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07 maggio 2015

DIRITTO AMBIENTALE - AIA-VIA-VAS e TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, ORA I SINDACI NON HANNO PIU' SCUSE !

Tratto da notedimarcogrondacci

AIA-VIA-VAS e tutela salute dei cittadini, ora i Sindaci non hanno più scuse!

Pubblicate le linee guida (vedi QUIdell’ISPRA e del sistema delle Agenzie per la protezione dell’Ambiente ( le Arpa)  che definiscono come effettuare la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (di seguito VIIAS) nelle procedura di Valutazione Ambientale Strategica dei piani territoriali e urbanistici e dei programmi (VAS) di Valutazione di Impatto Ambientale di progetti ed opere (VIA) e di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di installazioni fortemente impattanti e pericolose per ambiente e salute.

La vigente normativa su VAS, VIA ed AIA  prevede da tempo che nell’istruire e concludere queste procedure si debba tener conto anche della salute dei cittadini interessati dall’impatto ambientale e sanitario del piano/programma, progetto od opera.Si tratta di norme di principio che richiedono procedure e/o parametri tecnico operativi per essere attuate come appunto quella della VIIAS.
  
Sotto il profilo tecnico operativo le norme  che disciplinavano, fino ad ora, la VIIAS erano:
1. il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 27/12/1988 che disciplina il contenuto degli Studi di Impatto Ambientale e prevede che questi debbano avere una apposita sezione su Salute Pubblica
2. il Decreto Ministero Salute 24 aprile 2013 che disciplina la valutazione del danno sanitario in relazione alle procedure di rilascio dell’AIA alle installazioni commissariate come nel caso dell’Ilva di Taranto (per un commento vedi QUI).
3. Il Parere Sanitario del Sindaco (ex comma 6 articolo 29quater del DLgs 152/2006) nell’ambito della procedura di rilascio dell’AIA.


Peccato che sia i presentatori dei progetti che le Autorità Competenti (Regione Liguria e in parte Province) a decidere la conclusione delle procedure di VAS, VIA , AIA nonché gli enti pubblici che devono parteciparvi come i Sindaci dei Comuni territorialmente interessati, hanno sempre trovato la scusa che non “sapevano” come svolgere questa VIIAS o comunque applicare i parametri di tutela della salute per decidere la compatibilità ambientale di impianto fortemente impattanti: discariche, centrali termoelettriche, rigassificatori, industrie chimiche, impianti di trattamento rifiuti, per non parlare degli strumenti di pianificazione urbanistica ed edilizia o quelli di programmazione di trasporti su gomma e su nave, piani regolatori dei porti. .....

Un esempio emblematico di questa mancata applicazione della VIIAS in questi anni è stato il Parere Sanitario che deve rilasciare il Sindaco dei Comuni territorialmente interessati dalle installazioni soggette ad AIA. Questo Parere non è mai stato rilasciato nonostante la legge ne preveda la obbligatorietà.  
Gli esempi nel nostro territorio riguardano la centrale Enel a carbone e il Rigassificatore di Panigaglia.  Entrambi questi impianti non hanno avuto ne detto Parere Sanitario ne alcuna valutazione del loro potenziale e reale impatto sulla salute dei cittadini interessati (vedi QUI

Questo Parere Sanitario come dimostrano esperienze in giro per l’Italia deve essere prodotto come una Valutazione di Impatto Sanitario.
Altro esempio. Nonostante esistessero norme tecniche come il dpcm del 1988 sopra citato che lo prevedano,  la Regione Liguria non ha previsto nella propria normativa tecnica sulla VIA l’obbligo di una sezione Salute Pubblica negli Studi di Impatto Ambientale (si veda la DGR 1415/1999).

Soprattutto i Sindaci liguri  hanno sempre trovato coma “scusa” nel non produrre il loro Parere Sanitario che non esistevano documenti ufficiali istituzionali che chiarissero come fare questa VIIAS….ovviamente questo non è vero come dimostrano numerose esperienze concrete in giro per l’Italia, come pure modelli operativi anche di fonte ufficiale come:
Progetto “Metodi per la Valutazione Integrata dell’Impatto Ambientale e Sanitario dell’inquinamento atmosferico - (Progetto VIIAS[1]);
Progetto Moniter “Monitoraggio degli inceneritori nel territorio dell’Emilia Romagna ”[2],
Progetto VisPA 2010[3];
Progetto “Tools for HIA (t4HIA)” finanziato dal CCM e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna,


Dopo la pubblicazione di queste Linee Guida dell’ISPRA e delle Arpa, i Sindaci non potranno neppure nascondersi dietro la  “scusa che non esistano documenti ufficiali che spieghino come fare la VIIAS.

Ma in cosa consiste questa VIIAS?  Ma giusto per sintetizzare, fare la VIIAS prima di autorizzare impianti e attività inquinanti,  vuol dire produrre preventivamente:
1. documentazione circa l’evidenza degli impatti sanitari individuati;  
2. lista delle priorità degli impatti in base ai criteri adottati;  
3. suddivisione delle raccomandazioni per la politica, programma o progetto sottoposti a VIIAS basate sulle priorità dei determinanti;
4. indicatori e aspetti da monitorare con maggiore attenzione dopo l’avvio della realizzazione e successiva gestione del progetto od opera

Ora vi sembra che ad esempio l’AIA rilasciata alla centrale termoelettrica Enel di Spezia abbia avuto questa VIIAS? Purtroppo no come peraltro ammettono gli stessi Amministratori Locali che da anni dichiarano di voler colmare questa lacuna  senza però farlo, vedi QUI.
E pensare che se venisse applicata anche ora da parte del Comune questa potrebbe portare ad una revisione dell’AIA, come ho spiegato nella seconda parte di questo post QUI.

PER UNA ANALISI DELLE LINEE GUIDA ISPRA E ARPA VEDI QUI

26 gennaio 2013

Gian Carlo Caselli - IL DIRITTO ALLA SALUTE: La Costituzione e la Magistratura a tutela della salute contro i colossi che inquinano.

Riceviamo e Pubblichiamo 
il "Comunicato  Ubik "
Il Procuratore Caselli a Quiliano:
  Oggi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, riportiamo le inedite parole pronunciate del Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli quest’estate al campeggio dell’Anpi a Quiliano, dove ha sottolineato la forza straordinaria della nostra Costituzione nella tutela della salute..."

"Sono vent’anni che la politica delega alla Magistratura problemi che non sa come risolvere. Ilva, Montedison, ThyssenKrupp, Eternit: la Magistratura, forte della sua indipendenza, riesce a far celebrare processi contro questi colossi, tutelando finalmente la salute dei cittadini…”
(Proprio come la combustione del carbone a Vado, nell'ambito di un fascicolo aperto con l’accusa di omicidio plurimo…)

Qui  il video:
http://www.youtube.com/watch?v=_20Ev5u4-vw

“La Costituzione e la Magistratura a tutela della salute contro i colossi che inquinano”

“…per quanto riguarda il diritto alla salute, per esempio una volta si poteva scaricare nelle acque pubbliche tutto quello che si voleva, i veleni più incredibili, e non succedeva niente perché non c’era ancora una legge che lo vietasse – oggi magari nonostante le leggi lo si fa lo stesso ma almeno c’è la legge che lo vieta – o una legge che imponesse i depuratori, finché la magistratura, una parte almeno, quelli che verranno subito definiti “Pretori d’assalto” scoprono la Costituzione, consapevoli della forza che deriva dall’essere indipendenti in forza dei principi scritti nella Costituzione, e allora -dalla pletora delle leggi plenarie del nostro ordinamento- riesumano per esempio una legge che tutela il patrimonio ittico del nostro paese, e cioè che se tu scarichi nel mare o nei fiumi delle sostanze tossiche facendo del male ai pesci commetti un reato.  Un piccolo reato, una contravvenzione, unita con allora poche lire di multa. Un reato, che in quanto reato mette in movimento l’intero meccanismo del processo penale, compresa la possibilità di sequestrare ciò che determina il reato, produce dei danni, per evitare che questi danni siano portati ad ulteriori conseguenze.
Stiamo già parlando dell’Ilva, anche se storicamente parlerò di altri casi… Alcuni Pretori d’assalto una quarantina di anni fa   sequestrarono uno stabilimento Montedison che scaricava in mare fanghi rossi di Scarlino, uno scandalo incredibile perché toccare la Montedison all’epoca era toccare la prima -insieme alla Fiat- potenza economico-politica del nostro paese. 
 Questi pretori, forti della loro indipendenza, applicando la Costituzione in modo da rendere il diritto alla salute non soltanto cosa scritta ma cosa effettiva e reale, sequestra la Montedison e mettono in movimento in progress tutta una serie di cose che porteranno anche alla legge Merlin, la prima legge che prevede obblighi precisi di tutela per la salute pubblica anche attraverso il non inquinamento delle acque pubbliche.
Questo è la forza straordinaria ancora oggi della nostra Costituzione, per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro: diritti scritti che prevedono nel contempo strumenti di presìdio e di tutela di questi diritti, e che in quanto autonomi possono fare ciò che è necessario perché i diritti siano quanto più possibile realizzati nell’interesse di tutti.

Potremmo fare un’infinità di esempi che sono la storia dell’applicazione della nostra Costituzione in tutti questi anni. 
Pensiamo alla ThyssenKrupp o alla Eternit: la magistratura che forte della sua indipendenza riesce a far celebrare processi contro questi colossi mondiali, parliamo di multinazionali potentissime, meglio tutelando finalmente, con terribili ritardi ma certamente non dovuti alla magistratura, la salute dei cittadini in fabbrica e fuori dalla fabbrica, perché per l’Eternit lo sapete tutti sono morte tremila persone ma non soltanto operai che lavoravano in fabbrica, anche persone che in fabbrica non erano mai entrate ma che sono venute a contatto per esempio con gli indumenti che i loro parenti indossavano lavorando in fabbrica che potevano causare malattie e sofferenze fino ad esiti anche letali.
E oggi il caso Ilva e l’inerzia della politica: sono vent’anni che la politica delega alla magistratura problemi che non sa come risolvere o non ha la forza di affrontare cercando delle soluzioni…

La politica costantemente delega alla magistratura i problemi che non sa risolvere ma con un corollario, una sorta di asticella che non viene mai scritta, mai esplicitata, ma idealmente fissata; quando la magistratura oltrepassa questa asticella, nel senso che tocca interessi che del controllo della legalità non ne vogliono sapere, ecco che scoppiano le polemiche furibonde contro la magistratura, esattamente quello che è successo in tutti questi anni per chi si è occupato di queste cose.
È questa capacità della Costituzione -diritti correlati a strumenti autonomi di presìdio dei diritti stessi- che preoccupa ancora oggi certe forze politico-culturali del nostro paese che quindi vedono la Costituzione come un fastidio, come un ostacolo alla migliore realizzazione dei loro interessi, al recupero di quei rapporti di forza che sono precostituzionali e che si è cercato in svariati modi e si cercherà ancora di recuperare andando in contrasto in contraddizione in controtendenza rispetto a quelli che sono gli interessi di tutti i cittadini per privilegiare ancora una volta qualcuno soltanto, quindi per ridare cittadinanza alla parola privilegi istituzionalmente parlando, che sono proprio quei privilegi che la nostra Costituzione ha voluto cancellare fondando la sua architettura sul primato dei diritti uguali per tutti…”

(Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli)



Comunicato Ubik

20 agosto 2012

In memoria di Giuliano Tranquilli


Riceviamo e doverosamente   pubblichiamo, unendoci alla  manifestazione di grande stima per  la scomparsa di Giuliano Tranquilli e per la sua importante  lotta a tutela della salute e dell'ambiente.  

In memoria di Giuliano Tranquilli

I sottoscritti Agostino Torcello e Virginio Fadda del movimento MODA di Savona  ricordano con affetto la figura di Giuliano Tranquilli tra i primi convinti sostenitori dell’importanza della tutela della salute e dell’ambiente come valore  primario da salvaguardare.
Il suo impegno si manifestava con una convinta e trasparente  attività politica che, anche con duri contrasti , non scendeva mai a compromessi sulle questioni dei valori umani da lui ritenuti sempre essenziali. 
Rimangono memorabili i suoi interventi fin dagli anni ’70  contro l’ inquinamento del carbone della centrale termoelettrica di Vado quando ancora non era molto diffusa nell’opinione pubblica una spiccata sensibilità ambientale.

Anche quando terminò l’attività politica rimase sempre interessato fino all’ultimo alle vicende non solo ambientali di Vado e di tutto il territorio savonese. 
Siamo certi che tutti i suoi concittadini e non solo lo ricorderanno con grande stima ed  affetto come un importante e raro esempio, anche per le generazioni future, di impegno disinteressato per il bene comune. 

Dr. Agostino Torcello
Dr. Virginio Fadda

Riportiamo alcuni stralci tratti dall' Archivio de "La Stampa "


Un'interpellenza del consigliere Tranquilli sui problemi della ristrutturazione «Presto il referendum sull'Enel» Vado Ligure: i promotori sono decisi a chiamare alle urne i cittadini sull'uso del carbone in centrale..... 


 
Enel minoranza sfida la giunta
Centrale, tema della discordia a Vado Enel, minoranza sfida la giunta VADO LIGURE. E' guerra aperta tra la minoranza e la Giunta guidata dal sindaco Roberto Peluffo per la centrale termoelettrica dell'Enel. I consiglieri di minoranza Fabio Rossetto, Giuliano Tranquilli, Paolo Tonti e Angelo Pollio...

31 marzo 2012

Basse emissioni di carbonio, più salute alla popolazione......

Tratto da Dica 33

Basse emissioni di carbonio, più salute alla popolazione......


Un articolo pubblicato sul British Medical Journal sostiene che la salute non è adeguatamente considerata nell'elaborazione delle politiche ambientali e mostra come si potrebbero ottenere benefici sanitari generalizzati dalla riduzione dei gas che producono l'effetto serra. Sir Andy Haines della London school of hygiene and tropical medicine e Carlos Dora dell'Organizzazione mondiale della sanità fanno l'esempio del passaggio dalla combustione del carbone a una produzione di energia elettrica con metodi a basso impatto ambientale, che comporterebbe una riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di composti dannosi alla salute: restringendo l'analisi solo all'India, questo cambio di politiche industriali e ambientali eviterebbe circa 90.000 morti premature all'anno. Gli autori sottolineano gli aspetti economici dell'operazione e ricordano che il costo, certamente elevato, della riconversione all'economia verde verrebbe bilanciato dal risparmio di ingentissime spese sanitarie: l'incidenza di patologie cardiache e cerebrovascolari, depressione, malattia di Alzheimer, diabete, cancro al seno e al colon potrebbe ridursi drasticamente in conseguenza di un abbattimento minimo dell'inquinamento e delle emissioni dei gas serra. Secondo Haines e Dora, le autorità che si trovano a prendere decisioni su tematiche dal forte impatto ambientale dovrebbero abituarsi a consultare sistematicamente gli esperti di sanità, che «possono promuovere una maggiore sensibilità e fornire tutte le evidenze per aiutare la scelta di politiche in grado di migliorare la salute». 


A proposito degli Esperti della Sanità Ligure pubblichiamo una delle ultime dichiarazioni("La Stampa"  6 gennaio 2012) dell' Ordine dei Medici della Provincia di  Savona inerente il Potenziamento a carbone della centrale :
"GIA' NELLA SEDUTA DI INSEDIAMENTO DEL NUOVO CONSIGLIO,CON RIFERIMENTO ALLE PREOCCUPANTI NOTIZIE DIFFUSE IN QUESTI GIORNI RIGUARDO AGLI ACCORDI PER L'AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER,E' STATA CONFERMATA  CON FORZA  LA POSIZIONE GIA' ASSUNTA IN PASSATO FERMAMENTE CONTRARIA ALL'AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE A CARBONE,CAUSA DI GRAVI RICADUTE A LIVELLO SANITARIO E AMBIENTALE.
DA SEMPRE L'ORDINE E' FAVOREVOLE AD UNA TRASFORMAZIONE A METANO DELLA STESSA .
LA FEDELTA' CHE CI LEGA AL NOSTRO CODICE DEONTOLOGICO CI OBBLIGA A LANCIARE PER L'ENNESIMA VOLTA L'ALLARME CONTRO PRATICHE CHE METTANO A  RISCHIO LA SALUTE DEI NOSTRI CONCITTADINI."


Clicca  qui per leggere   l'articolo integrale de  "La Stampa":"TAGLI A SANITA' E AMBIENTE I MEDICI SCELGONO LA LINEA DURA" di cui abbiamo riportato   solo l'ultima parte.

20 ottobre 2011

TUTELA DELLA SALUTE? SERVE IL TAR PER AFFERMARE LA SUA PRIORITA' 2)Energia, il vecchio allo scontro col nuovo

 Tratto da Greenreport

Tutela della salute? Serve il Tar per affermare la sua priorità rispetto all’acquisizione di finanziamenti


di Eleonora Santucci
L'interesse nazionale perseguito con l'installazione di sensori radar anti immigrati, frettolosamente autorizzata "per non perdere i finanziamenti previsti", cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute.
...Lo afferma il Tribunale amministrativo della Sardegna (Tar), sottolineando che l'interesse alla percezione di finanziamenti è "sicuramente recessivo" rispetto al rischio, anche solo potenziale, per la salute umana.


La tutela della salute nell'ordinamento italiano è garantita dalla stessa costituzione (articolo 32), ed è intesa sia come diritto soggettivo della persona, sia come interesse della collettività a un ambiente salubre. 
La salute, infatti, può subire danni dalla degradazione dell'ambiente.
Esiste dunque un legame tra il diritto all'ambiente salubre con la tutela della salute e ciò - secondo il Tar della Sardegna - attribuisce a tale tutela il valore dell'assolutezza. Ne consegue che la tutela della salute deve ritenersi ampliata fino a comprendere le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività a lungo termine. Ecco dunque che si applica il principio di minimizzazione, corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria.
La salubrità dell'ambiente dovrebbe essere intesa non solo come assenza di danno, ma anche e soprattutto come assenza di alterazione irreversibile o comunque permanente di fattori ambientali. 
Fattori la cui cura è affidata alla pubblica amministrazione in modo prioritario rispetto ad altri interessi.


Leggi l'articolo integrale

Leggi anche su Savona News


Burlando dopo aver approvato il potenziamento a carbone, solo oggi si accorge della mancanza dell'autorizzazione AIA

  
Leggi anche su Unitiperlasalute
Tirreno Power, il sindaco Ferrando:"Burlando ha ascoltato per il 20% il territorio e per l’80% l’azienda”

Fattori la cui cura è affidata alla pubblica amministrazione in modo prioritario rispetto ad altri interessi!!!!!!!



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 Leggi su Il Fatto Quotidiano

Energia, il vecchio allo scontro col nuovo 


Il vecchio mondo cerca di bloccare il nuovo.
Confindustria e produttori tradizionali di energia elettrica chiedono una moratoria allo sviluppo delle fonti rinnovabili e agli impianti di accumulo.  
Enel rilancia il carbone a Porto Tolle (dove il 29 ottobre si svolgerà una manifestazione nazionale) e chiede di potenziare le linee di trasmissione sulla dorsale adriatica per accogliere l’elettricità profusa dai nuovi impianti a lignite in gestazione in Kosovo o immessa dai reattori nucleari gestiti in compartecipazione nell’Europa dell’Est. Il suo Ad, Fulvio Conti, minimizza la vittoria dei sì antinucleari confermando l’intenzione di aumentare il peso del settore atomico dell’ente in Slovacchia, Spagna e Francia grazie alla collaborazione con Edf.Dopo il 12 e 13 giugno, nonostante l’indicazione di 27 milioni di votanti, ha quindi ripreso vigore la battaglia dei produttori e dei grossi consumatori di energia contro i produttori di elettricità da fonti rinnovabili.... 
Ma attenzione! Ipotecare il futuro col passato è ciò che di peggio possiamo fare in questo momento.
Carbonizzare l’economia, bloccare le nuove fonti, ritardare gli interventi sulla rete significa condannare il Paese a una crisi ancora più profonda dell’attuale.
Leggi tutto

29 maggio 2011

Brindisi: Edipower,gravi accuse del Pm per il carbonile 2)le istituzioni hanno l’obbligo e il dovere di tutelare la Salute dei lavoratori

Tratto da Pugliatv
Brindisi: Edipower,gravi accuse del Pm agli imputati nel giudizio per il carbonile

28/05/2011
Gravi responsabilita' per danni ambientali sarebbero emerse a carico dei dirigenti dell'Edipower nel corso del giudizio penale che si sta tenendo presso il Tribunale di Brindisi a proposito del sequestro del carbonile che fu effetttuato dalla magistratura brindisina alla azienda in questione.
Nel corso dell'udienza di ieri
il magistrato inquirente ha allargato le imputazioni agli imputati attribuendo loro anche l'inquinamento della falda a causa della mancata costruzione di un manto di protezione per il carbonile che avrebbe, secondo l'assunto dell'accusa, causato nel corso degli anni di utilizzo un versamento di percolato frutto del contatto con il carbone dell'acqua che si e'versata sia per effetto delle precipitazioni atmosferiche sia per l'utilizzo di innaffiature per rendere piu' facile il trasferimento del combustile dal deposito fino ai gruppi della centrale .
Insomma se sara' provata una tale circostanza nel
corso della causa ,si dimostrera' che uno dei fattori che hanno causato problemi alla nostra falda e' anche quello, con la conseguenza che si potra' anche quantizzare il danno ambientale al nostro territorio. Ma cio' che appare strano che in questo processo non si siano costituiti contro Edipower gli enti locali e neppure le associazioni ambientaliste.
Non parliamo poi del Ministero dell'ambiente! Ma l'intera vicenda dell'Edipower appare al limite del surreale:... si tace sulla causa in corso allo stesso Tribunale contro Edipower, che potrebbe provare un danno ambientale costante e gravissimo, gia' avvenuto sul nostro territorio.Nessuno scandalo per quanto successo ,nessuno ricorso in quella
sede per ottenere risarcimento dei danni subito dalla nostra falda, nessuna reazione quando c'e' stata la conferenza dei servizi che ha sancito la prosecuzione dell'attivita' di quell'azienda senza alcun sistema di protezione per l'utilizzo del carbone ,malgrado si trovi a pochi metri dal centro della citta',nessuna reazione quando ottenuta la Via per il ciclo combinato quell'azienda pubblicamente disse che rinunciava a quel progetto.
Insomma ma che ci ha fatto questa Edipower che puo' fare tutto cio' che vuole, non rispettare una convenzione, tutt' ora vigente secondo il Consiglio di stato, ottenere il permesso per continuare ad esercire con il carbone ,chiedere di costruire il nuovo carbonile, ottenere il permeso Aia, senza che nessuna delle nostre istituzioni faccia un qualsiasi atto per contestare i tanti comportamenti inspiegabili di quell'azienda?
Si dira' c'e' di mezzo il lavoro, gia'....ma non e' altrettanto impor
tante la tutela della salute dei cittadini?
Ci chiediamo se dovesse essere provato in giudizio che vi sono state responsabilita' per l'inquinamento della falda,l'atteggiamento delle nostre istituzioni continuera' ad essere cosi' “disponibile e morbido”?
Chi paga per il danno ambientale ,ove dovesse essere provato cio' che il Pm ha ipotizzato in corso di causa?
Come mai nessuno ne parla?

Leggi l'articolo integrale

Leggi anche su Brindisi Report
Processo all’ex carbonile Edipower, il pm aggiunge nuove accuse

BRINDISI –.......Intanto, il Comune di Brindisi, per mezzo dell’avvocato Daniela Faggiano, ha chiesto e ottenuto la costituzione di parte civile, presentando il conto alle aziende coinvolte nel processo.
Una richiesta risarcitoria pari a cinque milioni di euro, parte dei quali sono già stati versati, ma dalla sola Enel. Il legale di parte civile ha ottenuto infatti il versamento da parte del colosso elettrico di un milione e quattrocentomila euro, per la realizzazione di un parco, un polmone verde, a ristoro parziale dei danni subiti a causa del carbonile scoperto.
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A PROPOSITO DEL CARBONILE DI BRINDISI E DI QUELLO DI VADO L- QUILIANO

Riportiamo le considerazioni fatte sul nostro blog Il 19 giugno 2010 nel post

"CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO-QUILIANO RISPOSTA DEL MODA AL PRESIDENTE REGIONALE BURLANDO"

RICORDAVAMO : IL CARBONILE ALL'APERTO di TIRRENO POWER E' DA ANNI A POCHE CENTINAIA DI METRI DALLE CASE DI VADO L. E DI VALLEGGIA

con tutte le conseguenze che ,in un territorio ventoso ,si possono facilmente prevedere per i cittadini che loro malgrado devono convivere con una tale situazione di grossa problematica ambientale.

MA
ALLA LUCE DI QUANTO EMERSO A BRINDISI ......E'ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE FAR CONOSCERE AI CITTADINI SE SONO STATI FATTI CONTROLLI E VERIFICHE SULLA IMPERMEABILIZZAZIONE DEL DEPOSITO CARBONILE DELLA CENTRALE DI VADO -QUILIANO E SULLE ACQUE DI FALDA SOTTOSTANTI.
TENUTO CONTO CHE SECONDO LA STESSA AZIENDA "IL CARBONE E' STOCCATO IN UN CARBONILE CON CAPACITA' DI MESSA A PARCO DI
CIRCA 300.000 METRI CUBI"

(PAGINA 18 della dichiarazione ambientale Tirreno Power del 2008")


SEMPRE DAL NOSTRO POST DEL 19 -6-2010
Guardate il video girato da un cittadino su un treno in transito lungo la linea GENOVA VENTIMIGLIA che a Valleggia per un tratto,prima di entrare in galleria, fiancheggia il carbonile scoperto..

Guardate inoltre

" Il Molto Interessante Video Relativo al Carbonile di Tarquinia "

Sicuramente vi sono parecchie problematiche in comune con il nostro territorio.....

PER CONCLUDERE .....AGGIUNGIAMO UNA CARTINA della Liguria che non ha bisogno di commenti.

La Cartina della Liguria è tratta dal Piano di risanamento della Qualità dell'aria della Regione Liguria del 2006 e mostra gli effetti dell'inquinamento atmosferico mediante mediante Licheni Epifiti.

GUARDATE ATTENTAMENTE la zona di SAVONA:
GLI AMMINISTRATORI, I PRESIDENTI DELLA REGIONE e DELLA PROVINCIA IN PRIMIS, DA QUESTA IMMAGINE (TRATTA DA DOCUMENTAZIONE UFFICIALE) ,DOVREBBERO
TRARRE LE OPPORTUNE RIFLESSIONI E NON........PRENDERE NEPPURE IN CONSIDERAZIONE IL POTENZIAMENTO MA ANZI CONSIDERARE ,CHE GIA' LA SITUAZIONE ATTUALE E' PER NOI CITTADINI GRAVIDA DI PROBLEMATICHE,CHE MERITANO A LIVELLO ISTITUZIONALE LA GIUSTA ATTENZIONE.

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Tratto da Peacelink

Comunicato stampa

I lavoratori sono esposti a sostanze cancerogene e le istituzioni hanno l’obbligo e il dovere di tutelare la loro Salute

Il Comitato Donne per Taranto alzerà il tiro come promesso in Conferenza Stampa perché la Tutela della Salute sia anteposta ad ogni cosa
27 maggio 2011 - Comitato Donne per Taranto

E' di ieri la notizia che La Procura indaga i vertici Ilva ed ex Italsider per concorso nell'omicidio colposo di 15 dipendenti morti a causa delle emissioni cancerogene provenienti dagli impianti.

Sono 30 i presunti responsabili di una lunga serie di omissioni e violazioni che avrebbero determinato, favorito, prodotto malattie professionali e successivamente decessi.

Sorge spontaneo un dubbio: ma i lavoratori che attualmente continuano a lavorare nel ciclo produttivo dell'Ilva sono esenti dall'ammalarsi e dal morire a causa di sostanze altamente cancerogene che fuoriescono dagli impianti?

Oltre 10 giorni fa questo Comitato in una conferenza stampa poneva alle Istituzioni, tra le altre richieste, quella della tutela del lavoratore, in particolare di coloro che sono nel ciclo più pericoloso per la salute. Con forza noi ribadiamo la necessità che si faccia subito chiarezza sul reale stato di salubrità degli impianti, sulla reale possibilità che altri lavoratori possano continuare ad ammalarsi e a morire, e sull'obbligo di legge che prevede l'informazione al lavoratore esposto sui rischi alla salute.

Questo non è allarmismo come taluni in modo superficiale e arrogante osano dire, i dati lo dimostrano, le sentenze della procura lo attestano: nell' Ilva si muore e si muore maggiormente che in altre Industrie presenti sul territorio.

Sullo stimolo della notizia riportata ieri, ribadiamo la nostra richiesta che le istituzioni facciano luce su tutto ciò

Non è tempo di aspettare, non è più tempo di "annunci".

I lavoratori sono esposti a sostanze cancerogene e le istituzioni hanno l'obbligo e il dovere di tutelare la loro Salute.

Chiediamo con forza tutto ciò, perchè ancora una volta quei 15 operai morti non sono dei "numeri" ma persone che avrebbero potuto e voluto vivere e dietro di loro ci sono mogli, figli, madri che piangono ancora.

Informiamo che qualora, nell' arco di pochissimo tempo, le Istituzioni preposte alla tutela del lavoratore non verifichino tutto ciò, e non accertino la regolare compilazione del registro degli Esposti da parte del datore di Lavoro, in questo caso dell'Ilva, noi del Comitato Donne per Taranto ci rivolgeremo non solo alla Magistratura ma anche alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, per denunciare chi impunemente continua a uccidere e tutti coloro che non adempiono al loro dovere di tutela della Salute e della Vita.

Il Comitato Donne per Taranto alzerà il tiro come promesso in Conferenza Stampa, perchè la Tutela della Salute sia anteposta ad ogni cosa.

LEGGETE SU BRINDISI TV
LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE BRINDISINA
E ......I PROGRAMMI DI SVILUPPO
.........e ognuno tragga le conclusioni che ritiene più opportune
______________________

Leggi su Trucioli Savonesi

CARBONE E DINTORNI
di Federico Gozzi

Le centrali a carbone in Italia In Italia, ad oggi, esistono 13 centrali a carbone sparse in 8 regioni e ben 3 di queste 13 hanno sede nella nostra regione, la Liguria: una a La Spezia, una a Genova (che fra cinque anni verrà dismessa) ed una a Quiliano-Vado, in assoluto l'impianto più grande di tutto il nord-Italia e, purtroppo, quasi unico nel suo genere, costruito in pieno centro abitato: una vera e propria centrale in città.

Tirreno Power

Nasce a seguito della liberalizzazione del mercato italiano ed è oggi uno dei principali produttori di energia elettrica del paese, presente sul territorio nazionale con le centrali termoelettriche di Torrevaldaliga (Civitavecchia), Vado-Quiliano e Napoli.

....Le centrali di Napoli e Civitavecchia economicamente non sono in perdita, tutt'altro....... ed il carbone è totalmente assente!

Semplicemente produrre energia col carbone anche se inquina molto molto di più, costa di meno e quindi comporta maggiori profitti.

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