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11 novembre 2013

Comunicato Stampa Rete Savonese Fermiamo il carbone:A proposito di trasparenza




Comunicato Stampa.
A proposito di trasparenza a noi risulta, fino a prova contraria, che:



Attraverso lo strumento dell’AIA deve essere garantita l’applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili  (MTD) al fine di perseguire l’obiettivo generale di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento. 



Da documenti ufficiali in sede di AIA sono stati concessi alla centrale di Vado dei limiti clamorosamente superiori a quelli previsti dalla normativa sulle MTD. Tanto per fare un esempio per il monossido di carbonio è stato concesso  un limite in concentrazione  di ben cinque volte rispetto al massimo previsto dalle prestazioni MTD (250 mg/Nm3 rispetto ad un range MTD da 30 a 50) . 




A proposito di trasparenza…


Vorremmo che gli amministratori a tutti i livelli, a partire da Regione e Ministeri, spiegassero ai cittadini i motivi di questa concessione che noi riteniamo assolutamente abnorme e clamorosa. 
 Qualche malizioso potrebbe affermare che è facile restare nei limiti AIA quando sono concessi, come nel caso del CO,  limiti  5 volte superiori a quanto indicato dalle prestazioni Migliori tecnologie disponibili (ovvero il 500%).

Da anni chiediamo perché non ci risultano controlli pubblici sulle emissioni, ma solo dati forniti dalla stessa azienda.

I dati emersi nel documento della stessa centrale (2006-2007) quanto alla situazione lichenica, evidenziano valori di inquinanti come arsenico, mercurio, cromo ecc. eccezionalmente elevati, alcuni addirittura i più alti mai rilevati in Italia rispetto alla tabelle Nimis-Bargagli. Non ricordiamo che siano stati comunicati ai cittadini (se non dai comitati quando li hanno “trovati” dopo cinque anni).

Sempre a proposito di trasparenza ce ne domandiamo il perché!

 

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Vorremo riportare le parole tratte dall' immagine iniziale tratta da facebook del Medico Isde G.Ghirga

L' epidemia silente..il carbone e la minaccia nascosta alla salute...

Leggi su Il SECOLO XIX ON LINE

Tirreno Power, tutti i giorni on-line i dati sulle emissioni

Vado Ligure - Tirreno Power lancia l’operazione trasparenza. Stretta fra le accuse della Rete savonese fermiamo il carbone, le pressioni degli enti locali e, in più, un’inchiesta della Procura della Repubblica di Savona che punta a far luce sulla correlazione fra le attività industriali della zona di Vado e l’elevato tasso di malattie e mortalità della popolazion e, l’azienda proprietaria della centrale termoelettrica di Vado-Quiliano ha deciso di rompere la regola della riservatezza che l’ha contraddistinta in questi anni e di mettere on-line tutti i dati sull’attività degli impianti. Una sorta di sfida ai comitati, che accusano l’azienda di essere poco trasparente, e una mano tesa verso la Procura stessa. .......

E l’ingegner Erulo sottolinea: «........ma questo progetto non va avanti senza la fiducia da parte del territorio. Tutti gli enti preposti lo hanno approvato dal punto di vista ambientale, ma l’investimento ha un senso se il territorio lo vuole».
La mossa di Tirreno Power non convince però i comitati della Rete savonese fermiamo il carbone, che, anzi, contrattaccano puntando il dito contro gli stessi limiti di legge: «Da documenti ufficiali in sede di Aia – recita una nota della Rete - sono stati concessi alla centrale di Vado dei limiti clamorosamente superiori a quelli previsti dalla normativa sulle mtd.......  Vorremmo che gli amministratori a tutti i livelli, a partire da Regione e Ministeri, spiegassero ai cittadini i motivi di questa concessione che noi riteniamo assolutamente abnorme e clamorosa».Qui l'articolo integrale

26 settembre 2013

Il MoVimento 5 stelle presenta in Parlamento interrogazione: l’AIA di Tirreno Power non rispetta la normativa.

Tratto da Albenga Corsara

Savona, M5S Camera: l’AIA di Tirreno Power non rispetta la normativa.


I deputati liguri del MoVimento 5 Stelle hanno depositato alla Camera un’interrogazione, a prima firma Matteo Mantero, sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure.
Lo scopo dell'interrogazione è ottenere una risposta dal Governo in merito all'Autorizzazione Integrata Ambientale concessa, in palese violazione della normativa, alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure, nonostante il superamento dei valori emissivi massimi previsti.
“L'Autorizzazione Integrata Ambientale deve prevedere valori limite di emissione di sostanze inquinanti, sulla base delle Migliori Tecnologie Disponibili ed indicati chiaramente dalle Linee Guida Europee. - dichiarano i deputati liguri del M5S – Al contrario, l'AIA concessa dal Ministero a Tirreno Power, prevede valori compresi tra un minimo di 2 volte, fino ad un massimo di addirittura 17 volte rispetto ai limiti massimi previsti dalle Migliori Tecnologie Disponibili, ponendosi quindi in palese violazione della normativa.” 


“Stiamo parlando di un impianto situato in ambito urbano, in prossimità di aree residenziali, che brucia più di 4.000 tonnellate di carbone al giorno ed ha consumato nel 2011 circa 1,4 milioni di tonnellate del combustibile fossile in assoluto più inquinante, capace di effetti devastanti sulla salute pubblica.” 


“Riteniamo doveroso venga applicato il 'principio di precauzione', che ponendosi a priori del principio di prevenzione, risulta maggiormente cautelativo e consente un approccio basato sulla definizione di limiti emissivi ancor più restrittivi, volti a prevenire la possibilità di rischi per le persone e l'ambiente, indipendentemente dal fatto che vi siano gia limiti e parametri definiti per legge.”

“Ai molti amministratori, che nel corso degli anni hanno tradito la fiducia dei cittadini, fingendo di non vedere e di non sapere, ricordiamo che l'Agenzia Europea per l'Ambiente, solo per l'anno 2009, ha stimato i 'costi esterni' della centrale Tirreno Power in una cifra compresa tra 169 e 248 milioni di euro, originata dall'impatto degli inquinanti sull’agricoltura, sull’ambiente e sul sistema sanitario nazionale, sul quale pesano i casi di mortalità in eccesso, di ricoveri ospedalieri, di cronicizzazioni.”....

…con la salute di un territorio non si può scherzare’. 

A tutti loro non possiamo che fare i nostri auguri per gli sviluppi dell’inchiesta della Procura sulle evidenti responsabilita delle autorita politiche e amministrative della Regione Liguria, delle varie amministrazioni comunali e provinciali, senza dimenticare quelle, gravissime, degli organismi di controllo”.

Leggi l'aricolo integrale

 
  

09 novembre 2012

TEMPI LUNGHI PER LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO PER L' AIA .....

In attesa della pubblicazione del decreto per l' Aia riproponiamo il  comunicato della Rete Savonese Fermiamo il Carbone del 18 settembre 2012...

 Circa due mesi fa  scrivevamo :deduciamo... oggi dall 'attenta lettura del  Pic  abbiamo delle tristi  certezze in più.

  Leggi : I limiti Aia del PIC (parere istruttorio conclusivo).....


Comunicato della Rete Savonese Fermiamo il Carbone.  

Purtroppo ormai da tempo nel nostro Paese i cittadini si sono quasi abituati a sentire spacciare per cose ottime per la popolazione cose che in realtà sono l’esatto contrario con dichiarazioni del tipo “non c’è problema, è tutto sotto controllo,  con un grande sforzo abbiamo fatto la cosa migliore per i cittadini”
Basta leggere con attenzione le dichiarazioni  su Taranto di poco tempo fa, le dichiarazioni  sul terremoto dell’Aquila o basta ascoltare alla tv  le  dichiarazioni sulla bontà degli “sacrifici “economici e non solo imposti agli Italiani .
In tutto questo baillamme finisce che spesso gli argomenti si sovrappongono, fino a far sparire  la cruda realtà sotto una coltre di vuote parole rassicuranti.
Riteniamo quindi necessario rimuovere le coltri auto-encomiastiche stese a proposito della conferenza AIA di ieri per fare emergere la cruda realtà che è cruda ma assolutamente semplice:

1.       --- nella centrale di Vado sono in funzione da 40 anni (ricordiamo cosa sono 40 anni per la tecnologia) due vecchi gruppi a carbone  a proposito dei quali la stessa azienda dichiara : “non permettono ulteriori improvement tecnologici”
2.   ---  questi gruppi sono così vecchi che il presidente della Regione ha dichiarato” ormai hanno raggiunto la fine della loro vita produttiva… hanno già 40 anni: non si può pensare di tirare loro il collo ulteriormente”
3.    ----- Ma soprattutto un Ente super partes come l’Ordine dei Medici  a proposito di quei gruppi a carbone parla di   “minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.
Qui é necessario leggere con attenzione: i medici parlano di minaccia REALE e CONSISTENTE non solo per la salute ma per LA VITA dei cittadini.

Quegli stessi gruppi che da oltre 5 anni funzionano sprovvisti di Autorizzazione Integrata Ambientale

Ora con la conferenza di ieri La Commissione AIA del Ministero ( a proposito ma il suo presidente è ancora quel Ticali famoso per l’AIA all’ILVA di Taranto?) e con "il no interlocutorio  "dei nostri  amministratori  ha concesso a quei gruppi di funzionare ancora per molti anni, quei gruppi che  PER LEGGE dovevano essere adeguati alle migliori tecnologie .


I sindaci di Vado e Quiliano a nostro avviso si sono sostanzialmente appiattiti sulle posizioni della Regione,  della Provincia e del segretario del PD Di Tullio  e si sono assunti la gravissima responsabilità  di permettere che questi gruppi anziché essere adeguati secondo le precise norme di legge MTD continuino  a funzionare per anni e anni.

Questa è l’essenza della questione: 

poi si potrà arzigogolare  e si potranno riempire i comunicati di  “osservatori ,di “ possibilità di usare i gruppi in ore/anno,”  , “di centraline”, di “controlli” e di tutto quello che volete voi,  ma la cruda sostanza resta questa: dalle dichiarazioni lette sui media  deduciamo...  che quei gruppi sono destinati a funzionare per anni e anni senza essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle legge, quei gruppi a carbone di cui l’ordine dei Medici e scandiamo nuovamente le parole:  parlano di minaccia REALE e CONSISTENTE non solo per la salute ma per LA VITA dei cittadini.


Su questo punto e  almeno su questo punto Giacobbe e Isetta   i predecessori degli attuali sindaci avevano  preso una posizione chiara , decisa e senza bizantinismi : “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4 …, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione dell’attività dei gruppi 3 e 4 …".
 “non saranno ostative considerazioni di carattere economico , dal momento che gli impianti sono stati ampiamente ammortizzati”

                 Si era nel 2009 ora siamo nel 2012

04 novembre 2012

I limiti Aia del PIC (parere istruttorio conclusivo).....

Pubblichiamo alcune delle immagini proiettate nell'incontro pubblico del 2 novembre
Immagine 1


Pagina 181 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso. "Assetto impiantistico attuale" in cui si evidenziano le concentrazioni riferite al 2010 e le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili)


Immagine2



 Pagina 187 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 1" (per il periodo transitorio) in cui si evidenziano (cerchiati in rosso) la conc. inquinanti alla capacità produttiva  e (cerchiati  in nero) i limiti AIA .Questi dati  si possono confrontare con le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili) che sono cerchiati in blu. 
Per l'SO2 :si noti il valore 390  con nota 1 che recita "intesa come media mensile, per i primi 2 anni dal rilascio dell'AIA" 
Su questi confronti ognuno può fare le sue considerazioni

Immagine3




 Pagina 193 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 2" RIFERITO AL NUOVO GRUPPO PROGETTATO VL6 . Sono evidenziati e si possono confrontare cerchiati in rosso il valore dell'inquinante CO  secondo le MTD  (migliori tecnologie disponibili)  con range da 30 a 50 mg/Nm3 e il limite AIA di 120mg/Nm3 .
Si parla del gruppo nuovo, ancora da costruire con cui si partirebbe già con un dato assai superiore alle MTD!  
Quindi, non solo i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire con concentrazioni di CO superiori alle MTD.

Anche su questo ognuno può fare le sue considerazioni

Immagine4


Passo dell'Ordine dei Medici di Savona  sui vecchi gruppi a carbone 3 e 4 (che si vorrebbero fare funzionare ancora per molti anni)





Immagine5

Passo delle osservazioni prodotte in conferenza dei servizi che  è stato riassunto verbalmente


 




08 settembre 2012

BRINDISI : Sull' incontro con le associazioni ambientaliste e la delegazione del PD

Tratto da Noalcarbone

Sull' incontro con le associazioni ambientaliste e la delegazione del PD


Giovedì 6 settembre il movimento No al Carbone ha partecipato all’incontro sul futuro del polo energetico brindisino tra le Associazioni Ambientaliste e una delegazione del PD composta dal Senatore Tomaselli, dal Consigliere Regionale Pino Romano, dal Cons. Provinciale Baldassarre e i Consiglieri Comunali S. Brigante ed Elefante.
In merito a tale incontro è nostro parere che se esistono dei punti di convergenza questi riguardano il no ribadito al progetto del rigassificatore, la chiusura della centrale Edipower e la necessità che vadano consolidati gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione nel settore dell’energia.

Rimaniamo molto perplessi invece circa la capacità di porre in maniera forte ed inequivocabile, nelle “trattative” con Enel, una questione per noi fondamentale e cioè: per quanto tempo ancora Brindisi dovrà essere sottomessa alla schiavitù del carbone e ai danni derivanti dal suo utilizzo abnorme?
La vita residua di quella centrale non dovrebbe essere superiore ai 10-15 anni e l’avvio della costruzione del pur necessario carbonile coperto, annunciato da lunghissimo tempo e unanimemente acclamato come soluzione di tutti i problemi, procede a rilento e sembra oggi un “nullaosta” politico che consente a quell’azienda di poter continuare ad operare, negli anni a venire, utilizzando un combustibile che, nonostante tutte le precauzioni e gli accorgimenti adottati, ha avuto degli effetti devastanti sul nostro territorio tanto che 12 suoi dirigenti più due imprenditori del carbone il 12.12.12 saranno a giudizio con ipotesi di reato molto gravi.

Dal nostro punto di vista invece deve rappresentare inevitabilmente l'inizio di un percorso di ambientalizzazione che gradualmente e nel giro di pochi anni deve concludersi con la conversione a gas dell'impianto.

Alla luce degli accadimenti all’Ilva di Taranto, dei chiari segnali lanciati sulla situazione di Brindisi dagli stessi magistrati e degli allarmanti dati sanitari che riguardano soprattutto i bambini e le malformazioni neonatali, non possiamo permettere che la politica giunga ancora in ritardo rispetto agli avvisi di garanzia.
E’ davvero possibile, nel 2012, immaginare il nostro futuro pensando di produrre energia da carbone in quantità tali da procurare inevitabili conseguenze sulla salute e da portare al collasso qualsiasi territorio?
 Rassegnati a tenersi un “mostro” trasportatore di 12 km lungo la costa!?

Bisogna porsi oggi il problema ed iniziare a chiedere ad Enel di avviare il rinnovo degli impianti prima che la loro obsolescenza completa ci porti ad affrontare in ritardo le probabili ripercussioni sull’occupazione (Edipower docet). Dobbiamo cercare ora di dare una svolta decisiva per avviare quel processo che porti finalmente alla riconversione totale a gas della centrale Enel entro 5 o 6 anni al massimo. Se si ritiene valida l’opzione di conversione a gas per Edipower non si capisce perché non debba esserlo per la centrale di Brindisi sud.

Nello specifico dei temi dell’incontro riteniamo che, ancora una volta, rimanga indefinita la quantità di carbone che si considera necessario abbattere subito e tale da ottenere un iniziale, significativo e certo miglioramento delle condizioni ambientali. 

Pensiamo che per raggiungere quest' obbiettivo non sia sufficiente affidarsi ad un non meglio definito "utilizzo, ora e per il futuro, delle migliori tecnologie" che appare più un mesto auspicio che una seria e ferma volontà di ottenere quei normali accorgimenti "tecnologici" che quell’azienda, se avesse davvero avuto a cuore la salute dei cittadini e un minimo di etica, avrebbe dovuto adottare già tanti e tanti anni fa........

Leggi l'articolo integrale

01 settembre 2012

Taranto ILVA : La vicenda AiA mette a nudo inerzie ed inefficienze dello Stato

Tratto da Agoramagazine

Taranto ILVA : La vicenda AiA mette a nudo inerzie ed inefficienze dello Stato


 
La vicenda di Taranto ha consentito a molti italiani di “scoprire” l’AIA. Uno strumento di grande efficacia per la prevenzione e il contenimento degli inquinanti, generati dal sistema industriale e immessi nelle matrici ambientali atmosfera, acqua e suolo.
L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) riguarda circa 7000 impianti di competenza delle Regioni e 200 dello Stato.
 Quello che invece è poco conosciuto, riguarda le parti della direttiva istitutiva dell’aia che, non hanno trovato ancora attuazione a causa dell’inerzia o della
 consapevole decisione del soggetto che avrebbe dovuto realizzarla ovvero per la parte di propria competenza, il Ministero dell’Ambiente e in parte del legislatore nazionale.


Il riferimento riguarda, l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale, l’emanazione del Regolamento per i controlli da parte delle autorità pubbliche competenti e infine l’istituzione di un procedimento che, consente al cittadino di trovare giustizia su questioni che riguardano la lesione dei suoi interessi in campo ambientale. 
L’Osservatorio Nazionale previsto dall’art 13 del decreto legislativo 59 del 2005 serve, per la verifica dell’applicazione della direttiva ed è al servizio delle autorità competenti (AC; soggetto pubblico deputato al rilascio dell’aia).
L’istituzione dell’Osservatorio determina l’obbligo per le AC di comunicare ogni anno al Ministero dell’Ambiente, sia i dati concernenti, le domande di aia ricevute che, le aia rilasciate e i successivi aggiornamenti e infine un rapporto sulle situazioni di mancato rispetto delle prescrizioni dell’aia. L’Osservatorio è un organo di garanzia per conoscere e rendere accessibile, ai cittadini i dati storici e conoscitivi del territorio e dell’ambiente. 
Insomma, solo attraverso l’Osservatorio e gli obblighi che questo comporta un cittadino, potrà sapere se l’inceneritore del suo paese ha l’aia, Se sono state rispettate le prescrizioni e qual è la situazione degli inquinanti prodotti e che, riguardano atmosfera, acqua e suolo.

La seconda inadempienza è la mancata applicazione di quanto disposto dalle direttive 4 e 35 del 2003, relativamente all’accesso alla giustizia per le questioni riguardanti la valutazione d’impatto ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale. In verità a essere rigorosi questi obblighi discendono dagli obblighi alla Convenzione di Aarhus.
La norma comunitaria denominata “ accesso alla giustizia “ prevede che gli Stati devono garantire il riconoscimento di un “interesse sufficiente” o la violazione di un diritto, istituendo una procedura di ricorso che deve essere “ giusta, equa, tempestiva e non eccessivamente onerosa” dinanzi a un organo giurisdizionale o a un altro organo indipendente e imparziale, così da poter contestare la legittimità sostanziale e procedurale di decisioni, atti o omissioni soggetti alle disposizioni sulla partecipazione del pubblico.
Collegato ai controlli in genere e all’aia in particolare è infine, la mancata emanazione del Regolamento di recepimento dei cosiddetti requisiti minimi per le ispezioni ambientali, come definiti nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 2001/331/CE.  
Altre considerazioni riguardano l’aia visti, il proliferare sui media del dibattito su questo strumento di politica ambientale che, dovrebbe “animare” ogni azione ecologista. Particolare importanza assume, nel procedimento di Aia la corretta applicazione dell’’art. 7 comma 7 del Dlgs 59/2005 recita: “L’autorizzazione integrata ambientale contiene le misure riguardanti le condizioni diverse da quelle di normale esercizio, in particolare per le fasi di avvio e di arresto dell’impianto, per le emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti, e per l’arresto definitivo dell’impianto.”
La determinazione delle misure che limitino le emissioni, nei transitori di avvio/arresto impianto è un’operazione di estrema complessità sia per il riconoscimento univoco delle condizioni operative che lo identificano, sia per l’individuazione delle limitazioni efficaci, di carattere tecnico e gestionali, che si possono applicare. 

Altra osservazione riguarda le migliori tecnologie disponibili (MTD). Nel Dlgs 59/2005 l’installazione della Migliore Tecnica Disponibile (MTD) non appare mai imposta come un obbligo giuridico in se stesso, perché il titolare dell’azienda non è obbligato dalla legge a installarla, è obbligato a rispettare il limite che gli sarà imposto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Le due cose, anche se, di fatto, sostanzialmente coincidono, a livello puramente formale sono totalmente diverse.
 Infatti, va rilevato che l’installazione della MTD è, per così dire, una scelta obbligata a livello tecnico per il titolare dell’azienda, il quale non ha verosimilmente altra scelta legale e sostanziale per raggiungere l’obiettivo voluto dalla norma e cioè il rispetto del limite imposto nell’aia.

Infine alcune considerazioni sulle polveri sottili (particolato atmosferico) che, come è noto. riguardano polveri con diametro pari a 10 millesimi di millimetro e ancor più, di diametro inferiore. Dal punto di vista della composizione il particolato è costituito da una frazione organica e inorganica. La componente organica a sua volta si differenzia in carbonio elementare (prodotto dell’incompleta combustione di combustibili fossili) e carbonio organico (miscela di idrocarburi e composti ossigenati che originano da processi di combustione). La componente inorganica del particolato è a sua volta costituita prevalentemente da nitrati (NO3)−, solfati (SO4)− −, (NH4) +, metalli.
Il particolato può essere emesso tal quale dalle sorgenti fisse o formarsi in seguito (secondario) per effetto di reazioni chimiche (coadiuvate da radiazione solare, umidità relativa) tra specie emesse allo stato gassoso m diossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), ammoniaca (NH3), composti organici volatili (COV) e altre specie (ozono, OH) presenti nell’atmosfera oltre la sorgente emissiva.  
Da tali considerazioni deriva che, per controllare il fenomeno dell’esposizione al particolato, per talune situazioni particolarmente critiche da valutare di volta in volta, oltre a misure di tipo primario per la riduzione del particolato tal quale (ad esempio elettrofiltro, filtro a tessuto, sistemi Venturi), potrebbe essere necessario adottare misure di controllo mirate alla riduzione dei precursori di particolato (SO2, NOx, NH3, COV) sia in fase preventiva. sia successiva alla loro formazione.
Ad esempio per la riduzione della formazione degli ossidi di azoto da centrali termoelettriche si possono impiegare adeguate tecniche come per l’abbattimento degli ossidi di azoto s’impiegano specifiche tecniche (SCR, SNCR). Il controllo del particolato da sorgenti fisse, è questione alquanto complessa, giacché esiste la componente secondaria; pertanto a un controllo in emissione, potrebbe accadere che il contributo della componente primaria potrebbe essere minimale (vedi cicli combinati a gas naturale), mentre in immissione, a seguito di reazioni chimiche, ci potrebbe essere un significativo apporto da componente secondaria.

Le questioni legate alla concessione dell’aia e la partecipazione al procedimento costituiscono la “spina dorsale” per la modifica dell’inquinamento nelle zone dove sono presenti impianti con impatti significativi sull’ambiente e quindi sulla salute delle persone.