COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Energie pulite. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Energie pulite. Mostra tutti i post

20 luglio 2016

Qualenergia :Per disinvestire dalle fonti fossili ci vogliono banche carbon-free

Tratto da Qualenergia

Per disinvestire dalle fonti fossili ci vogliono banche carbon-free

Un articolo del Guardian rilancia il tema del disinvestimento da carbone, petrolio e gas. Qualche consiglio su come eliminare i propri risparmi dai fondi “sporchi” e riposizionarli su prodotti finanziari più ecosostenibili. E poi c'è il rischio bolla del carbonio che potrebbe colpire l’industria delle fossili.
Disinvestire dalle fonti fossili per reinvestire nelle energie pulite: che cosa comporta, in concreto, una simile strategia? Quali scelte abbiamo davanti?
L’argomento è stato ripreso da un articolo del Guardian, che a sua volta ha citato una guida finanziaria pubblicata di recente da Ethical Consumer, un magazine britannico dedicato al consumo etico e responsabile di prodotti e servizi. Ci sono diverse campagne per il disinvestimento da carbone, gas e petrolio. Peraltro, sono “solo” duecento all’incirca le compagnie che possiedono la fetta maggiore delle riserve mondiali di carbone e idrocarburi.
L’obiettivo delle iniziative fossil-free è coinvolgere innanzitutto gli investitori istituzionali come fondi pensione, università, istituti religiosi, compagnie assicurative, cercando di ridurre il più possibile la loro esposizione finanziaria su azioni e obbligazioni legate all’industria “sporca” ........
Per quanto riguarda l’energia, quindi, disinvestire dalle fonti fossili significa credere anche nello scoppio della cosiddetta bolla del carbonio. Le società che più di tutte hanno puntato sulle risorse tradizionali, sostengono i promotori delle campagne fossil-free, sono destinate a implodere, perché si ritroveranno, presto o tardi, con una serie di attività e infrastrutture non più remunerative.
Piattaforme offshore obsolete, pozzi di shale gas esauriti o troppo costosi da mantenere in funzione, centrali termoelettriche sopravanzate dagli impianti eolici e solari: ecco qualche esempio di stranded assets, cioè beni che andrebbero eliminati. Il problema è che per eliminarli in molti casi bisogna sopportare costi elevati per smantellamenti e bonifiche ambientali.
Allora è meglio prevenire il rischio bolla e scommettere su altri settori dell’economia verde?  Continua a leggere su Qualenergia

07 maggio 2015

International Energy Agency: la transizione verso le fonti pulite deve accelerare il passo

Iea: la transizione verso le fonti pulite deve accelerare il passo
Il progresso delle tecnologie pulite è ancora troppo lento: l’Agenzia internazionale dell’energia(Iea, International Energy Agency) torna a battere su questo tasto con il nuovo rapporto Energy technology perspectives 2015. Nella sua veste più “ambientalista”, se così si può dire, l’organizzazione basata a Parigi vuole ricordare ai Paesi di tutto il mondo che la visione “business-as-usual” è insostenibile, perché senza investire di più e meglio nell’economia verde e nelle fonti pulite, quindi con misure aggiuntive rispetto alle attuali politiche, l’abbattimento delle emissioni inquinanti resterà un miraggio. Lo scenario tracciato invece dalla Iea è il cosiddetto 2DS, il cui obiettivo è cercare di limitare il surriscaldamento medio terrestre a due gradi centigradi.
Il mix energetico planetario dovrà trasformarsi radicalmente, puntando a tagliare del 40% le emissioni cumulative di CO2 da combustibili fossili entro il 2050. Un traguardo che, per essere raggiunto, non potrà fare a meno di un accordo mondiale sulle concrete misure salva-clima, da definire nei prossimi negoziati Onu di Parigi a dicembre. Secondo le stime dell’Agenzia, i governi spendono circa 17 miliardi di dollari l’anno per attività di ricerca e sviluppo in campo energetico. Questa cifra, tuttavia, dovrà almeno triplicare, grazie anche a una più stretta collaborazione tra pubblico e privato, mirata a costruire un’economia sempre meno dipendente dalle fonti tradizionali (gas, carbone e petrolio). Per la prima volta da quando la Iea pubblica i suoi studi, purtroppo, nessuna delle tecnologie considerate è in linea con l’evoluzione prospettata dallo scenario 2DS. Perfino le rinnovabili sono adesso complessivamente in ritardo, essendo passate dal semaforo verde del precedente rapporto al colore arancione, che significa che la loro avanzata, per quanto consistente, sta procedendo a un ritmo più basso di quello richiesto.

Il punto critico è che ogni anno che passa, fa crescere l’ammontare totale degli investimenti necessari per “ripulire” il mix energetico dai carburanti fossili. Quindi l’attendismo dei governi – perfettamente testimoniato dall’impasse su ogni ipotesi di intesa globale per la lotta ai cambiamenti climatici – continua a spostare in avanti la soluzione del problema, aggravandone i costi. 
 Le fonti pulite insomma, al pari di altri settori (efficienza nell’edilizia, mobilità elettrica, reti intelligenti) ora dovranno accelerare con forza maggiore, per mantenersi in linea con il quadro di “decarbonizzazione” elaborato dalla Iea. 
Per non parlare di quelle tecnologie da bollino rosso, come le centrali a carbone e lo stoccaggio della CO2. Le prime sono le più inquinanti sulla scena della produzione energetica.......Continua  a leggere su energymanagernews.it


02 aprile 2015

Per le Rinnovabili, ritorna la crescita: investimenti globali +17% nel 2014

Tratto da Qualenergia

Rinnovabili, ritorna la crescita: investimenti globali +17% nel 2014

Nel 2014 investiti su scala mondiale 270,2 miliardi di $ in fonti pulite, grande idroelettrico escluso. A trainare il fotovoltaico e l'eolico, con investimenti cresciuti rispettivamente del 25 e dell'11%. 
Dopo due anni di decremento, nel 2014 gli investimenti in rinnovabili sono tornati a crescere. Sono aumentati di quasi del 17% rispetto al 2013, grazie anche al boom del solare soprattutto in mercati come Cina e Giappone. Globalmente l'anno scorso si sono investiti 270,2 miliardi di dollari in fonti pulite, grande idroelettrico escluso. Il dato arriva dal nuovo “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015”, dell'UNEP, curato da Frankfurt School, UNEP, Centre for Climate and Sustainable Energy Finance e Bloomberg New Energy Finance (vedi allegato in basso).
I dati, che in parte riprendono quelli già diffusi a gennaio da BNEF sugli investimenti in cleantech, mostrano come il calo dei costi delle tecnologie abbia portato la potenza installata a crescere ancora più degli investimenti: nel 2014 si sono aggiunti 103 GW di nuova potenza da rinnovabili (sempre grande idro escluso), contro gli 86 GW del 2013, gli 89 del 2012 e gli 81 del 2011.
Le rinnovabili, grande idro escluso, coprono ora il 9,1% del fabbisogno elettricomondiale, mentre nel 2013 erano all'8,5%.
A trainare la crescita dunque è stato in larga parte il fotovoltaico. .......
Per inciso è interessante ricordare che la crescita delle rinnovabili negli ultimi 5 anni è andata oltre le più rosee previsioni. Ad esempio, come si vede nel grafico sotto (Meister Consultant), la crescita del fotovoltaico è stata nettamente superiore, non solo alle conservative stime IEA, ma anche all'ambizioso scenario “Energy Revolution” del 2010 di Greenpeace. La realtà sta andando più veloce della rivoluzione energetica immaginata anche dagli ambientalisti.

 Leggi su  Qualenergia l'articolo integrale

19 aprile 2013

Aie Anev: "L'energia prodotta nel mondo oggi è sporca".

 TRATTO DA ZEROEMISSION 
Aie/Anev: "L'energia prodotta nel mondo è sporca"


L’energia prodotta nel mondo oggi è "sporca". È quanto emerge dal report "Tracking Clean Energy Progress" dell' Aie, International Energy Agency, presentato dal Direttore esecutivo Maria Van Der Hoven e diffuso oggi da Anev. 
Dallo studio emerge che, nonostante gli interventi dei Paesi di tutto il Mondo per ridurre le emissioni inquinanti, nel 1990 l’energia prodotta a livello mondiale emetteva un quantitativo di CO2 pari a 2,39 tonnellate per tep, mentre nel 2010 si è giunti a 2,37. Un risultato insoddisfacente che è figlio di una carenza di strumenti normativi cogenti che spingano il settore verso una decisa inversione di marcia verso sistemi di produzione energetica puliti, unico modo per ridurre le emissioni climalteranti

Soprattutto in Europa, vigono ancora normative a sostegno dei combustibili fossili, i quali ricevono sussidi molto elevati. Al contrario le fonti pulite non godono di un adeguato sostegno ma ciò nonostante solo nel 2011 l’energia eolica nell’UE ha fatto risparmiare 140 Mt di CO2 e si prevede che farà risparmiare 342 Mt di CO2 nel 2020 e 646 nel 2030 (dati Ewea). 
Sempre secondo l'Ewea, pare che 100 GW di potenza eolica siano in grado di fornire energia elettrica a oltre 57 milioni di famiglie all'anno senza produrre inquinamento.

Al contrario per la stessa potenza prodotta da Carbone si emetterebbero 219.5 Mt di CO2, mentre il gas produrrebbe 97.8 Mt di CO2.  
"Questi dati - aggiunge Anev in una nota - devono far riflettere sul fatto che ancora poco è stato fatto per un settore a zero emissioni come quello eolico, spesso osteggiato dalle potenti lobby che rappresentano i combustibili fossili.  
Tuttavia i tentativi di affossare il settore falliscono di fronte a questi dati e a quanto espresso dall'Aie, ovvero l'esigenza di dare una spinta alle tecnologie a zero emissioni, magari modificando il meccanismo dei prezzi dell'energia spostandolo sempre più verso una internalizzazione delle esternalità nel prezzo di produzione".

09 luglio 2012

Dopo questi due decreti, Ministri pronti anche per la strategia energetica?

 Tratto da QualEnergia

Dopo questi due decreti, pronti anche per la strategia energetica?

Le rinnovabili e l'exploit del fotovoltaico creano problemi al settore energetico tradizionale. Il Ministro dello Sviluppo Economico ne prende atto ed esegue, mettendo un freno alle energie pulite. 
Gli unici settori in crescita ora dovranno tagliare giro d'affari e addetti. E ora vogliamo anche una strategia energetica nazionale da questi signori?
In questi primi sei mesi del 2012 la produzione di elettricità da fotovoltaico in Italia è stata esattamente pari a quella dell'intero 2011: 9,2 TWh, cioè al 6,6% della produzione totale 2012 fino a fine giugno e il 5,7% della domanda, come si evince dai dati forniti da Terna. Una quota che sarà più rotonda per fine anno, quando forse un altro paio di gigawatt si aggiungeranno agli attuali 14 GW.
Questa nuova massiccia produzione da fotovoltaico è il vero obiettivo del rallentamento al settore che viene sancito con il nuovo decreto sul quinto conto energia firmato lo scorso venerdì, insieme a quello sulle altre rinnovabili elettriche. 
 Il nostro sistema elettrico, e le produzioni elettriche centralizzate tradizionali e da fonte fossile, non vogliono e non possono accettare uno sviluppo ulteriore di queste tecnologie. 
 Il FV soprattutto abbassa fortemente il prezzo in Borsa nelle ore diurne e se lasciato libero di diffondersi (vedi qui), senza quel fardello burocratico che il nuovo DM gli accolla ,anche con tariffe molto ridotte, rapidamente raggiungerebbe quella soglia della copertura del fabbisogno elettrico totale del 10% che tutti prevedevano, appena due anni fa, non prima del 2020.
 Il braccio operativo di questo pessimo decreto è il Ministero dello Sviluppo, con la complicità di quello dell’Ambiente (che si è solo debolmente opposto, spesso a parole, al diktat degli uomini di Passera) e dell’Agricoltura.
Ma i veri mandanti sono i poteri energetici di questo Paese che stanno spendendo da tempo molte energie “intellettuali” per accusare le rinnovabili di scempi ambientali e del caro bolletta (tralasciando sistematicamente i costi del gas e altri oneri legati alle fonti fossili).
.............
Alla faccia delle ...... parole sulla crescita proferite ormai quotidianamente dal Governo Monti, già nelle prossime settimane molte aziende del settore saranno costrette a licenziare collaboratori e dipendenti e a veder drasticamente ridotto il loro giro di affari, proprio di uno dei pochissimi comparti che in questi anni aveva dimostrato che si poteva produrre diversamente reddito e occupazione......

07 febbraio 2012

Il ritorno dei carbonari.“AIL e SES giù le mani dal carbone”

Tratto da Ticino Libero

Mettere le mani in avanti. È quanto fatto oggi dal Partito socialista, che in un lungo comunicato chiede alle Aziende industriali di Lugano (AIL) e alla Società Elettrica Sopracenerina (SES) di astenersi dall’aiutare la Repower, la “sorella grigionese di AET” ad investire nel carbone in Germania e in Italia.
Lo scorso anno è stato il popolo ticinese a pronunciarsi sul carbone, grazie ad un’iniziativa popolare con la quale si chiedeva che l’AET uscisse dal progetto di Lünen, in Germania. Un progetto tra l’altro attualmente bloccato a seguito di una decisione del tribunale amministrativo superiore della Renania Settentrionale-Vestfalia, che ha annullato l’autorizzazione di gestione dell’impianto, dando seguito al ricorso del BUND (Associazione tedesca per l’ambiente e la protezione della natura).

Analogamente ad AET, anche l’azienda elettrica cantonale grigionese, Repower, sta tentando la via del carbone. Due i progetti che vedono Repower in prima linea, la centrale di Brunsbüttel in Germania e quella di Saline Joniche, in Calabria.

Ma anche per Repower la strada è tutta in salita.  
Mentre il progetto tedesco è ostacolato da un ricorso dell’associazione BUND, il progetto italiano ha ottenuto l’autorizzazione malgrado delle normative regionali lo impedissero, in contrasto con i piani di sviluppo turistico e gli interessi degli agricoli e dei pescatori. Si è parlato di “interessi mafiosi” in gioco, e sia in Calabria, sia nei Grigioni, gli oppositori si sono mobilitati contro il progetto. Lo scorso mese di ottobre a Coira è stata depositata l’iniziativa “Sì all’energia pulita, senza carbone”, che vuole impedire che aziende grigionesi (e il Canton Grigioni possiede il 46% di Repower) partecipino a centrali a carbone.

L’interesse di Repower per il carbone è legato anche alla necessità di disporre di energia notturna a basso costo per pompare l’acqua nel suo impianto idroelettrico di Lago Bianco. Un impianto che potrebbe rivelarsi invece molto utile per la gestione delle irregolarità della produzione di energia da fonti rinnovabili.

E qui entrano in gioco AIL e SES. Per liberare i capitali necessari agli investimenti nel carbone, la Repower ha creato una nuova società, la Repartner Produktions AG, di cui mantiene la maggioranza. Quest’ultima essa offre partecipazioni “innovative” ad altre aziende elettriche, garantendo investimenti in energie “pulite” . Tra le aziende interessate vengono citate anche AIL e SES.

Le centrali atomiche e a carbone sono esplicitamente escluse dai progetti di Repartner, “ma è chiaro che centinaia di milioni saranno così liberati e messi a disposizione di Repower per i suoi progetti da 17 milioni di tonnellate annue di CO2″, accusa il PS.

“È questa la coerenza energetica delle due importanti aziende ticinesi?”, si chiedono i socialisti, che invitano AIL e SES “ad astenersi da doppi giochi, come già tentati con la centrale di Lünen!”.

02 settembre 2011

1)Carbone Usa, dismissione anche per due centrali della Dominion 2)Manovra, colpito il settore energia: protesta il mondo delle rinnovabili.



Tratto da Greenreport

Carbone Usa, dismissione anche per due centrali della Dominion. ...


La Dominion Resources, la più grande utility energetica della Virginia, ha annunciato che dismetterà le sue più vecchie e più inquinanti centrali elettriche a carbone: quelle di Chesapeake e Yorktown, sulla costa della Virginia. Yorktown sarà completamente dismessa entro il 2016 e Yorktown nel 2015. L'annuncio arriva pochi giorni dopo che GenOn Energy aveva annunciato la graduale dismissione della sua Potomac Generating Station, una vecchissima e gigantesca centrale a carbone nella Virginia settentrionale.

Gli ambientalisti Usa esultano: «L'annuncio odierno del pensionamento delle centrali di Chesapeake e Yorktown è un'altra vittoria fondamentale per gli abitanti della Virginia - dice il direttore di Sierra Club, Michael Brune - Queste due impianti sono una delle principali fonti di inquinamento nelle zone costiere della Virginia e la decisione responsabile di Dominion di eliminarle gradualmente significa che i nostri ragazzi avranno l'opportunità di respirare aria più pulita. Gli attivisti locali che quotidianamente, per anni, hanno lavorato in Virginia per assicurare ch centrali come queste vengano ripulite o eliminato, oggi celebrano tutti questa vittoria».

Chesapeake e Yorktown sono davvero due mostri inquinanti: la sola Chesapeake ogni anno emette nell'atmosfera più di 3 milioni di tonnellate di CO2 e i due impianti vomitano decine di migliaia di tonnellate di sostanze inquinanti, fuliggine e smog, avvolgendo l'area in cui operano in una nebbia letale, provocando alti tassi di asma, malattie respiratorie e cardiache, cancro e altri disturbi.

La direttrice della campagna "Beyond Coal" di Sierra Club, Mary Anne Hitt, è molto soddisfatta per questa nuova vittoria: «Dominion ha mostrato con chiarezza che è il momento di allontanarsi da fonti di energia sporche e pericolose che incidono sulla vita di ogni virginiano .Fuliggine e smog minacciano ogni giorno la vita di bambini e impianti come questi sono una causa primaria dell'epidemia asma della nostra nazione.

Leggi tutto

____________________

Tratto da Uomini Liberi

LA SALUTE? NON CI TANGE!!!!
Straordinaria smentita dell'ARPAL ligure alla notizia che oggi avrebbe presentato ai periti della Procura di Savona uno studio sugli effetti delle emissioni sulla salute nel comprensorio savonese!
l'Arpal si occupa dello stato dell'aria, dell'acqua e del suolo non dell'aspetto sanitario...leggi…ancora una conferma che siamo in buone mani e che dobbiamo nutrire fiducia nella regione Liguria, nell'ASL, nell'ARPAL, proprio come se vivessimo a Civitavecchia: e siccome da laggiù ci viene lo stimolo, eccovi… un sito… che elenca le competenze dell'Arpa Lazio e alcuni studi sulla mortalità nell'area delle centrali.....
___________________

Tratto da La voce dell'Emergenza

Manovra, colpito il settore energia: protesta il mondo delle rinnovabili, Enel perplessa


«Una misura fuori luogo che mostra una scarsa conoscenza da parte del governo dei settori di sviluppo industriale del nostro Paese e che vede ancora una volta l’Italia muoversi nella direzione opposta rispetto agli altri Paesi europei che investono sulle energie pulite». Inoltre, «il taglio previsto all’eolico che l’esecutivo pensa di usare per ridurre i tagli ai Comuni, avrà l’effetto esattamente inverso in quanto, come noto a tutti meno che al governo, gli oltre 150 Comuni che ospitano parchi eolici ricevono delle royalties che vengono con questo provvedimento largamente ridotte o addirittura azzerate». Così Simone Togni, presidente dell’Anev, Associazione nazionale energia del vento, che ribadisce «il disappunto» del settore per la Robin Tax sulle rinnovabili «che, contrariamente al popolare eroe inglese, andrà a gravare su un settore già allo stremo, dimostrando di essere
l’ennesimo attacco alla fonte eolica
effettuato senza alcuna pianificazione». Negli ultimi anni, infatti, «il settore ha visto un taglio dei ritorni di oltre il 35%, con il conseguente stop di tutte le iniziative- segnala Anev- cui si va ad aggiungere una ulteriore riduzione per i prossimi 5 anni del 22% dei ritorni previsti introdotta con il decreto di recepimento della direttiva comunitaria sulle fonti rinnovabili». L’Anev richiede al governo che «la nuova tassa venga ripartita con gli altri comparti regolati e che abbia una gradualità di onere tra settori, minimizzando al massimo il peso su comparti in crisi come l’eolico». La soluzione potrebbe essere trovata «in un meccanismo che non sovraremuneri gli impianti, ma che garantisca una remunerazione dell’investimento con un livello di incentivazione coerente con il costo dell’energia, come fatto da altri Paesi Europei». Leggi tutto »

10 agosto 2011

1) Codice Nero: Assalto del carbone sulla Salute.2)Centrali a carbone USA frullatori giganti di pesce.......



Tratto da Physician for Social Responsability

Codice Nero: Assalto del carbone sulla Salute...

Le Centrali a carbone di grande potenza sono il principale colpevole del riscaldamento globale negli Stati Uniti, e rappresentano oltre il 30 per cento delle emissioni di anidride carbonica della nostra nazione . Essi sono anche una delle maggiori fonti della nazione di inquinanto atmosferico nocivo per la salute cardiovascolare e respiratoria e minacciano il sano sviluppo dei bambini. Il particolato, l'anidride solforosa, gli ossidi di azoto, il mercurio, e più di 50 sostanze tossiche dell'aria altri sono tra i mix di inquinanti pericolosi vomitati dalle ciminiere di centrali a carbone. Nonostante questi scarsi risultati ambientali, le aziende energetiche hanno proposto di costruire più di 100 nuove centrali a carbone di grande potenza in tutto il paese.

I Sostenitori del carbone dicono che le nuove tecnologie possono trasformare il carbone in un ambiente pulito,una fonte energetica a basse emissioni. Eppure, molte delle nuove centrali a carbone in esame si baserebbero su obsolete tecnologie dell'energia sporca del passato. Praticamente nessuna delle nuove proposte di centrale a carbone include piani di cattura e stoccaggio delle emissioni di anidride carbonica dal primo giorno di funzionamento. Se venissero costruite , queste centrali a carbone, con una durata di vita superiore a 50 anni, farebbe gravemente diminuire le prospettive di rallentare il riscaldamento globale, mentre aumentando l'inquinamento provocherebbero malattie e morte.

PSR chiede alla comunità medica e alla sanità pubblica di contribuire ad arginare la marea di costruzione di centrali a carbone in tutto il paese. Data la minaccia chiara e crescente per la salute pubblica che provocano queste industrie, medici, infermieri e altri operatori sanitari devono lavorare per fermare questa pericolosa a livello nazionale "corsa carbone".

Finchè le compagnie energetiche non accetteranno di installare più efficaci tecnologie di controllo dell'inquinamento dell'aria , e fino aquando nuovi impianti non saranno in grado di catturare e sequestrare le emissioni di CO2, una moratoria sulle nuove centrali alimentate a carbone deve essere promulgata. Insieme, possiamo costruire un futuro energetico più sano, un futuro in cui viene soddisfatta la domanda di energia non sporca da combustibili fossili, ma piuttosto da una combinazione di efficienza energetica e produzione di energia veramente pulita, con le fonti di energia rinnovabili come l'eolico e il solare.

CARBONE .Un serio colpevole del Global Warming

All'interno del settore dell'energia elettrica, le emissioni di CO2 prodotte dalle centrali a carbone di energia elettrica costituiscono quasi il 80 per cento delle emissioni totali, ma la quota di produzione di energia elettrica da carbone è solo il 50 per cento. Questa impronta di carbonio sproporzionato è dovuto al alto contenuto di carbonio del carbone rispetto agli altri combustibili fossili come il gas naturale. Senza la capacità di catturare in modo sicuro di CO2, le emissioni della flotta di nuove centrali a carbone proposto in tutto il paese renderà pratiamente impossibile evitare i peggiori impatti del riscaldamento globale. Aumentando le temperature globali, la salute pubblica soffrirà a causa di ondate di calore maggiore, tempeste più gravi, l'inquinamento atmosferico peggiorerà . L' innalzamento del livello del mare sarà notevole e disturberà la vita degli oltre 150 milioni di residenti negli Stati Uniti che vivono nelle e intorno alle città costiere della nostra nazione e città.

In tutti gli Stati Uniti, gli individui più poveri e più vulnerabili, i meno capaci di adattarsi, saranno colpiti in modo sproporzionato e le infrastrutture sanitarie degli Stati Uniti diventeranno sovraccaricate dagli impatti del riscaldamento globale.

Per di più, leggi: l'impatto sulla salute pubblica medica e del riscaldamento globale

Dirty Air

Oltre a massicce emissioni di CO2, combustione del carbone produce una gran quantità di inquinanti atmosferici nocivi. Ogni anno, il particolto dell'inquinamento da polveri sottili emessi da centrali a carbone di grande potenza provoca centinaia di migliaia di attacchi di asma e provoca decine di migliaia di ricoveri, attacchi cardiaci e morte precoce. Le emissioni da combustione di carbone di ossido di azoto contribuiscono alla formazione dell'ozono troposferico, o smog, che è associato con attacchi d'asma, attacchi di cuore e il dolore angina. Le Centrali elettriche a carbone sono anche la più grande fonte di emissioni di mercurio nelle donne incinte degli Stati Uniti e i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici del mercurio, e alla sua esposizione che si verifica principalmente dal consumo di pesce contaminato.

Ben 600.000 bambini nascono ogni anno con livelli pericolosi di mercurio nei loro corpi, mettendoli a rischio elevato per le disabilità dello sviluppo. Questo è significativo per quanto riguarda la crescente incidenza di autismo e altri problemi neurologici tra i bambini statunitensi.

______________________

Tratto da Greenreport

Usa.Frullatori giganti di pesce: come le centrali a carbone e nucleari uccidono la fauna acquatica

Il nuovo rapporto "Giant Fish Blenders: How Power Plants Kill Fish & Damage Our Waterways (And What Can Be Done to Stop Them)" di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista americana, denuncia che «miliardi di pesci ed altri organismi acquatici vengono uccisi ogni anno dai sistemi delle prese d'acqua delle centrali elettriche obsolete, tra le quali le centrali elettriche a carbone». Il rapporto, molto dettagliato, prende in esame gli impianti di raffreddamento delle centrali elettriche presenti nel Golfo del Messico, lungo i fiumi Mississippi ed Hudson, nella baia di New York e a Long Island Sound, sulla costa della California, nei Grandi Laghi ed a Chesapeake Bay.

La Environmental protection agency (Epa) federale degli Usa ha proposto nuovi standard per i sistemi di raffreddamento delle centrali elettriche, e attualmente sta raccogliendo le osservazioni pubbliche su questo progetto di standard: la scadenza è il 18 agosto. Ma secondo Sierra Club le proposte dell'Epa «purtroppo sono ben lontane da quel che è necessario per proteggere la pesca ed i corsi d'acqua».

Le coste ed i fiumi degli Stati Uniti sono punteggiati da impianti antiquati che utilizzano sistemi di aspirazione dell'acqua per raffreddare le centrali elettriche a carbone e nucleari, impianti che Sierra Club ha ribattezzato "Giant fish blender", frullatori giganti di pesce. Per illustrare i risultati di questo procedimento Sierra Club ha anche realizzato un cartoon con il fumettista premio Pulitzer Mark Fiore(Guarda il Video), e sottolinea che «l'Epa ha il compito di applicare la Section 316 (b) del Clean Water Act, che richiede l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per minimizzare il danno ambientale delle centrali. La Closed-cycle cooling" è la migliore tecnologia disponibile per ridurre le minacce dei sistemi di raffreddamento ad acqua, ed è sia conveniente che già in uso in tutto il Paese.

Il raffreddamento a ciclo chiuso riduce le prese d'acqua di circa il 95%, riducendo drasticamente la quantità di acqua necessaria per le operazioni in una centrale elettrica e con la conseguente corrispondente riduzione dei danni per i pesci e all'ecosistema circostante. Tuttavia, l'Epa ha proposto nuovi federal cooling water standards che non richiedono alle utilities di utilizzare questi sistemi aggiornati.

Le centrali elettriche utilizzano più acqua di qualsiasi altro settore negli Stati Uniti: il 49% dell'acqua dolce, più dell'agricoltura e dell'utilizzo potabile messi insieme, con un prelievo di oltre 200 miliardi di galloni di acqua ogni giorno. Quasi tutta quest'acqua viene utilizzata per lo "once-through cooling", un antiquato sistema di raffreddamento che prevede l'aspirazione di acqua, succhiando milioni di litri da fiumi, laghi e mari per il raffreddamento e trasformando ogni centrale in un gigantesco trituratore di pesci, crostacei, anfibi ed altri animali, compresi i mammiferi marini.Leggi tutto