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Visualizzazione post con etichetta rivoluzione energetica. Mostra tutti i post
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28 aprile 2016

Una Rivoluzione del Mercato Energetico? ......

nce

Tratto da SmartWeek

Una Rivoluzione del Mercato Energetico o Solo un’Utopia?

Quando accendete la luce o svolgete la più semplice azione con gli elettrodomestici, vi siete mai chiesti da dove proviene l’energia ? Quali siano gli impatti ambientali derivanti dall’utilizzo?
Tutte le forme di produzione di energia hanno un impatto potenzialmente negativo, come l’anidride carbonica estratta dai combustibili fossili, la contaminazione delle falde acquifere correlata all’estrazione di petrolio e gas naturali.....

Poche informazioni

Le aziende fornitrici di energia elettrica e gas non sempre forniscono delle chiare informazioni sull’origine della energia che utilizziamo e degli effetti sull’ambiente. Esiste un difetto di comunicazione tra il cliente e il fornitore perché le informazioni non sono condivise in maniera trasparente ed equa. I consumatori dovrebbero avere la possibilità di poter scegliere l’offerta energetica che maggiormente si adatta ai loro bisogni e soprattutto alle loro scelte di vita e di rispetto per l’ambiente.
Sarebbe auspicabile la redazione di un rapporto ufficiale che dichiarasse dati precisi e riassumesse in una tabella per ogni tipo di energia prodotta benefici, costi e impatto ambientale.

Un mercato che cambia

L’innovazione e le nuove tecnologie emergenti stanno lentamente modificando le dinamiche di mercato, da semplici consumatori con poche scelte energetiche ci stiamo trasformando in attori attivi sul mercato offrendo una moltitudine di servizi come: produttori, intermediari tra domanda e offerta o fornitori di servizi ausiliari. Attraverso le nuove dinamiche di mercato e le crescenti opportunità di investimento nella produzione di energie sostenibili stiamo diventando indipendenti dalle società produttrici e distributrici di energia. 
Il mix di risorse energetiche, che utilizziamo, è sempre più sotto il nostro controllo grazie alla possibilità di scelta che prima non avevamo: ad esempio possiamo installare dei panelli fotovoltaici nelle nostre case o scegliere una macchina elettrica rispetto ad una tradizionale modificando in modo proattivo l’equilibrio tra domanda e offerta.

Nuove offerte

 ......Società come Tesla, Google e Whirpool hanno lanciato nuove applicazioni che riducono il consumo di energia e garantiscono una maggiore efficienza energetica. ......

Il caso di Tesla

Tesla nel 2015 ha annunciato la creazione di un nuovo ramo aziendale denominato “Tesla Energy”, che ha come obiettivo quello di eliminare la dipendenza dalla rete elettrica al fine di diventare energeticamente autonomi attraverso l’energia solare. La missione aziendale di Tesla è di rendere i consumatori maggiormente indipendenti garantendo loro l’esatta origine dell’energia che utilizzano. Il primo prodotto di Tesla Energy è la “Powerwall Home Battery”, una batteria fissa agli ioni di litio ricaricabile che permette, ad un prezzo competitivo 3500$ per il modello da 10KWh, di integrare alla rete elettrica una sorgente energetica alternativa che può essere utilizzata quando il prezzo dell’elettricità è alto o in caso di black-out. Il costo dell’immagazzinamento dell’energia sta continuando a diminuire grazie alla sua ampia diffusione nell’ultimo decennio. Secondo una ricerca condotta dal MIT il prezzo di una batteria si ridurrà ulteriormente nei prossimi anni fino ad arrivare intorno ai 100 euro al kW nel 2030.
Powerwall Home Battery
Una ricerca condotta dall’università di Stanford prevede che l’utilizzo di 160 milioni di batterie Powerwall potrebbero condurre alla transizione, negli Stati Uniti, dall’energia tradizionale a quella proveniente da fonti rinnovabili.

Verso un controllo diretto delle risorse energetiche?

Le nuove tecnologie e il mercato contemporaneo consentono agli utenti di ottenere il controllo diretto delle risorse energetiche.
Le implicazioni di questa rivoluzione sono impossibili da prevedere. Si possono strutturare delle congetture riguardo al valore che verrà creato quando gli utilizzatori avranno il governo diretto dell’energia, sicuramente questa innovazione dovrà essere guidata da un periodo di grandi innovazioni, di crescita economica e di creazione di posti di lavoro.
L’innovazione deve essere uno strumento finalizzato alla ricerca e alla salvaguardia della sostenibilità ambientale. I soggetti, che svolgono allo stesso tempo la duplice funzione di consumatori e di cittadini, devono avere il diritto di poter scegliere la risorsa energetica che utilizzano. Una piccola scelta può cambiare radicalmente e migliorare il mondo in cui viviamo: più che un diritto un dovere per il nostro pianeta.
Giovanni Soldini

21 settembre 2015

Greenpeace :Apriamo gli occhi, il futuro è rinnovabile. E dipende da noi.

Tratto da Greenpeace

Apriamo gli occhi, il futuro è rinnovabile. E dipende da noi.

Chiudete gli occhi. Immaginate un mondo in cui le centrali a carbone smettono di sputare fumi nocivi dalle loro ciminiere, sostituite da pale eoliche che producono energia grazie al vento. Un mondo in cui di trivelle, in mare e a terra, non c’è traccia, ma ogni casa, sul tetto, ha un impianto fotovoltaico. Immaginate un mondo in cui non siamo più sotto scacco delle importazioni di gas, storicamente provenienti da zone poco “stabili” (come Libia e Russia), ma usiamo invece energia idroelettrica, geotermica e biomasse. Un Pianeta in cui le automobili sono elettriche, le centrali nucleari vengono spente e lasciano il posto all’efficienza energetica, le reti elettriche sono “intelligenti”.
Insomma, immaginate un mondo 100% rinnovabile con tutto quel che comporta: un freno aicambiamenti climatici (che significa ad esempio meno alluvioni, anche in Italia), meno guerre e meno giochi di potere legati al mondo del petrolio e del gas, nessun incidente alle piattaforme petrolifere, una drastica diminuzione dei morti legati all’inquinamento atmosferico.
Sembra un mondo impossibile, immaginario e utopistico. Ma non lo è. Il mondo che avete appena immaginato può davvero esistere. E non servono miracoli. Possiamo costruirlo insieme e l’ultimo rapporto Energy Revolution 2015, redatto dal DLR tedesco (uno dei più riconosciuti istituti scientifici) per conto di Greenpeace, spiega come farlo. Il rapporto è uno scenario globale che mostra come sia assolutamente possibile realizzare entro il 2050 un mondo 100% rinnovabile. Grazie a tecnologie come il solare, l’eolico e altre rinnovabili, unite all’efficienza energetica e a nuove reti elettriche intelligenti.
Tutto quello che avete immaginato a occhi chiusi non è impossibile. Ma c’è un’altra buona notizia, per certi versi anche migliore: realizzare la rivoluzione energetica illustrata nel rapporto diGreenpeace conviene non solo per l’ambiente, ma anche per le nostre tasche. Un paio di numeri: per un futuro 100 per cento rinnovabile entro il 2050, l’investimento aggiuntivo medio nellerinnovabili sarebbe di circa 1000 miliardi di dollari l’anno, mentre il risparmio medio legato al mancato uso di combustibili fossili rispetto nello stesso periodo sarebbe invece di 1070 miliardi di dollari l'anno. In altre parole, alla fine ci guadagneremmo in media 70 miliardi di euro l’anno.
Lo scenario Energy Revolution 2015 spiega inoltre che le rinnovabili creerebbero più posti di lavoro rispetto agli occupati nel settore dei combustibili fossili. La sola industria del solare produrrebbe più occupazione di quanto fa oggi quella del carbone, occupando 9,7 milioni di persone al 2030, più di dieci volte rispetto a quanto accade oggi. Nello stesso periodo i posti di lavoro nell’eolico potrebbero crescere fino 7,8 milioni. Dunque un mondo con meno petrolio, carbone e gas, ma con più occupazione.
Certo, si tratta di stime, proiezioni che dipendono da numerose variabili. Tuttavia già in passato l’edizione 2010 del rapporto Energy Revolution di Greenpeace si è avvicinata  alla realtà più di ogni altro rapporto scientifico sull’argomento, superando anche studi accurati come quelli redatti dalla World Bank o da Goldman Sachs.
Ma ora che abbiamo aperto gli occhi ricordiamoci che dipende anche da noi se i nostri sogni si avvereranno. Siamo nel 2015, e se nel 2050 vogliamo un mondo pulito, un Pianeta non più in balia dei cambiamenti climatici e un futuro 100% rinnovabile, occorre cambiare fin da subito. Si può fare, ma ognuno di noi deve iniziare a dare il suo contributo.
Il prossimo dicembre, a Parigi, si terrà l’annuale Conferenza sul Clima. Un appuntamento importante in cui potrebbe finalmente essere siglato un accordo globale per limitare le emissioni di gas serra e cercare di frenare il riscaldamento planetario. I leader mondiali dovranno mostrare ambizione e risolutezza, cosa che non è accaduta fino a oggi.
Ma a prescindere dalle decisioni che la politica riuscirà a prendere nella capitale francese, da oggi abbiamo un motivo in più per sognare un mondo migliore, 100% rinnovabile. E, se siamo pronti a batterci per i nostri sogni, questi si realizzeranno.
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Tratto da Qualenergia

Nel 2050 i consumi di energia potrebbero essere soddisfatti interamente con le rinnovabili. Come? Lo spiega la nuova edizione di "Energy [R]evolution 2015 - 100% Renewable Energy", il rapporto di Greenpeace (364 pp., vedi link a fondo pagina), che, tra gli altri aspetti, quantifica l’investimento necessario per raggiungere questo obiettivo. Risorse economiche che sarebbero più che ripagate dai futuri risparmi derivanti dall’abbandono dei combustibili fossili. Una rivoluzione possibile in una generazione, cioè in appena 35 anni a partire da oggi.
Per un futuro 100% rinnovabile al 2050, l’investimento aggiuntivo medio nelle rinnovabili sarebbe di circa 1000 miliardi di dollari l’anno. Il risparmio medio legato al mancato uso di combustibili fossili rispetto allo stesso periodo sarebbe invece di 1.070 miliardi di dollari l’anno, quindi più degli investimenti necessari per la completa transizione verso le rinnovabili. Nel grafico (clicca per ingrandire) l'evoluzione degli investimenti mondiali nello scenario 100% rinnovabili al 2050.
Secondo lo scenario 2015 - le precedenti edizioni del rapporto hanno descritto scenari molto vicini a quanto si è poi verificato nella realtà - entro 15 anni la quota di rinnovabili elettriche a livello mondiale potrebbe triplicare, passando dall’attuale 21 al 64%. Questo consentirebbe di diminuire le emissioni da 30 giga tonnellate annue a 20 giga tonnellate entro il 2030, anche tenendo conto del rapido sviluppo di economie emergenti, come Brasile, Cina e India.
Determinante a questa transizione sarà anche la prevista riduzione della domanda di energia termica grazie ad una notevole spinta negli interventi di efficienza, di utilizzo di pompe di calore elettriche e impianti a biomasse e soprattutto agli interventi di riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale. Nel grafico (clicca per ingrandire) si veda l’evoluzione dell’offerta di energia termica dal 2102 al 2050 secondo gli scenari della IEA e di Energy [R]evolution. In quest’ultimo, gli investimenti di tutto il periodo ammonterebbero a 16.700 miliardi di $, di cui il 38% e il 36% sono relativi, rispettivamente, al solare e alle pompe di calore.
........Tuttavia la transizione energetica è ancora troppo lenta e non in grado di contrastare i cambiamenti climatici ormai in atto. A tal proposito, ci ricorda il rapporto, va stigmatizzato il fatto che nella scorsa decade quasi altrettanta potenza di centrali a carbone (750.000 MW) sia stata installata su scale mondiale, di cui ben l’80% in Cina......
"I settori del solare e dell’eolico sono ormai sufficientemente maturi per poter competere a livello di costi con l’industria del carbone. Ed è molto probabile che entro il prossimo decennio supereranno quest’ultima anche in termini di occupazione e di energia fornita - spiega Sven Teske di Greenpeace, primo autore del rapporto - È responsabilità del settore dei combustibili fossili prepararsi ad affrontare questi cambiamenti. I governi, d’altra parte, devono gestire la dismissione del comparto dei combustibili fossili, già in atto e destinata a diventare sempre più rapida. Ogni ulteriore euro investito da governi e aziende in nuovi progetti legati alle fonti fossili è un investimento ad alto rischio, che potrebbe comportare perdite economiche".
Lo scenario Energy Revolution 2015 spiega che le rinnovabili creerebbero più posti di lavoro rispetto agli occupati nel settore dei combustibili fossili. La sola industria del solare produrrebbe più occupazione di quanto fa oggi quella del carbone, occupando 9,7 milioni di persone al 2030, più di dieci volte rispetto a quanto accade attualmente. Nello stesso periodo i posti di lavoro nell’eolico potrebbero crescere fino 7,8 milioni. Nel grafico il peso degli occupati nei vari comparti energetici nei diversi scenari.
"Non possiamo permettere che le lobby dei combustibili fossili ostacolino il passaggio verso le energie rinnovabili, ovvero la soluzione più efficace ed etica per un futuro energetico pulito e sicuro - afferma Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International - Vorrei invitare tutti quelli che dicono ‘'non si può fare’ a leggere questo rapporto, e riconoscere che una rivoluzione energetica per un futuro 100% rinnovabile si può fare, si deve fare, e sarò un bene per tutti".

06 aprile 2015

La rivoluzione energetica distribuita: energia dalle reti di distribuzione idrica......

Tratto da Figliodellafantasia

La rivoluzione energetica distribuita: energia elettrica dalle reti di distribuzione idrica

portlandlucidpipe-3La profonda crisi di sistema nella quale siamo sprofondati, dopo decenni di utilizzo indiscriminato del pianeta, ha visto letteralmente radiare la parola “limite” dal lessico comune, spazzata via da un modello economico che ha imposto una logica mistificatoria tra la parola “crescita”, intrinsecamente basata unicamente sugli aspetti quantitativi, con “sviluppo”, che dovrebbe invece fondare le sue radici con lo sviluppo effettivo dell’umanità in tutte le sue più profonde e recondite esigenze. 
E’ oramai sempre più inconfutabile che, per uscire da questa profonda crisi di sistema, è fondamentale ripristinare quanto prima modelli distribuiti e basati sulla sussidiarietà perduta, oggi che le nuove tecnologie permettono di dare risposte economicamente efficienti alle identità, alle potenzialità ed alle esigenze, economiche, ambientali e sociali delle diverse comunità. In questo contesto, due le parole che individuano al meglio questa contrapposizione sempre più evidente tra la distruzione, individuabile nel termine “concentrato” e tendenzialmente monopolista o quantomeno oligarchico, in mano di pochi e la salvezza, individuabile invece nel termine, “distribuito”, un modello, decisamente più democratico, equo, partecipativo, solidale, tanto caro alla grande civiltà contadina spazzata via anche nel nostro paese, dagli anni ’60, ed oggi riportata alla attualità da nuovi grandi “profeti moderni” ........ Un concetto che contrappone la unidirezionalità e quindi unilateralità dei modelli “concentrati” e quindi decisamente “totalitari” a quelli distribuiti, bidirezionali e quindi basati sulla relazione e sul dialogo tra chi produce e chi consuma, ce lo forniscono graficamente, per esempio i sistemi energetici (vedi figura seguente). Una autentica rilettura in chiave moderna di concetti del passato, follemente spazzati via.
energia_distribuita_vs_centralizzata
Questa lunga premessa per dare conto di un nuovo ulteriore esempio di virtuosità legata ai modelli distribuiti, che riguarda la possibilità di produrre energia elettrica attraverso le reti di distribuzione idrica, nonostante l’amarezza di dover registrare nel nostro paese, il completo disattendere del volere del popolo sovrano, a distanza di ben 4 anni dal referendum in cui la volontà popolare aveva indicato la ripubblicizzazione delle reti di distribuzione idrica.
Ma torniamo agli aspetti tecnologici di questa nuova e bellissima innovazione, messa in atto, attraverso una nuova startup americana, nella città di Portland, nell’Oregon, dove è stato ideato un dispositivo idraulico che permette di produrre energia rinnovabile grazie allo sfruttamento di flussi delle condutture d’acqua cittadine. 
Un sistema che, secondo i responsabili della start-up, potrebbe essere facilmente replicato in ogni dove.  Il sistema si chiama LucidPipe Power System (vedi video e specifiche tecniche in calce al post) ed è basato su una serie di micro turbine idroelettriche inserite all’interno delle condutture della rete di distribuzione idrica della città statunitense. Attualmente, nella fase sperimentale del progetto, sono già installate 4 microturbine, che permettono di produrre ogni anno circa 1.100 MWh di energia elettrica, corrispondenti 
all ’ approvvigionamento di cui necessitano mediamente 150portlandlucidpipe-1 famiglie, in una configurazione che è già stata testata in altre due città statunitensi come Riverside e San Antonio. Secondo l’amministratore delegato della società Gregg Semler, “LucidPipe costituisce un metodo completamente rinnovabile ed affidabile di produzione di energia. A differenza del solare e dell’eolico, consente di generare elettricità costantemente, 24 ore su 24, e senza alcun impatto negativo sull’ambiente. Non ci sono pesci né uccelli che vengono disturbati e in questo senso è un dispositivo che piacerà agli ecologisti”.
Il sistema si basa sulla valorizzazione del flusso dei moltissimi metri cubi di acqua che scorrono ogni giorno nelle tubature comunali di Portland, rese sfruttabili dal nuovo sistema per produrre energia idroelettrica da immettere nella rete urbana.  Sicuramente un altro tassello fondamentale per le municipaltà, per  utilizzare al meglio tutto il potenziale possibile delle risorse disponibili in un centro cittadino, divenuta oramai la missione principale di molte amministrazioni comunali in epoca di spending review, con la metropoli dell’Oregon che si è posta al centro dell’attenzione.
Passando agli aspetti pratici, per la realizzazione di questa prima fase progettuale, è stato sufficiente sostituire una porzione di tubatura “classica” con il LucidPipe portlandlucidpipe-700x325Power System, della Lucid Energy, una speciale tubatura dotata di quattro turbine da 107 cm ciascuna, che vengono attivate quando l’acqua in pressione passa nel condotto. ........
Energy e consentirà di produrre 1,100 megawatt/ora di energia all’anno necessaria per alimentare circa 150 abitazioni..........Una occasione ulteriore per dire ancora una volta che “Il futuro è sempre più distribuito”, proprio grazie alle nuove tecnologie, sempre più modulari e scalabili che ci permettono di riappropriarci delle nostre origini.
A seguire un interessante video sulla bellissima esperienza in atto nella città di Portland (Oregon). 
Leggi l'articolo integrale su Figliodellafantasia
Sauro Secci 

26 marzo 2015

IL BOOM DELLE ENERGIE RINNOVABILI, NON PREVISTO DALLA POLITICA

Tratto da   fare ambiente MAGAZINE

IL BOOM DELLE ENERGIE RINNOVABILI, NON PREVISTO DALLA POLITICA

.......Energia rinnovabile al 100% cento
 entro il 2050 ....

La previsione globale per le energie rinnovabili più azzeccata è quella di Energy [R]evolution di Greenpeace. Nel mondo, nonostante il calo del prezzo del petrolio, è in atto un boom delle energie rinnovabili: spinto dalla produzione di pannelli solari cinesi a buon mercato, il fotovoltaico nel 2014 ha segnato il suo anno record, mentre l’energia eolica ha ormai raggiunto in molte aree la grid parity con i combustibili fossili, stracciando il nucleare. Come scrive Brian Merchant, Senior Editor di Motherboard, «Di conseguenza, il mercato per l’energia pulita è cresciuto a passi da gigante negli ultimi anni, in quanto consumatori, governi e tutte le imprese hanno adottato un’ondata di nuove tecnologie per l’energia rinnovabile».
Il Dipartimento dell’energia Usa (Doe) ha definito tutto questo una “rivoluzione energetica”, proprio come fa il rapporto “Renewable Energy Revolution” del Meister Consulting Group che però dice anche che quasi nessuno aveva visto arrivare questa rivoluzione, comprese le più grandi agenzie energetiche del mondo e le multinazionali dei combustibili fossili che «Per la maggior parte, hanno seriamente sottovalutato quanto velocemente il settore dell’energia pulita poteva crescere e sarebbe cresciuta».
Il rapporto dice che «Gli attuali impianti solari ed eolici hanno superato di gran lunga le previsioni degli esperti riguardo la loro crescita. Negli ultimi 15 anni, sono state fatte una serie di previsioni – da parte dell’International Energy Agency, dall’US Energy Information Administration e da altri – sul futuro della crescita delle energie rinnovabili. Quasi ognuna di queste previsioni ha sottovalutato il livello della crescita reale vissuta dai mercati dell’eolico e del solare». Quindi Iea, Eia, Doe o Goldman Sachs non ci avevano capito nulla, mentre invece a prevedere l’inarrestabile boom erano stati quelli che fino a pochi anni fa venivano fatti passare come visionari contaballe: gli ambientalisti. Infatti il rapporto sottolinea: «Solo le proiezioni di crescita più aggressive, come ad esempio gli scenari di Energy [R]evolution di Greenpeace, sono state quasi precise».
Quindi i sovversivi di Greenpeace, mentre scalavano le ciminiere delle centrali a carbone o facevano blitz contro le centrali nucleari e la deforestazione, avevano capito meglio delle falangi di esperti al servizio delle agenzie internazionali e  di consulenza cosa stava accedendo al mercato dell’energia e nella testa dei consumatori.
Il rapporto Meister dice che Energy [R]evolution, pubblicato da Greenpeace nel 2010, è la previsione più accurata del boom delle rinnovabili, anche se ha significativamente sottovalutato il solare e leggermente sopravvalutato l’eolico. Sven Teske, il principale autore di Energy [R]evolution, in un’e-mail inviata a  Merchant, spiega che «Le nostre proiezioni sono molto più vicine di quelle dell’Iea allo sviluppo effettivo delle energie rinnovabili perché, a partire dalla metà degli anni ’90, abbiamo monitorato con attenzione le capacità di sviluppo del mercato dell’energia e della produzione rinnovabile a livello globale e nazionale ed abbiamo messo in discussione i possibili tassi di crescita delle industrie solare ed eolica. Sapevamo quello che avevano nei loro ordinativi per i successivi 3 – 5 anni e li avevamo estrapolati per i successivi 5 anni. Questo ci ha dato una buona idea di ciò che il mercato delle energie rinnovabili farà entro il prossimo decennio».
Le serissime persone di Washington e delle altre cancellerie mondiali non hanno dato molto peso alle analisi di ambientalisti rompiscatole, ma alla fine basta guardare i grafici che pubblichiamo per vedere che aveva azzeccato la traiettoria della crescita dell’energia rinnovabile nel mondo.
Teske ci tiene a sottolineare anche un’altra cosa che rende ancora più miope la previsione di governi ed agenzie: «Oltretutto, le proiezioni per i prossimi 10 anni sono semplicemente una nostra dichiarazione politica, indicano quel che vorremmo vedere accadere. Questo per noi è diventato anche un piano di lavoro. Se vediamo che un mercato delle energie rinnovabili non funziona come vogliamo, cercheremo di mettere su campagne contro combustibili fossili e il nucleare ed a favore delle energie rinnovabili». E in effetti sono state le campagne  delle associazioni ambientaliste, come Clean Our Cloud, ad influenzare il mercato portando giganti come la Apple e Google ad andare verso le energie rinnovabili, innescando così un processo a catena lungo tutta la filiera produzione-rifornimento-vendita.

La politica ha quindi sottovalutato – e continua a farlo – l’impatto che le campagne ambientaliste hanno sull’opinione pubblica e sulla green economy, un atteggiamento che sembra toccare punte assurde negli Usa, dove i Repubblicani continuano a dire che la lotta al cambiamento climatico non è possibile perché le energie rinnovabili sono troppo care e/o inaffidabili. Ora i profeti di sventura sono di fronte ad una industria delle rinnovabili in piena espansione sia grazie ad un mercato ormai maturo che ad un’opinione pubblica sempre più convinta dei benefici delle energie rinnovabili, nonostante i tagli agli incentivi attuati da diversi governi, compreso il nostro.
Quel che non hanno capito molti politici e troppi tecnici è che, come scrive Merchant, «dopo tutto, l’energia pulita non è un mercato come molti altri, a differenza di diciamo, l’elettronica di consumo o la moda, c’è un imperativo morale per farne parte. In caso contrario, vinceranno i combustibili fossili e gli scienziati dicono che richiamo di cuocere il pianeta».
 Per questo Greenpeace – ma anche Legambiente e Wwf in Italia –   potrebbe essere stata in grado di prevedere l’imminente rivoluzione energetica: mentre i burocrati ed i loro analisti cercavano di capire (e salvare) le forze che puntano allo status quo energetico, gli ambientalisti avevano capito per cosa valeva la pena di lottare e cosa bisogna difendere. 
Se qualcuno a Wall Street avesse preso sul serio le “folli” previsioni di Greenpeace sarebbe diventato immensamente ricco.

Ora gli ambientalisti stanno preparando la prossima serie di proiezioni: «Ora le energie rinnovabili sono più convenienti delle energie convenzionali, quindi stiamo lavorando su una nuova proiezione: energia rinnovabile al 100% cento entro il 2050 – conclude Teske – Dovremo essere in grado di raggiungere almeno il 90%. 
Di meno sarebbe un fallimento per il clima e per il nostro pianeta, quindi il fallimento non è un’opzione».

04 novembre 2014

Solare rispetto ai fossili: la differenza in un grafico.......

Tratto da  Qualenergia


Il prezzo di carbone, petrolio e gas naturale visto su un orizzonte lungo è sostanzialmente stabile ed è altamente improbabile che cali in maniera significativa in futuro.
Il costo del kWh da fotovoltaico invece è sceso dell'80% in 5 anni e la discesa con ogni probabilità continuerà. 
La differenza nell'evoluzione dei costi rappresentata nel grafico sotto spiega meglio delle parole la rivoluzione in atto del sistema energetico. Dati EIA, CIA, World Bank, Bernstein analysis rielaborati da Bloomberg.

09 ottobre 2014

La crisi climatica raccontata con nove grafici.

Tratto da Qualenergia

La crisi climatica raccontata in nove grafici

Da poco è uscita l'edizione 2014 del Carbon Budget Report, rapporto sulle emissioni climalteranti frutto del lavoro di 88 studiosi provenienti da 68 organizzazioni di 12 paesi. Si può leggere sul sito Global Carbon Project ma, per chi non ha troppo tempo, ecco 9 grafici che mostrano in un colpo d'occhio la situazione climatica in cui ci troviamo.
1) Le emissioni continuano a crescere
Sono aumentate di un altro 2,3% nel 2013 e si prevede un aumento del 2,5% per il 2014.
2) Il carbone è il principale responsabile
A sinistra le emissioni in valore assoluto, a destra il tasso di crescita per il 2012-2013. Il carbone incide per il 59% della crescita delle emissioni di gas serra del 2013, il petrolio per il 18%, il gas per il 10%, e la produzione di cemento per il 12%.
 3) Le emissioni della Cina continuano ad aumentare
La Cina è il più grande emettitore mondiale (anche se circa metà della sua produzione e quindi delle sue emissioni collegate è destinata all'export). A sinistra le emissioni rilevate, a destra le emissioni previste per il 2019.

4) I cinesi hanno sorpassato gli europei in quanto ad emissioni pro-capite

 
5) Ma se guardiamo l'andamento delle emissioni in una prospettiva storica USA ed UE restano i maggiori responsabili
Gli Usa pesano per il 26% delle emissioni del periodo 1870-2013, l'UE28 per il 23%, la Cina per l'11% e l'India per il 3%.

6) E gran parte delle emissioni della Cina derivano dalla produzione di beni che vengono esportati nei paesi occidentali
Come si vede la Cina ha emissioni per la produzione molto superiori a quelle sul consumo, viceversa USA ed UE hanno emissioni molto più alte se calcolate su quanto consumano che su quanto producono: è la cosiddetta delocalizzazione delle emissioni

7) A questi ritmi il carbon budget per stare sotto alla soglia critica dei 2°C di riscaldamento globale sarà esaurito entro il 2040
8) Siamo sulla traiettoria verso un livello di riscaldamento globale disastroso
Il trend attuale di crescita delle emissioni, se non sarà corretto, ci porterà ad una aumento della temperatura media del pianeta di 3,2-5,4 °C. Per restare sotto la soglia di sicurezza dei 2 °C serve una vera e propria rivoluzione energetica (si veda anchel'ultimo Outlook MIT).
9) Dobbiamo lasciare gran parte delle riserve fossili sotto terra

Per restare sotto ai 2 °C di riscaldamento globale i due terzi delle riserve di carbone, petrolio e gas non potranno essere bruciate.

23 giugno 2014

Domani 24 GIUGNO la Rainbow Warrior di Greenpeace toccherà Savona durante il tour per promuovere rinnovabili ed efficienza.



La RAINBOW WARRIOR domani sarà a  Savona ! 

“Non è un paese per fossili”, a Savona arriva la nave di Greenpeace...


Savona. Si terrà sotto la Torretta la prima tappa del tour “Non è un Paese per fossili”, che vede la nave di Greenpeace “Rainbow Warrior” impegnata in tutta Italia al fianco dei cittadini e dei comitati locali contro l’uso di fonti energetiche fossili.
La nave di Greenpeace farà scalo a Savona domani, per ribadire il suo no alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Alle 10.30, presso la Sala conferenze a bordo della Rainbow Warrior, interverranno Andrea Boraschi, responsabile Energia e Clima per Greenpeace Italia, e i rappresentanti di diversi comitati locali No carbone. Tra gli invitati, Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure, e Alberto Ferrando, sindaco di Quiliano.
La conferenza stampa che si terrà a bordo della nave, a dieci minuti di navigazione dal porto di Savona (dove saranno disponibili alcuni gommoni per raggiungere la Rainbow Warrior), sarà un’occasione per discutere di quella che, secondo il report “Killer silenziosi” lanciato da Greenpeace nel giugno 2013, sino al sequestro e allo spegnimento ordinati dalla Procura di Savona, è stata per anni una delle centrali a carbone più dannose d’Europa, e la più letale in Italia, causa di 120 morti premature all’anno.
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Pronti a salire a bordo per il nostro Tour? ►http://bit.ly/UyTMJr

Sulla nostra rotta incontreremo i cittadini e spiegheremo i nostri progetti per un futuro rinnovabile: insieme dimostreremo che il nostro non è un paese per fossili!

RAGGIUNGI A BORDO i guerrieri dell’arcobaleno!




Debutto in Italia per la Rainbow Warrior di Greenpeace.


Tour per promuovere rinnovabili ed efficienza.13 giugno, Arriva per la prima volta in Italia, a fine giugno, la nuova Rainbow Warrior - la nave ammiraglia di Greenpeace, varata nel 2011 - impegnata in un tour sui cambiamenti climatici, per promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza, contro il ricorso ai combustibili fossili.
Il tour 'Non è un Paese per Fossili' - spiega l'associazione ambientalista - vedrà la nave in azione a sostegno della lotta dei cittadini e dei comitati locali che combattono contro le energie fossili - carbone e petrolio - nel nostro Paese. Da Vado Ligure a Saline Ioniche, da Palermo a Brindisi la nostra nave toccherà i luoghi dove si produce energia (o si minaccia di produrla) in modo tanto anacronistico quanto dannoso per l'uomo e l'ambiente e dove i comitati locali da tempo chiedono il passaggio ad energie verdi.

La nuova Rainbow Warrior "è una perfetta ambasciatrice della rivoluzione energetica che chiediamo" spiega Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. Progettata per ridurre al minimo il consumo di carburanti, possiede un rivoluzionario sistema di alberatura che sorregge 1.260 metri quadrati di vele. La forma dello scafo e l'acciaio ultraleggero impiegato contribuiscono a raggiungere quest'obiettivo.

Nel corso del tour italiano, spiega ancora Greenpeace, sarà possibile per chiunque lo desidera visitare la nave e conoscere la missione dei "guerrieri dell'arcobaleno". Tre gli appuntamenti previsti: 
 il 28-29 giugno a Genova,
il   5 - 6 luglio a Palermo 


e     il   2-  3 agosto a Brindisi. .....
Leggi l'articolo integrale