COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta prescrizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prescrizioni. Mostra tutti i post

12 febbraio 2016

GREENBIZ -Ilva: la corsa per il salvataggio continua, a discapito dell'ambiente

Tratto da Greenbiz


ilvadallaltoScaduto il termine per presentare le manifestazioni d’interesse per l’Ilva, all’appello compaiono 29 interessati. Già erano pervenute quelle di Marcegaglia e Cdp, tra le altre è arrivata anche quella di ArcelorMittal.
GLI INTERESSATI - Sia Marcegaglia che ArcelorMittal da anni si erano fatte avanti. O meglio, Marcegaglia aveva appoggiato la proposta dell’azienda indiana, ma ora le due manifestazioni d’interesse sono assolutamente separate, con la variabile Cassa Depositi e Prestiti, visto che ha dichiarato di volersi unire eventualmente ad una cordata con un ruolo di minoranza. Tra gli altri “pretendenti” anche il gruppo Arvedi e la Eusider.
VERSO LA CESSIONE - Ora la procedura prevede che le manifestazioni d’interesse siano esaminate in relazione ai requisiti del bando, tra cui compare anche quello di proseguire le attività siderurgiche senza trascurare gli obblighi di tutela ambientale. La cessione sarà completata entro il 30 giugno 2016. La prossima scadenza è comunque quella del 31 marzo, quando – dopo la fase di consulenza di Rothschild – dovranno arrivare le offerte vincolanti. I commissari valuteranno entro il 15 aprile e potranno anche avanzare l’ipotesi di cordate, con l’entrata in scena anche di soggetti terzi.
LA QUESTIONE RISANAMENTO - Ma cosa dovrà garantire chi acquisirà l’Ilva? LaReuters fornisce alcune cifre riassuntive:occorrono almeno 2 miliardi di euro, considerando la manutenzione ormai urgente e il rifacimento dell'Altoforno 5, il più grande d'Europa. E poi c’è il problema degli almeno 4 mila esuberi. Un decreto del governo semplifica leggermente la vita al nuovo proprietario, visto che proroga all'estate 2017 la scadenza per l’"ambientalizzazione" del polo di Taranto e garantisce un prestito ponte da 1,1 miliardi di euro con la garanzia dello Stato. Non solo. Il piano di risanamento ambientale si potrà modificare in base al piano industriale. Tradotto: se cala la produzione, possono essere meno severe anche le prescrizioni di interventi ambientali.
Scritto da Anna Tita Gallo

20 febbraio 2015

NODO SPINOSO :Tirreno Power ,sull'Aia scontro interno al ministero.

 IL MINISTRO GALLETTI DISPONIBILE SULLE PRESCRIZIONI MA IL DIRIGENTE  DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE  LO PRESTI LO STOPPA

IL NODO  PIU' SPINOSO CHE IL VERTICE DI MERCOLEDI' CON IL SOTTOSEGRETARIO  GRAZIANO DELRIO NON HA RISOLTO ,E' RAPPRESENTATO DA UNO SCONTRO  CHE SERPEGGIA NEI CORRIDOI DELLO STESSO MINISTERO DELL' AMBIENTE.
UN RETROSCENA DELL' INCONTRO ROMANO:IL MINISTRO GIAN LUCA GALLETTI HA MOSTRATO ALLE PARTI UN ATTEGGIAMENTO DEFINITO "POSITIVO",NEL SENSO CHE HA DATO UNA GENERICA DISPONIBILITA' A RIMETTERE SUL TAVOLO LE PRESCRIZIONI PER ESAMINARE I PUNTI CHE L'AZIENDA GIUDICA INAPPLICABILI.
MA GIA' DURANTE LA DISCUSSIONE E' EMERSA LA DURA CONTRAPPOSIZIONE CON GIUSEPPE LO PRESTI,DIRIGENTE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE,A CAPO DELLA  DIVISIONE "RISCHIO RILEVANTE E AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE."
LO PRESTI SI E' MOSTRATO IRREMOVIBILE DI FRONTE ALL' IPOTESI DI INTERVENIRE SULLE PRESCRIZIONI PRINCIPALI.
INOLTRE C'E' IL NODO PALESE DA MESI,EPPURE ANCORA DA SCIOGLIERE,DELL'IMPOSSIBILITA' DI COSTRUIRE LA COPERTURA DEL CARBONILE ENTRO IL 15 MARZO........


                             INCERTEZZA 
IL 25 FEBBRAIO SI RIUNIRA' IL TAVOLO TECNICO PER LA CENTRALE DI VADO MA GLI ESITI DELL'INCONTRO NON SONO AFFATTO SCONTATI.

 Riportiamo  inoltre  uno stralcio dell' articolo apparso ieri su  TRC 
 Il Ministro dell'Ambiente ha ribadito di aver effettuato modifiche ed interventi per agevolare Tirreno Power, sottolineando che se l'azienda richiedesse il rilascio dell'Aia con alcune modifiche e per comparti, piuttosto che ricorrere al Tar, si riuscirebbe ad avere una speranza in più per i gruppi a carbone...... 
Sotto l'articolo integrale  
“Il Governo continua ad essere il garante di questo difficile percorso che dovrebbe portare a breve alla riapertura della centrale (previo dissequestro) – affermano in una nota le segreterie nazionali Cgil, Cisl, Uil – La presidenza del Consiglio, come ha ieri affermato, desidera ‘adottare soluzioni che consentano la ripresa dell’attività degli impianti'. ............. finalmente tutti hanno preso coscienza che la parte burocratica della vicenda ha la sua importanza (lettere, ricorsi), ma è molto più produttivo studiare, tutti insieme, i nodi rimasti insoluti al fine di trovare soluzioni che consentano la ripartenza a breve della centrale Tirreno Power. E questo è ancora più importante perché il ministro Galletti ha lasciato intendere in ogni modo che farà di tutto per favorire la ripresa dell’attività produttiva, dando garanzie certe sui punti che l’azienda continua  porre come dirimenti”.

30 luglio 2014

1) Savona -11 Marzo 2014 disposto il sequestro preventivo della centrale Tirreno Power. 2) Cos'è lo SME?

 Per  la fondamentale importanza dei suoi  contenuti ........ riportiamo integralmente le considerazioni  finali del decreto di sequestro preventivo del Gip Fiorenza  Giorgi  dell' 11 marzo 2014


...........Quanto sopra rilevato circa il fumus commissi delicti, in ordine al periculum in mora, si osserva quanto segue.
E’ stato ampiamente evidenziato nei paragrafi che precedono, che la condotta tenuta dalle società che si sono succedute nella gestione della centrale di Vado Ligure (“Interpower S.p.A.” e “Tirreno Power S.p.A.”) è stata costantemente e sistematicamente caratterizzata da reiterate inottemperanze alle prescrizioni, sia negli anni antecedenti al rilascio dell’AIA, sia nel periodo successivo al rilascio della stessa.
In altre parole, appare dimostrato che il gestore, in tutti questi anni e fino alla data odierna, ha sempre fatto quello che gli tornava più vantaggioso, il tutto nella neghittosità degli organi pubblici chiamati a svolgere attività di controllo, e che lungi dal sanzionare le dette inottemperanze, hanno ritardato in modo abnorme l’emissione dei dovuti provvedimenti ed emesso alla fine una AIA estremamente vantaggiosa e frutto di un sostanziale compromesso in vista della costruzione di un nuovo gruppo a carbone che si presenta come meramente ipotetica, non preoccupandosi da ultimo di imporre l’adempimento delle prescrizioni in ordine alla collocazione dello SME.
Non si può poi dimenticare - ed anzi è l’elemento di maggior rilievo - che il reato contestato prevede, come sua ipotesi sicuramente più grave, l’ingente danno alla salute provocato dal dimostrato aumento del ricoveri ospedalieri e del numero dei decessi riconducibile direttamente alla presenza della centrale.

Alla luce delle considerazioni sopra svolte riguardo a tali problematiche, è evidente che il prolungarsi, giorno dopo giorno, di una programmatica violazione delle regole di prudenza e di gestione corretta dell’impianto, rispetto non soltanto alle MTD (acronimo italiano che definisce le migliori tecniche disponibili, in inglese BAT), ma persino alle imposizioni di estremo accomodamento e favore per le finalità produttive imposte dalle pubbliche Autorità, non fa che incrementare, giorno per giorno, le proporzioni del disastro.
Senza contare che, accanto al danno alla salute in senso stretto e al danno ambientale, vi è anche un profilo economico che consente di valutare sotto tale aspetto le ricadute e le dimensioni del disastro (e che il consulente tecnico Dottor FRANCESCHI, avvalendosi dei parametri definiti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente – EEA - nel rapporto tecnico n. 15/2011 “Revealing the costs of air pollution from industrials facilitis in Europe” , ha calcolato, per gli anni presi in esame dalla consulenza epidemiologica, in relazione ai ricoveri e decessi, in Euro 746.988.732 sulla base del modello matematico ed in Euro 894.197.656 sulla base del modello a recettore).
Le osservazioni che precedono inducono a ritenere che la libera disponibilità, da parte degli indagati, dell’impianto industriale, quantomeno nelle sue componenti ad olio combustibile e carbone (risulta estraneo al procedimento il gruppo funzionante a gas) e quindi delle fonti di emissioni descritte, potrebbe determinare l’aggravamento o comunque la protrazione del reato.

Nessun dubbio che si tratti di un pericolo attuale e concreto, alla luce delle plurime violazioni delle prescrizioni contenute nell’AIA e nei titoli autorizzativi precedenti descritte nella parte motiva.


Per quanto premesso è assolutamente necessario disporre il sequestro preventivo, indispensabile per interrompere la condotta criminosa attraverso la cessazione dell’attività dei gruppi a carbone VL3 e VL4 (ferma restando l’irrilevanza, nel presente procedimento, del gruppo VL5).

Tenuto conto della pregressa condotta della società che gestisce l’impianto, la quale, a parte le altre inottemperanze, non ha provveduto nei termini stabiliti dall’AIA alla collocazione dello SME ed alla calibratura del medesimo (tant’è che i dati del sistema di controllo non appaiono attendibili), la scrivente non ritiene sufficiente ai fini di cui sopra autorizzare la prosecuzione dell’attività dei gruppi a carbone subordinandola  alla installazione di un sistema SME che consenta di controllare la riduzione ed il mantenimento delle emissioni nei limiti delle MTD.
Appare infatti assai probabile (per non dire certo) che il gestore, non diversamente da quanto ha fatto sino ad oggi, cerchi in ogni modo di rinviare sine die l’adempimento richiesto, in tal modo vanificando l’esigenza (che il sequestro vuole soddisfare) di ridurre le emissioni pericolose dell’impianto, scongiurando il protrarsi del danno per l’ambiente e la salute.
Peraltro, ove la “Tirreno Power S.p.A.” provvedesse all’installazione di un sistema di controllo adeguato, da calibrare e monitorare ad opera di uno o più tecnici nominati da questo Giudice, ai quali andrebbe anche affidato il compito di accertare, attraverso i controlli giornalieri dello SME, che i gruppi a carbone VL3 e VL4 siano gestiti in modo da mantenere le emissioni nei limiti delle MTD, potrà provvedersi al dissequestro dei detti impianti.
P. Q. M.
Letto l’art.321 C.P.P.
DISPONE
il sequestro preventivo dei gruppi VL3 e VL4 della Centrale termoelettrica “Tirreno Power” di Vado Ligure.

Savona, 11 marzo 2014.
IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
(Dottor Fiorenza GIORGI)


Tratto da Arpa Lombardia

Sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME)

Cos'è lo SME?
Da che cosa si compone uno SME?
Il sistema SME è caratterizzato in generale da una gruppo di campionamento dell’effluente gassoso a camino (sonda, linea di trasferimento, eventuale sistema di condizionamento e analizzatori), da un insieme di ulteriori sensori remoti (segnali di impianto e parametri caratteristici dei fumi), da un sistema dedicato all’acquisizione e salvataggio su file dei segnali di tali dispositivi e da un software di trattamento dei dati (validazione, elaborazione successive, archiviazione ed eventuale trasmissione degli stessi). 
Quali informazioni rende disponibili l’installazione di uno SME?

L’installazione di un sistema SME su un camino di un’azienda consente di misurare in continuo (ovvero istante per istante) e quindi di conoscere i valori di concentrazione degli inquinanti soggetti a limiti in uscita dal camino che quindi vanno a disperdersi in atmosfera e di altri parametri caratteristici dei fumi (temperatura, pressione, umidità, …) e di funzionamento dell’impianto (condizioni di esercizio, energia prodotta, …). 

Perché lo SME è una tematica di notevole interesse ambientale?
Viene da se capire la valenza ambientale e le implicazioni che la presenza di un sistema SME installato a presidio di un’emissione industriale comporta; tale sistema consente infatti di ricavare una notevole serie di dati che consentono di avere una conoscenza approfondita della emissione non solo in termini di concentrazioni degli inquinanti (da rapportare quindi ai corrispettivi valori di soglia autorizzati) ma, tramite la misura della portata, anche di flussi di massa (quantità di uno specifico inquinante emesse dal camino su un dato orizzonte temporale) oltre a consentire il monitoraggio costante delle emissione anche in situazioni diverse dal “normale” funzionamento (stati transitori quali avvii e spegnimenti, oppure stati di avaria/guasto). 



23 maggio 2014

Nuova diffida dell' Ispra a Tirreno Power .

 Notiamo sul sito del Ministero dell' Ambiente  
la  nuova  diffida del 16 maggio  dell' Ispra alla dirigenza della centrale Tirreno Power per l' inosservanza delle prescrizioni  autorizzative. 
Si può trovare al link  minambiente http://aia.minambiente.it/AttuazionePub.aspx?id=5183

26 marzo 2014

Speziapolis:Tirreno Power e l’etica della responsabilità....

Tratto da  Speziapolis


Possiamo intanto anticipare  che in questa vicenda i pesi e i contrappesi hanno funzionato benissimola giustizia è arrivata a sanare la “neghittosità” delle istituzioni mettendo in discussione un’AIA molto “vantaggiosa” a tutela dei diritti dei cittadini. E scusate se è poco..........


....“Fino a che punto può un magistrato – assumendo iniziative cautelari – disinteressarsi agli effetti delle sue azioni? Dove stanno i pesi e contrappesi che dovrebbero contraddistinguere il buon funzionamento di una democrazia?”  
E’ questo l’attacco dell’editoriale che sulla questione del sequestro di Tirreno Power dovrebbe rappresentare la linea di pensiero  dello staff dell’Istituto Bruno Leoni(IBL). 

IBL si autodefinisce un think tank che promuove una discussione pubblica più consapevole ed informata sui temi dell’ambiente, della concorrenza, dell’energia, delle liberalizzazioni, della fiscalità, delle privatizzazioni e della riforma dello Stato sociale”. Ciò nonostante, l’analisi del caso in questione sembra procedere a senso unico, preoccupandosi unicamente delle conseguenze economiche derivanti dal sequestro - per Tirreno Power, dipendenti e indotto.  
Rimuovendo completamente l’etica della responsabilità d’impresa che la stessa Tirreno Power pretende di interpretare, e in virtù della quale gode di benefici importanti – apparentemente immeritati - nelle autorizzazioni e nei controlli. 

Possiamo intanto anticipare, molto banalmente, che in questa vicenda i pesi e i contrappesi hanno funzionato benissimo: la giustizia è arrivata a sanare la “neghittosità” delle istituzioni mettendo in discussione un’AIA molto “vantaggiosa” a tutela dei diritti dei cittadini. E scusate se è poco.


Potenziale danno per la salute vs sicuro danno economico


Secondo l’analisi, l’assurdità del provvedimento starebbe nell’aver provocato conseguenze certe -effetti definitivi molto gravi per un’azienda e per la città dove occupa 220 persone, delle quali solo 50 impiegate nei gruppi a gas ancora aperti” – a fronte di un mero sospetto circa il pericolo per la salute di oltre 150.000 persone. Tanti infatti sono i cittadini coinvolti nella perizia epidemiologica, e quindi potenzialmente impattati dalla centrale a carbone di Vado sulla base dell’analisi ambientale realizzata con il supporto del biomonitoraggio lichenico. Mentre IBL si preoccupa della non reversibilità del danno economico,nessuna parola è spesa per la non reversibilità del danno alla salute dei cittadini.  
Come mai? Perché, secondo la tesi, il danno economico è certo mentre quello sulla salute è ipotetico e basato “sulla base di una sola perizia di parte”.


Perizia di parte vs obiezioni Tirreno Power: le tre anomalie secondo IBL

1) “Le obiezioni di Tirreno Power, che ha criticato lo studio sotto il profilo metodologico, non paiono essere state prese in considerazione”. 


Non risulta che Tirreno Power abbia prodotto una controperizia o argomentato compiutamente le proprie critiche alla metodologia utilizzata, sebbene non fosse un mistero per nessuno l’avvio dell’indagineambiente-salute (già dal 2012) e sebbene Tirreno Power disponga della perizia già da diversi mesi.  Inoltre risulta che  “solo 1 dei 5 indagati per disastro colposo alla Tirreno Power ha presentato ricorso al tribunale del Riesame contro l’ordinanza che dispone il sequestro della centrale elettrica a carbone”. (Il SecoloXIX)


2) “Tirreno Power non è accusata di gravi violazioni della legge. Anzi, nell’ordinanza del gip si legge testualmente che “gli indagati... hanno sempre esercitato l’impianto con dati emissivi molto prossimi al tetto massimo previsto dalla legge, ma con livelli di emissione molto distanti, seppure limitatamente ad alcuni parametri, da quelli stabili dalle BAT [Best Available Techniques]…”


In regime di autocontrollo e con la tendenza a non rispettare le prescrizioni dell’AIA (vedi OCD et altri), peraltro accettate nel momento in cui si accetta l’Autorizzazione, dati emissivi molto prossimi al tetto massimo sono suscettibili di essere considerati “sospetti”. Le violazioni della legge sono tanto più gravi quanto maggiori le conseguenze potenziali che possono determinare. In questo caso stiamo parlando della vita dei cittadini e quella delle future generazioni (disastro ambientale).


3) L’applicazione di una sorta di “principio di precauzione” passa sopra ogni valutazione delle conseguenze delle decisioni prese. Per esempio, non sembra trasparire dall’ordinanza alcuna sensibilità rispetto all’incomparabilità dei costi e dei benefici marginali della chiusura dei gruppi. Nell’ipotesi peggiore, ossia che l’impianto sia effettivamente responsabile dei danni sanitari che gli vengono imputati, i benefici marginali della chiusura immediata anziché dopo una eventuale condanna definitiva (un anno? due?) sono minimi. Per contro i costi marginali sono immensi: Vado è uno degli impianti da cui dipende la capacità di generare reddito di Tirreno Power, azienda già in forti difficoltà finanziarie”.


Il principio di precauzione non è “una sorta” ma un principio sancito dal diritto internazionale e presente nel Codice dell’Ambiente (art. 301) “… in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente dev’essere assicurato un alto livello di protezione. L’applicazione del principio concerne il rischio che comunque possa essere individuato a seguito di una preliminare valutazione scientifica obiettiva…” Non bastasse, c’è poi l’art.15 della Dichiarazione di RIO del giugno 1992, ratificata dall’Unione Europea, che afferma: Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”. L’applicazione del principio pertanto, nell’ordinanza, è da manuale.


Infine, a proposito dell’incomparabilità dei “costi e dei benefici marginali della chiusura dei gruppi” va ricordato che la perizia si è concentrata su malattie acute, escludendo i tumori, e pertanto è provato scientificamente che al diminuire dell’inquinamento aumenta in tempi brevissimi il vantaggio per la salute della popolazione impattata (circa 150.000 persone).


L’etica della responsabilità… di Tirreno Power. Anche se nell’ottica del socio che vuole solo incassare i dividenti assume valenza primaria l’altro aspetto  Vado è uno degli impianti da cui dipende la capacità di generare reddito di Tirreno Power, azienda già in forti difficoltà finanziarie”, non bisogna scordare, e lo ripeto, che  Tirreno Power si fregia della certificazione ISO14001 e della registrazione EMAS: un impegno di responsabilità sociale d’impresa che dovrebbe essere anche quello dei suoi soci. 
E non bisogna scordare, ripeto infine, che Tirreno Power ha accettato l’AIA sottoscrivendo l’impegno a rispettare le prescrizioni “vantaggiose” in essa contenute.


Ripeto ancora: un think tank che “promuove una discussione pubblica più consapevole ed informata sui temi dell’ambiente, della concorrenza, dell’energia, delle liberalizzazioni, della fiscalità, delle privatizzazioni e della riforma dello Stato sociale”, quale l’Istituto Bruno Leoni afferma di essere – posto che non risultano conflitti di interessi dichiarati, anche se la pagina dei finanziatori è lasciata in bianco - dovrebbe argomentare sulla questione con una visione ben più ampia. Che vada oltre il ricatto abbastanza tipico delle imprese, dopo che hanno inquinato, del “se… allora”. 
Abbiamo già visto l'intero film con Ilva.
Continua a leggere  su

 Speziapolis

23 maggio 2013

Legale di Riva sul caso Ilva: "La salute non e' un valore assoluto e non giustifica tutto"

Tratto da Cosmopolis

Legale Riva su caso Ilva: "La salute non e' un valore assoluto e non giustifica tutto" .

Destano perplessità le parole del legale di Emilio Riva, Marco De Luca, apparse quest'oggi sul 'Corriere della Sera'. L'articolo, a firma della collega Giusi Fasano, titolava: "Su di noi troppe attenzioni. Temo per la salute di Emilio Riva”. L’avvocato del patron dell’Ilva, commentando i recenti guai giudiziari del proprietario dello stabilimento, ha voluto puntualizzare: “La salute non è un valore assoluto e non giustifica tutto. Solo un talebano in malafede può sostenere che ci siano valori assoluti sopra ogni cosa e in ogni circostanza”. 

 “Con la sentenza della Corte Costituzionale, sul decreto “salva Ilva” - prosegue - si dice che la tutela della salute è demandata a poteri diversi dalla magistratura e che ci sono poteri attribuiti al giudice amministrativo sui quali i magistrati della procura di Taranto non possono minimamente interferire. E’ invece loro si sono arrogati quei poteri”.
Secondo De Luca verso Riva ci sarebbe un vero e proprio accanimento giudiziario: “Emilio è in condizione di salute precaria – ha affermato-  Si arrabbia perchè è convinto di subire ingiustizie. Sono preoccupato per lui. E’ l’unico caso in Italia dove un uomo di 87 anni è ai domiciliari da luglio dell’anno scorso”. 
  La preoccupazione di cui parla De Luca non dovrebbe avere ragion d’essere ritenendo la salute, come egli stesso afferma, nè un primum, nè un valore universale a cui prestare particolare tutela. Ma applicando il concetto sopra esposto della relatività del “bene vita” sarebbe più opportuno inscrivere tale compartecipazione emotiva e solidaristica nell’alveo della opportunità o possibilità. A volte capita.
 Capita che si violino le leggi costituite e capita altrettanto, di essere perseguiti dalla giustizia vigente.  
Simon Wiesenthal il noto cacciatore di nazisti, responsabile della cattura dell’efferato gerarca Adolf Eichmann, affermò: “Tutto il valore del mio lavoro sta nell'ammonimento agli assassini di domani: non avrete mai pace”.
  Per certi crimini non c'è pace, nè pretestuose prescrizioni. 
Paola Fornaro

13 aprile 2013

Ilva di Taranto per la Corte Costituzionale il decreto salva Ilva è legittimo....... Ma vi sono violazioni dell’Aia e prescrizioni non attuate.

 Tratto da Blogeko

Ilva di Taranto, violazioni dell’Aia e prescrizioni non attuate. Lo scrive l’Ispra.

 

Anche se la Corte Costituzionale ha sentenziato che il decreto salva Ilva è legittimo, non sono finite le grane che ruotano attorno all’Ilva di Taranto: e non solo perchè domani, domenica, si svolgerà in città un referendum consultivo che chiede agli elettori se vogliono la chiusura totale dell’acciaieria o la chiusura della sola area a caldo.

Le grane non sono finite, dicevo. E’ disponibile on line la documentazione ufficiale del marzo scorso in cui l’Ispra scrive che l’Ilva ha violato e non ha attuato parte delle prescrizioni dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale): grazie alla legge salva-Ilva, l’acciaieria può continuare a lavorare e a produrre purchè rispetti appunto le prescrizioni dell’Aia.
L’Aia è una sorta di tabella di marcia – prescrizioni, interventi e date entro cui effettuarli – che punta a coniugare salute e produzione, per usare un’espressione cara al Governo.
L’Ispra è chiamata a vigilare sul rispetto dell’Aia. Vi propongo un’antologia tratta pari pari dalla sua ultima relazione.
La documentazione sull’Ilva è disponibile in un’apposita sezione del sito Ispra, quella dedicata al Garante dell’Aia che ha il compito di vigilare sull’attuazione generale della legge salva-Ilva e di fungere da raccordo con Governo ed enti locali.
I due screenshot che vedete qui sotto sono tratti dal documento che contiene la relazione di marzo dell’Ispra sull’adeguamento dell’Ilva all’Aia e la lettera d’accompagnamento con cui il Garante l’ha inviata al Governo. Scrive l’Ispra a pagina 3 (mie le sottolineature in giallo)

Non solo mancati adeguamenti alle prescrizioni, ma anche violazioni dell’Aia. Pagine 3 e 4 della relazione

Ho fatto solo un minimo maquillage grafico puramente formale, eliminando un salto di pagina. Il Garante, si legge nella lettera d’accompagnamento che precede la relazione dell’Ispra, ha mandato questo documento al prefetto di Taranto, l’unico che – in base a quanto stabilisce l’Aia – può adottare le sanzioni.

 

26 marzo 2013

CARBONE E AUTOGOL del SINDACO TIDEI

Riceviamo dagli amici "Nocoke Alto Lazio"
 e pubblichiamo

 CARBONE E AUTOGOL    del SINDACO TIDEI

Movimento No Coke Alto Lazio: La conferenza dei servizi per il rilascio dell’AIA a TVN è stata una partita giocata tra ENEL e la tutela della salute, finita 1 a zero, grazie all’autogol di Pietro Tidei.Nessun ufficio stampa, strapagato che sia, potrà mai avere licenza di riscrivere la recentissima storia dell’AIA di TVN.
La conferenza dei servizi ha detto si a 7500 ore di esercizio all’anno (1.500 ore in più), alla possibilità di bruciare 4.500.000 ton/anno di carbone (900.000 ton/anno in più), all’utilizzo del carbone con un tenore di zolfo all’1% (invece dello 0,3%) e all’aumento della concentrazione di CO (monossido di carbonio) dai 50mg/Nm3 previsti dalle linee guida dell’Unione Europea ai 120 mg/Nm3 autorizzati.

Abbiamo letto i documenti ufficiali ed i dati in essi contenuti non lasciano adito a dubbi: la partita giocata tra ENEL e la tutela della salute è finita 1 a zero, grazie all’autogol di Pietro Tidei.

Ma il Sindaco Tidei, non vuole rivedere la moviola, decide che l’autogol, non c’è mai stato, raccontando alla stampa storie di nessun contenuto reale, tanto per cercare di sporcare persone senza macchia sulla coscienza, vedi Simona Ricotti, vedi Roberta Galletta, chiede al megafono del palazzo di esagerare, di buttarla sul personale, tanto per sviare le proprie responsabilità.
Dopotutto gli addetti stampa, si sa, devono colpire duro ogni nemico del capo, ma questa volta si è superato ogni limite; per esagerare ed ambire al premio, si è arrivati a dare della “fascista forcaiola” alla donna che tutti conoscono per le sue battaglie, onorevoli e sicuramente antifasciste.


Il tutto per sviare la discussione sulle responsabilità assunte dal Sindaco con la decisione di non inserire le prescrizioni, a tutela della salute; una discussione che ormai ha i connotati della crisi morale e di coscienza.
Dire si all’inquinamento è stato un errore che però, purtroppo, ci troveremo noi ad avere l’onere di pagare, con le nostre stesse vite che costituiscono la realtà materiale di quelle percentuali di mortalità per varie patologie, oncologiche e non solo, che di volta in volta leggiamo sulla stampa; questo è il nodo su cui si blocca il pettine. 
Questa l’amara realtà che il Sindaco Tidei non vuole sentirsi attribuire.
Egli dopo avere, come tutti ricordano, di fatto spinto, a suo tempo, per portare il carbone a Civitavecchia, oggi ha definitivamente attuato una cessione di sovranità a vantaggio di Enel e deciso di non tutelare la salute della popolazione dell’Alto Lazio, sperando, è evidente, di incassare le compensazioni economiche, al solo scopo di ripianare vecchie e nuove incapacità politiche e morali della città.
Storie già viste, non suscettibili di diverse interpretazioni e che fiumi di comunicati infarciti di insulti e falsità non possono certo coprire.
         Perché i fatti parlano da soli.
      Movimento No Coke Alto Lazio

18 marzo 2013

LETTERA APERTA AL SINDACO......DALL' ASSESSORE ALL' AMBIENTE .

"Dobbiamo fare scelte coraggiose e condivise, per il bene e la salute della nostra città e dei nostri figli. Domani il cancro potrebbe toccare a me.
 E io non voglio morire."

Tratto da  Trcgiornale.it

Aia Tvn, l'Assessore all' Ambiente  Galletta al Sindaco Tidei: “Abbiamo perso”

È durata lo spazio di una conferenza stampa la soddisfazione a Palazzo del Pincio per il rinnovo dell'Aia per l'esercizio della centrale Enel di Tvn. I complimenti incrociati di martedì scorso all'aula Cutuli tra il sindaco Tidei, l'assessore Galletta e il delegato Guerrini sono stati spazzati via dalle critiche dei Medici per l'Ambiente e la Salute prima e dal Movimento No Coke Alto Lazio poi. Oggi si registra l'attacco del Movimento 5 Stelle e soprattutto la presa di distanze dell'Assessore Galletta, che in una lettera aperta indirizzata al sindaco Tidei fa autocritica, parla di sconfitta e invita il primo cittadino ad apporre nuove prescrizioni. 
Sotto la lettera integrale.


Lettera aperta al mio Sindaco
Caro Sindaco,
ho creduto e credo nella politica e nella sua alta funzione, ho creduto che l'impegno personale, sincero e disinteressato, pagasse; ho creduto di poter avere una funzione "importante" per la città e di poter dare il mio contributo di ambientalista vera in questa Giunta per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini.
Ho creduto di poter sopportare e superare gli ostacoli che certo mi aspettavo di incontrare nell'esercizio della mia funzione, sempre in nome della considerazione che io ho della Politica con la "P"
maiuscola, della "buona politica".
Mi sono accorta però che la mia buona volontà sta trovando grossi limiti all'azione e alla linea politica che mi ero posta come obiettivo del mio assessorato.


Non voglio mettermi ad elargire colpe, ma certamente la mancanza di un dirigente dedicato e la presenza di soli quattro impiegati ha esautorato, di fatto, di molte delle sue competenze l'ufficio, mettendolo nella quasi impossibilità di agire sulle grandi, come sulle piccole questioni.
 Come nel caso della vertenza Enel, importante non solo perché da sempre al centro del dibattito cittadino ma anche e soprattutto perchè strettamente legata alla tutela della salute dei nostri concittadini.Una vicenda studiata, trattata e, credo, conclusa tra poche persone, escludendo la sottoscritta, i movimenti e le associazioni ambientaliste.
E qui devo fare ammenda perché veramente ad una prima lettura superficiale ho creduto che in sede conferenza dei servizi per il rilascio dell'AIA la nostra Amministrazione avesse ottenuto risultati importanti ed innovativi, tanto da affiancarti nella successiva conferenza stampa.
Ma a seguito delle critiche caduteci addosso da parte dei movimenti e degli ambientalisti ho avuto modo di verificare alcuni degli atti relativi all'AIA, ed ho compreso che, invece, abbiamo perso come amministrazione e come cittadini.
Infatti, quando in Conferenza dei Servizi ti ho ascoltato affermare che facevi tue le osservazioni dei no coke e degli ambientalisti, pensavo che ciò fosse sufficiente per inserire tali osservazioni nel documento che si andava a produrre.
Ma leggendo il verbale della riunione ho compreso che non solo non è così, ma che su tutte le questioni più importanti, quelle che hanno ricadute evidenti e scientificamente incontestabili sulla salute della popolazione come le emissioni del monossido di carbonio, l'utilizzo di carbone con contenuto all'1%, l'aumento delle ore di esercizio e delle quantità di carbone che potranno essere bruciate che porteranno ad un incontestabile aumento dei metalli pesanti che ricadranno sul territori e del mercurio allo stato vaporoso nell'aria, noi non abbiamo preteso alcunché ed abbiamo perso l'occasione di fare un buon servizio per la comunità da noi amministrata.
Dico noi perché, nonostante non sia stata coinvolta in questa difficile vertenza benché ne abbia più volte chiesto conto e
benché tu come Sindaco abbia trattato direttamente e sia l'unico titolare del potere conferito dal R.D.1265/1934 di apporre prescrizioni a tutela della salute pubblica, anche io rappresento questa amministrazione e questa città e ritengo che certe importanti decisioni dovevano essere condivise con l'intera maggioranza.
Nonostante le discussioni che molte volte abbiamo avuto in questi mesi, so che hai la consapevolezza che dobbiamo fare scelte coraggiose a difesa della nostra città, ma, purtroppo, non mi pare che la nostra condotta sulla questione dell'AIA sia stata coerente con tale consapevolezza.
Mi sento, lo confesso, in grande difficoltà non solo con i cittadini che sino ad oggi hanno sostenuto la nostra amministrazione
nonostante le tante difficoltà incontrate, ma soprattutto con quanti, molti miei amici, stanno combattendo la guerra contro il cancro e che in questo momento non si sentono tutelati e difesi. 

Non accampo scuse per averti all'inizio seguita in questo canto di vittoria, ma ora però è lampante che vittoria non è, e mi succede una cosa che non avrei mai voluto che mi accadesse: non riesco a guardare negli occhi i miei cittadini, soprattutto quelli malati, indignati.
Sabato mattina non sono riuscita a fare finta di nulla mentre la gente mi fermava per strada per chiedermi conto di quanto accaduto a Roma il 12 marzo, e per questo ti chiedo la possibilità di incontrare tutti quanti insieme i movimenti e le associazioni ambientaliste e cercare tutti insieme, magari ognuno facendo un passo indietro per farne due avanti insieme, di cercare di arginare l'inferno - perché di questo si tratta se non correremo subito ai ripari- che sta per scatenarsi sulla nostra città.

 L'AIA non è stata ancora rilasciata e possiamo ancora, se ce ne è la volontà, apporre alcune prescrizioni avvalendoci del R.D. 1265/1934 come fatto con le polveri, inviando un documento al Gruppo Istruttore che sta modificando il proprio parere sulla base delle indicazioni ricevuto in Conferenza dei Servizi.
Io sarò con te, come sempre, ma stavolta deve essere diverso.
 
Dobbiamo fare scelte coraggiose e condivise, per il bene e la salute della nostra città e dei nostri figli.
Domani il cancro potrebbe toccare a me. E io non voglio morire.
Il tuo Assessore all'Ambiente
Roberta Galletta