazione; dall'altro lato quello di fornire la base scientifica per affermare anche la probabile verificazione di un danno futuro, ossia un pericolo attuale per la pubblica incolumità.

6. Con specifico riferimento al danno alla salute, il GIP evidenzia inoltre come il compendio probatorio offerto dalla descritta consulenza epidemiologica rientri nei canoni prescritti dalla sentenza Franzese. Non solo - si legge infatti nel decreto - gli esperti hanno preso in considerazione patologie che la letteratura scientifica ricollega già pacificamente all'esposizione ai fumi di combustione del carbone, e dunque hanno ab origine collocato le loro osservazioni nel solco di una valida legge scientifica di copertura; ma gli stessi esperti - prosegue il giudice - hanno altresì escluso, attraverso un'indagine svolta in concreto sulla popolazione residente in quei comuni, che l'aumento dell'incidenza di quelle patologie fosse dovuto ad altri possibili fattori in grado di cagionarle, quali il fumo di tabacco, le esposizioni lavorative e le abitudini alimentari (per ulteriori dettagli, v. p. 16 del provvedimento di sequestro). Quest'ultima operazione, che in epidemiologia si chiama esclusione dei fattori di confusione, è stata valorizzata dal GIP savonese sub specie di esclusione dei decorsi causali alternativi rispetto all'evento di disastro sanitario, ossia come strumento euristico per passare dalla probabilità frequentista alla probabilità logica.

7. Il decreto di sequestro preventivo ricostruisce poi analiticamente, e con dovizia di dettagli tecnici sui quali non è possibile in questa sede soffermarsi (v. pp. 20-33), le modalità di gestione dell'impianto da parte degli imputati. Vengono in sostanza identificati due diversi periodi, il cui spartiacque è rappresentato dal rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale nei confronti di Tirreno Power, avvenuto nel 2012. L'AIA, come è noto, è il provvedimento che autorizza l'esercizio degli impianti inquinanti alle condizioni fissate nel 2006 dal Codice dell'ambiente, il quale a sua volta ha recepito sul punto le Best Available Techniques (BAT) di matrice europea. Nel caso in esame, l'istanza per ottenere l'AIA era stata tempestivamente proposta dai dirigenti della Tirreno Power nel 2007, ma, a causa di quello che il GIP definisce un «abnorme ritardo» nella definizione del procedimento amministrativo, il provvedimento autorizzativo è stato emanato dopo cinque anni, anziché entro i centocinquanta giorni previsti dalla legge.

8. Fino al 2012, in mancanza dell'AIA, la Tirreno Power non poteva ancora ritenersi formalmente vincolata alle BAT europee, bensì ai meno rigorosi standard previsti dai provvedimenti autorizzativi adottati sulla base della normativa precedente al Codice dell'ambiente. Sicché - osserva il GIP - i dati sulle emissioni forniti dagli imputati con riferimento a tale periodo, nonostante risultino superiori a limiti fissati dalle BAT europee - devono considerarsi formalmente leciti. Vanno tuttavia considerate - prosegue sul punto il decreto - sia «la lacunosità di tali dati», sia la circostanza che essi siano stati raccolti dal gestore «in assoluta autonomia e nella totale carenza di controlli da parte delle autorità preposte», in violazione delle prescrizioni già all'epoca vigenti e con evidenti ripercussioni quanto alla loro attendibilità. Il decreto di sequestro ravvisa poi ulteriori profili di illiceità nella gestione dell'impianto, tra cui la mancata copertura del parco carbone, già all'epoca suggerita dai competenti organi regionali quale unica misura adatta all'immediato abbattimento delle emissioni. «In definitiva - conclude il GIP - seppure non sia possibile affermare che il gestore abbia violato i valori limite di emissione previsti dalla legge, va tuttavia rilevato che l'esercizio della centrale è stato caratterizzato da una sistematica violazione delle prescrizioni imposte nei provvedimenti autorizzativi sotto gli ulteriori aspetti e dall'adozione di inadeguate soluzioni tecniche in merito al contenimento delle emissioni diffuse. Tale condotta, per quanto sin qui ampiamente argomentato, è certamente correlata causalmente al danno ambientale e sanitario evidenziato ed al pericolo per la pubblica incolumità».

9. Passando al periodo dal 2012 in poi, il GIP rileva la violazione delle condizioni di esercizio dell'impianto espressamente dettate nell'AIA nel frattempo rilasciata, integrante il fumus della contravvenzione - ora, come già ricordato, illecito amministrativo - di cui all'art. 29quattuordecies del Codice dell'ambiente (pp. 41-43). Il decreto descrive dettagliatamente molteplici profili di violazione dell'autorizzazione integrata, tanto sotto il profilo dell'omesso adeguamento degli impianti alle più moderne misure di sicurezza espressamente indicate nel provvedimento amministrativo, tanto sul versante del superamento delle emissioni inquinanti consentite.

10. Tornando al disastro, e passando al relativo elemento soggettivo(pp. 33-41), il provvedimento in esame ricorda anzitutto come, ai fini del sequestro, sia indifferente stabilire il titolo della responsabilità, potendo essa alternativamente consistere nel dolo, come ipotizzato dal PM, o anche soltanto nella colpa (ex artt. 434, 449 c.p.). Tanto premesso, l'interrogativo di fondo attorno al quale ruota questa parte del provvedimento è «se sia prospettabile una responsabilità del gestore, quanto meno a titolo di colpa, nonostante il rispetto dei limiti emissivi previsti dalla legge o in via amministrativa»: come sopra evidenziato, infatti, fino al 2012 i livelli di emissione dei fumi nocivi risultavano formalmente conformi alla legge (quest'ultima da intendersi quale legge nazionale precedente al Codice dell'ambiente). Ebbene, all'esito di una sintetica ricostruzione del dibattito giurisprudenziale sviluppatosi sull'art. 674 c.p., e recentemente assestatosi nel senso che il rispetto dei limiti soglia esclude la responsabilità per tale contravvenzione, il giudice perviene ad opposte conclusioni con riferimento alla fattispecie delittuosa di cui all'art. 434 c.p.: «se il rispetto dei limiti imposti esclude la configurabilità del reato di cui all'art. 674 C.P., essendo ammissibile che il legislatore o l'autorità amministrativa imponga ex imperio una soglia di tolleranza, tale presunzione di legittimità può operare solo in relazione ad un disturbo (olfattivo o visivo) transeunte e non certo laddove si verifichi un danno alla salute integrante una lesione personale, o addirittura un decesso, ovvero una pluralità di tali eventi, rientranti nella più ampia nozione di disastro». Tanto sul presupposto che «nessun margine di tolleranza può essere contemplato, nel nostro sistema giuridico, in ordine alla causazione di lesioni, morti o di danno ambientale di dimensioni tali da integrare la nozione di disastro, attesa la posizione preminente da attribuirsi ai beni della salute e dell'ambiente rispetto a quello della libertà delle attività economiche». Quanto poi al dolo di disastro, il GIP si limita a riportare gli argomenti espressi a tal proposito dal PM - basati, in buona sostanza, sulla ricostruzione dell'elemento soggettivo di cui all'art. 434 c.p. come dolo generico e sulla ritenuta piena consapevolezza, da parte degli imputati, dei danni che la loro attività stava producendo sulle persone e sull'ambiente -, mostrando tuttavia prudenza rispetto alla loro fondatezza e comunque ribadendone l'irrilevanza ai fini del sequestro (si rinvia, sul punto, alle pp. 38-41 del decreto).

11. Sempre in merito all'elemento soggettivo "minimo" della colpa, correttamente il GIP si sofferma su un profilo essenziale del suo accertamento, vale a dire l'identificazione della condotta alternativa lecita, interrogandosi in merito a che cosa avrebbero dovuto fare i gestori di Tirreno Power nelle more dell'adozione dell'AIA. La risposta del GIP a tale quesito è lapidaria: «avrebbero dovuto autolimitare la loro attività, in via prudenziale, alle BAT», anticipando cioè l'adozione degli standard europei, formalmente imposti dall'AIA soltanto nel 2012. «Vero è che - soggiunge il decreto - il rispetto delle BAT non era previsto dalla legge quale obbligatorio, ma è altresì vero che esse costituiscono un'indicazione precisa in ordine alla condotta da tenere al fine di ridurre il danno ambientale». Del resto, precisa ulteriormente il GIP, «quanto alla doverosità giuridica della condotta alternativa del rispetto delle BAT, non sotto il profilo della specifica normativa dettata in tema di emissioni, bensì in ordine alla tutela degli ulteriori beni giuridici di rilevanza costituzionale, va rilevato che l'intera normativa ambientale si ispira, livello sia dell'Unione europea, sia interno, al cosiddetto "principio di precauzione". In particolare tale principio deve trovare applicazione in tutti i casi in cui una preliminare valutazione scientifica obiettiva indichi che vi sono ragionevoli motivi di temere che i possibili effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante di una data attività possano essere incompatibili con l'elevato livello di protezione prescelto dall'Unione europea».

12. Sul fronte del periculum in mora (pp. 43-45), infine, il GIP reputa necessario disporre il sequestro degli impianti a carbone (dunque di una parte soltanto dello stabilimento), onde evitare che la loro libera disponibilità in capo al gestore - il quale «in tutti questi anni e fino alla data odierna, ha sempre fatto quello che gli tornava più vantaggioso» - determini l'aggravamento o anche solo la protrazione del reato. 
Tuttavia, precisa in conclusione il provvedimento, «ove la Tirreno Power S.p.A. provvedesse all'installazione di un sistema di controllo adeguato, da calibrare e monitorare ad opera di uno o più tecnici nominati da questo Giudice, ai quali andrebbe anche affidato il compito di accertare, attraverso i controlli giornalieri dello SME, che i gruppi a carbone VL3 e VL4 siano gestiti in modo da mantenere le emissioni nei limiti delle MTD, potrà provvedersi al dissequestro dei detti impianti».


04 marzo 2014

Italcementi e........ le ceneri da Vado Ligure.

 Tratto da Novionline

Italcementi, le ceneri da Vado Ligure

La centrale della Tirreno Power, finita sotto inchiesta per i danni causati alla salute (secondo la Procura di Savona), citata come sito di approvvigionamento del cementificio novese. Stasera commissione consiliare in municipio.

NOVI LIGURE - Le ceneri volanti utili alla Italcementi di Novi Ligure per produrre cemento potrebbero arrivare dalla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Sv).
 Una notizia che rischia di creare non poche polemiche e apprensioni in città e nel Novese, visto quanto emerso nelle scorse settimane sul conto dell'impianto ligure, finito al centro di un'indagine della Procura della Repubblica di Savona sulle conseguenze che le emissioni avrebbero avuto sulla popolazione. Secondo i magistrati, sarebbero 400 i morti causati dalla centrale, ipotesi che dovrà essere ovviamente valutata da un giudice se si arriverà a un rinvio a giudizio.
Nelle integrazioni inviate da Italcementi a Provincia e altri enti, richieste nell'ultima conferenza dei servizi sul progetto di utilizzo delle ceneri volanti nella produzione del cemento nello stabilimento di Novi, è scritto: “Il centro di macinazione di Novi Ligure potrà ricevere ceneri volanti provenienti dalla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Sv) e da quella Eon di Fiumesanto (Ss)”.
Interpellata sulla provenienza delle ceneri nelle settimane scorse, la società non aveva voluto rispondere nel merito, limitandosi a sostenere che le ceneri sarebbero arrivate a Novi tramite “intermediari”.
Sull'argomento il Consigliere di maggioranza Franco Ciliberto (Idv) la scorsa settimana ha presentato al sindaco Lorenzo Robbiano un'interrogazione urgente per conoscere l'orientamento del Comune, il quale, nella prima conferenza di gennaio, non aveva presentato alcun parere sulla proposta di utilizzo delle ceneri.
Stasera, alle 21, nella sala consiliare del municipio, convocata una seduta della Comissione Lavori pubblici in merito all'interrogazione di Ciliberto, che già citava la centrale di Vado per evidenziare i rischi che una tale attività potrebbero comportare per il territorio.

4/03/2014
Giampiero Carbone - redazione@novionline.it
Qui l'articolo integrale

28 novembre 2013

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA

Tratto da Il Secolo XIX oggi in edicola 

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA 
Viaggio del Procuratore Granero e del Pm  Paolucci per ascoltare i tecnici del Ministero



Super Lavoro.
Gli investigatori,stanno ascoltando da due giorni persone informate sui fatti
 Nel Mirino
Visita  all' ISPRA che si occupa ,tra l'altro, 
dell' accuratezza dei controlli sulle emissioni.

16 giugno 2013

RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE:depositato oggi un esposto presso la Procura della Repubblica di Savona.

 COMUNICATO STAMPA 

di Venerdì 14 giugno 2013


Depositato oggi un esposto sulle presunte responsabilità collegate al funzionamento, ai controlli, alle autorizzazioni e alle emissioni della centrale termoelettrica di Vado Ligure-Quiliano.

Oggi alle ore 12, una delegazione della Rete Savonese Fermiamo il Carbone ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Savona su diversi aspetti relativi al funzionamento, ai controlli, alle autorizzazioni e alle emissioni della centrale termoelettrica di Vado Ligure –Quiliano.
L’atto è stato sottoscritto dai massimi vertici nazionali di Greenpeace, WWF, Legambiente e  ARCI, da numerose associazioni locali oltre che da molti cittadini.

L’esposto è stato elaborato e redatto con un lungo, attento, meticoloso e documentato lavoro degli avvocati del prestigioso Studio Ceruti di Rovigo, specializzato in cause ambientali (noto anche per i notevoli risultati conseguiti nelle vicenda  Porto Tolle). 
A corredo dell’esposto una corposa documentazione di oltre  60 allegati in centinaia di pagine, comprese relazioni di esperti e documenti ufficiali.
La Rete Fermiamo il carbone che con notevole impegno e considerevoli sforzi economici ha promosso e sostenuto anche ricorsi amministrativi,  manifesta la sua motivata fiducia  nelle azioni intraprese che non si concludono certo con questo importantissimo atto, ma proseguiranno con determinazione per  la tutela della salute, dell’ambiente e quindi per il rispetto delle leggi che garantiscono questi valori imprescindibili. 
Rete Savonese Fermiamo il carbone