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31 maggio 2016

Reggio Calabria:Dopo quasi 8 anni di lotte la vicenda del progetto di una centrale Termoelettrica a carbone si avvia alla conclusione


centrale carbone saline joniche

Tratto da Strettoweb.com
Reggio Calabria, la vicenda del progetto di una centrale Termoelettrica a carbone si avvia alla conclusione


“Dopo quasi 8 anni di lotte la vicenda del progetto di una centrale Termoelettrica a carbone che la SEI Spa vorrebbe costruire a Saline di Montebello Jonico si avvicina alla sua conclusione. 
Nel lontano 19 giugno 2008 la S.E.I. S.p.A. presentava al Ministero dello Sviluppo Economico, una domanda per l’autorizzazione, alla costruzione e all’esercizio di una centrale termoelettrica alimentata a carbone, della potenza di 1320 Mwe, e delle relative opere connesse, localizzata in Saline Joniche del Comune di Montebello Jonico (RC). Anche grazie alla forte pressione della società civile, raccordata dalle associazioni del territorio costituite nel Coordinamento Associazioni Area Grecanica – NO CARBONE, la quasi totalità della amministrazioni coinvolte (la Regione Calabria, la Provincia, la citta di Reggio Calabria, i comuni di Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Bagaladi, San Lorenzo e Condofuri) firmavano un documento congiunto nel quale manifestavano il loro dissenso alla realizzazione del progetto, dissenso che poi la Regione concretizzava nella delibera della Giunta Regionale con la quale negava l’”intesa forte” necessaria per la realizzazione del progetto.
 Nonostante la ferma opposizione della Regione Calabria veniva avviato il sub procedimento di VIA che non sortiva alcun esito per la presenza di ben due pareri contrari del Ministero dei beni culturali”, scrive in una nota il Coordinamento Associazioni Area Grecanica-No Carbone. “Il governo Monti -prosegue la nota- con il DPCM del 15 giugno 2012 decretava la compatibilità ambientale e l’autorizzazione all’ esercizio per la centrale. 
Il Coordinamento Associazioni Area Grecanica – NO CARBONE in quell’occasione presentava ricorso al Tar Lazio per l’annullamento di tale provvedimento, così come facevano altre Associazioni ambientaliste nazionali Legambiente, Greenpeace e WWF e la Regione Calabria. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 03402/2015 annullava il DPCM, ma, a seguito dell’’appello della SEI, il Consiglio di Stato con la sentenza N. 01779/2016 riteneva la legittimità del provvedimento di compatibilità ambientale ribadendo che l’autorizzazione all’esercizio della centrale a carbone può essere concessa solo previa un’intesa forte tra lo Stato e la regione Calabria. Durante questi otto anni si è creato una sinergia tra associazioni e movimenti a sostegno del NO alla centrale di Saline Joniche che hanno travalicato non solo i confini calabresi ma, addirittura quelli italiani. Il 13 giugno 2014 dalla Svizzera ci arrivava un segnale di civiltà: il popolo del Cantone dei Grigioni con un referendum votava contro la possibilità che le società a partecipazione cantonale potessero investire nella costruzione di centrali a carbone fuori dal territorio elvetico, in tal modo obbligando la Repower, socio di maggioranza della SEI SpA, a uscire dal progetto della centrale.
 Il 15 gennaio 2015 il Consiglio Comunale di Rimini, sotto la pressione del Comitato Acqua Pubblica Emilia Romagna e di Re-Common, votava una delibera che impegnava il Sindaco a contestare la partecipazione di HERA spa (multiutility a rilevante partecipazione pubblica e secondo azionista della SEI) e intimare l’uscita dal progetto per la centrale di Saline.
 È di pochi giorni fa l’annuncio del Presidente del Consiglio di Amministrazione di Repower che nel corso dell’annuale assemblea dei soci tenutasi il 13 maggio 2016, della messa in liquidazione della SEI SpA. Questa notizia -aggiunge la nota-non ci può far pensare che tutto è finito: il procedimento per l’autorizzazione è ancora pendente e il progetto con le autorizzazioni ed i pareri già ottenuto ben può essere venduto ad altra società (se non è già stato fatto). Dopo quasi 8 anni di lotta è giunto il momento di porre fine a questa vertenza che pende sul futuro dello sviluppo sostenibile della Calabria. Per questi motivi, il Coordinamento NO CARBONE chiede alla Regione Calabria la riattivazione del procedimento di concertazione per concludere l’iter decisorio sull’autorizzazione all’esercizio allo stato “interrotto” (per come definito dalla sentenza del Consiglio di Stato) e che, se riattivato e portato a termine con le attuali normative non potrà che portare ad un rigetto della domanda di autorizzazione ancora pendente presso il Ministero dello Sviluppo Economico, così come votato nelle delibere del Consiglio Regionale della Calabria che hanno sempre sostenuto la volontà della Regione di negare l’intesa alla autorizzazione“, conclude la nota.

Per approfondire http://www.strettoweb.com/2016/05/reggio-calabria-la-vicenda-del-progetto-di-una-centrale-termoelettrica-a-carbone-si-avvia-alla-conclusione/418289/#xXXXomtDvjcrLFzQ.99

24 maggio 2016

Parco del Pollino, gli ecosistemi vincono sulla centrale elettrica piùgrande d’Europa .


  La Centrale Enel della Valle del Mercure è una vecchia centrale elettrica, alimentata inizialmente a lignite e poi a olio combustibile, costruita nel territorio di Laino Borgo (Cosenza) negli anni ’60 e completamente dismessa già dal 1997. 
Nel 1993, è stato istituito il Parco Nazionale del Pollino e successivamente, nel 2007, anche due Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuate dall’Unione Europea, che lo comprendono completamente. 
Il fiume Mercure-Lao, sulle rive del quale sorge la Centrale, è famoso – in Italia e non solo – per il rafting che richiama annualmente oltre 20 mila turisti.
 L’area è inoltre habitat di specie vegetali ed animali protette, alcune delle quali in via di estinzione come la rarissima lontra. Nell’area, inoltre, è possibile intervenire “solo per esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l’ambiente, oppure, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” (D.P.R. 12 marzo 2003). 
Questi e altri motivi hanno bloccato la riapertura della Centrale da 41 MWe (sarebbe una delle più grandi d’Europa) che l’Enel nel 2000 ha proposto di riconvertire a biomasse. 
Contro la riapertura della Centrale si sono schierate le popolazioni della Valle, con imponenti e ripetute mobilitazioni e manifestazioni. Cittadini e associazioni ambientaliste da una parte e Regione Calabria ed Enel dall’altra con la promessa di posti di lavoro e ricchezza per quest’area del paese dove la crisi è forte.

07 maggio 2016

Centrale a carbone di Saline (RC), Consiglio di Stato accoglie ricorso della Sei.Ma...

Tratto da Il Dispaccio

Centrale a carbone di Saline (RC), Consiglio di Stato accoglie ricorso della Sei.




"Con sentenza pubblicata il 5 maggio 2016 il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale
(Sezione Sesta) si è pronunciato sugli appelli proposti dalla S.E.I. S.p.a., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri interessati contro la sentenza del T.a.r. del Lazio che, accogliendo i ricorsi proposti dalla Regione Calabria, dal Coordinamento delle Associazioni dell' Area Grecanica No al Carbone e da alcune associazioni ambientaliste, aveva annullato il decreto del Ministero dell'Ambiente n. 115 del 5 aprile 2013 ed il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012, con i quali è stata decretata la compatibilità ambientale (V.I.A.) e l'autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) al successivo esercizio riguardo al progetto per la realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a carbone, da localizzare nel Comune di Montebello Jonico, località Saline Joniche (Reggio Calabria)".

Così il Coordinamento Associazioni Area Grecanica che aggiunge "Sebbene con la sentenza di ieri sia stato ribaltato l'esito del giudizio, la lettura della motivazione dà conferma della correttezza delle ragioni e delle azioni di chi in questi anni si è battuto affinché la centrale non fosse costruita.

Il Consiglio di Stato ha infatti affermato che l'intesa 'forte' della Regione, indispensabile anche secondo la Corte Costituzionale, è richiesta nell'ambito del solo procedimento di autorizzazione unica – funzionale alla costruzione dell'infrastruttura, ma non anche nell'ambito della fase sub-procedimentale di v.i.a.-a.i.a., dove l'apporto della Regione risulta circoscritto alla sola fase istruttoria in sede di Conferenza di servizi. Per questo ha ritenuto che non fosse decisivo il dissenso chiaramente manifestato dalla Regione Calabria per il rilascio della V.I.A.-A.I.A. (al quale si era aggiunto anche il dissenso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, superato solo grazie all'intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri). 
Il giudice amministrativo di ultima istanza tuttavia ha evidenziato come sia a tutt'oggi non definita e pendente dinanzi al Ministero dello Sviluppo Economico la procedura di A.I.A. autorizzazione integrata ambientale. In sintesi – aggiungono dal coordinamento – non è affatto smentito il principio secondo cui la Regione Calabria dovrà esprimere l'intesa forte in sede di rilascio dell'autorizzazione definitiva all'esercizio della centrale a carbone e dell'elettrodotto. Pertanto, il ruolo che la Regione Calabria è chiamata a ricoprire, ora più che mai, nel caso in cui SEI S.p.A. intendesse portare avanti il progetto, è decisivo e assolutamente vincolante. La lotta, che ha visto protagonista il Coordinamento No Carbone, è stata determinante per tenere lontano lo spettro della centrale, ma oggi più che mai, chiediamo che l'amministrazione regionale segua con la massima attenzione gli sviluppi di questa assurda vicenda e che intervenga concretamente affermando definitivamente la sua contrarietà al progetto.

In un momento in cui lo stesso Governo Renzi punta sulla "decarbonizzazione" del Paese, in linea con gli accordi di Parigi e con le politiche green che in tutto il Mondo hanno portato alla chiusura di tante centrali a carbone, in cui a Saline Joniche, con il Patto della Città Metropolitana, sono appena stati destinati 1,3 milioni di euro per il completamento e la riqualificazione del waterfront, appare paradossale che questo incomprensibile capitolo della storia di un intero territorio non sia ancora definitivamente chiuso.

Oggi il progetto della SEI S.p.A. risulta ancor più fuori contesto e "fuori luogo". La Regione Calabria, le amministrazioni locali, e la politica tutta, sono chiamati a convertire le parole spese sulla riqualificazione dell'area dell'ex liquichimica in fatti, partendo dall'acquisizione dei terreni, dalla loro bonifica e dalla modifica della loro destinazione d'uso. Rinnoviamo la richiesta di incontro urgente al Presidente Oliverio – conclude il coordinamento Associazioni Area Grecanica – affinché si definisca con forza il percorso che la nostra Regione vuole tracciare, lontano da un modello di sviluppo anacronistico e discutibile, certi che l'attività portata avanti dal Coordinamento, con fatica, abbia conseguito un risultato importante: quello di bloccare la costruzione di un impianto che molti davano per certo. Nove lunghi anni sono passati ed ancora questa partita è tutta da giocare"
.

02 marzo 2015

Nuovo colpo al carbone italiano: la sentenza del Tar che boccia Saline Joniche

Tratto da Greenreport
Centrale a carbone di Saline Joniche, gli ambientalisti vincono il ricorso al Tar del Lazio

Le Associazioni: «Grande vittoria contro un progetto sbagliato, ormai fuori dal contesto energetico nazionale»

[27 febbraio 2015] Il Tar del Lazio, accettando il ricorso contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e la valutazione d’impatto ambientale; il ricorso era stato presentato a fine novembre 2012 da Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF e poi unificato a quello della Regione e di altre associazioni nazionali e locali, ha detto che la centrale a carbone di Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, non si farà perché l’iter autorizzativo era viziato da evidenti irregolarità e forzature

Lo stesso Tar del Lazio evidenzia la necessità di dare ascolto anche alle popolazioni locali, alle istanze della società civile volte alla tutela del paesaggio e del territorio, alle realtà produttive locali che sarebbero state danneggiate dalla centrale

Esultano gli ambientalisti che avevano evidenziato «Le violazioni delle norme di tutela ambientale, le notevoli carenze progettuali e il parere contrario delle istituzioni, a partire dalla Regione, e delle comunità locali».

In un comunicato congiunto, Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia sottolineano che «La proposta di centrale di Saline Joniche rispondeva a una visione vecchia e ormai superata della politica energetica italiana. Un impianto del genere non solo sarebbe stato molto dannoso per il clima, per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali: oggi la centrale sarebbe anche inutile, visto che ormai il 37,5% elettrici della domanda elettrica del Paese è soddisfatta da fonti rinnovabili e che abbiamo una sovrabbondanza di capacità di produzione elettrica e di centrali.

Il Mise prenda atto di questa sentenza e chiuda una volta per tutte la Conferenza dei servizi sulla centrale con il diniego a un progetto che non ha alcun senso».

Tratto da QualEnergia

Nuovo colpo al carbone italiano: il Tar boccia Saline Joniche


La centrale a carbone di Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, per il momento non si farà perché l'iter autorizzativo era viziato da evidenti irregolarità e forzature. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, accettando il ricorso contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e la valutazione d'impatto ambientale (sentenza in allegato).
Anche se resta la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato, questo è probabilmente il colpo di grazia per il progetto di centrale a carbone"pulito"da 1.320 MW di Sei (società controllata dalla svizzera Repower e partecipata da Hera, Foster Wheeler Italiana e Apri Sviluppo), alla quale il Governo aveva dato il via libera nel giugno 2012.
L'iniziativa era già in forse dopo l'esisto del referendum nel cantone svizzero dei Grigioni: i cittadini dei Grigioni, che controllano attraverso il Governo cantonale la maggioranza di Repower, a settembre 2013 avevano votato contro il progetto.
Il ricorso contro l'autorizzazione del Governo italiano era stato presentato a fine novembre 2012 da Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF e poi unificato a quello della Regione Calabria e di altre associazioni. Gli ambientalisti avevano evidenziato le violazioni delle norme di tutela ambientale, le notevoli carenze progettuali e il parere contrario delle istituzioni, a partire dalla Regione, e delle comunità locali.
“La proposta di centrale di Saline Joniche – sottolineano le associazioni – rispondeva a una visione vecchia e ormai superata della politica energetica italiana. Un impianto del genere non solo sarebbe stato molto dannoso per il clima, per l’ambiente, per la salute e per le comunità locali: oggi la centrale sarebbe anche inutile, visto che ormai il 37,5% elettrici della domanda elettrica del Paese è soddisfatta da fonti rinnovabili e che abbiamo una sovrabbondanza di capacità di produzione elettrica e di centrali. Il MiSE prenda atto di questa sentenza e chiuda una volta per tutte la Conferenza dei servizi sulla centrale con il diniego a un progetto che non ha alcun senso. Lo stesso TAR del Lazio sottolinea la necessità di dare ascolto anche alle popolazioni locali, alle istanze della società civile volte alla tutela del paesaggio e del territorio, alle realtà produttive locali che sarebbero state danneggiate dalla centrale.”
Il TAR ha contestato le modalità utilizzate dal Consiglio dei ministri per superare l'impasse creatosi per l'opposizione manifestata in Conferenza dei servizi da ministero dei Beni Culturali e Regione. In particolare, si legge nella sentenza, il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto  esprimere "le ragioni per le quali l'intesa non si era raggiunta, specificando esattamente attraverso quali strumenti l'intesa era stata ricercata, per poi approfondire le ragioni strategiche, di vantaggio economico o meno per le popolazioni interessate, di tutela del paesaggio e del territorio, che esitavano nel senso di consentire l'accoglimento della richiesta di rilascio dell'autorizzazione unica alla realizzazione della centrale a carbone".
Invece, dicono i giudici, il Cdm si è limitato ad allinearsi "alla posizione della Commissione tecnica Via senza alcuna motivazione specifica idonea ad illustrare il fondamento delle valutazioni tecnico-giuridiche assunte dal Consiglio per raggiungere la decisione favorevole al rilascio dell'autorizzazione, peraltro a fronte di posizioni nitidamente espresse in senso non favorevole rispetto al progetto nel corso della conferenza di servizi da altre amministrazioni invitate a parteciparvi".

23 ottobre 2014

REALACCI - Buone notizie per la Calabria e per Saline Joniche : la centrale a carbone non serve più

Tratto da  Zoomsud
  REALACCI(PD) Per la Calabria buone notizie: la centrale di Saline non serve più
''Buone notizie per i cittadini calabresi e il futuro di Saline Joniche: c’è spazio per fermare da subito l'anacronistico e antieconomico progetto di realizzare una centrale a carbone nel comune di Montebello Jonico. Un progetto vecchio che non ha più senso''. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera,(PD)) commentando la risposta del Mise alla sua interrogazione sulla costruenda centrale a carbone di Saline Joniche.
''E' chiaro infatti - aggiunge - non c’è bisogno di nuove centrali elettriche tradizionali, visto che già oggi abbiamo piu' impianti energetici convenzionali di quelli che servono al Paese. Tanto che la stessa Enel ha annunciato non solo di rinunciare alla conversione a carbone di Porto Tolle, ma anche la chiusura di 23 centrali termoelettriche alimentate a fonti fossili. Il rilascio dell'autorizzazione da parte del Mise e' infatti subordinato per legge al parere motivato della Regione.
Questo, in sintesi, quanto emerge dalla risposta del Ministero dello sviluppo economico all'interrogazione n.4-05632 di cui sono primo firmatario, sottoscritta anche dai colleghi, Oliverio, Magorno e Covello''.
''Nella risposta del Mise, infatti, e' scritto - aggiunge Realacci - nero su bianco che la Regione, con un eventuale rifiuto al rilascio dell'Intesa per la realizzazione della centrale puo' determinare il diniego al rilascio dell'autorizzazione alla sua realizzazione, una interpretazione confermata anche dalla sentenza n.6 del 13 gennaio 2004 della Corte Costituzionale. Parere motivato e dettagliato che pero', a detta del Mise, la Regione non ha ancora formalizzato. Anziche' puntare sul carbone, il combustibile fossile piu' inquinante che c'e', alimentando l'eccesso di impianti energetici convenzionali che gia' oggi caratterizza il Paese, la Calabria puo' dunque avere un futuro migliore e scommettere su un piano di sviluppo sostenibile per Saline Joniche centrato sulla tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali calabresi, per lottare contro le organizzazione mafiose e pericolose come la 'ndrangheta, migliorare la qualita' della vita e attrarre nuovi investimenti e flussi turistici nell'Area Grecanica''. 
''Vale la pena ricordare - conclude Realacci - che sul progetto di Saline Joniche pesano non solo la ferma opposizione di Enti Locali, associazioni, liberi cittadini e diversi ricorsi al Tar, ma anche l'uscita dal progetto del socio .di maggioranza, il gruppo svizzero a partecipazione pubblica Repower Ag, arrivata a seguito del referendum popolare del settembre 2013 che ha stabilito che le aziende svizzere a partecipazione pubblica non possono investire in centrali a carbone neanche al di fuori dei confini nazionali.

Quando basta, insomma, per tirare con decisione il freno a mano su questo progetto antieconomico, contro l'ambiente e non guarda al futuro''.
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Buone notizie per gli amici calabresi per loro il carbone pare non serva più è antieconomico e non guarda al futuro .... 
Per noi in Liguria  una parte politica poco lungimirante lo privilegia ancora nonostante le numerosissime evidenze di serie problematiche connesse con la combustione del carbone per la salute dei cittadini e per l'ambiente .....
ci sarebbe  ancora secondo un Onorevole ligure .....la necessità di un chiarimento sulle reali condizioni di salute della popolazione, e conseguentemente sui livelli di emissioni tollerabili......
IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE  E' POCO NOTO ALLA POLITCA .............PER I FIRMATARI  SONO FONDAMENTALI I LIMITI DI EMISSIONE CHE NOI E IL NOSTRO AMBIENTE RIUSCIAMO ANCORA A TOLLERARE......
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Leggi su Ninin 

Interpellanza  PD su Tirreno Power.

 La vetustà degli impianti stessi, insieme alle condizioni di esercizio, costituiscono ormai da tempo un fattore riconosciuto di grande criticità . l’11 marzo 2014 il GIP di Savona, su richiesta della Procura della Repubblica ha disposto il sequestro cautelativo dei gruppi VL3 e VL4 della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado -Quiliano, e l'interruzione dell'esercizio; il provvedimento del GIP contestava il mancato adeguamento alle prescrizioni dell’AIA e si era basato, tra l’altro, sulle risultanze di una perizia della Procura sugli effetti ambientali e sanitari dell’attività della Centrale Tirreno Power sulla popolazione locale....

.....la necessità di un chiarimento sulle reali condizioni di salute della popolazione, e conseguentemente sui livelli di emissioni tollerabili; per sapere se, alla luce della complessità della vicenda, ritenga che essa debba essere assunta dalla Presidenza del Consiglio, come richiesto anche dalle istituzioni e forze sociali del territorio se il Governo, i Ministeri competenti o gli Istituti preposti abbiano realizzato proprie perizie, valutazioni e verifiche, ed eventualmente con quali risultati.......

Continua su Ninin

08 agosto 2013

La Ballata del Carbone :No al carbone, sì all'ossigeno... in musica


 No al carbone, sì all'ossigeno... in musica
Appuntamento il 22 agosto a Pentedattilo


L’estate calabrese si caratterizza per il sole, il mare e la bellissima musica che ogni sera inonda le feste e le sagre popolari dei nostri paesi.
Musica che è ballo e gioia, ma soprattutto tradizione e cultura.
Musica che parla delle nostre terre e delle storie che le hanno attraversate nel corso dei secoli.
Musica che infiamma i cuori e accende le danze.
Musica che fa pensare, che sensibilizza sui problemi che affliggono la nostra terra.
Musica che si fa mezzo per combattere chi vuole fare, di noi tutti, colonie da depredare.
Negli ultimi anni la musica ha combattuto una dura battaglia, insieme al Coordinamento Associazioni Area Grecanica ed alle popolazioni, contro il carbone.
Durante i concerti, numerosissimi gruppi musicali hanno indossato la maglia NO CARBONE per manifestare la loro volontà di schierarsi contro lo scellerato progetto della SEI-Repower che vorrebbe impiantare a Saline Joniche una fabbrica per produrre energia bruciando il combustibile fossile più inquinante al mondo.
Quest’anno un ringraziamento va fatto al gruppo musicale Kalavrìa per il bellissimo brano contro la centrale a carbone, “A ballata du carbuni”, di cui il Coordinamento ha realizzato il video, e ai Versudper la loro splendida “No al carbone”. 
 Un plauso particolare inoltre agli allievi dell’Istituto Superiore d’Istruzione "A. Righi" di ReggioCalabria, classi II e V sez. A, ......che con la loro professoressa Paola Nasti, sempre in prima linea per la difesa dell’ambiente, hanno realizzato una canzone ed un video dal titolo "Repower Style."  
Questi ragazzi sono un tesoro prezioso e sono il segno che i semi di speranza piantati nella nostra terra stanno dando i loro frutti. La loro volontà di non essere spettatori passivi rispetto a tutto quello che accade intorno, ma di essere artefici del proprio destino è la dimostrazione che il cambiamento nella nostra terra è possibile, e sta avvenendo ora.
I video possono essere visionati sul canale youtube “nocarbonesaline”.
ll 22 Agosto presso il teatro all’aperto di Pentedattilo , per il secondo anno consecutivo, diremo No al Carbone, sì all’ossigeno con “OXYGEN”........
A tutti gli amici musicisti rinnoviamo infine l’invito a sostenere,anche quest’anno, la causa, indossando la maglia NO CARBONEcome una corazza o esponendo un semplice striscione sul palco, ed usando la loro musica come una spada per difendere la terra e letradizioni che portano in giro per il mondo attraverso le loro canzoni.

Coordinamento Associazioni Area Grecanica
 Mercoledì 07 agosto 2013

DICIAMO NO AL CARBONE.


19 luglio 2013

Resistenza alle pretese dell’Enel di riconversione a carbone della centrale di Rossano

Tratto da Sibarinet.it
Lettera aperta per iniziative di resistenza alle pretese dell’Enel di riconversione a carbone della centrale di Rossano

Abbiamo appreso dalla stampa dell’ennesimo tentativo dell’ENEL Produzione S.p.A., reiterato nei giorni scorsi (quando caldo e vacanze distraggono la gente: già !) di imporre dall’alto alle popolazioni e ai territori e contro la loro volontà il suo noto programma di riconversione a carbone della Centrale TERMOELETTRICA di Rossano........

Riteniamo che sia utile ricordare ai Soggetti in indirizzo che l’ENEL S.p.A. persegue, almeno dal 2005, il proposito di utilizzare il carbon fossile, la più inquinante fonte di energia, per riconvertire l’obsoleta Centrale termoelettrica di Rossano, proponendo un subdolo “progetto integrato policombustibile”, che invece è una sorta di cavallo di Troia....

......La cosa pone a tutti i Soggetti in indirizzo inquietanti interrogativi: perché l’ENEL non vuole prendere atto che il suo progetto di riconversione a carbone della Centrale di Rossano è contrastato fermamente da TUTTE le Istituzioni territoriali, provinciale, regionale, da TUTTE le Associazioni imprenditoriali, dai diversi Comitati dei Cittadini, dalla società civile ecc. ? 
Perché l’ENEL insiste ostinatamente nel suo progetto sapendo di avere TUTTI contro ? E se L’ENEL insiste è perché ha dei referenti, alleati forti, che ne sostengono il progetto ? E chi sono eventualmente coloro che, nell’ombra nera del carbone, lavorano per gli interessi dell’Enel e, viceversa, contro gli interessi generali e il bene comune dei Cittadini-persone e dei territori ?
La cosa pone, inoltre, a tutti i Soggetti in indirizzo le pressanti domande: e adesso che faccio ? Come mi adopero per contrastare il progetto neo-colonialista dell’Enel di desertificazione del territorio ? Come mi adopero per difendere e tutelare il territorio, la sua economia, il suo presente, il suo futuro, la vita e la salute delle sue popolazioni, già duramente provati dalle rapine perpetrate a danno della sanità, degli ospedali, del tribunale, dei trasporti, della mobilità ecc. ? E’ opportuno lasciare sola la Regione Calabria, che, con senso civico e senso della responsabilità, “alla luce del vigente PEAR, si è costituita in giudizio, per resistere alle pretese dell’ENEL Produzione SpA, con la nomina dell’avv. Benito Spinelli dell’avvocatura regionale (Suppl. straord. Bollettino Regione Calabria 31-5-2013)” ?
Non è doveroso che OGNUNO (segnatamente i Comuni direttamente interessati e la Provincia), forte della propria autorevolezza e di rappresentanza degli interessi generali e del bene comune, faccia la propria parte, affiancando la Regione Calabria nella resistenza in giudizio, nel fare sentire il grido di indignazione delle popolazioni alla Società ENEL SpA, al Parlamento e al Governo nazionali, nell’approntare forme di resistenza civica e democratica nel territorio e nella Regione ?
Poniamo alla responsabile e operativa attenzione di tutti i soggetti-interlocutori in indirizzo i suddetti interrogativi, le domande e le malcelate proposte, nella consapevolezza che bisogna fare il proprio dovere nel non tacere, nell’attivarsi e nel fare la propria parte, in spirito solidale, propositivo, collaborativo. »

Francesco Filareto
Presidente A.N.P.I. Rossano
Presidente Centro Studi “Calibytense Nostrum

27 giugno 2013

Centrale di Saline Joniche, depositato alla Segreteria del TAR del Lazio il ricorso ......proposto dalla Regione Calabria


Leggi su Regione Calabria

Centrale di Saline Joniche, depositato alla Segreteria del TAR del Lazio il ricorso per motivi aggiunti proposto dalla Regione Calabria

E’ stato depositato presso la Segreteria del TAR del Lazio il ricorso per motivi aggiunti proposto dalla Regione Calabria  per ottenere l’annullamento del decreto del Ministro dell’Ambiente n. 115, del 5 aprile 2013, con il quale è stata dichiarata la compatibilità ambientale e concessa l’autorizzazione integrata ambientale per il progetto della centrale di 1320 Mw, alimentata a carbone, di Saline Joniche.
Il ricorso per motivi aggiunti si ricollega direttamente ed immediatamente a quello già proposto dalla Regione dinnanzi al medesimo TAR del Lazio per impugnare il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che, decidendo sul contrasto tra Ministero dei Beni Culturali, che aveva espresso parere negativo, e Ministero dell’Ambiente, aveva dichiarato la compatibilità ambientale dell’intervento proposto dalla società S.E.I. S.p.A.
Quest’ultimo decreto, in particolare, era stato trasmesso per la registrazione alla Corte dei Conti che, sospendendo l’iter della registrazione, ha richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri numerosi chiarimenti in ordine alla legittimità del provvedimento.
Tra i punti di criticità evidenziati nella richiesta della Corte dei Conti assume specifico rilievo quello relativo alla mancata intesa con la Regione Calabria che, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale e la normativa che disciplina la concessione dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di impianti della potenza come quella prevista per la centrale di Saline, costituisce un presupposto essenziale per potersi far luogo all’autorizzazione.

.....Per evitare ogni potenziale pregiudizio derivante dalla sua esecuzione, viene chiesta la sospensione del provvedimento impugnato evidenziandosi, al riguardo, le numerose lacune ed irregolarità di un iter rispetto censurato innanzi al TAR del Lazio oltre che dalla Regione, dagli altri enti locali interessati, associazioni ambientaliste, associazioni di produttori agricoli, che hanno proposto ricorsi autonomi ed anche interventi adesivi a quello proposto già dalla Regione.
Leggi l'articolo integrale
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Tratto da Il Corriere della Sera

Calabria ricorre al Tar contro centrale a carbone

27 Giugno 2013 
La Regione Calabria ricorre al Tar del Lazio contro la centrale a carbone di Saline Joniche (Rc), autorizzata dal governo ma contestata da organizzazioni ambientaliste, cittadini, enti locali e dalla Corte dei Conti che aveva sospeso l'iter della registrazione. La centrale dovrebbe bruciare carbone per produrre fino a 1320 MW di energia elettrica, ed era stata autorizzata dal ministero dell'Ambiente pur con il parere negativo da parte del ministero dei Beni Culturali. 
Tra i punti di criticita' ha forte importanza la mancata intesa con la Regione che, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale e la normativa, e' un presupposto essenziale.
In questo caso l'intesa e' mancata del tutto: la Regione ha sempre ribadito di non poter dare l'assenso la costruzione sul proprio territorio di centrali a carbone, dato che il piano energetico regionale ne prevede il divieto a favore delle rinnovabili, e dato che la Calabria produce gia' piu' energia elettrica di quanta ne consumi.
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Leggi anche su ZOOMSUD

Reggio Calabria CENTRALE SALINE: 

Associazioni Area Grecanica-No Carbone presentano presentano ricorso al Tar-

..........Mancando il potere al Ministero dell’Ambiente nessuna richiesta poteva essere avanzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, pertanto, il DPCM da questo emesso è da considerare radicalmente illegittimo, così come il successivo Decreto del Ministero dell’Ambiente quale atto conseguente, in quanto emesso nell’esercizio del potere sostitutivo in una fattispecie nella quale il richiedente non aveva il potere di decidere. 

In relazione al periculum, va rilevato come, le opere autorizzate, e dunque non solo la centrale ma anche i connessi 100 km di elettrodotto, presuppongono lavori idonei a modificare in modo irrimediabile il territorio che, dunque, anche e soprattutto qualora la decisione nel merito intervenisse ad opere già avviate, risulterebbe irrimediabilmente danneggiato e modificato con ogni conseguenza paesaggistica, economica e sociale.



01 giugno 2013

1)Centrale a carbone, nuovo ricorso della Regione Calabria 2)Inquinamento e tumori, promossa un'indagine conoscitiva

Tratto da Reggio tv

Centrale a carbone, nuovo ricorso della Regione Calabria

Reggio Calabria - La Sei non desiste, il recente decreto spiana la strada e la Regione prepara un nuovo ricorso. Questo il quadro relativo al progetto di costruzione di un impianto energetico a carbone di ultima generazione nel sito dell’ex Liquichimica di Saline Joniche, nel comune di Montebello Jonico in provincia di Reggio Calabria. Un quadro che alimenta il dibattito a livello istituzionale regionale. Sollecitata, infatti, dall’interrogazione a risposta immediata del consigliere Giuseppe Giordano, stimolato a sua volta dalle associazioni ambientaliste attenne sempre attente al tema, la vice presidente della Giunta Antonella Stasi ha risposto assicurando che il ricorso avverso il nuovo provvedimento è già oggetto del mandato affidato all’Avvocatura regionale.
Dunque sarà impugnato dalla Regione Calabria il decreto del Ministro dell’Ambiente n. 115 del 5 aprile scorso, seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012, già impugnato dalla Regione Calabria, con il quale è stata decretata la compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio relativamente al progetto proposto dalla società S.E.I. S.p.A. , nonostante i rilievi mossi dalla Corte dei Conti al momento della registrazione dell’atto amministrativo di valutazione della "compatibilità ambientale e autorizzazione al successivo esercizio.  
......Anna Foti
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Tratto da  Interno 18

Inquinamento e tumori, il senatore Romano promuove un'indagine conoscitiva

Su istanza del Senatore Lucio Romano (Scelta Civica) l’Ufficio di Presidenza della Commissione Igiene e Sanità del Senato ha accettato di istituire un’indagine conoscitiva relativa agli effetti dell’inquinamento sulla popolazione dal titolo: “Istituzione indagine conoscitiva in merito a: incidenza tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica  conseguenti a inquinamento ambientale”.
“La finalità di questa indagine” – commenta il senatore Romano – “è l’approfondimento di una tematica particolarmente dibattuta e conflittuale, che caratterizza alcune Regioni d’Italia. 
Vuole inoltre dare seguito all’esigenza, particolarmente avvertita e richiesta dalle popolazioni interessate, di fornire una risposta rigorosa al problema sotto il profilo igienico-sanitario”.
“Grazie all’avvio dell’indagine conoscitiva” – conclude il senatore – “si risponde doverosamente alla necessità di dare un riscontro compiuto a istanze socio-ambientali e scientifiche”. 
 L’iniziativa proposta dal Sen. Lucio Romano, è stata approvata all’unanimità dai Capigruppo in Commissione: Pd, Pdl, M5S, Sel e Lega.

11 settembre 2012

Le due facce del PD. Calabrese e Ligure.........

  In REGIONE CALABRIA IL PD  E' CONTRARIO ALLA PRESENZA IN CALABRIA DEL CARBONE , quale combustibile di centrali elettriche''.

 

IN  REGIONE LIGURIA IL PD  HA FIRMATO PER AMPLIARE ULTERIORMENTE LA CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE  .........

Tratto da Asca

Calabria: Pd, bene impugnazione governo su centrale a carbone

08 Settembre 2012 - 15:12

(ASCA) - Reggio Calabria, 8 set - ''La notizia che il Presidente della Giunta Regionale della Calabria ha incaricato due legali per impugnare l'autorizzazione governativa per la costruzione di una centrale a carbone in localita' Saline Joniche, da' ragione alla nostra battaglia, sostenuta in Consiglio Regionale, affinche' nell'o.d.g., riguardante la predetta centrale, fosse chiaro il mandato conferito al Presidente Scopelliti di difendere in tutte le sedi competenti la volonta' del Consiglio Regionale e di tutti i calabresi, contrari alla presenza in Calabria del carbone, quale combustibile di centrali elettriche''.

E' quanto si afferma in una nota dell'ufficio stampa del gruppo del Partito Democratico, in seno al Consiglio Regionale della Calabria.

''Il Gruppo regionale del PD, come si ricordera' - conclude la nota - si e' battuto con vigore per ottenere questo risultato. Confidiamo nelle competenti autorita' per l'annullamento dell'impugnato provvedimento''.


Leggi anche tratto da Savona news

Le due facce del PD. Della Seta: Tentativo disperato per riconversione centrali a carbone


 ...Aumentare il contributo del carbone alla produzione di elettricità per un paese come l'italia  - incalza il senatore Pd - è una scelta tanto più grave perchè noi siamo già inadempienti rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto e siamo lontani dagli obiettivi del pacchetto clima. 
 Il carbone non va demonizzato - spiega Della Seta - però tra tute le fonti fossili è sicuramente quella che ha il potenziale clima - alterante maggiore. E' una fonte accettabile, soprattutto nel caso di riconversione, soltanto nel caso in cui contemporaneamente ci siano i Ccs. Al contrario si tratta di fare una scelta contro l'interesse nazionale, contro l'interesse del nostro paese. 
 L'italia ha interesse a camminare molto più velocemente verso l'innovazione energetica.




ED ORA ALCUNE IMMAGINI RIGUARDANTI LA PROBLEMATICA DEL CARBONE A VADO LIGURE



Leggi  il nostro post del 23 dicembre 2011

BURLANDO E LA REGIONE LIGURIA RARI ESEMPI DI COERENZA 

Tirreno Power, Burlando: “I sindaci di Vado e Quiliano dovevano partecipare, abbiamo preferito la salute ai soldi”

Tirreno Power costruirà un nuovo gruppo da 460 MW e ricostruirà integralmente i vecchi impianti.
MA CON QUALE FACCIA BURLANDO RIESCE A DIRE NEL PROMUOVERE L'ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE:

abbiamo preferito la salute ai soldi”.....?