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15 giugno 2013

Ilva, i cittadini scrivono una lettera a Napolitano "Taranto si sente presa in giro"

Tratto da La Repubblica

Ilva, i cittadini scrivono a Napolitano "Taranto si sente presa in giro"

La lettera al presidente della Repubblica: "Diritto alla salute sacrificato sull'altare degli interessi economici"


"Siamo cittadini di Taranto, una città che ha smesso di credere nello Stato dopo l’approvazione della legge Salva-Ilva". Inizia così una lettera inviata da un gruppo di cittadini di Taranto e rappresentanti di associazioni ambientaliste al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Abbiamo amaramente compreso - aggiungono - che sul nostro dramma si sono dette tante bugie e che ancora oggi si prova a prenderci in giro, con delle leggi che non salvaguardano nulla, se non le tasche dei soliti noti".

A livello ministeriale e governativo, sostengono i sottoscrittori della missiva, "c'è stato un accordo trasversale mirato a salvare gli interessi nazionali, autorizzando ancora per tre anni la produzione e consentendo, di fatto, lo sversamento delle sostanze sulla città e sui cittadini, mettendo la cittadinanza sull'altare, come un agnello sacrificale.  

Le vorremmo ricordare - fanno presente i cittadini rivolgendosi al capo dello Stato - che lo studio Sentieri ha stabilito che ogni mese circa 3 persone muoiono di neoplasie, per non
considerare le altre morti per malattie collegate all'inquinamento, ed in mezzo a questa mattanza, ci sono vittime innocenti come bambini e madri che allattano neonati".  
La scelta fatta di comprimere il diritto alla salute a favore del diritto al lavoro, concludono, "non la riteniamo giusta perché è la sospensione di un diritto incomprimibile, la vita". 

 Leggi la Lettera integrale su  Delfini erranti.org
Ilva: I cittadini di Taranto scrivono al Presidente On. G. Napolitano

......La domanda che sorge spontanea è:
 Quanto orrore è possibile accettare per salvare la politica dalle sue responsabilità?

L’avvio reale delle bonifiche, a spesa di chi ha inquinato, oltre che offrire posti di lavoro, renderebbe giustizia ad un luogo paradisiaco, stuprato, dileggiato e preso in giro da molti e soprattutto da coloro che ci dovrebbero tutelare e difendere come cittadini italiani.
Lettera firmata

12 marzo 2013

No ad un decreto sulla SEN. FREE si appella al Presidente Napolitano

Tratto da Qualenergia

No ad un decreto sulla SEN.

 FREE si appella al Presidente  Napolitano

Clini e Passera hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale. 
 Il Coordinamento delle Associazioni delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica chiede al Presidente della Repubblica di intervenire per porre rimedio a questo atto "scorretto" da parte dei ministri del Governo Monti.




Avevamo segnalato come la Strategia Energetica Nazionale stesse per diventare un decreto interministeriale tra Sviluppo economico e Ambiente (Qualenergia.it) e di come le associazioni ambientaliste, Greenpeace, Legambiente e WWF, avessero stigmatizzato tale decisione, per un atto di programmazione, come un vero e proprio colpo di mano da parte di un governo in carica solo per gli affari correnti.
Oggi rincara la dose il Coordinamento delle Associazioni attive nelle Fonti Rinnovabili e nell’Efficienza Energetica (Coordinamento FREE) che con un comunicato (pdf) chiede addirittura a Napolitano di intervenire. Segue comunicato FREE:

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  GIORGIO NAPOLITANO.

Lo scorso 8 Marzo i ministri Clini e Passera hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale, atto definito come strumento di programmazione e indirizzo.
Un atto ingiustificato non solo per i suoi contenuti (non sono stati tenuti in debita considerazione gli innumerevoli commenti emersi in sede di consultazione), ma anche per la forma, venendo da ministri tecnici di un governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, senza il previsto preventivo passaggio parlamentare (come è avvenuto per altri provvedimenti), senza l’approvazione da parte del CIPE (atto dovuto per uno strumento di programmazione), addirittura privo di una formale approvazione da parte del Consiglio dei ministri.
 Oltre tutto a elezioni svolte, cioè a pochi giorni dall’inizio della consultazioni per la costituzione di un governo retto dai voti di un Parlamento appena legittimato dal suffragio popolare.

Di fronte a questa manifestazione di dispregio del corretto funzionamento delle procedure democratiche, il Coordinamento fra Associazioni attive nelle Fonti Rinnovabili e nell’Efficienza Energetica (Coordinamento FREE) fa appello alla sensibilità istituzionale del Presidente della Repubblica, affinché intervenga per porre rimedio a questa incresciosa situazione.

25 dicembre 2012

Taranto: “Il regalo sarebbe non ammalarci più”

 Tratto da Articolo tre

Le donne dell’Ilva di Taranto: “Il regalo sarebbe non ammalarci più”

donne ilva- 25 dicembre 2012- "Noi non vogliamo avere più dottori e strutture di eccellenza dove curarci, noi vogliamo semplicemente non ammalarci più".
Lo sostengono in una nota i componenti del Comitato Donne per Taranto che, in occasione del Natale, vogliono "ringraziare i politici locali che tanto si sono spesi per farci capire quanto bravi siano stati ad introdurre nel decreto legge n. 207/2012 le assunzioni nelle Asl e la valutazione del danno sanitario".
"Vogliamo dire ai nostri amministratori e ai nostri politici – prosegue la nota – che facciamo volentieri a meno di queste modifiche e di questi 'contentini'". "Quest'anno i tarantini – si sottolinea – hanno dovuto scartare il loro regalo di Natale, ben confezionato da chi ha il dovere di difendere la salute dei cittadini, in anticipo nonostante più di 4000 cittadini abbiamo firmato una petizione indirizzata al Presidente Napolitano e ai Ministri Clini e Balduzzi con la quale richiedevano di inserire nell'Autorizzazione Integrata Ambientale i dati aggiornati dello studio Sentieri". 
"Nonostante la stessa Aia – si legge ancora – sia stata rilasciata in assenza di un Piano di Emergenza Esterno; nonostante 6000 persone abbiano sfilato in una fiaccolata per sostenere il lavoro della magistratura; nonostante il 15 dicembre 2012 in più di 20mila abbiamo gridato 'No' al decreto Salva Ilva e Ammazza Taranto".
"A chi ha votato a favore del decreto 'ad Ilvam' – conclude la nota – consigliamo vivamente di non decidere di candidarsi a Taranto perché  da noi non riceverà alcun voto. A chi invece ha deciso di votare questi candidati, chiediamo di riflettere sulla propria scelta perchè non si può più essere complici di chi ha deciso di sacrificare la vita di una intera città in nome del profitto di un singolo e delle banche".

04 dicembre 2012

TARANTO- ILVA: UNA MAMMA SCRIVE A NAPOLITANO: “VENGA A VISITARE I BIMBI AMMALATI”

Tratto da Vivavoceweb.com

ILVA, UNA MAMMA SCRIVE A NAPOLITANO: “VENGA A VISITARE I BIMBI AMMALATI”

 4 dicembre 2012 

Dopo la firma del presidente per l’ok al decreto legge. La donna: «I nostri figli sono devastati dal cancro»

TARANTO – «Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito dare loro in pasto al mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo». Lo scrive una cittadina di Taranto, Tonia Marsella, in una lettera aperta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri ha firmato il decreto che consente allo stabilimento siderurgico di continuare la produzione nonostante il sequestro della magistratura.

LA LETTERA«Dica alle mammeaggiunge l’autrice della lettera rivolgendosi al presidente della Repubblica che la malattia e la morte del loro figlio è necessaria, altrimenti cala il Pil». Tonia Marsella si chiede come sia possibile, dopo quello che è accaduto per la vicenda Ilva, «credere ancora nello Stato Italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune …e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita?» 
Infine la cittadina, che ha divulgato la lettera tramite il Comitato «Donne per Taranto», chiede al capo dello Stato di sapere «cos’hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri. Perché in quello stabilimento l’area a caldo è stata chiusa, in quanto considerata incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? 
Credevoconclude Marsella - che Lei avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna».


Leggi su Affari italiani.libero.it

  Ilva, alta tensione sul decreto. A Taranto un neonato con tumore alla prostata.


"Qui i bambini nascono con il cancro". 
 E' da tempo che Giuseppe Merìco, primario nel reparto di pediatria dell'ospedale Santissima Annunziata, lo ribadisce: "A Taranto ci sono bimbi che vengono alla luce già ammalati".

"Dall'inizio del 2012 sono già cinque", spiega il medico. L'ultimo caso? Un neonato di tre giorni con un tumore alla prostata. In molti collegano il fenomeno all'inquinamento e ai veleni scaturiti dagli impianti siderurgici. Intanto continua la polemica sul decreto del governo. Due incontri tra sindacato e azienda. Leggi l'articolo integrale




Tratto da Il giornale.it
 
Legambiente ha criticato aspramente la decisione di Napolitano di avallare il decreto. "Aspettavamo un decreto Salva Taranto e invece abbiamo ottenuto un decreto esclusivamente Salva Ilva, pericoloso per Taranto e per tutta l’Italia". 
Il presidente ha detto che così facendo si trasforma l'Ilva "in un pericoloso precedente che modifica la legislazione ambientale in Italia". 
"D’ora in avanti sarà possibile scavalcare le disposizioni della magistratura".


Tratto da Il Tempo.it

Ilva: Peacelink, decreto e' tra violazioni piu' gravi della Costituzione

Taranto, 4 dic. (Adnkronos) - ''In soccorso dell'azienda e' sceso anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmando un decreto sull'Ilva di Taranto che da' al potere esecutivo una preminenza su quello giudiziario. E' uno dei piu' gravi tentativi di violazione della Costituzione mai avvenuti in Italia e va respinto perche' i poteri dello Stato devono rimanere indipendenti e non va consentito che il governo blocchi la magistratura''.
 Lo sottolinea il presidente dell'associazione Peacelink, Alessandro Marescotti. ''La situazione - prosegue - e' resa ancora piu' grave in quanto nel decreto le ragioni economiche dell'azienda acquisiscono priorita' sul diritto alla vita e alla salute dei cittadini, mentre la Costituzione Italiana subordina le ragioni dell'economia alla difesa della salute e della vita, ritenendo tali diritti inalienabili e incomprimibili. 
Tuttavia la partita non e' persa - assicura Marescotti - e puo' riservare grosse sorprese in quanto la Procura potrebbe sollevare il conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato, ossia fra governo e magistratura. In tal caso la questione passerebbe all'esame della Corte Costituzionale". "E' un procedimento lungo che durerebbe mesi, nei quali tuttavia gli impianti - precisa - non verrebbero dissequestrati. Infatti il conflitto di attribuzione nel frattempo 'congelerebbe' il procedimento in corso nello stato attuale, ossia mantenendo l'ordinanza che impone il sequestro senza facolta' d'uso degli impianti ritenuti 'pericolosi' dalle perizie commissionate dalla Procura. 
Se la Procura decidera' di sollevare il conflitto di attribuzione, il Decreto del governo avra' fallito nel suo intento immediato, ossia di restituire all'azienda la piena disponibilita' degli impianti per produrre come prima". (segue) 

Leggi anche su Il Fatto Quotidiano 

Napolitano: questo decreto sull’Ilva non ci piace

Il commento di Anna Lisa Mandorino, vice segretario generale di Cittadinanzattiva sul decreto Ilva.....

 

13 settembre 2012

FERMIAMO IL CARBONE :UN SUPER AVVOCATO PER LA CENTRALE...e ...RICORSO A NAPOLITANO

A  PROPOSITO DELLA "PROBLEMATICA CENTRALE A CARBONE  TIRRENO" E DELLA 
RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE RIPORTIAMO  I DUE ARTICOLI   " PUBBLICATI OGGI 13 SETTEMBRE SUI QUOTIDIANI  "LA STAMPA" E  "IL SECOLO XIX".


L' ARTICOLO SU "LA STAMPA"TITOLA :
RICORSO A NAPOLITANO PER LA CENTRALE


 L' ARTICOLO SU "IL SECOLO XIX" TITOLA:
NO CARBONE ,UN SUPER AVVOCATO PER LA CENTRALE




08 luglio 2012

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO


Tratto da Savona News

Spett.. Redazione in allegato Vi trasmetto la lettera aperta che il Comitato Sanitario della Valbormida ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare la grave situazione della Sanita' Pubblica nei 19 Comuni della Valbormida, alla luce anche del progetto di
declassamento del pronto soccorso.
Nelle prossime settimane sono previste assemblee pubbliche nei vari Comuni della Valbormida che culmineranno in una grande manifestazione di Piazza in programma sabato 22 settembre 2012  
 alla quale parteciperanno: Comitati sanitari in difesa della salute pubblica, Associazioni Ambientaliste e lavoratori per chiedere una svolta nella gestione politica del nostro territorio, basato solamente sulla diminuzione dei posti di lavoro, aumento delle industrie altamente inquinanti ed a basso impiego di manodopera e tagli ai servizi sanitari, con particolare riferimento a quelli di prima emergenza.
Giuseppe Boveri


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO.

 


"Egregio Sig. Presidente Giorgio Napolitano,

Le scriviamo come Comitato Sanitario che tutela i diritti di oltre 40.000 cittadini che vivono nei 19 Comuni dell’alta Valle Bormida, in Provincia di Savona, al fine di richiamare la sua attenzione sulle condizioni della sanità pubblica nel nostro territorio.

La popolazione della Valle Bormida registra, purtroppo, elevati tassi di mortalità associati a gravi malattie correlate all’inquinamento dell’aria, delle acque e dei suoli; tale situazione è una diretta conseguenza della presenza sul nostro territorio di industrie ad alto impatto ambientale che in passato ed attualmente hanno immesso ed immettono nell’ambiente composti chimici altamente cancerogeni e dannosi per la salute.
 

Negli ultimi anni, a questa situazione, già peraltro grave, si è aggiunto il rapido smantellamento dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte, unico presidio sanitario che forniva servizi ad una popolazione dispersa su un territorio collinare - montano di circa 500 Kmq.

Progressivamente sono stati ridotti i posti letto, si è diminuito l’organico, sono stati chiusi interi reparti ed oggi siamo prossimi anche alla chiusura del pronto soccorso che, secondo i programmi della Regione Liguria, sarà declassato ad un presidio di primo intervento, idoneo solamente al trattamento dei casi sanitari più semplici. Per scongiurare quest’ultima contrazione abbiamo già raccolto ed inviato alla Regione Liguria 9.000 firme di cittadini valbormidesi.

L’aspetto che maggiormente ci preoccupa è che l’Ospedale di Cairo Montenotte non potrà più fornire servizi adeguati per i casi di emergenza; i cittadini che necessiteranno di interventi medici urgenti dovranno recarsi negli ospedali localizzati sulla costa ligure, i quali saranno raggiungibili, a seconda della località di provenienza, con tempi di percorrenza variabili tra i 40 e gli 80 minuti.
Il trasporto verso questi ospedali sarà possibile solamente grazie al servizio di volontariato di decine di militi delle croci, che avranno l’onere di sopperire alle gravi carenze sanitarie presenti sul nostro territorio, percorrendo migliaia di Km alla settimana, con condizioni stradali invernali di neve e ghiaccio, poiché il nostro territorio è situato sul versante padano degli appennini, oltre il colle di Cadibona.

Ci rivolgiamo a Lei, Presidente, in nome dell’Articolo 32 della Costituzione Italiana che con poche parole esprime un diritto essenziale per la persona umana:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure agli indigenti”


Confidiamo nel suo interessamento affinché anche nell’Alta Valle Bormida possano essere garantiti i servizi sanitari minimi necessari alla tutela della salute pubblica e si ponga fine al grande mercato che lucra cospicui guadagni sui bisogni e sulle malattie dei cittadini.Presidente Napolitano, siamo fiduciosi nel suo autorevole intervento, sicuramente efficace nel porre rimedio alla desolante gestione della Sanità Ligure che nell’Alta Valle Bormida viola la Costituzione Italiana.

Cairo Montenotte, 6 luglio 2012

Per il Comitato Sanitario della Val Bormida"
    Alvaro Leoni


03 gennaio 2012

1)COMMISSIONE EUROPEA....ENERGY ROADMAP AL 2050 .2)PRESIDENTE NAPOLITANO e MINISTRO CLINI : IMPEGNO PER AMBIENTE FORZA TRAINANTE ECONOMIA.


Energy Roadmap, decarbonizzare il sistema energetico entro il 2050

La Commissione europea pubblica la tabella di marcia per azzerare le emissioni nella produzione di energia entro il 2050.

Il 15 dicembre scorso la Commissione europea ha presentato la sua Energy Roadmap 2050. La comunicazione fa seguito ad una tabella di marcia più generale, pubblicata nel marzo 2011, per un'economia decarbonizzata, dove tutti i settori - non solo energia, ma anche trasporti, edilizia, industria e agricoltura -, concorrono alla riduzione delle emissioni inquinanti.
Per il commissario all'Energia, Günther Oettinger, la decarbonizzazione del sistema è non solo una prospettiva praticabile, ma anche vantaggiosa a livello economico: “al momento i costi del business as usual e quelli della decarbonizzazione sono i medesimi – ha infatti spiegato il commissario -, ma a lungo termine la seconda prospettiva risulterebbe meno onerosa”.
La Roadmap UE per l'energia lega l'obiettivo comunitario di ridurre dell'80% le emissioni inquinanti entro il 2050 innanzitutto alla completa decarbonizzazione della produzione energetica: solo se saremo in grado di produrre energia a impatto zero il livello complessivo delle emissioni potrà subire una riduzione drastica.
Quattro i pilastri su cui si fonda il nuovo modello energetico. Innanzitutto l'efficienza e la riduzione dei consumi. In secondo luogo l'aumento della quota prodotta da fonti rinnovabili. Poi lo sviluppo delle tecniche di cattura e stoccaggio di CO2 (Carbon capture storage). Infine, l'energia nucleare, che l'Unione non prescrive agli Stati membri, ma continua a difendere quale alternativa sicura e sostenibile alle fonti tradizionali.
Lo sforzo della Commissione è diretto soprattutto a comunicare l'urgenza degli investimenti nel settore energetico: spendere oggi significa per Bruxelles pagare meno domani, grazie ai risparmi conseguibili con l'efficienza dei consumi, alla riduzione della dipendenza dalle fonti fossili e dalle fluttuazioni che ne caratterizzano i prezzi, ma anche in considerazione del costo dell'adeguamento ai cambiamenti climatici. 
LEGGI TUTTO

TRATTO DA  GREENME

Rinnovabili: in Germania storico sorpasso su nucleare e carbone convenzionale

 Nel 2011 in Germania l'energia prodotta da fonti rinnovabili ha superato sia quella proveniente dal nucleare che quella prodotta dal carbone convenzionale. Uno storico sorpasso che avalla con i fatti la decisione dello stato tedesco di abbandonare definitivamente l'atomo entro 2022.


A rivelarlo il rapporto della BDEW (Bundersverband der Energie und Wasserwirtschaft) - in pratica l'associazione dell'industria elettrica tedesca -  pubblicato nei giorni scorsi in cui e redatto sulla base dei dati previsionali per il 2011 (scaricabile nella versione integrale in tedesco qui).
Dal dossier, completo di grafici, emerge come la quota delle rinnovabili sia arrivata a toccare il 19,90% del fabbisogno energetico nazionale, acquistando ben 3,5 punti percentuali rispetto al 2010 (16,4%), in pratica un quinto della produzione di energia elettrica totale, superando così il nucleare (crollato dal 22,4% al 17,7% in conseguenza della chiusura di 8 reattori avvenuta lo scorso marzo) e il carbone convenzionale (fermo a quota 18,7%). Scende di pochissimo anche il gas (dal 13,8 al 13,6%).
 

TRATTO DA QUALENERGIA

Clima di rinnovabili

Le tecnologie sostenibili e rinnovabili stanno correndo velocemente verso la maturità. Sarà proprio la crescita della green economy a modificare le politiche climatiche della Cina e probabilmente quelle sullo scenario globale.



Ma bisogna guardare anche più lontano. L’Europa prevede la totale decarbonizzazione della produzione elettrica al 2050. La Germania, ancor prima di Fukushima, aveva definito una “roadmap” per coprire con le rinnovabili il 50% della domanda elettrica al 2030 e almeno l’80% a metà secolo. Molti studi hanno verificato la possibilità di garantire il 100% della domanda con le rinnovabili al 2050. Sono tutti elementi che confermano la praticabilità di un tale percorso e rappresentano uno stimolo a osare di più. E questi messaggi arrivano lontano. Secondo alcuni scenari, in Cina le energie verdi potrebbero arrivare a soddisfare oltre un quarto della domanda complessiva al 2030 e il 30-45% nel 2050. E la corsa delle rinnovabili continuerà in tutto il mondo. Nei prossimi dieci anni i Paesi del G20 potrebbero infatti investire nelle energie verdi fino a 2.300 miliardi di $, per il 40% in Cina, India, Giappone e Corea del Sud.
Secondo lo Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation dell’IPCC, pubblicato quest’anno, la diffusione delle rinnovabili potrebbe arrivare entro la metà del secolo a tagliare significativamente (fino a due terzi negli scenari più spinti) le emissioni globali di CO2. E questa scelta, sul lungo periodo, garantirà anche vantaggi economici. Dunque la forzatura politica dell’Europa che si è data obbiettivi legalmente vincolanti di riduzione delle emissioni e di crescita delle rinnovabili sta accelerando una rivoluzione energetica che avrebbe impiegato decenni a manifestarsi LEGGI TUTTO



IL  MINISTRO DELL'AMBIENTE CLINI SE  COSA NE PENSA DI QUESTI ARTICOLI?
COSA FARA' L'ITALIA PER ADEGUARSI A ENERGY ROADMAP 2050 ?
DOPO TANTE BELLE PAROLE CI FERMEREMO AL SOLITO VECCHIO INQUINANTE E TERRIBILMENTE NEGATIVO PER I CAMBIAMENTI CLIMATCI CARBONE?
PERCHE' ANCHE NOI NON COMINCIAMO A GUARDARE LONTANO  PER L'ENERGIA E CI VOLGIAMO FINALMENTE  A FORME PIU' ECOCOMPATIBILI?

RIPORTIAMO IL LINK ALL'ARTICOLO DEL 14 DICEMBRE
 Riportiamo le sue parole:
"La generazione distribuita di energia con le fonti rinnovabili raggiunge invece livelli di efficienza almeno del 30 per cento più alti e quindi ha molto più senso dal punto di vista industriale", ha detto Clini.
"La crescita della generazione distribuita da fonti rinnovabili è una svolta importante, perché lega per la prima volta la produzione di energia ai territori", ha sostenuto Clini.
"E' una grandissima occasione per cambiare le nostre abitudini e sviluppare una mentalità più consapevole in materia di efficienza energatica"......(LEGGI TUTTO)

DAL GOVERNO CI ASPETTIAMO DAVVERO UN CAMBIO DI PARADIGMA ENERGETICO . FATTI CONCRETI CHE CI ALLINEINO ALLE TENDENZE PIU' INNOVATIVE DELL'EUROPA CHE  VUOLE CRESCERE  NEL RISPETTO DELL' AMBIENTE E DEI CITTADINI E NON  SOLO ........RICORRENDO AL SOLITO PREISTORICO E SUBDOLO CARBONE . 


Leggi su Virgilio economia

Napolitano e Clini: Impegno per ambiente forza trainante economia

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, conferma "l'impegno mio e di tutto il ministero per rendere l'ambiente una forza trainante della crescita economica". 

Lo afferma lo stesso Clini dopo il messaggio di fine anno del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

"Il nostro sforzo - sottolinea - sarà tradurre gli obblighi internazionali e dell'Unione europea in un'opportunità di sviluppo per tutto il Paese"

  "Da cittadino italiano - aggiunge Clini in una nota - desidero esprimere la mia gratitudine al presidente della Repubblica per il suo messaggio di incoraggiamento e di responsabilità e per il forte riferimento all'esigenza di affrontare l'emergenza del dissesto idrogeologico". 

22 novembre 2011

1)Il Presidente Napolitano si schiera a favore della tutela ambientale2)MetCap, ecco la prima centrale al mondo con fonti rinnovabilibasata su tecnologia GE.


Tratto da Ecoo.it

 Il presidente della Repubblica si schiera a favore della tutela ambientale

 

Giorgio Napolitano, il nostro presidente della Repubblica, ha sostenuto ancora una volta la sua posizione a favore della tutela ambientale e di uno sviluppo sostenibile del nostro Paese. La politica, infatti, si deve impegnare per azioni concrete atte a curare l’ambiente e il territorio.

Napolitano, infatti, sostiene che la protezione dell’ambiente e uno sviluppo a impatto zero devono essere una priorità da perseguire per il governo di qualsiasi parte politica, in quanto la gestione dell’ambiente e il basso impatto ambientale delle attività produttive riguardano il bene comune. Il presidente della Repubblica ha voluto inoltre esprimere la propria convinzione sulle energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno energetico del nostro Paese.

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Leggi su TMnews_

Monito di Napolitano sull'ambiente: L'Italia punti su rinnovabili 

E si pensi a programmazione di lungo periodo,oltre la legislatura

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MENTRE IL MONDO VA AVANTI A GRANDI PASSI IN ITALIA CI INCATENERANNO ANCORA AL CARBONE?

  E IL  NUOVO GOVERNO TECNICO SI SCHIERERA' A FAVORE DELLA TUTELA AMBIENTALE E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE ,COME USPICATO DAL PRESIDENTE NAPOLITANO, E... SI APRIRA' ALLE ENERGIE DEL FUTURO O... PERSEVERERA' PERVICACEMENTE  NEL PROMUOVERE OBSOLETE CENTRALI A CARBONE?ATTENDIAMO SEGNALI VERI E NON"UN ULTERIORE SOTTOMISSIONE ALLE CORPORATION DEI  FOSSILI."( Leggi QUI)

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Leggi su   News Puglia

Grave a Brindisi inquinamento provocato da carbone


Contro l'avvelenamento da carbone lotteremo ogni giorno per ridurre al massimo le cause ...




 

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Tratto da Circuiti Verdi

MetCap, ecco la prima centrale al mondo con fonti rinnovabili basata su tecnologia GE


MetCap, ecco la prima centrale al mondo con fonti rinnovabili basata su tecnologia GE
GE e l’azienda energetica MetCap Energy Investments, hanno annunciato il loro investimento in una delle centrali energetiche più efficienti d’Europa alimentata a gas naturale. Con una potenza complessiva di 878 megawatt, il progetto Eurostar sfrutterà la tecnologia GE per dare energia alla città di Istanbul supportando gli sforzi intrapresi dalla Turchia in termini di modernizzazione dell’ormai sorpassata infrastruttura energetica e di soddisfazione delle crescenti richieste di approvvigionamento elettrico.

L’accordo tra MetCap e GE definisce un nuovo standard mondiale per l‘integrazione efficiente di gas naturale ed energie rinnovabili. L’innovativo progetto Dervish consentirà alla rete di distribuzione turca di sfruttare maggiormente risorse quali l’eolico, il solare e il gas naturale per soddisfare la crescente richiesta di energia più pulita, affidabile e più economica.
“Queste iniziative sono l’ulteriore prova di come l’accordo MetCap-GE possa creare opportunità di sviluppo offrendo una tecnologia leader in Europa, Nord Africa, Medio Oriente e altre aree del pianeta. La collaborazione definirà un nuovo standard per l’integrazione efficiente di gas naturale ed energie rinnovabili, in linea con il nostro impegno nei confronti di un futuro energetico responsabile”.
“MetCap è uno dei maggiori produttori di energia della Turchia con il quale continuiamo a collaborare a stretto contatto per implementare le tecnologie più avanzate in questo campo e fornire agli operatori l’opportunità di adottare tecniche più pulite, intelligenti ed efficienti finalizzate a vincere le attuali sfide energetiche”........

Progetto Eurostar
Una volta completato, la centrale elettrica Eurostar, che utilizzerà due turbine a gas Frame 9FB, una turbina a vapore e un generatore a vapore a recupero di calore, avrà una produzione di energia sufficiente a coprire il fabbisogno di 2,3 milioni di famiglie di Istanbul. Oltre a garantire un’efficienza termica superiore al 58%, il progetto Eurostar sarà caratterizzato dall’assenza di scarico liquido, da basse emissioni e da una capacità di avviamento rapido pari a 35 minuti.

Progetto Dervish IRCC

La centrale IRCC FlexEfficiency* 50 utilizza una turbina a gas 9FB a 50 Hz di nuova generazione, una turbina a vapore, un generatore, turbine eoliche GE per una potenza di 22 MW e tecnologia solare termica a concentrazione eSolar per un totale di 50 MW, il tutto integrato tramite un sistema di controllo GE Mark Vie, con un unico tasto di avviamento. Alle condizioni operative della centrale di MetCap, questa tecnologia consente di raggiungere il record di 69% di efficienza termica.

L’investimento in eSolar
eSolar è un produttore californiano di tecnologia solare termica a concentrazione. Con l’investimento annunciato a giugno 2011 da GE e MetCap, GE Energy ha in atto un accordo con eSolar in base al quale ha acquisito in esclusiva mondiale i diritti per l’utilizzo della tecnologia modulare eSolar a supporto di soluzioni Integrated Solar Combined Cycle (ISCC).
“L’investimento in eSolar rappresenta un ulteriore passo avanti verso la trasformazione dell’industria energetica”, ha commentato Metin. “Un traguardo che siamo riusciti a concretizzare a fronte di ritorni finanziari molto interessanti per il nostro investimento. Riteniamo che sia questo il futuro della generazione di energia”.
Leggi l'articolo integrale



05 luglio 2011

1)Il Governo favorisce il carbone con legge “ad aziendam” 2)Savona vuole partecipare a Roma alla discussione suTirreno Power. .....

Leggi su Rovigo oggi: Il Governo favorisce il carbone .

ECCO IL NUOVO CHE AVANZA " L' INNOVATIVA..... COMBUSTIONE DI CARBONE",NATURALMENTE A SCAPITO DELLA POPOLAZIONE, DEL TURISMO E DELL'AMBIENTE NEL DELTA DEL PO E NON SOLO.....

PER LE ENERGIE RINNOVABILI FORSE IL GOVERNO DEVE ANCORA
VALUTARE ADEGUATAMENTE ..............


Era legittimo aspettarsi un rilancio energetico che tenesse conto del contesto europeo che ci obbliga ad arrivare al 17 per cento di energia da fonti rinnovabili al 2020 triplicando la disponibilità attuale ma in
ITALIA LA LUNGIMIRANZA E LA PIANIFICAZIONE ENERGETICA E' ORMAI DA TEMPO UNA CHIMERA .....


Tratto da" La Voce Dell'Emergenza"

Centrale Porto Tolle: nella manovra finanziaria una vergognosa norma per l’Enel

Nella nuova manovra finanziaria il Governo ha introdotto una norma che favorisce lo smantellamento di centrali alimentate ad olio per trasformarle a carbone.

E’ un perfetto esempio di legge “ad aziendam”,

con la quale non solo si vanifica la sentenza del Consiglio di Stato sulla valutazione di impatto ambientale, ma si decide deliberatamente di ignorare – per fare l’interesse dell’ENEL l’impatto ambientale e sanitario di una centrale a carbone nel cuore di una delle aree, il Delta del Po, più fragili e a rischio del Paese.

Oggi, insieme a Legambiente, WWF e Italia Nostra, abbiamo scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché impedisca che il Governo aggiri una sentenza “scomoda” sostituendosi ai giudici che hanno già sentenziato sulla incompatibilità ambientale del carbone.

La conversione a carbone della centrale di Porto Tolle comporterebbe l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica (CO2), il principale responsabile del riscaldamento globale; nonché la movimentazione, in un parco naturale già fragilissimo, di 5 milioni di tonnellate di carbone all’anno e di un altro milione di tonnellate tra calcare, gessi e ceneri.

Tutto questo per salvare meno di 200 posti di lavoro che potrebbero essere assorbiti da un equivalente impianto a gas naturale, ipotesi più razionale visto che accanto al sito della centrale è stato costruito il più importante terminale gasifero off-shore.

I rischi posti dalla conversione a carbone sono quindi evidenti, senza contare che il carbone è tra i fattori che ritardano il lancio, in Italia, di una seria politica di investimenti sulle rinnovabili e l’efficienza che secondo numerose stime (nazionali, internazionali e sindacali) porterebbe nel nostro Paese migliaia di posti di lavoro.

Qui il testo della lettera al Presidente della Repubblica

(Greenpeace)


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Articolo pubblicato ,in prima pagina ,su La Stampa di ieri su Savona e Provincia:

IL COMUNE DI SAVONA CHIEDE AL MINISTERO DI POTER PARTECIPARE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI SU TIRRENO POWER.



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SILVESTRO:Albissola Marina faccia sentire la sua voce alla Conferenza dei Servizi sulla centrale termoelettrica Tirreno Power.

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Pensiamo che sull'ipotesi di potenziamento della centrale termoelettrica di Vado attraverso la messa in funzione di nuove unità a carbone, l'Amministrazione Comunale di Albissola Marina abbia il dovere di far sentire la propria voce, nel rispetto del voto unanime del suo consiglio comunale del dicembre 2009, e a confrontarsi e coordinarsi con le altre Amministrazioni locali del territorio provinciale e con la Regione Liguria per assumere tutte le iniziative necessarie a tutela della salute e dell'ambiente anche degli albissolesi..

Secondo la citata nota dell’Ordine dei Medici il raggio dell'inquinamento non è limitato ai comuni su cui insiste l’impianto (Vado e Quiliano) ma “l’impatto sulla salute di una centrale a carbone è massimo entro le 30 miglia (48 Km) dalle ciminiere”....

è di assoluta evidenza che le decisioni sul potenziamento della centrale in oggetto riguardano direttamente i Comuni da loro amministrati quali “destinatari di impatti ambientali” così come citati nella Sentenza del Consiglio di Stato, V, 17/05/2005, n°2460 che considera “Comuni interessati alla procedura di impatto ambientale e quindi legittimati a parteciparvi, oltre a quelli nel cui territorio viene localizzato l'impianto, quelli destinatari di impatti ambientali, non essendo pertanto di per sé decisivo il criterio di prossimità dell'opera”.
...
e) Nel succitato “piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria” della regione Liguria, a pag. 67 la cartina che riporta il biomonitoraggio degli effetti dell’inquinamento atmosferico evidenzia come le zone di maggiore sofferenza corrispondano al raggio di massimo impatto sulla salute riportato nella citata nota dell’Ordine dei medici.
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Tirreno Power: i comuni di Spotorno, Noli, Bergeggi e Vezzi vogliono esserci

La conferenza dei servizi "conclusiva" sul dubbio ampliamento a carbone della centrale di Vado è prevista tra due settimane. I quattro sindaci dei paesi vicini alle note ciminiere - Calvi, Borgo, Repetto e Revello - scrivono al ministero dell' "ambiente"


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Il Comune di Spotorno su Tirreno Power

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Anche il Comune di Finale Ligure vuol essere presente alla conferenza servizi conclusiva su Tirreno Power

L' ordine del giorno è stato approvato all'unanimità per tutelare la salute dei finalesi ed il settore turistico dal danno derivato dalla cattiva qualità dell'aria.

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Tratto da GreenReport

Tre miliardi di dollari per l'energia pulita e chiusura delle centrali a carbone più inquinanti

L’Australia verso il carbon price e l’Ets

Il governo australiano sta mettendo insieme un pacchetto da 3 miliardi di dollari (3,2 miliardi di dollari Usa) per promuovere l'energia pulita e pagare la chiusura delle più inquinanti centrali a carbone. La misura farebbe parte del carbon price scheme che dovrebbe essere presentato entro pochi giorni.

Il governo laburista ha annunciato che svelerà i particolari dei suoi piani il 10 luglio e la premier Gillard ieri ha detto che il suo gabinetto, il committee of government per il global warming, i suoi alleati dei Greens ed indipendenti, «Stanno lavorando al progetto, ed ultimeranno i restanti dettagli della carbon tax alla fine di questa settimana».

The Australian scrive che le grandi utilities elettriche australiane, che comprendono colossi come International Power (Australia) ed Origin Energy, si trovano ora ad affrontare la svalutazione del patrimonio, le perdite di capitale per gli azionisti e l'incapacità di richiedere prestiti a causa della carbon tax «Avranno bisogno di rifinanziare prestiti tra 9 e 10 miliardi di dollari australiani nei prossimi cinque anni, dato che la tassa avrà effetto dal primo luglio del prossimo anno, per la transizione nel 2015 ad un Emissions trading scheme».Leggi tutto,

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Tratto da PeacelinK
Comunicato stampa
AIA Ilva: non è quella per cui abbiamo lottato.
Prova ne è il recente dato allarmante del benzo(a)pirene misurato dall'Arpa

5 luglio 2011 - Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti (Altamarea - Coordinamento di cittadini e associazioni)

L'AIA che sta per essere varata non è l'autorizzazione che contiene le prescrizioni obbligatorie per cui abbiamo lottato e per cui abbiamo inviato centinaia di pagine di osservazioni tecnicamente molto puntuali.

A confermare la nostra tesi ci sono i dati Arpa sul benzo(a)pirene (apparsi oggi sul sito web dell'ARPA).

Sono tali da confermare l'allarme su questo pericoloso cancerogeno.

.....E' assolutamente evidente che l'origine del benzo(a)pirene nell'area industriale è l'Ilva.

Questo dimostra che il parere istruttorio conclusivo dell'AIA dell'Ilva ha ignorato sostanzialmente la gravità del problema.

L'AIA andrebbe resa molto più prescrittiva sul benzo(a)pirene. Avevamo chiesto un limite emissivo dalla cokeria di 150 ng/m3 dal piano coperchi che la commissione AIA tuttavia non ha accolto con motivazioni inconsistenti.Leggi tutto


Tratto da "La Repubblica"
.......Ilva, sì all'Aia per lo stabilimento ma è scontro con gli ambientalisti: "Spiace che la Regione Puglia abbia sottoscritto una simile indecenza. I Verdi in nome del popolo inquinato presenteranno un ricorso al Tar per impugnare questo atto che non tutela nè la salute nè l'ambiente. Quest'autorizzazione arriva nel momento in cui la Procura della Repubblica di Tranto ha contetato il reato di disastro colposo e doloso e mentre il nucleo operativo ecologico ha chiesto il sequestro dell'impianto. È una Aia vergognosa, perchè non sono previsti limiti alla fonte di emissione per quanto riguarda sostanze dannose per la salute come il cadmio, cromo esavalente, mercurio e i metalli pesanti - spiega il leader ecologista -. È previsto un aumento della produzione dell'acciaio fino a 15 milioni di tonnellate ossia tre volte la produzione attuale".
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Di Antonio Cianciullo

Se le rinnovabili diventano farsa

Come è noto, la produzione di energia è questione che richiede investimenti di lungo periodo, visione strategica, capacità di fare sistema. Il futuro energetico va immaginato nell’arco dei prossimi decenni e organizzato nell’arco dei prossimi anni.
Il governo Berlusconi fin dall’inizio ha avuto una visione stagionale dell’energia: gli sgravi fiscali per le misure di efficienza nella ristrutturazione delle case sono stati inseriti e tolti più volte, fino a subire un ultimo dimezzamento (i benefici sono stati spalmati in un arco di tempo doppio rispetto a quello fissato dal precedente governo).
Ma dall’inizio di quest’anno, con il capitolo rinnovabili, l’incertezza è diventata farsa. Nel gennaio 2010 entra in vigore il terzo conto energia: a marzo viene cancellato. A maggio si prova a rimediare con il quarto conto energia: a fine giugno si propone il taglio del 30 per cento degli incentivi pluriennali appena approvati.
Pochi giorni fa – dopo una sollevazione che aveva visto scendere in campo tutte le associazioni di categoria interessate – il consiglio dei ministri annuncia il ritiro dell’emendamento che prevede il taglio del 30 per cento.
Adesso una nota del senatore Francesco Ferrante informa che nella bozza del decreto sulla manovra il taglio è stato inserito di nuovo.
Al di là dell’esito di questo braccio di ferro resta un dato di fatto: il mancato rispetto delle regole, la noncuranza con cui si cancellano certezze garantite dal governo a cittadini e investitori, l’inaffidabilità delle decisioni di Palazzo Chigi agli occhi del sistema creditizio internazionale costituiscono un danno gravissimo per il paese. Dopo aver puntato – e perso – una scommessa nucleare che nei piani governativi valeva un quarto della torta elettrica, era legittimo aspettarsi un rilancio energetico che tenesse conto del contesto europeo che ci obbliga ad arrivare al 17 per cento di energia da fonti rinnovabili al 2020 triplicando la disponibilità attuale.
L’inadeguatezza totale di fronte alla necessità di una programmazione disegna un’ombra e una preoccupazione che vanno al di là della questione energetica.