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06 marzo 2010

2010/03/08/Vado: cenere dalla centrale, l'ammonimento di Caviglia /

Tratto da Savona News

Vado: cenere dalla centrale, l'ammonimento di Caviglia

Proteste di cittadini e amministrazione comunale per le polveri di carbone che, in questi giorni, sollevandosi dal carbonile di Tirreno Power si sono depositate sia sulle auto in sosta tra via Manzoni e via Piave, sia su balconi e davanzali delle finestre di abitazioni della zona. Una situazione non certo nuova per la cittadina di Ponente, specie durante le giornate ventose, che ha però spinto il sindaco Attilio Caviglia, supportato anche dall’assessore all’Ambiente Raffaella Orlando e dal comandante della Polizia municipale Fulvio Bono a scrivere una lettera di diffida a Tirreno Power, e per conoscenza anche alla Regione Liguria, al Comune di Quiliano, e a Certiquality di Milano, la società responsabile delle attribuzioni delle certificazioni Iso 14011 ed Emas alla centrale termoelettrica di Vado Quiliano.

“Ad una società che fa della politica ambientale un suo punto di forza crediamo – recita la lettera – che sia il minimo sforzo possibile chiedere che al più presto sia realizzata la copertura del carbonile, come previsto anche dal decrerto del ministero delle Attività produttive, del 9 maggio 2002”

Considerazioni di Uniti per la salute



"SIAMO NEL 2010 "
Ciascuno
,considerando che dal 2002 sono trascorsi quasi 8 anni ,e che La Centrale appartiene ad "una società che fa della politica ambientale un suo punto di forza" tragga le considerazioni che ritenga più opportune
noi come cittadini siamo ancora in attesa di seri provvedimenti a tutela ....
E il vento soffia e il polverino di carbone continua a volare..



14 febbraio 2010

2010/02/14 MODA:La centrale di Vado e i controlli ambientali /La magia del "carbone sparito"/ Inceneritori e mortalità infantile

Tratto da Il Ponente .Moda:La Centrale di Vado e i Controlli ambientali


vado_centraleda MODA Savona - Seguendo il consiglio dei responsabili della centrale Tirreno Power per un dibattito pacato sulla centrale a carbone di Vado, abbiamo letto la “Dichiarazione ambientale 2008 Centrale di Vado Ligure”, analizzato la rete pubblica della qualità dell’aria, studiato la normativa italiana ed europea e ricavato alcune riflessioni.A nostro avviso emergono alcuni dati poco confortanti sui controlli ambientali relativi all’impatto ambientale dell’impianto a carbone di questa “centrale in città”:

1. Si dichiara che la centrale è proprietaria e gestisce una rete di 7 centraline per il controllo della qualità dell’aria con monitoraggio di SO2, NOx e polveri i cui dati vengono inviati al Centro Elaborazione Dati della centrale stessa e poi trasmessi al COP (Centro Operativo Provinciale) di Savona che, come dichiarato dal presidente Vaccarezza, negli anni ha archiviato i dati senza ulteriori controlli. E’ un caso singolare e preoccupante, a nostro avviso, che controllato e controllore siano lo stesso soggetto con l’aggravante che i dati sono stati accettati in modo acritico dagli Enti pubblici.
Da tenere presente ad esempio che la centrale misura polveri totali, mentre la normativa attuale prescrive di dosare polveri PM10 e PM 2,5. Preoccupante inoltre il fatto che studi di biomonitoraggio per escludere la VIA del nuovo gruppo a gas in funzione dal 20 Dicembre 2007 siano stati commissionati da T. Power e non gestiti direttamente dall’Ente pubblico.
Non si parla poi di polveri fini secondarie formate in atmosfera dai gas SO2 e NOx la cui quantità prevalente è PM2,5.

2. Negli anni passati e fino ad oggi la rete pubblica di monitoraggio della qualità dell’aria è stata inadeguata per una valutazione puntuale degli inquinanti del Savonese e della val Bormida dove insistono rilevanti impianti industriali fonti principali di inquinamento di tutta la Liguria come dimostra il progetto di oggi degli Enti pubblici per un adeguamento della Rete alla normativa italiana ed Europea (vedi La Stampa del 12/02/10). Nel recente passato infatti solo dal 2005 è entrata in funzione la centralina di via Zunini a Savona che ha valutato le PM10 con il metodo gravimetrico di riferimento (DM 60/02) dimostrando superamenti dei limiti di legge nel 2005 e 2006 mentre le altre centraline (anche a Vado e a Cairo) misuravano le PM10 con metodi nefelometrici poco affidabili come denunciato dagli stessi tecnici ARPAL (vedi bollettino Ordine dei Medici PM 3/2007). Ci auguriamo quindi che il rinnovamento della Rete promosso oggi finalmente da Provincia, Regione e Comuni di Vado e Quiliano porti ad installare e gestire in proprio con ARPAL centraline con metodo gravimetrico per le PM10 e PM2,5 nelle zone più inquinate di Savona, Vado-Quiliano e Bragno (Cairo M.) e centraline con sistemi affidabili di misurazione in continuo delle PM10 (ad esempio tipo TEAM) nelle altre località come ormai da diversi anni si fa in quasi ttutta la Lombardia e anche in Provincia di Genova.

3. Infine rileviamo che, come da noi sempre sostenuto ed oggi confermato anche dall’Assessore Zunino, la centrale di Vado, secondo le norme IPPC della UE e il DL.vo 372/1999, non applicando le migliori tecnologie disponibili sui vecchi inquinanti gruppi 3 e 4 a carbone da più di 10 anni non è in possesso dell’autorizzazione A.I.A. e quindi andrebbe al momento fermata.

Dott. Virginio Fadda
Dott. Agostino Torcello
M.O.D.A. Savona

Tratto da "La Repubblica "

La magia del "carbone sparito"di Valerio Gualerzi


enel

Indignazione o soddisfazione?In alcuni casi si possono provare reazioni diametralmente opposte ma entrambe legittime.

Indignazione: la pubblicità dell’Enel per invitare gli italiani ad investire in obbligazioni dell’azienda elettrica ricorda ai lettori che “la nostra energia ha mille risorse”. Le lunghe e ramificate radici della lampada a risparmio energetico ritratta nell’inserzione pescano quindi nel Fotovoltaico, nel Solare termodinamico, nel Geotermico, nell’Idrogeno, nell’Eolico, nel Mini eolico, nel Ciclo combinato a gas, nel Termoelettrico, nel Nucleare, nelle Biomasse e nell’Idroelettrico. L’Enel sta puntando pesantemente sul carbone e, come ricorda Legambiente, in testa alla classifica delle centrali italiane a maggiore emissione di CO2 c’è l’impianto Enel di Brindisi Sud che, con 14,9 milioni di tonnellate (Mt) di CO2, ha sforato di 3,9 Mt i limiti europei Ets. Enel inoltre, per porre freno alle campagne di boicottaggio di Greenpeace contro il carbone, ha chiesto all’associazione ambientalista danni per una cifra pari 1,6 milioni di euro. Eppure, come d’incanto, tra le “mille risorse” dell’energia segnalate dalla pubblicità il carbone è magicamente sparito. A meno che non si voglia sostenere che vada cercato sotto la voce “termoelettrico”. Giustificazione che suonerebbe ben strana, visto che per l’eolico ci si è addirittura premurati di distinguere tra maxi e mini.

Soddisfazione: il carbone è ormai diventato nella percezione degli italiani una fonte di energia talmente obsoleta e inquinante che persino l’Enel, che pure ci punta così pesantemente, un po’ se ne vergogna e al momento di chiedere ai risparmiatori di finanziarla preferisce non ricordarne il massiccio contributo al suo portafoglio energetico. Se i pubblicitari hanno suggerito all’azienda che sul carbone è meglio glissare, forse non è troppo lontano il momento in cui questo killer del clima verrà fatto fuori non solo dall’immaginario degli italiani, ma anche dal loro mondo reale.

Tratto dal blog del Comitato per Taranto

Inceneritori e mortalità infantile

Gran Bretagna, nuove prove sulla pericolosità dei termovalorizzatori

da Peacereporter.it

Uno studio rileva alti tassi di mortalità infantile nei pressi di un inceneritore nel nord-est dell'Inghilterra.

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana.Il sito della UK Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l'inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber.Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all'inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell'uno per mille.Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall'incenerimento di rifiuti solidi urbani.

11 febbraio 2010

2009/02/11"Centrali a carbone: l'Italia a rischio multe per oltre 1 miliardo di euro entro il 2012"

Sabina Galandrini
Legambiente presenta il dossier “Carbone: vecchio, sporco e cattivo” sul combustibile killer del clima. 39 milioni di tonnellate di CO2 in più emesse dai nuovi progetti a carbone. “Una scelta folle che garantisce maggiori utili alle aziende e solo maggiori costi ai cittadini”

ROMA - Continua la folle marcia indietro dell’Italia verso la preistoria energetica.

Dopo Civitavecchia, Vado Ligure, Fiumesanto e Porto Tolle, è atteso per domani l’ok della Commissione Via nazionale alla nuova centrale a carbone di Saline Joniche in provincia di Reggio Calabria. Superano così i 32 milioni le tonnellate di CO2 in più all’anno prodotte dagli impianti a carbone autorizzati, che diverranno 39 milioni circa con le future autorizzazioni. Un livello di emissioni altissimo che contrasta in modo evidente con l’impegno assunto dal nostro Paese in sede europea per ridurre i gas serra di 60 milioni di tonnellate entro il 2020. È questo lo scenario delineato dal dossier di Legambiente “Carbone: vecchio, sporco e cattivo” sull’inquinamento causato dal combustibile killer del clima, presentato questa mattina a Reggio Calabria.

Il quadro che emerge dal dossier di Legambiente è quello di un’Italia che dovrà necessariamente giocare sulla produzione termoelettrica la partita strategica per la lotta ai cambiamenti climatici, visto che si tratta del settore che emette la maggior quantità di gas a effetto serra. N
el 2007 le centrali termoelettriche, infatti, hanno rappresentato il 29% circa delle emissioni totali, che sono aumentate rispetto al 1990 del 17,6%. Il carbone, propagandato come pulito ed economico, rappresenta il maggiore pericolo che il nostro Paese ha di fronte se vuole raggiungere gli obiettivi previsti dall’Unione europea che impone all’Italia una riduzione vincolante del 5,2% rispetto al 1990 da raggiungere entro il 2020. Infatti, se dovessero entrare in funzione tutti i progetti avviati e ormai conclusi (Civitavecchia), autorizzati fino ad oggi (Fiumesanto, Vado Ligure e Porto Tolle, a cui aggiungiamo Saline Joniche) o ipotizzati (Rossano Calabro), a regime si produrrebbero in più quasi 39 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 all’anno, a fronte dell’impegno europeo preso dall’Italia di ridurre le sue emissioni di gas serra di 60 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2020.

Secondo il rapporto di Legambiente, nel 2008 le 12 centrali a carbone in funzione sono stati gli impianti industriali che hanno sforato di più rispetto ai limiti sulla CO2 fissati dall’Unione europea e pertanto dovranno pagare le multe più alte. Mentre i 600 impianti termoelettrici che bruciano altri combustibili hanno superato complessivamente il limite Ets (Emission trading scheme) di “soli” 2,8 Mt, le 12 centrali a carbone hanno sforato di 7,3 Mt di CO2. Ma non solo: a fronte di emissioni di CO2 pari al 30% del totale del settore elettrico italiano, queste centrali si limitano a produrre solo il 13,5% dell’elettricità.
Nella classifica di Legambiente sul podio degli impianti a carbone a maggiore emissione di CO2 si trovano quello dell’Enel di Brindisi Sud che, con 14,9 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 ha sforato di 3,9 Mt i limiti europei Ets, la centrale di Fusina (4,8 Mt), e l’impianto Tirreno Power di Vado Ligure (4,3 Mt).

Sommando tutti i superamenti delle 12 centrali, il costo per il mancato rispetto dei limiti Ets ammonta per il 2008 a 88 milioni di euro, un prezzo che verrà interamente addebitato sulle bollette degli italiani e nei prossimi anni sarà destinato ancora ad aumentare: tra il 2009 e il 2012, infatti, il prezzo che le famiglie italiane dovranno pagare per il mancato rispetto degli impegni internazionali potrebbe superare il miliardo di euro.

“È arrivato il momento di fermare la politica energetica autolesionistica del nostro Paese - ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - per rilanciare il sistema di produzione di energia, l’industria, i trasporti e l’edilizia, partendo dall’innovazione e dalle tecnologie pulite. Diversi paesi lo hanno già capito, ma mancano all’appello ancora paesi importanti come l’Italia. Continueremo la nostra vertenza contro il carbone nell’interesse generale, al contrario di quanto sta facendo il governo italiano che, nonostante lo spauracchio delle multe previste dai trattati internazionali, continua a prendere decisioni ambientalmente improbabili, a vantaggio di poche aziende energetiche e scaricando i costi sulla collettività”.

Ben diverso il potenziale energetico delle rinnovabili che confrontato con quello del carbone risulta di gran lunga superiore: secondo lo scenario elaborato per Legambiente dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia nel 2020 con le sole rinnovabili si può arrivare a produrre circa 100.000 GWh all’anno di energia elettrica contro i 50.000 GWh all’anno prodotti ipoteticamente dai progetti di nuove centrali a carbone. Con le fonti pulite è poi possibile sfruttare quasi 12 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di energia termica, mentre su questo fronte l’apporto del carbone risulta pari a zero, visto che l’energia prodotta dalle centrali verrà usata solo per produrre elettricità e non calore. A rendere ancor meno comprensibili i progetti di nuove centrali ci sono poi le enormi potenzialità che ha l’Italia nell’efficienza energetica nel residenziale, nel terziario e nell’industria, che nel 2020 potrebbe permettere di tagliare circa 91.000 GWh all’anno di energia elettrica - quasi il doppio di quanto si ipotizza di produrre con il carbone - e oltre 12 Mtep di energia termica. Impietoso è poi il confronto sulle prospettive d’impiego: mentre i progetti di nuove centrali a carbone potrebbero garantire nei prossimi dieci anni non più di 3.200 posti di lavoro si stima che le rinnovabili possano crearne 135mila.

“Oltre al non rispetto degli obblighi internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici, con i nuovi progetti di impianti a carbone si sta consumando un pesante strappo a livello locale, soprattutto nei confronti delle Regioni che hanno un ruolo fondamentale nella pianificazione energetica, sancito dalla Costituzione - ha dichiarato Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria -. Se c’è un tratto distintivo delle autorizzazioni energetiche concesse negli ultimi anni, infatti, è proprio l’assoluta centralizzazione delle decisioni, portata avanti anche a scapito di leggi, piani e pareri regionali. E’ questo il caso anche della centrale di Saline Joniche, in via di approvazione contro il parere della Regione Calabria”.

“Questo nuovo progetto – ha dichiarato Nuccio Barillà del direttivo nazionale di Legambiente – oltre a aumentare l’inquinamento locale sarebbe l’ennesimo tassello del disegno, coloniale e fallimentare di “ cattiva industrializzazione” della Calabria. Il nostro territorio, nel corso degli ultimi 35 anni, ha subito una cinica devastazione attraverso opere, di grande impatto sull’ambiente e fallimentari sul piano economico ed occupazionale. Legambiente non si limita alla contestazione di questo impianto, ma propone da tempo soluzioni alternative, concrete e realmente compatibili con gli aspetti naturalistici e culturali dell’area.
Per quanto riguarda il settore energetico occorre puntare, decisamente ed esclusivamente, sull’innovazione tecnologica e le fonti energetiche alternative”.

Tratto da IVG Legambiente Liguria: “Stop al carbone nella centrale di Vado Ligure, puntare sul metano”

Nel dossier “Stop al carbone” grande spazio è dedicato allaLiguria visto che sul suo territorio sorgono tre impianti, oltre alla centrale di vado Ligure nel mirino sono finite anche quella di Genova e quella di La Spezia. Dopo il parere favorevole alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone della centrale di Vado Ligure rilasciato nel 2008 dalla Commissione nazionale VIA, gli Enti locali hanno fatto seguire, al parere negativo più volte espresso e rimasto inascoltato, un ricorso al Tar del Lazio.

A fine 2009 la Regione Liguria e i Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Savona hanno presentato il ricorso per ribadire il ruolo degli Enti locali sull’argomento e l’assoluta incompatibilità dell’ampliamento della centrale con i Piani regionali dell’Energia e della qualità dell’aria. “Il nuovo gruppo da 460 MW che la Tirreno Power vorrebbe realizzare aggiungerebbe – ai 4,3 milioni di tonnellate di C02 del 2008 – altri 2,4 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno” ...........

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Dazebao l'informazione on line

Leggi anche:

Il governo impone il nucleare, gli italiani dicono no


Anzi gli italiani hanno manifestato un certo interesse per le fonti alternative: l'81% sarebbe favorevole all'energia solare e il 59% all'eolico. ...

31 gennaio 2010

2010/01/31 Inquinamento in Puglia, Cerano, Ilva,e discariche sui pozzi ..../CENTRALI A CARBONE, ARIA PULITA, VAPORE ACQUEO E RAPPORTI POCO PULITI.

Tratto da Sdime.com

Inquinamento in Puglia, Cerano, Ilva,e discariche sui pozzi dell'acquedotto.

Video ben realizzato, che documenta l’impressionante quantità di inquinanti presenti in Puglia, dovuti alla centrale termoelettrica di Cerano (Brindisi), all’ILVA di Taranto, alla Copersalento a Maglie, e infine l’inquinamento che avremo in futuro, con una discarica che sorgerà PROPRIO SUI POZZI DA CUI L’ACQUEDOTTO SALENTINO PRELEVA L’80% DELL’ACQUA POTABILE. Tutto ciò è incredibile. Ed è il frutto di errori, e di stupidità da parte di chi amministra il territorio. Siamo in mano a degli incoscienti........ Tutto ciò era prevedibile.Se l’energia venisse prodotta con fonti rinnovabili, come eolico e solare, e se i rifiuti fossero differenziati, e non si pretendesse la differenziazione dai cittadini, che non potrà mai arrivare al 100%, ma si creasse una società che analizza i rifiuti e li seleziona e differenzia, si potrebbe davvero arrivare a percentuali di differenziata altissime, e risolvere il problema dei rifiuti, che di questo passo ci sommergeranno. E come ragazzo di 20 anni, mi chiedo, come abbiano potuto le vecchie generazioni, non capire delle cose cosi elementari. Video realizzato da Current Piattaforma S ky Canale 1 3 0, ed è andato in onda in eurovisione. Per fortuna finalmente le tv, iniziano a parlare di questo problema…dopo anni di silenzio. Il programma che ha trasmesso tutto è Van guard, che ringraziamo….


Guarda il video suddiviso in tre parti
Prima parte http://www.youtube.com/watc...
Seconda parte http://www.youtube.com/watc...
Terza parte
http://www.youtube.com/watc...

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Tratto da Trucioli Savonesi
di Antonia Briuglia

CENTRALI A CARBONE, ARIA PULITA, VAPORE ACQUEO E RAPPORTI POCO PULITI

.....Sulla stampa del 28 gennaio scorso compare nuovamente un’altra classifica che torna premiare Savona, questa volta proprio per l’aria che qui si respira eufemisticamente” a pieni polmoni”, corredata da dati che ne dovrebbero attestare la veridicità.

Ci piacerebbe pensarlo, ma come i medici del Moda e il Dott. Franceschi, responsabile dei medici per l’ambiente e l’Ordine dei medici di Savona affermano da tempo, i dati non sono proprio quelli.

Il superamento delle polveri sottili PM10 è ormai accertato anche perché i quattro analizzatori automatici, collocati dall’ARPAL sul territorio, sono dichiaratamente non a norma e quindi non attendibili.

Quelle sottili, strettamente legate alla combustione delle centrali a carbone, PM2,5 a Savona non si sono mai misurate, nonostante sia obbligatorio dal 2002 e raccomandato dall’organizzazione Mondiale della Sanità e nonostante ne sia provata la pericolosità per la salute degli abitanti.

Tutte le Autorità e tutte le Amministrazioni sono a conoscenza, a diversi livelli, di tutto questo ma nulla è ancora cambiato neanche in questi ultimi anni, densi di battaglie e di conflitti sull’aberrante richiesta di potenziamento della centrale a carbone da parte di Tirreno Power e, da più parti, fortemente osteggiata.

Anche le Autorità degli Enti locali che si sono dichiarati contrari promuovendo ricorsi al TAR, non hanno denunciato apertamente questa imbarazzante situazione, non hanno respinto quest’ultima attestazione di Legambiente, forse pensando che in periodi preelettorali possa fare sempre comodo.

Così Legambiente torna, provvidenzialmente, a premiare, ignorando ciò che già il Piano Regionale dell’aria affermava e cioè che nella zona 2 (Savona, Vado e Quiliano) la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile d’inquinamento da NOX(68,3), SOX(89,7),PM10(34,9),COV(37,9).

Meglio tranquillizzare la popolazione, invece che stigmatizzare comportamenti irresponsabili di chi inquina e di chi non esige, concretamente e urgentemente, corretti controlli, soprattutto se si è azionisti di Sorgenia insieme a De Benedetti, proprietario proprio di Tirreno Power.

La stessa Tirreno Power che risponde sulla Stampa al dott. Franceschi che le più consistenti emissioni dai camini della centrale di questi giorni, altro non sono che vapore acqueo, dovuto alla rigida temperatura esterna.

La stessa risposta mi fu data, in un’altra regione, sulla richiesta di chiarimenti circa i fumi di un inceneritore: vapore acqueo!

Se così è, nulla in contrario, quindi, se sia un Ente esterno e qualificato a verificare i controlli sulle emissioni, a richiedere centraline di monitoraggio più efficienti e attendibili, a esigere finalmente controlli sulle PM2,5?

Savona non può aspettare ancora e ha il diritto e il dovere di non rinunciare a combattere la sua battaglia per la salute.

Savona: “futuro centro dell’energia del nord” (!!??), non potrà ridursi a barattare la salute dei cittadini per qualche cattedra di docenza nella sua Università, non dovrà perpetrare un atteggiamento compromissorio tenendo il piede in più scarpe, quella delle energie rinnovabili di facciata e quella più concreta ma, da più parti, ampiamente superata del carbone: dovrà fare scelte coraggiose e realmente innovative che dovranno necessariamente passare dalla bocciatura dell’ampliamento della centrale e dal depotenziamento dei due gruppi esistenti, ormai fuori legge, senza falsità, senza calcoli preelettorali e ipocrisie, senza ignoranza.

Solo così potrà ritirare meritatamente il suo premio.

Leggi l'Articolo integrale di su Trucioli Savonesi di ANTONIA BRIUGLIA
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Tratto da UNONOTIZIE


PARMA / 30-01-2010

PARMA, SCANDALO NELLE SCUOLE / Enia Spa presentata a Parma come insegnante in temi ambientali nella scuola

Emilia Romagna, ultime notizie Parma - Sempre più insegnanti e genitori ci segnalano preoccupati e contrariati per la la presenza invadente nelle scuole di Parma di una azienda privata come Enia, che si è assunta, non è dato sapere a che titolo, il ruolo di educatore su temi ambientali come il trattamento dei rifiuti.
La facoltà che viene data a questa azienda di comunicare il proprio punto di vista sulla miglior gestione dei rifiuti, durante le ore scolastiche obbligatorie, genera negli allievi l’impressione di essere di fronte, non ad opinioni particolari, ma a dati certi provenienti dall’istituzione scolastica stessa.

E ovviamente non esiste contraddittorio, che spiegherebbe invece loro che le pratiche di trattamento dei rifiuti sono varie e molto diversificate fra loro.

L’opuscolo che viene distribuito ad ogni studente, che in realtà è materiale pubblicitario ed autoreferenziale, suggerisce che l’incenerimento (rinominato termo-valorizzazione) sia l’esito naturale della raccolta differenziata, fornendo in tal modo una informazione falsa, parziale e fuorviante.

L'incenerimento sembra essere l'unico metodo per trattare l'indifferenziato residuo, mentre invece altre tecniche innovative stanno prendendo piede in Italia, tecniche che mettono da parte una volta per sempre gli inceneritori.

Qui invece si tenta maldestramente di far passare l'idea dell'innocuità dell'incenerimento, quando invece sappiamo bene i gravi danni all'ambiente che produce, come ad esempio succede a Pistoia dove il latte materno è risultato essere inquinato da diossina prodotta da un inceneritore.
Riteniamo gravissimo che le Istituzioni Provinciali, Comunali e Scolastiche abdichino al loro diritto-dovere di educare con completezza e imparzialità i bambini e i ragazzi, a favore di un portatore di pesanti interessi privati.
E' un po' come se vedessimo nelle nostre scuole una proposta di educazione alimentare affidata senza controllo a Mc Donald's o a Coca Cola.

Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Parma & Provincia
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27 gennaio 2010

2010/01/27 GRAZIE SATELLITE!!!!/AMBIENTE:DIOSSINE IN LATTE MAMME,ABITANO PRESSO INCENERITORE


Tratto da UOMINI LIBERI
PECCATO CHE CI SIA IL SATELLITE!!!

Abbiamo pubblicato, senza commento, il rapporto di Lega Ambiente sull'aria che respiriamo nelle nostre città, lasciando ai lettori il loro personale giudizio sui dati e sulle analisi in esso contenuti. Ora, un giornale on-line si avventura in considerazioni euforiche sulla qualità dell'aria di Savona e dintorni, quasi una apologia gentilmente concessa e soprattutto, per quanto riguarda le particelle pm10, pm2,5 totalmente destituita di ogni fondamento, visto nessun ente, a quanto ci risulta, le misura o le ha mai misurate negli anni passati.

Quindi…leggise non vi e' rilevatore, non c'e' neppure il problema, anzi, di più, non esiste neppure la fonte inquinante!!!

A questo porta il sillogismo del commentatore, il quale dovrebbe sapere che nel cielo ruotano dei satelliti ai quali fu attribuito il compito di rappresentare dall'alto lo stato di salute dell'aria che ci sovrasta e che ci dicono, a confusione dei giornalisti faciloni e/o in malafede, che in queste ultime giornate di gennaio 2010,sta succedendo..... Q u e s t o !!!!!!...GUARDA

Considerazioni di Uniti per la Salute

Ringraziamo la redazione di Uomini Liberi che ,ha risposto adeguatamente a chi ,continua a mandar messaggi che vogliono tranquilizzare i cittadini e distogliere l'attenzione dal Principale Problema del nostro territorio che è la insufficienza di un adeguato monitoraggio che metta in evidenza la reale situazione ambientale .
Meno male ,per tutti noi,che c' è il satellite .......
A noi permane comunque un piccolo dubbio:PERCHE' per LEGAMBIENTE a PORTO TOLLE a BRINDISI a CIVITAVECCHIA ..........LA combustione del carbone provoca serie problematiche ambientali e a Savona NO?

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tratto da http://www.unita.it/notizie_flash
AMBIENTE:DIOSSINE IN LATTE MAMME,ABITANO PRESSO INCENERITORE

(ANSA) - PISTOIA, 27 GEN - Diossine sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale, localita' vicino a Pistoia dove e' presente un impianto di incenerimento dei rifiuti. Lo rende noto il Comitato contro l'inceneritore di Montale che, spiega una nota, ''dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali''. Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano in case situate nell'area di ricaduta dell'impianto. Secondo il Comitato ''di particolare interesse e' stato il riscontro di Pcb che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell'Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che e' la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona''. Il Comitato contro l'inceneritore ha anche evidenziato che ''le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle istituzioni circa la totale assenza di Pcb nelle emissioni dell'inceneritore trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire''.(ANSA).

26 dicembre 2009

2009/12/26 Inquinamento e polmoniti, fenomeni strettamente legati/Inquinamento, rifiuti e impatto sulla salute

Tratto dawww.stetoscopio.net

Inquinamento e polmoniti, fenomeni strettamente legati

L’inquinamento atmosferico può raddoppiare il rischio, per le persone anziane, di essere ricoverati di polmonite. Lo afferma una recente ricerca realizzata da scienziati della McMaster University in Canada che hanno compiuto un ampio studio sugli abitanti di una cittadina, Hamilton, nell’Ontario, ove sono installate grandi aziende per la lavorazione dell’acciaio. La ricerca voleva investigare a fondo se ci fosse una relazione tra il vivere in un ambiente a grande concentrazione di polveri sottili ed altri agenti inquinanti, ed il numero di ospedalizzazioni per problemi polmonari.
345 sono stati i pazienti di 65 anni di età coinvolti nello studio monitorati per due anni dopo essere stati ospedalizzati per disturbi ai polmoni.

I ricercatori hanno calcolato quali fossero i livelli di inquinamento medio annuo di polveri sottili e biossido di azoto, una sostanza inquinante prodotta soprattutto dal traffico automobilistico, nei dintorni delle case delle persone arruolate nello studio.

Si è scoperto che le persone che vivevano nelle zone della città con i più alti livelli di polveri sottili e biossido di azoto, avevano il doppio delle probabilità di subire un ricovero in ospedale per polmonite, rispetto a coloro che abitavano in altre aree della città, anche valutando eventuali cofattori di rischio come il fumo di sigaretta.

Sebbene sia stato verificato empiricamente, ancora non è chiaro il motivo per cui l’ambiente inquinato aumenta i rischi di ospedalizzazioni per polmonite, anche se precedenti ricerche su animali hanno verificato che sostanze inquinanti come il biossido d’azoto rendono più difficoltoso lo scambio di ossigeno nei polmoni, il che ne indebolisce la struttura, esponendoli maggiormente ad infezioni, influenze stagionali e polmoniti.

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Inquinamento, rifiuti e impatto sulla salute 1. Fonti Emissive

Bilancio ambientale della produzione di energia elettrica da carbone. ....
accurata revisione dei risultati di questi studi e ha individuato per i principali eventi sanitari .......
Leggi tutto :tratto dal RAPPORTO APAT ANNUALE DELLA REGIONE VENETO
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Tratto da" SenzaColonne.it"

No al carbone e al gas: corteo colorato per le vie della città


La Brindisi del NO è scesa in piazza. Un cordone umano per “salvare la città dall’assedio”. Dopo rimostranze pubbliche a suon di fischietti, silenziosi atti di accusa, lettere di protesta, i gruppi “No al carbone” e “Anti Cerano” hanno scelto la musica per farsi sentire. Un corteo di protesta culminato con un concerto in Piazza Santa Teresa per chiedere, in una fase delicata in cui si discute di nuove convenzioni energetiche, una drastica riduzione del quantitativo di carbone all’Enel, alle Amministrazioni locali di tutelare e rappresentare il diritto alla salute della cittadinanza brindisina e non. Associazioni ambientaliste, culturali e di volontariato, associazioni di categoria, sindacati, partiti, rappresentanti delle istituzioni, in migliaia si son dati appuntamento nel piazzale della Stazione ferroviaria. Insieme studenti e pensionati, assessori e comuni cittadini, hanno marciato fianco a fianco per un fine comune: pretendere il rispetto del territorio e dei suoi abitanti.
“La nostra provincia ha pagato e continua a pagare un tributo pesantissimo a un modello di sviluppo basato su mega impianti industriali di grande impatto per l’ambiente e la salute dei cittadini. I livelli di inquinamento raggiunti e il conseguente aumento di patologie tumorali non possono più essere tollerati - afferma il ventottenne Daniele Pomes, membro attivo del “Gruppo No al Carbone” - Non è più possibile indugiare oltre, occorre assumere provvedimenti che pongano un limite alle emissioni di sostanze inquinanti nel nostro territorio. Riteniamo che la questione energetica brindisina vada una volta per tutte affrontata e risolta”.
Precisi gli obiettivi a cui non rinunciare: una drastica riduzione del quantitativo di carbone non inferiore del 30% del quantitativo movimentato nel 2004 e risultati più congrui in termini di salvaguardia ambientale.
“Oltre alla quantità di carbone bruciato e le emissioni conseguenti, si dovrebbe anche tener conto della radioattività del carbone. Sebbene non sia risaputo è stato comprovato da molti studi scientifici come le centrali a carbone presentino livelli di radioattività molto alti. Da qui la necessità di una verifica in questo senso da svolgere a Cerano. In mancanza di risultati positivi su questi due punti fondamentali, dovrebbe essere negata da parte degli enti locali una firma ad una convenzione che comporterebbe una legittimazione politico-istituzionale in favore di una società elettrica che disattende da anni le istanze degli stessi enti territoriali e che mortifica diritti fondamentali della nostra comunità”.