COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta New York. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta New York. Mostra tutti i post

23 settembre 2019

La Stampa .L’Onu avverte i Grandi sull’ambiente: “Basta centrali a carbone entro il 2020”.

Tratto  da La Stampa

L’Onu avverte i Grandi sull’ambiente: “Basta centrali a carbone entro il 2020”

Il segretario Guterres: «Non è più una questione climatica, ma di sopravvivenza». Trump diserta il summit


PAOLO MASTROLILLI

DALL’INVIATO A NEW YORK. Niente più centrali elettriche a carbone dopo il 2020; stop ai sussidi per l’energia fossile, da trasferire invece sulle fonti rinnovabili; piani concreti per ridurre le emissioni dei gas serra del 45% in un decennio, e arrivare a zero emissioni nel 2050. Sono i principali obiettivi che il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres spera di centrare, o quanto meno avvicinare, con il Climate Action Summit di oggi.

Il suo inviato speciale Luis Alfonso de Alba, che ha preparato il vertice, ha spiegato così l’emergenza a La Stampa: «Gli obiettivi sono molto ambiziosi, perché lo richiede l’emergenza in corso. Non abbiamo più tempo per negoziare, il vertice deve rappresentare l’inizio di un nuovo processo per implementare gli impegni presi. Ma quelli di Parigi non bastano più, perché nel frattempo la situazione è peggiorata. Quindi se vogliamo davvero contenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, gli Stati dovranno raddoppiare o anche triplicare le loro iniziative concrete».

La situazione è drammatica. Secondo i dati dell’Onu, le emissioni globali stanno raggiungendo livelli record, e non danno segno di rallentare. Gli ultimi 4 anni sono stati i più caldi di sempre, e le temperature invernali dell’Artico sono aumentate di 3 gradi dal 1990. I livelli del mare salgono ovunque, e persino la Grande Barriera corallina australiana sta morendo. Guterres ha avvertito che non è più una questione ambientale, ma una vera minaccia per i sistemi di vita, l’alimentazione, la salute e quindi la sopravvivenza di molti Paesi. Una crisi che a causa della scarsità delle risorse, e i danni già causati dai cambiamenti climatici, sta anche provocando tensioni politiche che alimentano guerre, migrazioni e terrorismo.

Nonostante l’emergenza, l’Onu ritiene ancora che agendo subito, nell’arco dei prossimi 12 anni potremmo contenere l’aumento delle temperature sotto i 2 gradi centigradi, anche a 1,5 gradi sopra i livelli dell’epoca pre industriale. Per riuscirci, de Alba ha elencato così gli obiettivi da ottenere al Summit: «Non costruire più centrali elettriche a carbone dopo il 2020, ma nello stesso tempo i Paesi che lo estraggono dovrebbero anche smettere di esportarlo. Cancellare tutti i sussidi statali per l’energia fossile, altrimenti si continuerà ad alimentarla, ed investire invece i soldi nelle fonti rinnovabili che possono rimpiazzarla. I governi devono presentarsi con piani concreti per aumentare i contributi nazionali alla lotta contro il riscaldamento globale da subito, entro il prossimo anno. E questi piani dovranno essere in linea con l’impegno a ridurre le emissioni dei gas serra del 45% in un decennio, e arrivare a zero emissioni nel 2050».

I lavori saranno suddivisi in 9 coalizioni di Paesi, che presenteranno progetti per altrettanti «portafogli di azione». Anche le aziende private dovranno contribuire, come hanno fatto le circa 90 multinazionali del gruppo «We Mean Business», da Nestlé a Nokia, che ieri hanno annunciato l’impegno ad arrivare a zero emissioni entro il 2050, o almeno applicare alla lettera i parametri dell’accordo di Parigi.

La marcia globale di venerdì originata dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg ha dato nuovo slancio al vertice, ma restano forti resistenze. .......Continua su 
La Stampa

22 settembre 2019

«SIAMO INARRESTABILI». I giovani si prendono l’Onu

Tratto da bocche scucite

«SIAMO INARRESTABILI». I giovani si prendono l’Onu

Climate change. Summit degli ambientalisti al Palazzo di Vetro. Il presidente Usa e il collega negazionista brasiliano Bolsonaro convitati di pietra. Greta Thunberg e attivisti da Kenya, Fiji e Argentina: i paesi «fuoriusciti» rientrino nell’Accordo di Parigi

Il giorno seguente lo sciopero climatico che ha portato milioni di persone a manifestare per le strade di tutto il mondo, i giovani leader del movimento per l’ambiente si sono riuniti alle Nazioni unite per chiedere azioni radicali per combattere i cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale.

L’attivista svedese Greta Thunberg, che solo un anno fa aveva iniziato a manifestare per il clima con la sua protesta solitaria davanti al parlamento del suo Paese, ha ripetuto al segretario generale Onu, Antonio Guterres, che «i giovani sono uniti e sono inarrestabili».

«IERI MILIONI DI PERSONE in tutto il mondo hanno marciato e chiesto azioni concrete sul clima, in particolare i giovani», ha detto Thunberg insieme a centinaia di ragazzi provenienti da nazioni di tutto il pianeta.

L’intervento di Thunberg è stato breve, ha lasciato che i giovani attivisti climatici di Kenya, Fiji e Argentina prendessero il microfono durante una sessione di ascolto mattutina. La sessione dei giovani anticipa di un paio di giorni l’arrivo degli adulti che affluiranno alle Nazioni unite domani, per il vertice dell’Assemblea generale sui cambiamenti climatici, dove Thunberg sarà presente.

Komal Karishma Kumar, la giovane attivista climatica delle Fiji, ha invitato i leader mondiali «a non dubitare della scienza» e ha chiesto ad alcuni di «tornare all’ accordo di Parigi”, che invita i Paesi a ridurre le emissioni inquinanti del 40% entro il 2030 (o almeno di provare a farlo). Inutile ricordare che nel 2017 Donald Trump ha ritirato gli Stati uniti dall’accordo. «Ricordate, vi riterremo responsabili – ha detto Kumar – E se non lo sarete, ricordate, ci mobiliteremo per votarvi fuori dal potere».

Il segretario generale Guterres, che ha detto di essere lì come semplice «ascoltatore di note chiave», alla fine della sessione ha detto agli oratori: «Vi incoraggio a rendere responsabile la mia generazione. Credo che ciò che i giovani stiano facendo oggi, ciò che i movimenti di base stanno costruendo, sia assolutamente essenziale affinché le cose accadano. Vi incoraggio ad andare avanti».

10 gennaio 2018

Dal Corriere:Inquinamento, New York fa causa ai colossi del petrolio per i gas serra

Tratto da Corriere.it

Inquinamento, New York fa causa ai colossi del petrolio per i gas serra

L’azione legale delle autorità newyorchesi finiscono Exxon, Chevron, Bp, Royal Dutch Shell e ConocoPhillips

New York fa causa ai giganti del petrolio sulle emissioni di gas serra. Nel mirino delle autorità newyorkesi finiscono Exxon, Chevron, Bp, Royal Dutch Shell e ConocoPhillips, accusate di promuovere i loro prodotti minimizzando quanto questi minaccino il clima. Secondo quanto riportano i media americani, New York punta il dito contro i colossi ritenendoli responsabili del surriscaldamento climatico.

30 settembre 2015

CONFERENZA MONDIALE SUL CLIMA : IL CAMBIAMENTO E' NELL'ARIA GREEN ECONOMY IN EVIDENZA


Tratto da altrimondinews.it


CONFERENZA MONDIALE SUL CLIMA: UN’INCONTRO A NEW YORK TRA I LEADER MONDIALI SPIANA LA STRADA PER UN ACCORDO GLOBALE NEL MESE DI DICEMBRE

I trenta leader mondiali si incontrano a New York, in attesa di Parigi per raggiungere un accordo, vogliono anche includere una visione a lungo termine per  combattere la povertà, attraverso politiche d’incentivo e creazione di nuovi posti di lavoro nel settore della Green Economy.
Da New York arriva un segnale chiaro per i cittadini e per i privati, che mostra il doppio vantaggio di un passaggio ad economia a ridotto consumo di carbon fossile, in parallelo ad un immediato impegno internazionale per rendere reale questa visione del mondo.
“Mi appello ai leader mondiali, affinché mettano a in mostra tutta la loro flessibilità, le idee e il potere a disposizione. Abbiamo appena adottato una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile, di grande ispirazione per tutti. Dobbiamo continuare su questa strada con un accordo forte e rivoluzionario a Parigi.” Queste sono state le parole di Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, durante una conferenza stampa successiva al ‘Pranzo sul Clima‘ di New York, che ha visto riuniti anche il presidente francese, François Hollande, e il presidente del PerùOllanta Humala.
Ban Ki-moon ha affermato che gli sforzi nazionale per ridurre le emissioni non sono sufficienti per evitare la catastrofe, ma ha notato che tutti i leader sono d’accordo che “Parigi deve essere il pavimento e non il soffitto“, per un’azione globale che riduca di due gradi la temperatura terrestre.
New York altrimondi news
Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite
“I presidenti dei vari paesi possono contare su un’ampio supporto – ha aggiunto Ban Ki-moon – affinché si raggiunga un accordo duraturo per accelerare gli investimenti in energia pulita e utile a stimolare una trasformazione nella produzione energetica, da qui alla fine del secolo, riducendo la temperatura globale di due gradi Celsius.”
Le convinzione del Segretario Generale sono supportate dalle decisioni prese, soprattutto negli ultimi tempi, dale nazioni più potenti, che spesso coincidono con le più inquinanti, del mondo.
Il Governo cinese ha presentato il national carbon cap-and-trade programme, annunciato proprio pochi giorni fa, che permette al paese di allinearsi agli standard prefissati anche dagli Stati Uniti con il Clean Power Act, ovvero la riduzione delle emissioni del 32%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2030. Il monito di Obama, riguardo la salvaguardia del clima e le trivellazioni, sembra non essere passato inascoltato.
Lo stesso giorno, il governo indiano ha svelato il proprio piano per far decollare la produzione di energia rinnovabile in maniera esponenziale, di cinque volte rispetto agli standard attuali, con l’obiettivo di liberarsi delle centrali a carbone entro il 2020, la causa maggiore delle emissioni dannose nel paese.
Solo due giorni dopo Dilma Rousseff, presidente del Brasile, ha annunciato una riduzione delle emissioni del 37%, rispetto ai livelli del 2005, da portare a termine entro il 2025, e del 42% entro il 2030. Questo enorme cambiamento deve essere unito ad un forte incremento della produzione di energia rinnovabile, in questo stesso lasso di tempo; il che vuol dire che entro il 2030 il Brasile produrrà il 45% della propria energia grazie a fonti rinnovabili.
New York altrimondi news
Foto del corteo per il clima tenutosi a New York
Il cambiamento è nell’aria. Dopo questi anni di forte pressione ci stiamo avvicinando ad un reale cambiamento. Tutti i leader mondiali, riunitisi a New York, hanno mostrato una forte solidarietà, affinché si arrivi ad un accordo universale sul clima entro la fine dell’anno. Da quest’accordo ci si attende una trasformazione dell’economia globale, con un’incremento del supporto reciproco e delle politiche che siano realmente d’aiuto per i paesi in via di sviluppo.” Queste sono state le parole di Jennifer Morgan, Global Director del World Resource’s Institutes Climate Program, pronunciate durante il ‘climate lunch‘ di New York.
Il Canada, invece, è rimasto fuori da questa serie di accordi, snobbando l’incontro di New York. Il governo conservatore, in carica nel paese, non ha preso sul serio la questione, ma tutto potrebbe cambiare con le elezioni previste per il 19 ottobre. Un ribaltamento dei seggi potrebbe portare il Governo del Canada a Parigi, aggiungendo un altro tassello importante nella lotta per il cambiamento.
Thomas Mulcair, leader del New Democratic Party, al momento all’opposizione nel paese , ha svelato il proprio piano per la salvaguardia dell’ambiente  che include: controllo dei prezzi del carbon fossile; penalizzazioni per chi inquina; collaborazione con le provincie del Canada che tagliano le emissioni. Parigi, però, non è stata affatto menzionata.
Nonostante la defezione del Canada, l’incontro di New York ci mostra come tutti siano ormai pronti a compiere questo grande passo. L’atteggiamento positivo di paesi come la Cina, la Germania (che in questi giorni è in agitazione per lo scandalo Volkswagen) e gli Stati Uniti, unitamente al Brasile ed all’India, potrebbe rendere i lavori a dicembre decisamente più semplice.

25 settembre 2014

350.ORG: Peoples Climate March -Ora è il momento di cambiare il nostro futuro.


Riceviamo da 350 .org e  pubblichiamo .

Abbiamo detto che  ci sarebbero  voluti   tutti per  cambiare tutto 

- e tutti  sono venuti .


Poichè  i Leader mondiali sono  venuti  a New York City per il  Summit  per il  cambiamento climatico, la Gente di tutto il Mondo è  scesa  in piazza per chiedere un'Azione per porre fine alla crisi climatica. 

Ora, più che mai, siamo un grande, bel, Movimento Unito. Ci stiamo mettendo insieme  in tutto il mondo ,come mai prima ,per chiedere un futuro migliore e più giusto per tutti. 


Questo video è solo un'istantanea di quanto profonda e importante  sia  stata  la mobilitazione del Popolo  per il Clima .
Guarda il sito People climate March

24 settembre 2014

1)Climate summit Onu. Ban Ki-moon: «Siamo qui per scrivere la storia» 2)Attivisti di Greenpeace 'Occupano' il treno che trasporta il carbone per Protesta per i cambiamenti climatici.

Tratto da Greenreeport
Climate summit Onu. Ban Ki-moon: «Siamo qui per scrivere la storia»

Il costo umano, ambientale e finanziario dei cambiamenti climatici sta diventando insopportabile


Aprendo il summit sul clima a New York, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto ai leader mondiali di mobilitarsi ed prendere misure concrete per lottare contro I cambiamenti climatici che «Minacciano la pace e la prosperità di miliardi di persone. Oggi dobbiamo impegnare il mondo su una nuova strada. Non siamo qui per parlare. Siamo qui per scrivere la storia».

Dopo aver ricordato che domenica ha partecipato alla People’s cimate march a New York a fianco di centinaia di migliaia di persone che chiedevano di agire per il clima Ban ha detto: «Sono stato sommerso dall’energia di decine di miglia di persone. Nelle città di tutto il mondo, centinaia di migliaia di persone hanno chiesto di agire. Esigono che i leader dirigano. E’ per questo che siamo qui oggi».

Rivolto ai Capi di Stato e di governo, ai leader del business e della società civile ha chiesto loro di «dare un nuovo slancio alla lotta contro i cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici sono la questione determinante della nostra epoca. Definiscono il nostro presente. La nostra risposta definirà il nostro avvenire. Per far fronte a questa sfida, abbiamo bisogno che tutto il mondo si mobiliti. Abbiamo bisogno di una visione chiara. Il costo umano, ambientale e finanziario dei cambiamenti climatici sta diventando insopportabile».

Leggi qui l'articolo integrale.

________________________
Non siamo qui per parlare. Siamo qui per scrivere la storia».


VISTO CHE :  per  Ban Ki-moon"I cambiamenti climatici sono la questione determinante della nostra epoca."
SPERIAMO CHE......A NEW YORK
NON SCRIVANO LA SOLITA STORIA........
________________________

Tratto da ibtimes.co.uk
Nottinghamshire: Attivisti di Greenpeace 'Occupano' il treno che trasporta il  carbone per Protesta per  i cambiamenti climatici.



Decine di attivisti di Greenpeace hanno "fermato e occupato" un treno  che stava consegnando  il carbone per una centrale elettrica in Nottinghamshire, come azione  di protesta per il cambiamento climatico.

Cinquanta attivisti hanno bloccato il treno   del carbone mentre procedeva verso la centrale elettrica  di Cottam per  scaricare alcune delle  sue   1.500 tonnellate 
 di carico .

Il gruppo ha usato i segnali di  emergenza per fermare il treno prima di salire a bordo. Hanno iniziato la protesta in vista del vertice sul clima di New York, che ha anche provocato  il Diluvio di Wall Street e  le dimostrazioni per  il clima del popolo di marzo

I manifestanti hanno detto che hanno abbastanza cibo e acqua per rimanere sul  treno fino al termine del vertice del cambiamento climatico.

Gli attivisti di Greenpeace hanno  bloccato la strada principale per la centrale elettrica , che è gestito dalla società energetica francese EDF, e hanno anche messo un orso polare a grandezza naturale di fronte al  treno per bloccarlo.


 L'attivista climatico McCallum di  Greenpeace UK che si trova sopra uno dei vagoni di carbone, ha detto: "Oggi stiamo facendo esattamente ciò che i leader a New York e qui nel Regno Unito dovrebbero fare, che è quello di ostacolare gli  enormi danni alla nostra salute e il clima inflitti dal carbone.

"I nostri 
dirigenti politici  hanno promesso agli elettori che avrebbero messo fine al carbone sporco, ma il Regno Unito sta bruciandone  enormi quantità solo perché è più redditizio per le aziende energetiche  utilizzare il carbone al posto del gas.
 Quel che è peggio, il governo sta per rinchiuderci in molti più anni di dipendenza da carbone dando  alle Big Six  nuove sovvenzioni: molti-milioni di sterline per mantenere i loro impianti  a carbone aperti più a lungo.

E 'tempo che i nostri dirigenti politici tengano fede ai loro impegni opponendosi a nuove sovvenzioni, fermando  l'inutile combustione del carbone, e stabilendo  un chiaro piano per mandare in pensione i nostri  obsoleti impianti a 
carbone entro i prossimi 10 anni ".

Jacky Westwood, 56 anni , ha aggiunto: "Gli scienziati concordano sul fatto che  la combustione  dei combustibili fossili , e soprattutto del  carbone, sono la causa della crisi climatica che minaccia la vita in tutto il mondo .Il destino di interi paesi e specie animali  è  in bilico ...Estendere la durata della vita delle  nostre 
inquinanti  centrali a carbone  farebbe solo aumentare il problema
E' moralmente indifendibile ".

23 settembre 2014

Il Carbone non ha futuro nel mix energetico mondiale,l' ONU mette in guardia, in vista del vertice di New York.

Programma Ambiente delle Nazioni Unite Achim Steiner discute il futuro del carbone.(Intervista in inglese).

Tratto da Mobile abc in traduzione simultanea 

 Il Carbone non ha futuro nel mix energetico mondiale,l' ONU mette in guardia, in vista del vertice di New York.


 del GIORNALISTA JAKE STURMER

Coal has no future in the world's energy mix, UN warns, ahead of New York summit

BY ENVIRONMENT AND SCIENCE REPORTER JAKE STURMER

"Ci sono paesi che hanno il petrolio, ci sono paesi che hanno il carbone e  paesi che hanno l' amianto", ha detto Achim Steiner.
"A un certo punto il benessere umano e il nostro benessere collettivo e la sicurezza diventano un criterio prioritario."

L'ONU ha avvertito che il carbone non ha futuro nel mix energetico mondiale, mentre  i leader mondiali si stanno riunendo in vista di un importante vertice sul clima a New York.
Il governo federale sostiene  che il carbone servirà come una fonte di energia affidabile a prezzi accessibili per i decenni a venire, ma il capo del clima delle Nazioni Unite ha messo in dubbio se questo sia nell'interesse dell'Australia a lungo termine.......

Più di 120 leader mondiali, tra cui il presidente americano Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron saranno  presenti  al summit del Segretario generale delle Nazioni Unite  del clima a partire da oggi.....

Il commissario europeo per azione per il clima Connie Hedegaard ha detto Martedì scorso: "Almeno 125 capi di Stato hanno inviato un segnale forte al resto del mondo che ... il cambiamento climatico è importante, e sanno che hanno un ruolo da svolgere e la responsabilità di prendere decisioni per tutto il mondo per affrontare il cambiamento climatico ...." 

La riduzione dei carburanti Fossili passaggio chiave per evitare emissioni pericolose

L'ONU ha detto che l'industria del carbone e che la maggior parte delle riserve di carbone del mondo, dovrebbero  essere lasciate nel terreno per evitare un catastrofico riscaldamento globale......
La Cina è il più grande consumatore di carbone al mondo, e uno studio della Banca Mondiale ha rilevato che l'inquinamento dell'aria uccide 750.000 persone ogni anno in Cina.
Per migliorare la qualità dell'aria, la Cina  ha recentemente annunciato l'intenzione di vietare le vendite di carbone sporco dal 1 ° gennaio e tagliare le importazioni in generale di 50 milioni di tonnellate.
Il direttore esecutivo del Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite ha detto che la necessità di ridurre le emissioni dei combustibili fossili è stato uno dei grandi "dilemmi" del 21 ° secolo.




"Ci sono paesi che hanno il petrolio, ci sono paesi che hanno il carbone e  paesi che hanno  l'amianto", ha detto Achim Steiner.
"A un certo punto il benessere umano e il nostro benessere collettivo e la sicurezza diventa un criterio prioritario.".....

"Ma detto questo, mi preoccupo se la scala globale di impegno sia davvero abbastanza -. Questa è la mia più grande preoccupazione"

Qui la traduzione integrale 

Qui l'articolo originale
________________________

Carbone, se gli Stati Uniti dicono no

In questi giorni sono in corso a Bruxelles riunioni del Gruppo di Lavoro Ocse per discutere della proposta Usa di limitare/escludere i finanziamenti - attraverso l'approvazione di nuove linee-guida ambientali più stringenti che inseriscono un tetto di 500 gr di CO2 per kWh - da parte delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali per la costruzione di centrali a carbone nei Paesi in via di sviluppo.

22 settembre 2014

350.org :l'ora esatta per il clima scatta adesso .



Riceviamo da 350.org
Amici, 
Il 21 settembre una marea di persone  sono scese in piazza chiedendo azioni per il clima  più che in qualsiasi altro giorno nella storia. 
Da New York a Rio, Londra a Delhi - siamo stati ovunque. 


Questo è ciò che ci fa ben sperare :

Martedì prossimo 22 settembre ,  i  maggiori leader mondiali si riuniranno a New York per parlare dell' azione per il clima ; vi saranno  molti più leader  di quanti siano mai stati messi insieme in precedenza - 125 capi di stato.
Avranno l' incontro   con la consapevolezza che ora  più  che mai  le persone chiedono azioni, non solo parole, e che il loro futuro politico è in bilico  - così come il futuro del pianeta. 


Abbiamo un piano per portare quel messaggio al vertici delle Nazioni Unite all'interno del vertice di Martedì, con un messaggio consegnato a mano ai  negoziatori del  clima delle Nazioni Unite. Se vuoi condividere il percorso  con le centinaia di migliaia di persone hanno marciato oggi in tutto il mondo, puoi  dire ai leader mondiali che facciamo sul serio  act.350.org/letter/ready-for-action/

Oggi la gente delle comunità in cui i combustibili fossili vengono  scavati  ha  marciato al fianco di coloro  che vivono dove vengono bruciati. Migliaia di lavoratori,  persone che sono disponibili a costruire un sistema di energia pulita, rinnovabile, camminavano a fianco delle comunità indigene che stanno già conducendo  le loro azioni con le proprie soluzioni di clima. 

L'onda del Popolo della  Mobilitazione per il clima si sta   già diffondendo.
Il summit  di un popolo che  sta delineando  un nuovo  percorso per una transizione  lontano dai combustibili fossili inizia oggi......


Con il vostro aiuto quell'onda  può diffondersi ulteriormente, e crescere  - e Martedì, si spera  di convincere  i leader mondiali ad entrare  in azione, mentre  fino ad ora hanno offerto solo  tante belle....parole  .
Voglio che  ti prendi un attimo  per apprezzare l'importanza di quello che è successo oggi.Ci  stiamo mobilitando nella misura  che la scienza e la giustizia impongono  , in un modo che non avremmo  mai potuto immaginare. 
Ora il nostro lavoro continua - e più forte che mai.
Con speranza, 
Eduardo, Hoda, Mahir, Payal, e Will 
per tutta la squadra 350.org 




Leggi su QualEnergia
Nell'ultimo anno, 330 calamità naturali hanno portato a 21.610 decessi con un conseguente danno economico stimato pari a 118 miliardi di dollari. Nel mondo, ci sono stati 22 milioni di sfollati a causa dei disastri naturali e le previsioni per il futuro restano allarmanti. 
Entro il 2050 si stimano in 200-250 milioni i rifugiati ambientali. 
Quali saranno gli impatti del cambiamento climatico sulle migrazioni umane?
Nel 2013 sono stati moltissimi i disastri che hanno colpito il nostro Pianeta. In televisione, su inter­net e sui giornali abbiamo visto le immagini di abitazioni distrutte da cicloni e tornado, i video di persone che tentano di raggiungere i tetti delle proprie case per sfuggire alle inondazioni, le testi­monianze di lavoratori incapaci di coltivare la propria terra e allevare il loro bestiame a causa della siccità. Secondo i dati del CRED (Centre for Research on the Epidemiology of Disastersnel solo 2013 si sono verificate 330 calamità naturali che hanno portato 21.610 decessi, 97 milioni di persone colpite e un danno economico stimato pari a 118 miliardi di dollari.

21 settembre 2014

People’s Climate March: la più grande marcia per il clima- Obiettivo: fare pressione sul summit ONU d’emergenza sul cambiamento climatico

Tratto da La Stampa

People’s Climate March: la più 
grande marcia per il clima

150 eventi in italia, a Roma attese 
migliaia di persone alle 15 al Colosseo


Segnatevi questo nome “People’s Climate March”: sarà la più grande mobilitazione globale per il clima della storia. In vista del Climate Summit, l’incontro d’emergenza ONU voluto da Ban Ki-Moon per discutere 
del problema del cambiamento climatico società civile, ambientalisti, movimenti e semplici cittadini hanno deciso di mobilitarsi 
domenica 21 settembre. Il messaggio è chiaro: le Nazioni 
devono agire subito per affrontare il cambiamento del clima. 
Prima che sia troppo tardi. 

La mobilitazione è senza precedenti. Si terranno manifestazioni in 
tutte le città del mondo per mandare un chiaro messaggio ai governanti che martedì si riuniranno a New York per il 
vertice d’emergenza Onu sui cambiamenti climatici .
Nella Grande Mela è tutto pronto. Gli organizzatori, guidati dal
 movimento globale 350.org, nato dalla mente di Bill McKibben, prevedono 
oltre un milione di persone. Secondo McKibben il climate change «è il problema globale che definisce una generazione.
 Non possiamo ignorarlo». 

New York sarà quindi un momento storico, nel vero senso della
parola e non tanto come proclama mediatico. .... Oltre 2 milioni di
 persone hanno firmato la petizione internazionale lanciata 
dalla rete di mobilitazione globale Avaaz. 

«Due milioni di firmatati sono un chiaro segnale per il mondo 
politico: i cittadini del mondo sono coscienti della sfida per 
salvare il clima e sono pronti a chiedere un cambiamento: è 
necessaria un’immediata rivoluzione energetica verso le energie rinnovabili. La presa di coscienza è il primo passo per innescare 
questa rivoluzione, poi però serve anche altro.....

In Italia sono previsti almeno 150 eventi, praticamente in ogni città della
 penisola. 
«Sono 3 le richieste che portiamo al governo italiano, che sarà presente il 23 settembre al summit di New York, con Matteo Renzi», spiega ancora Caciagli, 
una delle ideatrici dell’evento. «Che il tema del cambiamenti climatici diventi un punto prioritario nell’agenda di Governo, impegnandosi verso obiettivi ambiziosi di taglio delle emissioni di CO2 e degli 
altri gas serra. Occorre un’accelerazione della trasformazione 
del sistema di produzione di energia che permetta l’uscita dai combustibili  fossili e ponga fine ai sussidi alle fonti fossili, a
 favore di una generazione energetica distribuita, democratica
 e pulita.
 Una trasformazione capace di creare anche nuovi posti di lavoro e occasioni di sviluppo, frenata solo dalle lobby del fossile».

15 agosto 2014

AL GORE : E' TEMPO DI CHIEDERE PERCHE'.

Riceviamo da Al Gore
E' tempo di chiedere  perche'.

I giovani sono quelli che  hanno più da guadagnare dal risolvere la crisi climatica - ed anche  il più presto possibile. 

I giovani  non hanno  causato  il problema, ma dovranno  convivere con la crisi climatica  per decenni. Per troppo tempo, loro ed i  loro interessi sono stati ignorati dai leader che rifiutano di proteggere il nostro pianeta. 

Il 23 settembre, questo sta per cambiare poichè eccezionalmente  i giovani avranno  la possibilità di porre le loro domande ai decisori di tutto il mondo e  di  parlare per la loro generazione al vertice sul clima delle Nazioni Unite a New York City. 
                    

Stiamo raccogliendo i video di  giovani  in età compresa tra i  13-21  anni che  con grande  determinazione  chiedano
 Perché? o perché no? 
domande  poste circa la crisi climatica. 
Sceglieremo il migliore per partecipare al vertice e pretendere risposte serie da parte dei leader mondiali.
Se siete di età compresa tra 13 e 21 , inviate  un video....

Perché continuiamo a bruciare combustibili fossili che causano il cambiamento climatico? Perché non passare a energia pulita e rinnovabile e  proteggere il nostro futuro?


Le risposte sono là fuori, ma noi non possiamo far finta di niente dobbiamo stare insieme e continuare a chiedere  perche'?
 e rifiutare di essere ignorati. 

Grazie per il vostro continuo sostegno, 

Al Gore  Fondatore e Presidente


Potete  inoltre  vincere un viaggio a New York City per guardare il video presentato in occasione del vertice sul clima delle Nazioni Unite.

per caricare il video.
Prova ad essere parte attiva al cambiamento globale....