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11 novembre 2014

TIRRENO POWER di VADO LIGURE :LA CENTRALE IN CITTA'

11 NOVEMBRE 2014   
        LA CENTRALE IN CITTA'.........


Genova - Le centrali Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come siti produttivi, perché si trovano dentro agglomerati urbani, quindi non c’è possibilità di riconversione a nessuna tecnologia: faremo quindi partire processi di dialogo con il territorio». 

Lo ha annunciato l’ad  di Enel Francesco Starace nel corso di un’audizione alla commissione Industria del Senato.....

                      
Leggi il "COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO 
TECNICO SCIENTIFICO:CONSIDERAZIONI SUL 
PROGETTO PRESENTATO DA TIRRENO POWER. " 

Questo Comitato Tecnico Scientifico, nello spirito e 
nell’ intento di fornire un’informazione massimamente 
trasparente, corretta e verificabile ai cittadini ed alle
 istituzioni, ritiene doveroso evidenziare i seguenti elementi:
 1) La procedura avviata appare tecnicamente incompleta:
 infatti si è’ in presenza di un progetto del tutto novativo e 
diverso rispetto a quello presentato in precedenza, che va ad 
incidere anche sui pregressi atti autorizzativi ivi compresa la
 Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) relativa al progetto 
di potenziamento (ora, a quanto pare, abbandonato) che 
prevedeva anche interventi sui vecchi gruppi a carbone in 
questione. Così stando le cose, si rendono certamente 
necessari un nuovo Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) 
ed una nuova V.I.A. calibrata sia sul nuovo progetto, sia sui 
dati sanitari posti a base del provvedimento di Sequestro 
Penale Preventivo dei citati gruppi a carbone disposto dal
 GIP presso il Tribunale di Savona.
 2) Nel progetto presentato da Tirreno Power s.p.a. non 
sono reperibili indicazioni sulla significativa problematica relativa 
allo S.M.E. a camino (evidenziata anche nel citato 
provvedimento di Sequestro Preventivo parziale dell’impianto).
 La questione assume importanza assoluta dal momento
 che, per verificare la quantità e la qualità di inquinanti
 emessi, una misurazione corretta e indiscutibile risulta 
fondamentale......
7) Il progetto presentato dalla Tirreno Power si 
configura,oltre tutto, in contrasto con le imprescindibili 
esigenze di tutela dei beni primari della salute e 
dell’ambiente tutelati dalla vigente Carta 
Costituzionale rispettivamente negli art. 32 e 9.

Nè possono essere scordate, al di là di varie gravi
 patologie, le morti in eccesso attribuibili all'esercizio 
della Centrale di Vado Ligure, fonte primaria e causa 
basilare, per varie decadi, dell'inquinamento
 industriale dell'area Savonese.

10 novembre 2014

1)Rinnovabili al 38% della domanda elettrica. Fotovoltaico all'8,3% 2) Alla libreria Ubik domani si discute di energie alternative con Retenergie.

Tratto da Qualenergia 


Rinnovabili al 38% della domanda elettrica. Fotovoltaico all'8,3%

Buon contribuito in Italia ad ottobre di eolico e fotovoltaico. La produzione da FV supera quella di tutto il 2013 e va a coprire finora l’8,3% del fabbisogno di energia elettrica e il 9,5% della produzione nazionale. Le rinnovabili, con quasi 98 TWh, contribuiscono al 37,9% di una domanda elettrica in sensibile calo (-2,9%) rispetto al 2013.
A ottobre fotovoltaico ed eolico, a differenza di quanto accaduto in Germania (Qualenergia.it) hanno registrato in Italia una produzione significativa, rispettivamente +33,8% e 30,9% sullo stesso mese di un anno fa. I dati sono desunti dalrapporto mensile di Terna (pdf).
Con 1,8 TWh generati ad ottobre, la produzione solare fotovoltaica nell’anno in corso supera quella di tutto il 2013: 21,4 contro 21,2 TWh (e 2 TWh in più nei primi 10 mesi). Contrariamente a quanto si è visto nei mesi scorsi la produzione idroelettrica del mese è in calo su ottobre 2013: -13,3%. Insieme le rinnovabili nel mese di ottobre coprono circa il 29% della richiesta elettrica. Diminuisce, ma questa non è una novità, anche se in modo meno vistoso rispetto ai mesi precedenti, la produzione termoelettrica (-4,7%).
Nel mese di ottobre 2014 la domanda di elettricità è stata pari a quasi 26,4 TWh, in diminuzione dell’1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In leggero aumento l’import.
Nei primi 10 mesi dell’anno, invece, il calo della domanda (258,1 TWh) è del 2,9%.Mentre la produzione netta nazionale (224,7 TWh) diminuisce del 3,7% sullo stesso periodo 2013.
Nel complesso (incluse biomasse dentro alla voce termoelettrico), da gennaio a ottobre 2014, le fonti rinnovabili generano quasi 98 TWh (oltre 6 TWh in più del 2013), pari al 37,9% della domanda elettrica e al 43,6% della produzionenazionale. Nello stesso periodo dello scorso anno le rinnovabili elettriche contribuivano per il 34,6% della richiesta.
Il fotovoltaico arriva a coprire finora l’8,3% del fabbisogno di energia elettrica (9,5% sulla produzione). Nel periodo gennaio-ottobre 2013, invece, la quota coperta dal fotovoltaico sul totale della domanda era del 7,3%.
In riferimento alla domanda la situazione resta stazionaria: il valore  destagionalizzato a  ottobre  2014  ha  fatto  registrare una variazione negativa pari a -0,3% rispetto a settembre. 
E’ significativo il dato della domanda elettrica del Nord Italia: il decremento è del 4% circa sul periodo. Il calo più vistoso è in Lombardia (-6,2%).

Tratto da Rsvn

Alla Ubik domani si discute di 

energie alternative

Con il presidente di Retenergie Marco Mariano

09 novembre 2014

Montaldo due ore in Procura. L' INCHIESTA SUL DISASTRO AMBIENTALE DOLOSO SI ESTENDE AGLI ATTI DELLA REGIONE.



La soprastante immagine è tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola.

Leggiamo su Ninin.liguria.it
Claudio Montaldo, in qualità di assessore regionale alla salute, ha dovuto spiegare - in qualità di persona informata sui fatti - che cosa ha fatto la Regione Liguria per tutelare la salute pubblica con particolare rilievo sui due comuni della centrale, Vado e Quiliano.

E' un vero peccato non poter conoscere il contenuto della conversazione tra il Pm Granero e il terzo Claudio..

08 novembre 2014

IL SECOLO XIX 1)Smaltimento rifiuti alla Tirreno Power, chiesto il processo per 7 persone. 2) In Procura il capo Ambiente della Provincia : NEL MIRINO IL BLACK OUT SUI DATI DEI FUMI ......

Tratto da Il Secolo XIX

Smaltimento rifiuti alla Tirreno Power, chiesto il processo per 7.

(Immagine de La Stampa del  31 maggio 2014 - Tirreno Power: la Procura della Repubblica avrebbe individuato una discarica abusiva per le ceneri della Centrale)

Genova - Il pubblico ministero Giovanni Arena ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone e sostenuto l’illecito amministrativo per 2 società nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo ligure sullo smaltimento delle ceneri della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure; le accuse, a vario titolo, sono di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento di ceneri.
Arena ha chiesto che vadano a processo:
- Pasquale D’Elia, ex capo della centrale e legale rappresentante dello stabilimento;
- Aldo Foce, responsabile del settore Materie prime e Combustibili;
- Giuseppe Acampa e Fulvio Fregnan, dirigenti della ditta torinese di intermediazioni rifiuti Suprema Srl;
- i soci e gestori della società Dellatorre, Italo e Livio Dellatorre;
- il professionista cuneese Roberto Sardo, consulente in materia di ambiente e sicurezza della Dellatorre.
Le società Dellatorre e Tirreno Power dovranno rispondere di illecito amministrativo.
Secondo l’accusa sarebbero stati gestiti abusivamente ingenti quantitativi di ceneri di carbone provenienti dalla centrale di Vado; i fatti risalgono al periodo tra il novembre 2011 e il febbraio 2013: i due gestori della ditta Dellatorre e il consulente ambientale, sempre secondo l’accusa, avrebbero realizzato una discarica non autorizzata in un terreno dove c’era il cantiere per la realizzazione di un impianto sportivo a Narzole, nel Cuneese, e lì sarebbero stati interrate, ai fini di riempimento, quasi 30mila tonnellate di ceneri leggere prodotte dalla combustione del carbone nello stabilimento della Tirreno Power .
Secondo il magistrato, «i responsabili della Tirreno Power erano consapevoli che l’impianto della Dellatorre era privo delle prescritte autorizzazioni» e «che l’impianto non era adeguato alla produzione di conglomerati cementizi per l’assenza di idonee attrezzature e di personale specializzato»....
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Tratto da Il Secolo XIX  di oggi

NEL MIRINO IL BLACK OUT SUI DATI DEI FUMI ......
Leggiamo 


Colpo d' acceleratore all' inchiesta avviata dalla Procura su Tirreno Power.Il Procuratore Francantonio Granero,che coordina il lavoro insieme al Sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci ,sembra intenzionato ad alzare il tiro.

Dopo aver inscritto nel registro degli indagati per disastro doloso cinque dirigenti della Tirreno Power,sta cercando di capire le ragioni e le eventuali responsabilità  degli enti locali (i comuni di Vado e Quiliano ) rispetto al fatto di non essere a conoscenza dei dati del presunto inquinamento  e delle varie procedure necessarie per evitare pericoli per la salute pubblica.

Un presunto black out informativo che avrebbe impedito agli amministratori locali di avere una visione completa e globale del problema e, quindi ,di adottare gli eventuali provvedimenti del caso.....

L' incedere sempre più pressante delle convocazioni sembra preludere ad una conclusione vicina dell' inchiesta della Magistratura per quanto riguarda almeno il filone del disastro ambientale. 
Non è escluso che entro la fine dell' anno o le prime settimane del 2015 possa arrivare a fine delle indagini.




07 novembre 2014

Greenpeace, Legambiente ,WWF : CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE: NO A INTERVENTI LEGISLATIVI PER LEGALIZZARE L’INQUINAMENTO


CENTRALE A CARBONE VADO LIGURE: NO A INTERVENTI LEGISLATIVI PER LEGALIZZARE L’INQUINAMENTO

L’era del carbone e dei grandi impianti termoelettrici nelle città è finita


Greenpeace, Legambiente e WWF si oppongono decisamente a provvedimenti legislativi tesi a far riaprire la centrale a carbone di Vado Ligure. Nel caso fosse confermato quanto fonti sindacali indirettamente attribuiscono al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, si tratterebbe di un'ingerenza gravissima, visto che su quell'impianto pende un'indagine della magistratura perché si ritiene che la centrale abbia provocato 442 morti tra il 2000 e il 2007.

La materia del contendere è la proposta di interventi da parte dell’azienda per ottenere la riapertura della centrale, dopo le recenti indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona, sugli impatti sanitari ed ambientali e il conseguente decreto di sequestro dei due gruppi a carbone da parte del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014. Greenpeace, Legambiente e WWF ritengono che il nuovo assetto impiantistico proposto non preveda affatto l’adeguamento delle emissioni dell’impianto a quelle associate alle migliori tecnologie disponibili (cd. BAT) previste dal documento europeo sui grandi impianti di combustione (cd. Bref) per gruppi alimentati a carbone. Peraltro, l’ubicazione dell’impianto a ridosso delle aree residenziali di Vado Ligure e Quiliano, imporrebbe l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili.

La comunità scientifica afferma che certi impianti dovrebbero essere assolutamente allontanati dalle zone densamente abitate, anche se realizzati avvalendosi degli standard tecnici più elevati per contenere -per quanto possibile- comunque poco, nel caso del carbone- le emissioni nocive.

Due giorni fa anche l’Amministratore Delegato di Enel, nel corso di un’audizione alla commissione industria del Senato, ha affermato che le centrali a carbone Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come siti produttivi, perché si trovano dentro agglomerati urbani, quindi non c’è possibilità di riconversione a nessuna tecnologia». Un ragionamento, quello fatto dal numero uno di Enel, che Greenpeace, Legambiente e WWF ritengono debba essere applicato al caso dell’impianto di Vado Ligure di proprietà Tirreno Power che si colloca nel pieno centro abitato e i cui impatti sulla salute sono tristemente noti e confermati da analisi epidemiologiche.
Le associazioni ambientaliste comprendono l’esigenza dei lavoratori di Vado Ligure di mantenere il posto di lavoro, ma questo non può avvenire facendo riaprire una centrale vecchia e inquinante che usa il combustibile più dannoso per salute, clima e ambiente: una centrale che è comunque destinata a chiudere anche per gli impegni europei e internazionali di limitare le emissioni di CO2.
 Proprio nei momenti di crisi si dovrebbe avere il coraggio di proporre e perseguire un nuovo modello energetico, che offre prospettive anche occupazionali ben più ampie e durature e non, invece, sfruttare(e far sfruttare) la paura e la disperazione sociale per fare accettare al cittadino anche le ipotesi più retrograde.
Il sindacato non può allentare la visione che pure proclama a livello internazionale e nazionale quando si tratta di darvi applicazione concreta sul territorio: Il sindacato è spesso capace di proposte ben più innovative, e in questo caso dovrebbe difendere il lavoro - come è sua vocazione fare - invece di un modello ottocentesco di occupazione che sin d'ora appare comunque un vicolo cieco. 
Occorre, invece, tutti insieme ripensare il futuro di questi siti produttivi puntando sull’innovazione energetica che può garantire risvolti occupazionali più duraturi nel tempo.



Roma, 7 novembre 2014


Leggi  anche su IVG 

Tirreno Power, Casa della Legalità: “Gravi le dichiarazioni di Renzi, carbone produce disastro ... 
E’ duro il commento della Casa della Legalità alle parole su Tirreno Power del premier Matteo Renzi, questa mattina nel savonese per l’inaugurazione del nuovo stabilimento Piaggio Aero.
“Non solo – continua – è evidente, ancora una volta, che per tutelare il profitto di alcuni a danno di ambiente, salute e vita, si vogliono modificare norme per cui la magistratura, a seguito di approfondite indagini e perizie inconfutabili, ma si conferma una visione ottusa ed ipocrita da parte del mondo politico, sindacale ed imprenditoriale”....
Tirreno Power, i sindacalisti “inseguono” Renzi. Il premier annuncia: “Valutiamo intervento normativo”



Inchiesta Tirreno Power, nuovi interrogatori in Procura.....










Tratto da IVG 

Inchiesta Tirreno Power, nuovi interrogatori in Procura: sentito funzionario della Provincia.

Savona. Continua in Procura la serie di persone ascoltate come “informate sui fatti” nell’ambito dell’inchiesta sulla centrale termolettrica Tirreno Power di Vado Ligure. Questa mattina al sesto piano di palazzo di giustizia è arrivato il dottor Marco Correggiari, funzionario di Palazzo Nervi e membro del Gruppo Istruttore che si sta occupando della richiesta di rinnovo anticipato dell’Aia per l’impianto vadese.
Facile quindi immaginare che le domande rivolte al dipendente della Provincia fossero incentrate sia sulla delibera con la quale l’ente ha dato via libera alla proposta dell’azienda che su quanto successo al tavolo romano. Oltre al dottor Correggiari, sempre questa mattina, in Procura è stata ascoltato una seconda persona, ma sul nome non è trapelato nulla. Visto che i rappresentanti locali all’interno del Gruppo Istruttore che lavora sull’Aia per la centrale sono quattro, uno in rappresentanza di ogni ente coinvolto (Regione, Provincia e comuni di Quiliano e Vado) non è azzardato ipotizzare che il Procuratore Francantonio Granero abbia convocato anche gli altri tre.
Non è da escludere quindi che, sempre in qualità di persone informate sui fatti, in Procura siano stati sentiti il geometra Luigi Genta per il comune di Quiliano, il dottor Sandro Berruti per quello di Vado e Lidia Badalato per la Regione Liguria.

06 novembre 2014

Tirreno Power, diffida alle Istituzioni dalle Associazioni Ambientaliste Nazionali:"I risultati della Procura non possono essere ignorati"

Tratto da Savona News.
Tirreno Power, diffida alle istituzioni dalle associazioni ambientaliste:"I risultati della Procura non possono essere ignorati".

"Si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili"

Non accenna a diminuire di toni la vicenda legata alla Tirreno Power di Vado Ligure. Dopo il presidio di questa mattina dei lavoratori per le strade di Savona e l’incontro con il prefetto, che ha portato alla convocazione per il 12 novembre di un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ora arriva la protesta delle associazioni ambientaliste.

I Presidenti delle associazione nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia hanno infatti inviato una lettera di diffida alle istituzioni:”dal non ottemperare alle normativa a tutela della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente”.

I destinatari della missiva sono il Ministro all’Ambiente, allo Sviluppo Economico e alla Salute, i Presidenti della Regione e della Provincia e i sindaci di Vado e Quiliano.
La lettera, spiegano le associazione ambientalista, nasce:”dall’allarmante situazione ambientale e sanitaria locale e le recenti indagini svolte su incarico della Procura i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati  (ripetiamo: i cui risultati non possono e non debbono essere ignorati ), si diffida dal rilasciare un provvedimento autorizzativo che non imponga l’applicazione di valori di emissione degli inquinanti più rigorosi di quelli associati alle migliori tecnologie disponibili”.

Leggi su Ninin. Liguria l' importantissima diffida dei Presidenti delle associazioni nazionali Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia (pubblicata in questi giorni sul sito del Ministero) in merito al rinnovo anticipato dell'AIA per la centrale termoelettrica Tirreno Power.... (Leggi qui)

1)Quando la politica è ottusità e ..... menzogna .2) L' Ad Francesco Starace :"le centrali Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come siti produttivi, perché si trovano dentro agglomerati urbani....


Tratto da Ninin

Quando politica è ottusità e menzogna.

.........I lavoratori si lasciano  usare
 per difendere l'interesse al profitto di quell'azienda che vorrebbe continuare a devastare l'ambiente e minacciare la salute con i suoi vecchi gruppi a carbone.
C'è un elemento che sbugiarda la campagna "se non riapre la centrale di Vado Ligure ci saranno centinaia e centinaia di disoccupati". Un elemento importante che dimostra che si può decidere (a fronte dei dati inconfutabili prodotti nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Savona e che non per niente hanno costretto al blocco quegli impianti a carbone anche a fronte dei ricorsi della Tirreno Power) di voltare pagina e puntare ad una riconversione dell'azienda. 
Non lo diciamo noi o la Rete Fermiamo il Carbone…
Non lo dicono eretici "nemici del popolo"…Lo dice l' Enel

Lo dice quindi una delle principali imprese che ha operato ed opera nell'ambito della produzione di energia elettrica anche e soprattutto con Centrali a Carbone. L' AD di ENEL Francesco Starace dice che si possono chiudere le centrali e riconvertirle, così da garantire tutela dell'ambiente, salute ed anche occupazione.
Perché a Savona invece politici, sindacalisti e imprenditori vogliono restare ancora al carbone ed al profitto che questo produce in cambio di disastro ambientale e morte?
 E'  importante riuscire a sottolineare l’effetto domino che si scatena da ogni azione che condiziona il destino di tutti ....
Si aprissero una volta per tutte gli occhi sarebbe un grande passo avanti, nell'interesse della collettività… e quando i lavoratori di TIRRENO POWER....apriranno gli occhi eviteranno di fare manifestazioni contro il Diritto alla Salute e ad un Ambiente salubre… e chiederanno, anzi pretenderanno, di avere salvaguardato il DIRITTO AD UN LAVORO che tuteli per prima cosa la salute e la vita (anche di loro stessi) e l'ambiente (dove vivono e respirano anche loro ed i loro familiari).
 Christian Abbondanza
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UN'ALTRA COSA  CHE LA POLITICA NON DICE.........
Tratto da it.Finance
 Dice l'Ad di Eni  Descalzi a proposito del carbone

Roma, 5 nov. (AdnKronos) - "Non trovo corretto che si investa 60 miliardi di euro in Europa per promuovere le rinnovabili e non si tassi il carbone in modo da limitare le emissioni". Ad affermarlo, nel corso della sua audizione in Commissione Attività Produttive della Camera, è l'ad di Eni, Claudio Descalzi. Il carbone, a basso costo, arriva in Europa dagli Stati Uniti che beneficia dal boom dello Shale Gas": in Europa, su questo tema, "non c'è una visione chiara.
 Dobbiamo spingere per avere una riduzione delle emissioni di carbone. Il gas potrebbe permettere di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili: bisogna rivitalizzare l'utilizzo del gas in modo da far crollare le emissioni".

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Tratto da Il Secolo XIX

L'  Ad  Francesco Starace :"le centrali Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come siti produttivi, perché si trovano dentro agglomerati urbani....
Genova - Le centrali Enel di Genova, Bari e Livorno «non sono più pensabili come siti produttivi, perché si trovano dentro agglomerati urbani, quindi non c’è possibilità di riconversione a nessuna tecnologia: faremo quindi partire processi di dialogo con il territorio». Lo ha annunciato l’ad Francesco Starace nel corso di un’audizione alla commissione Industria del Senato, entrando nel merito dei progetti sulle 23 centrali su cui devono essere prese decisioni perché non più sostenibili dalla società.
Starace ha ricordato che «non c’è una strategia unica per tutte e 23 le centrali», che vengono divise in tre grandi gruppi: i siti in cui la produzione può andare avanti con una tecnologia diversa, quelli che non sono più pensabili come siti produttivi perché dentro agglomerati urbani (appunto Genova, Bari e Livorno) e infine i siti produttivi non all’interno di città ma che non hanno probabilità alta di continuare a produrre e su cui, ha detto Starace, «faremo partire concorsi di idee per vedere cosa si può fare creando occupazione al di là della produzione di elettricità, sfuggendo quindi al nostro oggetto sociale»....
Per Valerio Gennaro, oncologo dell’associazione Medici per l’ambiente, bisogna fare un passo ulteriore: «Il problema, partendo dai dati delle emissioni di ogni sito inquinante e delle quantità di sostanze che vengono poi riversate nell’ambiente, è fare luce sulla zona d’ombra che riguarda le ricadute sulla popolazione: su questo, sull’incidenza delle diverse patologie, nella zona della centrale elettrica genovese non abbiamo dati». Per Gennaro adesso bisogna guardare al futuro: «È essenziale puntare su fonti di energie come il fotovoltaico».

Retenergie:E' ora di fare la nostra energia.

Tratto da Speziapolis
 l' 11 a Savona e il 18 a Genova. 

La tappa spezzina del 5 è importante almeno quanto quelle successive dell’11 a Savona e del 18 a Genova. Non solo e non tanto perché si tratta di tre località liguri ma, soprattutto, perché ciascuna delle tre città è sede di una centrale a carbone,rispettivamente d proprietà di Enel (a Spezia e Genova) e di Tirreno Power (a Vado Ligure - SV).
Il Comitato SpeziaViaDalCarbone sin dalla sua costituzione invita i cittadini che si battono per la definitiva eliminazione del carbone alla Spezia a cambiare fornitore di energia........

Chi è Retenergie 

"Retenergie Società Cooperativanasce nel 2008 da un progetto dell'associazione Solare Collettivo. La Cooperativa rappresenta un nuovo modello di gestione collettiva del BENE COMUNE ENERGIA. I suoi scopi sono la produzione di energia rinnovabile da impianti costruiti attraverso l'azionariato popolare, la vendita ai soci dell’energia prodotta e la fornitura di servizi ai soci quali analisi e riqualificazione energetica, gestione gruppi acquisto, cambio fornitore di energia.


La scelta di far parte di una cooperativa di produttori e consumatori di energia muove, a mio avviso, da tre fattori principali di cui a un certo punto si diventa consapevoli:

1) l’impatto della produzione di energia sulla salute e sull’ambiente = l’energia che non vogliamo

2) la relazione tra produzione di energia e democrazia = la democrazia che ri-vogliamo

3) l’esistenza di alternative possibili e praticabili a livello individuale = quello che possiamo fare

1) L’energia che non vogliamo - l’impatto della produzione di energia sulla salute e sull’ambiente 

Dopo che ti sei chiesto e hai indagato su ciò che esce

 1) dalla ciminiera di una centrale a carbone 
 2)  dai carbonili scoperti e dalla        movimentazione del carbone 
 3) dallo scarico delle acque di    raffreddamento del ciclo della combustione e da quelle meteoriche prima transitate dai carbonili scoperti; 
dopo che ben due casi, su due centrali a carbone che operano in Italia, hanno dimostrato che l’impatto di una centrale sul territorio circostante è insostenibile (qui e qui).
quando è riconosciuto a livello mondiale che la CO2 è responsabile del riscaldamento globale, che induce i cambiamenti climatici che a loro volta determinano fenomeni di dissesto idrogeologico, alluvioni e siccità con i conseguenti impatti sulla vita di migliaia di persone…
quando è la vita stessa, tua e dei tuoi figli, ad essere pregiudicata
allora, ti è chiaro che quella è l’energia che non vuoi.
2) Si scrive energia, si legge democrazia - la relazione tra la produzione di energia e la democrazia..........

3)Alternative possibili
......se pensi che le scelte di produzione e consumo dell’energia-bene-comune dovrebbero essere frutto di un confronto democratico allargato e che l’energia prodotta non dovrebbe procurare vantaggi economici “esclusivi”, allora puoi partecipare ad ampliare le comunità dell’energia e diventare produttore cooperando con altri cittadini attraverso la realizzazione di impianti di proprietà collettiva.

Il Presidente e i soci di Retenergie invitano i cittadini - interessati alle questioni dell’energia e più in generale a quelle della democrazia – a condividere le alternative e le proposte per una produzione democratica dell’energia e per un suo consumo più consapevole.

QUALENERGIA : Il miglior investimento per l'industria delle fossili? Finanziare la politica.

Riportiamo un articolo di Qualenergia del 28 aprile 2014

Il miglior investimento per l'industria delle fossili? Finanziare la politica.

Se la transizione energetica verso le fonti rinnovabili sta avvenendo a ritmi troppo lenti per frenare il cambiamento climatico lo dobbiamo anche al fatto che l'industria delle fossili, oltre all'atmosfera, “sta inquinando anche la democrazia”. Il potere economico che i grandi di petrolio, carbone e gas hanno accumulato li rende infatti molto efficaci nell'influenzare le decisioni politiche, portando a scelte che favoriscono i loro interessi e rallentando l'urgente abbandono di queste fonti sporche.
Il fenomeno è molto evidente negli Usa, anche per la relativa trasparenza che in quel paese c'è sui finanziamenti dell'industria al mondo della politica. Da questo punto di vista una fotografia aggiornata arriva da un report appena pubblicato da Oil Change International e Sierra Club, intitolato "Polluting Our Democracy and Our Environment: Dirty Fuels Money in Politics", traducibile in italiano appunto con "Inquinando la nostra democrazia e il nostro ambiente: i soldi delle fonti sporche nella politica"  .
Il dossier documenta da una parte l'enorme flusso di denaro che dalle casse dell'industria delle fossili scorre verso il Congresso e dall'altra stima i benefici economici che le compagnie delle 'fonti sporche' traggono dai vari cambiamenti normativi. Dopo la decisione della Corte Suprema nel processo Citizens United v. Federal Election Commission del 2010, si ricorda, i donatori non hanno più limiti sulle somme che possono devolvere alla politica.....
Quel che è interessante è che il report mostra come questi soldi siano un ottimo investimento per le aziende dell'energia sporca. Ad esempio, guardando al 111alegislatura del Congresso, quella 2009-2010, a fronte di finanziamenti per oltre 347 milioni di dollari, la lobby delle fossili ha portato a casa sussidi ed esenzioni fiscali per oltre 20 miliardi di $.
In pratica ogni dollaro investito in azioni di lobbying ne ha fruttati 59, un ritorno del 5.800%. E questo senza contare il beneficio economico che l'energia fossile ha avuto dal lavoro sistematico di ostruzionismo svolto dal Congresso per leggi più severe sulle emissioni di CO2.

Qui l'articolo integrale

05 novembre 2014

Cina, disastro ambientale: sono 670 mila i morti nel 2012 per il carbone.

Tratto da La Stampa

Cina, disastro ambientale: sono 670 mila i morti nel 2012 per l’utilizzo del carbone.


Inquietante statistica dei ricercatori di Pechino: le micro particelle inquinanti hanno portato a decessi prematuri causati da infarti, cancro ai polmoni, malattie cardiovascolari e ostruzione polmonare cronica.
Il quotidiano disastro ambientale cinese è da oggi parzialmente definito da una nuova cifra: 670 mila morti premature solo nel 2012, per decessi direttamente causati dall’utilizzo di carbone. La statistica è stata compilata da un gruppo di ricercatori dell’università di Tsinghua, a Pechino, dell’Università di Pechino e dall’Accademia cinese per la pianificazione ambientale, che hanno determinato che le micro-particelle inqinanti, in particolare quelle inferiori ai 2.5 microgrammi ( da cui il loro nome, PM2.5, le cui minuscole dimensioni le rendono particolarmente pronte ad insediarsi in profondità nei tessuti polmonari) hanno portato a morti premature nella forma di infarti, cancri ai polmoni, malattie cardiovascolari e ostruzione polmonare cronica. 

Secondo i dati messi a punto dai ricercatori cinesi, dunque, 157 milioni di persone vivono in aree in cui il concentramento di PM 25 è di 10 volte superiore ai limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Salute. Lo studio si è concentrato unicamente sui decessi prematuri accertati, e non ha dunque fatto stime legate a malattie come l’asma o allergie aggravate dall’inquinamento da carbone – e non ha nemmeno preso in considerazione malattie o decessi causati da altri tipi di inquinamento, che sia dell’aria, dell’acqua o dei terreni. Così, questo già terribile 670,000 è solo una parte del costo annuale in vite umane della crescita industriale a rompicollo della Cina, che fino a poco tempo fa funzionava seguendo il principio di “prima crescere, poi ripulire l’ambiente”. Due anni fa la rivista medica di riferimento, The Lancet, aveva stabilito che i decessi annuali prematuri in Cina, dovuti a tutti i tipi di inquinamento dell’aria, sono 1.2 milioni. Ora sappiamo che più della metà di questi è causata direttamente dall’utilizzo diffuso di carbone come fonte energetica.