COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".

04 dicembre 2013

TARANTO ,CITTA' DOVE LA SALUTE E' UN OPTIONAL. CON IL NUOVO DECRETO , L' ILVA PUO' NON RISPETTARE LE PRESCRIZIONI DELL' AIA.

Immagine tratta da facebook del Medico Isde G.Ghirga
Tratto da Peacelink 

Con il nuovo decreto, l'Ilva puo' non rispettare le prescrizioni dell'Aia

Il nuovo decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri
3 dicembre 2013 - Alessandro Marescotti
logo commissione europea
L’Italia è fuori dall’Europa?
Questo governo porta l’Italia fuori dall'Europa, approvando l'ennesimo decreto "Salva-Ilva" che concede deroghe e proroghe in barba alle rigorose norme della direttiva europea sull'Autorizzazione Integrata Ambientale.
Con il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri vengono sanate le infrazioni all'Aia (certificate dall'Ispra) e sono persino abolite le sanzioni previste dalla legge 231/2012 (nota anche come "Salva-Ilva 1"). Il decreto prevede inoltre un periodo transitorio di ben tre anni durante i quali non sarà possibile garantire la conformità degli impianti alle prescrizioni autorizzative, riconoscendo che era vero il rilievo delle associazioni ambientaliste sulla difficoltà di realizzare le prescrizioni AIA nei tempi previsti.
Ricordiamo a tutti che secondo i periti nominati dalla magistratura tarantina circa trenta morti all’anno sono correlabili all'inquinamento industriale.
Si tratta di una stima molto prudente che fanno di Taranto una citta' della morte.
Altri tre anni di inquinamento dell'area a caldo dell'Ilva causeranno ulteriori danni alla salute delle fasce piu' fragili della popolazione.La salute non puo' aspettare i tempi dell'Aia. 
Si è purtroppo deciso di lasciare che i tarantini siano sottoposti ancora all’inquinamento per altri tre anni, i quali si aggiungono ai cinquanta passati.
Il Governo si è assunto la responsabilità di non bloccare le fonti inquinanti, di non fornire risposte alla Commissione europea, di abolire le sanzioni previste a carico degli inquinatori. Tirando le somme, il Governo concede libertà di inquinare portando Taranto fuori dell'Europa.
Segnaleremo alla Procura questa situazione anomala perche' la salute non sia messa ulteriormente in pericolo con questo decreto che concede un ammorbidimento inaccettabile alla gia' blanda legge "Salva-Ilva 1".
Per PeaceLink
Fulvia Gravame
Alessandro Marescotti 
www.peacelink.it

Tratto da Facebook di Alessandro Marescotti 
Questo governo esce fuori dall'Europa approvando l'ennesimo decreto Salva-Ilva. Vengono sanate tutte le infrazioni all'Aia, l'autorizzazione dell'Ilva. E' come autorizzare un'auto a circolare con le gomme lisce e i freni che non funzionano. 
Il governo non ha neppure risposto alle domande della Commissione Europea.

Tratto da Facebook di Angelo Bonelli  

La norma del decreto sull'Ilva che contiene la sospensione delle sanzioni per le prescrizioni ambientali è assolutamente incostituzionale perché subordina in maniera inaccettabile la vita e la salute alla produzione. Mai ci saremmo aspettati che si potesse giungere a superare questo limite con una norma che non solo garantisce l'impunità a chi inquina ma abbandona i cittadini di Taranto a subire le drammatiche conseguenze dell'inquinamento.

Una volta pubblicato porterò personalmente il testo del decreto al Commissario Ue all'Ambiente in relazione alla procedura di infrazione comunitari.

Con questo decreto si vuole garantire un periodo transitorio che secondo la struttura commissariale dovrebbe durare almeno 3 anni, periodo nel quale, da quello che abbiamo compreso non sarà possibile garantire la conformità degli impianti dell'Ilva alla legge.  

Di fatto si tratta di un decreto che consente nei prossimi anni la libertà d’inquinare.

03 dicembre 2013

Tratto da "La Stampa:il TAR Lazio il 13 febbraio 2014 discute i ricorsi relativi a " Tirreno Power"

Tratto  da La Stampa on line

 

Tirreno Power, il Tar Lazio a febbraio discute i ricorsi




MARCO RAFFA

Quattro giorni di audizioni  a Roma per acquisire elementi ai fini delle indagini in corso per disastro ambientale sulla centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano. Il procuratore Francantonio Granero è tornato ieri nel suo ufficio di Savona dopo la «missione» romana che l’ha visto impegnato con la collega Chiara Maria Paolucci.  

Consueto «no comment» sul contenuto e anche sulla natura delle audizioni che hanno comunque coinvolto tecnici e funzionari degli organismi che, a vari livelli, hanno partecipato sia all’istruttoria dell’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) «transitoria» del settembre 2012 per l’ampliamento della centrale, sia negli anni precedenti alla concessione delle autorizzazioni alla centrale. E quindi Ministero dell’Ambiente e Ispra, l’organismo di certificazione ambientale che ancora nell’autunno 2012 aveva dato parere favorevole alla procedura di concessione dell’Aia. 

A fronte delle continue segnalazioni di ambientalisti ed esperti anti-carbone circa presunti sforamenti dei parametri di legge sulle emissioni della centrale (puntualmente smentiti da Tirreno Power alla luce delle certificazioni ottenute) la Procura di Savona, in parallelo con gli esiti della maxiperizia sugli effetti su ambiente e salute, vuole capire «chi ha ragione». E cioè se davvero Tirreno Power opera nel più rigoroso rispetto dei valori di legge, come l’azienda ribadisce ogni volta, o se invece ci sono «zone d’ombra» proprio nella quantificazione di questi valori. Un compito, quello di Granero e Paolucci, non proprio facilissimo visto che si tratta di mettere in dubbio «certezze» che a tutti i livelli, da Roma alla Regione Liguria, si davano finora per acquisite. 

Intanto c’è attesa per l’udienza del Tar Lazio che il 13 febbraio 2014 esaminerà per la prima volta i ricorsi presentati da Comuni e ambientalisti. 
Il Comune di Vado era stato tra i primi ad attivarsi nel marzo 2012, parecchi mesi prima dell’ok del Ministero dell’Ambiente all’Aia. All’indomani del quale, però (settembre 2012) le dichiarazioni dei sindaci Caviglia (Vado) e Ferrando (Quiliano) erano state di cauta soddisfazione. Salvo pochi mesi dopo (marzo 2013) presentare un esposto di entrambe le amministrazioni motivato, avevano dichiarato i due sindaci, «dal mancato accoglimento delle richieste che i Comuni hanno avanzato in sede di conferenza dei servizi». 

 __________
_____________
  Oggi 3 dicembre 2013  IN ATTESA DEL 13 FEBBRAIO 2014 e della discussione dei ricorsi   un po' di Storia del 2012  .......

ANCHE L'ORDINE DEI MEDICI BOCCIA L' AIA.

COMUNICATO DELLA RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE del 16 settembre 2012

Il Comune di Quiliano, nella delibera di giunta del 15 settembre 2012 esprime “parere contrario interlocutorio” con riferimento, non già al merito dell’adeguamento degli impianti esistenti dovuto per legge ormai da anni, ma avente come precisa indicazione il progetto di potenziamento.
 

Ribadiamo che la procedura di AIA per i vecchi gruppi deve essere distinta da altre procedure e prevedere l'adeguamento immediato alle migliori tecnologie dovute ormai da troppi anni: nella nostra diffida dello 12 settembre scorso abbiamo già chiesto e ribadiamo oggi lo scrupoloso rispetto delle normative di legge italiane ed europee rifuggendo qualsiasi ipotesi di AIA più o meno transitoria, che riteniamo un’inaccettabile scorciatoia che, lungi dall’assicurare la tutela dei cittadini e del territorio, ci appare come un incomprensibile ed enorme vantaggio nell’esclusivo interesse economico di Tirreno Power.
 
Gli amministratori e i funzionari che non pretendano, come dovuto, il rispetto delle normative AIA, anche attraverso più o meno sottili distinguo, evidentemente sono consapevoli di assumersi tutte le responsabilità, anche penali, conseguenti.

 
Ribadiamo che la nostra diffida non è uno sterile esercizio dialettico ma che è nostra fermissima intenzione, nei casi evidenziati nella stessa, darvi concreto seguito in tutte le sedi e con tutte le azioni legalmente consentite, a tutela della salute e del territorio.
 

                     
Rete Savonese Fermiamo il Carbone

Ripubblichiamo anche il  comunicato del  17settembre 2012

Comunicato

Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.

In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge; oggi ci è stato ribadito il massimo sostegno delle associazioni nazionali Greenpeace, Legambiente e WWF che oggi sono state al nostro fianco nella audizione alla conferenza dei servizi.

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.
Seduti al Tavolo, oltre ai Componenti designati dal Ministero Ambiente, abbiano notato le delegazioni di Regione Liguria e  dei comuni di Vado e Quiliano.
Seduti al nostro fianco  i rappresentanti a livello nazionale di Greenpeace, Legambiente e WWF che appoggiano fermamente la nostra azione a tutela della salute e del territorio.
Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza che in ogni caso alleghiamo in versione integrale.


  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4 … Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·         Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di“ minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio.

Abbiamo concluso l’intervento ricordando a nome della Rete Fermiamo il Carbone che non avremmo accettato alcun tipo di concessione AIA qualora fosse ancora consentito ai vecchi gruppi di funzionare in modo non conforme alle normative in vigore e , con il convinto sostegno delle associazioni nazionali, la nostra ferma intenzione a intraprendere tutte le azioni legalmente consentite.
 
Abbiamo presentato infine eccezione sulla regolarità e validità della conferenza.

Uniti per salute onlus

1) Ilva: ambientalisti, Italia non risponde a Ue 2) Duro giudizio della Fiom sul capacity payment nella Legge di Stabilità


Tratto da  Governo.it



Il Consiglio dei Ministri è convocato oggi  3 dicembre 2013 alle ore 10,00 a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:

- DECRETO-LEGGE: Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali (PRESIDENZA - INTERNO - POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - SVILUPPO ECONOMICO - COESIONE TERRITORIALE) - in corso di diramazione;

ESAME PRELIMINARE DI N. 14 DECRETI LEGISLATIVI (AFFARI EUROPEI - MINISTERI DI SETTORE) recanti attuazione delle seguenti direttive:
tra cui 
- 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) – diramato 29.11.2013;

___________________
SOPRA IL GOVERNO AL LAVORO....
SOTTO LA CRUDA REALTA'!
                           ______________________
Tratto da Ansa

Ilva: ambientalisti, Italia non risponde a Ue

Su procedura infrazione per mancati controlli


Ilva: Fondo antidiossina, nuovo video dimostra emissioni  
TARANTO - ''Il governo italiano a fine novembre non aveva ancora risposto alla Commissione Europea, come avrebbe dovuto fare, in merito alla procedura di infrazione aperta per i mancati controlli sullo stabilimento Ilva di Taranto''.  

Lo sottolineano in una nota Alessandro Marescotti e Antonia Battaglia per PeaceLink e Fabio Matacchiera per Fondo Antidiossina, titolari delle denunce che il 26 settembre scorso avevano portato la Commissione europea ad avviare la procedura dopo aver accertato che lo Stato non garantiva il rispetto delle prescrizioni Ue sulle emissioni industriali, con gravi conseguenze per salute e ambiente.

Su raccomandazione del commissario europeo per l'ambiente Janez Potocnik, la Commissione aveva inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, concedendole due mesi per rispondere. Gli ambientalisti fanno presente di essere stati informati recentemente dalle istituzioni europee, ''dopo mesi di frequenti contatti, che i servizi della Commissione sono al lavoro e stanno vagliando molto attentamente l'evoluzione della procedura di infrazione e le effettive misure messe in atto a Taranto''.

__________________
 
Tratto da QualEnergia

Duro giudizio della Fiom sul capacity payment nella Legge di Stabilità

Per la Fiom il comma 99 che definisce il capacity payment è una gravissima responsabilità da parte del Governo e porta con sé il rischio di un'accelerazione della crisi del settore industriale delle rinnovabili. L'associazione sindacale auspica che anche la Cgil esprima un giudizio negativo a questo provvedimento e che alla Camera si affermi una maggioranza che possa cancellarlo.

Anche la Fiom esprime un giudizio nettamente negativo rispetto a quanto contenuto nel comma 99 del maxiemendamento al ddl Stabilità, presentato dal Governo e approvato con voto di fiducia dal Senato. Il comma 99 definisce il capacity payment, cioè il pagamento di un incentivo alle centrali per la produzione di energia elettrica da fonti fossili (Qualenergia.it),........ "Le risorse finanziarie necessarie per il capacity payment saranno attinte anche dagli impianti che producono elettricità da fonti rinnovabili e autoconsumata", ricorda Marcelli.
La Fiom dunque respinge con fermezza il proposito del Governo di sovvenzionare le centrali elettriche a olio combustibile, a metano o a carbone, che sono ferme o che operano con una forte riduzione della loro capacità a causa dell'eccesso di produzione di elettricità da fonti convenzionali dovuta allo sviluppo dell'elettricità da fonti rinnovabili e alla crisi.

Il Governo con questo provvedimento, "assumendo in toto gli interessi dei produttori da fonti fossili - denuncia Marcelli – si assume la gravissima responsabilità di adottare misure che penalizzano la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, a differenza delle decisioni degli altri governi europei, a cominciare dalla Germania".
L'organizzazione sindacale guidata da Maurizio Landini denuncia che il provvedimento contenuto nel Ddl Stabilità "determinerà una ulteriore accelerazione della crisi del settore industriale delle rinnovabili, sia nel fotovoltaico che nell'eolico che fino a oggi ha occupato più di 30.000 addetti metalmeccanici operanti sia in piccole e medie imprese di progettazione, installazione e manutenzione, alcune di grande capacità di innovazione e competitività sia nei siti delle multinazionali che operano nel settore".
Per tali motivi "la Fiom auspica che la stessa Cgil esprima un giudizio negativo a questo provvedimento - conclude Marcelli – e che nella discussione alla Camera dei Deputati si affermi una maggioranza che possa cancellarlo per continuare a sviluppare la produzione di energia elettrica dalle fonti rinnovabili e per garantire una prospettiva a una filiera industriale nuova e innovativa".


02 dicembre 2013

1)SALUTE ,IL REGNO UNITO HA PAURA DEL CARBONE. 2 )BRINDISI:IL CARBONE NELLA FILIERA ALIMENTARE.

  Tratto da Valori.it

Salute, il Regno Unito ha paura del carbone

I vecchi impianti a carbone ogni anno sono responsabili di 1.600 decessi prematuri nel Regno Unito. Lo afferma un rapporto della Health and Environment Alliance, che arriva proprio in giorni cruciali a livello politico.
Stando allo studio, pubblicato in partnership con Greenpeace e riportato dal Guardian, nel territorio britannico il bilancio dell’inquinamento atmosferico dovuto al carbone è pesantissimo. Oltre ai 1.600 decessi, si parla di 68 mila giorni di cure mediche e 363.366 giornate lavorative perse. Il costo per l’economia del Paese è dunque stimato, ogni anno, in una cifra compresa fra 1 e 3 miliardi di sterline.
Senza dubbio questi dati contribuiranno ad accendere il dibattito, proprio in corrispondenza del voto previsto per mercoledì al Parlamento di Londra su un emendamento che porrebbe fine a una “scappatoia” legale finora usata dalle vecchie centrali a carbone, che ad oggi possono continuare a operare se riducono almeno in parte le emissioni. Se i parlamentari daranno il loro via libera, in sintesi, gli impianti più inquinanti e dannosi per la salute saranno invece obbligati a chiudere i battenti prima del previsto.  
2 Dicembre 2013

Tratto da Noalcarbone

IL CARBONE NELLA FILIERA ALIMENTARE.

carciofeti a Cerano
Si è svolta stamattina un' altra udienza del processo Enel con le deposizioni di alcuni contadini proprietari dei terreni "sporchi" e sequestrati nel 2007 a seguito dell'ordinanza del sindaco Mennitti. Inizia l' interrogatorio con il  primo agricoltore che descrive la difficile vita quotidiana della sua famiglia costretta a tenere le finestre chiuse anche d' estate per ripararsi dalle polveri di carbone che invadono la zona, ...........
L'interrogatorio prosegue e l'agricoltore dichiara che lui e tutta la sua  famiglia soffrono di asma bronchiale e allergie.
Si susseguono le deposizioni degli altri agricoltori e il quadro che emerge diventa sempre più inquietante. 
Parla un imprenditore proprietario di grandi appezzamenti di terreno coltivati a carciofi, meloni gialli e ortaggi di stagione, alternandoli, perchè così si fa in agricoltura. Oggi le sue terre non valgono niente e le coltiva solo in inverno, perchè dice: -negli ortaggi invernali si nota meno la polvere-. Nel 2003 racconta di essersi recato in centrale e di aver parlato con un dirigente perchè il suo raccolto era invendibile. 
Racconta di aver ricevuto come risarcimento la somma di 4000 euro alla quale è seguita nel 2007 una seconda transazione di 45000 euro. Queste transazioni effettuate attraverso assegni circolari prevedevano la distruzione del raccolto e la non divulgazione dei documenti. 
Un altro agricoltore dichiara: -Quando ci siamo accorti di quello che stava accadendo alla nostra terra e alla nostra vita ci siamo uniti e abbiamo formato un Comitato per chiedere un risarcimento danni all'Enel, ma quando in seguito ho visto come stavano andando le cose con le proposte inaccettabili dell'Enel, ne sono uscito-.

Dalle deposizioni di questa prima trance degli agricoltori  viene fuori una verità sconcertante che  tutti noi, cittadini di questo territorio, da tempo temevamo e che oggi è stata confermata: sulle nostre tavole da anni ci sono prodotti inquinati, immessi sul mercato in maniera illecita, abbattendone i prezzi e utilizzando spesso intermediari.

La prossima udienza sarà il 18 dicembre con le deposizioni di altri 10 agricoltori.

Eppure le forze e gli spazi per reagire sono alla nostra portata..........e richiedono la nostra partecipazione.

Tratto da Il Cambiamento

Terra dei fuochi, la furbizia italiana non paga più

Le notizie di sempre peggiori e occultati inquinamenti ambientali di intere aree del nostro paese si infittiscono ogni giorno che passa e delineano una situazione molto grave ma a cui sembra ci stiamo abituando supinamente. Eppure le forze e gli spazi per reagire sono ancora alla nostra portata e richiedono urgentemente la nostra partecipazione partendo innanzi tutto da noi stessi e dalle nostre azioni e scelte quotidiane

di Paolo Ermani - 2 Dicembre 2013

Terra dei fuochi
Le notizie incredibili dello sversamento di rifiuti in varie località della Campania  decretano la fine dello stereotipo dell'italiano che ritiene di essere il più furbo del mondo.
Dietro a questo disastro di dimensioni veramente impressionanti non c’è solo la malavita o la politica, ma una mentalità che parte da lontano e cioè da quell’adagio per cui siamo tristemente noti dal Nord al Sud del paese senza esclusioni di colpi, i8º Con queste due paroline, declinate nei vari dialetti e idiomi italici, è riassunta la tragedia di un popolo. Il “tengo famiglia” è giustificazione di tutto e tutti. 
“Tengo famiglia” significa anche fare affari con e/o lavorare in luoghi che producono merci che inquineranno in maniera pesantissima l’ambiente e tutto questo quando di alternative di lavoro e produzione ce ne sarebbero eccome.

Tanti sapevano, tanti sanno cosa succede in Italia, tanti erano e sono collusi, tanti votano sempre gli stessi volti, a destra o a sinistra cambia poco. Tragiche e terribili sono state definite dai media le risate di Vendola con il suo compare dell’Ilva che ha irriso il giornalista che con estremo coraggio faceva il suo mestiere.
Di sicuro c’è chi da sempre ha protestato, ha combattuto, è stato deriso, minacciato, ucciso, messo a tacere e questi sono i veri eroi del nostro tempo, non certo i giocatori di calcio.
Ma alla stragrande maggioranza andava e va bene bene così. Mai devastazione sarebbe così imponente senza la complicità e il silenzio dei “tengo famiglia”......
Di fronte a notizie così sconvolgenti, avremmo dovuto assitere a manifestazioni di piazza e a dimissioni di massa di politici di ogni tipo, dai sindaci e dagli assessori locali fino ai membri del parlamento. Invece non è accaduto nulla di tutto questo e ciò può indurre il sospetto che tanti, troppi siano forse conniventi o assolutamente incoscienti. 
E ora che arriveranno i miliardi della “bonifica”, è molto probabile che scompariranno anche quelli inghiottiti nel nulla macchinoso del sistema di risanamento. È triste immaginare che probabilmente non ci sarà alcuna soluzione reale e si continuerà a vivere come sempre, ma soprattutto a morire, fra rifiuti tossici e acque avvelenate senza arresto degli sversamenti che al massimo migreranno in altre regioni o nazioni.
Nessun concreto cambiamento sarà possibile senza una mutazione direi genetica che arrivi a far comprendere agli italiani che la loro presunta proverbiale furbizia e corsa al'inganno del proprio prossimo nell'interesse personale non porta da nessuna parte o al massimo, come in questo caso, solo al cimitero, luogo decisamente del pari poco salubre.

AL GORE:CREDI NELLA FORZA DELLA TUA VOCE......"BELIEVE IN THE POWER OF YOUR VOICE" .

 
Tratto da  THE CLIMATE REALITY PROJET  _________________________________
 Credi nella forza della tua voce ,più rumore fai, più responsabilità  esigi dai tuoi leaders (politici ed istituzionali), più il nostro mondo cambierà in meglio.
AL GORE
THE CLIMATE REALITY PROJET
 _____________________________________




I veri scienziati non guardano le tendenze a breve termine per rendere il giudizio sul cambiamento climatico.  Guardano i dati a lungo termine per fare le loro valutazioni. Prima di  considerazioni affrettate , leggi i fatti da veri scienziati. Aiutaci poi a diffondere la verità  con Reality Drop.

http://bit.ly/1aTM3uu



Questo è un  GRANDE passo avanti : L'EPA ha annunciato nuove politiche che garantiscano che  le future centrali  non possono scaricare una quantità illimitata di inquinamento da anidride carbonica nell'aria.
"Da ora in poi, le   centrali elettriche  a  carbone e  a gas  che verranno costruite in futuro devono assumersi la responsabilità del  riscaldamento globale indotto dal   loro inquinamento  riducendo o catturando le loro emissioni complessive."
  - Al Gore
Read on: http://bit.ly/15cE8BK



Triste a dirsi la fatina dei denti non esiste, ma più triste per dire che ci sono organizzazioni potenti che vogliono farci credere che  il carbone sia  "pulito.


            Importante invece ricordare che 


OGNI 4 MINUTI UN NUOVO SISTEMA AD ENERGIA SOLARE E' INSTALLATO IN USA.

PALE EOLICHE:ADESSO NEGLI USA VIENE GENERATA DAL VENTO ABBASTANZA ELETRICITA' PER CIRCA  15 MILIONI DI CASE.
BARAK OBAMA .


 Noi di Uniti per la Salute sono anni che,nel nostro piccolo , mettiamo in pratica il  messaggio del Vice Presidente  Al Gore ,che ringraziamo per il suo grande contributo alla lotta globale contro i cambiamenti climatici.

Noi  non siamo per le  considerazioni affrettate: siamo  consapevoli che il cambiamento debba anche  partire dal basso,crediamo nella forza della conoscienza  ,abbiamo letto    studi di importanti medici e scienziati , esigiamo più responsabilità e controlli  dalle  istituzioni preposte , 
  e confidiamo che con il contributo di tutti  il nostro mondo possa cambiare  in meglio.

01 dicembre 2013

2 Dicembre : La Spezia STOPCARBONE

Tratto da 
Spezia Polis

Ciao,
la tua firma è una delle 29.000 che oggi  Lunedì 2 Dicembre verranno consegnate a La Spezia al Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando

QUESTO E' IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E LA NOSTRA PRESENZA: TI ASPETTIAMO!
Inizia così il messaggio che hanno ricevuto i 29.000 che hanno sottoscritto la petizione lanciata nell'Agosto scorso dal Comitato SpeziaViaDalCarbone attraverso change.org/stopcarbone
LUNEDI ORE 17 presso il CENTRO ALLENDE, Viale Mazzini - La Spezia
L'evento https://www.facebook.com/events/787535137939905
verrà trasmesso anche in streaming su http://www.youtube.com/user/speziaviadalcarbone:
guarda fin da ora il trailer http://www.youtube.com/watch?v=73q_OYQFQP4
e partecipa via twitter con l'hashtag #vaffancoalday

Finalmente dopo anni di lotta qualcosa si sta muovendo http://speziapolis.blogspot.it/2013/11/un-new-deal-ecologico-contro-la-crisi.html
Ma dobbiamo continuare a muoverci sia a livello di piazza, sia nelle sedi istituzionali.
Il Comitato SpeziaViaDalCarbone insieme al CNNC ha chiesto di essere ricevuto a Roma all'incontro sui cambiamenti climatici promesso dal Ministro
http://speziapolis.blogspot.it/2013/11/il-coordinamento-nazionale-no-carbone.html

Giovanni Soldini, in appoggio al Comitato SpeziaViaDalCarbone chiede a Saturnino di ascoltare le storie dei #guerrieri che lottano contro il carbone
Storie come quella di Ilaria, la ragazza di 27 anni in questa foto, che si è fatta fotografare durante un trattamento chemioterapico per protestare contro il potenziamento della centrale di Vado Ligure


Ieri sera su Speciale Tg 5 La problematica Tirreno Power :INDAGINI E VELENI.


Guarda il Video qui dal minuto 35 .

Il Medico Isde G. Ghirga