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26 aprile 2013

STOP ENEL .ENERGIA PER CHI?A QUALE COSTO?



  Tratto da Altreconomia
StopEnel: azionariato critico, conferenze stampa e sit in ...
  All'assemblea annuale della compagnia energetica italiana ci saranno anche i rappresentanti delle comunità che subiscono gli effetti negativi delle attività di Enel in Italia e nel mondo: martedì 30 aprile porteranno le loro testimonianze alla stampa e agli azionisti. 
Tra questi c'è anche lo Stato italiano, che detiene ancora bel il 30 per cento delle azioni dell'impresa, ogni 12 mesi incassa un ricco dividendo e quando c'è da nominare i vertici aziendali gioca un ruolo decisivo

Il 30 aprile la multinazionale dell’energia vaglierà i suoi bilanci, in cui rientrano opere ad altissimo impatto socio-ambientali. Ci sono le mega dighe in Colombia, in Cile e Guatemala (di cui ci siamo più volte occupati su Altreconomia, l'ultima ad aprile 2013, con un reportage dalla Colombia, ndr), le centrali a carbone a Civitavecchia, Brindisi e La Spezia, gli impianti nucleari in Spagna e Slovacchia, le rinnovabili “di nome ma non di fatto” quali la geotermia in Toscana (l'11 maggio, ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, la manifestazione nazionale "Amiata Calling") e le biomasse nel Pollino, le centrali ultra-inquinanti di vario tipo in Est Europa e gli obsoleti impianti a olio combustibile di Rossano, Porto Tolle e Montalto di Castro.
A fornire importanti testimonianze arriveranno attivisti da Cile, Guatemala, Colombia, Romania e Albania, a dimostrazione che è l'intero modello energetico che la compagnia italiana applica nelle sue attività a essere profondamente inadeguato. 

Per tutte queste ragioni, StopEnel si prefigge l'obiettivo di promuovere un modello energetico alternativo che dia assoluta priorità ai diritti umani, alla giustizia ambientale e sociale, e alla difesa della salute dei cittadini e del territorio come bene comune. Proprio a tal fine è quindi indispensabile mettere in rete le comunità locali, i movimenti sociali e le associazioni coinvolte nei diversi conflitti con lo scopo di costruire strategie congiunte e aumentare la capacità di incidenza sull’opinione pubblica nazionale e internazionale..

Sperando che prima a poi inizi veramente il cambiamento.

Alla campagna StopEnel, costituitasi a Roma nell'aprile del 2012, aderiscono le seguenti realtà: Leggi  su
Altreconomia 

Altre indagini della Procura sull’Ilva di Taranto : Il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, è iscritto nel registro degli indagati

Tratto da Il Tempo

Altre indagini della Procura sull’Ilva di Taranto

Riguardano l'impatto ambientale. Anche il sindaco è iscritto nel registro degli indagati. Il gip Todisco assegna altri sei mesi per le indagini del pool di magistrati. Restano sequestrati i prodotti finiti e i semilavorati per un valore commerciale di circa un miliardo di euro.

Taranto - Il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, è iscritto nel registro degli indagati per l’inchiesta aperta dalla Procura di Taranto sull’impatto ambientale da parte dell’Ilva. All'inchiesta il gip Patrizia Todisco ha assegnato altri sei mesi di tempo chiesti dal pool dei pubblici ministeri guidato dal procuratore capo della Repubblica Franco Sebastio. La proroga delle indagini preliminari è stata chiesta per poter meglio approfondire le responsabilità dell’Ilva ed eventuali coperture da parte degli enti locali.
 L’inchiesta sull’Ilva è deflagrata il 26 luglio scorso col sequestro, da parte della magistratura, degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva, proprio perché ritenuti fonte di grave pericolo per la salute pubblica, e l’arresto ai domiciliari di otto persone, tra dirigenti dello stabilimento siderurgico di Taranto e i vertici proprietari dell’Ilva...... Al momento restano sequestrati i prodotti finiti e i semilavorati pari a un milione e 700mila tonnellate ......Contro il dissequestro delle merci l’Ilva ha presentato numerosi ricorsi ai giudici, facendo leva anche sulla legge 231 del 2012 che autorizza sia l’azienda a produrre che a commercializzare quanto prodotto nei mesi antecedenti, ma sinora non è riuscita a sbloccare la situazione.  

Da vedere ora se l’iscrizione nel registro degli indagati per l’Ilva del sindaco di Taranto provocherà o meno riflessi politici. Da rilevare, tuttavia, che l’attuale inchiesta sull’Ilva è anche partita, come rivelato dal procuratore Sebastio all’indomani dei primi provvedimenti, da un esposto presentato dallo stesso sindaco alla Procura nel quale invitava a indagare a fronte della situazione denunciata anche da molti cittadini.
Redazione online

Leggi su La Repubblica

Ilva, inchiesta sul sindaco di Taranto
per abuso di ufficio e omissione

Per il primo cittadino Ippazio Stefano proroga di sei mesi nell'indagine in cui si ipotizza che abbia favorito l'azienda permettendo di evitare o pilotare i controlli. La replica: "Lo apprendo dalla stampa, non ho ricevuto alcun avviso di faranzia ma sono sereno"

 "Il mio stato d'animo - ha aggiunto il sindaco - resta assolutamente sereno, convinto come sono di aver assolto ai miei doveri di sindaco nell'esclusivo interesse della città, a difesa della quale ed in tempi non  sospetti presentai un circostanziato esposto all'autorità giudiziaria sui fatti ambientali della grande industria". Stefano si dichiara "pronto ad essere ascoltato dai magistrati per fornire loro tutti i dovuti chiarimenti in ordine ai fatti a me eventualmente contestati".

Continua

Le 10 grandi imprese del ministro Clini nel suo primo mandato

 Tratto da Ecologiae

Le 10 grandi imprese del ministro Clini nel suo primo mandato.......

In vista di una possibile rinomina di Clini vi presentiamo le 10 grandi imprese del ministro nel suo primo mandato: una selezione di alcune degli più importanti questioni affrontate da Corrado Clini, con esito molto spesso non molto lusinghiero......

Il ministro Corrado Clini si è reso protagonista di numerose decisioni fortemente criticate dagli ambientalisti. ... 


1. Il caso Ilva

Il ministro Clini, si sa, è sempre stato a favore di una riapertura prima e di una continuazione delle attività a pieno regime poi, per l’industria, incredibilmente inquinante e pericolosa, di Taranto. E non dimentichiamo la clamorosa affermazione, da parte di Clini, che a Taranto il tasso di tumori è “nella norma”, affermazione negata da innumerevoli rilevazioni scientifiche.


2. Il ministro Clini e il caso Sistri
Il Sistri, il famoso piano per la tracciabilità dei rifiuti in Campania, ha subito ritardi continui e inspiegabili, questo fino a quando, poco tempo fa, si è scoperto l’enorme scandalo di corruzione e tangenti del Sistri. Naturalmente il ministro non può essere incolpato in prima persona di un coinvolgimento nello scandalo, nondimeno, il Sistri è andato avanti sotto il suo ministero e la sua gestione e progressione è stata a dir poco disastrosa.

3. Il ministro Clini, il ministro Passera e le trivellazioni off-shore
Arriviamo a uno dei punti per il quale il ministro è stato in assoluto più criticato da ambientalisti come da comuni cittadini italiani: il via libera, in accordo con il ministro dello sviluppo economico Passera, a nuovi, numerosi progetti di ricerca petrolifera che hanno come conseguenza trivellazioni off-shore nei nostri mari.


4. Il ministro Clini e il disastro della Costa Concordia
Il disastro della Costa Concordia che ha causato la morte di numerose persone è divenuto anche un caso ambientale: come rimuovere l’enorme nave da crociera dalla Costa? Proposte, controproposte, ingerenze politiche di varia natura e un anno dopo la Costa Concordia era ancora lì. E come è noto, a oggi non si è mossa.


5. La nuova Aua di Clini condona le imprese che inquinano
Corrado Clini, non molto tempo fa, si è reso responsabile di una nuova Autorizzazione Unica Ambientale che, ha ragione, ha attirato un’enorme quantità di critiche, da parte di comuni cittadini, ambientalisti e politici green come Angelo Bonelli. La nuova Aua di Clini è stata considerata da molti un favore alle aziende che inquinano.

6. I cementifici ora funzionano come inceneritori “speciali”
Clini ha anche fatto un grande regalo ai cementifici, che un po’ in difficoltà dal punto di vista economico, hanno ricevuto l’autorizzazione a bruciare rifiuti solidi secondari, fungendo quindi come delle specie di inceneritori speciali. Le critiche si sprecano, ma particolarmente rilevante è stata la rabbia dei medici contro la decisione di Clini.

7. Nuova legge contro il dissesto idrogeologico: tutti la vogliono, ma quando arriva?
L’Italia negli ultimi mesi è stata messa in ginocchio da terremoti e alluvioni. Tutti, in queste circostanze, compreso naturalmente il ministro Clini, hanno invocato misure d’urgenza ma anche nuove leggi per contrastare il dissesto idrogeologico. Tutti d’accordo, benissimo. Ma queste nuove leggi quando arrivano?
8.L’emergenza rifiuti a Roma 
non si può certo dire che si sia risolta in un battito di ciglia, né che ancora oggi sia effettivamente risolta, visto l’alto rischio di un nuovo deferimento da parte dell’UE. Come è noto le decisioni di Clini sono state bocciate dal Tar del Lazio e solo in seguito al ricorso al Consiglio di stato il piano del ministro è tornato in azione.8. Emergenza rifiuti a Roma: Clini, Malagrotta e il parapiglia con la magistratura.

9. Gli esordi di Clini: sì al nucleare e agli inceneritori
Infine vogliamo ricordare come Clini esordì all’inizio del suo mandato. Forse non molti ricordano che il neoministri si esibì in apprezzamenti verso la TAV, gli inceneritori e, indovinate un po’? Anche verso il nucleare. Dopo il ministro ritrattò le affermazioni sul nucleare, ma le polemiche non mancarono già nei primi giorni.

10. L’impresa radiofonica di Clini: “Lavare le mutande ogni 4 giorni”
Chiudiamo con un tocco di ironia questa nostra lista con un’impresa del tutto particolare del ministro: pochi giorni fa in diretta da Radio 2 ha diffuso il consiglio per tutelare l’ambiente, lavare le mutande ogni 4 giorni.

Montebello Jonico (RC), sciolto il consiglio comunale della centrale a carbone.

 Tratto da Ntacalabria

Montebello Jonico (RC), sciolto il consiglio comunale della centrale a carbone.

E’ stato sciolto il consiglio comunale del territorio dove dovrebbe sorgere la centrale a carbone. La notizia della fine dell’amministrazione Guarna assume una duplice veste che adesso, più di prima, deve far riflettere.

Questo scioglimento potrebbe cambiare le carte in regola per quanto concerne il placet all’iter per la costruzione della centrale a carbone.

L’opposizione delle forze politiche comunali, provinciali e regionali calabresi rappresenterebbe un motivo di diniego alla realizzazione del progetto della società svizzera Sei.

Nei giorni scorsi era arrivata la notizia ufficiale dell’esito positivo da parte del Ministero dell’Ambiente circa la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. 
 Un altro parere positivo espresso dalla commissione Via il 21 ottobre 2010. 59 le prescrizioni ai quali la società deve provvedere per migliorare il progetto.
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Sulla centrale a carbone di Saline Joniche (Melito Porto Salvo, Reggio Calabria), Dalila Nesci e Federica Dieni, giovani deputate del Movimento 5 stelle Leggi qui
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Interrogazione dei parlamentari Calabresi del PD sulla Centrale a carbone di Saline Joniche


  • il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza di tutte le questioni relative alla costruzione della centrale termoelettrica di 1.320 MVe lordi tra Saline Joniche e Montebello Jonico e delle controversie di ordine giuridico-amministrativo e ambientale che hanno accompagnato sin dall’inizio il progetto della S.E.I. S.p.A.;

  • quali provvedimenti urgenti, il Governo ed i ministri in indirizzo, intendano assumere per bloccare la costruzione della centrale, dal momento che la Regione Calabria presenta un saldo elettrico positivo, ed in considerazione dello scarso impatto ­a fronte dei vistosi problemi che si verranno a creare­  che la mega-opera avrà sul reddito e l’occupazione regionali, delle negative ripercussioni di carattere ambientale e paesaggistico legate alla realizzazione delle infrastrutture ed anche in considerazione del parere contrario espresso dal Ministero per i beni e le attività culturali per la realizzazione dell’opera;

  • se il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza, nella loro specificità e puntualità, dei fatti predetti, della grande quantità di adempimenti, richieste di approfondimenti, integrazioni progettuali richiesti alla SEI SpA;

  • se il Governo ed i ministri in indirizzo siano a conoscenza dei potenziali conflitti istituzionali e amministrativi che potrebbero insorgere in sede di implementazione della mega-struttura (tra Governo e Ministeri da un lato e Regione Calabria, Comuni e comunità locali che hanno già manifestato la loro netta contrarietà alla mega struttura, dall’altro);

  • quali misure e provvedimenti urgenti (tra cui il ritiro del DPCM del 15 giugno 2012) il Governo ed i ministri in indirizzo intendano assumere per evitare la costruzione di un’opera che oltre ad inscriversi nell’ambito di obsoleti modelli di industrializzazione si presenta assolutamente priva delle necessarie garanzie in merito alle ricadute ambientali, paesaggistiche, naturalistiche e sulla salute dei cittadini

 Leggi l'articolo integrale


25 aprile 2013

NEW ENTRY 2013 : Centralina del Benzene a Quiliano....

Il "nostro  cittadino attento ",tenendo sotto la lente i valori degli inquinanti su Ambiente in Liguria ha notato che ,per la postazione di Quiliano è stata aggiunta la misurazione del benzene da circa un mese  dalla data del 22 marzo 2013.
22/03/2013 00:0022/03/2013 01:00   1.0

Ecco il disappunto  del nostro  cittadino attento leggendo il valore orario  del giorno 24 aprile alle 7 del mattino
24/04/2013 05:0024/04/2013   06:00  5.3

24/04/2013 06:0024/04/2013   07:00   41.9

  41,9 ....A buon intenditor bastano poche parole ma a noi sembra fondamentale riportare quello che scrivevamo  già il 27 settembre 2011

RICORDAVAMO CHE
 

Sulla Direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell'aria ambiente leggiamo :
"Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al di sotto del quale non vi siano rischi per la salute umana".

La mamma di un ragazzo ammalato vince 150.000 $ di Premio per aver combattuto .... e vinto lo sporco carbone.

Tratto da Blomberg.com
 La mamma di  un ragazzo  ammalato vince 150.000 $  di Premio per aver combattuto  lo sporco carbone.

Kimberly Wasserman aveva 21 anni quando suo figlio di 3-mesi ha cominciato ad avere  dei problemi   di respirazione. Terrorizzata,  lo ha portato al pronto soccorso  angosciata, mentre il bambino lottava  sotto una maschera di ossigeno.
  Anthony aveva avuto un attacco di asma..... I medici le dissero che era stato provocato da qualche inquinante nell' aria  del quartiere di Chicago conosciuto come    Little Village

 "Volevo sapere: Come avrei potuto  migliorare il contesto generale in modo che non accadesse  nuovamente ?"
 
I suoi sforzi per rispondere a queste domande hanno fatto  diventare 
Kimberly Wasserman un eroe locale e la vincitrice  del Nord America del Goldman Environmental Prize. I sei vincitori in tutto il mondo sono stati annunciati la scorsa settimana e ciascuno  ha ottenuto  150.000 dollari.


Nel 1999,  la Wasserman ha iniziato a lavorare  con la  Little Village Environmental Justice Organization  ed  andava di porta in porta con Antonio in uno zaino per fare un'indagine sui residenti locali della  comunità messicano-americana. 
Ha trovato alti tassi di asma, malattie respiratorie, morti premature, aborti spontanei e  mortalità infantile.

              Centrali a carbone

 Il carbone era il probabile colpevole.  

Le due centrali  della Midwest Generation LLC  -  la centrale  Crawford a Little Village e  la centrale  Fisk nel vicino quartiere di Pilsen - erano così vecchiche erano esenti dalle norme di emissione più severe che si applicano agli impianti più recenti.
"Le nostre comunità sono state sacrificate per fare un po 'di soldi", ha detto Wasserman.

Nel 2000, i ricercatori della Harvard School of Public Health che stavano indagando l'impatto sulla salute di nove  centrali elettriche in
Illinois, tra cui le centrali Fisk e Crawford, hanno trovato una correlazione tra i problemi di salute  dei cittadini e la vicinanza alle centrali a carbone.(power plants)

Per  la Wasserman, lo studio di Harvard era una conferma  ."Questo rapporto 
della Harvard School of Public Health è una conferma di  quello che abbiamo  sempre sotenuto . Le centrali a carbone sono sporche e disgustose e stanno  fondamentalmente uccidendo la nostra comunità ".

 Gli impianti alimentati a carbone emettono  sostanze inquinanti quali  biossido di zolfo, biossido di azoto e particolato ultrafine . I due impianti  emettono  4,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno, di gran lunga la più grande emissione di gas a effetto serra(
greenhouse gases )di  Chicago.

Nella loro battaglia contro  le centrali a carbone, i residenti della contea di Cook hanno  ottenuto il sostegno del
Natural Resources Defense Council, del Sierra Club e dei Physicians for Social Responsibility.. 

  Nel maggio 2011, gli attivisti di Greenpeace hanno scalato la ciminiera Fisk e dipinto " QUIT COAL" in gigantesche lettere.



2012′s David and Goliath in Chicago News
Historic Victory won with Retirement of Chicago’s Two Coal Plants
 LA VITTORIA DI DAVIDE SU GOLIA nel  2012 a CHICAGO.
La storica vittoria  che ha fatto chiudere due  inquinanti centrali a carbone. 

 Il ritiro delle due centrali  Fisk e Crawford offrirà notevoli benefici per la salute pubblica. 
 I ricercatori del Clean Air Task Force ha scoperto che l'inquinamento  delle centrali  Fisk e Crawford provoca 42 morti premature, 66 attacchi di cuore e 720 attacchi di asma ogni anno.  
Uno su quattro   degli abitanti di Chicago vivono entro un raggio di tre miglia delle ciminiere ..

Mario Agostinelli:Chi inquina non paga: inciuci europei e lobby del carbone

Tratto da Il fatto Quotidiano

Chi inquina non paga: inciuci europei e lobby del carbone

......A proposito, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) afferma che “nel 2012, pur con una debole economia mondiale ed il prezzo del petrolio alle stelle, le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto livelli record. Il modo in cui produciamo ed utilizziamo l’energia minacciano la nostra sicurezza, la salute, la prosperità economica e l’ambiente” (Energy Technology Perspectives 2013).

Nonostante i fiumi di parole sulla green economy, dobbiamo registrare che, se nel 1990 per ogni tonnellata equivalente di petrolio (Tep) di energia venivano emesse 2,39 t CO2, nel 2010 le emissioni erano scese ad appena 2,37 tonnellate. 
Eppure, ci sono notizie allettanti e positive, come gli investimenti in energie pulite ormai economicamente convenienti (“da oggi al 2050, ogni dollaro investito in più nelle rinnovabili può generare un risparmio di combustibile pari a tre dollari” (Energy Technology Perspectives 2012), la crescita delle vendite di vetture ibride ed elettriche che hanno raggiunto quota 1,2 milioni (+43% nel 2012). E ancora, la decisione di 46 Paesi di eliminare gradualmente entro il 2016 le lampade ad incandescenza e l’utilizzo delle tecnologie per una migliore integrazione e flessibilità dei sistemi, come le smart grid, per cui sono stati investiti 13,9 miliardi dollari nel 2012.

Il fatto è che nel mondo continua a crescere il numero di centrali a carbone (6% nell’ultimo biennio)....

E’ proprio l’influente lobby d’affari del carbone che ha convinto una settimana fa (il 16 aprile) il Parlamento Europeo a votare per rifiutare la proposta della Commissione di rilanciare il sistema di scambio di emissioni (ETS), in modo da far pagare chi inquina, bloccando sul mercato i certificati a bassissimo prezzo disponibili nei prossimi anni.

I certificati di emissione di anidride carbonica possono essere scambiati, con un pagamento da parte degli inquinatori in eccesso e, al contrario, un risarcimento monetario di chi riduce le emissioni.
Dal lancio del sistema nel 2005, il prezzo per tonnellata è passato da 30 euro a meno di 5, e chiaramente questo ribasso non spinge gli industriali a investire per ridurre le emissioni. Congelando una parte dei “permessi per inquinare”, la Commissione sperava di far risalire il prezzo delle quote fino a 10-12 euro. Ma dopo il rifiuto del Parlamento e la riapertura dell’asta per altre quote di emissione di CO2, il prezzo per tonnellata di gas serra è crollato. 
 Si è così attenuata l’arma principale dell’Ue nella lotta contro il riscaldamento globale, costituita dall’obiettivo di un’effettiva riduzione almeno del 20% delle emissioni di gas serra da conseguirsi anche con forme marcate di incentivo-disincentivo.
  Obiettivo oggi vergognosamente monetizzabile con due soldi, in base alla decisione dell’europarlamento, approvata di stretta misura (334 contro, 315 favorevoli e 63 astenuti), ma con il plauso di Confindustria.  


Gli europarlamentari italiani hanno formato una “larga intesa” a favore degli inquinatori, costituita da PdL, Lega, Montiani e parte del Pd.

Analizzando l’episodio e rimarcandone le valenze, è triste dover osservare come l’abitudine a declinare la rappresentanza e le aspettative dei propri elettori non sia malcostume rilevabile solo a livello nazionale. 

Se la democrazia progressivamente si eclissa e gli interessi si rendono visibili solo agli eletti e rimangono invisibili agli elettori e all’opinione pubblica, l’inciucio viene esecrato a parole, ma confermato negli atti. 

Non sarebbe male verificare i singoli comportamenti di voto a Strasburgo in un fatidico 16 aprile, stranamente omesso tra le notizie degne di nota e invece assolutamente indicativo di un’ipocrita e nefasta celebrazione da parte della politica della “Giornata della Terra” con una settimana di anticipo.
Leggi l'articolo integrale su  Il fatto Quotidiano

L'informazione si tinge di verde:Nasce la Federazione italiana dei media ambientali (FIMA)

Tratto da Greenbiz.it

Nasce la Federazione italiana dei media ambientali (FIMA)

Riunisce testate, tradizionali e online, giornalisti, blogger, ricercatori, agenzie di comunicazione e altri operatori del mondo dell'informazione e della comunicazione ambientale, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo e l'efficacia sia dei singoli giornalisti sia dei vari organi di informazione. 

 È la neonata Federazione italiana media ambientali (FIMA), costituitasi oggi a Perugia nella giornata di apertura del Festival internazionale del giornalismo alla presenza di oltre 50 media ambientali.
L'assemblea ha incaricato un gruppo di coordinamento di portare avanti la fase costituente per il consolidamento della Federazione che si concluderà entro il 2013 ed ha nominato il primo presidente, Mario Salomone, direttore del mensile


"Il fine di un'operazione del genere è quello di avere una federazione importante ai tavoli che contano della politica e l'opinione pubblica ha spiegato il direttore di rinnovabili.it, Mauro Spagnolo -. Oggi abbiamo bisogno di autorevolezza e competenza per qualificare le iniziative della federazione all'esterno". 
Fra le prime iniziative che la FIMA proporrà nei prossimi mesi, un convegno sulle politiche dell'informazione, attività di formazione per giornalisti e servizi per le testate. La FIMA intende inserirsi nelle reti internazionali di giornalismo ambientale e in generale favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze tra tutti gli operatori del settore
Soprattutto, però, la FIMA vuole aprire un ponte con tutto il mondo dell'informazione e con la società civile, le istituzioni, il mondo della scuola e dell'università, della ricerca, le imprese.

24 aprile 2013

Sandro Pertini :Oggi la nuova Resistenza in cosa consiste…

 

ANCHE IN QUESTO TERRIBILE 2013 ....Mai abbastanza ascoltate le parole del Nostro Presidente  Sandro Pertini:
 pertini
Oggi la nuova Resistenza in cosa consiste… ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia. 

E cioè oggi ci vuole due qualità a mio avviso, cara amica, l’onestà e il coraggio… l’onestà… l’onestà… l’onestà.
E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pulite! 
Non ci possono essere… se c’è qualche scandalo…se c’è…se c’è qualcheduno che da scandalo…se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi deve essere denunciato senza alcun timore

E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pulite!.....


 Da "Savonesi" riguardiamo volentieri  il Video del "Nostro Presidente della Repubblica"


  Resistenza :riportiamo il post   sempre attuale  del "24 aprile 2011"

R-ESISTERE E RESISTENZA OGGI

Tratto da Peacelink

Per non perdere la capacità di indignarci

R-esistere oggi

R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie sociali....
La Resistenza non può essere intesa solo come un evento storico limitato agli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, ma deve essere soprattutto un atteggiamento e un modo etico e morale permanente di porsi di fronte alle situazioni e agli eventi di rilevanza sociale e politica....
Resistenza non è solo memoria del passato, ma linfa ed esercizio del presente, come sostiene anche Moni Ovadia.

Il magistrato antimafia Antonino Caponnetto disse: "Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali.
Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli".
R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie sociali.  
R-esistere oggi significa avere la capacità di indignarsi e prendere posizione, ieri contro il fascismo, attualmente contro la corruzione, il malcostume, le mafie, il terrorismo, il razzismo, le guerre, contro il degrado morale, sociale, politico e istituzionale.

Scriveva il partigiano olandese Henk nell’ultima sua lettera al padre:.. 

Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".