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05 marzo 2012

AGGIORNAMENTO FUMI:DI NOTTE E DI GIORNO

Immagine  delle  ore 21,10 del 04 marzo 2012.

 Al calare delle tenebre la centrale  continua a produrre ........ (oltre che energia ) inquinanti e polveri sottili per i nostri polmoni e non solo.  

Anche oggi continuano "evidenti emissioni dal camino".
foto di oggi 5 marzo


foto di oggi 5 marzo
 E permangono........ sul nostro territorio vista l'assoluta mancanza di vento
Perchè dobbiamo confidare sempre sul solo vento per avere un' aria  accettabile?

...........Quanto ancora si dovrà spettare perchè l'impianto venga sottoposto all' AIA secondo le precise norme di legge? 
Ma..........Perchè gli organi competenti continuano da anni a non imporre le migliori tecnologie?


altre due  foto di oggi 5 marzo

Intanto i monitoraggi su Ambiente in Liguria relativi alle pm 2,5 di Vado Ligure sono sempre fermi alla mezzanotte del 29 febbraio.  
29/02/2012 00:0001/03/2012 00:00    26


Ricordiamo che oggi è giornata lavorativa  Lunedì 5 Marzo  e sarebbe ora che i valori fossero in rete e comunque  visibili  per la tranquillità  degli Amministratori e dei  cittadini!!!! 

04 marzo 2012

Richiesta ai Sindaci di Vado e di Quiliano di presentare ricorso al TAR

COMUNICATO


Richiesta ai Sindaci di Vado e di Quiliano di presentare ricorso al TAR contro la delibera regionale che dispone il potenziamento della Centrale a carbone.

I sottoscritti comitati, associazioni e partiti richiedono ai Sindaci di Vado e di Quiliano, in quanto per legge Primi Responsabili della tutela della Salute pubblica, di non sottoscrivere la delibera regionale che dispone il potenziamento della Centrale a carbone, e di presentare nei prossimi giorni ricorso al TAR contro di essa, al fine di impedire il potenziamento della Centrale.
I sottoscriventi inoltre sottolineano con forza l’intenzione di continuare, con ogni mezzo legalmente consentito, la loro azione di tutela del territorio e dei cittadini, in coerenza con quanto espresso nella diffida presentata nel luglio scorso.

In questo momento molto delicato per tutta la nostra Provincia, ci paiono quanto mai attuali le parole pronunciate con tono molto accorato un anno fa dal palco del Teatro Chiabrera da Marzia Marzoli, che ha vissuto e vive l’esperienza di un territorio nell’alto Lazio assoggettato al carbone.

Qui il video:

trascriviamo un breve stralcio:

“ ne faccio un problema anche di democrazia. 
Una istituzione si dovrebbe prima chiedere ‘ma io chi devo tutelare loro o gli altri? 
Ma la scelta di un territorio in mano a chi sta?’
sta' in mano a chi se lo suda, se lo lavora, se lo soffre, anche in termini ambientali e di salute ?
Chi fa business con l'energia non paga il prezzo delle ricadute inquinanti: lo paghiamo noi, la sanità pubblica, lo pagano le famiglie.
Noi abbiamo fatto delle manifestazioni, con a fianco i nostri Sindaci, convinti che la politica avrebbe fatto la differenza, e poi che succede?
Non so chi è il Sindaco nel vostro ambito, ma racconto quello che è successo nell'alto Lazio.  
Questi Sindaci si sono trovati ad un certo punto con una offerta, un'offerta in denaro che si chiamano ‘compensazioni’, si chiamano ‘danni ambientali’.
Nel  nostro paese sono arrivati dei soldi che sono stati spesi per fare marciapiedi, per fare politica, ma non sono serviti né a tutelare la salute e neanche le aziende perché stanno chiudendo.  
Quindi raccontare questo è dolorosissimo: perché noi abbiamo creduto alle istituzioni, loro ci hanno anche un po' usato.
Queste compensazioni sono arrivate sul territorio e non hanno risolto nulla. Quindi io dico ai Sindaci che stanno qui in questa sala: vi prego rifiutate i soldi sporchi di carbone.
Le compensazioni sono veramente il problema di oggi.
 Le istituzioni da quel momento in poi diventano i nemici: i nemici della salute i nemici di qualsiasi lotta, perché da quel giorno  noi non siamo più stati in grado di parlare con nessuno.
I controlli non si fanno più e tutto ciò che esce di ufficiale, che si dovrebbe chiamare ‘monitoraggio’, ‘controllo’, sono vergognosamente pilotati.
Non vi fidate, non vi fate  fregare.
Il carbone uccide l'economia, e fa male.
Questo lo potete vedere e quello che posso ripetere a chi qui a Savona  rappresenta le istituzioni:
rifiutate i soldi sporchi di carbone".
 
La cittadinanza savonese non vuole ripetere le dolorose esperienze di altre realtà italiane: a tutti i Sindaci della nostra Provincia chiediamo quindi di tenere ben ferma la rotta loro affidata dai cittadini e dalle leggi dello Stato, con particolare riguardo a quelle che tutelano la salute delle persone.
Grandi sono le loro responsabilità indicate dalla legge per la tutela di questo bene primario che non ha prezzo, perché quando viene a mancare la salute non ci sono compensazioni che possano sopperire.


Firmatari:
ARCI,
Comitato Acqua Pubblica,
Comitato Unitario di Base,
Comitato"AMBIENTE E SALUTE"di Spotorno-Noli
Federazione dei Verdi,
GaSSa acquisto solidale,
Libreria UBIK,
Medicina democratica,
Movimento 5 Stelle,
Noi Per Savona,
Partito Comunista dei Lavoratori,
Rifondazione Comunista,
Uniti per la Salute,
WWF 


Antonia Briuglia:L’EMERGENZA INDUSTRIALE SAVONESE....

L’EMERGENZA INDUSTRIALE SAVONESE
E LA CRISI POLITICO ISTITUZIONALE
I numeri dell’emergenza. L’elenco delle aziende in crisi nel savonese è terribilmente lungo e la crisi sociale prodotta dall’emergenza occupazionale che ne scaturisce potrebbe avere conseguenze drammatiche senza ritorno .
Un’emergenza che si chiama lavoro che, mentre induce ormai da tempo i giovani a trasferirsi anche solo in altre Regioni italiane che meglio hanno saputo gestire la loro politica territoriale, comincia anche a gravare in modo irreversibile sulle migliaia di lavoratori occupati della nostra Provincia.
Cosa accade a Savona proprio in questi giorni?

Nessuno mette sotto una lente le cause di tutto questo, le responsabilità degli industriali savonesi, poco coraggiosi ed poco efficienti, poco inclini all’investimento e forse più al facile profitto offerto talvolta proprio dal territorio, dalle amministrazioni locali, in chiave immobiliare o da territori lontani, dove la produzione  industriale passa sopra i diritti dei lavoratori e tutele territoriali.
Non lo fanno le forze politiche, PD in testa e neanche il Sindacato che, di fatto, proprio nel savonese ha assunto da troppo tempo un atteggiamento inadeguato e debole, appiattito e supino alle richieste di questo o di quel padrone e impegnato sui tavoli degli ammortizzatori sociali.
 Quale migliore occasione, infatti, avere a disposizione lavoratori arrabbiati per il rischio che stanno correndo per prendersela con un Sindaco colpevole solo di essersi opposto all’ampliamento, smodatamente caldeggiata dal sindacato e dai dirigenti del PD,  di una centrale a carbone che da quarant’anni,  autocertificandosi e autocontrollandosi nelle emissioni prodotte , inquina ...............
Quale occasione migliore, riuscire a strumentalizzare la rabbia contro un Sindaco, capro espiatorio, che si sta opponendo strenuamente, onorando il mandato elettorale dei suoi cittadini , all’ampliamento di una struttura che se potrà offrire una cinquantina di posti di lavoro, esigui e inutili a riparare i danni di crisi industriali volute da altri, garantirà profitti indiscussi alla  Gdf Suez ma anche, e guarda caso, a  Energia Italiana Spa e cioè Sorgenia, cioè Carlo De Benedetti (78%), ma anche a Hera, società dei comuni emiliano- romagnoli e Iren, municipalizzate con Torino e Genova in posizione di controllo, per la quale il Governatore Burlando ha già appoggiato l’operazione.

03 marzo 2012

Vado Ligure:BENZENE A GO-GO con .....VALORI FANTASMA e PM 2,5 pubblicate in ritardo

  Il nostro cittadino detective ha trovato nuovamente alti valori di benzene a Vado Ligure sul Sito di  Ambiente in Liguria Guardate  attentamente la tabella riportata sul fondo...........
Riportiamo i valori in rosso:10,8 - 30,00 - 32,3 -19,5 .....che sono di per se abbastanza  eloquenti......e dovrebbero continuare a farci  riflettere sulla NOSTRA ARIA .
Inoltre........ i dati riportati nella  tabella presentano un buco di valori nell' intervallo dalle ore 10  del mattino alle ore 13 del pomeriggio. 
Chissà che valori vi saranno stati  in quell' intervallo?
Ancora maggiori?
Questi dati relativi al 2 Marzo 2012 , riguardanti i valori del BENZENE a VADO LIGURE sono per noi cittadini Vigili e Responsabili fonte di  turbamento e riflessione...
Infatti leggiamo sulla Direttiva 2000/69/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell'aria ambiente : "Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al disotto del quale non vi siano rischi per la salute umana".






Qualcuno si sarà chiesto o vorrà chiedersi il

 motivo di questi valori di benzene?
 


Continuiamo ad essere in attesa di provvedimenti seri che tutelino la nostra salute anche perché è giunto il momento di di porre "come priorità atti concreti a tutela della salute dei cittadini" .
Inotre per quanto riguarda le Pm 2,5 i monitoraggi sono fermi a giovedì 29 febbraio e quindi noi cittadini e le istituzioni dovremo fare un ulteriore atto di fede sino a lunedì 5 febbraio in cui,non certamente in tempo reale, come per magia ricompariranno?

02/03/2012 06:0002/03/2012 07:00              1.4

02/03/2012 07:0002/03/2012 08:00             2.3

02/03/2012 08:0002/03/2012 09:00              4.7

02/03/2012 09:0002/03/2012 10:00       10.8

02/03/2012 12:0002/03/2012 13:00        30.0

02/03/2012 13:0002/03/2012 14:00        32.3

02/03/2012 14:0002/03/2012 15:00        19.5

02/03/2012 15:0002/03/2012 16:00             1.6

02/03/2012 16:0002/03/2012 17:00              1.6

Le polveri non risparmiano i bambini



Leggi su  "Corriere del giorno"

Le polveri non risparmiano i bambini

E’ Il Pm10 di origine industriale il killer silenzioso che colpisce i tarantini e che non risparmia nemmeno i bambini. Sulla pericolosità delle polveri sottili si sono soffermati i tre periti che hanno analizzato gli aspetti medici ed epidemiologici dell’inquinamento. Il lavoro, come è ormai noto, è stato svolto nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale (ed altri reati connessi) a carico di alcuni dirigenti dell’Ilva. Il dottor Francesco Forastiere, il professore Annibale Biggieri e la professoressa Maria Triassi, hanno realizzato uno studio sugli effetti delle esposizioni ambientali sulla morbosità e sulla mortalità della popolazione di Taranto.Leggi tutto

1) Don Gallo: è uno scontro tra economia e democrazia 2)"LETTERA ai GIORNALI del Comitato Spotorno-Noli


Tratto da" La Stampa di oggi"


"Caro Di Tullio è uno scontro tra economia e democrazia".

Caro di Tullio considero valida la risposta di Stefano Milano (leggi )della libreria Ubik. La ritengo esaustiva.

Tuttavia ,considero sempre valido il confronto,l'ascolto reciproco.Pertanto sarebbe importante un' assemblea aperta a te,al Pd e a chiunque voglia scegliere da che parte stare.

Il virus del fascismo è nuovamente in libera uscita.

Non escluderei i tecnici,gli esperti ,i medici e i 8 Comuni della provincia savonese.

LO SCONTRO E' TRA ECONOMIA E DEMOCRAZIA(RISPETTARE I DIRITTI ESSENZIALI DEI CITTADINI E LA SALUTE HA LA PRIORITA'.Art 3 Costituzione Repubblicana:E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli....).

Tanti saluti.



DON ANDREA GALLO
Riceviamo e pubblichiamo  la lettera del Comitato  Spotorno Noli- pubblicata integralmente su "La Stampa "di oggi
Spett.le REDAZIONE,
 da giorni si leggono su "LA STAMPA" dichiarazioni e commenti in merito al problema dell'occupazione nel Savonese, che viene inevitabilmente collegato con quello del potenziamento della Centrale di Vado-Quiliano. Addirittura si usano le comprensibili preoccupazioni dei disoccupati  presenti o prevedibili, per rievocazioni e deduzioni non riferibili a quanto detto da don Gallo sui nuovi partigiani, in lotta contro il carbone.
In una situazione ambientale critica come la nostra, ammessa anche da autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, documentata da dati ed evidenze, con gli allarmi sanitari dell'Ordine dei Medici, stupisce che si torni a parlare di interventi sui vecchi gruppi a carbone per “ulteriori” miglioramenti ambientali, di monitoraggi e studi epidemiologici: essi da tempo avrebbero dovuto essere condotti in modo completo e serio perché i Cittadini potessero conoscere la reale qualità dell'ambiente in cui vivono, dell'aria che respirano da 40 anni, non ancora, ad oggi, chiarita.
Gli interventi di cui si parla sono tutti espressione di una presunta volontà di salvaguardia dell'ambiente e della salute, perché, certo, ambiente e salute non possono non interessare e non sia mai che gli Enti preposti alla loro tutela li sacrifichino ad esigenze di occupazione o addirittura di mercato...
Ma molte sottili considerazioni che girano in questi giorni, le esperienze passate e lo sconcertante iter di questa vicenda ci inducono a non esserne così sicuri e a unirci al coro di chi manifesta viva preoccupazione per l'avvenire  del nostro territorio.
  Chi difende a spada tratta la combustione dell'attuale e del futuro  carbone dovrebbe rispondere con altrettanta passione a qualche domanda, doverosa per il tipo di valori in gioco, salute, ambiente ed  anche economia che riguardano beni di tutti:

-  gli elevati tassi standardizzati di mortalità che in provincia di Savona supera la media nazionale e regionale, risalenti a fonti ufficiali, sono forse
    stati collegati, negli  anni, ad un adeguato e pubblico monitoraggio ambientale per stabilire la verità sui rischi sanitari? Sono forse  stati  smentiti?
- I vecchi gruppi hanno o non hanno l'obbligatoria Autorizzazione Integrata Ambientale, sono o no adeguati alle normative nazionali e comunitarie sulle emissioni?   
E i Sindaci locali, chiamati in causa addirittura come coloro che frenano, con le loro titubanze, iniziative di sviluppo, non corrono invece il rischio di frenare doverose iniziative di precauzione e tutela  con posizioni possibiliste quando è più che mai urgente decidere da che parte stare, specie se si hanno responsabilità di tutela? Crediamo non sia più il tempo di prescrizioni e compensazioni, sul copione di qualcosa già visto e che ci ha lasciato sempre senza risposte. Le più positive compensazioni, quand'anche avverabili, non possono permettere un baratto tra lavoro e salute. Lo stesso abbattimento del 1°gruppo che avverrà fra 6 anni (!),( del 2°,fra 9!!) e la sua ricostruzione ancora a carbone, ci rendono molto perplessi sul proseguo dei tempi di funzionamento e non sono garanzie accettabili di  "miglioramento ambientale" : intanto, su  tali vecchi gruppi vengono esaltati ora interventi (v. La Stampa di domenica scorsa) che avrebbero dovuto essere attivati da tempo per legge,  mentre sembrano molto 
difficili ulteriori miglioramenti proprio a causa della loro obsolescenza.
    Inoltre, le più moderne tecnologie, applicate al nuovo gruppo e a quelli rifatti, sono in grado di trattenere, con filtri che non esistono, la grande percentuale di polveri fini e ultrafini, dalle PM 2,5 fino alle 0,1, penetranti e correlate, secondo la letteratura medica, a patologie tumorali,cardio e cerebrovascolari? Se, col potenziamento, aumenta la quantità di carbone bruciato, è inevitabile il loro aumento e la conseguente impossibilità di migliorare l'ambiente, come è stato dimostrato dalla Perizia tecnica dello Studio Terra, mai contestata.
- L'Arpal, il 9 febbraio scorso, in un incontro pubblico presso il Comune di Noli, ha dichiarato di non avere mai avuto l'incarico dalla Provincia di Savona di misurare gli inquinanti della Centrale in questione. Quali risposte hanno quindi avuto i Cittadini dalle Istituzioni in tutti questi anni in merito alle effettive emissioni della Centrale? Leggiamo che Tirreno Power ancora nel novembre scorso dichiara in un documento di risposta al Ministero, di misurare le PTS, cioè le polveri più grossolane per le quali esistono i filtri, mentre il DM.60, già dal 2002 imponeva la misurazione delle PM10 che, insieme a quelle fini,  portate dai venti, hanno un raggio di ricaduta di circa 50 Km. cioè l'intera  provincia. Abbiamo sentito parlare di una previsione di riduzione del 60% delle emissioni, ma il 60% di quali, di quelle  grossolane che possono essere filtrate o di quelle reali, non filtrabili: forse non esistono perché non si vedono e non si misurano?

   A quegli Esponenti  sindacali che tanto difendono i posti di lavoro bisognerebbe chiedere se usano lo stesso zelo per difendere le migliaia di posti che si continueranno a perdere nel settore agroalimentare, ittico e turistico, quest'ultimo voce  economica primaria dell'intera costa e ci risulta che la Liguria sia una regione a prevalente vocazione turistica: 3 centrali a carbone più una cokeria su un territorio così limitato è un caso unico in Italia e sembra loro un esempio di sviluppo sostenibile? E così pure una centrale in città come quella di Vado e in zona densamente popolata che si vuole ampliare  a carbone è conciliabile con l'offerta turistica dei vicini centri balneari?
          Ed inoltre, chi si prende la responsabilità di assicurarci che nel nuovo gruppo non verrà bruciato CDR, il combustibile da rifiuti, possibilità prevista nelle centrali a carbone dal Piano Provinciale dei rifiuti? Non abbiamo ragione di allarmarci davanti alla prospettiva di aggiungere alle sostanze tossiche della combustione del carbone, diossine e altri pericolosi inquinanti?
   E' sostenibile, che per il guadagno di pochi privati, la collettività debba pagare  costi altissimi per conseguenze all'ambiente, alla salute, agli ecosistemi, al clima, all'economia ? Per sanzioni che già stanno arrivando a causa delle emissioni di CO2 non in linea con gli impegni di riduzione sottoscritti dall'Italia e per i mancati adeguamenti alle BAT'? E' sostenibile, visto che esistono alternative meno impattanti sull'ambiente?

   Ecco,sì, siamo partigiani, come ha detto don Gallo, partigiani di un'idea di sviluppo che considera le alternative reali, verso le quali si sta orientando il mondo col fine di rispettare veramente l'ambiente e la salute degli stessi lavoratori, con la previsione addirittura di un aumento dell'occupazione; siamo partigiani perché stiamo dalla parte della salute collettiva, perché ci opponiamo al degrado  di un territorio che non appartiene solo a noi, ma anche alle  future  generazioni.
  1° marzo 2012
                                                           
 Comitato "Ambiente e Salute" di Spotorno-Noli

La Spezia.AIA, i consiglieri del PD chiedono la dismissione dell'Enel

Tratto da Citta della Spezia

AIA, i consiglieri del PD chiedono la dismissione dell'Enel



La Spezia - Una commissione sull’Autorizzazione Integrata ambientale dove non sono mancati i colpi di scena. Quasi al termine della seduta i consiglieri comunali del Pd sono intervenuti auspicando la totale dismissione della Centrale Enel.
“Se fosse così il nostro comitato potrebbe cessare di esistere già da ora”. Ad intervenire è Daniela Patrucco del Comitato ‘Spezia Via dal Carbone’ che ha seguito la relazione di Giovanni Marsili esperto di politiche ambientali. L’esperto del consiglio superiore di sanità, che sostiene tecnicamente le ragioni del Comune di Spezia nella vertenza contro l’Enel, ha riferito ai consiglieri le strategie sulle quali baserà la sua relazione nel confronto-disputa con l’azienda elettrica.
Secondo l’esperto, l’Enel può ancora abbassare il limite delle emissioni pur mantenendo le attuali tecnologie. A non passare inosservato agli occhi dei presenti alla seduta e membri del comitato è l’improvviso cambio di rotta dei consiglieri.
Nell’ambito della seduta la parola è passata anche ai membri di 'Spezia Via dal Carbone'. “In seduta – ha proseguito Patrucco – abbiamo fatto notare quanto questo cambiamento di opinione sulla dismissione ci abbia sorpreso. Stando a quanto affermato dai consiglieri dimettendo la centrale non verrebbero nemmeno tutelati i posti di lavoro. Tra le richieste ci siamo rivolti anche al dottor Marsili e all’assessore Ruocco. Relativamente ai rischi l’assessore ha risposto che verranno effettuati altri monitoraggi. Quello che vorremmo noi è che i controlli vengano effettuati sempre. Ai consiglieri invece abbiamo chiesto per quale motivo il tema della dismissione torna alla ribalta proprio al termine della legislatura, non poteva essere affrontato cinque anni fa?”
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 Tratto da Comuniverso

02 marzo 2012

Carlo De Benedetti: non si può imporre la TAV - E IL CARBONE.....SI PUO' IMPORRE? .

Carlo De Benedetti: non si può imporre la TAV

L'ingegnere Carlo De Benedetti sulla vicenda NO TAV:

"La TAV era sacrosanta venti anni fa, ora penso che con la gente bisogna parlare: non si può imporre una cosa a una comunità che la respinge perché non se ne trae nessun vantaggio."

Dice De Benedetti

Io non penso che la sommatoria della gente sia irragionevole...........

Io penso che bisognerebbe metterci più la faccia perchè con la gente bisogna parlare.....

Io mi sono sempre dato una regola...

Non puoi imporre una cosa a una comunità che la respinge.......

.......Devi riconoscere che il danno c'è...

 

 Considerazioni di Uniti per la Salute 

(Guardate il video  e pensate   alla  problematica carbone a Vado ligure...).

Sentendo le parole di De Benedetti ci siamo stupiti: vuoi vedere che l'Ingegnere sta ripensando  alla situazione della centrale a carbone di Vado Ligure e al suo potenziamento così tanto contestato da tutto un territorio?  Varrà sicuramente anche per noi la frase 

"Non puoi imporre una cosa a una comunità che la respinge..."

Ma subito dopo ecco la miracolosa soluzione proposta:

"Devi riconoscere che il danno c'è e lo puoi negoziare..."

Abbiamo sentito bene?... E' questa la filosofia che guida anche sul nostro territorio la vicenda della centrale a carbone? :"devi riconoscere che il danno c'è  e lo puoi negoziare?" 

Venga signor De Benedetti, scenda dalla salubre Svizzera, e si faccia il viaggio nel nostro territorio che molti giornalisti hanno già fatto, ascolti  i drammatici resoconti dei loro reportage, ascolti l'Ordine dei Medici della Provincia di Savona quando, riferito ai gruppi a carbone della centrale di Vado parlano di "minaccia reale e consistente per la salute e la vita dei cittadini della provincia di Savona"

Le domandiamo: ci sono compensazioni per questo? Noi che qui abitiamo  non siamo più disposti a sentire parlare di compensazioni: la nostra salute  e quella delle future generazioni non è in vendita ma è tutelata dalle leggi dello stato. Ci sono valori che non hanno prezzo perché quando non c'è  più la salute  non ci sono né scuole né palestre che tengano e purtroppo nemmeno il lavoro.  

Per questo a  noi la filosofia che tutto possa essere comprato o monetizzato sinceramente fa semplicemente orrore.


AMBIENTE:"Più tumori, infarti e decessi così l'Ilva avvelena Taranto"

 Leggi su Il Fatto quotidiano

"Più tumori, infarti e decessi così l'Ilva avvelena Taranto"

I risultati della perizia epidemiologica depositata dai tecnici nel processo ai vertici delle acciaierie: 174 morti in sette anni, oltre a malformazioni e malattie respiratorie. Vanno a sommarsi a quelli ottenuti dai chimici sulla pericolosità delle sostanze sprigionate dallo stabilimento per la salute di lavoratori e cittadini.L'azienda: "Non facciamoci impressionare dai dati"

di GIULIANO FOSCHINI e MARIO DILIBERTO
A Taranto, per colpa dell'inquinamento, ci si ammala più di tumore di quanto su dovrebbe. Salgono il numero di malattie cardiovascolari per via del benzoapirene, prodotto quasi esclusivamente dall'Ilva. E sono segnalate anche anomalie nei tumori che colpiscono i bambini. Questi i risultati della perizia epidemiologica depositata dai tecnici esperti nominati dal gip di Taranto, Patrizia Todisco, davanti alla quale si è svolto l´incidente probatorio nell´inchiesta per disastro ambientale ai cinque vertici Ilva.

DOCUMENTI LE CONCLUSIONI DELLA PERIZIA

L'indagine, affidata a tre specialisti, ha accertato l'esistenza di una possibile connessione tra le malattie, le morti causate da tumori e l'inquinamento prodotto dalle emissioni dagli impianti industriali dell'Ilva, e sarà discussa in camera di consiglio nell'udienza del 30 marzo. E' la seconda parte della maxi-indagine: la prima, svolta dai chimici, ha già accertato la pericolosità delle sostanze inquinanti per la salute di lavoratori e cittadini di Taranto. Leggi tutto

 

1)Enel: notificata la conclusione di indagini a 15 persone 2)Disastro ambientale, Petrolchimico a giudizio

Tratto da Brundisium
Brindisi, 01/03/2012

Enel: notificata la conclusione di indagini a 15 persone

 

 I pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Myriam Iacovello, Sostituti Procuratori della Repubblica presso il tribunale di Brindisi, hanno notificato la conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 15 persone tra manager e dipendenti di Enel.
Le ipotesi di reato contestate concernono gli articoli del codice penale inerenti getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato e deturpamento di edifici.
Le accuse non riguarderebbero eventuali danni alla salute.
In particolare, si contesta la presunta mancata adozione all’interno della centrale Enel di Cerano di misure idonee alla diffusione delle polveri di carbone sulle colture e sugli edifici circostanti.
......
L'inchiesta avviata da tempo dal pool di magistrati della Procura di Brindisi si è avvalsa dell'operato degli agenti della Digos diretti dal Dott. Vincenzo Zingaro.
Nel 2008, gli stessi agenti, assieme agli uomini della polizia scientifica, erano stati sui terreni attigui alla centrale di Cerano per procedere ad alcuni prelievi allo scopo di avviare le analisi sull'eventuale presenza di sostanze atte a danneggiare la produzione.
Il 6 Ottobre 2010 la Procura di Brindisi aveva notificato 12 avvisi di garanzia ad altrettanti dipendenti Enel tra manager, responsabili di settore e di impianto.

"In merito alla decisione della Procura di Brindisi, Enel - si legge in una nota dell' azienda - nella piena convinzione di aver sempre operato nel rispetto delle leggi e nell' interesse della collettività, attende con fiducia i successivi sviluppi".


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Tratto da Alguer
Disastro ambientale, Petrolchimico a giudizio 
Lunedì 5 Marzo, alle ore 9, nel tribunale di Sassari si aprirà il processo nei confronti di alcuni dirigenti delle aziende coinvolte



PORTO TORRES - Al petrolchimico di Marghera ci sono stati 157 lavoratori morti per tumore a causa della nocività del lavoro e delle materie chimiche trattate e 103 lavoratori ammalati delle stesse patologie tra gli operai addetti alle lavorazioni del Pvc. Per non parlare delle forme di inquinamento ambientale dovute agli scarichi industriali nella laguna veneta, ancora più indegno fu il fatto che i dirigenti sapevano e che i 28 imputati vennero assolti. Furono chiesti per il disastro ambientale a Montedison ed Enichem un risarcimento di 71 mila miliardi, ma a pochi giorni dalla sentenza il Ministero dell'Ambiente e la Montedison si sono accordati su un rimborso di 525 miliardi per la bonifica di nove aree del petrolchimico non sufficienti alla bonifica dell’intera area.

Le aziende del Petrolchimico di Porto Torres sembrerebbero aver provocato un bomba ecologica della stessa portata e con un capo di imputazione ben più grave, lunedì 5 Marzo, alle ore 9, nel tribunale di Sassari si aprirà il processo nei confronti di alcuni dirigenti delle aziende coinvolte. A giudizio ci sono Gianfranco Righi, legale rappresentante della Syndial; Guido Safran, manager della Sasol Italia; Diego Carmello e Francesco Maria Apeddu, rispettivamente legale rappresentante e direttore di stabilimento della Ineos Vinyls.


Secondo il pubblico ministero Michele Incani, nelle acque del golfo dell’Asinara sarebbero state riversate ingenti quantità di composti chimici e metalli altamente pericolosi per la salute quali cadmio, mercurio, cromo, cianuri, benzene e una lunga serie di altre sostanze cancerogene. Nell’atto conclusivo dell’inchiesta, inizialmente il pubblico ministero ha ascritto agli indagati la colpa per il disastro ambientale e l’avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Tale colpa ora sarebbe invece riconosciuta come dolo nella formulazione finale delle imputazioni. Chi ha inquinato, insomma, sapeva esattamente ciò che stava facendo.

.... «Non siamo disposti ad accettare nessun tipo di accordo o compromesso - sostengono gli attivisti e le attiviste di iRS - che non veda come insindacabile priorità l’inizio dei lavori per le bonifiche che portino al totale risanamento ambientale delle aree contaminate».
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Petrolchimici, bombe ad orologeria
di Rosario Battiato
PRIOLO (SR) – Neanche le prove scientifiche smuovono la pachidermica lentezza dell'industria. Gli incontri scientifici sul tema della prevenzione antisismica svolti a Milazzo e ad Augusta - prossimamente uno anche a Messina - hanno avuto il merito di affrontare un tema tabù come quello della sicurezza antisismica degli impianti petrolchimici, senza che dai grandi gruppi ci siano state risposte di qualche tipo. Gli addetti ai lavori avvertono: questa volta non si può aspettare un sisma per vedere l'effetto provocato sulle aree urbane dove insistono impianti a rischio incidente rilevante. E non ci sono compensazioni che tengano, soltanto perché potrebbe non esserci più niente da compensare.  LEGGI TUTTO
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Leggi su " La Repubblica "

Di  Antonio Cianciullo

L’allarme censurato

L’allarme fu dato dai tecnici e cancellato dai politici. Alla vigilia dei 12 mesi dal disastro di Fukushima l’agenzia Kyodo rende noto un retroscena. Un comitato di ricerca del governo giapponese cancellò da un suo rapporto un allarme tsunami per la costa nord orientale appena otto giorni prima che l’area fosse effettivamente colpita dal sisma e dal maremoto dell’11 marzo dell’anno scorso.
Analizzando i sedimenti del fondale marino, gli esperti avevano trovato le tracce di 4 importanti tsunami negli ultimi 2500 anni: erano avvenuti con un intervallo fra i 450 e gli 800 anni e dall’ultimo ne erano passati 500. Dunque c’era una probabilità staticamente non trascurabile di un evento come quello che si è effettivamente prodotto. Ma mentre per gli scienziati non era trascurabile, il comitato di cui facevano parte esponenti del ministero della Scienza e di alcune compagnie elettriche, fra cui la Tepco (gestore della centrale Daiichi di Fukushima), ha deciso di trascurarla omettendo di pubblicare gli studi.