COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta limiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta limiti. Mostra tutti i post

18 settembre 2019

18 agosto 2019

Inquinamento e asma i limiti vanno rispettati


Tratto da Il Corriere della Sera            Inquinamento e asma, i limiti vanno rispettati



Un terzo dei nuovi casi di asma in età pediatrica potrebbe essere prevenuto se si rispettassero i valori soglia sugli inquinanti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di una enormità di bambini che potrebbero vivere una vita normale e senza le limitazioni causate da una malattia cronica, se l’aria fosse più pulita. L’asma è una tra le patologie più diffuse al mondo, si stima che ne soffrano 334 milioni di persone. Sebbene oggi esistano cure estremante efficaci, la malattia condiziona la vita e obbliga a attenzioni particolari e a assumere continuamente terapie farmacologiche. Gli studi finora condotti hanno documentato una stretta relazione tra la comparsa di asma e livelli di inquinamento atmosferico, particolarmente quando avvengono esposizioni croniche, come avviene nelle nostre città, a NO2, a Pm2,5 e a black carbon (un indicatore molto sensibile dell’inquinamento da traffico stradale).
Un recentissimo studio pubblicato sull’European Respiratory Journal ha stimato, grazie a complessi modelli matematici e statistici, quanti casi di asma in età pediatrica si potrebbero evitare se i Paesi si attenessero alle indicazioni dell’Oms (più stringenti delle norme attualmente adottate dalla Unione Europea, ma anche queste ultime regolarmente disattese dall’Italia). La ricerca ha preso in considerazione oltre 63 milioni di ragazzi di meno di 14 anni che vivono in 18 dei principali Paesi europei, tra i quali il nostro. Rispettando i limiti soglia stabiliti dall’Oms si eviterebbero ogni anno oltre 66.000 nuovi casi di asma, dei quali più di 11.000 solo in Italia. Nel caso poi si riuscisse a fare di più e a scendere oltre queste soglie ma nel limite di quanto effettivamente realizzabile con politiche ambientali attente (e considerando anche una riduzione del black carbon attualmente non presente nelle normative europee e nelle indicazioni dell’Oms), i casi evitabili di asma aumenterebbero di circa 3 volte. È bene però sapere che non esistono valori di inquinamento che non siano causa di danni alla salute, per quanto bassi possano essere.

Ma perché l’inquinamento causa l’asma? I vari inquinanti agiscono in modi diversi: alcuni, come i particolati, si depositano nei polmoni e li danneggiano come una polvere sottile che copre come un velo una superficie, non permettendo così un perfetto scambio respiratorio, oppure irritano le cellule presenti sulle mucose dei bronchi (i tubicini che dalla trachea consentono all’aria di raggiungere i polmoni), favorendo l’insorgenza o aggravando i casi di asma bronchiale; altri ancora, come l’ozono e l’NO2, determinano una irritazione delle strutture bronchiali e polmonari che si traduce in asma ma anche in una maggiore suscettibilità per le infezioni respiratorie come le polmoniti. In molti casi un singolo composto può avere più azioni dannose e alcuni meccanismi sono ancora sconosciuti, come anche alcune interazioni fra i diversi agenti. Alcuni anni fa ricercatori inglesi hanno valutato in 60 soggetti asmatici gli effetti di una passeggiata di due ore in Oxford Street, trafficata strada del centro di Londra con circolazione limitata ai taxi e agli autobus diesel, e di due ore di camminata costeggiando Hyde Park. Camminare in mezzo ai diesel causava un transitorio calo di funzionalità respiratoria, una specie di piccolo attacco asmatico, cosa che non avveniva passeggiando nel parco. Nelle agende politiche si parla ancora molto poco di inquinamento e di salute, forse è il caso di ripensarci.

23 luglio 2019

Le aree più povere d’Europa sono quelle più colpite dall’inquinamento atmosferico

Tratto dal Blog di Beppe Grillo 

Le aree più povere d’Europa sono quelle più colpite dall’inquinamento atmosferico

Quasi la metà dei quartieri più poveri di Londra ha superato i limiti di biossido di azoto fissati dall’UE nel 2017, rispetto al 2% delle aree più ricche.
Le regioni più povere, meno istruite e con più disoccupazione d’Europa stanno sopportando il peso della crisi dell’inquinamento atmosferico, più di chiunque altro. Risultati analoghi sono stati riportati in Francia, Germania, Malta, Paesi Bassi, Galles e Vallonia, secondo l’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).
Shirley Rodrigues, il vicesindaco di Londra, ha affermato che il governo ha “un obbligo morale” di intervenire sui 9.000 morti precoci. Morti correlate all’inquinamento della città.
“C’è una grande disuguaglianza a Londra tra le aree più ricche e quelle più povere”. Ha detto. “Le aree più ricche possiedono la maggior parte delle auto, ma le persone nelle aree più svantaggiate hanno la peggiore qualità dell’aria”.
La madre di Ella Kissi-Debrah, morta per un attacco d’asma legato all’inquinamento atmosferico, vuole che questo sia registrato sul certificato di morte, per focalizzare il dibattito sulle questioni veramente importanti.
Nel 2012 l’Italia ha registrato il maggior numero di decessi prematuri attribuibili a polveri sottili, ozono e esposizione al biossido di azoto.
Ora la domanda è: cosa si sta facendo a livello politico?
In Europa, oltre mezzo milione di persone muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’esposizione al particolato fine (PM2,5), all’ozono (03) e al NO2, ma tutto questo viene sempre sottovalutato.
Diarmid Campbell-Lendrum, responsabile del team sanitario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato: “A livello globale i paesi più poveri sono molto più esposti all’inquinamento. È scioccante vedere che queste ingiustizie esistono anche all’interno di uno dei continenti più ricchi del mondo”.
I dati del rapporto EEA mostrano che infarti e ictus cardiaci rappresentano l’80% delle morti premature per inquinamento, seguiti da malattie polmonari e tumori. L’aria inquinata è inoltre sempre più correlata al diabete di tipo 2, all’obesità nei bambini, all’infiammazione sistemica, alla malattia di Alzheimer e al deficit di QI. Inoltre sono proprio le persone anziane e i bambini nelle aree urbane della classe lavoratrice che hanno maggiori probabilità di soffrirne.
Il commissario per l’ambiente dell’UE, Karmenu Vella, ha dichiarato: “È nostro dovere fondamentale rispettare il principio di precauzione, e intraprendere azioni preventive anziché correttive per promuovere la giustizia sociale. L’esposizione è destinata a continuare a meno che non intraprendiamo azioni più decisive”.

05 settembre 2017

Francesco Petrucci :Delitti ambientali, ogni inquinamento significativo e misurabile legittima sequestro

Tratto da reteambiente

Danno ambientale e bonifiche

Milano, 5 settembre 2017 -

Delitti ambientali, ogni inquinamento significativo e misurabile legittima sequestro

Francesco PetrucciRisultati immagini per delitti ambientali

Ogni compromissione o deterioramento dell'ambiente significativo e misurabile è condizione sufficiente del "fumus" del delitto di inquinamento ambientale (articolo 425-bis. C.p.) che legittima il sequestro preventivo.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione nella sentenza 10 agosto 2017, n. 39078 confermando il sequestro preventivo di un depuratore che versava in un corpo idrico recettore reflui maleodoranti configurando una ipotesi di inquinamento ambientale ex articolo 452-bis, Codice penale. Il ricorrente lamentava l'illegittimità del sequestro per il fatto che la compromissione o il deterioramento dell'ambiente non fossero "significativi e misurabili", visto che non erano rilevanti ed erano stati episodici.

Per i Supremi Giudici, ai fini del "fumus commissi delicti" (probabilità di consumazione del reato) che legittima il sequestro preventivo, la situazione di compromissione o deterioramento dell'ambiente deve essere significativa (quindi apprezzabile qualitativamente) e misurabile (quindi apprezzabile quantitativamente) in tutti i casi in cui si verifichi. Nel caso di specie la misurabilità è consistita nel prelievo dei campioni e nella loro analisi per ben tre volte, la significatività è stata apprezzata dai Giudici del merito anche tenuto conto del danno alla collettività documentato dalle lamentele dei cittadini.
documenti di riferimento
Sentenza Corte di Cassazione 10 agosto 2017, 39078
Inquinamento ambientale - Articolo 425-bis, Codice penale - Scarico reflui fognari maleodoranti da un depuratore - Sequestro preventivo - Condizioni - Fumus commissi delicti - Compromissione o deterioramento significativo e misurabile dell'ambiente - Accertamento - Eventi non rilevanti ed episodici - Irrilevanza

18 agosto 2017

Ansa -Smog: Ue, ufficializzati nuovi limiti impianti industriali

Tratto da Ansa

Smog: Ue, ufficializzati nuovi limiti impianti industriali

Giro di vite da 2021 potrebbe evitare 20mila morti premature                                                17 agosto, 

Smog: Ue, ufficializzati nuovi limiti impianti industrialiSmog: Ue, ufficializzati nuovi limiti impianti industriali

BRUXELLES - E' stata formalmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue la decisione che adegua i limiti delle emissioni inquinanti dei grandi impianti industriali alle migliori tecniche disponibili (Bat). Entro il 2021 circa 3.500 tra centrali a carbone, gassificatori e alcuni grandi inceneritori dovranno adottare nuovi standard per ridurre l'inquinamento atmosferico, con limiti più severi per le emissioni di ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa (SO2), mercurio e particolato fine (Pm). Secondo uno studio della ong European Environmental Bureau, le nuove regole potrebbero contribuire a prevenire oltre 20mila decessi prematuri ogni anno.

12 novembre 2014

Comunicato : Altre centrali a carbone hanno limiti più severi.

Comunicato del 20 ottobre 2014 



Qualcuno ha  affermato che.......

A nessuna delle centrali termoelettriche a carbone attualmente in esercizio nel nostro Paese sarebbero imposti vincoli cosi` stringenti.

Intanto si dimenticano o si vogliono passare sotto silenzio alcune cose estremamente importanti:
a) ci sono altre centrali a carbone in Italia che hanno limiti ancora più severi basta verificare quelli di Torrevaldaliga Nord o Edipower di Brindisi


b) L' AIA attuale (2012) presenta limiti estremamente elevati rispetto alle MTD (390/350
per SO2 e addirittura 250 per il CO ben 5 volte il massimo del range MTD) -Non ricordiamo nessuno di coloro che solo ora intervengono se ne sia lamentato od abbia fatto confronti di sorta. Anzi ci pare evidente che se non fosse intervenuta la Magistratura i vecchi impianti sarebbero andati avanti per anni con quei limiti.

c) i limiti che sarebbero indicati nel nuovo PIC per il pericoloso monossido di carbonio risulterebbero ancora più del doppio rispetto al massimo MTD.

d) 
per avere una corretta misurazione l'AIA concessa prevedeva anche la misurazione a camino. Non si capisce per quale motivo non sarebbe stata prescritta anche nel nuovo PIC così come fatto per altri impianti.
Tuttavia sarebbero stati prescritti, (secondo noi assai tardivamente per la nostra salute e per il nostro ambiente),determinati limiti alle emissioni forse perché anche ai ministeri si sono finalmente accorti della particolare ubicazione dell’impianto in esame, posizionato in mezzo a vaste aree residenziali, e soprattutto della situazione ambientale e sanitaria così come evidenziata dalle recenti indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Savona sugli impatti sanitari ed ambientali
(si ricordino anche gli studi dell'Università di Stoccarda).

SICURAMENTE...in un Paese moderno non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B, ne´ percorsi burocratici così “bizantini" da permettere che una centrale a carbone decisamente datata possa avere ulteriori deroghe alle normative vigenti.

La tutela della salute dei cittadini dovrebbe essere sempre in primo piano su qualsiasi tavolo, perché è l'unico modo per tutelare doverosamente  anche il lavoro e la vita dei lavoratori stessi.

Uniti per la Salute  onlus




Tratto da Uomini liberi
Scritto da Ubik 


Falso dire che i limiti concessi 
alla centrale Tirreno Power 
sono i più rigorosi in Italia

Non è affatto vero quanto affermato dalla segretaria 
della CGIL e da altri sindacalisti secondo i quali i limiti concessi dalla commissione IPPC alla centrale Tirreno Power sono i più rigorosi in Italia...


In grandi centrali a carbone come quelle di Brindisi o di Civitavecchia i limiti sono molto 
più rigorosi :

80 mg/m3 per gli ossidi di zolfo, contro i 130 definiti dall'IPPC per Savona.
50mg/m3 per il monossido di carbonio, contro
 i 120 definiti dall'IPPC per Savona.


I limiti vengono concessi anche in relazione alla potenza installata, all'età dei gruppi a carbone, alla densità di popolazione, e alla situazione ambientale e sanitaria (a Savona è stato riscontrato dal GIP lo stato di disastro ambientale e di rarefazione lichenica).

Come mai il sindacato si chiede oggi come mai 
non vengono uniformati i valori di emissione
 concessi alle varie centrali italiane, mentre stava in silenzio prima quando alla centrale
 di Vado Ligure venivano concessi valori emissivi  clamorosi 
(ad esempio 400 mg/m3 di SOX prima 
della concessione dell'AIA, e 390 mg/m3 
dopo la concessione dell'AIA, quando 
il range MTD è da 20 a 200 mg/m3)?


22 dicembre 2013

A VADO PER 6 MESI VIA LIBERA A UN OLIO SOPRA I LIMITI AIA.TEMPI LUMACA.......

Riportiamo i due articoli pubblicati oggi 22 dicembre sui quotidiani .
Tratto da Il Secolo XIX 
Tempi Lumaca


Tratto da La Stampa  






10 dicembre 2013

THE LANCET .......Polveri sottili pericolose anche sotto i limiti imposti dall’Ue

Tratto da Greenme

.......Polveri sottili pericolose anche sotto i limiti imposti dall’Ue

 Long-term exposure to fine particulate air pollution was associated with natural-cause mortality, even within concentration ranges well below the present European annual mean limit value.

Ormai è risaputo che l'inquinamento e più nello specifico le polveri sottili sono pericolose per la nostra salute e provocano gravi malattie. Proprio per questo l’Ue ha stabilito dei limiti, ovvero un quantitativo nell’atmosfera di queste sostanze che non andrebbe mai superato, adottando immediatamente in caso di sforamento i giusti provvedimenti per abbassarlo. Ebbene tutto questo, a detta di un nuovo studio europeo, serve a ben poco dato che le polveri sottili sono molto pericolose anche in quantitativo inferiore ai limiti imposti dall’Ue.
A dirlo lo studio internazionale Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), coordinato dalla Università di Utrecht in Olanda e pubblicato su The Lancet, che ha riunito ed analizzato 22 studi europei compiuti su un totale di oltre 360mila persone in Europa tutte residenti in città e monitorate per circa 14 anni. Quello che si voleva valutare era l’effetto delle polveri e degli ossidi di azoto sulla mortalità a lungo termine. 

Ciò che è emerso non è certo rincuorante: per ogni aumento nella media annuale di 5 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) di esposizione a particolato fino, ovvero quelle particelle che misurano un diametro inferiore a 2,5 micron, PM2.5, si ha come conseguenza un aumento di rischio morte del 7%. Una differenza di 5 µg/m3 è molto bassa e può essere ad esempio quella che intercorre tra una zona molto trafficata e una più tranquilla. Senza contare poi che in molte città si arriva anche a picchi di 30 mg/m3, ciò si traduce in un rischio di morte precoce aumentato del 30% circa.
Tra le città coinvolte ci sono anche Roma, Torino e Varese dove sono state prese in esame complessivamente 31mila persone. I risultati ottenuti sono simili a quelli del resto d’Europa e così li ha commentati Francesco Forastiere, epidemiologo che ha partecipato al progetto: "i risultati suggeriscono un effetto del particolato anche per concentrazioni al di sotto dell'attuale limite annuale europeo di 25 µg/m3 per il PM2,5. L'Organizzazione Mondiale della Sanità propone del resto come linea guida 10 µg/m3 e i nostri risultati supportano l'idea che avvicinandoci a questo target si potrebbero raggiungere grandi benefici per la salute delle persone".
Sembra dunque che i limiti di legge debbano essere abbassati perché gli attuali non ci proteggono affatto dagli effetti dannosi dell’inquinamento. “L'Ue avrebbe dovuto modificare quest'anno con una direttiva la soglia dei 25 ma gli Stati membri ancora non l'hanno fatto. –
continua Forastiere -  
Chissà se l'Italia nel suo semestre di presidenza dell'Unione nel 2014 sarà capace di dare priorità ai temi ambientali''.
Ce lo auguriamo!

Francesca Biagioli
MA........ SARA' FORSE LA SOLITA 



Tratto da TheLancet
An Article published in The Lancet suggests that prolonged exposure to tiny particles of soot or dust found in traffic fumes and industrial emissions may be more deadly below current European Union air quality limits than previously thought. Using data from the European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, the investigators pooled data from 22 cohort studies including 367 251 people. The study estimates that for every increase of 5 microgrammes per cubic metre in annual exposure to fine-particle air pollution, the risk of dying from natural causes rises by 7%. 

21 settembre 2013

Usa: Gas serra, Obama presenta limiti più severi per le centrali elettriche

Tratto da La Stampa 

Usa: Gas serra, Obama presenta limiti   per le centrali elettriche

New York, 20 set. (TMNews) - Un anno dopo il piano per l'ambiente presentato dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'amministrazione annuncerà oggi limiti più severi per le nuove centrali elettriche a carbone, che dovranno rispettare il limite di 1.100 pound (498 chilogrammi) di emissioni di gas serra per megawatt all'ora, un livello che costringerà le aziende a sviluppare nuovi e costosi metodi di raccolta e smaltimento di Co2. 
L'Epa - l'Environmental Protection Agency - presenterà anche gli standard per le nuove centrali a gas naturale, le cui emissioni dovranno essere mantenute entro i 1.000 pound (453 chilogrammi) di Co2 per megawatt all'ora, secondo quanto spiegato dall'amministrazione Obama in un incontro con la stampa, di cui parlano il New York Times e il Daily Beast.
 Al momento, le centrali a carbone più avanzate emettono circa 1.800 pound (816 chilogrammi) di biossido di carbonio per megawatt all'ora.
I limiti, stabiliti in base all'autorità assegnata all'agenzia dal Clean Air Act, sono i primi imposti alle centrali elettriche dall'Epa, anche se sono leggermente più alti di quelli proposti inizialmente lo scorso anno. 

L'annuncio sarà dato da Gina McCarthy, a capo dell'Epa, e rappresenterà una mossa fondamentale nella lotta, promessa più volte da Obama, al cambiamento climatico. ...... Lo sforzo di Obama a favore dell'ambiente non finirà qui: il presidente vuole estendere i nuovi limiti anche alle centrali esistenti, per dimostrare la sua volontà di dare un indirizzo preciso al suo secondo mandato. Varie volte, negli ultimi mesi, ha ribadito che quella all'inquinamento atmosferico è una delle sfide "più importanti" che il Paese deve affrontare. Le centrali elettriche sono la singola fonte più inquinante del Paese, responsabile di quasi il 40% delle emissioni di gas serra.