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09 maggio 2016

GREENREPORT - ECONOMIA CIRCOLARE, PER L’ITALIA 541 MILA POSTI DI LAVORO IN CERCA DI POLITICA INDUSTRIALE

Tratto da greenreport.it

ECONOMIA CIRCOLARE, PER L’ITALIA 541 MILA POSTI DI LAVORO IN CERCA DI POLITICA INDUSTRIALE

economia circolare riciclo miniere urbane rifiuti
La flebile ripresa economica che sperimenta oggi l’Italia si dimostra effimera ogni giorno di più, come conferma l’Istat nella sua ultima nota d’aggiornamento sull’andamento economico del Paese:  «L’evoluzione del clima di fiducia rimane incerta – evidenzia l’Istituto nazionale di statistica – e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo». Nonostante l’ostinazione messa in campo negli ultimi 8 anni, appare evidente che non riusciremo ad uscire dalle secche della crisi perseguendo e precarizzando lo stesso modello economico che verso la crisi ci ha condotto.....
L’alternativa più solida da percorrere rimane quella dello sviluppo sostenibile, che nella sua accezione di economia circolare è oggetto di crescenti attenzioni. I vantaggi  appaiono oggi chiaramente delineati. L’economia circolare – come è stato sottolineato ieri durante un convegno sul tema organizzato a Roma dall’Enea, l’Agenzia nazionale per l’energia, le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile – può generare importanti benefici per l’ambiente e il sistema produttivo, con particolare riferimento al settore manifatturiero dove si possono ottenere consistenti riduzioni dei costi di produzione tenuto conto che le materie prime incidono fino al 60% del prezzo finale dei prodotti.
In particolare, la Commissione europea stima che l’eco-progettazione, la riduzione della produzione di rifiuti e il loro riutilizzo, possono generare risparmi pari a 600 miliardi di euro per le imprese (l’8% del fatturato annuo) e ridurre le emissioni di gas serra di 450 milioni di tonnellate l’anno.
 Secondo un recente studio, in Italia la piena implementazione dei principi dell’economia circolare lungo l’intera catena del valore  – che comprende progettazione, produzione, uso e gestione del fine vita dei prodotti – potrebbe creare 541 mila nuovi posti di lavoro, a fronte di soli 35 mila in uno scenario business as usual.
«La transizione da un’economia lineare ad una circolare – spiega Roberto Morabito, responsabile del dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’Enea – è una necessità per tutti i Paesi e ancora di più per l’Italia, povera di materie prime critiche ma con una forte industria manifatturiera alla quale garantire un approvvigionamento stabile e sicuro di tali risorse. In questo scenario risulta fondamentale l’apporto della ricerca e dell’eco-innovazione per rafforzare la competitività della nostra industria in chiave sostenibile». I vertici delle istituzioni nazionale, o almeno una loro parte, sembrano ormai consapevoli delle possibilità: quella dell’economia circolare è per il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, presente ieri a Roma, la «sfida ambientale ed economica più importante dei prossimi anni. Un’occasione straordinaria che governo, regioni, comuni e aziende di servizio pubblico locale dovranno saper cogliere». Nonostante i buoni propositi, i successi sul territorio si concretizzano però ancora all’interno di singole eccellenze; a mancare è una regia sistemica, una politica industriale che possa guidare verso progressi significativi.....
 «Come riconosciuto dai leader di tutto il mondo – ha concluso l’Aurelio Peccei Lecture Enrico Giovannini, ex ministro e portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) –  la questione dello sviluppo sostenibile non riguarda solo le generazioni future ma riguarda noi, oggi e l’Italia deve e può fare la sua parte per superare le gravi problematiche  ambientali, sociali ed economiche che preoccupano così tanto i cittadini».

28 maggio 2012

Caro-energia? Colpa delle fossili, non delle rinnovabili

 Tratto da Qualenergia

Caro-energia? Colpa delle fossili, non delle rinnovabili

In 10 anni la spesa delle famiglie per l’elettricità è cresciuta del 52,5%. Ma ad aumentare di più in bolletta è stata la componente energia, legata all'andamento del prezzo del petrolio. Fa spendere in media 187,36 euro in più a famiglia rispetto al 2002. Un mini dossier di Legambiente. Ma non era tutta colpa dello sviluppo delle rinnovabili?

Telegiornali e quotidiani lo hanno raccontato con grande enfasi negli ultimi due mesi: “Ancora aumenti nelle bollette elettriche a causa delle rinnovabili!” e per chiarire le responsabilità: “Il fotovoltaico e le altre tecnologie pulite pesano troppo nella spesa delle famiglie”. Infine la soluzione proposta dal Ministro Passera: “Intervenire sugli incentivi perché costano troppo” e da qui la proposta dei nuovi Decreti che potrebbero stroncare la crescita delle energie pulite.
Ma è davvero così? Veramente si devono fermare le rinnovabili per salvaguardare le famiglie e le aziende dagli aumenti in bolletta? E in questi anni gli aumenti dipendono dalle energie pulite? Sono le domande cui Legambiente cerca di rispondere nel suo ultimo mini-dossier sulle bollette (vedi allegato, pdf). Arrivando a una conclusione ben diversa da quanto abbiamo letto troppo spesso sulla stampa generalista: la responsabilità principale del caro-energia che abbiamo vissuto in questi ultimi anni non è delle energie pulite ma, al contrario, della dipendenza da fonti fossili che importiamo dall’estero.
Secondo i dati dell’Autorità per l’energia, la spesa annua della famiglia tipo per l’elettricità è passata da 338,43 euro nel 2002 a 515,31 Euro nel 2012. Ossia 176,88 Euro in più a famiglia e un aumento del 52,5%. Questo aumento impressionante ha una spiegazione che conosciamo da tempo – si legge nel documento - "la dipendenza nella produzione di energia da fonti fossili che importiamo dall’estero, che ci fa essere un Paese in balia degli eventi che accadono intorno al prezzo del greggio tra conflitti, speculazioni, interessi delle imprese".
Nelle bollette delle famiglie la troviamo alla voce “energia e approvvigionamento”, ossia i servizi di vendita che comprendono l’importazione di fonti fossili e la produzione in centrali termoelettriche. Bene, nelle bollette questa voce legata all’andamento del prezzo del petrolio negli ultimi 10 anni è semplicemente decollata, passando da 106,06 euro a 293,96. Esattamente 187,36 Euro in più a famiglia con un aumento del 177,2%.
I motivi? È vero - come potrebbe osservare qualcuno - che su quella voce pesano anche gli oneri d'acquisto di permessi a emettere e certificati verdi sostenuti dai produttori di energia convenzionale, ma il loro peso è veramente minimo ed è chiaro che il grosso è dovuto all'andamento del prezzo dei combustibili fossili, e soprattutto del gas nel nostro Paese. Del resto, fa notare il documento, siamo un Paese che importa il 97% del petrolio, gas e carbone e che non dispone di signifi­cativi giacimenti. Come mostrano bene i grafici elaborati dall’associazione ambientalista, infatti, l’aumento delle bollette delle famiglie segue esattamente l’andamento della voce “energia e approvvigionamento”, che a sua volta segue il prezzo del petrolio (cui è agganciato il prezzo del gas).
Ovviamente è cresciuto anche il costo delle fonti pulite. Secondo i dati aggiornati dell’Autorità per l’energia, in questo mese di maggio si può stimare una spesa annua in bolletta legata alle fonti rinnovabili di 67 euro, pari al 13,1% dei complessivi 515 euro che mediamente paga una famiglia italiana.
“Va tenuto d’occhio anche questo aumento – commenta Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – ma è uno strabismo e una chiara ipocrisia lanciare allarmi sulle rinnovabili ignorando l’87% della bolletta e le ragioni degli aumenti di questi anni. Se si vuole veramente aiutare le famiglie e le imprese, occorre ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dall’estero e premiare, invece, gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili. Oltre a fare in modo che il mercato dell’elettricità funzioni veramente, verificando che la concorrenza nell’offerta ci sia veramente e premiando le tecnologie più efficienti”.
Legambiente chiede alle Regioni – che mercoledì saranno riunite in conferenza proprio per discutere dei Decreti del Governo - di battersi per evitare che si fermi lo sviluppo del solare, dell’eolico e delle altre rinnovabili. Infatti, per ridurre le bollette elettriche, secondo l’associazione ambientalista, la prima cosa da fare è proprio continuare nello sviluppo delle rinnovabili. Perché produrre energia rinnovabile da sole, vento, biomasse, acqua, geotermia permette di sostituire importazioni e produzione da fonti fossili.
Il secondo passo - raccomanda Legambiente - è fare pulizia tra le voci che concorrono a formare il costo in bolletta. Un esempio sono i diversi oneri che si sommano nella voce “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie, ma anche tutti i sussidi legati alle fonti “assimiliate” e quindi inceneritori e raffinerie. Il terzo intervento necessario riguarda la garanzia di una vera concorrenza nel mercato elettrico, in modo da controllare ed evitare cartelli sui prezzi. Infine, occorre premiare i risparmi realizzati da aziende e famiglie.
Il dossier di Legambiente (pdf)
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Tratto da Zeroemission

Clini: "60 mila posti di lavoro nel settore ambientale"
Lunedì, 28 Maggio 2012
Il Ministro dell'Ambiente :"Stiamo lavorando ad un programma straordinario per l'occupazione giovanile nei settori delle tecnologie sostenibili"
"Il nostro obiettivo è quello di avere dal 2013 sessantamila nuovi occupati tra i giovani laureati sotto i 30 anni che possano portare un contributo attivo allo sviluppo di settori di punta presenti nel nostro sistema industriale e anche generare valore aggiunto per competere nell'economia globale". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini nel corso dell'Intervista a Maria Latella su Sky. ...... "Negli ultimi due anni - ha poi detto il Ministro circa l'impiego delle risorse - i nuovi occupati, soltanto nel settore delle fonti rinnovabili e sono prevalentemente giovani, sono 120 mila. Questo è un settore che è ancora in grado di assorbire nuova occupazione soprattutto nella produzione e nello sviluppo di nuove tecnologie avanzate. Abbiamo delle eccellenze nel nostro Paese che ci sono invidiate a livello internazionale, in particolare, nelle tecnologie del solare e del geotermico e giá questi due settori potrebbero assorbire una parte importante.
Leggi l'articolo integrale

30 aprile 2012

BUON PRIMO MAGGIO

"BUON  PRIMO MAGGIO "A TUTTI I LETTORI DEL NOSTRO BLOG DA 
UNITI PER LA SALUTE.

AUGURIAMO A TUTTI DI TRASCORRERE UNA PIACEVOLE GIORNATA,.....  NON DIMENTICANDO IL MOMENTO ESTREMAMENTE DIFFICILE E DELICATO CHE STIAMO VIVENDO.......
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UN ANNO FA......
1 °MAGGIO 2011 : GIORNO DELLA BEATIFICAZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

1°MAGGIO 2012 Ricordando Karol Wojtyla e il Suo Pensiero su Ambiente e Salute
 
“L’ambiente è così diventato spesso una preda a vantaggio di alcuni forti gruppi industriali e a scapito dell’umanità nel suo insieme, con conseguente danno per gli equilibri dell’ecosistema, della salute degli abitanti e delle generazioni future.”

“il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita quale si avverte in molti comportamenti inquinanti”


06 agosto 2011

Sierra Club :Agire ora per andare oltre il carbone.....



L'OBBIETTIVO PRINCIPALE del SIERRA CLUB E' ANCHE IL NOSTRO
:
Agire ora per andare oltre il carbone

In America cittadini che come noi lottano per un mondo più sostenibile
Tratto da
"Sierra Club.org"

ACT NOW! Passiamo OLTRE CARBONE

In tutto il paese, un movimento è in crescita per costruire un futuro di energia pulita.
Città per città, le persone si stanno unendo per dire "no" a energia sporca. Unisciti alla causa.

La campagna venuta dal basso per andare oltre il carbone ha visto una profusione di sostegno e di vittorie che nessuno credeva possibile solo pochi anni fa.

Centinaia di migliaia di persone in tutto il paese, parlando con i loro vicini, i leader della comunità, i media e, soprattutto, i decisori politici , hanno fermato con successo oltre 150 centrali a carbone fino ad oggi! Ma con 500 centrali a carbone ancora in funzione,che vomitano inquinamento mortale, noi abbiamo il nostro bel da fare ,noi che abbiamo creato il movimento cittadino che si prodiga per spegnere il carbone e creare un futuro di energia pulita.

Agire a livello nazionale: Dillo al presidente Obama per ripulire la nostra aria ora »

Agire localmente: Partecipa nella tua comunità per fermare carbone »

ENERGIA SOLARE E DEL VENTO SONO DISPONIBILI

Iowa produce già il 20 per cento della sua energia dal vento, e il Texas ha abbastanza turbine eoliche installate per dare energia a 2 milioni di famiglie. L'industria solare sta vivendo una crescita enorme e mentre l'industria cresce, il prezzo del solare diventa più conveniente. Cosa c'è di più veloce da costruire e installare dell' energia solare ed eolica . Un nuovo impianto solare può essere pronto in mesi, piuttosto che i molti anni che sono necessari per un impianto a carbone.
Altro su energia verde

SI POSSONO CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO CON ENERGIA PULITA

L'industria eolica conta già più persone negli Stati Uniti che l'industria carboniera, anche se attualmente otteniamo molto meno della nostra energia dal vento che da carbone. E migliaia di nuovi posti di lavoro saranno creati per le modifiche per rendere le case più efficienti di quelli esistenti - lavori che non possono essere esternalizzati all'estero.
Di più su posti di lavoro verdi

L' EFFICIENZA ENERGETICA E ' la più conveniente RISORSA di energia pulita

L'Uso dell'energia negli edifici rappresenta la maggiore fonte di emissioni di gas serra degli Stati Uniti - gli edifici consumano il 77 per cento dell'energia elettrica generata dalle centrali elettriche statunitensi. Con la creazione di edifici più verdi e riqualificazione di edifici esistenti, siamo in grado di ridurre notevolmente la domanda di energia, creando migliaia di nuovi posti di lavoro.
di più su efficienza energetica

SOLARE PER COPRIRE I TETTI

Il Sierra Club lancia un'idea innovativa con nuove partnership per contribuire a rendere l'energia solare facile e conveniente per le famiglie americane. Attraverso la nostra ollaborazione con Sungevity e SunRun, i proprietari di abitazione possono registrarsi per un nuovo programma per ottenere pannelli solari sul proprio tetto con risparmio sulle bollette energetiche, per facilitare il passaggio all'energia pulita.
Di più sul tetto solare

La verità sul carbone sporco

Il Carbone danneggia le comunità e la salute pubblica in ogni fase del suo utilizzo - dalle miniere di carbone ,alla combustione allo stoccaggio dei rifiuti tossici .



Le centrali a carbone sono la 1° fonte di inquinamento MERCURIO IN USA

La Combustione del carbone produce emissioni di mercurio tossico che piove sui fiumi e torrenti e contamina i pesci. L'inquinamento continua poi la sua strada nel nostro corpo quando si mangia il pesce. Il mercurio è particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza e bambini piccoli perché è una potente neurotossina che può danneggiare il cervello e il sistema nervoso - causando problemi di sviluppo e di apprendimento.
Di più su mercurio

CARBONE, SMOG, E ASMA

Negli Stati Uniti, 1 su 10 bambini soffre di asma. E 'il numero uno delle malattie che fa rimanere i bambini a casa dalla scuola . Ogni anno, l'inquinamento del carbone provoca 12.000 visite al pronto soccorso e 100 miliardi di dollari i costi sanitari. La metà delle famiglie americane vivono in luoghi con aria non sicura. L'inquinamento da centrali a carbone di grande potenza crea smog, che può causare difficoltà dolore al petto, tosse e probemi respiratori. Lo smog può causare malattie quali bronchite, enfisema e asma o addirittura fatali.
Di più su effetti sulla salute

CARBONE ceneri tossiche

Quando il carbone viene bruciato si lascia alle spalle cenere rifiuti tossici. Questi rifiuti vengono scaricati in migliaia di siti a livello nazionale e spesso conservati in cave a cielo aperto, dove può versare o infiltrarsi nel terreno e contaminare l'acqua potabile. Vivere vicino a una discarica di cenere provenienti dalla combustione del carbone può essere peggiore per la salute bambini che fumare un pacchetto di sigarette al giorno.....

Di più su ceneri di carbone

E se non bastano per gli amministratori ed i cittadini altre informazioni sulle problematiche delle centrali a carbone nei prossimi post(oltre che in quelli precedenti sul nostro blog e su nocoke.org) o direttamete sul sito del "Sierra Club"su"Sierra Club.org".

30 aprile 2011

1)BUON PRIMO MAGGIO2)Ricordando Karol Wojtyla e il Suo Pensiero su Ambiente e Salute 3)Roberto Cuneo: I sindacati a favore della propria occupazione..


BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI I LETTORI DEL NOSTRO BLOG DA "UNITI PER LA SALUTE".

AUGURIAMO A TUTTI DI TRASCORRERE UNA PIACEVOLE GIORNATA, ALL'ARIA APERTA NON DIMENTICANDO IL MOMENTO ESTREMAMENTE DIFFICILE E DELICATO CHE STIAMO VIVENDO E UN GRANDE PENSIERO ANCHE PER IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II.
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1 °MAGGIO: GIORNO DELLA BEATIFICAZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Ricordando Karol Wojtyla e il Suo Pensiero su Ambiente e Salute

“L’ambiente è così diventato spesso una preda a vantaggio di alcuni forti gruppi industriali e a scapito dell’umanità nel suo insieme, con conseguente danno per gli equilibri dell’ecosistema, della salute degli abitanti e delle generazioni future.”


“il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita quale si avverte in molti comportamenti inquinanti”

Stralcio dal Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II ai partecipanti al convegno Ambiente e Salute

24 marzo 1997

LA NATURA E' UN DONO DI DIO

L’aspetto di conquista e di sfruttamento delle risorse è diventato predominante e invasivo, ed è giunto oggi a minacciare la stessa capacità ospitale dell’ambiente: l’ambiente come “risorsa” rischia di minacciare l’ambiente come “casa”.(...)


Ecco perché la cultura cristiana ha sempre riconosciuto nelle creature che circondano l’uomo altrettanti doni di Dio da coltivare e custodire con senso di gratitudine verso il Creatore. In particolare, la spiritualità benedettina e francescana hanno testimoniato questa sorta di parentela dell’uomo con l’ambiente creaturale, alimentando in lui un atteggiamento di rispetto verso ogni realtà del mondo circostante.


Nell’ età moderna secolarizzata si assiste all’insorgere di una duplice tentazione: una concezione del sapere inteso non più come sapienza e contemplazione, ma come potere sulla natura, che viene conseguentemente considerata come oggetto di conquista. L’altra tentazione è costituita dallo sfruttamento sfrenato delle risorse, sotto la spinta della ricerca del profitto senza limiti, secondo la mentalità propria delle società moderne di tipo capitalistico.

L’ambiente è così diventato spesso una preda a vantaggio di alcuni forti gruppi industriali e a scapito dell’umanità nel suo insieme, con conseguente danno per gli equilibri dell’ecosistema, della salute degli abitanti e delle generazioni future.(...)

L’umanità di oggi, se riuscirà a congiungere le nuove capacità scientifiche con una forte dimensione etica, sarà certamente in grado di promuovere l’ambiente come casa e come risorsa a favore dell’uomo e di tutti gli uomini, sarà in grado di eliminare i fattori d’inquinamento, di assicurare condizioni di igiene e di salute adeguate per piccoli gruppi come per vasti insediamenti umani.(...)


Tutto ciò ha bisogno di saldi punti di riferimento e di ispirazione: la coscienza chiara della creazione come opera della sapienza provvida di Dio, e la coscienza della dignità e responsabilità dell’uomo nel disegno creazionale.(...)


Ricordavo già nel Messaggio per la Giornata della Pace del 1990 che “il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita quale si avverte in molti comportamenti inquinanti” (Messaggio per la Giornata della Pace del 1990, n. 7).(...)


Nel vostro impegno per la conservazione della salubrità dell’ambiente, vi illumini ed assista il Signore. Alla sua bontà di Padre, ricco di amore verso ognuna delle sue creature, affido i vostri sforzi e, nel suo nome, tutti vi benedico.


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Tratto da Savona News

Roberto Cuneo: I sindacati a favore della propria occupazione e contro quella degli altri


La proposta dei sindacati della centrale di Vado, di occupare un'area industriale produttiva come quella dell'ACNA con pannelli fotovoltaici pur di favorire i piani della Tirreno Power di ampliare la centrale, denuncia i limiti di una organizzazione sindacale che pensa a tutelare i propri posti di lavoro a danno di un'occupazione più generale per tutto il territorio.
Non solo i tantissimi posti di lavoro che sono legati ai servizi ed al turismo vengono minacciati dallo sviluppo della centrale (non è certo un'attrattiva per il turismo e per gli insediamenti artigianali e industriali lo stare nei pressi del centro più inquinato della Liguria!), ma addirittura viene chiesto di occupare le pregiate aree
produttive della Val Bormida con una gigantesca distesa di pannelli fotovoltaici a occupazione pressoché nulla ......

Il territorio va protetto e le distese di pannelli sul terreno, tipiche della Puglia, con distruzione del paesaggio e dell'agricoltura, sono più espressione di un'economia non sana, alterata da incentivi insostenibili e non motivata da un reale valore aggiunto.

I pannelli fotovoltaici devono essere messi sui tetti degli edifici pubblici e non devono occupare aree destinate all'attività produttiva.
Leggi l'articolo integrale


04 aprile 2011

1)Lettera aperta ai lavoratori Tirreno Power ,ai sindacati e alla Giunta Regionale ligure 2)AGGIORNAMENTO DI UNITI PER LA SALUTE

Dal Comitato Ambiente e Salute di Spotorno-Noli:

Lettera aperta ai lavoratori Tirreno Power e sindacati

Consapevoli che il lavoro sta a cuore a tutti, specie in questo periodo di crisi, che lo sviluppo è necessario per migliorare la vita, non lottiamo contro di voi e tanto meno contro lavoro e sviluppo.

MA non possiamo passare sopra ai dati sulla mortalità in provincia di Savona e agli allarmi dell’Ordine dei Medici savonese, all’insufficienza delle misurazioni pubbliche che non fanno chiarezza sulla reale qualità dell’aria che respiriamo, ai dati ufficiali dell’Arpal sui fondali del nostro mare che invece parlano chiaro: su cinque siti esaminati dell’intera costa ligure, davanti a Vado viene registrato il più macroscopico superamento dei limiti di legge per sostanze tossiche come mercurio, cadmio, piombo, zinco, IPA, benzo(a)pirene, classificato dall’IARC come cancerogeno nella cat. A.

Al di là di chi siano i responsabili, questa è la fotografia della situazione attuale, che richiederebbe un’informazione trasparente e completa, una verifica adeguata dove non c’è e una bonifica urgente, anziché un possibile ulteriore aggravamento, dello stato di fatto già evidenziato.

Allo stesso modo, non possiamo ignorare che è lo stesso Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria della Regione Liguria 2006 a riconoscere come nella zona comprendente i Comuni di Savona,Vado, Quiliano “la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto, Ossidi di zolfo, PM10, COV.

Del resto qualificati studi scientifici europei e statunitensi dimostrano come siano quantificabili le emissioni di una centrale e come la loro pericolosità sia legata alla loro entità, al tipo di inquinanti, alla densità demografica e all’ubicazione della centrale stessa : nel nostro caso, si tratta di una centrale in città e in zona densamente popolata che brucia migliaia di tonnellate di carbone al giorno, sviluppando una gran quantità di sostanze tossiche, di cui molte potenzialmente o dichiaratamente cancerogene.

La letteratura medica ha messo in rapporto gli inquinanti, specie le polveri fini e ultrafini che escono dai camini o si formano in atmosfera e passano nel sangue o vanno a incapsularsi negli alveoli polmonari, con lo sviluppo di patologie respiratorie, tumorali e cardiovascolari : sono stati anche calcolati i pesanti costi delle ricadute sanitarie e socio-economiche ipotizzabili nel vasto raggio interessato dall’inquinamento , poiché i venti diffondono le microparticelle a grandi distanze.

In tale situazione già critica, che vede la popolazione del Savonese esposta da più di 40 anni alle emissioni della combustione del carbone, non è sostenibile la previsione di altre decine di anni di esposizione col potenziamento a carbone:

diciamo sì ad uno sviluppo vero che concilia occupazione e salute, lavoro e conservazione di un ambiente di pregio, a vocazione turistica. Diciamo no ad uno sviluppo che sacrifica tale ambiente e ha un prezzo troppo alto per l’intera comunità.

Con l’ampliamento a carbone è stato dimostrato scientificamente che non diminuirebbe affatto la quantità di emissioni in aria, acqua e suolo di tutti gli inquinanti; inoltre,per quanto riguarda i vecchi gruppi, anche sostituendoli con nuove unità,sempre a carbone, dotati delle migliori tecnologie, non ci risulta che queste siano in grado di trattenere le pericolose polveri fini e ultrafini che fuoriescono o si formano in atmosfera e che non vengono nemmeno conteggiate, pur costituendo una grossa percentuale del pericoloso particolato.

Tali rilievi sono stati forse confutati e si è aperto un tavolo di confronto tra le parti per arrivare a fornire al cittadino e al cittadino lavoratore una qualche chiarezza?

Si fa un gran parlare di ambiente e non ci si accorge che tale termine è ogni giorno di più svuotato di significato, se sulla situazione locale non abbiamo verifiche pubbliche adeguate e se quando le verifiche rivelano criticità, non si prendono provvedimenti correttivi efficaci ed urgenti.

Se l’ambiente subisse un ulteriore degrado, a fronte di 50 nuovi posti di lavoro che, con l’indotto potrebbero arrivare a 200, come dice il Progetto, quanti se ne perderebbero sull’intera costa,in tutti i comparti del settore turistico, quanti nelle attività dell’agroalimentare e dell’ittico che costituiscono filoni di eccellenza della nostra provincia?

Se i Sindacati hanno come obiettivo primario la difesa dell’occupazione, non possono, per coerenza, ignorare una visione globale del lavoro che comprende aspetti vitali della nostra economia non esclusivamente legati ad una produzione energetica che lo stesso Presidente della Regione ha dichiarato non rivestire su base territoriale carattere di pubblica utilità ed essere “non motivata da esigenza di copertura del fabbisogno energetico nazionale” (Seduta del 10/03/09)

Le nostre considerazioni e le nostre preoccupate domande sono nello spirito di un’esigenza di tutela sanitaria per tutti, a partire dai lavoratori della Centrale di Vado, e di rispetto verso un ambiente delicato da preservare nelle sue importanti valenze ambientali.

Non possiamo contrapporre il lavoro alla salute, l’occupazione all’ ambiente: sono conciliabili solo attraverso uno sviluppo sostenibile che non comprometta, in modo forse irreversibile, nessuno di tali valori.

Se la moderna tecnologia fornisce alternative verso le quali si sta orientando il mondo industrializzato, perché qui ci si ostina a continuare con la combustione di un materiale altamente tossico, quando vento, sole, mare non inquinanti e non soggetti ad esaurimento o a crisi internazionali potrebbero, dopo un’eventuale fase di metanizzazione completa, facilitata dall’attuale presenza di un gruppo a turbogas, sostituire con gradualità i combustibili fossili e creare addirittura maggiore occupazione?

.Ai lavoratori e ai Sindacati chiediamo una riflessione ponderata.

Il Comitato “Ambiente e Salute di Spotorno-Noli”


Tratto da Savona News

Il Comitato Ambiente e salute Spotorno-

Noli scrive anche alla Giunta Regionale

"Non si possono dare altri tre anni all'azienda per espletare prescrizioni che avrebbero già dovuto essere ottemperate"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal Comitato Ambiente e Salute al Presidente Regionale, alla Giunte e al Presidente della Commissione Salute e Sicurezza sociale, dr. Stefano Quaini

Leggi la lettera integrale direttamente su Savona News

di cui riportiamo, solo le conclusioni

..........Concludendo, siamo convinti che la Tirreno Power faccia il suo mestiere, curando i propri interessi e cerchi di ottenere ai prossimi tavoli con la Regione il massimo, dal mantenimento dei vecchi gruppi all'attenuazione delle prescrizioni e delle richieste giudicate troppo gravose, come mette in evidenza il giornale on-line citato.

Sta alle Istituzioni fare il loro, tutelando la salute pubblica e governando il territorio, senza lasciare che lo facciano grandi poli industriali privati che dettano condizioni.

Oltre tutto, si tratta di un territorio a vocazione turistica, con valenze ambientali-paesaggistiche uniche, apprezzate da Italiani e stranieri : esso può accettare di convivere con uno sviluppo sostenibile, ma non di essere sacrificato a leggi di mercato con la giustificazione di un aumento di posti di lavoro quando molti di più se ne perderebbero - e in modo irreversbile - nel settore turistico su cui basa la propria sopravvivenza.
Vorremmo ricordarlo all'Assessore al Turismo e a tutti voi che governate la nostra regione.

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UN AGGIORNAMENTO DI UNITI PER LA SALUTE

14 -15 GENNAIO 2011 CENTRALE A CARBONE:POLVERI SOTTILI E NON SOLO

Riportiamo una delle immagini del 14 gennaio e una parte del relativo post

TEMPERATURA ESTERNA INTORNO AGLI 11 GRADI
CIMINIERA DELLA CENTRALE A CARBONE
LE IMMAGINI SONO PIU' ELOQUENTI DI MOLTE PAROLE.

IMMAGINATE COSA SUCCEDEREBBE SE ,NEL CASO DEL PROSPETTATO POTENZIAMENTO A CARBONE ,AVESSIMO IN AGGIUNTA IL FUMO IN USCITA DELL'ALTRO CAMINO.................

NOI RITENIAMO CHE SIA GIA' ABBASTANZA PROBLEMATICO COSI'......

MA LA SOVRASTANTE IMMAGINE E' LA CRUDA REALTA' CON CUI DOBBIAMO CONVIVERE. REALTA' CHE A ROMA E IN REGIONE ,DOVE VENGONO FATTE LE SCELTE PER IL NOSTRO TERRITORIO E PER IL NOSTRO FUTURO DOVREBBERO ANCORA OSSERVARE ATTENTAMENTE..........
PER I MALIZIOSI .....NON E' UN FOTOMONTAGGIO MA LA CRUDA REALTA' IMMORTALATA DA UNA BANALISSIMA MACCHINA FOTOGRAFICA DIGITALE DALLE NOSTRE CASE,con un banalissimo obiettivo.

RICORDIAMO A TUTTI CHE SOTTO LE CIMINIERE VIVONO I NOSTRI FIGLI!...E VI E' TUTTO
UN ECOSISTEMA,UN'ECONOMIA,UN SETTORE TURISTICO DA TUTELARE....PRIMA DI AVVENTURARSI IN SCELTE MOLTO DISCUTIBILI PER IL NOSTRO FUTURO....

.
INOLTRE... DA QUELLA SERA ,la sera del 14 gennaio ,uno dei gruppi a carbone e' stato fermato,non è più ripartito.Hanno fatto alcuni tentativi di rimetterlo in funzione ma........E' TUTTORA FERMO.
Forse ..... troppo obsoleto e troppo inquinante per poter operare visto che le emissioni della centrale erano e sono sotto gli occhi dei cittadini e non solo.

COMUNQUE CON IL GRUPPO FERMO DAL 14 GENNAIO i valori degli inquinanti nella stazione di Vado ligure si sono momentaneamente ridotti
Sicuramente diminuendo la quantità del carbone bruciato è diminuita anche la quantita' degli inquinanti immessi sul nostro territorio.

UN TEMPORANEO DEPOTENZIAMENTO QUINDI L'ABBIAMO AVUTO MA TEMIAMO CHE A BREVE IL GRUPPO RIPARTIRA' E CON LUI RISALIRANNO I VALORI ......

MA....... GLI ATTUAL
I GRUPPI A CARBONE,
NON DOVEVANO ESSERE PER LEGGE ADEGUATI ALLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI GIA' DA TEMPO!!!!
PER TUTELARE ANCHE COLORO CHE VI LAVORANO!!!!!

Leggiamo inoltre su Savona Economica dei Controlli su polveri fini preventivati dalla Provincia :"L’Amministrazione provinciale ha avviato un’attività di monitoraggio annuale delle polveri fini (“Pm 10”) presenti nell’aria, articolata su quattro campagne stagionali ....."

VORREMMO RICORDARE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CHE SONO ANNI CHE NOI CITTADINI CHIEDIAMO UN MONITORAGGIO SERIO ED AFFIDABILE DELL'INQUINAMENTO SUL TERRITORIO CHE TENGA PERO' IN MASSIMA CONSIDERAZIONE SOPRATTUTTO LE POLVERI ULTRAFINI PM 2,5 CHE SONO MOLTO PIU' DELETERIE PER LA NOSTRA SALUTE DELLE PM10 .

MA OGGI IL SOLO MONITORAGGIO NON BASTA PIU' E NOI CITTADINI RITENIAMO FONDAMENTALE ,QUANTO RICHIESTO UFFICIALMENTE DAI NOSTRI SINDACI :UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO CHE VERIFICHI LE REALI CONDIZIONI DEI CITTADINI SUL TERRITORIO.

I SINDACI SONO RESPONSABILI PER LEGGE DELLA NOSTRA SALUTE E NEL PRETENDERE LA TUTELA DEI CITTADINI ,TUTELANO ANCHE LA LORO IMPORTANTE FUNZIONE PUBBLICA.
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TRATTO DA UOMINI LIBERI

MODA Savona

IL PRESIDENTE REGIONALE BURLANDO NON VUOLE CHIUDERE SUBITO GLI OBSOLETI GRUPPI A CARBONE DELLA CENTRALE T. POWER IGNORANDO COSI’ LA NORMATIVA DELLA UE CHE HA CONDANNATO L’ITALIA

Agenzia Ansa

Arriva la condanna per l'Italia da parte della Corte europea di giustizia per le ripetute violazioni della direttiva Ippc, 2008/1/CE, la norma europea sull'obbligo di prevenzione dell'inquinamento tramite le cosiddette "Aia".La sigla, che sta per Autorizzazione integrata ambientale, riguarda un documento che ogni Ministero dell'Ambiente degli stati membri deve rilasciare ai gestori degli impianti altamente inquinanti solo una volta appurato che siano state utilizzate le "Bat".
"Bat" sta per Best availble technologies: se vuoi fare andare l'impianto devi dimostrare di utilizzare le migliori tecnologie attualmente disponibili per ridurre l'impatto sull'ambiente.

Bene, la Corte ha accertato che, su 5.669 impianti in esercizio nel nostro paese, solo 4.465 erano dotati di Aia (e quindi utilizzano le Bat).

I restanti 1.204 impianti sono ancora in fase di autorizzazione, ma continuano a lavorare E TRA QUESTI LA CENTRALE T. POWER DI VADO (vedi) . Ciliegina sulla torta: il termine ultimo affinché tutti gli impianti da sottoporre ad Aia fossero in regola (O ALTRIMENTI VENISSERO CHIUSI) era il 30 ottobre 2007. L'ambiente, in Italia, non è una priorità...

IL PRESIDENTE BURLANDO QUINDI PROPONENDO A T. POWER IN CONFERENZA DEI SERVIZI DI CONTINUARE A BRUCIARE CARBONE SUI FUORILEGGE OBSOLETI GRUPPI A CARBONE 3 E 4 , ALMENO FINO A QUANDO NON ENTRERA’ IN FUNZIONE IL NUOVO GRUPPO A CARBONE DA 460 MW (ANNO 2016), PERMETTERA’ A T.POWER DI VIOLARE APERTAMENTE ANCORA PER ALMENO 5 ANNI LA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA COME PERALTRO T. POWER FA IMPUNEMENTE ORMAI DA ANNI .

Riteniamo che sia "incredibile" la proposta votata dal Govenatore regionale e dalla sua Giunta, sostenuta anche da Provincia di Savona e sindacati, in quanto oltre a "ignorare" le norme in vigore da anni non tiene in alcuna considerazione quanto espresso autorevolmente dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona sulle gravissime ricadute sanitarie ed ambientali della combustione dei vecchi gruppi a carbone che producono da soli l’80% dell’inquinamento dell’intera centrale, almeno 20 morti prematuri/anno e danni alla salute e all’ambiente per almeno 140 milioni di euro/anno.

Attiveremo quindi tutti i canali istituzionali e legali nei confronti delle Amministrazioni inadempienti gli obblighi di legge e di T, Power, compreso anche il rimborso dei danni ambientali di 140 milioni €/anno per tutti gli anni in cui si è verificato "inquinamnto improprio", e ribadiamo ancora una volta comeUNICA SOLUZIONE ACCETTABILE DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE COMPLETA DELLA CENTRALE che solo con i gruppi attuali a gas metano (760 MW) produce 3 volte l’energia consumata in Provincia di Savona, come sostenuto anche recentemente dal candidato a Sindaco di Savona della Lista 5 Stelle del Movimento "Amici di Grillo" Milena Debenedetti.(La Stampa del 1/04/2011) e che noi attendiamo dal 1988 (Commissione di Spotorno – Istituto Superiore di Sanità).In tal modo inoltre si eliminerebbe la folle possibilità di bruciare i rifiuti CDR in centrale, possibile solo sui gruppi a carbone, come pericolosamente previsto dal Piano Rifiuti deliberato dalla Provincia di Savona e dalla stessa Regione Liguria (emissione nell’aria di elevate quantità di diossine e metalli pesanti in aggiunta ai fumi del carbone).

Savona, 4 Aprile 2011

Dr. Virginio Fadda

Dott. Agostino Torcello,

MODA Savona