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19 dicembre 2020

A Proposito dell’ex governatore Burlando ....

Comunicato Stampa di Unitiperlasalute Odv del 18 dicembre 2020

 In merito all'udienza del 15 dicembre scorso del processo Tirreno Power davanti al Tribunale di Savona in cui è stato sentito come testimone l'ex Governatore, si ritiene opportuno segnalare che le risposte generiche ed evasive fonite dal presidente della Regione su passaggi centrali della vicenda non si giustificano anche alla luce delle numerose note che gli furono inviate da parte di questa associazione e da diverse altre realtà corredate da corposa documentazione sulla pericolosità del carbone, compreso un incontro avvenuto in regione nel marzo 2011 e, in particolare, la nota inviata alla vigilia della conferenza dei servizi 2012. 

La conferenza dei servizi con l'assenso decisivo della Regione prima in occasione dell'autorizzazione alla costruzione del  nuovo gruppo  a carbone e poi per il rilascio dell'AIA nel dicembre 2012 diede limiti emissivi molto al di sopra dei valori indicati dai documenti europei sulle migliori tecniche disponibili e ancora oggi non riusciamo a capire il perché di questa decisione, peraltro in netto contrasto con la linea assunta dalla stessa Giunta regionale dal 2007 sino al luglio 2011.
Fu una decisione che ci ferì e ci ferisce ancora oggi, anche moralmente, perché le evidenze erano macroscopiche e molto semplici da interpretare e per questo non comprendiamo come l'ex presidente della Regione si trinceri dietro  generiche motivazioni dei propri tecnici di cui non è riuscito a dare una spiegazione e, soprattutto, senza esprimere una ragione plausibile per le decisioni politiche, assunta dalla sua Giunta.

L'azienda forse sosteneva di non essere in grado di non ridurre le emissioni minacciando la chiusura? In quel caso perché non si è approfondito con gli strumenti e i consulenti a disposizione della regione?

In realtà è bene sottolineare che l'azienda, a seguito del sequestro degli impianti a carbone del 11 marzo 2014 , nel maggio successivo presumibilmente nell'intento di farli riaprire presentò un progetto (ancora oggi pubblicato sul sito del Ministero) dichiarando di essere in grado immediatamente (dal maggio2014) di abbassare il limite di SO2 da 390/350 a 200 mgNm3 mensile con semplici interventi manutentivi e gestionali e dal 1 maggio 2016 addirittura a 150 giornaliero.

Quindi le domande sono: perché in Regione non avevano verificato per tempo questa possibilità? E perché queste  notevoli riduzioni non sono state prescritte anni prima visto che l'azienda era perfettamente in grado di farlo, limitando considerevolmente l'emissione di inquinanti molto pericolosi come il biossido di zolfo emesso sulle nostre teste?

L'ex Governatore aveva l'occasione di spiegarlo davanti alla legge e alla comunità che ha amministrato per anni.

Spiace che ancora una volta abbia perso questa occasione!

03 dicembre 2020

21 novembre 2009: “Burlando ci disse che l’ampliamento non si sarebbe fatto”

Tratto da IVG

Processo Tirreno Power, Uniti per la Salute: “Burlando ci disse che l’ampliamento non si sarebbe fatto” 

L'ex presidente ligure testimonierà il 15 dicembre, oggi in udienza riferita una conversazione con lui: "Niente ampliamento, me lo ha detto De Benedetti"


Savona. “Incontrammo Claudio Burlando nel corso di una manifestazione a Cairo Montenotte. Esprimemmo i nostri dubbi sull’ampliamento della centrale a carbone e lui ci rispose di stare tranquilli, perché De Benedetti gli aveva detto che non si sarebbe fatto“.
 A rivelarlo oggi in tribunale a Savona è stata Emilia Piccardo, presidente dell’associazione Uniti per la Salute fin dalla sua fondazione nel 2007, nel corso dell’udienza legata al processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

Piccardo, durante la sua testimonianza, ha ripercorso alcune delle attività dell’associazione e, su richiesta dei legali delle parti civili, raccontato un episodio avvenuto il 21 novembre 2009 a Cairo Montenotte. Alcuni attivisti dell’associazione riferirono al consiglio direttivo di aver incontrato, nel corso di una manifestazione di protesta durante l’inaugurazione del parco eolico “Valbormida, l’allora presidente della Regione Claudio Burlando: “Gli sottoposero le nostre perplessità – ha spiegato la testimone – e lui li rassicurò. Disse che l’ampliamento della centrale di Vado Ligure non si sarebbe fatto, e di averlo saputo parlando con Carlo De Benedetti”. La società elettrica del suo gruppo industriale, Sorgenia, all’epoca deteneva una quota di minoranza dello stabilimento vadese (oggi è al 50%, con il resto in mano alla francese Engie).

Proprio l’ex governatore ligure Claudio Burlando sarà uno dei due testimoni della prossima udienza, fissata per il 15 dicembre. Con lui sarà sentito anche Stefano Maggi: avrebbe dovuto testimoniare oggi ma, in seguito a una discussione (per le parti civili sarebbe un teste sia d’opinione che tecnico, per la difesa solamente tecnico), si è deciso di rinviare alla prossima udienza.

Prima di Piccardo ha parlato Maria Maranò, della segreteria nazionale di Legambiente. La testimone, nell’esame delle parti civili, ha raccontato come funziona l’Ufficio Studi di Legambiente. La difesa invece ha puntato sui report “Ecosistema Urbano”, redatti proprio da Legambiente, che si occupano delle varie performance ambientali dei capoluoghi di provincia: il report del 2011 classificava Savona al quarto posto in Italia per qualità dell’aria, e nel 2012 al terzo posto. Una discrepanza rispetto all’accusa di inquinamento rivolta a Tirreno Power che Maranò ha spiegato così: “Per l’aria vengono utilizzati i dati delle centraline delle istituzioni preposte, che però non rilevano l’inquinamento industriale ma solo quello urbano. E anche dove le polveri sono sotto i limiti di legge, va capito quali inquinanti veicolano”. L’avvocato di parte civile ha avvalorato questa tesi depositando una mappa che mostra la collocazione di tre centraline a 6 km dallo stabilimento Tirreno Power.



10 marzo 2015

Coordinamento GCR Liguria :Piano regionale rifiuti: quali prospettive?

Tratto da Savona news

Piano regionale rifiuti: quali prospettive?

Coordinamento GCR Liguria"Vogliono mantenere le 8 discariche, sarebbero invece necessarie misure programmatiche"

“Nuova” gestione dei rifiuti in Liguria in dirittura d’arrivo: il Piano regionale rifiuti, ultima opera della Giunta Burlando, è arrivato in VI commissione, a breve verrà approvato dal Consiglio regionale.
Il Coordinamento ligure gestione corretta rifiuti ribadisce, sono indispensabili misure programmatiche di prevenzione di rifiuti, riutilizzo di materiali e riciclaggio, con conseguente progressiva dismissione delle discariche.
Invece il nuovo Piano prevede di: mantenere attive le 8 discariche (ora quasi tutte chiuse,  per illegale assenza di trattamento obbligatorio del “tal quale” conferito, e conseguente conferimento in inceneritori del Piemonte), costruire grossi impianti provinciali di biodigestione della frazione umida e altri di TMB, al fine di ottenere biogas, da bruciare sul posto per produrre elettricità con incentivi statali, e CSS da bruciare nelle centrali a carbone, con grave inquinamento dell’ambiente e quindi danno alla salute, maggiore mortalità e malattie (vedi sequestro gruppi a carbone di Tirreno Power da parte del Tribunale di Savona).
Tale piano, non rispetta quindi la gerarchia di trattamento dei rifiuti della direttiva europea 2008/98/CE, che privilegia il recupero di materia per la sostenibilità ambientale.
Spostare al 2020 il raggiungimento del 65%, obiettivo RD di legge per il 2012, equivale a non volere intervenire sulle cause dell’attuale situazione non sostenibile. Infatti permettere che il 50% dei rifiuti rimanga indifferenziato, vuol dire continuare una gestione che privilegia grossi impianti di discarica o di produzione di CSS che possono dar luogo a buoni profitti per chi li gestisce, ma con ricadute negative per posti di lavoro, tariffe, salute, ambiente e partecipazione dei cittadini e con conseguenti problemi sociali che la Regione Liguria dovrebbe considerare attentamente per non esserne corresponsabile. Riteniamo che i grossi impianti siano funzionali ad un processo di concentrazione monopolistica da parte di grandi gruppi privati, ma non rispettino i beni comuni e l’interesse dei cittadini, che hanno indicato una preferenza per la gestione con aziende pubbliche dei servizi pubblici locali nel referendum del 2011.

Il Coordinamento GCR propone che nel Piano sia fatta una scelta precisa: la strategia per andare verso rifiuti zero, con politiche di creazione di tessuto industriale di “Green Economy” e di economia circolare, affinché il materiale post consumo (carta, plastica, vetro, metalli, organico) separato dai cittadini sia maggiore e qualitativamente migliore, quindi appetibile per le aziende nel campo del riciclo.
Come fare? Adottare porta a porta con abbinata  tariffa puntuale (principio “chi produce meno rifiuti paga meno”) su tutto il territorio, unico metodo che può stimolare la collaborazione dei cittadini, facendo raggiungere rapidamente e poi superare le percentuali di legge di RD. E nello stesso tempo sviluppare politiche volte alla riduzione di rifiuti alla fonte (riduzione imballaggi, utilizzo prodotti alla spina, vuoto a rendere, creazione di centri riparazione e riuso (i RAEE sono vere e proprie miniere d’oro)........

E’ questa la Liguria che vogliamo, non solo per noi, ma per le future generazioni.
Su  Savona news l'articolo integrale.

03 marzo 2015

UOMINI LIBERI:Il Procuratore ricattato e il silenzio delle istituzioni.

Il procuratore Di Lecce spiega alla Commissione: «L'impressione che ho avuto da quando sono a Genova è che alcune situazioni magari latenti da anni siano esplose anche per l'intervento della magistratura e degli organi di vigilanza che operano come polizia giudiziaria sotto il diretto controllo dell'autorità giudiziaria. I........Ovviamente è chiaro che, anche a prescindere dall'intervento della Procura, le situazioni prima o poi arrivano all'ingestibilità, i nodi vengono al pettine ».

Tratto da Uomini Liberi

Lo scontro tra Granero e Burlando


Scritto da MARCO PREVE   
 Il procuratore ricattato e il silenzio
 delle istituzioni
Certo che è curioso. In una Liguria in cui i 
politici fanno interrogazioni su qualunque cosa ....
un procuratore capo della repubblica 
dice di esser stato ricattato, pedinato
e sottoposto a pressioni  .... LEGGI

Lo SCONTRO tra  GRANERO e BURLANDO
 braccio di ferro sulla centrale chiusa
LA TENSIONE è alta. E sta tutta nelle parole 
che,in conclusione della sua audizione davanti 
alla Commissione parlamentare rifiuti, pronuncia
 il procuratore capo di Savona Francantonio
 Granero dopo aver elencato le numerose indagini....CONTINUA

 IL GIUDICE DEL CASO TEARDO: "IL 
SISTEMA
 DI POTERE UGUALE A 30 ANNI FA" 
       ...........CONTINUA 

02 luglio 2012

RSFC Rete savonese “Fermiamo il carbone” INCONTRO CON I SINDACI

RSFC Rete savonese 
“Fermiamo il carbone”
INCONTRO CON I SINDACI

Alcuni rappresentanti della RSFC (Rete savonese “Fermiamo il carbone”), di cui fanno parte molti Comitati, Associazioni e Partiti savonesi, giovedì scorso hanno avuto un incontro formale con i Sindaci e gli Assessori all’ambiente dei Comuni di Vado Ligure e Quiliano per un confronto  sugli sviluppi dell’iter del potenziamento della centrale a carbone.


COMUNICATO

Come Rete Savonese “Fermiamo il carbone” abbiamo anticipato in linee generali le prossime azioni giuridiche e legali che si intendono portare avanti con la massima determinazione, a tutela della legge e della salute della cittadinanza della provincia di Savona.  

Abbiamo ancora ribadito le nostre posizioni che  esprimono concetti chiari:noi crediamo nello Stato,  nel rispetto di tutte le leggi e nella Costituzione come legge fondamentale. 
Il rispetto e l’applicazione  delle leggi tutelano il lavoro, la vita e la salute di tutti i cittadini. 

Come più volte ripetuto non è nostro obiettivo la chiusura di impianti (al contrario da sempre rimarchiamo l'indispensabile difesa dell'occupazione anche con il ricorso al metano come male minore). Noi nutriamo il massimo rispetto per i lavoratori della centrale, come del resto per tutti i lavoratori: nel campo turistico, nell’agricoltura e nella industria delle rinnovabili (come portatrice di  sviluppo tecnologico).

Abbiamo ribadito alcuni nostri punti principali:
-la motivata, ferma contrarietà ad ogni ipotesi di costruzione di nuovi gruppi a carbone;

-la disponibilità al confronto sull’ipotesi di nuovi gruppi a metano (accettabili  come male minore), proprio per venire incontro a necessità occupazionali.

-lo scrupoloso rispetto delle procedure e delle normative di legge, sia per quanto riguarda gli iter autorizzativi che per quanto riguarda le normative sanitarie e ambientali.

-la necessità, di procedere da subito a misurazioni pubbliche e verificabili sia delle emissioni ai camini sia agli scarichi idrici alla foce del  torrente Quiliano( che ad oggi ci risultano  entrambe effettuate a cura della  stessa azienda).

-la necessità di  verificare la provenienza del gravissimo inquinamento nei sedimenti marini alla foce del Quiliano.

Per quanto riguarda l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) abbiamo evidenziato  a proposito dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 (che funzionano da almeno 5 anni sprovvisti di AIA):
•          la stessa centrale a proposito dei sistemi di trattamento fumi ha dichiarato che “non permettono ulteriori improvement tecnologici”
•          il presidente della Regione Burlando oltre a parlare di "inquinamento colossale" ha dichiarato: “due vecchi gruppi da 330 Mw che sono stati realizzati nel 1971 e che ormai hanno raggiunto la fine della loro vita produttiva... Hanno già 40 anni: non si può pensare di tirare loro il collo ulteriormente”

•          i sindaci  Isetta e Giacobbe avevano chiaramente dichiarato: “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4 …

Abbiamo quindi chiesto ai Sindaci,  che, avvalendosi delle prerogative e delle responsabilità a loro riconosciute dagli art. 29 quater e 29 septies del D. Legvo 29 giugno 2010 n 128, diano prescrizioni a  tutela della salute e del territorio ribadendo come espressa prescrizione la richiesta di VIS ( valutazione di impatto sanitario ) in riferimento alla Carta di consenso di Goteborg  e ricordando, per quanto riguarda i dati emissivi la nota DVA-2011-0000835 del 17.01.2011 del Ministero dell’Ambiente che fissa i valori limite  per i gruppi 3 e 4 (130 per SO2, 140 per Nox , 15 per le polveri.)

Quindi, per i motivi suesposti, abbiamo rinnovato la nostra fermissima opposizione a qualsiasi ipotesi di AIA più o meno “transitoria” richiedendo che siano attivate in modo scrupoloso e immediato  tutte le azioni a tutela dei cittadini e del territorio, senza ritardi  e senza inopinate “scorciatoie”.

Per la Rete savonese “Fermiamo il carbone” erano presenti all’incontro:

ARCI 
Comitato Spotorno Noli
Federazione Verdi
GasSA
Legambiente
Noi per Savona
Rifondazione Comunista
Ubik
Uniti per la Salute


20 dicembre 2011

A BREVE AZIONI IN SEDE GIUDIZIARIA PER LA RESPONSABILITA' DI ENTI E DI SINGOLE PERSONE



Comunicato:

A BREVE AZIONI IN SEDE GIUDIZIARIA PER LA RESPONSABILITA' DI ENTI E DI SINGOLE PERSONE.

Apprendiamo dagli organi di informazione che la Regione Liguria avrebbe approvato la convenzione per il via libera al potenziamento a carbone della centrale. Un titolo recita: Tirreno Power, compensazioni per l’impatto ambientale: 
1 milione a Vado e Quiliano, 7,5 milioni alla Regione.
In attesa di leggere il documento, riteniamo di poter affermare che con le prospettate compensazioni si ammette finalmente che esiste un impatto connesso al potenziamento.



E quindi ci domandiamo se esista denaro sufficiente per compensare la salute dei cittadini, ricordando la chiara posizione dell’Ordine dei Medici e la perizia GIURATA in tribunale dello Studio Terra (commissionata dai comuni di Vado e Quiliano) dove è tra l’altro affermato “… 
Questo fa pensare che il giudizio positivo di compatibilità ambientale dell’opera rilasciata dal ministero dell’Ambiente sia in netto contrasto con il principio di tutela e precauzione della salute dei cittadini, senza l’acquisizione preventiva dei risultati di opportuni approfondimenti”.
 
Nonostante il NO al potenziamento proclamato alla viglia delle elezioni, nonostante l’enorme documentazione  tecnica, medica e scientifica, nonostante il motivato parere negativo dei sindaci di Vado e Quiliano e di ben 16 altri comuni, la Regione avrebbe dunque dato questo via libera.




Poichè riteniamo di aver ravvisato nella procedura gravi irregolarità, annunciamo che a breve, con diversi Comitati, Associazioni e Partiti, saranno avviate ulteriori azioni in sede giudiziaria dove verranno evidenziate quelle che riteniamo responsabilità sia di enti sia di singole persone.




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Tirreno Power, il Sindaco Ferrando e Uniti per la Salute annunciano battaglia

Vado/Quiliano.“Noi non siamo contro lo sviluppo, tuttavia nel progetto di Tirreno Power, che nessuno ha ancora visto, non ci sono garanzie ambientali e per la salute dei cittadini”. Così il sindaco di Quiliano Alberto Ferrando commenta il via libera regionale alla ristrutturazione della centrale vadese.

“Non esiste al momento nessun calcolo, nessun dato che possa affermare l’effettiva riduzione delle emissioni come dice l’azienda. Il progetto illustrato in Conferenza dei servizi non è lo stesso di quello attuale e quindi rimaniamo contrari.
Non posso che esprimere la mia delusione per la delibera della Regione che non ha ascoltato le esigenze del territorio. E’ un vero e proprio regalo natalizio a Tirreno Power” aggiunge il primo cittadino di Quiliano.

“E’ nostra intenzione mettere in campo, assieme al Comune di Vado Ligure e a quanti sono contrari a questo progetto, tutte le iniziative politiche, amministrative e giuridiche per contrastare la realizzazione dell’opera”.
“Le compensazioni economiche e ambientali non ci convincono, anche perchè bisognava prima ottenere l’AIA sui due gruppi esistenti e poi procedere ad una seria valutazione ambientale, invece si vara un nuovo gruppo da 460 MWMi pare ci sia poca chiarezza e molto ambiguità conclude il primo cittadino di Quiliano.

Sulla stessa linea anche il sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia, che attende di leggere nel dettaglio la delibera approvata dalla giunta regionale: “Le compensazioni economiche e ambientali sono tutte da verificare così come il controllo ed il monitoraggio sulle emissioni inquinanti e non è detto che le risorse destinate a Regione e comuni siano sufficienti. 
Inoltre la realizzazione del terzo gruppo è da valutare non solo in relazione a Tirreno Power ma a tutto il comprensorio vadese e a quello che sarà lo status delle emissioni tra dieci anni. La ristrutturazione dei due gruppi non riuscirà e compensare il livello di qualità dell’aria di questo territorio”.

Tratto da Savona News

Il Sindaco di Vado: contro l'ampliamento una grande manifestazione civile

Si dice molto deluso il Sindaco di Vado dal si della Regione all’ampliamento a carbone ma ancor di più dalla mancanza di chiarezza che da tempo avvolge la vicenda. “A questo punto non interessano le resposabilità e non si vuole colpevolizzare, ma vogliamo risposte sulla situazione ambientale e sopratutto sanitaria della zona. Senza aver accertato questo come può la regione deliberare? Pur comprendendo le problematiche degli operai lavoratori e delle imprese del territorio che parteciperebbero alle commesse, è una sconfitta della politica.  

La Regione si lava le mani - continua Attilio Caviglia - e lascia che la questione sia diramata a livello giuridico, la politica viene meno al suo ruolo, da qui la delusione. 
Il sindaco di Vado annuncia dunque quelli che secondo lui saranno le prossime mosse a cominciare da un appello al TAR dopo la conferenza Stato-Regione. 
“Politicamente non ci si vuole comportare come la regione, anzi l'idea e' quella di organizzare una grande manifestazione della società civile, da organizzare con i comuni del comprensorio.”

“La speranza e' quella di non esser lasciati soli, che non sembri solo la preoccupazione di due comuni, ma di tutte le istituzioni contrarie che si mobilitano. Una manifestazione civile e pacifica, ma forte, da concordare con gli altri consigli comunali per chiedere che la situazione

venga finalmente monitorata (di chi e' la competenza? Chi deve dare l'ordine? Regione o provincia? Sarebbe bello almeno saperlo). Occorre venga data risposta alle domande sollevate dalla perizia dell’Ing. Stevanin.


17 dicembre 2011

DALLA REGIONE LIGURIA E' IN ARRIVO UN BEL PACCO NATALIZIO"

 La Regione Liguria e l'arte di  nascondere  sotto l' albero "I Regali... per i cittadini."
TANTI AUGURI A TUTTI NOI NE AVREMO PROPRIO BISOGNO .......  
 Ci hanno meditato  un pò ma hanno pensato che Il Natale era proprio il momento giusto" per farci assaporare meglio il dono" e per passare inosservati in mezzo alle Feste Natalizie.
 
Stralcio da" UOMINI LIBERI"

Purtroppo per i savonesi, sta per consumarsi un vero e proprio "crimine di pace": calpestando le promesse e disonorando la parola data, si accinge a favoreggiare l'ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power, dopo che il suo partito, il PD aveva raccolto le firme per bloccare la scellerata operazione!!!

 Tirreno Power, Burlando: “Nonostante contrasti enormi, uniti approviamo progetto”.
Leggi


  Martedì 20  Dicembre si consumerà  in regione Liguria ,dopo circa  2000 anni," un'altro  bacio di GIUDA".

Lo sapevamo che ci avrebbero preparato "Un bel pacco per Natale" ma  le feste sono appena incominciate 
e per  altri regali c'è ancora tempo........

Ma  ci sorge un dubbio: abbiamo già appurato che nonostante siano stati democraticamente eletti dai cittadini, tali amministratori......non tengono in alcun conto le istanze dei cittadini stessi  e non tengono neppure in considerazione le istanze dei Sindaci del territorio contrari  da sempre al potenziamento a carbone .

Sicuramente come interlocutori prediligono le grandi industrie energetiche , che hanno per i nostri amministratori regionali ,sicuramente" argomentazioni migliori" degli Scienziati ,dei Medici  e dei Tecnici che da anni li mettono  in guardia sulle problematiche connesse con la combustione del carbone.

IMMAGINE TRATTA DA SAVONA NEWS

La doppia faccia di Burlando, di propaganda e di governo... Quando il Pd raccoglieva le firme per bloccare l'ampliamento...

 


01 maggio 2010

2010/05/01«Analisi addomesticate» all’Arpal. Burlando “indaga”

Tratto da IL SECOLO IX

«Analisi addomesticate» all’Arpal. Burlando “indaga”

30 aprile 2010
| Graziano Cetara
È l’agenzia regionale che dovrebbe proteggere l’ambiente e, in definitiva, la salute della collettività. Secondo la Procura di Genova, l’Arpal della Liguria non solo non lo avrebbe fatto, almeno in alcuni dei casi-simbolo della contaminazione industriale di aria, terra e mare. Ma avrebbe costruito carte false, addomesticato i controlli per presentare una situazione profondamente diversa dalla realtà, agendo in modo da far rientrare i valori-campione entro i limiti imposti dalla legge quando invece erano ben al di fuori.
Sarebbe questa l’accusa che il sostituto procuratore Paola Calleri, magistrato simbolo nel capoluogo ligure della lotta al malcostume di una parte della pubblica amministrazione, ha mosso nei confronti di alcuni dei massimi dirigenti genovesi dell’agenzia regionale e prima di tutto il direttore generale, Bruno Soracco .Ieri mattina, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, schierato da sempre a fianco degli stessi ispettori Arpal nelle attività di controllo e di prevenzione dell’inquinamento e dei reati ambientali, hanno perquisito gli uffici della direzione centrale dell’agenzia, notificando avvisi di garanzia ad almeno quattro dirigenti
DUE I FILONI DI INCHIESTA

Sono due i filoni principali nell’ inchiesta. Il primo riguarderebbe l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e omesso controllo da parte dell’Arpal per agevolare alcuni soggetti privati. La seconda tranche riguarderebbe invece l’ipotesi di reato di turbativa d’asta e corruzione per le forniture di beni e servizi all’agenzia stessa. Secondo alcune indiscrezioni, alcuni dirigenti dell’Arpal suggerivano ad altre aziende private come fare i prelievi in modo tale che questi risultassero più favorevoli. In altri casi, secondo le accuse, venivano presentate in procura denunce fumose, non chiare, che potevano depistare gli investigatori. L’inchiesta è partita da un rapporto dei Carabinieri del Noe, il nucleo che si occupa della tutela del territorio e ambiente, un rapporto contenente 23 spunti investigativi da cui sono partiti i due filoni principali dell’inchiesta.

RIFONDAZIONE: BURLANDO SOSTITUISCA GLI INDAGATI
Il consigliere comunale di Genova di Rifondazione comunista, Antonio Bruno, chiede la rimozione immediata dei dirigenti Arpal:
«Spero - dice - che tutto si risolva in equivoci e fraintendimenti, ma l’inchiesta sembra dare ragione a molte denunce che avevamo raccolto da parte di cittadini e comitati su una certa “moderazione” dell’Arpal verso situazioni di inquinamento che, invece, erano percepiti dalla popolazione molto superiori a quelli certificati a posteriori.

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