COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta cromo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cromo. Mostra tutti i post

27 luglio 2011

1)AMERICA "Toxic 20": I Peggiori Stati 2)"Via subito il carbone dalla centrale Enel" 3)USA: condanna esemplare grazie a studio ambientale italiano

PER CHI VUOLE TENERE BEN APERTI GLI OCCHI E PER GLI AMMINISTRATORI CHE DOVREBBERO AVERLI SEMPRE SPALANCATI
UN ARTICOLO DALL' AMERICA......SULLA TOSSICITA' DELLE CENTRALI A CARBONE
(scusate la traduzione on line) E.......


Tratto da PHYSICIANS FOR SOCIAL RESPONSABILITY

Medici PSR sollevano allarme: "Toxic 20" Peggiori Stati con maggior inquinamento atmosferico tossico dalle centrali elettriche

20 luglio 2011

PHYSICIANS FOR SOCIAL RESPONSABILITY uniti al Consiglio di Difesa delle Risorse Naturali nel rilascio di uno studio che identifica gli stati con l'inquinamento atmosferico dalle centrali elettriche ad olio e carbone più tossici

Il "Toxic 20"sono i peggiori stati, nell'ordine: Ohio, Pennsylvania, Florida, Kentucky, Maryland, Indiana, Michigan, West Virginia, Georgia, North Carolina, South Carolina, Alabama, Texas, Virginia, Tennessee, Missouri, Illinois, Wisconsin , New Hampshire e Iowa.

"L'inquinamento del carbone sta uccidendo americani. E' in America la più grande fonte di inquinamento tossico dell'aria ", ha dichiarato il dottor Lynn Ringenberg, cofondatore del PSR di Tampa Bay (Florida) capitolo, che ha rappresentato PSR nella conferenza stampa che ha annunciato i risultati del rapporto......

Le centrali elettriche sono la singola più grande fonte di inquinamento atmosferico industriale tossico in 28 stati e nel Distretto di Columbia.

Da asma a morte prematura

Dr. Ringenberg ha osservato che le sostanze tossiche nell' aria da centrali a carbone sono neurotossine, come mercurio e piombo, sostanze cancerogene come il cromo esavalente arsenico e diossina e altri metalli e gas che si combinano per formare polveri sottili.

Queste sostanze causano o hanno effetti sulla salute che vanno da attacchi di asma ad una morte prematura da malattie cardiovascolari, ictus e cancro.

........il mercurio,provoca i danni al cervello , allo sviluppo dei feti,ai neonati e ai bambini piccoli, privandoli di un sano sviluppo neurologico e intelligenza nativa.

EPA propone garanzie

L'Environmental Protection Agency (EPA) sta attualmente sviluppando una più difficile salvaguardia per proteggere gli americani da questo inquinamento tossico. L'Agenzia sta prendendo commenti pubblici sulla sua proposta di "Mercurio e Air Toxics" standard fino al 4 Agosto 2011. Iscriviti ai commenti sul PSR è qui .

EPA stima che la riduzioni di inquinamento tossico, farebbe risparmiare ben 17.000 vite ogni anno entro il 2015 e prevenire fino a 120.000 casi di sintomi di asma infantile. Si eviterebbe anche più di 12.000 visite pronto soccorso e le visite in ospedale e si potrebbero evitare 850 mila giorni di lavoro persi ogni anno.

Industria contro la salute pubblica?

Nonostante questi enormi risparmi attesi in vite umane e salute, alcuni inquinatori e membri del Congresso stanno cercando di bloccare l'EPA e i suoi sforzi di aggiornare le protezioni della salute pubblica. La scorsa settimana, due comitati per la Camera hanno votato gli emendamenti per bloccare per almeno un anno le modifiche dell'EPA Mercurio e Air garanzie Toxics. Queste modifiche potrebbero passare al piano Casa già alla fine di luglio.

Nel frattempo, il presidente della potente Casa dell'Energia Fred Upton, ha promesso di bloccare l' EPA garanzie per un ' aria pulita. Uno dei più grandi inquinatori della nazione, American Power Electric, con sede a Columbus, Ohio, ha elaborato una legge per bloccare l'EPA e ha lottato contro gli attuali sforzi EPA.

Questi voti sono chiaramente a favore degli interessi e "sulla salute" del pubblico americano. Come ha osservato il dottor Ringenberg ,

"il potere velenoso minaccia la salute dei nostri bambini e delle famiglie".

"Come pediatra da oltre trent'anni, sono spinto assolutamente a sostenere l'EPA e i suoi sforzi per ridurre la minaccia per la salute dal carbone", ha aggiunto.

Lo studio, intitolato " Toxic Potenza: Come le Centrali contaminano la nostra aria e i nostri Stati ", ha analizzato i dati disponibili al pubblico nello Environmental Protection Agency Toxics Release Inventory (TRI). Le centrali elettriche sono i più grandi inquinatori industriali tossici per l'aria in 28 stati e nel Distretto di Columbia.

_____________________

Tratto da Spezia Polis

"Via subito il carbone dalla centrale Enel"

Il comitato "Spezia via dal carbone" alza l'asticella per la concessione dell'Aia alla centrale elettrica.
La Spezia. Il comitato di cittadini "Spezia via dal carbone" ha inviato questo pomeriggio al ministero dell'Ambiente alcune osservazioni sulla procedura di concessione dell'Autorizzazione integrata ambientale per la centrale Enel di Vallegrande.
"Nel documento - spiega Marco Grondacci, ricercatore di diritto ambientale e membro del comitato - chiediamo che vengano valutati con maggiore attenzione particolari aspetti sotto il profilo ambientale. L'amministrazione comunale interpreta in modo riduttivo quello che si può ottenere in termini di riduzione delle emissioni, noi, invece, riteniamo che il ministero, per la concessione dell'Aia, debba innanzi tutto valutare se l'impianto a carbone è effettivamente compatibile con il sito nel quale opera, prima di tutto sotto il profilo della salute dei cittadini. Chiediamo una valutazione seria delle polveri ultrafini e di parametri sanitari specifici e non la semplice riduzione degli inquinanti per adeguarsi alle normative".
Leggi, quelle cui fa riferimento Grondacci, che entreranno in vigore tra un paio d'anni, costringendo di fatto Enel a rispettarle al di là del rilascio dell'Aia, che invece ha una durata di otto anni.
"L'autorizzazione è attesa dal 2007 - prosegue Grondacci - richiedere un supplemento di istruttoria significherebbe rallentare l'iter di qualche mese, un sacrificio che ci possiamo permettere, se la posta in gioco è la chiusura della sezione a carbone, un fatto secondo noi assolutamente ragionevole".
I limiti che saranno presto imposti per legge, infatti, non potrebbero essere raggiunti dalla sezione a carbone della centrale della Spezia, sarebbe necessaria la realizzazione di una sezione completamente nuova, con tecnologie di ultima generazione. Un'ipotesi che, come hanno spiegato alcuni giorni fa il sindaco Federici e l'assessore comunale all'Ambiente Ruocco, l'amministrazione non ha preso in considerazione, per evitare che con l'investimento in un impianto nuovo, la presenza della centrale si consolidi per un tempo ancora più lungo.
"Non ha senso questo ragionamento - sostiene Grondacci -, bisogna invece puntare al massimo risultato ottenibile, senza procrastinare la discussione sulla dismissione del carbone.
Inoltre la proposta di realizzare il teleriscaldamento, così come quella di bruciare Cdr nella centrale, contenuta nel memorandum Acam-Hera, presuppongono ugualmente investimenti, quindi il consolidamento dell'impianto".

Leggi anche:
Enel/Il comitato "Spezia via dal carbone" chiede maggiore trasparenza agli enti locali
____________
Tratto da Savona News

"L'unico modo di salvare il turismo e' preservare il territorio"

L'emergenza ambientale è un problema molto serio anche per il turismo. Mi appello a tutti gli operatori turistici: “non lasciate soli gli ambientalisti quando combattono contro le emissioni di CO2, contro la cementificazione della costa o per l'aria pulita”. La nostra generazione è chiamata a riparare i danni creati dall' illusione che la natura potesse essere saccheggiata senza limiti. Non è accettabile che nel 2011 si pensi ancora di produrre energia dal Carbone, raddoppiando l'impianto di Vado Ligure con conseguenze nefaste per la salute e disastrose per il cambiamento climatico.

Gli operatori turistici della provincia di Savona si sono trovati di fronte ad un problema inspettatto: una stagione metereologica totalmente instabile. Erano attesi sole e mare pulito, sono arrivati pioggia e onde alte fino a tre metri, causando una tempesta sull' economia locale già indebolita dalla crisi economica.

Il cambiamento climatico è arrivato anche a Savona: il tempo bello stabile non è più una certezza. Il turismo in Liguria si basa su tre pietre miliari: il mare pulito, il bel tempo, l'indiscutibile bellezza della terra ligure.

Ma cosa resta ormai nella nostra terra della Liguria di Cardarelli e Montale? La Liguria del mare blù, dei muretti a secco senza malta e degli ulivi plurisecolari è stata saccheggiata e l' unica certezza sembrava il clima mite: soleggiato e non afoso.

Il 2011 ha dimostrato che anni e anni di emissioni di CO2, rilasciate da centrali a carbone, cokerie, acciaierie hanno sconvolto il clima.

La conseguenza è che il turismo è in affanno: un bel guaio perchè stiamo parlando della principale opportunità di lavoro, visto l' inarrestabile deindustrializzazione.

La Liguria deve salvaguardare il turismo e per questo ha bisogno del mare e dell'aria pulita, delle bellezze del paesaggio e del clima mite. La buona volontà degli operatori che rinnovano gli ombrelloni, ammodernano gli alberghi o organizzano i Bus serve a poco.

Per mantenere vitale la fabbrica del turismo occorre innanzitutto preservare e riqualificare i beni comuni del nostro territorio.

La nostra generazione è chiamata a riparare i danni creati dall' illusione che la natura potesse essere saccheggiata senza limiti. ...........

Mi appello a tutti gli operatori turistici: “non lasciate soli gli ambientalisti quando combattono contro le emissioni di CO2, contro la cementificazione della costa o per l'aria pulita”.

L'emergenza ambientale è un problema molto serio anche per il turismo.

Possiamo riuscire a preservare e risanare quel patrimonio ambientale ereditato dai nostri padri ma dobbiamo essere in molti a volerlo. Dobbiamo impegnarci perchè quel patrimonio che è la nostra vera speranza per un futuro lavorativo e una soddisfacente qualità della vita.

Non è accettabile che nel 2011 si pensi ancora di produrre energia dal Carbone, raddoppiando l'impianto di Vado Ligure con conseguenze nefaste per la salute e disastrose per il cambiamento climatico.

Dobbiamo con calma e determinazione impegnarci per scelte sagge e lungimiranti, che consistono nella chiusura del ciclo del carbone e non nel suo raddoppio.Leggi tutto
Simona Simonetti - presidente provinciale dei Verdi

Leggi anche su Savona News

Di nuovo chiediamo: Quante volte ancora?

__________________________


Tratto da Ambiente e ambienti

USA: condanna esemplare grazie a studio ambientale italiano

Si è concluso di recente presso il Tribunale di Baltimora USA il processo contro la , intentato dai cittadini di Jacksonville. La società era accusata di aver volutamente rilasciato dall’impianto di una stazione di servizio circa 100mila litri di MTBE, additivo della benzina verde, assieme ad altri numerosi inquinanti. La sostanza è in grado di favorire l’ossidazione delle cisterne ed è particolarmente solubile in acqua: alla dispersione è dunque conseguito un inquinamento gravissimo della falda acquifera, con l’acqua risultata imbevibile dai rubinetti. Il processo ha visto la condanna della Exxon e ha accolto le richieste di risarcimento da parte dei cittadini per decine di miliardi di dollari.
Nel corso della requisitoria determinante è stata la testimonianza della dr.ssa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni” dell’ di Bologna. Si tratta dell’unico Istituto per lo Studio e il Controllo dei Tumori e delle al mondo ad avere svolto ricerche lunghe e approfondite sull’MTBE. La dr.ssa Belpoggi ha infatti potuto testimoniare che L’MTBE aveva determinato nel loro sistema sperimentale un aumento statisticamente significativo di linfomi, leucemie e tumori al testicolo.

24 marzo 2010

2010/03/25 La vera prevenzione del cancro: eliminare l'esposizione ai cancerogeni. /MODA:Tirreno power

Tratto da Brundisium.net
21/03/2010

La vera prevenzione del cancro: eliminare l'esposizione ai cancerogeni.
Di Maurizio Portaluri

"Al di là delle benevole favole che qualcuno, da decenni, continua a raccontare e cioè che la soluzione del problema cancro è a portata di mano, che si tratta di un effetto legato solo all’ invecchiamento, che fra 10 anni nessuna donna più morirà per cancro alla mammella, la realtà è ben altra ed è sotto gli occhi di tutti.

Di fatto l’età di insorgenza dei tumori si è abbassata straordinariamente: da una recente ricerca risulta che in Italia gli interventi per cancro alla mammella in età giovane sono cresciuti in sei anni del 28.6%,e se da un lato diminuisce l’incidenza dei tumori correlati al fumo, specie nei maschi,
sta drammaticamente aumentando l’incidenza di tumori che nulla o quasi hanno a che fare col tabagismo: linfomi, leucemie, cancro a rene, pancreas, prostata, tumori cerebrali ormai sempre più correlati anche con l’uso del telefonino…. I tumori nell’infanzia poi sono in drammatico aumento: in Italia +2% annuo (doppio rispetto alla media europea) e tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.

Vorrei anche ricordare che l’incremento di cancro è solo la punta dell’iceberg del danno complessivo alla salute che stiamo recando ai nostri bambini: mi riferisco all’aumento di disturbi neuropsichici, intellettivi, relazionali, del comportamento, fino all’autismo, per non parlare dell’incredibile incremento di patologie allergiche, respiratorie, endocrino – metaboliche, diabete, disturbi alla tiroide, criptorchidismo, ecc. ".
A scrivere queste parole è Patrizia Gentilini, oncologa romagnola che da qualche anno in pensione lavora a tempo pieno che attivista dell'International Society of Doctors for the Environment (Società Internazionale dei Dottori per l'Ambiente).

"Cosa mai vi può capitare se camminate in un campo minato? -prosegue la Gentilini - E’ ovvio che tante più mine sono state disseminate tanto più è probabile incapparci e saltare per aria…..
Così è per il cancro e le “mine” cui mi riferisco sono cancerogeni noti da decenni quali benzene, arsenico, nichel, cromo, cadmio, piombo, diossine, per non parlare di PCB, particolato, pesticidi…. che continuiamo a riversare intorno a noi e di cui mai nessuno parla, visto che solo la CO2 ( che non è un veleno!) sembra meritare l’onore delle cronache!
Da dati ufficiali emerge, ad es., che in Italia, nel pieno rispetto dei limiti di legge, abbiamo immesso in un anno in aria ed acqua: benzene 715.6 ton, arsenico 8.0 ton, cadmio 3.0 ton, cromo 140.0 ton, nichel 80.6 ton.

L’ inventario europeo delle diossine ci dice che in un anno nel nostro paese ne sono state prodotte 558 grammi, ovvero, in media, circa 1,5 g al giorno: può sembrare poco ma rappresenta la dose massima tollerabile per oltre 10 miliardi (!) di persone…
Sapendo che si tratta di molecole che hanno tempi di dimezzamento di decine/centinaia di anni e che quindi ogni nuova dose si aggiunge alla precedente, come la mettiamo? La nostra regione (l'Emilia Romagna ndr) poi è al primo posto per uso di fitofarmaci e spargiamo in media 5.7 kg di prodotti chimici per ettaro.
Ci siamo mai chiesti dove vanno a finire tutti questi veleni? Purtroppo ovunque e anche dove non vorremmo mai trovarli, ad esempio nel sangue del cordone ombelicale in cui sono centinaia le sostanze chimiche tossiche, cancerogene e nocive che si ritrovano stabilmente: qualcuno può pensare, in totale buona fede di assolverle?"
Non serve approfondire il preciso meccanismo biologico con cui ogni agente cancerogeno agisce, non serve analizzare un cancerogeno alla volta perchè nella vita concreta si è sempre esposti a più cancerogeni contemporaneamente. Cosa fare allora: "Fortunatamente nel mondo si infittisce la schiera di medici e ricercatori indipendenti che invocano un cambio di rotta nella strategia della guerra contro il cancro, ossia una drastica riduzione della esposizione ad agenti tossici e nocivi in tutti gli ambiti di vita, l’unica strada che finora ci si ostina a non imboccare con decisione.

Eppure, in quei rari casi in cui questo si è fatto, i risultati non sono mancati: in Svezia, dove trenta anni fa sono stati messi al bando determinati pesticidi, seguendo le indicazioni di medici coraggiosi, oggi si registra una riduzione nella incidenza dei linfomi."

Ecco, i pesticidi ed i linfomi. La quantità dei consumi dei primi non è disponibile nell'ultima relazione sullo stato di salute della nostra ASL, i secondi sono tra i tumori in eccesso nella nostra area.

Perchè nessuno si interroga su questo?
Maurizio Portaluri
________________________________________________________

Tratto da "Uomini Liberi"

Tirreno Power

SUPERAMENTO DEI LIMITI DI LEGGE DELLE POLVERI SOTTILI IN PROVINCIA DI SAVONA E OBBLIGO DI CHIUDERE GLI INQUINANTI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE DELLA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO NON A NORMA RISPETTO ALLE DIRETTIVE IPPC DELLA COMUNITA’ EUROPEA

1) Il PIANO REGIONALE DI RISANAMENTO E TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA DELLA REGIONE LIGURIA 2006 a PAG. 1072-1073 E 1074 per La sottozona 2b) che comprende i Comuni di Savona, Quiliano e Vado Ligure documenta che :

· Nella zona sono residenti complessivamente 74.930 abitanti di cui l’80% a Savona. Si valuta in prima approssimazione e cautelativamente che l’intera popolazione residente nella zona sia potenzialmente esposta ai livelli di concentrazioni inquinanti stimati, poiché quasi tutte le aree urbanizzate (maglie di un kmq con urbanizzazione superiore al 25%) sono interessate da superamenti dei limiti fissati dal DM 60/02.

· La combustione nell’industria dell’energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica, è la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto (68,3%);

PM10 (34,9%), SOx (89,7%) e di COV (37,9%).

· Per quanto concerne il PM10 le campagne effettuate nel corso del 2004 fanno stimare il superamento del limite giornaliero

2) I TABULATI ARPAL RELATIVI ALLE POLVERI SOTTILI PM10 MONITORATE PER LA ZONA 2B NEL COMUNE DI SAVONA

E I DATI SATELLITARI EVIDENZIANO SUPERI DEI LIMITI DI LEGGE PER GLI ANNI 2005, 2006, 2007, 2008:

· Nell’anno 2005 il limite giornaliero di legge (35 giorni con superi giornalieri di 50 microgrammi/mc) è stato superato in ben 51 giorni.

(Centralina metodo gravimetrico via Zunini) (DM 60/02)· Nell’anno 2006 il limite giornaliero di legge (35 giorni con superi giornalieri di 50 microgrammi/mc) è stato superato in ben 48 giorni. (DM 60/02) così come anche superato risulta il valore limite della media annuale (28 microgrammi/mc) con il valore di 36microgrammi/mc (DM 60/02).
Centralina metodo gravimetrico via Zunini) (DM 60/02)

· Nell’anno 2007 il limite giornaliero di legge (35 giorni con superi giornalieri di 50 microgrammi/mc) è stato superato in ben 50 giorni. (DM 60/02) così come anche superato risulta il valore limite della media annuale (26 microgrammi/mc) con il valore di 30 microgrammi/mc (DM 60/02).
(Centralina metodo gravimetrico via Zunini e misure satellitari)

· Nell’anno 2008 il valore limite della media annuale (24 microgrammi/mc) è stato superato con il valore di 30 microgrammi/mc (DM 60/02). (vedi... Medie annuali Pm 10_misure satellitari).


3) ATTUALMENTE IN PROVINCIA DI SAVONA SONO PRESENTI SOLO 4 ANALIZZATORI NEFELOMETRICI PER LE PM 10.

SOLO DAL 1/01/2010, MA NON PRESENTI NEL 2008 E NEL 2009, sono state riattivate In via Zunini 2 centraline (PM10 e PM 2,5) con il metodo di riferimento gravimetrico sequenziale di riferimento (Vedi sito Regione Liguria)

Nefelometrico: 2 Savona (Via Amendola e C.so Ricci) e 1 a Cairo M. (Loc. Farina) e 1 a Vado (via Aurelia)

Dal 2010 sono presenti un via Zunini 2 centraline (PM10 e PM 2,5) con il metodo di riferimento gravimetrico sequenziale su cui bisogna tarare le centraline imprecise nefelometriche che sottostimano le PM10 come precisato nel DM 60/02 (vedi ...Misure Pm 10 normativa).

4) NEI COMUNI DI VADO E DI QUILIANO, SEDI DELLA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER, PRINCIPALE FONTE DI INQUINAMENTO DEL COMPRENSORIO SAVONESE ( vedi Costi Esterni 2009), NON VENGONO ANCORA MONITORATE LE POLVERI FINI PM 2,5 COME PREVISTO DAL PIANO REGIONALE NONOSTANTE I COSTANTI SUPERAMENTI DEI LIMITI DI LEGGE.

5) L' INQUINAMENTO DELLA CENTRALE TIRRENO POWER È DOVUTO PRINCIPALMENTE ALLA COMBUSTIONE DEL CARBONE NEI GRUPPI 3 E 4 NON A NORMA DA PIU' DI 10 ANNI RISPETTO ALLE DIRETTIVE IPPC DELLA UE PER CUI TALI GRUPPI A CARBONE ANDREBBERO IMMEDIATAMENTE CHIUSI ED E' PER QUESTO CHE LA CENTRALE NON E’IN POSSESSO DELLA OBBLIGATORIA CERTIFICAZIONE A.I.A.( AIA autorizzati) L'inquinamento ed è ulteriormente incrementato dai gruppi 1 e 2 a turbogas da 760 MW entrati in funzione dal Marzo 2007.

CI CHIEDIAMO QUINDI COME MAI SIA STATA DISATTIVATA NEL 2008 E 2009 LA CENTRALINA GRAVIMETRICA DI VIA ZUNINI PER LE PM10, L'UNICA DI RIFERIMENTO A NORMA DI LEGGE IN PROVINCIA DI SAVONA CHE NEGLI ANNI PRECEDENTI AVEVA MISURATO SUPERI DEI LIMITI DI LEGGE, LASCIANDO SOLO I MISURATORI NEFELOMETRICI CHE SENZA RIFERIMENTO SOTTOSTIMANO LE POLVERI SOTTILI, RIDUCENDO COSI' DI FATTO LA VALUTAZIONE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO.

Savona, 23 Marzo 2010

Dr. Virginio Fadda

Dott. Agostino Torcello

MODA Savona


25 agosto 2009

2009/08/26"Lettera d'agosto di Patrizia Gentilini "

Lettera d'agosto
Patrizia Gentilini
Riceviamo e (volentieri) pubblichiamo

Forlì agosto 2009.
Gentile Direttore,
la recente scomparsa di giovani e giovanissimi per cancro nel nostro territorio ha riempito le cronache nelle ultime settimane: passata l’emozione del momento e lasciando perdere gli interrogativi che i singoli casi suscitano e su cui anche la Magistratura indaga, vorrei tornare a riflettere su questo tema così scottante. Riconosco che, specie in agosto, sarebbe più normale pensare alle ferie e cercare svago e distrazione, ma ci sono purtroppo problemi dai quali non ci si può distrarre, se non altro perché nessuno può ritenersene immune.
Secondo gli ultimi dati dei Registri Tumori, in Italia un uomo su due e una donna su due è destinato a vedersi diagnosticare un cancro nel corso della vita!
Al di là delle benevole favole che qualcuno, da decenni, continua a raccontare e cioè che la soluzione del problema cancro è a portata di mano, che si tratta di un effetto legato solo all’invecchiamento, che fra 10 anni nessuna donna più morirà per cancro alla mammella, la realtà è ben altra ed è sotto gli occhi di tutti. Di fatto l’età di insorgenza dei tumori si è abbassata straordinariamente: da una recente ricerca risulta che in Italia gli interventi per cancro alla mammella in età giovane sono cresciuti in sei anni del 28.6%, e se da un lato diminuisce l’incidenza dei tumori correlati al fumo, specie nei maschi, sta drammaticamente aumentando l’incidenza di tumori che nulla o quasi hanno a che fare col tabagismo: linfomi, leucemie, cancro a rene, pancreas, prostata, tumori cerebrali ormai sempre più correlati anche con l’uso del telefonino. I tumori nell’infanzia poi sono in drammatico aumento: in Italia +2% annuo (doppio rispetto alla media europea) e tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Vorrei anche ricordare che l’incremento di cancro è solo la punta dell’iceberg del danno complessivo alla salute che stiamo recando ai nostri bambini: mi riferisco all’aumento di disturbi neuropsichici, intellettivi, relazionali, del comportamento, fino all’autismo, per non parlare dell’incredibile incremento di patologie allergiche, respiratorie, endocrino – metaboliche, diabete, disturbi alla tiroide, criptorchidismo, ecc. Cosa sta succedendo?

Non sarà che ciò che alcuni medici, spesso definiti "allarmisti", sostengono da anni è tragicamente vero? Vi invito a fare un semplice ragionamento: cosa mai vi può capitare se camminate in un campo minato? E’ ovvio che tante più mine sono state disseminate tanto più è probabile incapparci e saltare per aria.
Così è per il cancro e le “mine” cui mi riferisco sono cancerogeni noti da decenni quali benzene, arsenico, nichel, cromo, cadmio, piombo, diossine, per non parlare di PCB, particolato, pesticidi, che continuiamo a riversare intorno a noi e di cui mai nessuno parla, visto che solo la CO2 (che non è un veleno!) sembra meritare l’onore delle cronache!
Da dati ufficiali emerge, che in Italia, nel pieno rispetto dei limiti di legge, abbiamo immesso in un anno in aria e acqua: benzene 715.6 ton, arsenico 8.0 ton, cadmio 3.0 ton, cromo 140.0 ton, nichel 80.6 ton.
L’ inventario europeo delle diossine ci dice che in un anno nel nostro paese ne sono state prodotte 558 grammi, ovvero, in media, circa 1,5 g al giorno: può sembrare poco ma rappresenta la dose massima tollerabile per oltre 10 miliardi (!) di persone.
Sapendo che si tratta di molecole che hanno tempi di dimezzamento di decine/centinaia di anni e che quindi ogni nuova dose si aggiunge alla precedente, come la mettiamo? La nostra regione poi è al primo posto per uso di fitofarmaci e spargiamo in media 5.7 kg di prodotti chimici per ettaro. Ci siamo mai chiesti dove vanno a finire tutti questi veleni?
Purtroppo ovunque e anche dove non vorremmo mai trovarli, ad esempio nel sangue del cordone ombelicale in cui sono centinaia le sostanze chimiche tossiche, cancerogene e nocive che si ritrovano stabilmente: qualcuno può pensare, in totale buona fede, di assolverle?
Da tempo è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti ed agire per ridurre l’esposizione delle popolazioni agli agenti tossici promuovendo la Prevenzione Primaria.

Non è necessario, per fare questo, conoscere i minimi dettagli del processo della cancerogenesi o il ruolo che ogni singolo agente riveste: la letteratura segnala ormai, su larga scala ed in individui sani, come l’espressione di geni “chiave” si modifichi a seconda dell’esposizione a tossici ambientali e di conseguenza si alterino funzioni cruciali del nostro corpo aprendo la strada all’insorgere di neoplasie e non solo.
Il fallimento dell’approccio “riduzionista”, il vecchio paradigma secondo cui si analizza un agente per volta, senza tenere conto delle innumerevoli variabili biologiche e che non permette mai o quasi di giungere a conclusioni esaustive, è ormai sotto gli occhi di tutti.
Fortunatamente nel mondo si infittisce la schiera di medici e ricercatori indipendenti che invocano un cambio di rotta nella strategia della guerra contro il cancro, ossia una drastica riduzione della esposizione ad agenti tossici e nocivi in tutti gli ambiti di vita: l’unica strada che finora ci si ostina a non imboccare con decisione.

Eppure, in quei rari casi in cui questo si è fatto, i risultati non sono mancati. In Svezia, dove trenta anni fa sono stati messi al bando determinati pesticidi, seguendo le indicazioni di medici coraggiosi, oggi si registra una riduzione nella incidenza dei linfomi. Si tratta di una strada difficile, che va contro enormi interessi economici e non solo. M. Plank (premio Nobel per la Fisica) ci ricorda che “ i vecchi paradigmi vengono abbandonati solo quando coloro che su di essi hanno costruito la propria carriera e fortuna sono morti”.
Ma ricordiamo anche le parole di Samuel Epstein, un grande medico americano:”quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”.
Se trasferiamo queste parole all’infanzia e alle giovani generazioni, l’obbligo di abbandonare i vecchi paradigmi e di passare dalle parole ai fatti diventa ancora più pregnante e credo convenga a tutti noi riflettere, anche ai primi d’agosto e sotto l’ombrellone, sulla necessità di fare cambiare idea a chi di dovere, prima che sia davvero troppo tardi per tutti!

Dr.ssa Patrizia Gentilini, Oncoematologo
Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE Italia

__________________________________________________________________________________


Tratto da "Epicentro "
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Salute e ambiente
L’esposizione dei bambini alle polveri sottili in Europa
I bambini molto piccoli, e probabilmente anche i feti, sono molto sensibili all’inquinamento atmosferico. L’evidence attuale è sufficiente per attribuire una relazione causale tra inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili e decessi per disturbi respiratori nel periodo post-neonatale.
Le prove sono anche sufficienti per attribuire un nesso tra inquinanti atmosferici ed effetti negativi sullo sviluppo funzionale dei polmoni.Sia i danni reversibili alle funzioni polmonari, sia la riduzione cronica dei tassi di crescita dei polmoni sono associabili all’esposizione al particolato atmosferico (PM).
Le prove disponibili mostrano anche un legame tra esposizione alle polveri sottili, complicanze dell’asma e aumento della prevalenza e dell’incidenza di tossi e bronchiti.


Alla luce dell’evidence accumulata, nel 2005 l’Oms ha aggiornato le linee guida sulla qualità dell’aria per il particolato atmosferico. Per il PM2,5 i valori sono 10 μg/m3 (media annuale) e 25 μg/m3 (media sulle 24 ore); per il PM10 i valori corrispondenti sono stati fissati a 20 μg/m3 e 50 μg/m3. A causa dell’insufficienza dei dati sui bambini, le linee guida Oms sono basate sui dati che provengono da studi sugli adulti ma, una riduzione dell’esposizione ai livelli indicati, ridurrebbe il rischio di effetti sanitari sia per gli uni che per gli altri.

È questo il quadro generale in cui si inserisce il documento Exposure of children to air pollution (particulate matter) in outdoor air, pubblicato il 20 ottobre 2008 dallo European Environment and Health Information System (Enhis). La valutazione copre il periodo che va dal 2002 al 2006 (i dati relativi ad anni precedenti sono disponibili per un numero molto limitato di Paesi) e riguarda gli effetti del particolato atmosferico sulla salute e, in particolare, su quella dei bambini.

Messaggi chiave e valutazioni

I dati che emergono dall’ sono diversi:

* la media dei livelli di esposizione al PM10 varia nei diversi Paesi dai 16 μg/m3 della Finlandia e dell’Irlanda ai 50-52 μg/m3 della Bulgaria e della Romania
* i livelli medi dell’indicatore non sono cambiati sostanzialmente negli ultimi anni nella maggior parte della Regione europea dell’Oms: nel 2006 i livelli di PM10 erano maggiori di almeno 5 μg/m3 in quattro Paesi (Austria, Ungheria, Norvegia e Polonia) e più bassi di almeno 5 μg/m3 in altri quattro Paesi (Bulgaria, Grecia, Serbia e Slovenia)
* nelle città europee dove si effettua un monitoraggio del PM10, la maggior parte delle persone (il 90%, compresi i bambini) sono esposte a livelli più alti di quelli indicati dalle linee guida Oms (20 μg/m3) con molti rischi per la salute dei bambini. Per il 13% delle persone, il valore limite di 40 μg/m3 deciso dall’Unione europea viene superato
* i dati per il PM10 che derivano da un regolare monitoraggio sono disponibili per 566 città di 27 Paesi e i dati coprono il 22% della popolazione urbana della Regione europea Oms.

Molti studi epidemiologici, condotti in Europa e in altre parti del mondo, mostrano legami tra diversi indicatori della salute infantile e le concentrazioni esterne di PM10 registrate recentemente in molte città europee.


Un’analisi dell’Oms (basata su dati relativi agli ultimi anni Novanta) indica che, in tutta la Regione circa 700 decessi all’anno dovuti a infezioni respiratorie acute, in bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, possono essere attribuite proprio all’esposizione a PM10. La valutazione dell’impatto del particolato atmosferico sulla morbilità è più difficile e meno preciso ma un’analisi preliminare indica che una riduzione dell’esposizione a PM10 a 20 μg/m3 potrebbe essere associata a una diminuzione del 7% dell’incidenza di tosse e lievi sintomi respiratori e del 2% dei ricoveri ospedalieri per problemi respiratori in bambini di età inferiore ai 15 anni.

Le stime degli effetti sulla salute dell’esposizione a PM10 negli adulti sono dominate dal crescente rischio di mortalità dovuta all’esposizione a lungo termine al PM2,5. In Europa, l’attuale esposizione a PM di origine antropogenica porta a una perdita di circa 8,6 mesi nell’aspettativa di vita.


L’attuale legislazione relativa all’emissione di inquinanti dovrebbe servire per ridurre l’impatto di circa un terzo. Ulteriori riduzioni (fino a circa il 50%) potrebbero essere raggiunte implementando tutte le possibili misure di riduzione.
________________________________________________________________________________

Tratto da "La Voce dell'Emergenza"
Vivere senza rifiuti è possibile

Una coppia americana ha deciso di mettere in pratica il concetto. Il problema dei rifiuti si risolve evitando di produrre rifiuti: Amy e Adam Korst da un mese vivono senza mandare praticamente nulla in discarica, e continueranno così per un anno intero. Una scelta radicale quasi come quella del no impact man. I Kost spiegano nel loro sito internet come si fa a non lasciare dietro di sè una scia di spazzatura. In questi giorni la Cnn e il Guardian hanno parlato della loro esperienza: nulla di così difficile, pare. Basta organizzarsi: ed ecco come. I Kost comprano cibi industriali soltanto se sono in confezioni riciclabili: soprattutto, acquistano prodotto sfusi nei negozi piuttosto che quelli già impacchettati nei supermercati. Rifiutano i sacchetti di plastica e si portano da casa la borsa della spesa. Si sono soprattutto organizzati per ridurre al minimo gli involucri, e dunque gli acquisti: coltivano verdure; preparano in casa i detersivi, il formaggio, il pane e il mix di cereali per la colazione.
In cortile trasformano i rifiuti organici in compost. Bruciano - nel pieno rispetto della legge, dicono - rifiuti organici secchi e privi di residui chimici, tipo la cacca del cane.
Hanno abolito le pile usa e getta, ed usano solo quelle ricaricabili. Niente salviette di carta, ma solo di cotone. No impact man aveva abolito anche la carta igienica: loro la usano, ma ne scelgono un tipo prodotto con carta riciclata,
Con i gatti hanno invece qualche problema. Uno dei due mici di casa rifiuta ad oltranza di usare la lettiera biodegradabile. Davanti all’ostinazione della bestiola pare che i due abbiano dovuto capitolare. Così come non riescono a non buttare via oggetti irrecuperabili di uso comune tipo le penne che non scrivono più. Ma tuttosommato poca roba.

Il sito internet dei Kost: vivere senza produrre rifiuti, ecco come si fa

Dal Guardian la coppia americana che si è organizzata per non produrre rifiuti

Video: dalla Cnn intervista ai Kost che vivono senza produrre rifiuti