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Visualizzazione post con etichetta Ministro Passera. Mostra tutti i post
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08 dicembre 2012

MINISTRO PASSERA verso riduzione capacita' produttiva termoelettrica:a fronte di una potenza installata pari a 120 GW, il consumo supera di poco la meta'.


 Tratto da Borsa Italiana

Energia: Passera, verso riduzione capacita' produttiva termoelettrica


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 05 dic - "Nel breve termine non vediamo la necessita' di sviluppare la capacita' produttiva". Cosi' il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sulla produzione elettrica che annuncia, "data la forte sovraccapacita' produttiva e le attuali condizioni di mercato, una riduzione della capacita' di generazione termoelettrica, con ristrutturazione e ridimensionamento del parco elettrico".
 Nel corso di un'audizione alla Camera alle commissioni Ambiente e Lavori pubblici e Attivita' produttive, il Ministro ha fatto rilevare, che a fronte di una potenza installata pari a 120 GW, il consumo supera di poco la meta'.

 

 Tratto da La Repubblica

E infine ammisero l’inutilità di nuove centrali

contro_eolico
Un anno e mezzo fa inseguivamo la chimera di costruire un numero di centrali nucleari sufficiente a coprire il 25% del fabbisogno elettrico nazionale. Un obiettivo su cui il governo Berlusconi e il suo partner industriale, l’Enel, scommettevano fortissimamente. Oggi ecco cosa resta di quella follia. “Nel breve termine non vediamo la necessità di sviluppare la capacità produttiva”, ha dovuto ammettere ieri il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di un’audizione alle commissioni Ambiente e Lavori pubblici e attività produttive della Camera.
Passera si è distinto in questo anno di permanenza al governo per la sua scarsissima sensibilità ambientale, ma non ha potuto fare a meno di spiegare che lo stop a nuove centrali è motivato dalla “forte sovraccapacità produttiva e le attuali condizioni di mercato, una riduzione della capacità di generazione termoelettrica, con ristrutturazione e ridimensionamento del parco elettrico”.
Nel corso dell’audizione a Montecitorio il ministro ha fatto rilevare anche come a fronte di una potenza installata pari a 120 GW, il consumo supera di poco la metà.  
Una verità conosciuta da tempo da chi non è ossessionato dal business e dall’ortodossia della crescita e che potrebbe essere ancora più netta se nel frattempo fossero stati fatti maggiori sforzi nella direzione dell’efficienza.
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03 ottobre 2012

A Washington.......Il Governo Italiano sostiene lo sviluppo e la promozione della green economy-In Italia il Governo sostiene nei fatti l' energia fossile

Tratto da Adnkronos

Il Governo sostiene lo sviluppo e la promozione della green economy 

 

Washington, 3 ott. - (Adnkronos) - Il Ministero per l'Ambiente, assieme alla Farnesina, al ministero per lo Sviluppo e alla Presidenza del Consiglio resteranno impegnati nello sviluppo e nella promozione della 'Green Economy', un comparto dell'economia che, nonostante la crisi, registra ottime prestazioni e presenta margini per crescere ulteriormente. Lo conferma il titolare dell'Ambiente, Corrado Clini, al termine della sua due giorni nella Capitale degli Usa per fare conoscere oltreoceano le aziende e i gruppi italiani leader nella ricerca e nella produzione di tecnologie clean.

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QUESTO OLTRE OCEANO ....... MA ECCO COSA SUCCEDE IN ITALIA

Leggi su Il Fatto Quotidiano

Ilva, Alcoa, Sulcis e l’energia fossile di Passera

Ilva, Alcoa e Sulcis rimbalzano cupe nelle manifestazioni di piazza, mostrando a dito l’impotenza dei banchieri, dei professori al governo, dei maghi dello spread quando si tratta di affrontare la crisi dal lato delle persone in carne ed ossa. Dietro questi tre simboli del declino di un modello di sviluppo, c’è innanzitutto il dramma del lavoro e della salute.   

Un nodo intricato che si scioglierebbe, secondo dichiarazioni stampa di ministri e imprenditori, con la riduzione dei costi dell’energia e con una maggiore offerta di fonti fossili a buon mercato.

 Prendo in considerazione quest’ultimo aspetto, significativo dell’informazione distorta e dell’insensatezza della politica industriale ed energetica dell’attuale governo.

A fine agosto ha visto la luce una bozza della “nuova” strategia energetica nazionale. Un irritante ritorno al passato (gas, petrolio e “carbone pulito”) già anticipato dalle rivelazioni di Wikileaks sulla presenza delle maggiori banche nazionali, di Enel ed ENI ai banchetti russi e turchi. Lì infatti, si stava tracciando il potenziamento delle reti di fonti fossili da Oriente a Occidente.
.............

Si capisce allora perché scompaiano i sostegni alle rinnovabili, l’unico settore per cui nel progetto di Monti-Passera lo sviluppo è previsto compatibilmente con la sostenibilità economica.
 In realtà, questo Governo non considera queste fonti una scelta strategica per il settore elettrico e termico. A riprova di ciò il fatto che per i trasporti punti sui biocarburanti di seconda generazione, verso i quali si sposterebbero gli incentivi tolti al fotovoltaico.
E sulla governance l’ultima chicca: la nuova strategia energetica nazionale individua nell’accentramento il sistema migliore per depotenziare la diffusione delle rinnovabili e salvaguardare il tradizionale oligopolio legato alle fonti convenzionali. 
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29 agosto 2012

1)Il Piano Energia del Governo dei fossili 2)Il Ministero per l’Ambiente dovrebbe essere una casa di vetro...


  Riportiamo il link a due recenti articoli da leggere e meditare.....

Tratto da Qualenergia

Il Piano Energia del Governo dei fossili


L'agenda del Governo per l'obiettivo "crescita" trascura totalmente rinnovabili ed efficienza energetica, e accoglie le idee di piano del Ministro Passera che vorrebbe legarlo alla ricerca del petrolio, alla costruzione di rigassificatori e metanodotti.

 Un Governo che guarda solo alle energie fossili e che conferma la sua concezione antiquata di sviluppo.

Più gas e petrolio per tutti. Non sarà sicuramente passato inosservato l’idea di piano ferragostano sull’energia di Corrado Passera (su La Repubblica del 13 agosto ha avuto la sua presentazione) che vorrebbe legare la crescita del Paese alla ricerca del petrolio, alla costruzione di rigassificatori e metanodotti......
E quando va bene ancorata a un passato novecentesco con il quale stiamo facendo i conti in questi anni. Penso alle decine di Ilva, Porto Marghera o Casale Monferrato che sono presenti nel nostro Paese. Bombe esplose o pronte a esplodere. Mentre le nazioni di vecchia industrializzazione, a partire da quelle europee, provano, anche se a fatica, a spingersi verso una transizione energetica innovando e puntando su fonti pulite ed efficienza, da noi si propone una strategia imbarazzante per un Paese che dovrebbe puntare a un profondo rinnovamento...........

Stiamo di fronte a un Governo che va in senso contrario, antiquato e incapace di elaborare un’idea di futuro. 
Ha già affossato un settore che spingeva - fotovoltaico e rinnovabili elettriche - e che doveva essere solo regolato; è in ritardo di mesi sulla definizione del sostegno all’efficienza energetica e alle rinnovabili termiche, vuoto spinto nel campo della mobilità sostenibile (anzi, viene elargito quasi mezzo miliardo di sussidi all'autotrasporto) e ora propone un documento dove non compaiono mai le parole ‘rinnovabili’ ed ‘efficienza energetica’, il che dimostra come questo Esecutivo sia eterodiretto dai grandi interessi industriali ed energetici. ......
Nelle prossime settimane parleremo con i numeri per far capire come sia senza senso questo piano del Ministero dello Sviluppo Economico e del Governo, ma sia chiaro ormai che siamo di fronte ad avversari della vera sostenibilità energetica e ambientale. 

Ne prendano atto i partiti che appoggiano questo Governo e intenderanno legarsi a questi uomini nei prossimi anni, perché dall'accurata gestione di questi settori discenderanno le future le politiche economiche e industriali, il risanamento finanziario del Paese e la creazione di occupazione. 

In una parola, il futuro modello di sviluppo. Che, diciamocelo, non può essere lasciato in queste mani.


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Leggi anche su Agora magazine

Il Ministero per l’Ambiente dovrebbe essere una casa di vetro...ora è appannato

 
I cittadini amanti della trasparenza e dell’integrità nei confronti di chi svolge un ruolo pubblico hanno appreso con soddisfazione che il presidente della Commissione che concede l’aia, l’Ing Ticali si è dimesso. Il Ministro ha pubblicamente apprezzato il gesto. L’Ing Ticali, come riportato sui giornali è tra i soggetti intercettati dalla Guardia di Finanza che, sembra aver stilato in proposito un Dossier di 600 pagine. Il Ministro sulla vicenda dei componenti intercettati ha parlato di evidenti incompatibilità. 


09 luglio 2012

Quinto Conto Energia, ovvero il trionfo del compromesso.Il testo definitivo....

Quinto Conto Energia, ovvero il trionfo del compromesso.

Il testo del decreto del Quinto Conto Energia è frutto di una serie di compromessi: accontenta, perciò, i politici, ma scontenterà gli operatori

medium_6093701123.jpgL'emanazione di un decreto interministeriale è un atto politico.


La redazione del testo è ad opera dei cosiddetti Tecnici, ma la decisione finale spetta, ovviamente, ai Ministri.
E', quindi, una decisione politica.
E' la politica che interviene ancora una volta ad imporre le proprie regole al mondo reale, il mondo dei prodotti e dei servizi.
E' sempre così.
E lo è stato anche stavolta, con il Decreto del Quinto Conto Energia.
Il problema, però, è che, spesso, il compromesso politico provoca più danni nel mondo reale rispetto alla situazione preesistente.
Veniamo al Quinto Conto Energia.
Obbligo di iscrizione al registro.
Passera voleva un limite di 12 kW, Clini chiedeva 20 kW.
Il compromesso è stato 12 kW, con la concessione, per gli impianti da 12 a 20 kW, di accedere direttamente alle tariffe, rinunciando ad un 20% dell'incentivo.
Risultato: scoraggiare la generazione distribuita.
Le Regioni avevano avanzato una serie di richieste di modifiche, definendole come imprescindibili.
Quali richieste sono state accolte?
Gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici e terreni della Pubblica Amministrazione non saranno soggetti all'obbligo di iscrizione al registro.
Non solo.
Per questa categoria di impianti, il Quinto Conto Energia scatterà dopo il 31 dicembre 2012.
Perché questa disparità di trattamento tra impianti pubblici e privati?.....


 

  

Leggi su Eco dalle città

Quinto conto energia: il testo definitivo e tutti i dettagli sui nuovi incentivi al fotovoltaico


Pubblicata la versione finale del provvedimento sugli incentivi al fotovoltaico. Ecco cosa cambia in materia di tariffe, burocrazia e tetti di spesa. Il testo del decreto da scaricare Leggi il testo  integrale



06 giugno 2012

V Conto energia denominato affossarinnovabili.

Tratto da Ecoblog
Rinnovabili, l'Europa boccia il V Conto energia



Il commissario Ue all’Energia Günther Oettinger scrive al ministro Passera una nota di richiamo in merito al V Conto energia anche affettuosamente detto affossarinnovabili. Non che sia una novità, sia chiaro: un anno fa la medesima storia solo che al dicastero allo Sviluppo c’era il ministro Romano che si beccò il richiamo del commissario.
Con e per le Rinnovabili l’Italia sembra non farne una giusta (lo confermano le migliaia di addetti ai lavori) così come si legge nella nota recapitata a 24 h dall’inizio di quella Conferenza Stato-Regioni probabile (e forse eventuale) terreno di scontro politico:
Insieme alla riduzione degli incentivi finanziari le procedure amministrative che si applicano agli incentivi devono essere semplificate. L’introduzione del meccanismo dei ‘registri’ per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbero aumentare l’onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario. Preoccupazione aumentata dall’attuale clima finanziario difficile.
 Qualche parolina arriva anche in merito al cosidetto registro:
l’obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kW per il fotovoltaico e ai 50 kW per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario.
Ma le annotiazioni o i richiami, definiteli come meglio vi piace, non finiscono qui. L’Europa ci fa notare che è preferibile iniziare a differenziare le tariffe sulla base della maturità delle tecnologie che producono le rinnovabili e ci si chiade anche di adottare un po’ più di tempo per:
accompagnare l’adattamento del mercato ai nuovi sistemi d’incentivi e proteggere gli investimenti esistenti poiché le procedure d’attuazione delle procedure dei nuovi meccanismi d’asta non sono ancora stati definiti.
La letterina però non si conclude con baci e abbracci ma con una sottolineatura rispetto alla mancanza tutta italiana di sostegno al settore del riscaldamento e del raffreddamento e in merito ai certificati bianchi.
Ora il fatto curioso è che probabilmente questo richiamo che sta avendo grande riscontro nel tam tam della rete forse cadrà nel vuoto, poiché il governo italiano e il ministro Passera dovrebbero rinnegare una manovra così carina con i produttori di energia non rinnovabili.In fondo noi italiani ascoltiamo l’Europa solo se ci sono leggi che ci interessa recepire, ...........
Non sono ancora stati adottati, infine, lamenta Bruxelles, “i sistemi di sostegno per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento”. Oltre alla “necessità di un’adozione tempestiva” di queste misure, Bruxelles chiede “chiarezza sulla continuazione” del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e “la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di ‘certificati bianchi’”.
Leggi anche  su Ecologiae

Pacchetto sviluppo, Passera aiuta le centrali, ma non le rinnovabili

04 giugno 2012

Dl sviluppo, prime misure da Passera: sblocca-centrali.......

NEL "PACCHETTO SVILUPPO" DI PASSERA  ALLA PROSSIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  LA NORMA SBLOCCA CENTRALI.......

via libera alla realizzazione di impianti energetici..........

Tratto da Firstonline

Dl sviluppo, prime misure da Passera: sblocca-centrali, riordino incentivi e minibond

Il ministro porterà alla prossima riunione del Cdm un primo pacchetto di misure per lo sviluppo - Ecco le principali: via libera alla realizzazione di impianti energetici, riordino degli incentivi e minibond -

CENTRALI ENERGETICHE

E' senz'altro questa la misura più controversa. L'obiettivo è sbloccare la realizzazione di infrastrutture energetiche, dando il via libera a investimenti privati per oltre 10 miliardi di euro. Si tratta soprattutto di rigassificatori e gasdotti. Il ministero ricorrerà alla Presidenza del Consiglio per superare l'ostruzionismo delle Regioni nei casi in cui non ci sia ancora alcuna intesa, nonostante il procedimento amministrativo si sia concluso e la valutazione d'impatto ambientale abbia avuto esito favorevole.
La norma prevede che il ministero faccia ricorso alla presidenza del Consiglio dei Ministri per una decisione definitiva, in modo da pervenire alla chiusura del procedimento.

28 maggio 2012

Caro-energia? Colpa delle fossili, non delle rinnovabili

 Tratto da Qualenergia

Caro-energia? Colpa delle fossili, non delle rinnovabili

In 10 anni la spesa delle famiglie per l’elettricità è cresciuta del 52,5%. Ma ad aumentare di più in bolletta è stata la componente energia, legata all'andamento del prezzo del petrolio. Fa spendere in media 187,36 euro in più a famiglia rispetto al 2002. Un mini dossier di Legambiente. Ma non era tutta colpa dello sviluppo delle rinnovabili?

Telegiornali e quotidiani lo hanno raccontato con grande enfasi negli ultimi due mesi: “Ancora aumenti nelle bollette elettriche a causa delle rinnovabili!” e per chiarire le responsabilità: “Il fotovoltaico e le altre tecnologie pulite pesano troppo nella spesa delle famiglie”. Infine la soluzione proposta dal Ministro Passera: “Intervenire sugli incentivi perché costano troppo” e da qui la proposta dei nuovi Decreti che potrebbero stroncare la crescita delle energie pulite.
Ma è davvero così? Veramente si devono fermare le rinnovabili per salvaguardare le famiglie e le aziende dagli aumenti in bolletta? E in questi anni gli aumenti dipendono dalle energie pulite? Sono le domande cui Legambiente cerca di rispondere nel suo ultimo mini-dossier sulle bollette (vedi allegato, pdf). Arrivando a una conclusione ben diversa da quanto abbiamo letto troppo spesso sulla stampa generalista: la responsabilità principale del caro-energia che abbiamo vissuto in questi ultimi anni non è delle energie pulite ma, al contrario, della dipendenza da fonti fossili che importiamo dall’estero.
Secondo i dati dell’Autorità per l’energia, la spesa annua della famiglia tipo per l’elettricità è passata da 338,43 euro nel 2002 a 515,31 Euro nel 2012. Ossia 176,88 Euro in più a famiglia e un aumento del 52,5%. Questo aumento impressionante ha una spiegazione che conosciamo da tempo – si legge nel documento - "la dipendenza nella produzione di energia da fonti fossili che importiamo dall’estero, che ci fa essere un Paese in balia degli eventi che accadono intorno al prezzo del greggio tra conflitti, speculazioni, interessi delle imprese".
Nelle bollette delle famiglie la troviamo alla voce “energia e approvvigionamento”, ossia i servizi di vendita che comprendono l’importazione di fonti fossili e la produzione in centrali termoelettriche. Bene, nelle bollette questa voce legata all’andamento del prezzo del petrolio negli ultimi 10 anni è semplicemente decollata, passando da 106,06 euro a 293,96. Esattamente 187,36 Euro in più a famiglia con un aumento del 177,2%.
I motivi? È vero - come potrebbe osservare qualcuno - che su quella voce pesano anche gli oneri d'acquisto di permessi a emettere e certificati verdi sostenuti dai produttori di energia convenzionale, ma il loro peso è veramente minimo ed è chiaro che il grosso è dovuto all'andamento del prezzo dei combustibili fossili, e soprattutto del gas nel nostro Paese. Del resto, fa notare il documento, siamo un Paese che importa il 97% del petrolio, gas e carbone e che non dispone di signifi­cativi giacimenti. Come mostrano bene i grafici elaborati dall’associazione ambientalista, infatti, l’aumento delle bollette delle famiglie segue esattamente l’andamento della voce “energia e approvvigionamento”, che a sua volta segue il prezzo del petrolio (cui è agganciato il prezzo del gas).
Ovviamente è cresciuto anche il costo delle fonti pulite. Secondo i dati aggiornati dell’Autorità per l’energia, in questo mese di maggio si può stimare una spesa annua in bolletta legata alle fonti rinnovabili di 67 euro, pari al 13,1% dei complessivi 515 euro che mediamente paga una famiglia italiana.
“Va tenuto d’occhio anche questo aumento – commenta Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – ma è uno strabismo e una chiara ipocrisia lanciare allarmi sulle rinnovabili ignorando l’87% della bolletta e le ragioni degli aumenti di questi anni. Se si vuole veramente aiutare le famiglie e le imprese, occorre ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dall’estero e premiare, invece, gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili. Oltre a fare in modo che il mercato dell’elettricità funzioni veramente, verificando che la concorrenza nell’offerta ci sia veramente e premiando le tecnologie più efficienti”.
Legambiente chiede alle Regioni – che mercoledì saranno riunite in conferenza proprio per discutere dei Decreti del Governo - di battersi per evitare che si fermi lo sviluppo del solare, dell’eolico e delle altre rinnovabili. Infatti, per ridurre le bollette elettriche, secondo l’associazione ambientalista, la prima cosa da fare è proprio continuare nello sviluppo delle rinnovabili. Perché produrre energia rinnovabile da sole, vento, biomasse, acqua, geotermia permette di sostituire importazioni e produzione da fonti fossili.
Il secondo passo - raccomanda Legambiente - è fare pulizia tra le voci che concorrono a formare il costo in bolletta. Un esempio sono i diversi oneri che si sommano nella voce “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie, ma anche tutti i sussidi legati alle fonti “assimiliate” e quindi inceneritori e raffinerie. Il terzo intervento necessario riguarda la garanzia di una vera concorrenza nel mercato elettrico, in modo da controllare ed evitare cartelli sui prezzi. Infine, occorre premiare i risparmi realizzati da aziende e famiglie.
Il dossier di Legambiente (pdf)
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Tratto da Zeroemission

Clini: "60 mila posti di lavoro nel settore ambientale"
Lunedì, 28 Maggio 2012
Il Ministro dell'Ambiente :"Stiamo lavorando ad un programma straordinario per l'occupazione giovanile nei settori delle tecnologie sostenibili"
"Il nostro obiettivo è quello di avere dal 2013 sessantamila nuovi occupati tra i giovani laureati sotto i 30 anni che possano portare un contributo attivo allo sviluppo di settori di punta presenti nel nostro sistema industriale e anche generare valore aggiunto per competere nell'economia globale". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini nel corso dell'Intervista a Maria Latella su Sky. ...... "Negli ultimi due anni - ha poi detto il Ministro circa l'impiego delle risorse - i nuovi occupati, soltanto nel settore delle fonti rinnovabili e sono prevalentemente giovani, sono 120 mila. Questo è un settore che è ancora in grado di assorbire nuova occupazione soprattutto nella produzione e nello sviluppo di nuove tecnologie avanzate. Abbiamo delle eccellenze nel nostro Paese che ci sono invidiate a livello internazionale, in particolare, nelle tecnologie del solare e del geotermico e giá questi due settori potrebbero assorbire una parte importante.
Leggi l'articolo integrale

06 aprile 2012

Affari Italiani :"LA PASSERA E L'OSSIMORO"

 Tratto da Affari Italiani.it

La passera e l'ossimoro

Giovedì, 5 aprile 2012 -


Di Fulco Ruffo di Calabria
Caro Direttore,
solo in questi ultimi giorni la tensione sulle nuove regole per le rinnovabili è arrivata sul tavolo del grande pubblico: siamo dovuti arrivare alla rissa tra ministri (Passera e Clini), per evidenziare le macroscopiche bugie raccontate al popolo nel giustificare il commissariamento dell’unico settore industriale in controtendenza rispetto ad un panorama di recessione totale.
Nel giro di pochi giorni, i due si sono presi pubblicamente a cazzotti, forse complice l’assenza del capoclasse Monti, il primo evidenziando che il costo delle rinnovabili sarebbe un onere insostenibile per le tasche degli Italiani, il secondo sostenendo che i costi insostenibili sono ben altri, e vanno cercati sotto le tariffe a vantaggio dei distributori dell’elettricità e di coloro che hanno in mano ancora incentivi su impianti che di rinnovabile non hanno proprio nulla.

Mentre scriviamo esce il famigerato decreto sui futuri incentivi (già paragonato ieri in un dibattito radiofonico su Radio 3 alla passione del Venerdì santo senza possibilità di risurrezione postuma), in un climax di accuse reciproche che gli elettrici “verdi” e gli elettrici “grigi” si stanno scambiando ormai da settimane. Hanno vinto i “grigi”, con la loro potente azione di lobbing nei confronti del ministro Passera, nel soffocare nel sangue la rivolta dei “verdi”? ........
Il nostro sistema è ormai commissariato finanziariamente: la riforma delle pensioni e quella del lavoro, assai più rognose del tema delle rinnovabili-si-o- no, sono state scritte con la mano ferma sotto dettatura da un governo definito tecnico, in quanto “tecnicamente” risponde alla Banca Europea ed in generale alla finanza dei salotti buoni.
L’energia da sempre è governata dalla finanza, in quanto come  si dice in anglo-finanziario è “capital intensive”
(NdA: una centrale in grado di alimentare una cittadina da 100.000 persone ed annesso comparto industriale costa mezzo miliardo di euro e da lavoro a 30 addetti). Normalmente, questi soldi sono per il 20-30% messi dagli operatori, e per il resto da un pool di banche che glieli presta per finanziare l’investimento. Non solo: ENEL ed i suoi pari emettono obbligazioni, che sono per lo più in mano alle banche ed ai fondi strutturati.......
 
Il peso del “grigio” nella finanza vale a spanne 100 volte quello del “verde”, anche se la finanza non va in giro a raccontarlo, e mette nelle sue filiali rassicuranti manifesti con impianti eolici e fotovoltaici a riprova del proprio impegno nel settore. Mica ci mette la centrale a carbone di Vado Ligure, o quella di Civitavecchia con il loro bel pennacchione sul cielo azzurro.




Nel 2011, per la prima volta ed in modo significativo, il fotovoltaico e l’eolico hanno prodotto soprattutto nelle ore di picco, quelle in cui l’energia vale 3 o 4 volte quella prodotta di notte, e così facendo hanno costretto i “grigi” a ridurre la produzione nelle stesse ore, con la conseguente strozzatura dei loro margini economici. Questo alle banche che hanno prestato i soldi non ha fatto mica piacere, perché rende il ritorno dei debiti aleatorio nel tempo. Il resto è facilmente intuibile: Passera ha solo agito di conseguenza, come hanno fatto i suoi colleghi del welfare e del lavoro.........
  Ciò detto, rimangono però due cose fastidiose che proprio non vanno giù.
La prima è l’ossimoro di chiamare “ministro dello sviluppo economico” il dott. Passera. Viste le sue ultime dichiarazioni, chiamiamolo “della stretta economica”.........

La seconda è quella di essere preso in giro da false dichiarazioni espresse da personaggi autorevoli come l’attuale ministro , che da molti mesi criminalizzano l’unico settore che è stato in grado di attirare investimenti dall’estero e creare occupazione...........
Cordialmente
FRdC
Leggi    l'articolo integrale  su Affari Italiani
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Tratto da Greenme

Quinto Conto Energia: aumentano le proteste contro i tagli alle rinnovabili

incentivi-rinnovabili
Incentivi per le rinnovabili. Pare che le cose procedano a rilento, checché ne dicano i Ministri, da Passera a Clini, che nonostante assicurino che, in tempi brevi, le energie pulite avranno il sostegno che meritano, non offrono ancora certezze sul loro futuro. A partire dal Quinto Conto Energia. 
E se l'Aeeg concede al Governo un mese di tempo per decidere sugli incentivi da destinare alle energie rinnovabili, di fatto slittano anche quelli dedicati al fotovoltaico. Il Quinto Conto Energia, che dovrà subentrare al Quarto, prevederebbe, come confermato dallo stesso Ministro Clini, un netto taglio degli incentivi per il fotovoltaico.

Proprio per difendere il futuro delle rinnovabili sono scese in campo le associazioni, prima tra tutte ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili) che ha richiesto un incontro con il Ministro dell’Ambiente, esprimendo la propria preoccupazione per i contenuti della bozza del Quinto Conto Energia. “La crescita del fotovoltaico - ha dichiarato Antonio Rainone, Presidente ANTER - ha determinato in Italia benefici in termini occupazionali, economici e fiscali e contribuito a migliorare la qualità dell’ambiente e la salute dei cittadini.
  
Auspichiamo pertanto, insieme ai 100mila associati ANTER, un’azione concreta del governo a supporto degli impianti domestici, condominiali e delle PMI, per non fermarela diffusione democratica della produzione di energia da fonti rinnovabili che genera effetti positivi per tutto il Paese e la sua bolletta energetica”.

30 marzo 2012

A proposito di Energie Rinnovabili ........e di interessi precostiuiti del vecchio modello energetico

Tratto da QualEnergia

Quei 76 miliardi che le rinnovabili ci farebbero guadagnare

Facendo una stima costi-benefici, le fonti pulite da qui al 2030 farebbero guadagnare al 'sistema Paese' circa 76 miliardi di € tra maggiore occupazione, risparmio di combustibili e altre voci. Lo mostra uno studio dell'Osservatorio internazionale sull'industria e la finanza delle rinnovabili.
Le rinnovabili non sono un peso per il Sistema-Paese, come in questi ultimi tempi in molti sembrano sostenere. Anzi, possono rendere molto: i benefici netti delle rinnovabili stimati al 2030 ammontano a 76 miliardi di euro, distribuiti fra maggiore occupazione, mancato import di combustibili fossili, export netto dell’industria e riduzione del prezzo di picco dell'energia.
Se dal 2008 al 2011 si sono piantati i semi del nuovo sistema energetico, infatti, ora si iniziano a raccogliere i frutti. Frutti che sono piuttosto consistenti, spiega uno studio condotto dall'Osservatorio internazionale sull'industria e la finanza delle rinnovabili presieduto da Andrea Gilardoni, dell'Università Bocconi, e realizzato con il supporto di Anev, Aper ed Enel Green Power (vedi allegato).
Come si vede dai numeri, riassunti nella tabella, e ricavati proiettando fino al 2030 i benefici che sono stati effettivamente prodotti negli ultimi 3 anni, si arriva alla creazione di 130mila i posti di lavoro che renderebbe 46 miliardi di euro, sono poi 22 i miliardi di euro di ricavi dalle esportazioni legate al settore, un risparmio di importazione di 29 miliardi di combustibili fossili e infine vanno contabilizzati altri 13 miliardi che le rinnovabili farebbero risparmiare grazie all'effetto che hanno di ridurre il prezzo di picco dell'energia.
L'analisi tiene conto anche di una serie di errori compiuti finora: peso eccessivo degli oneri autorizzativi, inefficace controllo sugli incentivi, normativa incostante. E delle circostanze attuali oggettive: crisi economica, sovrapproduzione del sistema elettrico, difficoltà di adattamento della rete al nuovo assetto della generazione distribuita dell'energia.
Allegati

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Leggi su QualEnergia

Ecco a chi danno fastidio le rinnovabili

Dietro agli ultimi possibili schiaffi alle enegie rinnovabili, le bozze di quinto conto energia e il decreto rinnovabili elettriche, non ci sarebbe tanto la questione del loro peso in bolletta, ma uno scontro tra paradigmi energetici. Le rinnovabili danno fastidio agli interessi precostituiti del vecchio modello. 
G. B. Zorzoli ci spiega come.

Cosa c'è dietro gli ultimi attacchi alle rinnovabili, ossia quelle bozze così penalizzanti del quinto conto energia e del decreto per le altre rinnovabili elettriche circolate nei giorni scorsi? Per qualcuno la motivazione ufficiale, cioè il peso degli incentivi in bolletta, sarebbe secondaria. Quello in atto sarebbe invece lo scontro tra due paradigmi energetici: quello che abbiamo avuto finora, centrato sulle grandi centrali a fonti fossili, e uno nuovo, in cui le fonti pulite non sono più marginali e hanno iniziato a danneggiare gli interessi costituiti del vecchio modello, che per reazione cercano di contrastare il cambiamento.
Ne parliamo con l'ingegner G.B. Zorzoli, esperto di energia, che in passato è stato per anni nel consiglio di amministrazione di Enel (dal 1987 al 1993) e che ora è presidente della sezione italiana dell'International Solar Energy Society.
Zorzoli, il peso crescente delle rinnovabili nel sistema elettrico sta dando fastidio? Come?
Limitandoci all'aspetto economico, in Italia si è investito troppo in impianti a cicli combinati: investimenti per circa 25 miliardi di euro. Si è così arrivati a  una sovracapacità produttiva che rimarrebbe, seppur in misura minore, anche se non ci fossero le rinnovabili. D'altra parte, che le rinnovabili ci sarebbero state si sapeva: c'era stato prima il protocollo di Kyoto e poi il pacchetto europeo clima-energia....... Questo, oltre tutto in un periodo di domanda contenuta, è andato a incidere sul funzionamento dei cicli combinati, non tanto degli impianti più vecchi - che sono ancora incentivati con il Cip6 e come le rinnovabili hanno priorità di accesso alla rete – quanto su quella fetta dei più nuovi in cui si è investito di recente........
Quali sono i soggetti più danneggiati da questo fenomeno?
La risposta sta nella scissione che c'è stata recentemente in Assoelettrica, l'associazione dei produttori elettrici di Confindustria. Le aziende che sono uscite, hanno dato vita a una nuova associazione di cui questo è uno dei temi fondanti (Sorgenia, GDF Suez, Tirreno Power, EGL e RePower che hanno fondato Energia Concorrente, ndr). Questi sono i più danneggiati, ma anche gli altri lo sono e in proporzione a quanto hanno investito in cicli combinati.

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Ma, dal punto di vista del bene comune, finalità che dovrebbe essere del Governo, i provvedimenti che cercano di frenare questa transizione energetica sul lungo periodo tutelano gli interessi del Sistema-Paese?
Secondo me assolutamente no. Siamo un Paese fortemente dipendente dall'importazione di combustibili fossili, e lo sviluppo delle rinnovabili, oltre a tutelare l'ambiente e a creare nuove attività produttive, riduce drasticamente la dipendenza dall'estero, sia in termini di sicurezza che in termini di bilancia dei pagamenti.
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Lettera aperta di un’azienda del fotovoltaico al Governo

Convert Italia SpA ci invia questa lettera-riflessione rivolta al Governo sul difficile momento che sta attraversando il fotovoltaico italiano."A chi fa gioco uccidere il settore del fotovoltaico?", chiede l'azienda.
Vile, tu uccidi un uomo morto. La conosciutissima frase detta da Ferrucci a Maramaldo, mi pare appropriata a descrivere quello che il previsto V conto energia si appresta a fare al settore fotovoltaico....
Un vero e proprio schiaffo in faccia alle Aziende e agli investitori, che a dir poco ci sconcerta....

Il quarto conto energia ha provocato una sensibile riduzione di scala relativamente a tutti gli indici di settore; abbiamo perso il 50% degli addetti e la quasi totalità degli investitori, banche nazionali incluse.
Indigna che quei sei miliardi vengano ora sbandierati solo come costi mentre sono piuttosto un investimento nella creazione di un'infrastruttura di energie, prima che rinnovabili, pulite; un investimento in aria più pulita, in un minor costo per malattia per il sistema sanitario nazionale; un investimento verso il tanto sbandierato impegno del nostro Governo per la riduzione della CO2, impegno condiviso con tutto il mondo.
Condiviso davvero? Forse no, visto che ora sulle pagine de Il Sole e altrove il ministro Passera suggerisce piuttosto di investire sugli idrocarburi e sulle trivellazioni. ....

Sono passati meno di dodici mesi dalla pubblicazione del Quarto Conto Energia, sul quale io e tanti miei colleghi imprenditori abbiamo investito con lavoro e con impegno, con onestà e volontà e, visto quanto detto sopra, mi chiedo: di che parliamo signori del Governo?
Parliamo di uccidere le rinnovabili e il fotovoltaico in testa perché il sole è gratuito e durerà altri cinque miliardi di anni e petrolieri e fisco non possono averne vantaggi?
Occorre una risposta vera: a chi fa gioco uccidere il settore del fotovoltaico? Abbiamo appena accettato tutte le nuove norme per ridurre l'impatto sui terreni agricoli, l’articolo 65 del decreto liberalizzazioni che ha per l’ennesima volta normato ‘in corsa’ il settore; perché si infierisce ancora sul settore, con quale obiettivo reale, economico, politico? Per la volontà delle solite lobbies?
Ringrazio in anticipo il Governo e in particolare il ministro Passera, se mai avrò una risposta, una risposta vera, data in nome dei suoi stessi figli e nipoti, i quali, altrimenti, avranno garantito un futuro sempre meno pulito e sempre meno verde.
Giuseppe Moro, CEO di Convert Italia S.p.A.