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17 settembre 2016

New York Times :"Obama sul cambiamento climatico: i trend sono 'terrificanti '"

Tratto da Facebook del Medico Isde G.Ghirga 
"Obama sul cambiamento climatico: i trend sono 'terrificanti '"
Recentemente il quotidiano New York Times ha pubblicato due nuovi articoli relativi al cambiamento climatico, uno intitolato traduco: "Obama sul cambiamento climatico, i trend sono 'terrificanti'" e l'altro intitolato "Gli oceani stanno assorbendo quasi tutto il calore in eccesso del pianeta", lo sintetizzo perché chiarisce perché per ora si nota tutto sommato poco l'immenso riscaldamento globale da tempo in atto causato dalle nostre emissioni di CO2 e altri gas serra. Infatti nell'articolo spiegano dove va a finire l'eccesso di calore causato dall'effetto serra: OLTRE IL 90% VA A FINIRE NEGLI OCEANI, del restante una parte è andato nello scioglimento dei ghiacci, ma molto poco in atmosfera o sul terreno.
La parte dell'articolo che spiega dove si accumula il calore in eccesso ha come titolo HEAT ACCUMULATES IN THE OCEANS, riporta un grafico che mostra dove si è verificato l'accumulo di calore stimato (dati dell'IPCC) - è l'accumulo rispetto ai livelli del 1971 ed è espresso in zettajoules: la minuscola linea rossa in basso è relativa all'accumulo di calore in atmosfera/ color rosa è l'accumulo sui terreni/l'azzurro è il calore che va in scioglimento dei ghiacci del pianeta (che altrove ho letto è in accelerazione, ultimi dati che avevo trovato stimavano scioglimenti intorno a 500 chilometri cubi l'anno)/ la parte enorme dell'accumulo di calore è la parte grigia relativa all'accumulo di calore negli oceani; nell'articolo scrivono "Dal 1955 più del 90 percento del calore in eccesso trattenuto dalla Terra a causa dell'aumento dei gas serra è stato assorbito dagli oceani" di conseguenza gli scienziati degli oceani come Eric Leuliette del NOAA ritengono che viene ignorato il 90% della storia del cambiamento climatico.
Con l'accumulo di calore gli oceani si espandono, scrivono nell'articolo che gli scienziati hanno dimostrato che nell'arco dell'ultimo decennio questa espansione termica ha causato circa un terzo dell'aumento nel livello del mare.
Segue un paragrafo intitolato WHAT HOTTER OCEANS BRING 
Gli oceani agiscono come un'enorme spugna che assorbe calore e protegge i continenti ed i popoli che su essi vivono da eventi atmosferici estremi...Le temperature oceaniche più calde possono anche aumentare il potenziale distruttivo di eventi meteo estremi come i cicloni e gli uragani.
Il citato articolo inizia mostrando 12 cartine che fanno vedere dove gli oceani sono stati più freddi e più caldi rispetto alla media del 20° secolo, ogni cartina riporta le temperature medie di superficie degli oceani relative ad un decennio iniziando dalla prima decade del 1900, arrivando fino alla prima decade del 2000 ed anche agli anni che iniziano con il 2010. Da notare che gli aumenti di temperatura sono molto chiari nelle ultime 3 decadi e che non sono uniformi, ad es. sono maggiori verso le zone polari.
Più avanti c'è una cartina che mostra come nel 2015 a causa del sommarsi di El Nino al riscaldamento globale circa un quarto delle osservazioni hanno superato i massimi precedenti.
WHAT HOTTER OCEANS BRING
Infine ci sono le foto che mostrano gli effetti dell'aumento della temperatura (c'è anche l'acidificazione) degli oceani su varie specie marine, devastanti per molti (v. ad es. sbiancamento dei coralli), alcune specie prosperano (v. foto dello ctenoforo Mnemiopsis leidyi) In fondo all'articolo citano le fonti dei dati scientifici riportati: le medie decennali delle temperature delle superfici oceaniche ed i picchi raggiunti nel 2015 sono dati del NOAA mentre la stima del calore accumulato è dell'IPCC.
http://www.nytimes.com/…/…/ocean-warming-climate-change.html
Riporto anche l'articolo citato all'inizio "Obama sul cambiamento climatico: i trend sono 'terrificanti '", l'articolo contiene anche il video dell'intervista a Obama, durata 13'43"
http://www.nytimes.com/…/politics/obama-climate-change.html…
Nadia Simonini

Leggi anche su Greenreport 

06 agosto 2015

I civitavecchiesi lo sperano, i grandi del mondo lo scrivono :Dal Papa a Obama la forza per dire addio al carbone

Tratto da Ideanews24
Dal Papa a Obama la forza per dire addio al carbone 
I civitavecchiesi lo sperano, i grandi del mondo lo scrivono e lo annunciano con prese di posizione che fanno tremare anche le lobby più potenti. Sì, perché ora in prima fila contro l’utilizzo dei combustibili fossili, carbone in primis, ci sono nientedimeno che Papa Francesco, con la sua rivoluzionaria enciclica verde “Laudato si”, e Barak Obama, primo presidente nero d’America, che ha lanciato il suo monito per un pianeta più a misura d’uomo, dando anche un obiettivo concreto: «Ridurre del 32% entro il 2030 le emissioni di diossido di carbonio rispetto a dieci anni fa».

Due testamenti etico-politici, quelli di Papa Francesco e Barak Obama, fondamentali soprattutto per lo spessore dei personaggi. È proprio il caso di dire, almeno per quanto riguarda il Pontefice, che stavolta la predica viene da un pulpito attendibile e coerente. Bergoglio e Obama probabilmente non sanno che a Civitavecchia è in esercizio da ormai 6/7 anni una centrale a “carbone pulito”, ossimoro brillantemente coniato dall’Enel per rendere più digeribile, ai tempi, il suo progetto. E il Papa e il presidente Usa non sanno neppure che, in base all’ultima Aia (Autorizzazione integrata ambientale), quest’impianto dovrà restare in funzione fino al 2034, quattro anni oltre la data indicata da Obama per abbattere le emissioni inquinanti derivanti dai combustibili fossili. Non è certo chiudendo Torre Nord che si salverà l’ambiente mondiale, ma di sicuro è “anche” chiudendo centrali come quella di Torre Nord che si contribuirà a raggiungere l’ambizioso traguardo, peraltro non fallibile se si vuole dare ossigeno alla Terra e a chi la abita. Ed è in questo senso che gli appelli di Bergoglio e Obama vanno raccolti a Civitavecchia. Subito. ......
La battaglia è epocale, ma mai come ora merita di essere combattuta. E stavolta c’è anche la speranza di vincerla.
Plinio il Vecchio
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Leggi anche su  intelligonews
Obama a tutto ‘green’ sul clima, ma non è Francesco
06 agosto 2015, 
Obama a tutto ‘green’ sul clima, ma non è Francesco
di Alessandro Corneli 

Ridotto alla sua dimensioni filosofica, il piano di Barack Obama per ridurre l’innalzamento della temperatura dell’atmosfera è un atto di fede nella razionalità del capitalismo che si manifesta nella sua capacità di correggersi in base a un calcolo utilitaristico: “Se non interveniamo adesso – dice in sostanza il presidente americano – dalla prossima generazione saranno guai seri per tutti”. 

Si tratta di una doppia sfida. Anzitutto all’establishment economico-industriale, cioè alle imprese che fondano la loro forza sul carbone e sull’energia di origine fossile (petrolio e gas naturale); e poi alla democrazia dal bassoquella dei minatori e degli occupati nelle industrie energetiche tradizionali, che già si sono mobilitati, ai quali il Presidente contrappone la logica della scienza (e futuri vantaggi)

Invece c’è un’apertura alla finanza: per i possessori di capitali, investire in un settore anziché in un altro dipende solo dal profitto che si attendono. Certo, le pale eoliche non valgono le centrali a carbone ma, se tutta l’economia si converte al “verde”, gli affari si moltiplicheranno, in America e altrove.....

Comune a Obama e Francesco è il rispetto per la ricerca scientifica; l’uno e l’altro sono partiti da una ricognizione dei fatti nella convinzione che la scienza può e deve essere alleata dell’essere umano, non una forza che sfugge dalle sue mani.

Soprattutto è diversa l’impostazione filosofica: per Papa Francesco, che ne ha parlato subito dopo l’elezione, Dio è il creatore dell’universo e l’uomo è il “custode” della Terra, non il padrone. E se il custode non deve essere meno razionale del capitalista, non deve farlo per uno scopo utilitaristico, bensì per un atto di gratitudine da cui scaturisce un dovere morale che è di tutti verso tutti e travalica le generazioni.....

02 dicembre 2013

AL GORE:CREDI NELLA FORZA DELLA TUA VOCE......"BELIEVE IN THE POWER OF YOUR VOICE" .

 
Tratto da  THE CLIMATE REALITY PROJET  _________________________________
 Credi nella forza della tua voce ,più rumore fai, più responsabilità  esigi dai tuoi leaders (politici ed istituzionali), più il nostro mondo cambierà in meglio.
AL GORE
THE CLIMATE REALITY PROJET
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I veri scienziati non guardano le tendenze a breve termine per rendere il giudizio sul cambiamento climatico.  Guardano i dati a lungo termine per fare le loro valutazioni. Prima di  considerazioni affrettate , leggi i fatti da veri scienziati. Aiutaci poi a diffondere la verità  con Reality Drop.

http://bit.ly/1aTM3uu



Questo è un  GRANDE passo avanti : L'EPA ha annunciato nuove politiche che garantiscano che  le future centrali  non possono scaricare una quantità illimitata di inquinamento da anidride carbonica nell'aria.
"Da ora in poi, le   centrali elettriche  a  carbone e  a gas  che verranno costruite in futuro devono assumersi la responsabilità del  riscaldamento globale indotto dal   loro inquinamento  riducendo o catturando le loro emissioni complessive."
  - Al Gore
Read on: http://bit.ly/15cE8BK



Triste a dirsi la fatina dei denti non esiste, ma più triste per dire che ci sono organizzazioni potenti che vogliono farci credere che  il carbone sia  "pulito.


            Importante invece ricordare che 


OGNI 4 MINUTI UN NUOVO SISTEMA AD ENERGIA SOLARE E' INSTALLATO IN USA.

PALE EOLICHE:ADESSO NEGLI USA VIENE GENERATA DAL VENTO ABBASTANZA ELETRICITA' PER CIRCA  15 MILIONI DI CASE.
BARAK OBAMA .


 Noi di Uniti per la Salute sono anni che,nel nostro piccolo , mettiamo in pratica il  messaggio del Vice Presidente  Al Gore ,che ringraziamo per il suo grande contributo alla lotta globale contro i cambiamenti climatici.

Noi  non siamo per le  considerazioni affrettate: siamo  consapevoli che il cambiamento debba anche  partire dal basso,crediamo nella forza della conoscienza  ,abbiamo letto    studi di importanti medici e scienziati , esigiamo più responsabilità e controlli  dalle  istituzioni preposte , 
  e confidiamo che con il contributo di tutti  il nostro mondo possa cambiare  in meglio.

06 agosto 2011

Sierra Club :Agire ora per andare oltre il carbone.....



L'OBBIETTIVO PRINCIPALE del SIERRA CLUB E' ANCHE IL NOSTRO
:
Agire ora per andare oltre il carbone

In America cittadini che come noi lottano per un mondo più sostenibile
Tratto da
"Sierra Club.org"

ACT NOW! Passiamo OLTRE CARBONE

In tutto il paese, un movimento è in crescita per costruire un futuro di energia pulita.
Città per città, le persone si stanno unendo per dire "no" a energia sporca. Unisciti alla causa.

La campagna venuta dal basso per andare oltre il carbone ha visto una profusione di sostegno e di vittorie che nessuno credeva possibile solo pochi anni fa.

Centinaia di migliaia di persone in tutto il paese, parlando con i loro vicini, i leader della comunità, i media e, soprattutto, i decisori politici , hanno fermato con successo oltre 150 centrali a carbone fino ad oggi! Ma con 500 centrali a carbone ancora in funzione,che vomitano inquinamento mortale, noi abbiamo il nostro bel da fare ,noi che abbiamo creato il movimento cittadino che si prodiga per spegnere il carbone e creare un futuro di energia pulita.

Agire a livello nazionale: Dillo al presidente Obama per ripulire la nostra aria ora »

Agire localmente: Partecipa nella tua comunità per fermare carbone »

ENERGIA SOLARE E DEL VENTO SONO DISPONIBILI

Iowa produce già il 20 per cento della sua energia dal vento, e il Texas ha abbastanza turbine eoliche installate per dare energia a 2 milioni di famiglie. L'industria solare sta vivendo una crescita enorme e mentre l'industria cresce, il prezzo del solare diventa più conveniente. Cosa c'è di più veloce da costruire e installare dell' energia solare ed eolica . Un nuovo impianto solare può essere pronto in mesi, piuttosto che i molti anni che sono necessari per un impianto a carbone.
Altro su energia verde

SI POSSONO CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO CON ENERGIA PULITA

L'industria eolica conta già più persone negli Stati Uniti che l'industria carboniera, anche se attualmente otteniamo molto meno della nostra energia dal vento che da carbone. E migliaia di nuovi posti di lavoro saranno creati per le modifiche per rendere le case più efficienti di quelli esistenti - lavori che non possono essere esternalizzati all'estero.
Di più su posti di lavoro verdi

L' EFFICIENZA ENERGETICA E ' la più conveniente RISORSA di energia pulita

L'Uso dell'energia negli edifici rappresenta la maggiore fonte di emissioni di gas serra degli Stati Uniti - gli edifici consumano il 77 per cento dell'energia elettrica generata dalle centrali elettriche statunitensi. Con la creazione di edifici più verdi e riqualificazione di edifici esistenti, siamo in grado di ridurre notevolmente la domanda di energia, creando migliaia di nuovi posti di lavoro.
di più su efficienza energetica

SOLARE PER COPRIRE I TETTI

Il Sierra Club lancia un'idea innovativa con nuove partnership per contribuire a rendere l'energia solare facile e conveniente per le famiglie americane. Attraverso la nostra ollaborazione con Sungevity e SunRun, i proprietari di abitazione possono registrarsi per un nuovo programma per ottenere pannelli solari sul proprio tetto con risparmio sulle bollette energetiche, per facilitare il passaggio all'energia pulita.
Di più sul tetto solare

La verità sul carbone sporco

Il Carbone danneggia le comunità e la salute pubblica in ogni fase del suo utilizzo - dalle miniere di carbone ,alla combustione allo stoccaggio dei rifiuti tossici .



Le centrali a carbone sono la 1° fonte di inquinamento MERCURIO IN USA

La Combustione del carbone produce emissioni di mercurio tossico che piove sui fiumi e torrenti e contamina i pesci. L'inquinamento continua poi la sua strada nel nostro corpo quando si mangia il pesce. Il mercurio è particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza e bambini piccoli perché è una potente neurotossina che può danneggiare il cervello e il sistema nervoso - causando problemi di sviluppo e di apprendimento.
Di più su mercurio

CARBONE, SMOG, E ASMA

Negli Stati Uniti, 1 su 10 bambini soffre di asma. E 'il numero uno delle malattie che fa rimanere i bambini a casa dalla scuola . Ogni anno, l'inquinamento del carbone provoca 12.000 visite al pronto soccorso e 100 miliardi di dollari i costi sanitari. La metà delle famiglie americane vivono in luoghi con aria non sicura. L'inquinamento da centrali a carbone di grande potenza crea smog, che può causare difficoltà dolore al petto, tosse e probemi respiratori. Lo smog può causare malattie quali bronchite, enfisema e asma o addirittura fatali.
Di più su effetti sulla salute

CARBONE ceneri tossiche

Quando il carbone viene bruciato si lascia alle spalle cenere rifiuti tossici. Questi rifiuti vengono scaricati in migliaia di siti a livello nazionale e spesso conservati in cave a cielo aperto, dove può versare o infiltrarsi nel terreno e contaminare l'acqua potabile. Vivere vicino a una discarica di cenere provenienti dalla combustione del carbone può essere peggiore per la salute bambini che fumare un pacchetto di sigarette al giorno.....

Di più su ceneri di carbone

E se non bastano per gli amministratori ed i cittadini altre informazioni sulle problematiche delle centrali a carbone nei prossimi post(oltre che in quelli precedenti sul nostro blog e su nocoke.org) o direttamete sul sito del "Sierra Club"su"Sierra Club.org".

16 febbraio 2011

1)Il vero golpe è quello contro l’ambiente e la salute 2)Obama: 8 mld per l’energia pulita nel bilancio 2012

ITALIA

Tratto da TERRA

Il vero golpe è quello contro l’ambiente e la salute
Antonio Faggioli (Isde medici per l'Ambiente)
LA DENUNCIA. La strategia della prevenzione primaria per la promozione e la tutela del binomio ambiente-salute è in pericolo. Si vuole modificare l’art. 41 della Costituzione, che già sancisce la libertà dell’iniziativa economica sopprimendo il comma 2: “Non può svolgersi (l’iniziativa economica privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recar danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, e il comma 3 (“La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali”).
Tra i fini sociali si mettono in discussione beni comuni quali l’ambiente e la salute.La modifica dell’art. 41 intende attribuire valore di legge a quanto anticipato dal Piano Nazionale Prevenzione 2010-2012: il controllo “… non deve essere preliminare (ex ante), ma su attività già in esercizio per verificare se sono applicate o meno e con quale efficacia le procedure di autocontrollo”; “Il processo programmatorio si inverte; le scelte non sono più dettate dal criterio prima ciò che è previsto dalla legge e poi il resto nel tempo che eventualmente rimane, ma prima ciò che è necessario ed efficace”.

Si sopprime il controllo preventivo ex ante di competenza della Pubblica Amministrazione, l’unica azione dimostrata efficace per combattere le malattie cronico degenerative attribuibili ai rischi ambientali. Ma c’è di peggio: tale controllo, sottratto alla Pubblica Amministrazione, risulta già attribuito a soggetti privati, le Agenzie per le Imprese, secondo la legge n. 133/2008, art. 38: “L’attestazione di sussistenza dei requisiti di legge per l’esercizio di attività di impresa può essere affidata a soggetti privati accreditati - Agenzie per le Imprese - che, in caso di istruttoria positiva, rilasciano dichiarazione di conformità che costituisce titolo autorizzatorio all’esercizio”. Inoltre, il Dpr. N. 159/2010: sono soggetti privati accreditati le Associazioni di categoria (artigiani, agricoltori, commercianti); Associazioni imprenditoriali, Sindacati, Organi tecnici di valutazione di conformità di progetti e opere; Studi associati o associazioni di professionisti iscritti ad albi.

Sono loro attribuite le seguenti funzioni: attività istruttoria; attività di autorizzazione; dichiarazione di conformità per autorizzazione all’esercizio dell’attività; referenti unici per tutte le pratiche amministrative relative alle attività produttive.
La Pubblica Amministrazione sarà totalmente esautorata dalla tutela degli interessi comuni in materia di ambiente e salute. Gli interessi economici prevarranno su quelli di ambiente e salute. I controllati saranno anche i controllori. Terra, nei prossimi giorni, continuerà ad approfondire il tema di questo pericoloso

"golpe ambientale "
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USA

Dalla Casa Bianca 8 mld per l’energia pulita nel bilancio 2012

Per contribuire a finanziare le iniziative energetiche, la Casa Bianca chiede al Congresso di abrogare le sovvenzioni da 3,6 miliardi di dollari attualmente concesse al petrolio, gas naturale e carbone

(Rinnovabili.it)Dopo i “buoni propositi” esposti nel discorso annuale allo Congresso, il presidente Barack Obama passa all’azione presentando il bilancio 2012. La manovra della Casa Bianca, 3.700 miliardi di dollari complessivi, non sfodera grandi sorprese e si concentra soprattutto sulla riduzione della spesa pubblica nel breve termine a favore invece di importanti investimenti sui quei settori che rinvigoriranno la competitività statunitense: ricerca, infrastrutture e istruzione. Se l’obiettivo generale riportato nel documento è quello di venire a capo prossimi 10 anni di un deficit di 1.100 miliardi di dollari, per farlo l’amministrazione USA ricorrerà anche ad un ambizioso piano energetico in cui le sovvenzioni per le risorse verdi saranno controbilanciate dai progressivi tagli ai combustibili fossili.
Nel dettaglio la finanziaria prevede 29,5 miliardi dollari in dotazione al Dipartimento dell’Energia in crescita del 4,2% rispetto alla proposta di bilancio 2011 e fino il 12% sul 2010 – di cui 8 miliardi esplicitamente dedicati alla ricerca nel campo del fotovoltaico avanzato, dell’eolico e dei sistemi di stoccaggio.

Per contribuire a finanziare le iniziative energetiche, la Casa Bianca chiede al Congresso di abrogare le sovvenzioni da 3,6 miliardi di dollari attualmente concesse al petrolio, gas naturale e carbone, una mossa che andrebbe a liberare in dieci anni 46,2 miliardi dollari ma che molto probabilmente incontrerà una dura opposizione sul fronte repubblicano, preoccupato di veder così danneggiata un’economia ora quanto mai fragile...

Mossa non senza complicazioni ma che lo stesso direttore dell’Agenzia ambientale, Lisa Jackson, ha commentato con fiducia “Milioni di famiglie stanno riducendo e spendendo meno e ci si aspetta lo stesso buon senso fiscale dal proprio governo.

Ecco perché questo bilancio riflette scelte difficili ma necessarie per la salute a breve e lungo termine delle finanze pubbliche del nostro Paese e permette all’EPA di mantenere il suo ruolo fondamentale nella protezione della salute umana e dell’ambiente”.

Leggi l'articolo integrale

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BULGARIA


Un'altra termo elettrocentrale di Kovachki sta per chiudere

Ancora un’altra termo elettrocentrale (TEZ) a carbone dell’imprenditore Hristo Kovachki potrebbe essere chiusa entro la fine dell'anno, ha riportato BTV.


TEZ “Maritsa 3” di Dimitrovgrad è la terza centrale dell’imprenditore dopo “Brikel” e “Bobov Dol”, che è minacciata di chiusura a causa della mancanza di impianti di desolforazione. Questo succederà se entro il 21 febbraio dalla centrale “Maritsa 3” non provano di poter assicurare i circa 65 milioni di euro per l'acquisto degli impianti di depurazione dello zolfo. La licenza decennale per la produzione di energia elettrica, in una delle più antiche centrali a carbone nel paese, scade il 14 febbraio
"e se non saranno rispettate le norme ambientali non sarà rinnovata. "

L'azienda è una delle centrali termiche fra le più grandi del paese in quanto ad inquinamento, che ha ricevuto una quota gratis da Bruxelles affinché siano installate le necessari attrezzature per il trattamento dei fumi. Nel mese di settembre si esauriranno le 2.500 ore restanti all'impianto per un totale consentito dalla UE di 20.000 ore.

"Non abbiamo alcun accordo con Maritza 3" e chiaramente abbiamo dato loro di capire che, dopo la scadenza delle ore di lavoro consentite, si devono fermare", ha detto il vice ministro dell'ambiente e delle acque, Evdokia Maneva.
Ha spiegato che l'impianto potrà essere nuovamente operativo dopo l'entrata in funzione degli impianti di depurazione di zolfo. Non sarà fatto alcuna concessione alla società nel modo in cui è stato fatto per “Brikel” perché non sono così interessati gli strati sociali.


24 maggio 2010

Come ti 'socializzo' i danni da petrolio e da nucleare/Una nuova Ground Zero nel mare della Louisiana

Tratto da "Qualenergia"

Come ti 'socializzo' i danni da petrolio e da nucleare

Per il disastro lungo le coste della Louisiana, BP pagherà una cifra irrisoria rispetto al danno provocato, il resto sarà a carico dei contribuenti. L'industria del petrolio, come quella dell'atomo, non potrebbe esistere senza scaricare i rischi sul pubblico

Il petrolio come il nucleare: se le rispettive industrie dovessero essere tenute a rispondere degli eventuali danni provocati non potrebbero esistere in un mercato liberalizzato. Ecco che, come capita nel nostro sistema economico di stampo liberista, ma solo a metà, si socializzano costi ambientali e perdite economiche, mentre i profitti restano privati. Nasce dal disastro della piattaforma BP nel Golfo del Messico una riflessione sull’economia delle fonti sporche che questa settimana vediamo sviluppata da diversi editorialisti di matrice ambientalista.

Al momento, come sappiamo, per i danni enormi provocati dal greggio che continua a fuoriuscire e che ha raggiunto le coste della Louisiana, BP sarà tenuta a pagare solo 75 milioni di dollari, il tetto massimo di risarcimento per le compagnie petrolifere per la legge Usa. “Una cifra che secondo ogni calcolo coprirebbe a stento i danni causati nella sola prima ora dalla perdita”, commenta Harvey Wasserman su The Huffington Post.
I tentativi in questi giorni di innalzare il risarcimento massimo a carico dei petrolieri, portandolo a 10 miliardi di dollari, d’altra parte, sono stati bloccati da senatori repubblicani al soldo delle compagnie (Lisa Murkowski (R-Alaska) finanziata dall’industria del petrolio e del gas per 225 ila dollari negli ultimi 5 anni e James Inhofe (R-Oklahoma), pagato 564mila dollari.

L’argomento principale contro l’innalzamento dei risarcimenti è che questo avrebbe spinto le compagnie più piccole fuori dal mercato delle trivellazioni off-shore.
“Ma se non possono permettersi di assicurarsi contro un danno che possono provocare, perché dovrebbe essere permesso loro di trivellare?”, si chiede David Roberts su Grist.org. L’opposizione all’innalzamento a 10 miliardi del tetto, anch'essa una cifra insufficiente a risarcire dei danni che si stanno verificando in Louisiana – continua - fa capire che neanche i grandi come BP sarebbero in grado di pagare per i disastri che possono provocare.
Il rischio potenziale nelle trivellazioni off-shore è infatti così grande che nessuna compagnia privata potrebbe assumerselo. Allora ecco che arrivano in soccorso i soldi dei contribuenti, come si verificherà per quelli americani a causa della marea nera del Golfo del Messico.
Altra industria che non potrebbe sopravvivere senza socializzare i possibili rischi è quella nucleare. In India per far costruire nuove centrali si sta spingendo per una legge che deresponsabilizza i costruttori e fissa un risarcimento massimo di 450 milioni di dollari (Qualenergia.it, Il nucleare? Una catastrofe economica); negli Usa la cifra massima che le aziende devono pagare in caso incidente è di 11 miliardi di dollari. Non occorre dilungarsi per capire che si parla di somme irrisorie rispetto ai possibili danni di un incidente nucleare: Chernobyl, secondolo studio pubblicato a dicembre scorso dalla New York Academy of Sciences, ha fatto 985mila morti (ma da qui al 2056 dovremmo attendercene altri centinaia di migliaia, per la sola Italia la stima è di circa tremila) e solo in Bielorussia e in Ucraina si sono avuti danni per 500 miliardi di dollari.

Un’industria con rischi tali evidentemente non può farsene carico da sola come dovrebbe avvenire in una situazione di libero mercato, e così governi e industria si accordano per scaricare i rischi sul pubblico. “C’è un nome per i sistemi politici in cui governo e industria si accordano per far guadagnare i detentori del capitale a spese del pubblico: corporativismo”, denuncia Roberts su Grist.org. E continua citando Amory Lovins e la sua visione di un sistema basato su fonti rinnovabili e generazione distribuita come opposto ad uno, quello che ha per protagonisti fossili e nucleare, costruito su di una visione gigantistica e centralistica della produzione di energia.

“Il rischio di perdite (di petrolio, ndr) catastrofiche non può essere eliminato, e non può essere sostenuto tramite polizze assicurative dell’industria privata. È parte integrante del modello che sia il pubblico a farsi carico dei rischi.
Un sistema basato sulle rinnovabili, al contrario, è esente da tali rischi. È più garantito a fronte di imprevisti mentre rischi e ricompense sono interamente a carico degli attori privati in un mercato competitivo. In ultima analisi è più democratico: non distribuisce solo la produzione di energia, distribuisce anche il potere socio-economico.”
Ma, conclude “anche se (il modello basato su rinnovabili e generazione distribuita, ndr) porta più benefici alla società, il gigantismo è più prezioso per le élites politiche ed economiche.
Concentra il potere energetico nelle loro mani”.
Niente di nuovo sotto il sole, ma è sempre bene ricordarlo.


GM


21 maggio 2010
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Leggi anche dalla Repubblica
CATASTROFE

Una nuova Ground Zero
nel mare della Louisiana


Il 20 maggio, compimento del primo mese dal "Ground Zero" sottomarino, le autorità tentano una manovra disperata. Si affidano al grande padre, non a quello nei cieli, ma sulla terra al vecchio fiume Mississippi. Spalancano le dighe, le chiuse, abbattono gli argini che da un secolo strizzano il grande fiume e ne costringono il corso, sperando che l'acqua dolce spinga lontana l'acqua di mare portatrice di morte, acqua per spegnare l'acqua, ma anche su funzionasse, sarebbe un palliativo, se l'emorragia di greggio non fosse fermata.
Su una cosa soltanto sono tutti d'accordo: questa potrebbe essere, e forse già è, il più grande disastro che si sia abbattuto sugli Stati Uniti, qualcosa i cui effetti sulla biosfera, esseri umani inclusi, nessuno, a 33 giorni dall'Ora Zero, può calcolare.
E una marea, uno tsunami di querele e di cause per danni aleggia sopra il Golfo, pronta ad abbattersi come quei cicloni tropicali che ormai la stagione estiva avvicina, tanto per aggiungere tempeste naturali a quelle artificiali.
La vendetta della Terra e del petrolio è sempre lunga e terribile.
Poco prima dell'esplosione il 20 aprile, gli studiosi dell'agenzia oceanografica nazionale, la NOAA, avevano riesaminato le sabbie e i ciottoli del golfo del principe Williams in Alaska. Il petrolio, 21 anni dopo, c'e ancora. "Se una nazione straniera stesse facendo quello che la perdita di petrolio sta provocando alla nostra frontiera del Sud - dice il disperato governatore Jindal - le avremmo già dichiarato guerra".
La guerra c'è, e la sta vincendo il mare nero.
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Tratto da "La stampa"
Marea nera, stretta sulle trivellazioni
Ora si muove anche Erin Brockovich
.....Il presidente Obama ha accentuato oggi i toni di accusa nei confronti della BP e delle altre compagnie responsabili dell’ inquinamento. «Continueremo a considerare queste compagnie responsabili non solo per informazioni trasparenti sulle circostanze dell’incidente - ha detto oggi Obama - ma anche per tutte le spese legate al blocco del flusso inquinante, alla eliminazione dell’inquinamento, al rimborso dei danni provocati». ....
Il presidente Usa ha puntato il dito non solo contro le compagnie petrolifere coinvolte nel disastro ma anche contro i rapporti ambigui esistenti a Washington «tra le compagnie petrolifere e le agenzie federali chiamate a regolare la loro attività»....
Nel disastro è entrata anche in scena Erin Brokovich, l’assistente legale diventata famosa per la sua campagna vittoriosa in California contro una compagnia responsabile di inquinare le falde acquifere con sostanze chimiche dannose per la salute (Julia Roberts vinse un Oscar interpretando in un film la intrepida Erin). La Brokovich, patrocinata da uno studio legale, si è recata a Pensacola (in Florida) per convincere pescatori, operatori turistici ed altre potenziali vittime della marea nera a servirsi dei loro avvocati per fare causa alla Bp.
La marea non è ancora arrivata in Florida ma gli esperti non hanno dubbi: arriverà, è solo una questione di tempo.