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25 novembre 2014

Sanità: “La centrale è nociva”. Pietra tombale per l'AIA ? TirrenoPower, rimandata nuovamente la conferenza dei servizi .

Tratto da La Stampa

Nuovo rinvio, a martedì 2 dicembre, per la conferenza di servizi relativa alla concessione dell’Autorizzazione integrata Ambientale (Aia) per la centrale termoelettrica di Vado. È terminato con questo ennesimo rinvio l’incontro che stamattina ha messo di fronte sindaci, rappresentanti del Ministero allo Sviluppo economico e all’Ambiente e funzionari della Regione Liguria. 
La decisione di rimandare nuovamente la conferenza per volere della Regione dopo le dichiarazioni dell’Asl 2, che avrebbe certificato che la centrale a carbone è nociva. Nella stessa direzione il documento del ministero alla Sanità in merito ai riscontri epidemiologici. Il rilascio dell’Aia sembra sempre più lontano. L’azienda ha anche chiesto un rinvio dopo l’esito della riunione. A livello tecnico rimane il vincolo della “fase unica” per la riapertura della centrale con l’avviamento dell’impianto a gas, che prevederebbe dai 16 ai 20 mesi per la riattivazione”


Tratto da Ivg. 

Sanità: “La centrale è nociva”. Pietra tombale per L'AIA ?

Roma. Ennesimo rinvio per l’attesa conferenza di servizi relativa alla concessione dell’Autorizzazione integrata Ambientale per la centrale termoelettrica di Vado Ligure. Questa mattina a Roma erano presenti i sindaci, i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, oltre che i funzionari della Regione Liguria, tutti gli enti chiamati ad esprimersi sul rilascio della nuova AIA per Tirreno Power
La riunione, iniziata verso le 10 e 30, è stata sospesa e fissata per la settimana prossima, martedì 2 dicembre. Secondo quanto appreso la decisione di rimandare la conferenza sarebbe maturata su richiesta della Regione Liguria e degli enti locali dopo i due pareri espressi dagli organi sanitari: la Asl 2 Savonese ha infatti certificato che la centrale a carbone è nociva, così come il documento presentato dal Ministero della Sanità in merito ai riscontri epidemiologici sembrano mettere una pietra tombale sul rilascio dell’AIA e su una possibile riapertura del sito vadese.
Continua  a leggere  su Ivg. 





24 novembre 2014

La Germania vuole chiudere 8 centrali a carbone .......

Tratto da Greenreport


La Germania vuole chiudere 8 centrali a carbone per centrare gli obiettivi climatici
[24 novembre 2014]
Carbone germania
Secondo dei documenti del governo tedesco dei quali è entrata in possesso la Reuters, «La Germania sta lavorando su una nuova legge che obblighi le compagnie energetiche a chiudere diverse centrali elettriche a  carbone per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici».
Secondo un progetto di legge redatto dal  ministero dell’economia della grande coalizione democristiana-socialdemocratica , le aziende energetiche saranno invitate  ridurre le emissioni di CO2 per almeno  almeno 22 milioni di tonnellate entro il 2020.
La misura non comprende le circa 50 strutture per le quali è già prevista la dismissione, il che significa che dovranno essere chiuse altre 8 grandi centrali elettriche a carbone.
La locomotiva dell’economia europea punta a ridurre del 40% le sue emissioni di gas serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, ma il ministero dell’ambiente tedesco aveva già avvertito che con l’attuale trend la Germania rischia di fallire clamorosamente l’obiettivo di 5 o 8 punti percentuali.
La Germania è stata a lungo il Paese simbolo del boom delle energie rinnovabili, che attualmente rappresentano circa il 25% della produzione di energia complessiva, ma gli ambientalisti ed i Verdi criticano la Grosse Koalition perché per uscire dal nucleare ha deciso di incrementare la sua dipendenza dal carbone, che nel 2013 ha rappresentato quasi la metà della produzione di energia della Germania......
Il ministro dell’economia, il socialdemocratico  Sigmar Gabriel, oggi incontrerà i capi delle imprese energetiche tedesche a  Berlino, ma fonti delle imprese hanno fatto sapere che, se le nuove regole obbligheranno a chiudere nuove centrali, chiederanno un risarcimento al governo.
L’intero pacchetto di nuove misure  climatiche dovrebbe essere approvato dal governo  Merkel il 3 dicembre e comprenderà anche misure per aumentare l’efficienza energetica. La coalizione rosso-nera  vuole portare la produzione di energia elettrica da  fonti rinnovabili al 40 – 45%  della produzione di energia entro il 2025 ed al  55 – 60% entro il 2035, obiettivi certamente ambiziosi per un Paese fortemente industrializzato e superiori a quelli approvati dall’Unione europea ad ottobre.

Tirreno Power La risposta della Sottosegretaria Silvia Velo all' interpellanza su Tirreno Power.

DOMANI 25 NOVEMBRE  CONFERENZA DEI SERVIZI  DELIBERANTE PER LA 
PROBLEMATICA TIRRENO POWER .
Tratto da youtube
Alcuni stralci della  recente risposta del Sottosegretario all' Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare On Silvia Velo all' interpellanza di Anna Giacobbe (http://youtu.be/AL2ONwTYvGI)

....Il Ministero dell' Ambiente con provvedimento di AIA n° 227 del 14 dicembre 2012 ha disciplinato l'esercizio della centrale di Vado Ligure .E' di dominio pubblico la notizia che la Magistratura competente  in data 11 marzo 2014 ha disposto il sequestro preventivo delle due sezioni a carbone VL3 VL4 per motivi sanitari e pertanto le stesse risultano spente a partire da tale data.
Successivamente è intervenuto l'atto di sospensione dell'efficacia del provvedimento AIA da parte del Ministero dell' Ambiente limitatamente all' esercizio delle due sezioni termoelettriche di cui sopra ed a oggi ovviamente  è consentito  l'esercizio solo di VL5 alimentata a gas naturale.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il polo energetico di Vado Ligure ,in aggiunta alla situazione di crisi della domanda che sta investendo il settore termoelettrico in generale,hanno dato luogo alla crisi occupazionale che attraversa appunto la centrale e relativo indotto.....
La vertenza coinvolge certamente più amministrazioni che in modo coordinato affrontano la problematica secondo i profili ciascuno di rispettiva competenza......

Per quanto concerne i limiti delle emissioni imposti alla centrale di Vado Ligure ,e la tempistica per l'adeguamento agli stessi non è possibile operare un raffronto con i limiti imposti ad impianti analoghi  sul territorio nazionale.
Infatti tale questione trova interpretazione nella normativa di cui al titolo 3 bis della parte II del decreto legislativo 152 / 2006 che si riporta ai principi  di prevenzione e riduzione integrata del'inquinamento stabilendo criteri organizzativi  determinati a valle delle analisi effettuate caso per caso e volte ad individuare le MTD  con le prestazioni connesse in ogni specifico contesto.
Alla luce di ciò  le condizioni fissate per l'impianto in questione si pongono all'interno e non ai margini di tale campo di variabilità  e verosimilmente diverranno condizioni definitive nel provvedimento di rinnovo anticipato richiesto dal gestore.

Su tale base pertanto non è possibile rilevare alcuna disomogeneità di trattamento per l'impianto con altri simili presenti sul territorio nazionale . Si ricorda che la centrale di Vado Ligure è già dotata   di Autorizzazione Integrata Ambientale  volta a disciplinare l'esercizio della stessa ATTRAVERSO  UNA SERIE DI ESERCIZI TRANSITORI:

IL GESTORE TUTTAVIA NON HA EFFETTUATO GLI INTERVENTI MIGLIORATIVI CHE AVEVA PROPOSTO IN SEDE DI ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE  E DI CONSEGUENZA IL MINISTERO DELL' AMBIENTE ,PREVIA DIFFIDA ,HA DOVUTO PROCEDERE A SOSPENDERE LA VALIDITA'  DELL' AUTORIZZAZIONE.
Quest'ultimo provvedimento si distingue da quello assunto dalla Magistratura perchè volto ad impedire LA REITERAZIONE PRESUNTA DI REATI CONNESSI ALL' EFFETTO DELL' ESERCIZIO DELL' IMPIANTO SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE........

La società Tirreno Power quindi ha chiesto il rinnovo anticipato dell' autorizzazione prospettando una diversa articolazione degli esercizi provvisori , dell' assetto finale  a regime che non prevede più la realizzazione del nuovo gruppo VL6 e delle prestazioni da traguardare.
Tale richiesta poichè dal punto di vista ambientale prevede sostanziali variazioni rispetto al quadro prestazionale ed emissivo già autorizzato è tuttora oggetto di una approfondita istruttoria tecnica che il 25 novembre prossimo sarà discussa in seno alla conferenza dei servizi.
NON SI ESCLUDE LA FISSAZIONE DI CONDIZIONI ORGANIZZATIVE PARTICOLARMENTE RIGOROSE STANTE LA TEMUTA CRITICITA' SANITARIA ED IL PARTICOLARE ASSETTO IMPIANTISTICO...

In sintesi il procedimento di rinnovo dell' Aia mira a delineare le condizioni  di un adeguamento ottimale della centrale di Vado Ligure  (......) 

Qui il link all' interpellanza e la risposta integrale del Sottosegretario Velo è dal minuto 9,20
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 Leggi anche l'articolo del 1 aprile 2014


Il sottosegretario SILVIA VELO su Tirreno Power : "l'impatto ambientale interessa tutti".

Tratto da Savona News
Vado e Quiliano: parla il sottosegretario Velo 
"l'impatto ambientale interessa tutti".

"Tutte le richieste formulate e che riguardavano

 la tutela della salute erano state accolte dai due 

Sindaci”



Silvia Velo, sottosegretario di stato per l'ambiente alla
 Camera dei Deputati, interviene su Tirreno Power “le 
verifiche connesse all'effettivo impatto ambientale che la
 centrale ha sul territorio circostante non interessano
 esclusivamente il Ministero dell'Ambiente quale Autorità 
preposta al rilascio dell'AIA, ma devono necessariamente 
coinvolgere  tutti i soggetti pubblici titolari di specifici 
poteri in materia di tutela dell'ambiente e della salute.

Leggi qui l'articolo integrale

23 novembre 2014

Papa Giovanni Paolo II" .La tutela dell'ambiente è un dovere. E riguarda tutti"

NELL' ATTESA DEL 25 NOVEMBRE : UN INTERESSANTE ARTICOLO PER MEDITARE .
Tratto da Il Velino
Ambiente ed Energia

"La tutela dell'ambiente è un dovere. E riguarda tutti"


Già 25 anni fa il Papa invitava a una "conversione" per "favorire una coscienza ecologica e collaborare a livello mondiale"

Un invito alla collaborazione internazionale, “perché le dimensioni dei problemi ambientali superano i confini dei singoli Stati”. Una riflessione sullo stile di vita contemporaneo che “in molte parti del mondo è incline all’edonismo e al consumismo e resta indifferente ai danni che ne derivano”. Un’urgenza di cui è si sente sempre più il bisogno: l’educazione “alla responsabilità ecologica”, partendo da una premessa: la crisi ecologica è anche una questione “morale”. 
A ragionare sulla necessità di preservare l’ambiente dal degrado e di formare una coscienza ecologica è Papa Giovanni Paolo II nel messaggio inviato per la XXIII Giornata mondiale della pace. Era il primo gennaio 1990 e il tema scelto suona ancora di stretta attualità: Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato. 
UNA COSCIENZA ECOLOGICA - “Si avverte ai nostri giorni la crescente consapevolezza che la pace mondiale sia minacciata, oltre che dalla corsa agli armamenti, dai conflitti regionali e dalle ingiustizie tuttora esistenti nei popoli e tra le nazioni, anche dalla mancanza del dovuto rispetto per la natura, dal disordinato sfruttamento delle sue risorse e dal progressivo deterioramento della qualità della vita. ... Di fronte al diffuso degrado ambientale l'umanità si rende ormai conto che non si può continuare ad usare i beni della terra come nel passato. L'opinione pubblica ed i responsabili politici ne sono preoccupati, mentre studiosi delle più diverse discipline ne esaminano le cause. Sta così formandosi una coscienza ecologica, che non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete”......
UN PROBLEMA MORALE “Alcuni elementi della presente crisi ecologica ne rivelano in modo evidente il carattere morale. .....Il graduale esaurimento dello strato di ozono e l'«effetto serra» hanno ormai raggiunto dimensioni critiche a causa della crescente diffusione delle industrie, delle grandi concentrazioni urbane e dei consumi energetici. Scarichi industriali, gas prodotti dalla combustione di carburanti fossili, incontrollata deforestazione, uso di alcuni tipi di diserbanti, refrigeranti e propellenti: tutto ciò - com'è noto - nuoce all'atmosfera ed all'ambiente. Ne sono derivati molteplici cambiamenti meteorologici ed atmosferici, i cui effetti vanno dai danni alla salute alla possibile futura sommersione delle terre basse. Mentre in alcuni casi il danno forse è ormai irreversibile, in molti altri esso può ancora essere arrestato. E' doveroso, pertanto, che l'intera comunità umana - individui, Stati ed organismi internazionali - assuma seriamente le proprie responsabilità. 
Ma il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita, quale si avverte in molti comportamenti inquinanti. Spesso le ragioni della produzione prevalgono sulla dignità del lavoratore e gli interessi economici vengono prima del bene delle singole persone, se non addirittura di quello di intere popolazioni. In questi casi, l'inquinamento o la distruzione riduttiva e innaturale, che talora configura un vero e proprio disprezzo dell'uomo. Parimenti, delicati equilibri ecologici vengono sconvolti per un'incontrollata distruzione delle specie animali e vegetali o per un incauto sfruttamento delle risorse; e tutto ciò - giova ricordare - anche se compiuto nel nome del progresso e del benessere, non torna, in effetti, a vantaggio dell'umanità. .....
ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE – Giovanni Paolo II sottolinea inoltre che la ricerca di una soluzione per preservare un “universo armonioso” passa per la collaborazione internazionale che deve rispondere all’“urgenza di una nuova solidarietà”. Diventa così “necessario un sistema di gestione delle risorse della terra meglio coordinato a livello internazionale. Le dimensioni dei problemi ambientali superano, in molti casi, i confini dei singoli Stati: la loro soluzione, dunque, non può essere trovata unicamente a livello nazionale. Recentemente sono stati registrati alcuni promettenti passi verso questa auspicata azione internazionale, ma gli strumenti e gli organismi esistenti sono ancora inadeguati allo sviluppo di un piano coordinato di intervento. Ostacoli politici, forme di nazionalismo esagerato ed interessi economici, per non ricordare che alcuni fattori, rallentano, o addirittura impediscono la cooperazione internazionale e l'adozione di efficaci iniziative a lungo termine. L'asserita necessità di un'azione concertata a livello internazionale non comporta certo una diminuzione della responsabilità dei singoli Stati. Questi, infatti, debbono non solo dare applicazione alle norme approvate insieme con le autorità di altri Stati, ma anche favorire, al loro interno, un adeguato assetto socio-economico, con particolare attenzione ai settori più vulnerabili della società. Spetta ad ogni Stato, nell'ambito del proprio territorio, il compito di prevenire il degrado dell'atmosfera e della biosfera, controllando attentamente, tra l'altro, gli effetti delle nuove scoperte tecnologiche o scientifiche, ed offrendo ai propri cittadini la garanzia di non essere esposti ad agenti inquinanti o a rifiuti tossici
Oggi si parla sempre più insistentemente del diritto ad un ambiente sicuro, come di un diritto che dovrà rientrare in un'aggiornata carta dei diritti dell'uomo”. ...La gravità della situazione ecologica rivela quanto sia profonda la crisi morale dell'uomo. Se manca il senso del valore della persona e della vita umana, ci si disinteressa degli altri e della terra. L'austerità, la temperanza, la autodisciplina e lo spirito di sacrificio devono informare la vita di ogni giorno affinché non si sia costretti da parte di tutti a subire le conseguenze negative della noncuranza dei pochi. C'è dunque l'urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica: responsabilità verso gli altri; responsabilità verso l'ambiente. E un'educazione che non può essere basata semplicemente sul sentimento o su un indefinito velleitarismo.....  La vera educazione alla responsabilità comporta un'autentica conversione nel modo di pensare e nel comportamento. Al riguardo, le Chiese e le altre istituzioni religiose, gli organismi governativi, anzi tutti i componenti della società hanno un preciso ruolo da svolgere. ......
UNA RESPONSABILITÀ DI TUTTI – Serve dunque uno sforzo comune: “Anche gli uomini e le donne che non hanno particolari convinzioni religiose, per il senso delle proprie responsabilità nei confronti del bene comune, riconoscono il loro dovere di contribuire al risanamento dell'ambiente. A maggior ragione, coloro che credono in Dio creatore e, quindi, sono convinti che nel mondo esiste un ordine ben definito e finalizzato devono sentirsi chiamati ad occuparsi del problema. .... 
Da qui l’appello finale: c’è per tutti – singoli, popoli, Stati, comunità internazionale - un “obbligo di prendersi cura di tutto il creato” e bisogna ricordarsi il “grave dovere” di rispettarlo e custodirlo con cura, “nel quadro della più vasta e alta fraternità umana”.

22 novembre 2014

PEACELINK: Il processo all'ILVA potrà andare in prescrizione come il processo Eternit?

Tratto da Peacelink
Ecco come prevenire il pericolo

Il processo all'ILVA potrà andare in prescrizione come il processo Eternit?

Venerdì 21 novembre riprende a Taranto il procedimento penale sull'ILVA
20 novembre 2014 - Alessandro Marescotti
Riprende il procedimento penale sull'ILVA a Taranto e PeaceLink ha presentato la documentazione per costituirsi parte civile.

Questa importante udienza sarà dedicata proprio all'esame della costituzione delle parti civili.
i fumi dell'ilva di taranto
In occasione di questa nuova udienza, intendiamo dichiarare la nostra preoccupazione per la decisione del governo di accelerare l'approvazione del disegno di legge 1345 sui reati ambientali. E' un tentativo di riscrivere il reato di disastro ambientale proprio alla vigilia del processo ILVA a Taranto. PeaceLink si dichiara contraria a riscrivere in senso limitativo il reato di disastro ambientale proprio adesso.

Il rischio è quello di trasformare il processo in un'amnistia. Ci rivolgiamo pertanto ai senatori perché avviino una seria consultazione dei cittadini nelle realtà in cui sono in corso o stanno per avviarsi i processi per disastro ambientale.

Già 5675 cittadini hanno firmato la petizione di PeaceLink per fermare il disegno di legge.

Il disegno di legge vuole sancire il danno ambientale come “alterazione irreversibile dell’ecosistema”: cosa molto difficile, se non impossibile, da dimostrare. Infatti ogni serio intervento di bonifica può ridurre o attenuare l'alterazione dell'ecosistema.
Questa formulazione limitativa è pertanto uno "sgambetto" per i magistrati che - come a Taranto - hanno dimostrato con perizie molto solide che la popolazione era stata esposta ad una situazione di pericolo concreto, come confermato dall'indagine epidemologica.

Per poter accertare il nuovo reato di disastro ambientale - come prevede il nuovo disegno di legge - si dovrebbero poter produrre, con numerosissime perizie, dei dati "individuali" certi per ognuna delle possibili vittime dell'inquinamento. 
La difficoltà di ottenere tutti questi dati costituisce un problema di non facile risoluzione e il processo potrebbe diventare una "Tela di Penelope" con il rischio di generare un "processo infinito" e quindi di farlo andare in prescrizione.

Il fatto che il governo adesso spinga per approvare il nuovo Disegno di Legge sui reati ambientali è da noi interpretato come un tentativo di mettere in difficoltà la magistratura tarantina, a cui va il nostro sostegno.

Riscrivere le regole del gioco mentre sta iniziando la partita è per noi inaccettabile.

Invitiamo coloro che non lo hanno ancora fatto di  firmare la  petizione di Peacelink online


GREENREPORT:Reati ambientali, Ue: «Dietro ci sono mafia e altre organizzazioni criminali»

Tratto da Greenreport
Il primo rapporto Eurojust, organismo europeo di cooperazione giudiziaria
Reati ambientali, Ue: «Dietro ci sono mafia e altre organizzazioni criminali»
Sanzioni bassissime e profitti fino a 70 miliardi di euro l’anno incoraggiano l’attività
[21 novembre 2014]
reati ambientali Eurojust
Mentre in Italia si discute di reati ambientali dopo la decisione della Corte di Cassazione sulla vicenda Eternit che ha considerato tutto prescritto, mentre il Parlamento Italiano si copre il capo di cenere per le norme sulla prescrizione (magari anche chi ne aveva approvate spacciandole come esempio di giustizia), mentre si invoca da più parti l’introduzione dei reati ambientali nel Codice Penale… dall’Europa arriva come una bomba un nuovo rapporto (Strategic Project on Environmental Crime) pubblicato da Eurojust, l’organismo europeo che si occupa di cooperazione giudiziaria, secondo il quale «certe organizzazioni criminali sono dietro le attività di criminalità ambientale transfrontaliera. Paradossalmente, mentre questo tipo di criminalità genera profitti sostanziali (l’estimazione è di 30 a 70 miliardi di dollari all’anno, secondo l’Ocse), le statistiche mostrano che la criminalità ambientale viene raramente condannata dalle autorità nazionali. Il numero di casi che sono trasmessi ad Eurojust rimane basso, anche se c’è la necessità di operare in un modo trans-frontaliero per arrivare a condannare».

La nuova commissaria europea alla Giustizia, la socialista ceca Vera Jourova, ha detto: «Una delle mie priorità è di rafforzare la fiducia dei cittadini nei sistemi giudiziari dell’Ue. E una delle cose necessarie per rafforzare questa fiducia è quella di attuare i procedimenti ed assicurarsi che i criminali pericolosi siano effettivamente inviati in prigione. Allo stesso tempo, quando vengono emessi ordini di perquisizione e di sequestro, è necessario proteggere i diritti dei cittadini e lo Stato di diritto. Per questo è imperativo che i Procuratori vengano coinvolti fin dall’inizio nella lotta contro la criminalità transfrontaliera. La criminalità ambientale è una minaccia per la vita umana, la salute, e per le risorse naturali. Questi reati hanno un effetto su tutta la società. Bisogna combatterli duramente come gli altri reati».
Continua a leggere qui


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Leggi anche su greencity

Sentenza Eternit, Legambiente a Renzi: inserire reati ambientali nel Codice penale

Legambiente: “Contro il rischio prescrizione per tutti i casi di disastro ambientale, rapida approvazione del Ddl sui reati ambientali nel Codice penale”.
“Nella vicenda Eternit, il vero incubo sta nella mancanza nel nostro ordinamento di una fattispecie di reato ad hoc e non solo nei tempi della giustizia. Il rischio è che tanti altri casi di disastro ambientale finiscano allo stesso modo per la mancanza di norme penali adeguate. Per questo - conclude il presidente di Legambiente – oggi abbiamo scritto a tutti i membri delle Commissioni Ambiente e Giustizia del Senato per chiedere loro di fare accelerare l'esame del provvedimento e di impegnarsi esplicitamente ad approvarlo senza stravolgimenti pericolosi rispetto a quello licenziato alla Camera il 26 febbraio scorso. Daremo conto agli italiani delle loro  risposte e delle eventuali non risposte e chiederemo a tutti i cittadini di sostenerci in questa battaglia di civiltà”.Leggi l'articolo integrale

21 novembre 2014

Inchiesta su Tirreno Power, funzionario del Ministero dell’Ambiente ascoltato in Procura a Savona.

Tratto da IVG

Inchiesta su Tirreno Power, funzionario del Ministero dell’Ambiente ascoltato in Procura.

 Si allunga la lista delle persone “informate sui fatti” ascoltate in Procura nell’ambito dell’inchiesta Tirreno Power. Questa mattina nell’ufficio del Procuratore Francantonio Granero è stato sentito un funzionario del Ministero dell’Ambiente, il dottor Giuseppe Lo Presti, che è a capo della divisione per il “Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale” (uno degli uffici della direzione generale per le valutazioni ambientali).
L’audizione del dirigente, arrivato questa mattina da Roma, è durata qualche ora ed è terminata pochi minuti prima delle 14. Il dottor Lo Presti conosce molto bene la vicenda di Tirreno Power visto che rappresenta il Ministero dell’Ambiente nella conferenza dei servizi per la richiesta di rinnovo anticipato dell’Aia per la centrale di Vado Ligure. E’ facile qundi immaginare che i magistrati possano aver chiesto delle informazioni relative alla pratica di Tirreno Power, ma è probabile che dalla Procura siano arrivate anche domande più “astratte” e generali sul funzionamento delle procedure di rilascio dell’Aia e sulle Migliori Tecniche Disponibili (MTD).
Basta leggere infatti le competenze previste dall’incarico del funzionario (tra le quali figurano “Definizione e aggiornamento delle linee guida per l’individuazione e l’utilizzo delle migliori tecniche disponibili in materia di autorizzazione integrata ambientale”; “Coordinamento dei processi di autorizzazione integrata ambientale (AIA) anche in collaborazione con le altre Direzioni generali”; “Coordinamento ed organizzazione delle attività a supporto della Commissione IPPC”; “Gestione amministrativa dei procedimenti di rilascio delle AIA di competenza nazionale, anche avvalendosi dell’ISPRA”) per intuire che molti di questi aspetti possano interessare i pm che indagano sulla centrale.
Al termine dell’audizione dalla Procura non è arrivato nessun commento ufficiale, ma è chiaro che l’indagine continuerà a ritmo serrato continuando ad intrecciarsi con il destino dell’iter amministrativo attraverso il quale si sta cercando di far ripartire la centrale.
Olivia Stevanin

Ebbene sì. Nel 2014 c’è ancora chi parla di Carbone.....

Tratto da  fotovoltaiconorditalia.it

Silenzio, parlano i signori del Carbone


21 novembre 2014
                           - Articolo scritto da  Daniela Z.

Ebbene sì. Nel 2014 c’è ancora chi parla di Carbone.

Si è svolta a Roma nei giorni scorsi l’incontro della World Coal Association (Wca), associazione che riunisce gli operatori nel settore del carbone. A fare da padrona di casa, l’italiana Assocarboni, con il presidente Andrea Clavarino, che non ha nascosto la soddisfazione di aver potuto ospitare nella nostra nazione tanti leader del settore, tutti insieme.

Cosa si sono detti? Il Workshop era intitolato “Guardando al futuro del carbone“, e quindi si sono trattati i possibili scenari futuri di utilizzo del carbone, come ridurre le emissione di Co2 nell’atmosfera e come far fronte alle sfide politico-energetiche dell’Europa, andando a segare le gambe alle scelte comunitarie che invitano una riduzione dell’uso delle energie fossili. In realtà quest’ultimo concetto non è stata pronunciato, ma probabilmente è stato pensato più volte nel corso dell’incontro......

energia a carbone

Certo, un pizzico di impegno la World Coal Association (Wca), non lo fa mancare: come l’idea di portare al 40% l’efficienza media delle centrali elettriche a carbone. Che sarebbe come se io comprassi cibo per 100 euro, lo mettessi in frigorifero, e ne buttassi 60 nella spazzatura.

Molto significativa è stata poi giudicata la scelta dell’Italia, come luogo dove essere ospitati: visto che i magnati del carbone hanno avuto vita difficile negli ultimi tempi qui da noi. Essi però si augurano che i politici italiani abbiano la lungimiranza di capire l’importanza del ruolo del carbone nel futuro del mondo: un po’ come pensare di rivoluzionare il campo della comunicazione con i segnali di fumo, verrebbe da rispondere.

E se invece la presenza a Roma volesse dire che quei politici italiani sono più pronti di quello che pensiamo? Gli ultimi interventi sullo “spalma-incentivi” del fotovoltaico offrono molti spunti di riflessione. Per il resto: questi signori sono presenti spesso e volentieri anche alle riunioni delle Nazioni Unite

Allora risulta un po’ difficile sputare nel piatto dove si mangia e dire le cose come stanno:
  • Che la nostra Terra è malata, ha la febbre, e va lasciata in pace.
  • Che vanno ridotte le emissioni di Co2.
  • Che oltre l’80% delle riserve di combustibili fossili vanno lasciate dove stanno.
  • Che bisogna bloccare la costruzione di tutto ciò che è legato all’estrazione di petrolio, carbone e etc.
  • Che bisogna passare alle fonti rinnovabili.....

 Continua a leggere su fotovoltaiconorditalia.it



Immagini del Dottor G. Ghirga Medico isde
                         



IL CAMBIAMENTO : LA DECENTRALIZZAZIONE è la vera politica energetica

Riproponiamo,perche' molto significativo,un articolo di Paolo Ermani  del 3 Marzo 2014 tratto da 
Il Cambiamento 
La decentralizzazione è la vera politica energetica.



Avere grosse centrali alimentate da combustibili fossili con rendimenti ridicoli in cui oltre la metà dell’energia prodotta viene letteralmente buttata e che inviano la corrente a chilometri di distanza con le conseguenti dispersioni in rete è fra le cose più dementi e primitive che si possano concepire. 

Tutto ciò ancor più nel famoso paese del sole dove ognuno potrebbe autoprodursi senza grandi sforzi economici e tecnici la maggior parte dell’energia termica ed elettrica di cui ha bisogno.
La centralizzazione dell’energia non ha niente di sensato ma risponde solo a logiche di guadagno dei grossi gruppi energetici a discapito dei cittadini e dell’ambiente. 
I cittadini continuano a pagare bollette in costante aumento per colpa dei combustibili fossili di cui in grandissima parte non avrebbero bisogno e l’ambiente paga pegno a causa delle emissioni inquinanti.

Da un punto di vista tecnico diventare autoproduttori non è complicato: solare termico, fotovoltaico, micro eolico, geotermia a bassa entalpia, micro idroelettrico, biomassa locale, conditi dall’indispensabile riduzione drastica dei consumi a parità di comfort, sono ormai alla portata economica della stragrande maggioranza degli italiani.....
Decentralizzare quindi non solo significa pagare molto meno l’energia ma anche riappropriarsi di un potere fondamentale per l’esistenza poiché senza energia si va poco lontano e non è una prospettiva rosea se qualcuno ha le mani sul nostro interruttore. Il concetto di decentralizzazione porta con sé una serie di ragionamenti e conseguenze che per i padroni del vapore (è proprio il caso di dirlo) darebbero molto fastidio e richiama il concetto di indipendenza e autogestione che a loro volta fanno pensare anche ad altri tipi di interventi. Se mi posso autoprodurre l’energia, lo posso fare anche con l’alimentazione e poi magari mi metto assieme ai miei concittadini e riparto dall’economia locale, poi passo alla finanza, tutti aspetti che sono assai pericolosi per un sistema che ha bisogno innanzitutto dell’assoluta dipendenza, se non sudditanza dei cittadini e poi della rigida centralizzazione dove minore è il controllo diretto e minore è la possibilità di trasparenza e lungimiranza.


A livello centrale non interessa nulla se si costruisce una centrale a carbone avvelenando migliaia di persone. 


A livello locale invece si potrebbe valutare che gli stessi soldi di una inutile e dannosa centrale investiti in impianti decentralizzati per fare diventare ogni casa o impresa un autoproduttore, darebbero molto più ritorno economico e occupazionale oltre che risparmiare l’avvelenamento di ambiente e persone.
Aspettarsi che la decentralizzazione avvenga per iniziativa di governo, sindacati e monopolisti dell’energia è pura utopia. Anche se sembra che sia una strada lunga e difficile, di sicuro è meno utopico rimboccarsi le maniche, mettersi assieme ad altri, rafforzare la comunità e costruire passo per passo la decentralizzazione e il controllo delle decisioni fondamentali della nostra esistenza ad iniziare proprio da quelle energetiche.
I gruppi di acquisto energetico si stanno diffondendo e permettono di acquistare impianti e attrezzature a prezzi più bassi grazie alle economie di scala. Questo è un segnale forte di come le cose si possano veramente cambiare dal basso molto più che nelle vane e infinite attese di qualcosa che si muova dall’alto.


Il controllo della produzione energetica fa riacquistare consapevolezza, forza e indipendenza e non può essere lasciato in mano a soggetti senza scrupoli che hanno obiettivi contrari alla vita su questo pianeta.

Leggi anche

 Quando i paesi dicono addio al carbone. WWF :"Investire sull'energia pulita è un'assicurazione sul futuro".  

I benefici delle rinnovabili non possono essere ignorati. E non solo quelli diretti. "Ci sono - sottolinea Maria Grazia Midulla - una serie di co-benefici importanti. Bisogna tenere presente che raramente chi inquina, paga. Di solito è lo Stato a pagare.


 Se si pensa alle spese che una nazione deve supportare per curare le malattie dovute all'inquinamento, si capisce quanti soldi in più ci sarebbero da spendere per i cittadini.   
- Qui l'articolo integrale 

19 novembre 2014

IN ATTESA DEL 25 NOVEMBRE ........COSA CI RISERVERA' IL FUTURO ?

Ripubblichiamo ,in questa settimana di...... attesa delle determinanti decisioni del  prossimo 25 novembre ,  il nostro  post del 7 dicembre 2013.....
con   uno stralcio  tratto dal comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone  del  12 novembre 2012


..........I sindaci di Vado e Quiliano, in sede di conferenza AIA, avrebbero avuto la possibilità-per tutelare al meglio la propria cittadinanza- di dare come prescrizioni il rispetto delle norme di legge sui limiti in concentrazione delle emissioni secondo le migliori tecniche disponibili: perché nella sede deputata non hanno semplicemente chiesto il rispetto delle norme di legge?

Per di più non ci risulta (salvo smentite documentate) che i sindaci abbiano fatto nemmeno le dovute osservazioni o comunque alcuna opposizione in merito ai limiti in concentrazione concessi, anche se molto al di sopra delle prestazioni previste dalle Migliori Tecnologie Disponibili, e nemmeno ci risulta  che abbiano fatto osservazioni sull'utilizzo-che purtroppo pare diventare possibile- dell'olio combustibile denso e neppure sul gravissimo fatto che dal documento istruttorio si preveda per i tanto "magnificati" gruppi nuovi un limite in concentrazione per il CO  più del doppio di quanto previsto dalle MTD.


Quindi, non solo dovremo convivere con i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD previste dalla normative europee ed italiane, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire potranno bruciare carbone con concentrazioni di CO superiori alle MTD. Questi a nostro parere sono i fatti veri ed oggettivi..........

Per quanto attiene all'attivare "subito e comunque" un'azione volta a perseguire ulteriori miglioramenti ambientali, considerando che i miglioramenti dovuti per legge, con l'applicazione delle migliori tecnologie, non ci risultano essere stati pretesi dalle amministrazioni, ci si può domandare se quel "subito e comunque" andava inteso come gli 8 (otto!) anni di vigenza dell'AIA "per il periodo transitorio".  

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Inoltre tratto da Uniti per la salute del 15 11 2012
  
"Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."dichiarazione tratta dal  Segno News  

 Sul sito del giornale on line del comune di Vado Ligure in   "LA GIUNTA FA QUADRATO SUI TEMI ROVENTI DELLA CITTA’
è riportata una frase del sindaco Caviglia..
"Per mesi i tecnici dei due comuni coinvolti hanno valutato le azioni fattibili e non fattibili sulla situazione. C’era da scegliere quali limiti dare restando entro le leggi vigenti e su due soli di essi c’era e c’è il nodo centrale della questione. Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."
Leggi l'articolo integrale 
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Ripubblichiamo   lo stralcio di un interessante articolo tratto da Siena News. 

Tratto da Sienanew

L’opinione: la salute dei cittadini ed il sindaco


Il Sindaco è il responsabile della condizione di SALUTE della popolazione del suo territorio. 
Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità.
   
Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i Sindaci a gestire il Servizio Sanitario ma i direttori generali delle Aziende Sanitarie, ai Sindaci sono affidati dal DLg 299/99 poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle Aziende Sanitarie dei loro territori.
 
I compiti del sindaco sono ampi, soprattutto il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) già nel 1946 definisce la SALUTE come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di malattia o infermità”......

 Cioè, la SALUTE è un concetto dinamico, quindi questa può essere modificata in senso negativo dai fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali non ereditari, comportamentali, etc.) o in senso positivo dai fattori  salutogenici .
In relazione ai fattori salutogenici da sviluppare, l’OMS nel documento di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: la casa, la scuola, i trasporti, la salubrità ambientale, la cultura, la sanità pubblica, l’assistenza sociale, etc.
Non si tratta di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma di un diritto. 
.....E’ noto che a realizzare la condizione di SALUTE concorrono numerosi fattori determinanti raggruppati in categorie: determinanti sanitari, socio-economici, ambientali, individuali, comportamentali, etc. 
E’ altresì noto che il “peso” dei determinanti sanitari è da considerarsi minoritario (circa il 25%) rispetto a quello degli altri determinanti (circa il 75%). In altre parole questo significa che un eccellente servizio sanitario è in grado di contribuire solo per ¼  circa alla SALUTE dei cittadini, mentre il Sindaco e la Sua Amministrazione lo sono per i restanti ¾ o buona parte di essi.....
 Si ricorda che la promozione della SALUTE è quel processo che conferisce alla popolazioni i mezzi per assicurare il maggior controllo sulla propria condizione di SALUTE e di migliorarla (OMS 1998).......
  
La tutela e la promozione della SALUTE dei cittadini è da considerarsi come la missione del Sindaco e del Consiglio Comunale.......

Remo Severini-Cittadino, medico.
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 RESTIAMO ........IN ATTESA DEL
  25 NOVEMBRE