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16 ottobre 2017

Isde :Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Tratto da Isde

Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Pubblichiamo la posizione di oltre 180 scienziati, provenienti da 36 nazioni, che raccomandano una moratoria sul dispiegamento della quinta generazione per le telecomunicazioni, 5G, finché i potenziali pericoli per la salute umana e per l’ambiente non siano pienamente investigati da scienziati indipendentidall’industria. “La tecnologia 5G farà significativamente aumentare l’esposizione a campi elettromagnetici in radiofrequenza (CEM-RF) in aggiunta alle tecnologie per telecomunicazioni 2G, 3G, 4G, Wi-Fi già operanti. E’ già stato dimostrato che i CEM-RF possono essere dannosi per gli esseri umani e per l’ambiente.” Si legge nel comunicato. L’appello è stato firmato anche da alcuni membri dell’Associazione Medici per l’Ambiente.
Leggi l’appello dei 180 scienziati

18 settembre 2016

Brindisi: “L’ultimo studio epidemiologico conferma che il carbone uccide, è ora di fermarlo”

Tratto da  Brundisium.net

centrali a carbone
Nel recente convegno mondiale di epidemiologia a Roma sono stati presentati i primi risultati dei lavori condotti da Arpa, Asl Brindisi, Ares , Dipartimento Epidemiologia del Lazio, coordinati dal Prof. Francesco Forastiere, uno dei massimi esperti nel settore, sugli effetti sanitari a lungo termine dell’esposizione al particolato atmosferico emesso dalle tre centrali termoelettriche a Brindisi.

I risultati sono la conferma di un quadro di eccezionale gravità: Nei sette comuni dell’area a rischio di Brindisi , una popolazione di circa 230.000 abitanti, nel periodo di osservazione tra il 2001 e il 2013 si osserva un incremento della mortalità dell’8 % per tutte le cause di tumore, con punte dell’11% per il tumore del pancreas, del 16% per tumori alla vescica, del 12% per malattie respiratorie. Inoltre vi è un eccesso di mortalità dell’11% per infarto cardiaco.

Non sono solo numeri, sono donne ed uomini, bambini ed anziani, che muoiono nei 7 comuni dell’area a rischio composta da Brindisi, Carovigno, Cellino, Mesagne, San Pietro, San Vito e Torchiarolo. Un tributo altissimo pagato da innocenti in questi anni.

Uno studio che ricordiamo è finanziato dalla Regione Puglia che quindi deve in conseguenza dei risultati ottenuti giungere a provvedimenti conseguenti, chiedendo la fine della combustione del carbone.

Questo studio arricchisce il quadro di epidemiologico dell’area di Brindisi, giunge infatti dopo lo studio del Prof. Latini sull’eccesso di malformazioni neonatali congenite, in particolare quelle cardiache in eccesso del 50% sulla media europea, e dopo quello dei ricercatori del CNR che attribuiscono da 7 a 44 morti nel 2006 , l’anno preso in considerazione, i morti dovuti alle emissioni della centrale di Cerano.

Facciamo notare che tutti questi studi evidenziano un’altra verità che in tanti cercano di nascondere, che le emissioni di particolato sono nei limiti di legge ma ciò non è sufficiente per proteggere la salute dei cittadini. L’esposizione a lungo termine anche per emissioni inferiori ai limiti incrementa la mortalità . Questo è ormai un dato scientifico inconfutabile e supportato da una grandissima letteratura scientifica.

E’ evidente che questo quadro di assoluta emergenza sanitaria impone un’unica soluzione: fermare il carbone, fermare le emissioni che uccidono innocenti in nome di un profitto per le grandi multinazionali.

Nei prossimi giorni, all’avvio dei lavori della commissione ambiente chiederemo l’audizione pubblica degli autori dell’ultimo studio per esporre a tutte le forze politiche e ai cittadini il quadro epidemiologico e chiederemo in un prossimo consiglio comunale che la Sindaca chieda con forza il riesame dell’AIA per la centrale Enel, tutt’ora in corso, per una valutazione dell’impatto sanitario delle emissioni autorizzate, al fine di evidenziare la loro incompatibilità con la salvaguardia della salute umana......Continua qui

02 ottobre 2015

CAN EUROPE:Centrali elettriche, l’Europa torna al passato: prevista la costruzione di centodieci impianti alimentati a carbone

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Centrali elettriche, l’Europa torna al passato: prevista la costruzione di centodieci impianti alimentati a carbone


A rendere noti i poco ambientalisti progetti europei è la mappa virtuale realizzata dal Can Europe (Climate action network), rete che riunisce circa 120 organizzazioni ecologiste sparse in oltre 30 Paesi. 

L’Europa torna al passato con la costruzione di un centinaio di centrali elettriche alimentate a carbone. Per la precisione sono 110 i nuovi impianti previsti in soli quattordici Paesi europei, di cui 75 nella Turchia di Erdogan, otto invece quelle previste in Bosnia ed Erzegovina, sette in Polonia, quattro in Serbia e in Germania, due in Romania e una in CroaziaRepubblica Ceca,  GreciaKosovoMacedoniaMontenegroRegno Unito.
 E infine una anche in Italia: è la Sulcis Power Station, un impianto da 350 megawatt da realizzare proprio a Sulcis, nella Sardegna sud occidentale, dove si trova l’unica risorsa carbonifera italiana. Un bacino dove l’attività estrattiva si era fermata nel 1972, per poi riprendere nei primi anni Duemila con la scoperta di un “nuovo” carbone: il carbone pulito. Un ossimoro, che indica in realtà solo una nuova modalità di trattamento del combustibile fossile; la stessa che dovrebbe essere utilizzata nella centrale di Sulcis, con un impianto di cattura e stoccaggio del carbonio, a costi chiaramente aggiuntivi per i consumatori.
A rendere noti i poco ambientalisti progetti europei è la mappa virtuale realizzata dal Can Europe (Climate action network), rete che riunisce circa 120 organizzazioni ecologiste sparse in oltre 30 Paesi, che dà una panoramica esaustiva sulle centrali esistenti in Europa e, appunto, quelle previste, sulle conseguenze ambientali e sugli effetti sanitari, ma anche su quanto i vari governi abbiano investito sul combustibile fossile negli ultimi anni. 
Se questi impianti verranno costruiti le economie di questi Paesi verranno bloccate su centrali non sostenibili e antieconomiche per i decenni a venire”, scrive il Can. Un eufemismo per dire che si ripiomberebbe in piena era del carbone, considerando che in Europa ci sono già circa 240 centrali elettriche alimentate a carbone, di cui la maggior parte in Germania (74) e Repubblica Ceca (45); 13 quelle in Italia. Ma il numero non comprende le fabbriche che utilizzano carbone per sé. 
E peggio ancora: quasi tutte le centrali hanno almeno 30 anni, alcune arrivano anche a 60, e sono quindi obsolete e doppiamente inquinanti.
E tutto questo ha un costo enorme per i Paesi. Dalle ciminiere delle centrali a carbone – considerate già la principale causa dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera – escono infatti le più svariate sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto. Il Can sostiene che in Europa abbiano causato una spesa sanitaria pari a circa 60 miliardi di euro – un numero calcolato sulla base del Vsl (Value of statistical life) e del costo di circa 33 euro per tonnellata di Co2 immessa in aria. In Italia il costo si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro. Le morti premature sarebbero poi secondo la Heal (Health and Environment Alliance) – dati riportati nella mappa virtuale – circa 23 mila.

Tanto che i vari Paesi europei in vista anche della Cop21 – conferenza Onu sul clima che si terrà a Parigi il prossimo ottobre – si sono impegnati da tempo per ridurre l’uso nel carbone nella produzione di energia elettrica.

Impegni non sempre rispettati. La Germania, in tutto questo, è il Paese meno virtuoso con i suoi circa 30 miliardi di euro di finanziamenti tra il 1999 al 2011 all’industria carboniera, seguita subito dopo dalla Spagna con i suoi 22 miliardi dal 1992 al 2015 e da Polonia con 16,8 miliardi. Anche la Francia sostiene parecchio il settore attraverso la sua agenzia di credito Coface: tra il 2011 e il 2015, oltre 1,2 miliardi sono andati a progetti che prevedevano l’utilizzo del carbone e, tra il 2010 e il 2015, 144 milioni di euro di fondi europei sono stati destinati alla ricerca per le imprese del carbone. In Turchia il governo fornisce fino a 1,4 miliardi di euro all’anno in sovvenzioni ai combustibili fossili per produttori di carbone.
In Italia, infine, la partecipazione pubblica al business del carbone riguarda 11 centrali su 13 (circa il 30% di Enel è dello Stato e la maggioranza di A2A Energia invece è in mano ai Comuni di Brescia e Milano) con mire espansionistiche all’estero: il governo di Montenegro infatti ha stretto legami con la A2A dando vita alla utility Epcg per affidare a una società ceca del gruppo Skoda la costruzione di un secondo gruppo a carbone da 253 megawatt.

25 luglio 2012

Workshop di Taranto "Valutazione economica degli effetti sanitari dell'inquinamento atmosferico: la metodologia dell’EEA"

Tratto da Peacelink
Workshop "Valutazione economica degli effetti sanitari dell'inquinamento atmosferico: la metodologia dell’EEA"

PIOMBO NELLE URINE DEGLI ABITANTI DI TARANTO 

Questa relazione vuole evidenziare i rischi connessi al piombo e di altre sostanze neurotossiche a Taranto. 
 I più vulnerabili a questo metallo pesante dagli effetti neurotossici e cancerogeni sono i bambini
24 luglio 2012 - Alessandro Marescotti


E' stata riscontrata la presenza del piombo (lead l' ultimo riportato nella tabella )nelle urine dei tarantini.
Sono 141 i soggetti analizzati (67 uomini e 74 donne).
I valori di riferimento <0,5 - 3,5 (microgrammi/litro).

Epicoh, Oxford 2011
Il valore medio riscontrato è stato di 10,8 microgrammi/litro.
Il piombo è neurotossico e cancerogeno.

Cliccando qui si può leggere la relazione che ho presentato al Workshop in rappresentanza del coordinamento di associazioni e cittadini di Taranto denominato Altamarea.
Per questa relazione ringrazio la dottoressa Annamaria Moschetti, pediatra e cittadina attiva che svolge un'opera preziosa di informazione e divulgazione sulla grave emergenza dell'inquinamento a Taranto.

Il workshop nazionale "Valutazione economica degli effetti sanitari dell'inquinamento atmosferico: la metodologia dell’EEA" si è tenuto il 23 e 24 luglio ed è stato organizzato da ARPA Puglia,.........

A questa pagina web sono allegati:
- lo studio completo dell'esposizione della popolazione tarantina ai metalli pesanti tramite biomonitoraggio (esame delle urine);
- la sintesi dello stesso studio mediante un poster in cui si evidenzia una presenza di piombo e cromo nelle urine degli abitanti di Taranto che va oltre l'intervallo di riferimento fissato per questi metalli pesanti;

- delle diapositive della dottoressa Annamaria Moschetti nella quale si evidenzia, fra le varie cose, come la chiusura di una centrale a carbone in Cina ha portato un immediato beneficio ai bambini residenti nella zona sia in termini di recupero delle abilità motorie che di miglioramento delle abilità sociali (diapositiva 5/43).
Le centrali a carbone, come le attività siderurgiche a ciclo integrale, sono fonti di metalli pesanti che generano particolari preoccupazioni per la salute dei bambini, in particolare per il piombo.


Il piombo urinario è indicatore di esposizione corrente. Aumenta dopo due settimane dall’inizio dell’esposizione; plateau dopo alcune settimane; decresce rapidamente con il cessare dell’esposizione.
I dati che emergono nei files allegati evidenziano una particolare esposizione al piombo e al cromo per la comunità tarantina.
Il piombo è una sostanza neurotossica e cancerogena.

Note:

Allegati

  • Luigi Vimercati e altri - Fonte: Epicoh, Oxford 2011
    Presenza di metalli pesanti nelle escrezioni urinarie della popolazione di Taranto. Emerge una presenza in particolare di piombo e di cromo
  • Dott.ssa Annamaria Moschetti (Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata) - Fonte: Ordine dei Medici di Taranto
    Queste diapositive contengono informazioni sull'esposizione della popolazione di Taranto, in particolare dei bambini, a vari inquinanti

22 giugno 2011

Civitavecchia:Osservatorio ambientale



Tratto da Noalcarbone

Osservatorio ambientale: il controllato siede ancora al tavolo dei controllori

Ci incontriamo per discutere dell'evento del 30 Giugno, data in cui è stato indetto un incontro dell’osservatorio Ambientale istituito dalla Regione Lazio, cui presenzierà assieme ai rappresentanti delegati dai comuni, anche enel.
Il controllato vuole mantenere il controllo sui controllori,
così come accadeva per il consorzio illegittimo precedente.

Intanto in rete è pubblicato su ARPAT TOSCANA il Report dell'osservatorio ambientale

Centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia: salute e inquinamento

Disponibile il primo rapporto dell’Osservatorio ambientale istituito nel 2010

E’ ora disponibile il primo report prodotto dall’Osesrvatorio.

Per scaricare il report: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_ambiente/tbl_contenuti/OAC_Rapporto_2010.zip

Riportiamo solo brevemente un breve stralcio da pag 28

...Di seguito, limitatamente alla fase di esercizio dell’impianto a regime, tali impatti sono sommariamente descritti per componente ambientale,specificando gli effetti sulla salute umana e sulla vegetazione loro attribuibili.(NE PUBBLICHIAMO ALCUNI.......)

Atmosfera

Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresentano una importante fonte artificiale di anidride carbonica, un gas serra,che secondo la maggior parte degli studiosi del clima e causa primaria dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Oltre a questo, in condizioni di esercizio, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti con possibili effetti sanitari diretti.

Tali inquinanti sono prodotti dalla combustione in caldaia ed i fumi emessi dalla ciminiera possono contenere: biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), acido cloridrico (HCl) e polveri, che veicolano numerosi composti organici ed inorganici complessivamente classificabili come microinquinanti.

Di seguito vengono brevemente riassunti i possibili effetti sulla salute umana e sull'ambiente generalmente associati ai principali inquinanti:


1) BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2) - Gli ossidi di zolfo e i loro derivati provocano sull'uomo effetti che vanno da semplici irritazioni delle mucose (vie respiratorie e occhi), nel caso di brevi esposizione a concentrazioni elevate, sino a fenomeni di broncocostrizione per esposizioni prolungate a quantitativi anche non elevati. Le Linee Guidadella Qualita dell'Aria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno preso in rassegna in modo sistematico gli effetti sanitari di questo inquinante e hanno suggerito un aumento della mortalita e dei ricoveri ospedalieri per cause cardio-respiratorie per concentrazioni al di sopra dei valori di qualita suggeriti
Per quanto riguarda la vegetazione, sono i maggiori responsabili del fenomeno delle piogge acide

2) OSSIDI DI AZOTO (NOx) - L'ossido di azoto (NO) sitrasforma in modo rapido in biossido di azoto (NO2), un gas irritante per le mucose che può contribuire all'insorgenza di varie alterazioni della funzione polmonare con un aumento nella frequenza di infezioni respiratorie acute e nell'aggravamento delle forme polmonari croniche (bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare).
Prolungate esposizioni anche a basse concentrazioni di NO2 provocano una diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie.
Anche in questo caso le Linee Guida della Qualitadell'Aria dell'OMS (2005) forniscono informazioni dettagliate sugli effetti sanitari dell'NO2,specie nell'ambiente urbano.

3) MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) - A causa della sua elevata capacita di legarsi all'emoglobina il CO può provocare abbassamento delle funzioni vitali fino a determinare la morte nel caso di concentrazioni particolarmente elevate, caso che non si verifica in ambiente esterno.

4) ACIDO CLORIDRICO (HCl) - Inquinante acido corrosivo ed irritante per la pelle e per le vie respiratorie coinvolto nelle genesi di inquinanti secondari quali il materiale particolato (polveri).

5) PARTICOLATO (o POLVERI) - La pericolosita delle polveri aerodisperse e fortemente legata alla loro dimensione perche influisce sulla capacita di penetrazione nel sistema respiratorio umano e sulla possibilita di generare fenomeni infiammatori locali e sistemici.
Le polveri piu pericolose hanno dimensioni fino a 2,5 ƒÊm e possono raggiungere gli alveoli polmonari.
Gli elementi componenti del particolato (quali idrocarburi policiclici, metalli ecc.) possono avere effetti tossici specifici (cancerogenicita, potere infiammatorio).
Ancora molto discusso e poco studiato è il ruolo delle particelle ultrafini (diametro inferiore
ai 0.1 micron) per la loro difficile rilevazione sistematica.
Gli effetti delle polveri riguardano l'aggravarsi delle malattie respiratorie (asma bronchiale, bronco pneumopatia cronico ostruttiva,infezioni dell'apparato respiratorio, diminuzione della funzione polmonare) e cardiovascolari, soprattutto a carico di soggetti gia affetti da disturbi respiratori e cardiocircolatori, di anziani e di bambini. Numerosi studi hanno messo in evidenza gli effetti sulla mortalita e sulla morbosita e queste indagini sono state riassunte
dall'OMS nelle Linee Guida della Qualita dell'Aria(2005).

6) MICROINQUINANTI - Gli effetti ambientali del particolato sono direttamente connessi con la pericolosita intrinseca delle sostanze che lo formano o che sono assorbite su di esso. Rilevamenti alle emissioni di centrali alimentate a carbone operanti in Italia hanno evidenziato nel materiale la presenza di diossine (PCDD) e furani (PCDF), idrocarburipoliciclici aromatici (IPA), vanadio (V), nichel(Ni), rame (Cu), arsenico (As), cadmio (Cd),tallio (Tl), piombo (Pb) e mercurio (Hg). Le proprietachimico-fisiche - quali ad esempio persistenza ambientale e capacita di bioaccumulare- e quelle tossicologiche - quali cancerogenicita,mutagenicita, ecc. - conferiscono a questi inquinanti una notevole pericolosita intrinseca per la salute umana. Le loro concentrazioni alle emissioni,dell'ordine dei microgrammi e in alcuni casi dei nanogrammi per metro cubo, rendono molto improbabile l'insorgenza di effetti avversi sanitari a seguito di esposizioni inalatorie, ma non consentono di escludere esposizioni prolungate per via ingestiva conseguenti alla loro accumulazione nei suoli e al successivo passaggio negli alimentiivi prodotti.
Pur in assenza di valori limite per la protezione della salute umana formalmente identificati, un controllo della loro presenza nella matrice ambientale e fortemente raccomandato......

CONSIDERAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE


A noi cittadini gravitanti sotto una centrale a carbone le succitate affermazioni non ci tranquillizzano proprio.

E con tali presupposti dovremmo anche accettare un ulteriore potenziamento a carbone !!!!!
Riteniamo già abbastanza impattante per la nostra salute l' esposizione attuale e continuativa ad OLTRE 40 ANNI di simili inquinanti .