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13 settembre 2014

Ambientalisti contro nuova Commissione Ue di Junker: «Un grave passo indietro» negli impegni dell’Ue per lo sviluppo sostenibile, la qualità dell’aria,e l’azione per il clima.....

Tratto da Greenreport.it


Ambientalisti contro nuova Commissione Ue di Junker:
 «Un grave passo indietro»

green10 junker
I presidenti e i direttori delle associazioni che formano la coalizione Green 10 – Climate Action Network (Can) Europe; CEE Bankwatch Network; European Environmental Bureau (Eeb); Friends of the Earth Europe; Greenpeace European Unit; Health & Environment Alliance; Naturefriends International; The European Federation for Transport and Environment (T&E); Wwf European Policy Office) hanno scritto una lettera al nuovo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, nella quale esprimono «Gravi preoccupazioni sulla direzione che l’Ue sta prendendo» con l’annuncio della nuova squadra di governo democrististana-liberale-socialdemocratica

Secondo le 10 associazioni e coalizioni ambientaliste, attive in tutti 28 gli Stati membri e che rappresentano 20 milioni di cittadini europei, «La struttura della nuova Commissione, le lettere di missione e la scelta dei Commissari rivelano tutte un grave declassamento dell’ambiente e una marcia indietro degli impegni dell’Ue per lo sviluppo sostenibile, l’efficienza delle risorse, la qualità dell’aria, la protezione della biodiversità e l’azione per il clima. Ciò rappresenterebbe un tradimento degli interessi dei cittadini dell’Unione europea, la stragrande maggioranza dei quali si sentono fortemente legati all’ambiente. L’Eurobarometro speciale 416 dell’8 settembre 2014, dimostra che, nonostante la crisi economica, il 95% dei 28.000 cittadini intervistati ha affermato che la tutela dell’ambiente è importante per loro personalmente e che si dovrebbe attuare»......

Gli ambientalisti fanno una lunga lista delle preoccupazioni che suscita la nuova Commissione europea........
.

Alla coalizione ambientalista europea non piace nemmeno la fusione dei portafogli Ue clima ed energia e dice che dando a questo Commissario (il popolare spagnolo Miguel Arias Cañete, ndr) l’incarico di un Vice Presidente per l’energia dell’Unione «Potrebbe implicare che Azione per il clima è considerata subordinata alle considerazioni di mercato dell’energia». Inoltre «La scelta di un Commissario al clima e all’energia con collegamenti ben noti per l’industria dei combustibili fossili solleva questioni di conflitto di interessi».

Critiche durissime anche per la decisione di spostare la responsabilità per le relazioni con European Chemicals Agency, il cui compito è quello di proteggere i cittadini europei dai prodotti chimici nocivi, dalla Direzione generale ambiente alla Direzione generale Imprese perché, «Mostra una tendenza chiara verso le priorità degli interessi business rispetto alla protezione della salute umana e dell’ambiente ed è uno schiaffo in faccia agli obiettivi del regolamento REACH».

......... Crediamo che queste preoccupazioni debbano essere affrontate se il Parlamento europeo deve approvare questa Commissione e, soprattutto, se il compito di questa Commissione è quello di rispondere alle esigenze e alle aspettative dei cittadini europei, delle generazioni presenti e future».....

Rinnovabili, +85% in 10 anni, ma per il clima serve altro raddoppio


Rinnovabili, +85% in 10 anni, ma per il clima serve altro raddoppio

I costi del fotovoltaico dal 2008 sono calati dell'80%. Solare ed eolico sono ormai competitivi con le fonti fossili in vari contesti e i paesi in via di sviluppo puntano sempre di più sull'energia pulita. Il mondo dell'energia sta cambiando in fretta, ma se vogliamo gestire la sfida del clima bisogna accelerare. Il nuovo report IRENA.
La potenza installato di fonti rinnovabili è cresciuta dell'85% in 10 anni. Oggi le fonti enegretiche pulite contano per il 60% della nuova potenza installata annualmente, danno lavoro a circa 6,5 milioni di persone e attirano nuovi tipi di investitori. I costi del fotovoltaico dal 2008 sono calati dell'80% e sole e vento sono ormai competitivi con le fossili in vari contesti. Insommail mondo dell'energia sta cambiando rapidamente, ma non basta: per mantenere il riscaldamento del pianeta entro la soglia critica dei 2 °C il contributo delle energie pulite dovrà raddoppiare. Il trend dato dalle politiche in atto ci porterebbe verso il disastro climatico.
Il nuovo report pubblicato dall'International Renewable Energy Agency (IRENA, agenzia intergovernativa per la promozione delle rinnovabili), intitolato REthinking Energy (allegato in basso), è nel contempo una fotografia delle tendenze in atto, un monito e un messaggio di speranza.....

E' significativo che nel 2013 per la prima volta anche nei paesi non OCSE, le rinnovabili abbiano superato le fonti convenzionali in quanto a nuova potenza installata nell'anno. In Cina ad esempio in un anno tra eolico e FV si sono installati 27,4 GW di potenza.

Su scala mondiale, in 10 anni la potenza da rinnovabili è cresciuta dell'85%: a fine 2013 ha superato 1.700 GW cioè il 30% del totale. Sono oltre 6,5 milioni gli occupati (tra diretti e indiretti) nel comparto, dei quali 2,6 milioni in Cina.

Per ridurre la CO2 abbastanza però, come detto, bisogna accelerare: servono nuove politiche per far raddoppiare il contributo delle fonti pulite. Perché ciò accada – stima il report - gli investimenti annuali in rinnovabili (grande idroelettrico escluso) dovrebbero passare dai 214 miliardi di $ del 2013 a 550 nel 2030.

Il report "REthinking Energy "(pdf)

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Dott. Jennifer Ailshire : LO SMOG DANNEGGIA L'ATTIVITA' COGNITIVA DEL CERVELLO.

Tratto da Ecoseven

SALUTE: LO SMOG DANNEGGIA L'ATTIVITA' COGNITIVA DEL CERVELLO

Uno studio di un team di ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, ha recentemente dimostrato come lo smog sia in grado di accelerare il declino cognitivo del nostro cervello


Smog e inquinamento urbano danneggiano le attività cognitive del nostro cervello. A dirlo è uno studio di un team di ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, che ha analizzato il rapporto tra qualità dell’aria e funzionalità cerebrale.

Lo smog, in particolare, danneggerebbe la memoria del cervello, rendendo le persone meno lucide. Inoltre, si comprometterebbe anche la capacità di ragionamento con una conseguente accelerazione del declino cognitivo legato all’età.

La ricerca, nello specifico, è stata condotta su un campione di 780 persone con età compresa tra i 51 e i 97 anni. A queste persone sono stati consegnati particolari test cognitivi riguardanti quesiti matematici o più puramente di memoria. Alla fine della prova, è stato assegnato un punteggio complessivo in base alle risposte che date. In funzione delle risposte, si è poi misurato il declino cognitivo, (ossia il grado di buon funzionamento del cervello). In seguito, i dati raccolti sono stati messi a confronto con diverse zone caratterizzate da maggiore o minore inquinamento da smog. Più alto era l’indice di inquinamento nel quartiere di residenza degli adulti sottoposti al test, e maggiori sono stati gli errori riscontrati nelle prove cognitive.

Un altro dato rilevante emerso dallo studio è stato quello riguardante il livello di pericolosità delle polveri sottili PM2.5 per il nostro cervello. Si tratta infatti di polveri in grado di penetrare più facilmente nell’organismo per via del loro diametro estremamente ridotto.

In generale, la ricerca ha dimostrato che l’esposizione per lunghi periodi all’inquinamento atmosferico, accelera e non di poco l’invecchiamento cerebrale. Oltre alla perdita di memoria e alla scarsa capacità di apprendimento, tra le conseguenze dei danni cerebrali causati dallo smog, si annoverano anche ansia e depressione.

Lo studio, coordinato dalla dalla dottoressa Jennifer Ailshire, è stato recentemente pubblicato sula rivista scientifica ‘The Journals of Gerontology Series’. Per maggiori informazioni è possibile fare riferimento a questo sito.

12 settembre 2014

1)M5S: «Chiudere Savona e le altre centrali a carbone. Puntare sulle rinnovabili» 2)A CHI SERVONO LE CENTRALI A CARBONE? CUI PRODEST ?

InTratto da Il Blog di Beppe Grillo 

"Nubi nere all’orizzonte. E polvere: sulle strade, sulle coltivazioni, sulle case, i balconi. Polvere che sporca e uccide: si affollano gli ambulatori medici prima, gli ospedali poi, in un destino ineludibile. Non si tratta di essere gufi: è matematica. Questo è ciò che accade all’accensione di ogni nuova centrale a carbone. Un mostro che sputa fuori arsenico, mercurio, piombo, polveri sottili e altri inquinanti e agenti cancerogeni, uccidendo il territorio circostante con i suoi abitanti, la sua economia e la sua ricchezza.

Ormai è lampante: non conviene produrre energia col carbone, considerati i costi sociali, i danni alla salute e l’impoverimento del territorio. Eppure le lobbies la spuntano sempre, sorrette da governi pavidi e schiavi del loro potere. Perché il carbone è profitto per pochi e povertà e morte per molti, tutti gli altri. I cittadini.
Questi tredici ecomostri italiani producono ben il 30% delle emissioni totali di CO2. Il carbone è il combustibile che provoca più danni su clima e salute: e questo è un dato di fatto, non un’opinione.

Il carbone emette il 44% di tutte le emissioni nocive mondiali, ce lo dice l'Agenzia Internazionale per l’Energia. Un particolato fine (pm 2,5) generato da ossidi di zolfo e azoto, fuliggini e polveri sottili che penetra nei polmoni e finisce direttamente nel sangue. Infarti e tumori che hanno un unico mandante: quello sbuffo nero su Civitavecchia, Savona, Brindisi, Fiume Santo, Brescia, Monfalcone e dovunque sia attiva una centrale a carbone. 
Continua qui 

Tratto  da Il Secolo XIX 


M5S: «Chiudere Savona e le altre centrali a carbone. Puntare sulle rinnovabili»


Roma Chiudere le 13 centrali a carbone che «uccidono l’Italia» ed investire sulle fonti rinnovabili. Lo scrivono i parlamentari del M5S in una nota sul blog di Beppe Grillo. I pentastellati attaccano ancora la centrale Tirreno Power del gruppo De Benedetti a Savona con un video di denuncia di un’esponente locale del Movimento.
I deputati e senatori M5S definiscono le tredici centrali a carbone (Civitavecchia, Savona, Brindisi, Fiume Santo, Brescia, Monfalcone tra le altre«tredici buchi neri, non solo velenosi, ma anche inutili» perché il fabbisogno energetico italiano può essere garantito con un maggiore uso delle energie rinnovabili. «Il picco storico di fabbisogno elettrico - spiegano i cinquestelle - è di circa 57 GW (dato del 2007) e la potenza che le nostre centrali idroelettriche, termoelettriche, solari, eoliche, geotermiche sono in grado di sviluppare è di ben 120 GW».
«Nel mondo, l’energia ricavata da fonti rinnovabili è in continua crescita, perché tanti si sono accorti che conviene produrre energia dalle fonti pulite. Anche l’Italia mostra il segno più: le rinnovabili hanno coperto oltre il 40% della produzione totale da gennaio a giugno. Idroelettrico, eolico, fotovoltaico e geotermoelettrico da soli sono arrivati a 53.068 GWh prodotti - concludono - Tanto si potrebbe fare per incrementare In Italia si potrebbe riorganizzare la rete distributiva proprio per spingere sull’acceleratore delle fonti rinnovabili. E invece no, i governi italiani - nessuno escluso - continuano a fare regali agli imprenditori amici senza riuscire a guardare più in là della punta del proprio naso».

  • Tratto da Studioingzanotti

    A CHI SERVONO LE CENTRALI A CARBONE? CUI PRODEST ?
  • IN UN PAESE DOVE
     
    il picco storico di fabbisogno elettrico è di circa 57 GW (dato del 2007)
  •  la potenza che le centrali idroelettriche, termoelettriche, solari, eoliche, geotermiche sono in grado di sviluppare è di 120 GW.
  • PERCHE, TENERE ATTIVE 13 CENTRALI A CARBONE?
  • Il carbone emette il 44% di tutte le emissioni nocive mondiali (fonte: Agenzia Internazionale per l’Energia)
  • in Italia queste 13 centrali da sole  producono ben il 30% delle emissioni totali di CO2
  • Il carbone per alimentare queste centrali per il 90% viene importato dall’estero, rendendoci dipendenti tra gli altri da paesi come Indonesia, Colombia, Cina, Russia e Venezuela e anche da Paesi dove i controlli sono spesso scarsi quando non assenti (Enel, ad esempio, acquista da Prodeco e Drummond, in Colombia,società accusate di violazioni dei diritti umani come testimoniano dossier realizzati dalle principali associazioni ambientaliste internazionali, tra cui Greenpeace che ha ottenuto, tra l’altro, che la stessa ENEL a luglio si impegnasse ufficialmente a rivedere i contratti). 
Eppure, nel mondo, l’energia ricavata da fonti rinnovabili è in continua crescita, perché tanti si sono accorti che conviene produrre energia dalle fonti pulite. Anche l’Italia mostra il segno più (qui il rapporto mensile di Terna): le rinnovabili hanno coperto oltre il 40% della produzione totale da Gennaio a Giugno. Idroelettrico, eolico, fotovoltaico e geotermoelettrico da soli sono arrivati a 53.068 GWh prodotti.
Tanto si potrebbe fare in Italia per spingere sull’ acceleratore delle fonti rinnovabili. E invece no, i governi italiani – nessuno escluso – continuano a favorire le solite lobbies e a tartassare i proprietari di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (vedi il decreto legge “spalma incentivi” o la riduzione dei corrispettivi RID – solo in quest’ultimo anno). 
Come se la salute delle persone non fosse un problema e l’ambiente fosse un dettaglio trascurabile. Insomma il carbone fa male sempre: quando si estrae, quando lo si trasporta, lo si brucia e se ne smaltiscono le ceneri.
 Cui prodest? È veramente questo il 
futuro energetico che ci aspetta?

Radio Vaticana : WWF, no ai combustibili fossili

Tratto da News.Va

WWF, no ai combustibili fossili

2014-09-12 Radio Vaticana
Le centrali a carbone minacciano la salute e l'ambiente, ma l'alternativa c'è ed è rappresentata dall'efficienza energetica e le energie rinnovabili. 
"Il carbone è il peggiore dei combustibili fossili - dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia WWF Italia perché è un cocktail di sostanze micidiali, tra cui il mercurio e altri metalli pesanti di tutti i tipi, con conseguenze sulla salute che spaziano in un arco molto ampio. Ci sono dati epidemiologici che dimostrano che molte malattie e morti sono legate all'inquinamento da carbone. Per capire, le centrali a carbone sono la prima fonte di mercurio". 
Ascoltte qui sotto l ' interessante intevista a Maria Grazia Midulla.

11 settembre 2014

Spalma-incentivi, AssoRinnovabili denuncia lo Stato italiano alla Commissione Europea ....

Tratto da AssoRinnovabili

Spalma-incentivi, AssoRinnovabili denuncia lo Stato italiano alla Commissione Europea e chiama a raccolta il settore per i ricorsi legali

A seguito dell’approvazione del Decreto Competitività da parte della Camera, rimangono al Governo margini sempre più esigui per evitare la fuga dall’Italia degli investitori esteri e le migliaia di contenziosi che esporranno il nostro Paese a pesanti risarcimenti e bruttissime figure.
In vista della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (con l’ultima approvazione del Senato che avverrà nei prossimi giorni), assoRinnovabili ha deciso, insieme a una cinquantina di grandi operatori fotovoltaici, di scrivere alla Commissione Europea chiedendo l'apertura di una procedura di infrazione contro lo Stato Italiano per violazione della Direttiva 2009/28/CEche aveva fissato i target europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Non appena la norma entrerà in vigore, AssoRinnovabili coordinerà poi i ricorsi delle migliaia di operatori, sia nazionali sia esteri (le adesioni sono già molto numerose), ingiustamente penalizzati da un provvedimento che modifica unilateralmente e retroattivamente i contratti sottoscritti con il GSE.

Due i filoni già attivati: il primo, a cui parteciperanno gli operatori italiani, mira ad ottenere la dichiarazione di incostituzionalità dello “spalma incentivi”, come già segnalato dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Prof. Valerio Onida; il secondo, riservato invece agli investitori esteri, dimostrerà che è stato violato il Trattato sulla Carta dell’Energia che tutela gli investimenti nei paesi aderenti (tra cui l’Italia).

“Auspichiamo ancora che il Governo metta riparo all’errore strategico insito nel provvedimento "spalma-incentivi” – ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, Presidente di AssoRinnovabili – Se ciò non avverrà, ricorreremo in tutte le sedi possibili e rappresenteremo tutte le parti coinvolte e danneggiate da questa norma, miope e controproducente.
La recente sentenza della Corte Costituzionale Bulgara, che ha annullato una tassa retroattiva del 20% sui ricavi degli impianti fotovoltaici ed eolici, dimostra che la certezza del diritto non può essere stravolta: siamo sicuri che anche la Corte Costituzionale Italiana giungerà alle medesime conclusioni”.


SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

10 settembre 2014

Inquinamento dell'aria, è allarme in Europa: a rischio la salute di milioni di persone.Una persona su tre, rischia di avere gravi problemi di salute

Tratto da Tiscali ambiente

Inquinamento dell'aria, è allarme in Europa: a rischio la salute di milioni di persone.                     Nel 2012 circa 8 milioni di morti - ....Al momento i dati raccolti sostengono che una persona su otto, nel mondo, muore a causa di clima e fenomeni legati all’inquinamento e all’eccessivo rilascio di C02 nell’atmosfera.

........ Di certo i livelli di inquinamento che si incontrano in Europa sono assai lontani da quelli delle megalopoli cinesi o indiane, ma stiamo osservando sempre più una compromissione della funzionalità polmonare nelle persone esposte ad elevati livelli di inquinamento dell’aria ed è qualcosa di cui preoccuparsi”.

Urgenti misure contro l’inquinamento dell’aria - Il pericolo, sia ben chiaro, riguarda tutti. I parametri di funzionalità respiratoria, infatti, sono stati raccolti su un campione di 7.613 soggetti arruolati in Italia, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Svezia. “I risultati di questo studio - riscontra Peter Barnes, presidente dell’ERS - impongono di intraprendere urgenti misure contro l’inquinamento dell’aria in Europa. È di cruciale importanza che le autorità politiche prendano nota di questo e aggiornino le linee guida in tutti gli Stati membri per accogliere le raccomandazioni sugli standard della qualità dell’aria, stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo assicurerà un uguale livello di protezione a tutti i cittadini della Comunità Europea”.

Crisi e lotte ambientali.In Italia si scontano le conseguenze di politiche industriali, e scelte energetiche poco lungimiranti.....

Tratto da asud.net


Crisi, biocidio e portato sociale delle lotte ambientali

[di M. Di Pierri e S. Altiero 

L’eldorado sviluppo-occupazione continua ad essere la principale giustificazione ideologica alla monetizzazione dell’ambiente operata da politica, criminalità ed imprenditoria; a dimostrarlo, gli arresti e le indagini sulla corruzione nelle grandi opere inutili, dall’Expo di Milano, al MOSE di Venezia, al tunnel TAV sotto Firenze. 
Tangenti e corruzione, da questo punto di vista, altro non sono che messa a profitto dei territori accompagnati da un attacco feroce alle comunità che si oppongono a scelte imposte attraverso processi decisionali antidemocratici. .....

Va avanti così da anni, il tutto presentato come nuovo impulso allo sviluppo, eppure, disoccupazione ai massimi storici e ristagno economico non li nega nessuno......

Ciò che è meno chiaro, invece, è che un altro scambio iniquo e ben più antico, attraverso la devastazione ambientale a costo zero, è stato gradualmente imposto al Paese e riguarda l’intera storia dello sviluppo industriale: assunta la necessità di utilizzare l’ambiente come semplice combustibile dei processi produttivi e  ricettore delle emissioni connesse, in una concezione economica in cui massimizzare i costi ambientali significava abbattere quelli di produzione,
è passato un altro scambio, ben più velato e subdolo, quello lavoro-salute.
La devastazione ambientale ha significato quindi semplice sfruttamento del territorio attraverso la realizzazione di grandi opere inutili, ad alto impatto ambientale e scarsa utilità sociale, ma anche  compromissione della salute umana, come nel caso dell’industrializzazione forzata e deregolamentata. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le evidenze, prima empiriche da parte delle comunità impattate e poi scientifiche, circa le conseguenze sanitarie di questo scambio, tanto da poter tracciare i confini non di una “terra” ma di un intero “Paese dei fuochi”.

In Italia il 3% del territorio è rappresentato da aree vaste contaminate: 9.000 km2 di territorio in cui vive un sesto della popolazione nazionale, circa 6 milioni di persone.
 Impianti produttivi altamente nocivi, centrali elettriche alimentate da fonti fossili, discariche, inceneritori, chimica e petrolchimica, qui si scontano le conseguenze di politiche industriali, scelte energetiche e modelli di smaltimento dei rifiuti urbani e industriali impattanti in termini di rischio ecologico e sanitario. .....
  
Attraverso il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, l’ISS ha rivelato (e dimostrato) l’esistente connessione tra contaminazione ambientale e impatti sulla salute. 
Dal 2010 al 2014, nei tre rapporti diffusi, l’incidenza di malattie tumorali e l’eccesso di decessi imputabili a fattori ambientali è stato registrato in tutte le zone sottoposte ad analisi..... 

Sono i costi di un secolo di sviluppo industriale sregolato e che mai ha tenuto in considerazione lo stretto legame tra ambiente e salute. 
..... In definitiva, pochi anni di boom economico pagati al prezzo di una contaminazione ben più duratura e di un danno permanente alla salute delle popolazioni.

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Il tempo gioca contro di noi. Ecco qualcosa che cresce… record di CO2 in atmosfera

Tratto da Greenreport
Jarraud: «Il tempo gioca contro di noi. Le leggi della fisica non sono negoziabili»
Ecco qualcosa che cresce… record di CO2 in atmosfera
[9 settembre 2014]
CO2 RECORD
L’Annual Greenhouse Gas Bulletin pubblicato oggi dalla World meteorological organization ha rivelato che «Il livello di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo picco nel 2013, a causa dl  rialzo accelerato delle concentrazioni di biossido di carbonio». La Wmo sottolinea che «La necessità di un’azione internazionale concertata di fronte all’accelerazione dei cambiamenti climatici, i cui effetti potrebbero essere devastanti, si dimostra sempre più urgente».

Secondo il bollettino Wmo, il forcing radiativo, che ha l’effetto di riscaldare il clima, «E’ cresciuto del 34% tra il 1990 ed il 2013 a causa dei gas serra persistenti come il biossido di carbonio (CO2), il metano ed il protossido di azoto. Nel 2013, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera rappresentava il 142% di quella che ‘era all’epoca pre-industriale (1750), e quelle del metano e del protossido di azoto rispettivamente del 253% e del 121%».....

Jarraud ricorda che «il Greenhouse Gas Bulletin fornisce ai decisori politici degli elementi scientifici sui quali potersi basare. Abbiamo le conoscenze e disponiamo delle leve necessarie per prendere delle misure miranti a limitare a 2°C l’aumento della temperatura e dare così una chance al nostro pianeta, preservando allo stesso tempo l’avvenire delle generazioni future. Essere ignoranti non può essere una scusa per non agire».

Si tratta di una posizione dura, che non ha lasciato indifferente quella (piccola) parte della politica italiana che sa cogliere le opportunità – oltre alle emergenze – che possono derivare dall’ambiente. «Oltre ad essere una priorità – sottolinea Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – contrastare i cambiamenti climatici è un’occasione per creare lavoro e nuova economia. Non a caso proprio le aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più. Dall’edilizia di qualità e dalla manutenzione del territorio, inoltre, può venire un’ulteriore spinta sui fronti dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente».

«Alla luce dei dati dell’agenzia dell’Onu – rincarano la dose gli esponenti di Green Italia Roberto Della Seta e Francesco Ferrante – le ultime misure di politica energetica dell’Italia appaiono ancora più sconsiderate: l’apertura di una stagione di trivellazioni petrolifere per aumentare l’utilizzo degli idrocarburi, e la scelta di privilegiare il trasporto su gomma qualificano il governo Renzi come pericolosamente sbilanciato a favore del fossile e dell’aumento della C02. Il rapporto mette nero su bianco che i fenomeni meteorologici stanno diventando sempre più estremi a causa delle attività umane, e una strategia di contrasto deve essere messa in campo da subito, anche in vista del meeting delle Nazioni Unite sul clima del prossimo anno a Parigi. L’Europa ha l’occasione di essere il leader globale nella lotta ai cambiamenti climatici,............

09 settembre 2014

Allarme Oms: "Una morte su otto dipende dall'inquinamento":L'organizzazione vuole immediati interventi per arginare i danni


Tratto da TGCom24

Allarme Oms: "Una morte su otto dipende dall'inquinamento"

L'organizzazione vuole immediati interventi per arginare i danni

Una persona su otto muore per cause legate all'inquinamento. L'allarme parte dall'Organizzazione mondiale della sanità nel corso della prima conferenza mondiale sulla salute e il clima di Ginevra. L'Onu gli fa l'eco: le emissioni di gas serra crescono e con esse il rischio di un impatto "severo, pervasivo e irreversibile" nei prossimi decenni.


Servono interventi mirati - Per l'Oms, i cambiamenti climatici influenzano fortemente la salute umana e miglioramenti nelle politiche energetiche e dei trasporti potrebbero salvare milioni di vite ogni anno. Con interventi mirati si potrebbero scongiurare malattie causate da elevati livelli di inquinamento atmosferico, eventi meteorologici estremi, carestie e diffusione di epidemie.

Di inquinamento si muore - Maria Neira, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Oms, sottolinea: "L'inquinamento atmosferico nel 2012 è stato responsabile per sette milioni di morti, uno su otto di tutti i decessi a livello mondiale". Oltre 60mila persone muoiono ogni anno per via dei disastri naturali legati al clima, più che triplicati dal 1960. Parallelamente causa siccità e influisce sulla fornitura di acqua potabile compromettendo l'igiene e aumentando il rischio di malattie diarroiche, che uccide 2,2 milioni di persone ogni anno.

E ancora la variazione di precipitazioni, secondo le stime, diminuiranno la produzione di alimenti del 50% entro il 2020 nelle regioni più povere, aumentando malnutrizione e denutrizione, responsabili di 3,5 milioni di morti ogni anno. Infine, forte l'impatto sulla diffusione di malattie infettive. Il cambiamento climatico potrebbe esporre ulteriori 2 miliardi di persone alla trasmissione dengue entro il 2080.

Onu: "La situazione può peggiorare" - Anche le Nazioni Unite si uniscono all'Sos. 

Secondo l'organizzazione, il peggioramento della situazione complica gli sforzi politici per affrontare il problema. Il rapporto finale verrà presentato alla Conferenza sul clima di Copenaghen di ottobre.

Christiana Figueres, segretaria esecutiva della Convenzione quadro per i cambiamenti climatici delle Nazioni unite (Unfccc), ha avvertito: "Con il mondo che diventa sempre più caldo e densamente popolato e con l'aumentare della domanda di cibo, acqua ed energia, l'impatto di questi fattori sulla salute mondiale crescerà e si diffonderà esponenzialmente, superando la possibilità di risposta delle sanità statali e di organismi ed enti per emergenze e ricostruzioni".

Siracusa. Il prefetto convoca Don Prisutto ,continua la lotta all’inquinamento.

Tratto da www.blogsicilia.com

Siracusa. Il prefetto convoca Don Prisutto e le associazioni scrivono al Procuratore, continua la lotta all’inquinamento

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Don Palmiro Prisutto ogni 28 del mese celebra una messa funebre ricordando quanti, giovani e bambini, muoiono per cancro. E oggi la battaglia della Chiesa contro le morti nel triangolo industriale della provincia potrebbe essere arrivata a una svolta.
Dopo la decisione dell’Arcidiocesi di condividire l’iniziativa di don Palmiro Prisutto con l’invito a tutti i sacerdoti del territorio di fornire dati sulla mortalità per tumore da inserire in un registro parallelo a quello ufficiale, il prefetto Armando Gradone ha convocato per questa mattina il parroco di Brucoli per incontrarlo nella sede dell’ufficio territoriale di governo. Don Prisutto avrebbe sottoposto al prefetto una lettera inviata anni fa all’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi con cui si criticava il mancato intervento dello Stato a difesa del territorio.
Nel frattempo alcuni gruppi e associazioni locali – a partire dal “Popolo Inquinato” di Siracusa, Gela, Milazzo – hanno inviato una lettera al procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano con cui denunciano i mancati interventi a tutela dell’ambiente e della salute pubblica nelle aree a rischio della Sicilia, dalla carenza di controlli negli impianti alla scarsa attendibilità delle centraline che dovrebbero analizzare la qualità dell’aria.
Manca una normativa ad hoc riguardante l’inquinamento industriale dell’aria che si respira – si legge nella lettera –ma i Comuni consentono ancora all’industria, attraverso il Cipa di stare all’interno di una rete di rilevamento pubblica attraverso un protocollo di intesa istituito nel 2005 per contrastare tale inquinamento. È normale che chi deve essere controllato diventi controllore di sé stesso? Che l’industria attraverso il Cipa, il cui presidente è anche il coordinatore del registro tumori della Sicilia orientale, debba controllare la qualità dell’aria delle centraline della provincia alla stessa stregua dell’Arpa, organo di controllo istituzionale? 
Per questo motivo l’Asp Siracusa non fa correlazioni tra il dato ambientale e patologie tumorali nonostante Arpa e provincia inviino i loro i dati degli inquinanti petrolchimici non normati ma comunque rilevati? Come fanno i sindaci che rappresentano la massima autorità sanitaria a non intervenire quando si verifica un picco orario di benzene (ben noto cancerogeno) o quando sanno chi delle industrie ha causato l’incidente o emesso sostanze chimiche maleodoranti? 
Come fanno a tacere e non intervenire sapendo che la gente del quadrilatero sta morendo di cancro?”.
Queste e tante altre domande, restano in attesa di una risposta ufficiale, e di atti concreti.

Indagine Ue, tutela dell' Ambiente 'cruciale' per 95% europei


Tratto da Ansa

Ambiente: indagine Ue, sua tutela 'cruciale' per 95% europei


BRUXELLES - Italiani ed europei si dichiarano sempre più sensibili ai temi ecologisti: secondo un'indagine di Eurobarometro il 95% degli intervistati nei 28 Paesi Ue e in Italia affermano che "la tutela dell'ambiente è importante per loro a livello personale". Gli italiani poi sono fra i più convinti che lo stato di salute ambientale "abbia un impatto diretto nella loro vita quotidiana", piazzandosi a quota 89%, contro il 77% della media europea.

Siamo però i peggiori in Europa sul fronte trasporti: solo il 19% sceglie di spostarsi in maniera 'amica' dell'ambiente (19%) - cioè a piedi, in bici o con i mezzi pubblici - meno dei bulgari (26%), del 35% degli europei e soprattutto del 60% degli svedesi. "E' bello vedere quanto solido e diffuso sia il sostegno per la protezione dell'ambiente, anche in tempi difficili" commenta il commissario Ue all'ambiente, Janez Potocnik, che rileva come i cittadini "siano in particolare preoccupati per l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, le sostanze chimiche e i rifiuti".

07 settembre 2014

“Cari europarlamentari, vogliamo un'aria più pulita”. L'aria pulita è indispensabile alla salute.

Tratto da Unimondo

“Cari europarlamentari, vogliamo un'aria più pulita”

Bruxelles  - “Cari parlamentari, sapevate che circa 400.000 persone muoiono precocemente ogni anno a causa dell'inquinamento atmosferico nell'Ue?”
Così esordisce il video girato dall'European Environmental Bureau (EEB) a giugno 2014 e appena pubblicato, in cui l'associazione ambientalista, misurando il particolato ultrafine, dimostra che l'aria del quartiere europeo di Bruxelles è fino a 180 volte più inquinata dell’aria considerata pulita....
Il video è accompagnato da una serie di dati e raccomandazioni raccolti per orientare i parlamentari europei a prendere delle decisioni in favore del miglioramento della qualità dell'aria in vista dell'inizio dei lavori  su alcune norme europee considerate dall'EEB “cruciali per la qualità dell'aria”. Tra queste ci sono le direttive NEC (National Emission Ceilings) e MCP (Medium Combustion Plants) relative ai limiti nazionali di emissione e agli impianti di combustione.
“Siamo certi che, se sono al corrente dei fatti, prenderanno le decisioni migliori per l'interesse dei cittadini” ha dichiarato Arne Fellermann, Policy Officer  incaricata della qualità dell'aria presso l'EEB, che ha sottolineato come “i risparmi che verrebbero tratti dalla riduzione dei costi sulla salute sarebbero molto maggiori degli investimenti necessari per contrastare l'inquinamento atmosferico”.
Secondo i dati riportati dall'associazione, circa il 90% degli europei che vive in città respira aria malsana, e sono tra  330 e 940 all’anno i miliardi destinati nell’Ue alle spese sanitarie legate all’inquinamento dell’aria. Tra le malattie riconducibili all’inquinamento atmosferico ci sono l’asma, i problemi cardiaci e il cancro. Risale a circa un anno fa (ottobre 2013) l’inserimento delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico nella lista delle sostanze cancerogene da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro....

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Interessante immagine pubblicata su Facebook su "An Inconvenient Truth".

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