COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Regione Veneto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regione Veneto. Mostra tutti i post

09 maggio 2013

Per Porto tolle, Wwf con Maria Grazia Midulla: "No ad ipotesi centrale a carbone"

 Tratto da Zeroemission
Porto tolle, Wwf: "No ad ipotesi centrale a carbone"


Spunta l'ipotesi di accordo tra i Ministri Zanonato e Zaia per la costruzione di una nuova centrale a carbone nell'area. Maria Grazia Midulla: "Abbandonare fonti fossili che stanno conducendo il Pianeta nel baratro"
Tra la Regione Veneto il Ministero dello Sviluppo Economico spunta l'ipotesi di accordo per la realizzazione di una Centrale a carbone di Porto Tolle. 
 A lanciare l'allarme è il Wwf, che definisce questa una "decisione in contrasto con la prospettiva dell'economia verde e decarbonizzata, gli interessi delle attività economiche (turismo, pesca, agricoltura, ecc) di una larga fetta della Valle Padana e  le politiche di tutela del clima e della salute. In contrasto anche con la Strategia Energetica Nazionale".

"E' incredibile che le convergenze si raggiungano non sulle prospettive e sugli obiettivi condivisi forieri di futuro e benessere, ma sui veleni promossi dalle lobby più retrive, a danno della salute di cittadini e ambiente - ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia. 
  
Vogliamo pensare che il ministro Zanonato abbia finora ascoltato solo gli usuali interlocutori del Ministero dello Sviluppo Economico, i portatori di passato; sarebbe il caso, invece, che ascoltasse i portatori di futuro, le associazioni ambientaliste, gli operatori economici della Green Economy, il tessuto produttivo innovatore e coraggioso. 

Si lasci perdere i fossili che stanno conducendo il Pianeta nel baratro, e insieme con loro le utilities che invece di cambiare in vista dell'energia del futuro, cercano di percorrere sempre le stesse strade.  
Ci piacerebbe che il ministro Zanonato si ricordasse della sua provenienza veneta ripensando al convegno Green economy: le politiche, gli attori, le opportunità per un futuro sostenibile  da lui promosso come sindaco di Padova, e non per fare questo tipo di accordi 'neri come il carbone' con il presidente veneto Zaia. 
Invitiamo il ministro anche a prendere visione del numero enorme di centrali inutili e sottoutilizzate che ci sono in Italia, un Paese che ha una capacità produttiva già doppia rispetto al massimo picco di domanda mai raggiunto.  
E' urgente che il Ministero dell'Ambiente cancelli ogni altra autorizzazione, promuovendo la sostituzione di quelle che usano i combustibili più sporchi (carbone in primis) con l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili".
Leggi su Zeroemission

Terna: crollano i consumi di energia elettrica in Italia, ma aumentano le rinnovabili


Fabio Tognetti.
 
Secondo i dati pubblicati nel rapporto mensile di Terna sul Sistema elettrico nazionale, nel mese di aprile la richiesta di energia elettrica in Italia è stata pari a circa 24.299 GWh, con una  diminuzione dell'1,8% rispetto allo stesso mese del 2012.
Per quanto riguarda la produzione interna, invece, a fronte di un netto calo della produzione termoelettrica (12.909 GWh, -13,7% rispetto all'anno passato) continua la crescita delle energie rinnovabili, con l'idroelettrico (4.774 GWh) e il fotovoltaico (2.129 GWh) a fare da traino.

Il bilancio energetico, anche considerando il primo quadrimestre dell'anno (gennaio-aprile) registra un calo significativo rispetto allo stesso periodo del 2012: -3,5%, che in termini "decalendarizzati" è pari a - 2,7%.



Il Rapporto  di Terna è scaricabile a questo link.
Leggi l'articolo integrale

08 luglio 2012

No alla produzione di energia dal carbon fossile

Tratto da Rovigo Oggi

CENTRALE ENEL di  Porto Tolle :l'eurodeputato Andrea Zanoni ha illustrato l'interrogazione che ha presentato alla commissione europea per contrastare la riconversione 

No alla produzione di energia dal carbon fossile




Porto Tolle (Ro)  - “La riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle contraddice la tabella di marcia per un’economia a basse emissioni di CO2 recentemente approvata dal Parlamento europeo”. Lo ha affermato l’eurodeputato dell’Idv, Andrea Zanon, durante la manifestazione di venerdì 6 luglio che si è tenuta a Porto Tolle per ribadire il No alla riconversione della centrale Enel.
 L’eurodeputato per contrastare il passaggio a carbone ha anche presentato alla presidenza del parlamento europeo anche una interrogazione che spiega che “Enel, al 30% pubblica, produce da sola in Italia con le sue centrali a carbone oltre 26 milioni di tonnellate di Co2”.
Al convegno si è ribadita la volontà della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e che abbiano un basso impatto ambientale. 
“Secondo stime accreditate, la nuova centrale a carbone immetterebbe in atmosfera ogni anno 10.530.000 tonnellate di Co2, - afferma Andrea Zanon - Inoltre la centrale funzionerà con carbone importato con navi oceaniche dall’Indonesia, il che comporterebbe un ulteriore aumento delle emissioni di Co2 in atmosfera - attacca Zanoni – La Commissione non considera tutto questo in aperto contrasto con la Road map per ridurre le emissioni di Co2 di quasi il 90 per cento entro il 2050 approvata dal Parlamento europeo il 15 marzo 2012”.
Zanoni in conclusione ha spiegato anche se andasse in funzione il sistema di stoccaggio della Co2 nel sottosuolo se ne andrebbe a catturale solamente un decimo di quella prodotta.
 “Il carbone è una fonte di energia sporca che rappresenta il passato. Enel e la Regione Veneto guardino al futuro e alle rinnovabili”.

20 giugno 2012

ALTRO CHE RIO + 20 IN BRASILE !!!La Centrale a Carbone di Saline Joniche si farà. Regione Calabria permettendo.


ALTRO CHE RIO + 20 IN BRASILE !!! ALTRO CHE RIFLETTERE SULLO SVILUPPO  SOSTENIBILE!!!

...La Conferenza Rio+20 rappresenta ............un'occasione per riflettere sullo sviluppo sostenibile, con particolare riguardo ai temi dell'economia verde e della governance, non solo a livello internazionale ma anche a livello nazionale.

 Inoltre, la Conferenza può contribuire a facilitare in Italia la transizione verso modelli di consumo e produzione sostenibili perseguendo l'obiettivo di una crescita economica più attenta alle istanze sociali e ambientali. .........


E dopo tante belle parole  (un'occasione per riflettere sullo sviluppo sosenibile...... sull'economia verde- una crescita economica più attenta alle istanze sociali e ambientali...)

  Parole ,parole ,parole   ma ecco  aldilà  delle parole e dei buoni propositi (che non durano neanche il tempo della  conferenza Rio+20 ) la cruda realtà......continua a farsi strada

IN  ITALIA " IL GOVERNO DEI TECNICI"CI VORREBBE   RIPORTARE A LUNGHE FALCATE IN PIENO PALEOLITICO DEL CARBONE.

MONTAGNE DI CARBONE INCOMBERANNO ANCORA  SUL NOSTRO FUTURO?SULLA SALUTE DEI CITTADINI ESPOSTI A TALI  INSOSTENIBILI ECOMOSTRI?


  ......Il carbone rappresenta la più grande fonte di inquinamento da CO2, e l’UE si è impegnata a ridurre" entro il 2020" le emissioni di gas serra del 30% e  l’OMS ha  rimarcato più volte che “le centrali a carbone sono una delle cause principali dell’emissione delle polveri sottili che ogni anno nel mondo causano la morte di 2 milioni di persone”.

 NONOSTANTE CIO ' IN ITALIA(che ci risulta sia ancora  nella  UE  )    AVREMO ANCORA  PIU' ........ENERGIA DAL CARBONE?CI VORREBBERO LEGARE A DOPPIO FILO ALLA SUA PREISTORIA ENERGETICA?

Il governo Monti e il ministero all’Ambiente dicono di “sì” alla centrale a carbone di Saline Joniche (Rc)

La Centrale a Carbone di Saline Joniche si farà. Regione Calabria permettendo. Intanto  il governo guidato dal premier Mario Monti oggi pomeriggio ha dato l’ok al progetto che ha ottenuto il Decreto VIA......

Il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente è parte integrante di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmato dal Presidente Mario Monti, il quale sancisce, proprio alla luce del parere emesso dal Ministero dell’Ambiente, “la compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio relativamente al progetto proposto dalla società SEI Spa”. 

Il lungo iter di approvazione del progetto della centrale a carbone di Saline, a questo punto, si sposta dal livello nazionale a quello locale. Adesso, infatti, la palla passa alla Regione Calabria che possiede, addirittura, diritto di veto sul decreto VIA. Sostanzialmente da oggi, il futuro della centrale di Saline è tutto in mano alla Regione.(Leggi Qui)

Benché il Ministero dell’Ambiente, la Regione Calabria, le Soprintendenze Regionali e i comuni dell’Area Grecanica, abbiano dato un parere negativo, SALINE JONICHE è stata prescelta per attuare il PROGETTO SEI, una nuova Centrale a Carbone, che renderebbe vani i programmi di sviluppo locale basati sul turismo sostenibile, sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione del patrimonio culturale dei Greci di Calabria......


Il Ministero dell’Ambiente ha quindi già cambiato parere! E LA REGIONE CALABRIA COSA FARA'? 
 Il Presidente  della Calabria Scopelliti  farà  come 
il "Nostro  Presidente della Liguria  Burlando" che ha preso i voti "contro il potenziamento a carbone della centrale"  per poi firmare ,ad elezioni avvenute, per il potenziamento..........?

 Tratto da Rinnovabili .it

ONU: “integrare i diritti umani alla tutela ambientale”

  il Programma Ambientale delle Nazioni Unite hanno presentato oggi, nella cornice di Rio+20, un nuovo rapporto dal titolo “Human Rights and the Environment”. Il documento sostiene che integrare i due temi a livello normativo potrebbe favorire lo sviluppo sostenibile e un’economia più verde che riconosca che gli ecosistemi sani sono il presupposto necessario per la riduzione della povertà. 

 “Questo rapporto descrive come i diritti umani e l’ambiente possano svolgere un ruolo integrato e indivisibile nella realizzazione dello sviluppo sostenibile e nell’accesso equo ai beni primari, dimostrando come ambiente e politiche dei diritti dell’uomo si influenzino a vicenda”, ha spiegato il sotto segretario Onu e direttore esecutivo dell’Unep Achim Steiner. 

 Secondo il rapporto, questo approccio è in grado di far una maggiore chiarezza sugli impatti base di varie attività economiche e di aumentare la legittimità di attività, programmi e politiche, integrando preoccupazioni sociali con obiettivi ambientali. 

Potrebbe inoltre costituire uno strumento efficace per garantire la responsabilità dei governi e del settore privato per ciò che concerne l’impatto delle loro attività sull’ambiente e i diritti umani.

 

Greenpeace, Legambiente e Wwf su Porto Tolle - «Irrisolte le questioni che determinarono bocciatura progetto Enel»

Comunicato congiunto  di Greenpeace, Legambiente e Wwf
Porto Tolle - «Irrisolte le questioni che determinarono bocciatura progetto Enel»


 Sulla decisione del Consiglio di Stato, che permette il proseguimento della procedura di Valutazione d'impatto ambientale (Via) per la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, Greenpeace, Legambiente e Wwf ribadiscono che i nodi che hanno già determinato la bocciatura di quel progetto restano tutti sul tavolo. Che la Via possa proseguire in virtù delle nuove leggi approvate dalla Regione Veneto e dal Governo Berlusconi per favorire i piani dell'Enel è irrilevante: se Enel non sarà in grado di dimostrare la preferibilità ambientale e sanitaria di un impianto a carbone rispetto a uno alimentato a gas, i suoi piani verranno impugnati nuovamente e nuovamente bocciati.

Questo pronunciamento non censura l'azione di lobby con cui l'azienda, dopo la prima bocciatura del Consiglio di Stato, è riuscita a far cambiare ben due leggi pur di procedere nei suoi piani di espansione della produzione a carbone, ma non cambia le regole del Diritto Comunitario. 

 In particolare le associazioni ambientaliste ricordano come la nuova normativa nazionale (decreto legge 6 luglio 2011, n. 98) contrasti apertamente con quella europea sulle procedure di Valutazione di impatto ambientale, omettendo passaggi che secondo la Corte di Giustizia europea rientrano tra le condizioni inderogabili dai legislatori nazionali.

E infatti, la sentenza del Consiglio di Stato non prende posizione sulla compatibilità delle nuove leggi con il diritto europeo, sostenendo che sarà eventualmente materia di giudizi futuri nel caso in cui si faccia applicazione delle nuove norme. La questione dell'obbligo della comparazione tra migliori tecnologie per l'abbattimento degli impatti ambientali, pertanto, è tutta aperta: perché il Consiglio di Stato non ha preso posizione nel merito e il diritto europeo è sul punto molto chiaro. Un'eventuale Via positiva senza comparazione tra alimentazione dell'impianto a carbone o a gas lascerebbe aperti ampi spazi di impugnazione.

La decisione ora torna alla Commissione tecnica Via del ministero per l'Ambiente, che è già stata diffidata dalle associazioni ambientaliste lo scorso autunno affinché rispetti pienamente la procedura di valutazione, considerando tutti gli aspetti ambientali relativi alla realizzazione dell'impianto, nonché i criteri di partecipazione e trasparenza previsti. Una integrazione a tale diffida è stata inoltrata alla Commissione poche settimane fa, chiedendo che gli impatti dovuti all'aumento della concentrazione di PM2,5 e ozono collegati al funzionamento di una eventuale centrale a carbone vengano definitivamente assunti tra i parametri di giudizio e comparati con quelli che si avrebbero da una riconversione a gas, fino a 5 volte inferiori.

Enel è già oggi un'azienda che in Italia produce il 41% della sua elettricità con la fonte più dannosa e nociva per il clima, l'ambiente e la salute. La conversione a carbone di Porto Tolle comporterebbe emissioni annue di CO2 pari a oltre 4 volte quelle di una città come Milano, e emissioni annue di ossidi di zolfo pari a 2,3 volte quelle dell'intero settore trasporti in Italia.

La conversione a carbone della centrale di Porto Tolle non risulterebbe conveniente neppure da un punto di vista occupazionale: se Enel spendesse i 2,5 miliardi di euro previsti per il progetto in impianti alimentati con fonti rinnovabili occuperebbe, in fase di costruzione e installazione, fino a 3 volte di più che con il carbone; e in fase di funzionamento e manutenzione fino a 17 volte di più.
  
Quegli stessi soldi, investiti in efficienza energetica, produrrebbero oltre 10 volte l'occupazione della centrale a carbone e farebbero risparmiare 3 milioni di tonnellate l'anno di CO2.

22 maggio 2012

Centrale Enel di Porto Tolle:No alle pressioni sui giudici del Consiglio di Stato.

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (ROVIGO) 

No alle pressioni sui giudici del Consiglio di Stato


  OGGI 22 MAGGIO, il Consiglio di Stato emetterà la sentenza sulla regolarità dell'iter autorizzativo per la riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Per l'occasione, i sindacati dei lavoratori hanno organizzato una manifestazione in piazza Farnese (leggi articolo) a Roma. Il coordinatore di Fds Lorenzo Feltrin critica la manifestazione ritenendo che sia una forma di pressione sulla magistratura

Porto Tolle (Ro) – Oramai tutti si chiedono se il 22 maggio sarà o meno il giorno della verità per la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, dopo gli ultimi rinvii .
Lavoratori e una parte del mondo dei sindacati saranno a Roma in piazza Farnese
(leggi articolo), in attesa che il Consiglio di Stato emetta il giudizio di ottemperanza, richiesta dall'avvocatura dello Stato, visto che il collegio ha decretato l'illegittimità della valutazione di impatto ambientale che dava parere positivo alla riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini.

La posizione della Federazione della sinistra provinciale è chiara: no al carbone, come ricordato dal coordinatore Lorenzo Feltrin: “Tuttavia né il nostro partito, né i comitati e le associazioni ambientaliste hanno intrapreso alcuna forma di pressione sul Consiglio di Stato – attacca – e questo perché compito di tale organo è unicamente quello di valutare se le autorizzazioni date rispettano le normative italiane ed europee. 


Trovo assolutamente inquietante che vi sia invece chi cerca di

fare pressione sulla magistratura come se fosse un organo politico o di rappresentanza”.
Un pericolo per la democrazia se la magistratura prendesse le 
proprie decisioni “sulla base di lobbies politiche e imprenditoriali”, ha ricordato Feltrin, dato che porrebbe fine all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Nella sentenza di primo grado, spiega il coordinatore, già è stato denunciato il “clima di controllo esercitato da Enel sulla politica e la società locale. 

Addirittura il consiglio regionale ha cambiato una legge per assecondare la realizzazione di quel mega inceneritore di carbone nella zona umida più bella e importante d'Europa. 

Addirittura il Comune di Porto Tolle esita a costituirsi parte civile contro chi è accusato di aver consapevolmente danneggiato la salute di migliaia di propri cittadini”; denunciando anche l'autorizzazione del ministero dell'ambiente (quella poi considerata illegittima) ottenuta in violazione alle normative italiane e comunitarie.
“Se una multin
azionale come Enel – continua Feltrin – o chiunque altro dovesse riuscire a influenzare anche il Consiglio di Stato credo proprio che potremmo anche gettare la nostra Costituzione nelle caldaie di Polesine Camerini. 


Se l'autorizzazione alla riconversione è stata data senza rispettare le norme a tutela dell'ambiente e della salute deve essere revocata. In caso contrario Enel avrà le carte in regola per poter continuare a riempire di inquinamento l'acqua e l'aria del Delta del Po. Punto”.

L'invito è di lasciare lavorare i giudici, invitando sindaci ed imprenditori a fare la stessa cosa “e che invece di andare a manifestare davanti alla Magistratura e criticare il Parco che loro stessi hanno contribuito ad affossare, lavorassero per trasformare il Parco in quello che in tutto il resto del mondo i parchi sono: una grande opportunità di sviluppo economico e sociale compatibile con l'ambiente”.

Nicola Cappello
21 maggio 2012

 

20 maggio 2012

....... Porto Tolle, si decide il 22 maggio?

Porto Tolle, si avvicina  il 22 maggio......

Tratto da Il Sole 24 ore del 21 aprile

 

....... Porto Tolle, si decide  il 22 maggio?

Slitta di un altro mese la decisione sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Per la svolta bisognerà però aspettare il 22 maggio. Ieri la Sesta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giorgio Giovannini, ha respinto per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato che il 17 maggio 2011 (si veda Il Sole 24 Ore del 14 aprile) ha dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che aveva dato il via libera alla compatibilità ambientale del progetto.
La Regione aveva chiesto di revocare la decisione con cui i giudici di Palazzo Spada avevano annullato il decreto di Via alla riconversione dell'impianto, accogliendo un ricorso presentato da associazioni ambientaliste e di operatori del turismo e di cittadini di Porto Tolle. Quanto alla richiesta di delucidazioni sull'applicazione della sentenza del 17 maggio formulata al Consiglio di Stato dall'Avvocatura generale dello Stato, era stata formulata alla luce della modifica, da parte della Regione Veneto, dell'articolo 30 della legge Regionale 36 del 1997 istitutiva del Parco del Delta del Po, ossia della norma in base alla quale il Consiglio di Stato aveva bocciato le Valutazioni di impatto ambientali (Via) nazionale e regionale alla riconversione. La nuova norma prevede infatti la possibilità di riconvertire a carbone la centrale dell'Enel purché ci sia un abbattimento del 50% delle emissioni inquinanti, senza richiedere valutazioni sulla maggiore o minore convenienza di una riconversione a carbone rispetto all'opzione gas.

L'Avvocatura di Stato per conto dei ministeri di Ambiente, Sviluppo e Beni culturali ha chiesto al Consiglio di Stato istruzioni su come applicare la sentenza del 17 maggio 2011 per riattivare la procedura delle nuove Via per sbloccare Porto Tolle.
Quest'ultima richiesta resta però in sospeso
......... il giudizio che viene considerato decisivo e che determinerà "una possibile svolta per Porto Tolle" è proprio quello su cui i giudici di Palazzo Spada devono ancora pronunciarsi. Bisognerà però aspettare il 22 maggio, la data in cui il Consiglio di Stato ha fissato la nuova Camera di consiglio.Leggi l'articolo integrale.


E... IL 22 MAGGIO E' DIETRO L'ANGOLO.

20 aprile 2012

Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle.Si decide il 22 Maggio

Tratto da Il Sole 24 ore

 

Porto Tolle, si decide il 22 maggio

Slitta di un altro mese la decisione sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. E si allunga, ma senza che si arrivi a sostanziali svolte, la lunga serie di sentenze sul progetto. Per la svolta bisognerà però aspettare il 22 maggio. Ieri la Sesta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giorgio Giovannini, ha respinto per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato che il 17 maggio 2011 (si veda Il Sole 24 Ore del 14 aprile) ha dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che aveva dato il via libera alla compatibilità ambientale del progetto....

Bisognerà però aspettare il 22 maggio, la data in cui il Consiglio di Stato ha fissato la nuova Camera di consiglio.

Leggi l'articolo integrale su Il Sole 24 ore

Leggi anche su Borsa Italiana

Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma 20 apr - La Regione aveva chiesto di revocare la decisione con cui i giudici di Palazzo Spada avevano annullato il decreto di Via alla riconversione dell'impianto, accogliendo un ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia Nostra e una serie di associazioni di operatori del turismo e di cittadini della zona di Porto Tolle......


La questione e' stata tuttavia rinviata dai giudici di Palazzo Spada all'udienza del 22 maggio in quanto e' stata accolta un'eccezione formulata dall'avvocato Matteo Ceruti, che assiste l'Assagaime e le associazioni ambientaliste, il quale aveva rilevato come il ricorso dell'Avvocatura non fosse stato notificato a Enel spa. Da qui l'ordine del consiglio di Stato di notificare il ricorso all'Enel con la fissazione di una nuova camera di consiglio.
Leggi tutto su Borsa Italiana

26 gennaio 2012

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE: Slitta la sentenza del Consiglio di Stato

Tratto da Rovigo Oggi

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (RO) Slitta al 13 aprile il giudizio di ottemperanza del Consiglio di Stato sulla riconversione a carbone

Strategie e vizi di forma


L'attesa sentenza
del Consiglio di Stato sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle slitta al 13 aprile.....


Porto Tolle (Ro) – Si attendeva con ansia il giudizio di ottemperanza del Consiglio di Stato, che avrebbe decretato o meno la possibilità di convertire a carbone la centrale di Polesine Camerini e invece si è assistito ad un nuovo rinvio.
Stavolta la colpa sarebbe della Regione, nonostante la delibera di giunta del 17 gennaio, di rinunciare al ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato di maggio 2011, che ha bloccato la Valutazione di impatto ambientale del Ministero dell'Ambiente.
“Il documento non è stato depositato in giudizio – spiega l'avvocato Matteo Ceruti (foto a lato), vincitore del ricorso in Consiglio di Stato contro Enel – quindi formalmente non c'è stata nessuna rinuncia alla revocazione”.

La Regione, in risposta, assicura che non c'è stata nessuna dimenticanza, ma che la delibera non è stata depositata solo per avere una ulteriore possibilità, qualora il giudizio di ottemperanza fosse negativo, per assicurare l'opera di riconversione, preferendo, quindi, attendere due mesi e mezzo piuttosto che rischiare di ricominciare tutto da capo.

Tutto slitta, quindi, al 13 aprile, quando il Consiglio di Stato discuterà entrambe le cose, sia la revocazione che il giudizio di ottemperanza richiesto dal Ministero dell'Ambiente.
La sentenza avrebbe dato via libera o meno alla riconversione,
in quanto il Consiglio di Stato avrebbe dovuto decidere se le modifiche di legge effettuate, sia a livello regionale che nazionale con la manovra Tremonti, fossero sufficienti per sbloccare la Valutazione di impatto ambientale del Ministero e permettere la riconversione dell'impianto di Porto Tolle da olio combustibile a carbone, della centrale di Polesine Camerini.
“Se si dovesse dare prevalenza alle modifiche di legge – continua Ceruti – si andrebbe incontro ad una violazione delle direttive comunitarie. Abbiamo già richiesto il rinvio pregiudiziale alla corte di giustizia europea”.
Non solo, lo stesso Ceruti ha assicurato che
chiederà una condanna alla Regione per lite temeraria: “A mio avviso non c'erano i presupposti per fare un ricorso” conclude.

Leggi  l'articolo integrale.....

Nicola Cappello

28 ottobre 2011

GIORNO O:FERMIAMO IL CARBONE

GIORNO ZERO:
  FERMIAMO IL CARBONE


Ci siamo  OGGI 
29 OTTOBRE 
 UNITI PER LA SALUTE

SARA' PRESENTE AL PRESIDIO DI  VADO LIGURE E CON UNA DELEGAZIONE AD ADRIA.

__________________

   Riceviamo da Fermiamo il carbone

Cari e care,

per chi domani non potrà partecipare alla manifestazione ad Adria (Ro) contro la centrale di Porto Tolle potrà seguirla in diretta sui siti:
www.fermiamoilcarbone.it; www.globalproject.info; 


La partenza del corteo è prevista per le 15,00, gli interventi dal palco per le 16,30 circa. Con il palco di Adria si collegheranno i presidi di Saline Joniche, Brindisi, La Spezia (corteo), Vado Ligure, Civitavecchia.
I programmi dei vari presidi li trovate su www.fermiamoilcarbone.it. Sul sito cominciano ad esserci diversi approfondimenti ed è partita la discussione sul blog.
Nell' immagine   il comunicato stampa nazionale.
Buona manifestazione a tutti, le adesioni continuano ad arrivare: è solo l'inizio.
_________________


(ANSA) - CATANZARO, 28 OTT - Il WWF si rivolge, con una lettera aperta, ai presidenti di sette Regioni chiedendo loro di rinunciare alle centrali a carbone ''come richiesto dall'Unione europea''.

''L'iniziativa - afferma il WWF - e' stata presa alla vigilia della mobilitazione nazionale di domani 'Fermiamo il carbone', nell'assenza di chiari indirizzi governativi sulle scelte energetiche da parte del Governo, dopo la batosta referendaria sul nucleare, e di una strategia energetica nazionale attesa dal dicembre 2008''.

La lettera e' indirizzata ai presidenti di Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna e Veneto ''che sono quelle interessate - afferma l'associazione ambientalista - dalla riconversione a carbone o dal potenziamento di centrali esistenti, dalla presenza di centrali sul proprio territorio o dalla costruzione di nuove''.

Il WWF sottolinea che ''l'Unione Europea ha approvato un pacchetto di tre obiettivi obbligatori, che impegnano anche l'Italia, finalizzati alla riduzione delle emissioni dei gas climalteranti al 2020 (meno 20% rispetto ai livelli del 1990); all'incremento della percentuale di energia derivante dalle fonti rinnovabili (piu' 20%) e alla riduzione dei consumi e degli sprechi attraverso un miglioramento dell'efficienza energetica e dell'innovazione tecnologica. L'Italia non ha bisogno del carbone: oggi ci sono troppe centrali che lavorano per un terzo della loro potenzialita'. La potenza energetica istallata nel nostro Paese e' il doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto: le centrali esistenti a tutto il 2010 sono infatti in grado di erogare una potenza massima di circa 106,5 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW''. (ANSA). 
______________

Riceviamo e pubblichiamo dagli amici di SpeziaViaDalCarbone
Comunicato Stampa  n 25 – 27 Ottobre 2011

Sabato 29 Ottobre 2011
Mobilitazione nazionale contro il carbone: per la prevenzione di tutte le calamità

In occasione della mobilitazione nazionale contro il carbone che si terrà Sabato 29 Ottobre 2011 ad Adria (Rovigo) sono previste iniziative organizzate dai movimenti attivi nei siti italiani che ospitano/potrebbero dover ospitare centrali termoelettriche alimentate a carbone: a Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Saline Joniche, Vado Ligure. Ognuno e insieme, i movimenti si battono per la chiusura o l’ambientalizzazione delle centrali a carbone, attraverso l’adozione di combustibili e tecnologie compatibili con l’ambiente e in considerazione delle specificità socio-ambientali e sanitarie dei siti in cui sono ubicate.

A Spezia, la mobilitazione coincide con la conclusione di un percorso che ha visto il Comitato SpeziaViaDalCarbone impegnato in un’intensa campagna di informazione e sensibilizzazione dei Cittadini. Tutte la azioni del Comitato sono state supportate dall’approfondimento degli aspetti normativi, tecnici, sanitari, socio-ambientali del procedimento relativo all’Autorizzazione Integrata Ambientale (aspetti considerati ed aspetti omessi, negli atti amministrativi sin qui elaborati dalle istituzioni). Tutti i documenti prodotti dal Comitato sono stati pubblicati e inviati al Ministero dell’Ambiente, oltre che illustrati alle Commissioni Ambiente del Comune e della Provincia della Spezia nel corso delle audizioni della scorsa settimana.

Siamo consapevoli del grave momento che vive il territorio spezzino: devastati dalla furia del fuoco prima e da quella dell’acqua poi, abbiamo subìto perdite umane e ingenti danni, morali, economici e ambientali. Riteniamo tuttavia che non si possa ogni volta ricorrere solo alle categorie dell’emergenza e della calamità per spiegare tali perdite. La giornata di mobilitazione contro il carbone (e l’inquinamento che produce in atmosfera e nelle acque del Golfo) sarà un’occasione di solidarietà e confronto con e tra tutti coloro che ritengono che solo attraverso la salvaguardia dell’ambiente e l’azione di prevenzione di tutte le calamità si possa salvaguardare e tutelare la salute, la sicurezza e la vita delle persone. In nome di un sistema economico ormai chiaramente imploso, a difesa di posti di lavoro apparentemente unici, non altrimenti sostituibili e chissà come garantiti, continuiamo a tollerare cementificazione selvaggia e insediamenti produttivi e industriali insalubri. Anche la grave situazione sanitaria spezzina è una calamità? Oppure, anche, è frutto di anni di mancata prevenzione primaria e misurazione degli inquinanti? L’esondazione del Magra e la cassa integrazione già richiesta per le attività che insistevano sulle sue sponde dimostrano che, in qualche modo, nessun abuso ambientale resta impunito e, alla fine, è pagato dai Cittadini..
La manifestazione potrà essere seguita in streaming: 




___________________

Intervento di oggi di Jacopo Fo
sulla centrale a carbone di Vado

in occasione della giornata nazionale di sabato 29 ottobre contro il carbone




“Compagni del Pd, io vi imploro!



abbiamo bisogno di regole chiare, di stroncare finalmente l’orgia dei cavilli, dei “ma anche”, delle ambiguità. I cavilli sono la sabbia che blocca il motore, sono il veleno che toglie fiducia alla gente.
Faccio un esempio semplice: la media nazionale della mortalità per tumori ai polmoni ogni 100 mila uomini è di 54 decessi in Italia, 97 a Savona e 112 a Vado. Un dato allucinante: a Vado si muore più del doppio del resto d’Italia. Vado non è la succursale dell’Inferno, ma un comune vicino a Savona dove la centrale elettrica brucia ogni giorno tonnellate di carbone.

Nel PD c’è anche un apparato che, grazie a una serie di sofismi, bizantinismi e maanchismi, appoggia la costruzione di una terzo gruppo a carbone ..(insieme al Pdl). E la cosa che rende ancor più assurda la situazione è che la scelte delle centrali a carbone, oltre ai costi umani, non è conveniente neppure dal punto di vista economico….”


 _______________

Tratto da "Il corriere della sera"

Enel: ambientalisti, Ministero Ambiente rispetti "Via" su Porto Tolle.

Roma, 28 ott - "Nessuna scorciatoia per la Valutazione d'impatto ambientale (Via), che, per la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, dev'essere rinnovata integralmente". Lo chiedono le associazioni ambientaliste Greenpeace, Italia Nostra, Legambiente, Wwf e il Comitato dei liberi cittadini di Porto Tolle, che hanno diffidato il ministero dell'Ambiente, affinche' sulla conversione a carbone chiesta dall'Enel, si muova nel pieno rispetto della procedura. "Come stabilito dalla normativa nazionale e comunitaria, e confermato da una sentenza del Consiglio di Stato", sottolineano. .....