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11 settembre 2020

WWF e ITALIA NOSTRA : A VADO LIGURE ANCORA UNA DISCARICA?

Riceviamo e pubblichiamo
Le osservazioni di WWF e ITALIA NOSTRA : 
A VADO LIGURE ANCORA UNA DISCARICA?

















 

27 gennaio 2013

ENEL.Il colosso energetico sotto processo

Tratto da Rovigo Oggi
ENEL.Il colosso energetico sotto processo


E' iniziato giovedì 24 gennaio il processo a dieci funzionari Enel per disastro ambientale. Le associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf e Greenpeace si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Ceruti (foto a lato), Malaspina e Guasti. La prossima udienza è fissata per il 6 giugno


Rovigo - Nell’ambito dell’indagine a carico di alcuni vertici di Enel produzione, giovedì 24 gennaio si è tenuta, dinanzi al tribunale di Rovigo in composizione collegiale presieduto da Nicoletta Stefanutti, l'udienza del processo a 10 funzionari Enel accusati di disastro doloso e disastro ambientale per l'omessa installazione di apparecchi presso la centrale di Porto Tolle, durante il funzionamento ad olio combustibile, diretti a prevenire un disastro consistente nel deterioramento dell'ambiente circostante e nell'aumento delle malattie respiratorie nei bambini, accertato da uno studio dell'Istituto nazionale tumori di Milano, organismo autorevole.

“Auspichiamo – afferma Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - che per tale data si sia già composto un nuovo collegio di magistrati in grado di seguire questo processo storico in cui si ipotizza un aumento delle malattie ai danni della popolazione infantile conseguenti alle emissioni di una centrale termoelettrica”.


25 gennaio 2013

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Greenpeace entra in azione a Genova, consegnate le “vere” bollette: “Enel deve miliardi di euro al Paese”

greenpeace bollette

Genova. Greenpeace è entrata in azione a Genova, dove i volontari del Gruppo locale hanno recapitato nelle case le “vere” bollette Enel realizzate da Greenpeace, che mostrano ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari – la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano.

“Il danno economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questione: le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni al clima e all’ambiente enormi. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management......

“Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani. È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente”, spiegano.

Leggi l'articolo integrale

Tratto da  Ecologia guidone.it

Carbone: Greenpeace fa recapitare centomila bollette sporche di Enel

Carbone: Greenpeace fa recapitare centomila bollette sporche di Enel

Greenpeace al fine di sensibilizzare i cittadini sui danni causati dall’uso del carbone nella produzione elettrica, visto che rappresenta la fonte più dannosa per il clima e non solo, ha deciso di far recapitare centomila ‘bollette sporche’, sporche di carbone.
Infatti, queste bollette mostrano ai cittadini il reale costo, sia in termini economici che sanitari, che una produzione elettrica a carbone implica, prendendo a riferimento il principale gruppo energetico del paese, ovvero Enel, di cui lo Stato è il principale azionista.
Forse proprio per questo motivo Greenpeace ha deciso di far recapitare tali bollette anche presso le sedi di partito e comitati attivi in queste settimane di campagna elettorale, dal momento che bisogna fare al più presto qualcosa per fermare l’uso del carbone e i suoi effetti dannosi.

08 agosto 2012

RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE

 COMUNICATO.
 La settimana scorsa è nata a Savona 
La Rete Savonese Fermiamo il carbone.
Si  tratta di un passaggio importante nella storia riguardante i diritti alla salute e alla vita della cittadinanza savonese, creando formalmente un gruppo di organizzazioni ampio ed eterogeneo di lotta per un futuro migliore per le prossime generazioni delle nostre comunità e del paese intero. 
Non si tratta solo di organizzazioni ambientaliste, ma anche di associazioni grandi e generaliste come Acli e Arci, partiti e movimenti politici, tutti uniti contro l'ampliamento a carbone della Centrale di Vado Quiliano e a favore di un'economia libera dall'inquinamento da carbone. 
La rete savonese gode dell'appoggio delle grandi organizzazioni nazionali come Greenpeace, Legambiente, Italia Nostra, WWF, Arci.



Il documento  approvato è chiaro e netto: no al carbone,
 senza sé e senza ma.

Aderiscono localmente, per ora

Associazioni: ACLI provinciali Savona    ARCI provinciale Savona 
Comitato Spotorno Noli       Comitato savonese per l’acqua bene comune 
GASSA      Legambiente Liguria         Movimento consumatori Savona   

NuovoFilmstudio     Uniti per la Salute 

Movimenti  e partiti politici: 
API Savona   NoiperSavona    Rifondazione Comunista  Movimento 5 Stelle      Federazione dei Verdi     


Con il patrocinio di 
Libreria Ubik 


Le organizzazioni che hanno aderito a ieri sono certamente molto attive, rappresentative e serie.
  La rete funzionerà senza bisogno di formalizzare un nuovo soggetto giuridico e su base democratica.
E' stato eletto un primo gruppo di coordinamento composto da un componente di Uniti per la salute, Eric Festa, Stefano Milano, Franco Zunino, Giovanni Durante.


Si allega il documento costitutivo:

20 aprile 2012

Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle.Si decide il 22 Maggio

Tratto da Il Sole 24 ore

 

Porto Tolle, si decide il 22 maggio

Slitta di un altro mese la decisione sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. E si allunga, ma senza che si arrivi a sostanziali svolte, la lunga serie di sentenze sul progetto. Per la svolta bisognerà però aspettare il 22 maggio. Ieri la Sesta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giorgio Giovannini, ha respinto per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato che il 17 maggio 2011 (si veda Il Sole 24 Ore del 14 aprile) ha dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che aveva dato il via libera alla compatibilità ambientale del progetto....

Bisognerà però aspettare il 22 maggio, la data in cui il Consiglio di Stato ha fissato la nuova Camera di consiglio.

Leggi l'articolo integrale su Il Sole 24 ore

Leggi anche su Borsa Italiana

Enel: Consiglio Stato, inammissibile ricorso Veneto su Porto Tolle


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma 20 apr - La Regione aveva chiesto di revocare la decisione con cui i giudici di Palazzo Spada avevano annullato il decreto di Via alla riconversione dell'impianto, accogliendo un ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia Nostra e una serie di associazioni di operatori del turismo e di cittadini della zona di Porto Tolle......


La questione e' stata tuttavia rinviata dai giudici di Palazzo Spada all'udienza del 22 maggio in quanto e' stata accolta un'eccezione formulata dall'avvocato Matteo Ceruti, che assiste l'Assagaime e le associazioni ambientaliste, il quale aveva rilevato come il ricorso dell'Avvocatura non fosse stato notificato a Enel spa. Da qui l'ordine del consiglio di Stato di notificare il ricorso all'Enel con la fissazione di una nuova camera di consiglio.
Leggi tutto su Borsa Italiana

10 marzo 2012

L'Enel congela il progetto Porto Tolle........E allora chi può dirlo, magari Porto Tolle goodbye.

Leggi su "Il Sole 24ORE"

L'Enel congela il progetto Porto Tolle

di Cristina Casadei
Where is Porto Tolle? La geografia dice che è un comune veneto, in provincia di Rovigo. Enel che è la sede di un suo grande progetto che prevederebbe un investimento da 2,5 miliardi di euro e mille posti di lavoro, a regime.Però, nel piano 2012-2016 che prevede investimenti di Enel in Italia per oltre 7 miliardi di euro non c'è più traccia di un budget per la conversione della centrale, il cui iter autorizzativo è iniziato nel lontano 2005. E, dopo 7 anni, non è ancora concluso: Enel è infatti in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente, il 13 aprile. «Spero che questo sia un buon momento per cambiare – auspica l'a.d. e d.g. di Enel, Fulvio Conti –. Abbiamo tanti progetti nel paese, l'esempio per tutti è Porto Tolle dove viaggiamo tra alti e bassi con interventi di diversi livelli di amministrazione». Tutto questo rende «particolarmente difficile programmare il lavoro». E pianificare ulteriori investimenti, dopo che sono già stati spesi oltre 50 milioni di euro, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore. 
Le previsioni di budget così scontano questo scenario e congelano Porto Tolle. Rimasta fuori dal piano 2012-2016.
.................

«L'iter autorizzativo è partito a maggio 2005 con la richiesta del rilascio del parere di compatibilità ambientale (VIA) e dell'autorizzazione alla conversione ed esercizio della centrale.
Il ministero dell'Ambiente e quello dei Beni culturali hanno impiegato 1.515 giorni, oltre 4 anni insomma, rilasciando nel luglio 2009 il decreto VIA, propedeutico al successivo decreto autorizzativo del ministero dello Sviluppo economico». Il ministero dello Sviluppo economico, una volta ricevuto il VIA convoca la Conferenza dei Servizi in cui vengono coinvolte tutte le amministrazioni, centrali e locali, interessate dal progetto: «La conferenza dà un parere positivo», dice Luzzio. Ma nel settembre del 2009 alcune associazioni ....... tra cui Wwf, Greenpeace, Italia Nostra e altre – fanno ricorso al Tar per l'annullamento del Decreto Via. A questo punto il Mise ha dovuto attendere l'esito del ricorso. La sentenza del Tar nel giugno del 2010 però, respinge i ricorsi e conferma il Decreto Via e a quel punto, in luglio, il Mise convoca la Conferenza dei servizi finale. Però in novembre del 2010 c'è l'appello delle associazioni al Consilio di Stato sulla sentenza del Tar che ripropone sostanzialmente gli stessi temi. Nel gennaio del 2011 intanto arriva il decreto autorizzativo del ministero dello Sviluppo economico, ma sei mesi dopo il Consiglio di Stato accoglie l'app
ello proposto dalle associazioni e annulla il Decreto Via. 

Limitatamente a due punti: l'applicazione dell'articolo 30 della Legge del Parco del Delta del Po e poi la richiesta di esplicitare "le ragioni di tipo tecnico" che giustificano limiti di emissioni di monossido di carbonio rispetto ai valori espressi in base alle migliori tecnologie disponibili. A questo punto il ministero dell'Ambiente lo scorso agosto riapre la procedura di VIA per sanare i due punti censurati dalla sentenza del Consiglio di Stato. Nel frattempo la Regione Veneto «con grande efficienza ha modificato la norma regionale che dovrebbe consentire di superare il problema», spiega Luzzio.
E adesso? Il passaggio fondamentale di questa complessa vicenda, ....... sarà il pronunciamento del Consiglio di Stato del prossimo 13 aprile sulla ottemperanza da parte del Ministero dell'Ambiente alla sentenza: nel caso in cui si pronunciasse prendendo atto di questa nuova normativa regionale, la procedura potrebbe concludersi in tempi non lunghi. Nel caso in cui, invece, dovesse pronunciarsi per una riapertura di tutto l'iter, allora questo significherebbe ritornare a maggio del 2005. Sette anni e oltre 50 milioni di euro gettati al vento. 
E allora chi può dirlo, magari Porto Tolle goodbye.
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06 novembre 2011

CODE BLAK CODICE NERO: ASSALTO DEL CARBONE


 IL SOTTOSTANTE DOCUMENTO E' TRATTO  DAL SITO AMERICANO:

MEDICI PER LA RESPONSABILITA' SOCIALE

Tratto da Physicians for responsability

CODE BLAK 

CODICE NERO: 

Assalto del carbone 


  I Sostenitori del carbone affermano che le nuove tecnologie possono trasformare il carbone in un ambiente pulito,una fonte energetica a basse emissioni. Eppure, molte delle nuove centrali a carbone in esame si dovrebbero  basare su obsolete, tecnologie per l'energia sporca del passato. Praticamente nessuna delle proposte  per nuove centrali a carbone include piani di cattura e stoccaggio delle emissioni di anidride carbonica dal primo giorno di funzionamento. Se costruite, queste centrali a carbone, con una durata superiore a 50 anni, farebbero  gravemente diminuire le prospettive di rallentare il riscaldamento globale, mentre inquinando l' aria provocheranno  malattie  e morte.

PSR chiede alla comunità medica e  alla sanità pubblica di  contribuire ad arginare la marea di costruzione di  centrali carbone  in tutto il paese. Data  la minaccia  chiara e crescente per la salute pubblica che rappresentano queste industrie energetiche , medici, infermieri e altri operatori sanitari devono lavorare per fermare questa pericolosa a livello nazionale "corsa carbone". 
 Fino a quando le  compagnie energetiche non accetteranno  di installare più efficaci  tecnologie di controllo dell'inquinamento dell'aria, e fino a quando i nuovi impianti non saranno in grado di catturare e sequestrare le emissioni di CO2, una moratoria sulle nuove centrali alimentate  a carbone deve essere promulgata.

Insieme, possiamo costruire un futuro energetico più sano, un futuro in cui viene soddisfatta la domanda di energia non da carburanti fossili sporchi, ma invece da una combinazione di conservazione, ed efficienza  veramente pulite, con  fonti di energia rinnovabili come l'eolico ed il  solare.

Un serio colpevole  del Global Warming

All'interno del settore dell'energia elettrica, le emissioni di CO2 prodotte dalle centrali a carbone di energia elettrica costituiscono quasi il 80 per cento delle emissioni totali, ma la quota di produzione di energia elettrica da carbone è solo il 50 per cento. Questa impronta di carbonio sproporzionato è dovuto all' alto contenuto di carbonio del carbone rispetto agli altri combustibili fossili come il gas naturale. Senza la capacità di catturare e memorizzare in modo sicuro di CO2, le emissioni della flotta di nuove centrali a carbone proposto in tutto il paese renderà virtualmente impossibile  evitare i peggiori impatti del riscaldamento globale.

Come aumenteranno  le temperature globali, la salute pubblica ne soffrirà a causa di ondate di calore maggiore, le tempeste diventeranno più violente, l'inquinamento atmosferico peggiorerà.... L'innalzamento del livello del mare  disturberà gravemente la vita degli oltre 150 milioni di residenti negli Stati Uniti che vivono nei pressi delle città costiere della nostra nazione e città. In tutti gli Stati Uniti, gli individui più poveri e più vulnerabili quelli meno in grado di adattarsi saranno colpiti in modo sproporzionato;le   infrastrutture sanitarie  degli Stati Uniti saranno  oberate  dagli impatti del riscaldamento globale.

   LE CENTRALI A CARBONE :"DIRTY AIR"

SPORCANO L'ARIA 

Oltre a massicce emissioni di CO2, la combustione del carbone produce un gran numero di inquinanti atmosferici nocivi. Ogni anno, l'inquinamento da polveri sottili emesse da centrali a carbone  provoca centinaia di migliaia di attacchi di asma e causa decine di migliaia di ricoveri ospedalieri, attacchi di cuore e morti premature. Le emissioni  di ossido di azoto contribuiscono alla formazione dell'ozono troposferico, o smog, che  è associato con attacchi d'asma, asma di nuova insorgenza, attacchi di cuore e  dolore da  angina. 
  Le centrali elettriche a carbone sono anche la più grande fonte di emissioni di mercurio nelle donne statunitensi in gravidanza ed i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici del mercurio, l'esposizione alla quale si verifica principalmente dal consumo di pesce contaminato. Ben 600.000 bambini nascono ogni anno con livelli pericolosi di mercurio nei loro corpi, mettendoli a grande  rischio  per la disabilità dello sviluppo. Questo è soprattutto per quanto riguarda data la crescente incidenza di autismo e altri problemi neurologici nei bambini degli Stati Uniti.

Tratto da Physicians for Responsability 
Assalto del carbone sulla salute degli
Stati Uniti

1. Scopri con noi l'impatto del carbone sulla salute e sul pianeta.
 

Con totale disprezzo per l'impatto mortale del carbone sulla salute,sulle comunità americane - e sull'intero pianeta - Big Coal cerca di costruire più di 100 nuove centrali  per la produzione di energia a carbone .
Physicians for Social Responsibility (PSR) prende questo attacco alla salute dell'America con la massima serietà. Codice Nero è il programma PSR per informare gli operatori sanitari sulle molteplici minacce che il carbone comporta per la salute pubblica, e per aiutare gli operatori sanitari ad intensificare gli sforzi locali per contrastare e sconfiggere l'approvazione o la concessione di licenze per nuovi impianti a carbone.
Il materiale in questo pacchetto fornisce una solida base per cogliere l'impatto sulla salute del  carbone e sul  riscaldamento globale. Ulteriori informazioni saranno pubblicate periodicamente sul sito Codice Nero - visitabile  su 

2. Prendi  posizione per garantire che le nostre comunità siano al  sicuro .
Il popolo americano si rivolga  a medici ed  infermieri  per ottenere  informazioni affidabili su questioni di salute e sicurezza. Usa la fiducia ed il rispetto per garantire una leadership positiva, insistendo perchè le fonti energetiche siano  sicure  e sane.

3. Mobilitare la comunità medica per prevenire il riscaldamento globale e rischi per la salute causati dal carbone.
Educate i vostri compagni  professionisti della salute   sulle minacce mortali che  le centrali a carbone rappresentano per la salute. Lavora con i tuoi affiliati locali delle associazioni di professionisti sanitari (AMA, ANA, APHA, ecc) per deliberare leggi  opposte alla costruzione e la concessione di licenze per nuove centrali a carbone.


CODICE NERO
INSIEME, POSSIAMO FAR SMETTERE 
L' ASSALTO DEL CARBONE 
SULLA SALUTE  DELL' AMERICA..... 
ED ANCHE SU  QUELLA DELL' ITALIA......

 

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Tratto da Zeroemission
Ipcc: i cambiamenti climatici causano l'aumento di alluvioni e cicloni

04-11-2011

Gli eventi climatici estremi sono già aumentati in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici. Lo conferma un rapporto della commissione Onu, che prevede anche l’intensificarsi di alluvioni violente ma di breve durata come quella che ha colpito di recente l’Italia


Che i cambiamenti climatici causassero l’aumento dei fenomeni meteorologici estremi quali uragani e alluvioni si pensava già da tempo. Ora è giunta anche la conferma scientifica da un rapporto della commissione delle Nazioni Unite Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) che verrà presentato al prossimo meeting dell'organismo dell'Onu che si terrà a Kampala, in Uganda, il prossimo 18 novembre. Secondo il documento “c’è una probabilità del 66% che gli eventi estremi siano già peggiorati a causa dei gas serra prodotti dall'uomo”. Gli esperti sottolineano che la frequenza di calamità come le inondazioni in Thailandia o la tempesta di neve che ha colpito gli Usa poco prima di Halloween sia destinata ad aumentare, così come i costi, dell'ordine di miliardi di dollari, derivanti dalle catastrofi. Le calamità più temibili secondo il report dell’Ipcc sarebbero le piogge estreme e le ondate di calore, che entro la fine del secolo potrebbero portare a diversi giorni consecutivi di temperature estive superiori di 9 °C rispetto alla media. Nello stesso arco di tempo fenomeni di alluvioni estreme che durano solo un giorno, come quelle recentemente sperimentate in Italia, capiteranno due volte ogni dieci anni e non più una volta ogni 20 anni. 

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Il sottostante  documento, ve ne consigiamo la lettura, è tratto  invece da 


ITALIA NOSTRA onlus

26 agosto 2011

1)Tirreno Power, non ci sono più scuse 2)Legambiente con Italia Nostra : chiudere i gruppi a carbone3)Incendio a Civitavecchia nella centrale

Tratto da Savona News

Tirreno Power, non ci sono più scuse: ora e' tutto nelle mani dei sindaci Caviglia e Ferrando


In esclusiva assoluta, il documento del Sindaco di Civitavecchia che ha prescritto e ottenuto la chiusura immediata e la dismissione della locale centrale a carbone Tirreno Power. Basta presentare un documento analogo sia in merito alla valutazione AIA, ma anche in merito alla Conferenza dei Servizi. Ora vediamo se la legge per qualcuno è più uguale che per altri

Ubik: "La fine delle sofferenze della cittadinanza savonese, dopo 40 anni di inquinamento e tumori, menzogne e ricatti, è finalmente a portata di mano dei Sindaci dei Comuni di Vado e Quiliano, in quanto Primi Responsabili (anche penalmente) della tutela della Salute pubblica.

Basta presentare un documento analogo sia in merito alla valutazione AIA, ma anche in merito alla Conferenza dei Servizi.

Attendiamo con fiducia che i Sindaci dei due Comuni compiano questo atto, ormai dovuto e non più differibile.

Il Sindaco di Civitavecchia ha prescritto la chiusura della centrale a carbone per “contemporanea e consolidata presenza di rilevanti fattori di pressione ambientale”, perché “non è possibile escludere che tali emissioni abbiano comportato un impatto sulla salute umana”, per “lo stato di sofferenza sanitaria della popolazione, registrato da diverse indagini epidemiologiche”, perché “le decisioni strategiche rispetto ai piani di riconversione energetica devono tener conto dello stato di salute della popolazione residente”, perché l’assegnazione, per i primi due anni di vigenza dell’AIA, di limiti di inquinamento sensibilmente superiori “avrebbe l’effetto di esporre, per un lasso di tempo considerevole, la popolazione a livelli di emissioni”, che inducono “nel sottoscritto Sindaco ulteriori legittimi timori in relazione alla salvaguardia della salute pubblica”, Sindaco che ritiene quindi di “dover adottare un idoneo provvedimento al fine di prevenire ed impedire il danno e il pericolo che le suddette emissioni potrebbero arrecare alla salute pubblica”.

Il documento in formato .pdf è scaricabile QUI.

Leggi l'articolo integrale su Savona News

Leggi anche su Ecoblog

Carbone: bocciata Torre Valdaliga sud..

Il gruppo inattivo della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga sud a Civitavecchia non verrà riattivato e convertito a carbone. Sembrerebbe questo il destino dell’impianto in seguito alla conferenza dei servizi di ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente. Sul tavolo c’era la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per il nuovo gruppo a carbone che, molto probabilmente, non arriverà mai.

Lo si deduce da un comunicato stampa diffuso dal Movimento per la Difesa del Cittadino di Civitavecchia in cui si afferma che la Commissione Aia ha accettato le prescrizioni avanzate dal sindaco della città, Gianni Moscherini. Tirreno Power, quindi, difficilmente riuscirà a portare avanti il suo progetto.

Il Movimento per la Difesa del Cittadino, inoltre, riporta le opinioni di un altro sindaco, quello di Tarquinia, in merito alla necessità di coinvolgere anche i comuni limitrofi nelle procedure di Aia:

Spendiamo un’ultima parola per esprimere, come MDC Comprensoriale, il nostro apprezzamento al pensiero del Sindaco di Tarquinia secondo cui il problema delle Centrali non può riguardare solo e soltanto il Comune di Civitavecchia, ma dovrebbero essere chiamati in causa tutti i Comuni del comprensorio sui quali possono ricadere le emissioni


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Tratto da Savona News

Domanda agli iscritti, agli attivisti, ai dirigenti del Partito Democratico: Cosa ne pensate del principio di precauzione?

Siete disponibili a sostenere la moratoria alla costruzione del nuovo gruppo a carbone in attesa degli esiti dell’inchiesta della Magistratura, moratoria presentata in questi giorni dagli ambientalisti?

Siete o no estremamente preoccupati del fatto che, ogni 100.000 abitanti, se in un anno in Italia muoiono 7 (sette) donne per tumore ai polmoni, a Noli ne muoiono ben 36 (trentasei)?

Siete o no estremamente preoccupati che sette componenti della commissione di VIA (le persone che hanno deciso il futuro dei savonesi !!!!) siano stati recentemente indagati per gravissime ipotesi di reato: abuso d'ufficio, produzione di documenti ideologicamente falsi, gravi sottostime dell'impatto della combustione del carbone sulla comunità esposta. creazione di pericoli per persone e ambiente, ecc per analogo procedimento a Porto Tolle?

Tutto questo non vi induce a sostenere una posizione precauzionale, sospendendo l'attuazione del progetto autorizzato da queste persone?

Libreria UBIK

Documento in PDF su Uomini liberi
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Lodo Ambientalista, su Vado Legambiente compatta con Italia Nostra e Moda Savona: chiudere i gruppi a carbone


Lo precisa in una nota il presidente regionale di Legambiente, Stefano Sarti



In merito a quanto affermato in una dichiarazione dal Presidente Regionale di Italia Nostra Roberto Cuneo, ripresa poi dal comunicato del Moda di Savona, posso tranquillamente affermare, credo anche interpretando il pensiero degli altri firmatari del c.d. Lodo Ambientalista, che

anche noi siamo per la chiusura dei gruppi a carbone della Centrale di Vado Ligure, e che non esiste contraddizione tra questo e il chiedere la sospensione delle decisioni in merito alla costruzione del nuovo gruppo a carbone.

Anzi questa richiesta indica l'unica strada possibile per uscire definitivamente dalla dipendenza del carbone ed andare verso l'uso del metano come misura di carattere ambientale e sanitario verso le popolazioni pesantemente esposte al rischio carbone.

Così come non esistono due pesi e due misure nel giudicare la situazione di gravita' nell'uso del carbone in tutte le centrali ligure.
Il carbone deve sparire dalla centrali liguri, così alla Spezia come a Genova come a Vado.
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Tratto da Cronaca Live
Incendio Civitavecchia: a fuoco trasformatore centrale Enel


CIVITAVECCHIA: Un incendio è scoppiato a Civitavecchia. La notizia è testimoniata in rete da alcuni video amatoriali inviati al sito YouReporter.it. L’utente Lele78 scrive che l’incendio è scoppiato nella centrale a carbone dell’Enel. Le immagini in effetti mostrano una grande colonna di denso fumo nero che si leva nei pressi della centrale. Ma è ancora da capire effettivamente dove sia localizzato l’incendio e cosa stia andando a fuoco: GUARDA LE PRIME IMMAGINI
Secondo ulteriori aggiornamenti, è confermato che l’incendio è in corso alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord. A fuoco sta andando un trasformatore ad olio, che si sarebbe surriscaldato fino a prendere fuoco. I vigili del fuoco sono al lavoro con diverse squadre.
La centrale dell’Enel di Civitavecchia è un impianto a carbone. In totale ha una capacità di 1980 MW installati. Si trova presso la località TorreValdaliga. E’ stata costruita nel 2003, sostituendo la precedente centrale termoelettrica ad olio combustibile da 4 gruppi con una capacità totale di 2640 MW.
In zona ci sono state spesso polemiche e manifestazioni di protesta contro l’impianto.


Tratto da Trc

USB: "Torre Nord è in regola con la normativa antincendio?"

"L'incidente avvenuto ad uno dei due trasformatori principali del secondo gruppo di Torre Nord, in cui sono andate alle fiamme oltre 50 tonnellate di olio dielettrico, riporta in primo piano il tema della sicurezza nell'impianto con particolare riguardo al rischio di incendio". Lo sostiene la USB Lavoro Privato che ricorda di aver presentato appena due mesi fa uno specifico esposto alla Magistratura.

Per l'organizzazione sindacale, nel caso di Torre Nord risulterebbe che la centrale sia stata progressivamente avviata all'esercizio ben prima che fossero completate tutte le attività incluse nel progetto riguardante la normativa antincendio, e, con riguardo ad alcune parti di impianto soggette a controllo di prevenzione incendi, addirittura prima che i Vigili del Fuoco avessero rilasciato i preventivi pareri di conformità. "In proposito – aggiunge l'USB - esiste una specifica nota di richiamo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco inviata nel maggio 2010 all'Enel e al Comune, finalizzata ad ottenere il rispetto delle previsioni di legge in materia. L'Usb, ricordando che la normativa antincendio classifica le centrali termoelettriche come impianti a rischio elevato, chiede alle istituzioni e alle autorità di esercitare le proprie prerogative ai fini di una incisiva azione di vigilanza e tutela.




Stralcio da Uno Notizie

ULTIM'ORA DELLE 13
:
C'è viva preoccupazione sulle possibili conseguenze per la salute di persone e ambiente.

Malgrado il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, sembra che il trasformatore sia stato fatto bruciare per intero in quanto non si sapeva come intervenire tecnicamente.
Questo la dovrebbe dire assai lunga sulle misure di sicurezza della centrale e sullo stato di totale mancanza di tutela in cui vivono le popolazioni circostanti.

ORE 12: Paura ed allarme questa mattina a Civitavecchia per l'esplosione di un trasformatore ad olio che ha provocato un incendio all'interno della centrale a carbone Enel di Torre Valdaliga Nord, già tristemente nota per precedenti episodi che ne hanno evidenziato la scarsa sicurezza.
Immediato l'intervento dei Vigili del Fuoco e delle squadre Enel che stanno tentando di limitare i danni.
Intanto però la nube sprigionata dalla centrale ha coperto il cielo di Civitavecchia e la cittadinanza segue con apprensione la dinamica dei fatti.
C'è inoltre il timore che il vento possa spingere la nube anche verso la vicina Tarquinia

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Stralcio da" La Repubblica"
"Stamattina dalle undici in poi tutto il cielo intorno Civitavecchia si è annerito di fumo per decine di chilometri ....... Dalle foto scattate sembrerebbe un incendio o qualcosa di simile, ma l'inquinamento in tutta la zona, gravissimo, ha indotto il Codacons a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Civitavecchia per chiedere l'immediata indagine e l'eventuale blocco della centrale". E' quanto si legge in una nota del Codacons, che prosegue: "Come si ricorderà, la centrale è in corso di trasformazione a centrale a carbone nonostante la ferma opposizione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste".
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La politica colpevole

di Marzia Marzoli

Tratto da Facebook
Civitavecchia. Il carbone di Tvn inquina, ma stamattina anche di più perchè è scoppiato un trasformatore dell'impianto ed è andato a fuoco. Il fumo dell'olio bruciato è diventato un fungo venefico terrificante, ancora piu pericoloso qando è arrivato sulle nostre teste, spostato dalvento in quota che in ora l'ha portato a Tarquinia.

Grazie Enel.

Che impotenza davanti ad un pericolo del genere, mio figlio era angosciato che non credeva fosse vero.

Fumo di una sostanza che neanche sappiamo ci cade in testa e noi, pietrificati aspettiamo che passi.

Mamma fa male questo fumo?

Si amore, di mamma ed è per questo che non mollo da anni.

Signor Sindaco, questo è il prezzo dei soldi accettati da Enel?

Che prezzo possiamo ancora pagare per l'errore politico che avete commesso a dire si ai soldi di Enel.

Tutti coloro che hanno detto si al carbone, consiglieri di maggioranza e assessori con il Capitano Mazzola, devono portarsi dietro il peso di tanta responsabilità, e anche tutta la mia personale condanna morale e politica.

Tutti i soldi elargiti per gli eventi, per le mucche chevrolet, per i marciapiedi, ma che sono se poi paghi tutto questo.

Avete da vergognarvi ancora per molto!