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11 settembre 2020
WWF e ITALIA NOSTRA : A VADO LIGURE ANCORA UNA DISCARICA?
27 gennaio 2013
ENEL.Il colosso energetico sotto processo
ENEL.Il colosso energetico sotto processo
E' iniziato giovedì 24 gennaio il processo a dieci funzionari Enel per disastro ambientale. Le associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf e Greenpeace si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Ceruti (foto a lato), Malaspina e Guasti. La prossima udienza è fissata per il 6 giugno
Rovigo - Nell’ambito dell’indagine a carico di alcuni vertici di Enel produzione, giovedì 24 gennaio si è tenuta, dinanzi al tribunale di Rovigo in composizione collegiale presieduto da Nicoletta Stefanutti, l'udienza del processo a 10 funzionari Enel accusati di disastro doloso e disastro ambientale per l'omessa installazione di apparecchi presso la centrale di Porto Tolle, durante il funzionamento ad olio combustibile, diretti a prevenire un disastro consistente nel deterioramento dell'ambiente circostante e nell'aumento delle malattie respiratorie nei bambini, accertato da uno studio dell'Istituto nazionale tumori di Milano, organismo autorevole.
“Auspichiamo – afferma Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - che per tale data si sia già composto un nuovo collegio di magistrati in grado di seguire questo processo storico in cui si ipotizza un aumento delle malattie ai danni della popolazione infantile conseguenti alle emissioni di una centrale termoelettrica”.
Greenpeace entra in azione a Genova, consegnate le “vere” bollette: “Enel deve miliardi di euro al Paese”
Genova. Greenpeace è entrata in azione a Genova, dove i volontari del Gruppo locale hanno recapitato nelle case le “vere” bollette Enel realizzate da Greenpeace, che mostrano ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari – la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano.
“Il danno economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questione: le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni al clima e all’ambiente enormi. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management......
“Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani. È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente”, spiegano.
Leggi l'articolo integrale
Tratto da Ecologia guidone.it
Carbone: Greenpeace fa recapitare centomila bollette sporche di Enel
Greenpeace al fine di sensibilizzare i cittadini sui danni causati dall’uso del carbone nella produzione elettrica, visto che rappresenta la fonte più dannosa per il clima e non solo, ha deciso di far recapitare centomila ‘bollette sporche’, sporche di carbone.
Infatti, queste bollette mostrano ai cittadini il reale costo, sia in termini economici che sanitari, che una produzione elettrica a carbone implica, prendendo a riferimento il principale gruppo energetico del paese, ovvero Enel, di cui lo Stato è il principale azionista.
Forse proprio per questo motivo Greenpeace ha deciso di far recapitare tali bollette anche presso le sedi di partito e comitati attivi in queste settimane di campagna elettorale, dal momento che bisogna fare al più presto qualcosa per fermare l’uso del carbone e i suoi effetti dannosi.
08 agosto 2012
RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE
Si tratta di un passaggio importante nella storia riguardante i diritti alla salute e alla vita della cittadinanza savonese, creando formalmente un gruppo di organizzazioni ampio ed eterogeneo di lotta per un futuro migliore per le prossime generazioni delle nostre comunità e del paese intero.
contro l'ampliamento a carbone della Centrale di
Vado Quiliano e a favore di un'economia libera dall'inquinamento da
carbone.

20 aprile 2012
Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle.Si decide il 22 Maggio
Tratto da Il Sole 24 ore
Porto Tolle, si decide il 22 maggio
Slitta di un altro mese la decisione sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. E si allunga, ma senza che si arrivi a sostanziali svolte, la lunga serie di sentenze sul progetto. Per la svolta bisognerà però aspettare il 22 maggio. Ieri la Sesta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giorgio Giovannini, ha respinto per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato che il 17 maggio 2011 (si veda Il Sole 24 Ore del 14 aprile) ha dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che aveva dato il via libera alla compatibilità ambientale del progetto....
Bisognerà però aspettare il 22 maggio, la data in cui il Consiglio di Stato ha fissato la nuova Camera di consiglio.
Leggi l'articolo integrale su Il Sole 24 ore
Leggi anche su Borsa Italiana
Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle
Leggi tutto su Borsa Italiana
10 marzo 2012
L'Enel congela il progetto Porto Tolle........E allora chi può dirlo, magari Porto Tolle goodbye.
Leggi su "Il Sole 24ORE"
L'Enel congela il progetto Porto Tolle
di Cristina CasadeiWhere is Porto Tolle? La geografia dice che è un comune veneto, in provincia di Rovigo. Enel che è la sede di un suo grande progetto che prevederebbe un investimento da 2,5 miliardi di euro e mille posti di lavoro, a regime.Però, nel piano 2012-2016 che prevede investimenti di Enel in Italia per oltre 7 miliardi di euro non c'è più traccia di un budget per la conversione della centrale, il cui iter autorizzativo è iniziato nel lontano 2005. E, dopo 7 anni, non è ancora concluso: Enel è infatti in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente, il 13 aprile. «Spero che questo sia un buon momento per cambiare – auspica l'a.d. e d.g. di Enel, Fulvio Conti –. Abbiamo tanti progetti nel paese, l'esempio per tutti è Porto Tolle dove viaggiamo tra alti e bassi con interventi di diversi livelli di amministrazione». Tutto questo rende «particolarmente difficile programmare il lavoro». E pianificare ulteriori investimenti, dopo che sono già stati spesi oltre 50 milioni di euro, secondo quanto
risulta al Sole 24 Ore. Le previsioni di budget così scontano questo scenario e congelano Porto Tolle. Rimasta fuori dal piano 2012-2016.
.................
«L'iter autorizzativo è partito a maggio 2005 con la richiesta del rilascio del parere di compatibilità ambientale (VIA) e dell'autorizzazione alla conversione ed esercizio della centrale.
Il ministero dell'Ambiente e quello dei Beni culturali hanno impiegato 1.515 giorni, oltre 4 anni insomma, rilasciando nel luglio 2009 il decreto VIA, propedeutico al successivo decreto autorizzativo del ministero dello Sviluppo economico». Il ministero dello Sviluppo economico, una volta ricevuto il VIA convoca la Conferenza dei Servizi in cui vengono coinvolte tutte le amministrazioni, centrali e locali, interessate dal progetto: «La conferenza dà un parere positivo», dice Luzzio. Ma nel settembre del 2009 alcune associazioni ....... tra cui Wwf, Greenpeace, Italia Nostra e altre – fanno ricorso al Tar per l'annullamento del Decreto Via. A questo punto il Mise ha dovuto attendere l'esito del ricorso. La sentenza del Tar nel giugno del 2010 però, respinge i ricorsi e conferma il Decreto Via e a quel punto, in luglio, il Mise convoca la Conferenza dei servizi finale. Però in novembre del 2010 c'è l'appello delle associazioni al Consilio di Stato sulla sentenza del Tar che ripropone sostanzialmente gli stessi temi. Nel gennaio del 2011 intanto arriva il decreto autorizzativo del ministero dello Sviluppo economico, ma sei mesi dopo il Consiglio di Stato accoglie l'app
ello proposto dalle associazioni e annulla il
Decreto Via. Limitatamente a due punti: l'applicazione dell'articolo 30 della Legge del Parco del Delta del Po e poi la richiesta di esplicitare "le ragioni di tipo tecnico" che giustificano limiti di emissioni di monossido di carbonio rispetto ai valori espressi in base alle migliori tecnologie disponibili. A questo punto il ministero dell'Ambiente lo scorso agosto riapre la procedura di VIA per sanare i due punti censurati dalla sentenza del Consiglio di Stato. Nel frattempo la Regione Veneto «con grande efficienza ha modificato la norma regionale che dovrebbe consentire di superare il problema», spiega Luzzio.
E adesso? Il passaggio fondamentale di questa complessa vicenda, ....... sarà il pronunciamento del Consiglio di Stato del prossimo 13 aprile sulla ottemperanza da parte del Ministero dell'Ambiente alla sentenza: nel caso in cui si pronunciasse prendendo atto di questa nuova normativa regionale, la procedura potrebbe concludersi in tempi non lunghi. Nel caso in cui, invece, dovesse pronunciarsi per una riapertura di tutto l'iter, allora questo significherebbe ritornare a maggio del 2005. Sette anni e oltre 50 milioni di euro gettati al vento.
06 novembre 2011
CODE BLAK CODICE NERO: ASSALTO DEL CARBONE
IL SOTTOSTANTE DOCUMENTO E' TRATTO DAL SITO AMERICANO:
MEDICI PER LA RESPONSABILITA' SOCIALE
Tratto da Physicians for responsability
CODE BLAK
CODICE NERO:
Assalto del carbone
Le Centrali a carbone di grande potenza sono le principali colpevoli del riscaldamento globale negli Stati Uniti, poichè rappresentano oltre il 30 per cento delle emissioni di anidride carbonica della nostra nazione .Le centrali a carbone sono anche una delle maggiori fonti della nazione di inquinanti atmosferici nocivi per la salute cardiovascolare e respiratoria e minacciano il sano sviluppo dei bambini.
PSR chiede alla comunità medica e alla sanità pubblica di contribuire ad arginare la marea di costruzione di centrali carbone in tutto il paese. Data la minaccia chiara e crescente per la salute pubblica che rappresentano queste industrie energetiche , medici, infermieri e altri operatori sanitari devono lavorare per fermare questa pericolosa a livello nazionale "corsa carbone".
Fino a quando le compagnie energetiche non accetteranno di installare più efficaci tecnologie di controllo dell'inquinamento dell'aria, e fino a quando i nuovi impianti non saranno in grado di catturare e sequestrare le emissioni di CO2, una moratoria sulle nuove centrali alimentate a carbone deve essere promulgata.
Insieme, possiamo costruire un futuro energetico più sano, un futuro in
cui viene soddisfatta la domanda di energia non da carburanti fossili
sporchi, ma invece da una combinazione di conservazione, ed efficienza veramente pulite, con fonti di energia rinnovabili come l'eolico ed il
solare. Un serio colpevole del Global Warming
All'interno del settore dell'energia elettrica, le emissioni di CO2 prodotte dalle centrali a carbone di energia elettrica costituiscono quasi il 80 per cento delle emissioni totali, ma la quota di produzione di energia elettrica da carbone è solo il 50 per cento. Questa impronta di carbonio sproporzionato è dovuto all' alto contenuto di carbonio del carbone rispetto agli altri combustibili fossili come il gas naturale. Senza la capacità di catturare e memorizzare in modo sicuro di CO2, le emissioni della flotta di nuove centrali a carbone proposto in tutto il paese renderà virtualmente impossibile evitare i peggiori impatti del riscaldamento globale.Come aumenteranno le temperature globali, la salute pubblica ne soffrirà a causa di ondate di calore maggiore, le tempeste diventeranno più violente, l'inquinamento atmosferico peggiorerà.... L'innalzamento del livello del mare disturberà gravemente la vita degli oltre 150 milioni di residenti negli Stati Uniti che vivono nei pressi delle città costiere della nostra nazione e città. In tutti gli Stati Uniti, gli individui più poveri e più vulnerabili quelli meno in grado di adattarsi saranno colpiti in modo sproporzionato;le infrastrutture sanitarie degli Stati Uniti saranno oberate dagli impatti del riscaldamento globale.
LE CENTRALI A CARBONE :"DIRTY AIR"
Oltre a massicce emissioni di CO2, la combustione del carbone produce un gran numero di inquinanti atmosferici nocivi. Ogni anno, l'inquinamento da polveri sottili emesse da centrali a carbone provoca centinaia di migliaia di attacchi di asma e causa decine di migliaia di ricoveri ospedalieri, attacchi di cuore e morti premature. Le emissioni di ossido di azoto contribuiscono alla formazione dell'ozono troposferico, o smog, che è associato con attacchi d'asma, asma di nuova insorgenza, attacchi di cuore e dolore da angina.
Le centrali elettriche a carbone sono anche la più grande fonte di emissioni di mercurio nelle donne statunitensi in gravidanza ed i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici del mercurio, l'esposizione alla quale si verifica principalmente dal consumo di pesce contaminato. Ben 600.000 bambini nascono ogni anno con livelli pericolosi di mercurio nei loro corpi, mettendoli a grande rischio per la disabilità dello sviluppo. Questo è soprattutto per quanto riguarda data la crescente incidenza di autismo e altri problemi neurologici nei bambini degli Stati Uniti.
Tratto da Physicians for Responsability
Stati Unit
1. Scopri con noi l'impatto del carbone sulla salute e sul pianeta.
Physicians for Social Responsibility (PSR) prende questo attacco alla salute dell'America con la massima serietà. Codice Nero è il programma PSR per informare gli operatori sanitari sulle molteplici minacce che il carbone comporta per la salute pubblica, e per aiutare gli operatori sanitari ad intensificare gli sforzi locali per contrastare e sconfiggere l'approvazione o la concessione di licenze per nuovi impianti a carbone.
2. Prendi posizione per garantire che le nostre comunità siano al sicuro .
Il popolo americano si rivolga a medici ed infermieri per ottenere informazioni affidabili su questioni di salute e sicurezza. Usa la fiducia ed il rispetto per garantire una leadership positiva, insistendo perchè le fonti energetiche siano sicure e sane.
3. Mobilitare la comunità medica per prevenire il riscaldamento globale e rischi per la salute causati dal carbone.
ED ANCHE SU QUELLA DELL' ITALIA......
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Il sottostante documento, ve ne consigiamo la lettura, è tratto invece da
ITALIA NOSTRA onlus
26 agosto 2011
1)Tirreno Power, non ci sono più scuse 2)Legambiente con Italia Nostra : chiudere i gruppi a carbone3)Incendio a Civitavecchia nella centrale
Tratto da Savona News
Tirreno Power, non ci sono più scuse: ora e' tutto nelle mani dei sindaci Caviglia e Ferrando
In esclusiva assoluta, il documento del Sindaco di Civitavecchia che ha prescritto e ottenuto la chiusura immediata e la dismissione della locale centrale a carbone Tirreno Power. Basta presentare un documento analogo sia in merito alla valutazione AIA, ma anche in merito alla Conferenza dei Servizi. Ora vediamo se la legge per qualcuno è più uguale che per altri
Ubik: "La fine delle sofferenze della cittadinanza savonese, dopo 40 anni di inquinamento e tumori, menzogne e ricatti, è finalmente a portata di mano dei Sindaci dei Comuni di Vado e Quiliano, in quanto Primi Responsabili (anche penalmente) della tutela della Salute pubblica.
Basta presentare un documento analogo sia in merito alla valutazione AIA, ma anche in merito alla Conferenza dei Servizi.
Attendiamo con fiducia che i Sindaci dei due Comuni compiano questo atto, ormai dovuto e non più differibile.
Il Sindaco di Civitavecchia ha prescritto la chiusura della centrale a carbone per “contemporanea e consolidata presenza di rilevanti fattori di pressione ambientale”, perché “non è possibile escludere che tali emissioni abbiano comportato un impatto sulla salute umana”, per “lo stato di sofferenza sanitaria della popolazione, registrato da diverse indagini epidemiologiche”, perché “le decisioni strategiche rispetto ai piani di riconversione energetica devono tener conto dello stato di salute della popolazione residente”, perché l’assegnazione, per i primi due anni di vigenza dell’AIA, di limiti di inquinamento sensibilmente superiori “avrebbe l’effetto di esporre, per un lasso di tempo considerevole, la popolazione a livelli di emissioni”, che inducono “nel sottoscritto Sindaco ulteriori legittimi timori in relazione alla salvaguardia della salute pubblica”, Sindaco che ritiene quindi di “dover adottare un idoneo provvedimento al fine di prevenire ed impedire il danno e il pericolo che le suddette emissioni potrebbero arrecare alla salute pubblica”.
Il documento in formato .pdf è scaricabile QUI.
Leggi l'articolo integrale su Savona News
Leggi anche su Ecoblog
Carbone: bocciata Torre Valdaliga sud..
Il gruppo inattivo della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga sud a Civitavecchia non verrà riattivato e convertito a carbone. Sembrerebbe questo il destino dell’impianto in seguito alla conferenza dei servizi di ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente. Sul tavolo c’era la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per il nuovo gruppo a carbone che, molto probabilmente, non arriverà mai. Lo si deduce da un comunicato stampa diffuso dal Movimento per la Difesa del Cittadino di Civitavecchia in cui si afferma che la Commissione Aia ha accettato le prescrizioni avanzate dal sindaco della città, Gianni Moscherini. Tirreno Power, quindi, difficilmente riuscirà a portare avanti il suo progetto.
Il Movimento per la Difesa del Cittadino, inoltre, riporta le opinioni di un altro sindaco, quello di Tarquinia, in merito alla necessità di coinvolgere anche i comuni limitrofi nelle procedure di Aia:
Spendiamo un’ultima parola per esprimere, come MDC Comprensoriale, il nostro apprezzamento al pensiero del Sindaco di Tarquinia secondo cui il problema delle Centrali non può riguardare solo e soltanto il Comune di Civitavecchia, ma dovrebbero essere chiamati in causa tutti i Comuni del comprensorio sui quali possono ricadere le emissioni
Tratto da Savona News
Domanda agli iscritti, agli attivisti, ai dirigenti del Partito Democratico: Cosa ne pensate del principio di precauzione?
Siete disponibili a sostenere la moratoria alla costruzione del nuovo gruppo a carbone in attesa degli esiti dell’inchiesta della Magistratura, moratoria presentata in questi giorni dagli ambientalisti?
Siete o no estremamente preoccupati del fatto che, ogni 100.000 abitanti, se in un anno in Italia muoiono 7 (sette) donne per tumore ai polmoni, a Noli ne muoiono ben 36 (trentasei)?
Siete o no estremamente preoccupati che sette componenti della commissione di VIA (le persone che hanno deciso il futuro dei savonesi !!!!) siano stati recentemente indagati per gravissime ipotesi di reato: abuso d'ufficio, produzione di documenti ideologicamente falsi, gravi sottostime dell'impatto della combustione del carbone sulla comunità esposta. creazione di pericoli per persone e ambiente, ecc per analogo procedimento a Porto Tolle?
Tutto questo non vi induce a sostenere una posizione precauzionale, sospendendo l'attuazione del progetto autorizzato da queste persone?
Libreria UBIK
Documento in PDF su Uomini liberi___________________________
Lodo Ambientalista, su Vado Legambiente compatta con Italia Nostra e Moda Savona: chiudere i gruppi a carboneLo precisa in una nota il presidente regionale di Legambiente, Stefano Sarti
In merito a quanto affermato in una dichiarazione dal Presidente Regionale di Italia Nostra Roberto Cuneo, ripresa poi dal comunicato del Moda di Savona, posso tranquillamente affermare, credo anche interpretando il pensiero degli altri firmatari del c.d. Lodo Ambientalista, che
anche noi siamo per la chiusura dei gruppi a carbone della Centrale di Vado Ligure, e che non esiste contraddizione tra questo e il chiedere la sospensione delle decisioni in merito alla costruzione del nuovo gruppo a carbone.
Anzi questa richiesta indica l'unica strada possibile per uscire definitivamente dalla dipendenza del carbone ed andare verso l'uso del metano come misura di carattere ambientale e sanitario verso le popolazioni pesantemente esposte al rischio carbone.
Così come non esistono due pesi e due misure nel giudicare la situazione di gravita' nell'uso del carbone in tutte le centrali ligure.Il carbone deve sparire dalla centrali liguri, così alla Spezia come a Genova come a Vado.
Tratto da Cronaca Live
Incendio Civitavecchia: a fuoco trasformatore centrale Enel
CIVITAVECCHIA: Un incendio è scoppiato a Civitavecchia. La notizia è testimoniata in rete da alcuni video amatoriali inviati al sito YouReporter.it. L’utente Lele78 scrive che l’incendio è scoppiato nella centrale a carbone dell’Enel. Le immagini in effetti mostrano una grande colonna di denso fumo nero che si leva nei pressi della centrale. Ma è ancora da capire effettivamente dove sia localizzato l’incendio e cosa stia andando a fuoco: GUARDA LE PRIME IMMAGINI
Secondo ulteriori aggiornamenti, è confermato che l’incendio è in corso alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord. A fuoco sta andando un trasformatore ad olio, che si sarebbe surriscaldato fino a prendere fuoco. I vigili del fuoco sono al lavoro con diverse squadre.
La centrale dell’Enel di Civitavecchia è un impianto a carbone. In totale ha una capacità di 1980 MW installati. Si trova presso la località TorreValdaliga. E’ stata costruita nel 2003, sostituendo la precedente centrale termoelettrica ad olio combustibile da 4 gruppi con una capacità totale di 2640 MW.
In zona ci sono state spesso polemiche e manifestazioni di protesta contro l’impianto.
Tratto da TrcUSB: "Torre Nord è in regola con la normativa antincendio?"
"L'incidente avvenuto ad uno dei due trasformatori principali del secondo gruppo di Torre Nord, in cui sono andate alle fiamme oltre 50 tonnellate di olio dielettrico, riporta in primo piano il tema della sicurezza nell'impianto con particolare riguardo al rischio di incendio". Lo sostiene la USB Lavoro Privato che ricorda di aver presentato appena due mesi fa uno specifico esposto alla Magistratura.
Per l'organizzazione sindacale, nel caso di Torre Nord risulterebbe che la centrale sia stata progressivamente avviata all'esercizio ben prima che fossero completate tutte le attività incluse nel progetto riguardante la normativa antincendio, e, con riguardo ad alcune parti di impianto soggette a controllo di prevenzione incendi, addirittura prima che i Vigili del Fuoco avessero rilasciato i preventivi pareri di conformità. "In proposito – aggiunge l'USB - esiste una specifica nota di richiamo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco inviata nel maggio 2010 all'Enel e al Comune, finalizzata ad ottenere il rispetto delle previsioni di legge in materia. L'Usb, ricordando che la normativa antincendio classifica le centrali termoelettriche come impianti a rischio elevato, chiede alle istituzioni e alle autorità di esercitare le proprie prerogative ai fini di una incisiva azione di vigilanza e tutela.
Stralcio da Uno Notizie
ULTIM'ORA DELLE 13:
C'è viva preoccupazione sulle possibili conseguenze per la salute di persone e ambiente.
Malgrado il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, sembra che il trasformatore sia stato fatto bruciare per intero in quanto non si sapeva come intervenire tecnicamente.
Questo la dovrebbe dire assai lunga sulle misure di sicurezza della centrale e sullo stato di totale mancanza di tutela in cui vivono le popolazioni circostanti.
ORE 12: Paura ed allarme questa mattina a Civitavecchia per l'esplosione di un trasformatore ad olio che ha provocato un incendio all'interno della centrale a carbone Enel di Torre Valdaliga Nord, già tristemente nota per precedenti episodi che ne hanno evidenziato la scarsa sicurezza.
Immediato l'intervento dei Vigili del Fuoco e delle squadre Enel che stanno tentando di limitare i danni.
Intanto però la nube sprigionata dalla centrale ha coperto il cielo di Civitavecchia e la cittadinanza segue con apprensione la dinamica dei fatti.
C'è inoltre il timore che il vento possa spingere la nube anche verso la vicina Tarquinia
Stralcio da" La Repubblica"
"Stamattina dalle undici in poi tutto il cielo intorno Civitavecchia si è annerito di fumo per decine di chilometri ....... Dalle foto scattate sembrerebbe un incendio o qualcosa di simile, ma l'inquinamento in tutta la zona, gravissimo, ha indotto il Codacons a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Civitavecchia per chiedere l'immediata indagine e l'eventuale blocco della centrale". E' quanto si legge in una nota del Codacons, che prosegue: "Come si ricorderà, la centrale è in corso di trasformazione a centrale a carbone nonostante la ferma opposizione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste".
Leggetevi su Noalcarbone
Incendio a TVN, il punto della situazione
....... concludono le tre organizzazioni sindacali -"CGIL CISL UIL di Civitavecchia, relativamente all'incidente intervenuto questa mattina nella Centrale di Torrevaldaliga Nord, esprimono forte preoccupazione deve costituire un campanello di allarme (da ascoltare attentamente) .......Stefano Giannini (Giovani Democratici). "Non è più il tempo di appelli all'indignazione a sé stante quando una cittadinanza è frustrata e stanca.
I cittadini ormai sono stanchi delle chiacchiere, della propaganda e delle passerelle. Soluzioni. Fatti. Concetti da sempre teorizzati dall'Amministrazione, ma mai messi in pratica".Leggi tutto
La politica colpevoledi Marzia Marzoli
Tratto da Facebook
Civitavecchia. Il carbone di Tvn inquina, ma stamattina anche di più perchè è scoppiato un trasformatore dell'impianto ed è andato a fuoco. Il fumo dell'olio bruciato è diventato un fungo venefico terrificante, ancora piu pericoloso qando è arrivato sulle nostre teste, spostato dalvento in quota che in ora l'ha portato a Tarquinia.
Grazie Enel.
Che impotenza davanti ad un pericolo del genere, mio figlio era angosciato che non credeva fosse vero.
Fumo di una sostanza che neanche sappiamo ci cade in testa e noi, pietrificati aspettiamo che passi.
Mamma fa male questo fumo?
Si amore, di mamma ed è per questo che non mollo da anni.
Signor Sindaco, questo è il prezzo dei soldi accettati da Enel?
Che prezzo possiamo ancora pagare per l'errore politico che avete commesso a dire si ai soldi di Enel.
Tutti coloro che hanno detto si al carbone, consiglieri di maggioranza e assessori con il Capitano Mazzola, devono portarsi dietro il peso di tanta responsabilità, e anche tutta la mia personale condanna morale e politica.
Tutti i soldi elargiti per gli eventi, per le mucche chevrolet, per i marciapiedi, ma che sono se poi paghi tutto questo.
Avete da vergognarvi ancora per molto!

















