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28 novembre 2019

BLOCK FRIDAY :4°sciopero mondiale per il clima domani a Savona

Riceviamo e pubblichiamo 

4°sciopero mondiale per il clima domani a Savona

Ecco il programma definitivo della giornata di domani, che prevede corteo e interventi al mattino e attività di pulizia e proiezione presso il Nuovofilmstudio del docu-film Antropocene* al pomeriggio!
Speriamo sarete con noi e ci aiuterete a divulgare l’evento!
Siamo costantemente in allerta, terrorizzati che qualche nuova disgrazia possa capitare. BASTA!
La natura ce lo sta sbattendo in faccia sempre più spesso, gli scienziati lo urlano sempre più frequentemente: È TEMPO DI CAMBIARE!
È TEMPO DI AGIRE o SARÀ TROPPO TARDI!

Che altro deve succedere perché ci rendiamo conto della gravità della situazione in cui ci troviamo?!?
Il nostro stile di vita, (l’economia, il consumismo, l’incuria) sta avendo un impatto senza precedenti sull’ambiente e sui cambiamenti climatici!!
VENERDÌ 29 NOVEMBRE ci sarà il BLOCK FRIDAY, per dire no al consumismo sfrenato, che ha un costo ambientale immenso, e di cui il Black Friday è la peggiore delle celebrazioni!
Che tu sia bambino, adolescente, adulto, anziano: QUESTA CRISI TI RIGUARDA!
Scendi in piazza con noi!
I referenti locali del movimento Fridays for future Savona.








* “Antropocene” è il completamento, dopo “Manufactured Landscapes” e “Watermark”, di una trilogia di documentari sull’impatto degli esseri umani sul pianeta Terra. Un viaggio in sei continenti, narrato dalla voce di Alba Rohrwacher, per accostare i diversi modi nei quali l’uomo sta utilizzando le risorse terrestri e modificando la Terra come mai prima, più di quanto facciano i fenomeni naturali. La tesi dell’Anthropocene Working Group, un ensemble multidisciplinare e transnazionale di scienziati che ha avviato i suoi studi nel 2009, è che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un’era geologica vera e propria. Ma siamo veramente entrati in una nuova era geologica? Il film di uno dei più acclamati landscape photographer, Edward Burtynsky, con i pluripremiati Jennifer Baichwall e Nicholas de Pencier, sintetizza la ricerca dell’Anthropocene Working Group sui segni inconfutabili di come dall’Olocene il nostro pianeta stia entrando nell’epoca dell’Antropocene. Un viaggio attraverso tutto il mondo realizzato con tecniche fotografiche avanguardistiche per prendere coscienza della responsabilità della specie umana nel plasmare il destino del proprio habitat. Riconoscere i segnali di questo impatto è il primo passo verso il cambiamento, per raggiungere metodi di sussistenza che diano sicurezza agli ecosistemi terrestri.  

28 ottobre 2019

Clima, l’economista Rifkin: “Civiltà fossile finirà entro il 2028, serve un Green New Deal mondiale.

Tratto da Il Fatto Quotidiano 

Clima, l’economista Rifkin: “Civiltà fossile finirà entro il 2028, serve un Green New Deal mondiale. Fridays for Future? Rivolta planetaria”


 | 23 OTTOBRE 2019
Green New Deal globale (Mondadori). “Questo avverrà perché oggi il costo dell’energia solare ed eolica è diventato inferiore di quella prodotta dal nucleare, dal carbone o dal gas naturale”. Rifkin tesse le lodi del movimento Fridays For Future definendolo come “la prima vera rivolta planetaria della razza umana nella storia” e indica la via per un il nuovo Green New Deal: “Non servono nuove imposte, abbiamo bisogno di creare sistemi puliti finanziati da banche green nazionali e globali che emettano obbligazioni green per creare infrastrutture”. Un cambio di paradigma che può avvenire su scala nazionale: “Questo cambiamento climatico è così enorme che nessun governo può pensare di gestirlo a livello centralizzato. Non si può fare geopolitica, ma dobbiamo trovare un equilibrio di coscienza”.
Continua la lettura e guarda il video su Il Fatto Quotidiano 

22 luglio 2019

“La casa è in fiamme”: azioni di Fridays for Future in tutta Italia

Tratto da dinamo press

“La casa è in fiamme”: azioni di 
Fridays for Future in tutta Italia





Nella mattinata di venerdì, le assemblee territoriali di Fridays
 for Future, composte prevalentemente da giovani e 
giovanissim* delle scuole e delle università, hanno
 improvvisato in molte città italiane dei flash mob di fronte
 ai più importanti istituti bancari del nostro Paese. 
Per venerdì era infatti in programma l’uscita della terza
 stagione de La casa de papel, la serie tv spagnola record 
di incassi, la cui attesa era trepidante sui social proprio tra 
le nuove generazioni.

L’intreccio e i protagonisti delle prime due stagioni 
richiamavano esplicitamente la resistenza contro il
 capitalismo finanziario, ponendo scenograficamente la 
domanda: come vengono utilizzati i soldi che la banca 
centrale manda in stampa ogni giorno? Gli/Le attiviste del
 movimento ecologista, in alcune città in collaborazione la 
nascente rete italiana di Extinction Rebellion, hanno così
 raccolto l’hype altissimo della nuova stagione de La casa 
de papel come occasione mediatica per lanciare una 
contestazione contro gli investimenti nel settore dei
 combustibili fossili da parte delle più grandi banche del 
mondo.

Così, in più di 15 città italiane, nelle più grandi (Milano, 
Roma, Torino, Venezia, Pisa, Palermo, Catania), ma non
 solo (Brescia, Vicenza, Pordenone, Forlì, Sassuolo, Reggio
Emilia, Sassari, Castellamare del Golfo) decine di attivist* si
 sono radunati di fronte alle sedi di Unicredit e Intesa San 
Paolo. Indossavano, con una variazione sul tema rispetto 
alla banda della serie tv, delle tute verdi, le maschere di 
Salvador Dalí a travisare il volto e una maschera antigas 
che copriva i baffi dell’icona surrealista, rappresentando in
 forma immediata il rapporto tra la crisi climatica e la 
speculazione finanziaria.
“La casa è in fiamme” è stato lo slogan al centro dell’iniziativa,
 riprendendo il titolo che Greta Thunberg ha dato al libro in 
cui racconta la sua battaglia contro il cambiamento climatico,
 diffusasi in tutto il mondo lo scorso 15 marzo a partire da un 
suo appello. “La casa è in fiamme” è un denso concentrato 
diquel messaggio di emergenza climatica intorno a cui i 
Fridays for future hanno organizzato il loro slancio
 mobilitativo, la comunicazione pubblica, la “presa” su* 
ragazz* di tutto il mondo, dopo che l’ultimo rapporto 
IPCC (International Panel on Climate Change, il gruppo 
intergovernativo delle Nazioni Unite istituito per produrre
 una valutazione politica dei dati scientifici relativi al 
cambiamento climatico) ha decretato che abbiamo 11 
anni per dimezzare le emissioni di CO2 e salvarci dagli
Il 2018 è stato, a livello globale, l’anno più caldo dal 1800 
a oggi; in Italia le temperature del 2018 ci dicono che il 
clima si è surriscaldato come mai da 218 anni a questa
 parte, scatenando la preoccupazione collettiva per la futura
 vivibilità del pianeta.CONTINUA QUI

10 giugno 2019

Greta Thunberg nominata "Ambasciatore della coscienza" da Amnesty International

Tratto da Il Cambiamento 

Greta Thunberg nominata"Ambasciatore 
della coscienza"

La sedicenne attivista svedese Greta Thunberg e il movimento
 studentesco per l'ambiente Fridays for future sono stati nominati 
"Ambasciatori della coscienza per il 2019" da Amnesty 

International. La scelta dopo le mobilitazioni per contrastare i 

cambiamenti climatici.




La sensibilizzazione operata dalla sedicenne svedese Greta Thunberg ha
qualcosa di sensazionale: la sua iniziativa per risvegliare l’opinione pubblica sulla
crisi del clima, iniziata nell’ agosto del 2018 con lo sciopero dalle lezioni e le 

proteste davanti ai palazzi istituzionali, è diventata rapidamente globale. Oltre un
milione di studenti di ogni parte del mondo ha preso parte all’ultimo sciopero dei
“Fridays for future” del 24 maggio scorso e tantissimi avevano partecipato al
precedente, il 15 marzo. Le manifestazioni si sono svolte in oltre 100 paesi.
E ora quindi arriva il riconoscimento di Amnesty International, che ha nominato
Greta e il movimento
"Ambasciatori della coscienza 2019".
“Siamo onorati e commossi dalla determinazione con cui i giovani attivisti di ogni
parte del mondo ci stanno obbligando a confrontarci con la realtà della crisi
climatica – ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty
International – Ogni giovane che prende parte ai Fridays for future rappresenta
ciò che significa agire con la propria coscienza. Sono loro a ricordarci che
abbiamo più potere di quello che immaginiamo e che possiamo avere un ruolo
nella protezione dei diritti umani di fronte alla catastrofe climatica“.
“È un grande onore ricevere il premio Ambasciatore della coscienza di Amnesty
International a nome dei ‘Fridays for future’ – ha detto Greta Thunberg – Questo
non è un premio per me, è un premio per tutti. È incredibile vedere quante
persone si sono mobilitate e sapere che ciò per cui stiamo lottando sta avendo un
impatto. Agire secondo la propria coscienza – ha proseguito la giovane attivista –
vuol dire che tu lotti per qualcosa che pensi sia giusto. È qualcosa che
appartiene a tutti coloro che fanno parte del movimento: noi abbiamo il dovere di
cercare di migliorare il mondo. La clamorosa ingiustizia contro cui dobbiamo lottare
è che le persone del sud del mondo sono quelle che sono e saranno le più colpite
dal cambiamento climatico pur essendo quelle meno responsabili“.

Cambiamento climatico: una crisi dei diritti umani
Mentre la crisi del clima è solitamente avvertita attraverso l’impatto che ha sul
nostro ambiente naturale, le devastanti conseguenze sulle persone – ora e in
futuro – ne fanno anche una questione urgente di diritti umani. Il cambiamento
climatico evidenzia ed esaspera le attuali ineguaglianze e i suoi effetti continuano
a crescere e a peggiorare, portando rovina a questa e alle future generazioni.
«La mancanza d’azione dei governi nei confronti del cambiamento climatico può
essere considerata la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani
della storia» spiega Amnesty.“Diritti umani e crisi climatica vanno di pari passo. Non

 possiamo trovare soluzioni per i primi senza risolvere la seconda. Il cambiamento 

climatico significa impossibilità di nutrirsi coi prodotti della terra, abitazioni a rischio 

e salute in pericolo. I governi hanno il dovere di proteggersi. Perché allora non

 stanno nulla per impedire al cambiamento climatico di devastare le nostre vite?“,
ha chiesto Greta Thunberg.
Amnesty International chiede agli Stati di fare di più sul clima e di farlo nel
rispetto dei diritti umani. Una delle azioni più decisive potrebbe essere quella
di coinvolgere le persone più a rischio – come i bambini e i giovani – nei tentativi
di affrontare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, fornendo loro tutte le
informazioni necessarie, educandoli a partecipare alle discussioni in modo
costruttivo e facendoli partecipare ai processi decisionali che li riguardano.
“A volte mi sento davvero triste perché alcune delle persone cui cerco di parlare
non mi stanno a sentire. Alcune ci insultano, altre pensano che facciamo politica,
altri ci ignorano del tutto o ci dicono che non riusciremo a portare a termine ciò
che abbiamo iniziato. Ma posso assicurare che siano realmente determinati a farlo,
perché in gioco c’è il nostro futuro“, ha detto Irene Kananura, un’attivista
ugandese dei “Fridays for future”.
I giovani attivisti dei “Fridays for future” ora chiedono agli adulti di seguirli.
Venerdì 20 settembre, alla vigilia del Vertice delle Nazioni Unite per agire sul
clima, gli attivisti lanceranno una settimana di azione con uno sciopero
globale per il clima. Sosteniamo la loro richiesta affinché anche gli adulti
aderiscano allo sciopero e mostrino solidarietà.
“I giovani si sentono dire spesso che sono i leader di domani. Sono felice che
Greta Thunberg e gli attivisti dei Fridays for future abbiano ignorato quel
messaggio. Se aspettano fino a domani, non c’è alcun futuro per nessuno di noi.
Hanno già dimostrato di essere i leader di oggi e ora è il momento che gli adulti li
seguano“, ha concluso Naidoo.


Il premio Ambasciatore della coscienza
Il premio Ambasciatore della coscienza è stato istituito nel 2002 per riconoscere
l’impegno di singoli e gruppi che hanno promosso la causa dei diritti umani agendo
con la propria coscienza, sfidando l’ingiustizia e usando il loro talento per ispirare
altre persone. La denominazione del premio trae ispirazione dalla poesia “Dalla
Repubblica della coscienza“, del poeta irlandese Seamus Heaney.


08 giugno 2019

Fridays For Future: è ora di andare oltre le manifestazioni

Tratto da Il Cambiamento

Fridays For Future, è ora di 

andare oltre le manifestazioni

Le manifestazioni giovanili per chiedere interventi decisi contro 
i cambiamenti climatici sono state un segnale importante, ma ora
 occorre andare oltre, fare ulteriori passi avanti.
 Occorre passare dalla protesta alla proposta e c'è il modo per farlo.




Le manifestazioni degli studenti ispirate da Greta Thunberg in tutto il mondo per 

protestare contro l’immobilismo della politica sulla grave emergenza climatica sono 

state un segnale epocale, spontaneo e inimmaginabile. Sacrosante proteste verso 

politici e imprese senza scrupoli che pur di mantenere potere e fare guadagni 

stratosferici, non esitano a portarci all’autodistruzione. Manifestare il proprio 

dissenso, a maggior  ragione se fatto dai giovani che vedono il loro futuro a rischio,

 è senz’altro importante ma è necessario un passo ulteriore.


Come dice giustamente Greta Thunberg, i politici se ne sono fregati fino ad ora e 

continueranno a fregarsene, aspetteranno che le manifestazioni si esauriscano, faranno

 dichiarazioni di facciata e prenderanno blandi provvedimenti stando bene attenti a non

 turbare il proprio elettorato con interventi o svolte radicali che sono le uniche che

 devono essere attuate. Quindi va bene da parte degli studenti fare pressioni sulla 

politica, avere sempre più visibilità con le manifestazioni ma i risultati veri e reali si 

otterranno solo con una azione diretta di cambiamento. Bisognerebbe passare ad 

una fase due, ovvero mettere in pratica tutta una serie di comportamenti che

 hanno risultati immediati e grande impatto.


Solo per fare alcuni dei mille esempi, innanzitutto gli stessi studenti dovrebbero iniziare 

a fare un piano per fare diminuire drasticamente le emissioni delle loro scuole e renderle il più possibile ecologiche. Coinvolgere anche i professori e assieme studiare tutti i modi possibili e

 immaginabili per raggiungere questi obiettivi. Da fare ce n’è così tanto che ci sarebbe 

l’imbarazzo della scelta. Dal monitoraggio dei consumi energetici e idrici alla loro 

riduzione, dall’installazione di fonti rinnovabili a piani di mobilità sostenibile, dal cibo

 biologico e locale nelle mense scolastiche all’istituzione di orti scolastici laddove ci 

siano gli spazi disponibili, dall’uso consapevole di materiali e risorse alla riduzione 

drastica dei rifiuti. Tutto questo e altro, corredato da studi e approfondimenti che 

avrebbero non solo risultati immediati e farebbero risparmiare soldi alle scuole e agli 

studenti stessi ma che darebbe anche un quadro interessante di quelli che potrebbero

 essere i loro possibili lavori in futuro. Altro aspetto positivo è quello che ciò che gli 

studenti imparano a scuola in questa direzione, possono poi trasferirlo alla famiglia

 ottenendo un doppio risultato positivo.

Creare quindi un circuito di riferimento delle varie scuole con lo scambio di procedure

 e dei risultati che si ottengono nella riduzione dei consumi energetici dei rifiuti e 

conseguentemente calcolare la diminuzione della propria impronta ecologica. Nelle

 gite scolastiche iniziare a fare visite guidate non solo in città d’arte o simili ma anche 

nei centri per le energie rinnovabili in Italia, come ad esempio il Parco dell'Energia

 Rinnovabile in Umbria, e in Europa che sono uno stimolo e ispirazione ormai da 

decenni per milioni di persone.

Attraverso queste esperienze i giovani potrebbero elaborare anche progettualità in giro

 per l’Italia che recuperino luoghi semi abbandonati dalle grandissime bellezze e farne

 degli esempio di forte autosufficienza alimentare ed energetica con una sostenibilità a

 360 gradi. Mostrare luoghi e persone che vivono e salvaguardano risorse preziose

 rappresentanto il miglior esempio e la migliore azione che si possa compiere per se 

stessi e per ispirare altri giovani o adulti. I giovani poi potrebbero proporre anche molte 

modalità di intervento per far dirigere i quartieri e le città dove vivono verso le

 emissioni zero, con passi simili a quelli verificati nelle loro scuole, coinvolgendo gli 

adulti di ogni ambito lavorativo e di responsabilità.

Potrebbero diventare in questo modo i protagonisti del cambiamento, non quindi solo

 dimostrando nelle piazze ma anche facendo e creandosi un futuro lavorativo 

decisamente più interessante che fare lavori che nella gran parte dei casi non tengono 

conto né degli aspetti ambientali, né dei danni che arrecano alle persone.

Se il movimento degli studenti passerà dalla protesta alla proposta, sarà una svolta

 importante e dai risultati immediati, duratori ed efficaci. In questo modo si spingeranno

 anche le ultime ruote del carro della consapevolezza, cioè i politici, ad agire anche

 loro perché solo una grande spinta dal basso riesce a smuovere le montagne

 dell’immobilismo che ci ha condotto alla drammatica situazione attuale.

14 aprile 2019

L' Ambiente riguarda tutti. Perche' non lo capite anche voi?

L' Ambiente riguarda tutti. Perche' non lo capite anche voi?
La testimonianza  di Costanza Savaia  una ventenne  savonese ,  che il 19 aprile sara' a Roma per manifestare con il movimento "Fridays for Future"
Costanza Savaia trasmette l' emozione di esserci e la voglia di impegno della nuova generazione con un sogno  semplice ma gia' realizzato, basta crederci 
Immagine tratta da pag 35 de L' Espresso oggi in edicola 



15 marzo 2019

OGGI FRIDAYS FOR FUTURE :Mobilitazione planetaria.

     
          OGGI FRIDAYS FOR FUTURE .
MOBILITIAMOCI PER SALVARE IL PIANETA E PER SALVARE LA NOSTRA STESSA SOPPRAVVIVENZA .

UNITI PER LA SALUTE ONLUS
 ADERISCE  A FRIDAYS FOR FUTURE .

Tratto da Facebook di Luca Mercalli :
Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. 
Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. 
Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. 

Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d’interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare.

Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane e economiche: dal consumo d’acqua, ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili e allo stop al carbone, dall’orto all’impegno civile!!

13 marzo 2019

Vado Ligure quelle ciminire spente da 5anni

Immagini tratte da 
Il Secolo XIX
 oggi in edicola 

VADO,QUELLE CIMINIERE SPENTE 
DA CINQUE ANNI

L' 11 Marzo 2014 la Procura ordino' a Tirreno Power di chiudere i gruppi a carbone


Savonesi in marcia  per difendere il clima
Venerdi' la prima grande manifestazione in citta' con 40 associazioni


10 marzo 2019

DUE LUNGHE TRECCE PER SPEGNERE IL CARBONE

Tratto  da la bottegadelbarbieri


Per la settima settimana consecutiva, scolari e studenti belgi scioperano per il clima. Questa settimana sono affiancati da Greta Thunberg, la quindicenne svedese dalle lunghe trecce che ha iniziato il movimento nel suo stesso Paese. Greta ha incontrato i suoi colleghi a Bruxelles e ha tenuto un discorso in presenza del presidente della commissione UE Juncker. Parafrasando il discorso dei burocrati dell’Europa ha detto: “Stiamo battendo a tappeto le scuole proprio perché noi i nostri compiti li abbiamo fatti!”. Greta ha invitato i politici ad ascoltare con urgenza gli esperti del clima e insistito sul fatto che i ragazzi non stavano solo combattendo per il proprio futuro “ma per quello di ogni corpo”.
C’è una enorme distanza tra l’“esposizione” del proprio corpo, del “vivente”, come ostenta Greta, la stessa incompatibilità dello studiare senza occuparsi dell’emergenza del futuro alle porte e l’irrilevanza con cui invece i governi si occupano della cura della Terra, tutti presi da un’improbabile uscita dalla crisi, inseguita con le stesse ricette che l’hanno prodotta. Sembra che il buon Junker abbia consigliato gli studenti di risparmiare acqua quando fanno il bagno…
Si pensi, ad esempio, allo stridore tra la vivacità di quei ragazzi e la pesantezza ottusa del dibattito in corso per abbandonare la combustione del carbone nelle centrali elettriche in giro per il pianeta. Una ricerca recente della Commissione globale sull’economia e il clima (https://www.wri.org/blog/2019/01/4-ways-shift-fossil-fuels-clean-energy) evidenzia come per ottenere riduzioni di emissioni climalteranti occorrerebbe agire subito con interventi specifici su cinque settori: energia; città; cibo e uso del suolo; acqua; industria. 
Limitiamoci in questo post alla produzione di energia. Dato che i combustibili fossili rappresentano, con un costo ed un impegno economico enorme, ancora l’80% del consumo energetico globale e il 75% delle emissioni di gas serra, non solo causano grande vulnerabilità economica per i prezzi volatili del carburante o le costose importazioni di carbone, petrolio e gas, ma provocano vulnerabilità umana, con un bilancio, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di 4,2 milioni di persone morte all’anno. La soluzione sta in una sostituzione con fonti rinnovabili e efficienza nel lasso di una transizione il più rapida possibile. Ma…come abbandonare il carbone?
Le sovvenzioni e altri sostegni alla produzione e al consumo di combustibili fossili nel 2015 ammontavano ancora a 373 miliardi di dollari all’anno. La riduzione delle sovvenzioni combinata con la fissazione del prezzo di vendita per tonnellata di CO2emessa (una vera carbon tax all’origine, estesa in modo uniforme) genererebbe 2800 miliardi di $ di entrate o risparmi governativi all’anno. Secondo gli analisti, in Ue il prezzo per tonnellata è più che quadruplicato negli ultimi 16 mesi – da 4 euro nel maggio 2017 agli attuali a 18 euro – e dovrebbe raggiungere i 25 euro a tonnellata entro la fine del 2018. A un listino di 40 euro a tonnellata, l’Ue potrebbe risparmiare all’ambiente 400 milioni di tonnellate di CO2 e chiudere rapidamente col carbone 
Ma la guerra in corso sul mantenimento del carbone è tutt’altro che vinta....
(*) Dal blog di Agostinelli su “Il fatto quotidiano”

08 marzo 2019

15 MARZO 2019 LA MARCIA MONDIALE PER IL CLIMA ANCHE A SAVONA

Riceviamo dagli amici di FRIDAYS FOR FUTURE SAVONA"

15 MARZO  2019  LA MARCIA MONDIALE PER IL CLIMA anche a  SAVONA e a GENOVA 


"LO SCIOPERO MONDIALE PER IL FUTURO"