Dopo Harvey & Irma: Intervista a Naomi Klein

UNITI PER LA SALUTE E' UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ODV APARTITICA, PERSEGUE FINI DI SOLIDARIETA' SOCIALE, CIVILE E CULTURALE: PROMUOVE E SOSTIENE INIZIATIVE,INTERVENTI, INFORMAZIONI FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DI VITA E DI SALUTE DEI CITTADINI DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SAVONA. "UNITI PER LA SALUTE ODV" Via De Litta 3/1 VALLEGGIA (Savona) C.F:92084220091 Tel 3713993698

Tratto da La Repubblica
sostenibile basato sull’uso di carbone, petrolio e gas naturale” (materie prime in esaurimento e responsabili della minaccia climatica) e chiedono l’immediata riduzione a livello globale delle emissioni di anidride carbonica e la riduzione di almeno il 50% degli inquinanti che hanno anche un effetto di riscaldamento climatico (particelle carboniose, ozono, metano, Hfc).
attraverso le istituzioni politiche ed economiche, sarà ora costretto a rivedere.I danni a Bogatynia, in Polonia
ROMA - Un super monsone in Asia e una raffica di piogge monsoniche che sconvolge l'Europa. Il caos climatico cambia la mappa del meteo, rende strutturali episodi eccezionali, costringe a cercare nuove parole per descrivere fenomeni che assumono intensità e frequenza del tutto anomale.
E così dall'Ibimet, l'istituto di biometeorologia del Cnr di Firenze, provano a forzare il vocabolario per tradurre l'intensificarsi dei drammi che colpiscono decine di milioni di persone.
"I termini che fino a ieri usavamo abitualmente per descrivere le piogge eccezionali che colpivano l'Europa non danno più l'idea di quello che succede realmente oggi", spiega Giampiero Maracchi, responsabile dell'istituto. "A molti l'uso del termine monsone in uno scenario europeo sembrerà improprio, ma quello che sta accadendo ha caratteristiche simili alla dinamica dei monsoni. C'è l'umidità proveniente dall'Atlantico che si incanala dalla Gran Bretagna verso il Mediterraneo, dove trova l'onda calda che dai tropici si spinge sempre più lontano, sempre più vicino ai Poli. E c'è il contrasto tra questi due flussi, tra il mare di aria calda africana e la corrente di aria fredda atlantica: la massa di aria calda prima sale e poi si condensa, trasformandosi in piogge violente.Negli ultimi 15 anni ci sono stati tre episodi alluvionali sull'Europa centrale come quello che stiamo vivendo in questi giorni. E' un fenomeno recente collegato all'anomalia termica su scala globale: fino a pochi anni fa la spinta calda non arrivava così lontano con questa forza".
Se nella traiettoria verso nord ovest l'alito rovente del mutamento climatico si scontra con il mondo freddo e umido dell'Atlantico provocando valanghe di acqua, sul lato opposto, dove intercetta la corrente in risalita verso nord est, non trova opposizione e così il calore del Sahara può arrivare indisturbato fino alla steppa e incendiarla. Alluvioni e siccità, come aveva previsto l'Ipcc, la task force dei climatologi dell'Onu, convivono e traggono forza dalla stessa radice: la caldaia del pianeta, alimentata dall'anidride carbonica emessa dalle ciminiere e dalle foreste tagliate, fa salire la pressione spostando i confini del caldo, spingendo il deserto verso l'Europa.
"L'energia in gioco cresce sempre più velocemente perché i gas serra sono una coperta termica che trattiene il calore", continua Maracchi. "Questo calore viene assorbito dal mare e scambiato con l'atmosfera: quest'anno le acque del Mediterraneo hanno viaggiato su valori 6 gradi sopra la media. Un'anomalia che innesca altre anomalie, anche anomalie che ci toccano da vicino. In Italia fino agli anni Novanta avevamo un'intensità di piogge che arrivava a 40 millimetri nell'arco di due o tre ore. Oggi siamo a 80 - 100 millimetri, con punte sempre più frequenti che superano i 250 millimetri: una cascata d'acqua che basta niente a trasformare in alluvione".
Questo quadro si è andato delineando negli ultimi due decenni, quelli che hanno registrato una crescita della temperatura senza precedenti nella storia delle meteorologia e destinata ad accelerare ulteriormente in assenza di contro misure. Cioè dei piani operativi per il rilancio dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili su cui non è stato trovato un accordo al vertice Onu di Copenaghen dello scorso dicembre. Fino a ieri anche le quotazioni della prossima conferenza sul clima, quella di Cancun, erano basse perché l'intesa politica non si profila.
Ma certo il muro di acqua che ha affondato l'Europa centrale, i 15 milioni di sfollati in Pakistan e il fuoco che assedia le centrali nucleari in Russia rendono difficile continuare a ignorare l'urgenza della battaglia contro il caos climatico.

Quindi anche i cosiddetti limiti di legge non sono poi così sicuri nel breve periodo e la combustione del carbone partecipa a questi innalzamenti.
Questo sarebbe invece compito di Comune, Provincia e Regione e dei loro organi tecnici. Ma neppure loro si muovono.
ROMA - L’estate è il periodo più pericoloso per l’ambiente. E non solo per la maggiore frequenza degli incendi o per l’indolenza dei controlli sulle attività illecite: agosto è il mese in cui si realizzano le decisioni politiche più impopolari. I cittadini infatti sono meno presenti sul territorio, e le notizie possono arrivare direttamente a settembre, a giochi già conclusi.