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07 maggio 2012

1)Proviamo a pensare in grande......Il paese che non paga l'Imu Grazie all'eolico.2)Presidente Monti, un taglio indolore per vedere le stelle

 Pubblichiamo due interessanti articoli 

Tratto da Notiziario Italiano

Il paese che non paga l'Imu Grazie all'eolico

Il sindaco: «Dal vento 400 mila euro all'anno. Investiti tutti nel sociale e nell'ambiente». E ora si pensa al solare termico
Il campo eolico di Sa Turrina Manna a Tula
MILANO - Molto vento e poche tasse, almeno sulla casa. Grazie alle entrate che il Comune di Tula ricava dal suo parco eolico, la giunta guidata dal sindaco Andrea Becca, ha esentato i 1.600 residenti del piccolo centro sardo – nel nord dell’isola in provincia di Sassari - dal pagamento dell’Imu. «Tula ha accettato una scommessa: credere nelle energie rinnovabili. Già la giunta precedente aveva dato il via al parco eolico, che oggi rappresenta il 12-13% dei proventi comunali», spiega il sindaco 42enne eletto con una lista civica.
NIENTE IMU - «Dall’eolico incassiamo 400 mila euro all'anno, su un bilancio di 3.200.000. Quelle entrate le abbiamo investite tutte in politiche sociali e ambientali», prosegue Becca. «Ma quest’anno ci siamo guardati in faccia e abbiamo ragionato su come far risparmiare le famiglie. Visto che la legge ce lo consentiva, dopo aver dato un’occhiata alle rendite catastali, abbiamo ridotto l’aliquota dal 4 al 2 per mille e contemporaneamente aumentato la detrazione sull'Imu da 200 a 400 euro da aggiungere alle detrazioni per i figli a carico per 50 euro per ciascun figlio. In questo modo abbiamo neutralizzato l’Imu», spiega il sindaco. «Non facciamo una battaglia fiscale come la Lega: abbiamo creato un’entrata grazie alle rinnovabili e razionalizzato le spese.
EOLICO - Il parco eolico di Sa Turrina Manna (che in lingua sarda significa La torretta grande) ha una capacità di 90 MW sufficienti a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 65 mila famiglie. Attualmente è al massimo della sua capacità.  Ma l’anima verde di Tula è, comunque, in espansione. Adesso il Comune punta sul solare termico. «Diamo un contributo del 45% a chi installa pannelli solari per scaldare l’acqua di casa: spendi 5 mila euro? Il Comune te ne dà 2.250», conclude il sindaco. «Il nostro Comune è piccolo, ma proviamo a pensare in grande. A Roma quante case potrebbero avere l’acqua calda scaldata con l’energia solare?».


Fonte Corriere

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Tratto da La Stampa

Presidente Monti, un taglio indolore per vedere le stelle

Piero Bianucci
In risposta all’appello del governo Monti che chiede ai cittadini di segnalare possibili tagli alla spesa pubblica, il 2 maggio alle ore 9,07 è arrivato alla Presidenza del Consiglio un suggerimento che può far risparmiare alcune centinaia di milioni di euro l’anno migliorando per di più la qualità della vita. Si tratta di fare ciò che ciascuno di noi fa in casa propria: spegnere la luce quando non serve. La proposta viene dall’Associazione CieloBuio, che da molti anni si batte contro quell’inquinamento luminoso che ci impedisce di vedere le stelle (foto), cioè il paesaggio della notte e l’universo nel quale viviamo.

Oggi in Italia la spesa energetica per la sola illuminazione pubblica tocca il miliardo di euro. Rispetto agli altri paesi europei, la nostra situazione è paradossale. Benché sia quasi priva di fonti proprie per la generazione di energia elettrica, l’Italia si classifica tra i paesi più spreconi, seconda sola alla Spagna.

CieloBuio ( www.cielobuio.org ) suggerisce al governo di adottare queste semplici misure di buon senso:
Leggi l'articolo integrale

La pazza idea di Abramovich : Battersea a rischio, sarà uno stadio?

 Tratto da La Stampa

Battersea a rischio: sarà uno stadio?

 La Battersea Power Station è l'edificio in mattoni più grande d'Europa. Si tratta di una centrale a carbone, risalente al 1939, che ha fatto da set per il film "Help" dei Beatles nel 1977 e fu usata dai Pink Floyd per la copertina di "Animals", in cui sulla centrale fluttua un maiale di plastica (omaggio a "1984" di Orwel).

Il miliardario vuole comprare il simbolo della Londra operaia

ANDREA MALAGUTI
corrispondente da Londra
Il miliardario russo Roman Abramovich si vuole comprare la Centrale Elettrica di Battersea, sul lato Sud del Tamigi. Ha intenzione di farne uno stadio da sessantamila posti e di portarci il suo Chelsea.

La Battersea Power Station è l’edificio in mattoni più grande d’Europa e complessivamente occupa uno spazio di trentanove abbandonatissimi acri fatti di sterrati e di binari fuori uso. Lo costruirono nel 1939, quando per scaldare Londra serviva il carbone.

I Pink Floyd ne fecero un’icona globale. Era il 1977 e Roger Waters era ossessionato da «1984» e dalla crisi violenta del Regno Unito. Considerava i politici dispotici e spietati come i maiali di Orwell. Il colosso rosso lungo il fiume gli sembrava l’insensato contenitore di tutte le frustrazioni umane. «È questa l’immagine perfetta per la copertina di “Animals”».Leggi

06 maggio 2012

1)Le interrogazioni parlamentari su Taranto...2)Conferenza stampa: l'esposto alla Procura di Taranto

Tratto da Peacelink

Le interrogazioni parlamentari su Taranto...

“Molti sapevano e non hanno fatto nulla”.  
Questa frase si adatta bene alla situazione di Taranto e al suo spaventoso inquinamento. 
 Alle prime interrogazioni i governi neppure rispondevano. Tanti cittadini ora mettono al primo posto la sicurezza ambientale e il diritto alla salute.....
4 maggio 2012 - Lidia Giannotti
...........PER ANNI E’ STATO LECITO IGNORARE IL DISASTRO AMBIENTALE DI TARANTO
Taranto dall'altoQuando qualche anno fa circolavano notizie già terribili sulla situazione ambientale e sanitaria nella città di Taranto, reazioni molto violente non ce n’erano. Si può dire anzi che gli allarmi e i resoconti sembravano cadere nel vuoto.
Oggi questo non è più possibile. Se molti giornalisti e rappresentanti istituzionali ascoltano e seguono le vicende tarantine, lo si deve soprattutto al lavoro tenace prima di pochi, poi di sempre più numerosi cittadini, che facevano parte di associazioni e che ne hanno create di nuove. Hanno raccolto dati e ricostruite e collegate vicende, sollecitato testimonianze. Le loro denunce hanno dato il via alle indagini penali oggi in corso nei confronti dell’acciaieria ILVA (per disastro ambientale e altri gravi reati).
L’attenzione a livello nazionale fu rilanciata dal settimanale L’Espresso, e poi  - soprattutto - dal programma “Malpelo” (La7), che il 23 ottobre 2008 dedicò una lunga inchiesta a Taranto e al suo spaventoso inquinamento. Era ben fatta e parlava chiaro, chiamava in causa l’ILVA S.p.A.– l’acciaieria che ha nella città gli impianti più grandi d’Europa – e le responsabilità della famiglia Riva, dava voce all’allarme dei medici e alle sentenze di condanna con cui si erano conclusi processi di cui nessuno parlava.  Molti tarantini e molti parlamentari forse misero a fuoco per la prima volta la gravità delle conseguenze dell’inquinamento.
Da allora la situazione ambientale non è migliorata in modo decisivo, però è stato squarciato un velo,  e dopo anni in cui la situazione era andata sempre peggiorando, è stato possibile parlare dei problemi e porre le basi per seri interventi.
NESSUNA RISPOSTA ALLE PRIME INTERROGAZIONI PARLAMENTARI

.......Eppure le Interrogazioni erano impressionanti.
Evidenziavano casi di bimbi di 10 anni con forme tumorali del rinofaringe tipiche dei forti fumatori già anziani, di nuclei familiari interessati da più casi di leucemie o linfomi SI evidenziava che l’ARPA Puglia stimava che erano già stati emessi nell’ambiente almeno 5 chili di diossina, più del doppio di quella stimata dopo l’incidente di Seveso del 1984Mettevano in evidenza la presenza massiccia di PCCD E PCDF emesse dall’ILVA, sostanze trasportate anche dal vento e che entrano nella catena alimentare, straordinariamente nocive anche in dosi infinitesimali.....
Richiedevano di ridurre il limite di emissione abnorme di 10.000 nanogrammi di diossine per metro3 di aria ..... Si chiedeva che nel procedimento per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale venisse assicurata la rappresentanza dei cittadini e che venisse fissato in quella sede il limite per le diossine di 0,4 nanogrammi/metro3......


Anche la COMUNICAZIONE della Commissione Europea del 17 gennaio 2001 (che prevedeva di poter neutralizzare il pericoloso diossina entro 10 anni) usava parole di terrore: 
" Sembra che le caratteristiche tossiche delle sostanze siano state sottovalutate : recenti dati epidemiologici, tossicologici e sui meccanismi biochimici riferiti in particolare agli effetti sullo sviluppo cerebrale, sulla riproduzione e sul sistema endocrino hanno dimostrato che gli effetti delle diossine e di alcuni PCB sulla salute sono molto più gravi di quanto precedentemente supposto, anche a dosi estremamente ridotte. Il fenomeno colpisce in particolare i gruppi umani più vulnerabili, quali i lattanti e i feti, in generale esposti direttamente al carico corporeo accumulato dalla madre. […] 
Eppure nessuno è mai intervenuto per difendere i lavoratori e i cittadini con provvedimenti eccezionali, che sarebbero stati assolutamente giustificati. 
La sensazione è quella di stare parlando del governo di un altro Stato, di uno Stato straniero che mostra una attenzione moderata, consapevole di non avere alcun obbligo….

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Tratto da Peacelink
Sacchi contenenti polveri con diossine provenienti dal camino E312 dell'IlvaComunicato stampa

Conferenza stampa: l'esposto alla Procura di Taranto

I sottoscritti espongono quanto sopra allo scopo di far verificare se le immagini di Rai Uno ritraggano effettivamente “big bag” utilizzati per contenere polveri con diossina e per verificare, nel caso, la sussistenza di ipotesi di reato
3 maggio 2012 - Dott. Angelo Bonelli Prof. Fabio Matacchiera Prof. Alessandro Marescotti


Leggi l'articolo integrale

05 maggio 2012

"BürgerEnergie Berlin":Berlino, i cittadini vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania


Tratto da" Il Fatto Quotidiano"

Berlino, i cittadini vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania

E' la visione alla base della cooperativa "BürgerEnergie Berlin" (BEB):  tutti i cittadini potranno acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la "svolta energetica" dal basso

berlino rete elettricaP
Riportare la rete elettrica nelle mani dei cittadini, sottraendola al controllo di un big dell’energia. E’ la visione alla base di “BürgerEnergie Berlin” (BEB), una cooperativa che intende comprare la più grande rete elettrica della Germania, quella di Berlino, 40mila chilometri di cavi gestiti oggi dalla svedese Vattenfall. E vuole farlo con l’aiuto dei cittadini: ognuno può infatti acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la “svolta energetica” che porterà nel giro dei prossimi dieci anni la Repubblica federale a spegnere tutte le sue centrali nucleari e a sviluppare ancora più massicciamente le rinnovabili. L’idea, insomma, è quello di una Energiewende dal basso. Un’idea tutt’altro che impopolare a Berlino: da alcune settimane un’iniziativa civica chiamata “Berliner Energietisch” sta raccogliendo firme per indire un referendum finalizzato proprio a rimunicipalizzare la rete elettrica della capitale tedesca. L’obiettivo è doppiare il successo del referendum sull’acqua pubblica tenutosi l’anno scorso, che puntava a svelare i contratti di privatizzazione parziale della società dei servizi idrici.
“Ora o mai più”, spiegano gli iniziatori di BürgerEnergie Berlin, che si sono assicurati l’appoggio, tra gli altri, dell’organizzazione ambientalista BUND e di Naturstrom e Greenpeace Energy, due operatori alternativi specializzati nella fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili. ......... In una settimana dalla diffusione del primo comunicato stampa la società ha raccolto una cinquantina di nuovi soci.
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04 maggio 2012

1) Energie rinnovabili: è lotta contro le lobby del fossile 2) Prospettive ambientali al 2050, allarme dell'OCSE

Tratto da News Attico


Energie rinnovabili: è lotta contro le lobby del fossile

Appello alle Regioni e alle aziende del settore rinnovabili di rimanere unite: con l’unità d’intenti si può affrontare la nuova sfida.
I governatori, in sede di Conferenza Stato-Regioni, esprimeranno le loro opinioni sul Quinto Conto Energia per il fotovoltaico e sul provvedimento che stabilisce gli incentivi per le altre rinnovabili elettriche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse e biogas). È l’ultima possibilità di apportare delle modifiche a due decreti che, così come sono, ucciderebbero l’unico settore capace di creare occupazione e produrre reddito in questo periodo di crisi.
Infatti, lavoratori e imprenditori impauriti, operai già in cassa integrazione, titolari di aziende che temono l’ennesimo stop and go imposto da leggi in continua evoluzione: è questo lo scenario d’oggi. Gli impianti fotovoltaici hanno avuto risultato ottimali, ma di fronte ai vari cambiamenti legislativi, il mercato si ferma. Al di là dell’importo degli incentivi, quello che danneggia il settore è l’incertezza. Il taglio agli incentivi è consistente. A questo si aggiungono una penalizzazione della bonifica dei tetti in amianto e un eccesso di impedimenti burocratici e di barriere agli investimenti che potrebbero fermare i successi realizzati in questi anni in termini di produzione di energia pulita e di nuova occupazione.
Ecco perché bisogna restare uniti, perché uno dei maggiori nemici della causa delle rinnovabili continua a essere la lobby del carbone. Il settore, infatti, è oggi in grave pericolo per i “colpi di coda” dei grandi produttori di energia da fonti fossili, che si oppongono non solo alle rinnovabili, ma anche al nuovo modello di produzione energetica basato sulla generazione distribuita. Con il rischio anche che l’Italia non riesca a raggiungere gli obiettivi europei al 2020

Tratto da Casa e Clima

Prospettive ambientali al 2050, allarme dell'OCSE


Se non si cambia rotta il dominio dei carburanti fossili nel mix energetico aumenterà con effetti devastanti sull'ambiente

Se non verranno introdotti significativi cambiamenti nel mix energetico globale, nel 2050 le fonti fossili arriveranno a coprire circa l'85% della domanda di energia mondiale, e le emissioni di gas serra potrebbero aumentare del 50%.
A lanciare l'avvertimento è l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE o OECD), che ha pubblicato lo studioEnvironmental Outlook to 2050: the consequences of inaction”.
In aumento la domanda di energia, acqua e cibo
Nel report viene stimato che al 2050 il valore dell'economia mondiale, nonostante l'attuale crisi economica, sarà quasi quadruplicato. L'innalzamento della qualità della vita in molte aree del mondo determinerà un aumento della domanda di cibo, di energia (+80%), e di risorse idriche (+55%), a causa della crescente richiesta del settore manifatturiero (+400%), delle centrali termoelettriche (+140%) e del comparto domestico.

Gli effetti sull'ambiente
Il forte consumo delle risorse naturali avrà come effetto l'incremento esponenziale dell'inquinamento e delle emissioni di gas nocivi, l'impoverimento ecologico e la distruzione degli habitat naturali.

Le misure da adottare
Per evitare o quantomeno mitigare queste conseguenze, lo studio propone l'adozione di una serie di azioni per rendere più eco-sostenibili l'industria, la produzione di energia, la fornitura di acqua e l'agricoltura.

Secondo l'Ocse, occorre rendere la produzione inquinante più costosa rispetto alle alternative ecologiche, aumentando le tasse ambientali e rivedendo i programmi di negoziazione delle emissioni. e sovvenzionando. 
 Inoltre, è necessario sovvenzionare l'innovazione amica dell'ambiente - fornendo sostegno pubblico agli investimenti in attività di RICERCA E SVILUPPO - e valorizzare e rendere più efficienti i servizi per il patrimonio naturale dell'ecosistema, come l'acqua, l'aria pulita e la biodiversità.
NOI DA CHE PARTE VOGLIAMO STARE?

"Comitato Spezia Via dal Carbone ":A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia


Riceviamo dal "Comitato Spezia Via dal Carbone "con cortese richiesta di divulgazione


A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia 
La Spezia, 2 Maggio 2012 

Quella raccontata nel 2010 in questo video è un pezzo della storia degli anni ’80 di Pitelli http://www.youtube.com/watch?v=KlO6-xt9Vhc&feature=related.
Sappiamo bene com’è finito il processo: nessun responsabile, inquinamento ambientale incalcolabile, malattie e morti. Anche Pitelli, come l’amianto, dice che spesso gli esiti della scarsa cura del bene comune si vedono dopo 30 o 40 anni.

"I poteri pubblici non hanno controllato, non hanno vigilato ed hanno fatto un uso sciagurato del territorio; e lo hanno fatto perché c’erano dei rapporti non trasparenti, non chiari e spesso anche in violazione della legge penale: tra gli imprenditori, le pubbliche amministrazioni e  i funzionari. Questo è il vero problema del nostro paese, non di Spezia, dell'Italia. (dichiarazione - nel video - dell'Avv. Roberto Lamma)

Siamo nel 2012, a pochi giorni dalle elezioni amministrative e a 50 anni dalla costruzione della centrale elettrica. La centrale, già chiusa una volta e riambientalizzata, continua a bruciare carbone con conseguenti emissioni in atmosfera. Il carbone è sbarcato nel vicino pontile e stoccato in carbonili aperti: tutto il processo di movimentazione del carbone risulta spesso poco efficiente oltre che carente di adeguata manutenzione e controllo.  Al proposito il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica della Spezia http://www.speziapolis.org/dp/esposto_comunicato.doc.
L'inquinamento prodotto dalla centrale Enel si somma all'inquinamento passato della discarica di Pitelli e a quello, anch'esso attuale, del porto mercantile e di tutte le attività che gravano sulla linea di costa ed entro l'arco collinare del Golfo della Spezia. Tuttavia, apparentemente, noi non possiamo sapere chi inquina, come e quanto. Incomprensibilmente, in passato e anche recentemente, le autorità locali hanno rinunciato ad effettuare indagini approfondite e continuative atte a verificare in modo esaustivo la situazione sanitaria e ambientale del territorio spezzino. L’Asl e i medici non si sono appassionati all’argomento. Dal Luglio u.s., il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha chiesto pubblicamente e inutilmente all’amministrazione comunale di commissionare un'indagine epidemiologica.
L’IST di Genova (Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro) ha elevate esperienza e professionalità nell’ambito della ricerca epidemiologica e del  comportamento di sostanze cancerogene nell'ambiente, con identificazione delle principali fonti inquinanti. L'IST di Genova potrebbe realizzare un’indagine ambientale, al pari di altre già effettuate in Liguria. Affiancando epidemiologi e chimici ambientali si potrebbero quantificare con misure attendibili i livelli espositivi della popolazione in base alla loro residenza, oltre al ruolo  di ciascuna delle fonti prevalenti presenti sul territorio a queste esposizione. http://www.arsliguria.it/images/stories/docs/pdf/quaderno7_oncologia.pdf (pag. 30)

A parere del Comitato SpeziaViaDalCarbone, ogni candidato a diventare Sindaco o Consigliere che intenda lavorare per il bene dei cittadini dovrebbe prendere con i suoi elettori l'impegno a commissionare un'indagine ambientale ed epidemiologica, all'IST di Genova, entro 30 (trenta giorni) dal suo insediamento, per valutare i reali impatti ambientali e sanitari della centrale Enel sul territorio spezzino. Con una dichiarazione pubblica in questo senso, in chiusura della campagna elettorale, il candidato darebbe un chiaro segnale del suo impegno per una gestione trasparente e responsabile del territorio. Affinchè non si ripetano tragedie ambientali e sanitarie come quella di Pitelli.
  
 Un riscontro scritto a questa proposta, infine, sarebbe un segnale di attenzione per i quasi 3000 cittadini che hanno aderito al Comitato SpeziaViaDalCarbone e sono stati sin qui ignorati.

Comitato di Cittadini SpeziaViaDalCarbone - Daniela Patrucco - portavoce

03 maggio 2012

BENZENE A GO-GO e Ossido di Zolfo fantasma......

Aggiornamento di alcuni inquinanti nella stazione di Vado Ligure sempre tratti da Ambiente in Liguria:

 Benzene   del giorno 2 maggio

02/05/2012 04:0002/05/2012 05:00 2.1

02/05/2012 05:0002/05/2012 06:00 3.8

02/05/2012 06:0002/05/2012 07:00 6.5

02/05/2012 07:0002/05/2012 08:00 12.2

02/05/2012 08:0002/05/2012 09:00 14.9

02/05/2012 09:0002/05/2012 10:00 13.8

02/05/2012 10:0002/05/2012 11:00 4.7


Ossidi di zolfo a Vado Ligure tratti da Ambiente in Liguria

I  primi valori ,quelli in blu ,sono ancora sul sito gli  altri volatilizzati...
  infatti quelli in rosso e in nero ,  ormai non  sono più in rete.................. VALIDATI PERCHE' TROPPO ALTI?

29/04/2012 05:00    29/04/2012 06:00    14   
29/04/2012 06:00    29/04/2012 07:00    15   
29/04/2012 07:00    29/04/2012 08:00    16   
29/04/2012 08:00    29/04/2012 09:00    16   

 qui vi era già........ un buco nelle misurazioni dalle ore 10 del giorno 29 alle ore 01 del giorno 30.Chissà quali saranno stati i valori mancanti?Ed ora riportiamo  la schermata non più in rete....

30/04/2012 00:00    30/04/2012 01:00    455   
30/04/2012 02:00    30/04/2012 03:00    423  
30/04/2012 03:00    30/04/2012 04:00    290   
30/04/2012 04:00    30/04/2012 05:00    140  

30/04/2012 05:00    30/04/2012 06:00    80  
30/04/2012 06:00    30/04/2012 07:00    81   
30/04/2012 09:00    30/04/2012 10:00    28   
30/04/2012 10:00    30/04/2012 11:00    59   
30/04/2012 11:00    30/04/2012 12:00    19  
30/04/2012 12:00    30/04/2012 13:00    16   

30/04/2012 13:00    30/04/2012 14:00    155   
30/04/2012 14:00    30/04/2012 15:00    204   
30/04/2012 15:00    30/04/2012 16:00    162   
30/04/2012 16:00    30/04/2012 17:00    102  
 

30/04/2012 17:00    30/04/2012 18:00    82   
30/04/2012 18:00    30/04/2012 19:00    84   
30/04/2012 19:00    30/04/2012 20:00    71  
30/04/2012 20:00    30/04/2012 21:00    77   
30/04/2012 21:00    30/04/2012 22:00    66   
30/04/2012 22:00    30/04/2012 23:00    82  
30/04/2012 23:00    01/05/2012 00:00    62  
 


 TUTTI QUESTI VALORI , ALCUNI OLTREMODO CONSIDEREVOLI ,SONO SCOMPARSI ..... SVANITI .DA NOTARE L'EVIDENTE   BUCO DI VALORI nella SCHERMATA ATTUALMENTE IN RETE  DAL 29 Aprile alle ore  09  al 2 Maggio alle ore 17.
A BUON INTENDITOR.......
29/04/2012 05:0029/04/2012 06:0014

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Dirty Money: come ....le grandi banche finanziano il carbone

 Tratto da Greenreport

Dirty Money: come (e quanto) le grandi banche finanziano il carbone

[ 2 maggio 2012 ]
«Dalla culla alla tomba, il carbone è un affare rischioso. Ogni fase del ciclo di vita del carbone: estrazione, trasporto e combustione presenta sempre più rischi per la salute, ambientali, per la reputazione,legislativi e finanziari. La Combustione del carbone per produrre elettricità è la più grande fonte di inquinamento di carbonio negli Stati Uniti, e gli Usa sono il secondo più grande produttore di carbone del mondo. La produzione di energia da carbone è responsabile degli inquinanti nocivi per la salute cardiovascolare e respiratoria e minaccia il sano sviluppo dei bambini. Per proteggere il nostro clima e la salute pubblica, il Paese deve diminuire la sua dipendenza dal carbone, mentre cresce  la domanda di una clean energy economy.
L'estrazione, la combustione e lo stoccaggio del carbone apportano tutti rischi significativi per la salute pubblica e il clima. Nessuna banca o utility energetica deve investire anche un solo dollaro in più nel carbone. Il carbone, non presenta solo gravi rischi sociali e ambientali, ma pone anche un rischio finanziario per coloro che ci investono. Le fluttuazioni nei mercati nazionali del carbone segnano un incertezza per il futuro ruolo del carbone come fonte di energia a basso costo o affidabile. Inoltre, c'è un'incertezza normativa senza precedenti in materia di miniere di carbone e produzione di energia dal carbone e le sfide per significativi contenziosi per i terminal proposti per l'esportazione di carbone».
E' quanto si legge nell'introduzione al terzo rapporto "Dirty Money: US Banks At the Bottom of the Class Read more" nel quale Rainforest action network (Ran), Sierra Club e BankTrack spiegano come negli ultimi anni diversi investitori abbiano fatto «La scommessa sbagliata sul carbone e perso grosse somme di denaro nel processo».
Il rapporto passa in rassegna le principali banche che hanno investito nel settore del carbone, compreso il mountaintop removal mining (Mrm - lo "spianamento delle montagne) e le coal-fired power plant (Cfpp - centrali termoelettriche a carbone). Negli ultimi tre anni un numero crescente di banche statunitensi ed europee stanno interessandosi degli aspetti ambientali, sociali, dei rischi regolamentari e per la loro reputazione derivanti dal fare affari con l'industria del carbone.
«Per far fronte a questi rischi - spiega "Dirty Money" - le banche hanno sviluppato un assortimento dei processi di "diligence processes" rafforzati riguardo a tali operazioni e in alcuni casi hanno stabilito dei limiti per quanto riguarda la quantità di esposizione che sono disposte ad accettare».
Il rapporto mette in luce come le banche più grandi e prestigiose sono complici dell'inquinamento dell'aria e della distruzione dell'ambiente e delle risorse naturali. ......Nel frattempo, non solo la combustione del carbone è responsabile di un terzo delle emissioni di CO2 degli Usa, il principale contributo alla distruzione del clima, ma ci fa anche ammalare. L'inquinamento da carbone è responsabile di 13.000 decessi prematuri ogni anno, di più di 100 miliardi di dollari in costi sanitari annui e di oltre 200.000 attacchi di asma ogni anno. L'inquinamento da carbone delle centrali termoelettriche provoca smog che può causare dolori toracici, tosse e difficoltà respiratorie e può far peggiorare o addirittura rendere mortali condizioni come bronchite, enfisema e asma. Oggi, due famiglie americane su cinque vivono in luoghi con aria non sicura».
Il "Coal Finance Report Card 2012" contenuto nella pubblicazione indaga sul'esposizione delle banche con alcune delle aziende più controverse delle miniere di carbone e con le utilty energetiche Usa del carbone più rischiose. Il Report Card si fonda su due aspetti specifici dell'industria del carbone che, in seguito alla pressione dell'opinione pubblica ed all'aumento dei contenziosi, sono stati messi sotto maggiori controllo e regolamentazione negli ultimi anni.

Le banche prese in esame sono le 6 maggiori degli Usa al 31 marzo 2011, JP Morgan, Chase, Bank of America, Citi, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley, così come due banche con una storia significativa di esposizione con l'industria del carbone, Pnc e Ge Capital.
«Le banche possiedono un numero sorprendente di centrali termoelettriche a carbone - spiegano Ran, Sierra Club e BankTrack - .........
Amanda Starbuck, direttrice del Rainforest Action Network's Energy and Finance Program sottolinea che «.... Queste banche sono il bancomat di una industria sporca che fa male alla salute e male al business Il carbone è l'investimento subprime finale per il clima. Non possiamo risolvere il cambiamento climatico se le banche continuano a sostenere questo settore rischioso e obsoleto. Quando si tratta di proteggere la nostra aria e l'acqua potabile, la salute delle nostre comunità, e il nostro clima non possiamo farlo guardando alla curva dei ricavi».
Quello di Bank of America è un vero e proprio caso di enorme greenwashing: è una delle più grandi banche del mondo......
Mentre nei suoi corporate social responsibility reports la banca Usa sostiene di assumersi seriamente tutte le sue responsabilità per gli impatti degli investimenti in materia ambientale e climatica, è l'investitore leader nel carbone sporco e inquinante: negli ultimi due anni ha investito 4,3 miliardi di dollari in favore dell'industria carboniera, più di qualsiasi altra banca.....
Mary Anne Hitt, direttrice della Beyond Coal Campaign di Sierra Club conclude: «Queste banche stanno finanziando l'industria del carbone che sta minacciando la nostra salute, le nostre montagne, e il futuro del nostro pianeta. Proteggere la salute e la sicurezza delle nostre famiglie è responsabilità di tutti, compresi quelli che finanziano le distruttive e pericolose estrazione e combustione del carbone. 
Ci auguriamo che questa Report Card contribuisca ad attirare l'attenzione ed i controlli su coloro che stanno finanziando alcuni dei più grandi inquinatori nel nostro Paese».

Leggi l'artcolo integrale su Greenreport

02 maggio 2012

1)Institut Marques de Barcelona:Infertilita' femminile: scoperto legame con inquinamento 2)IL RISVEGLIO A SINGHIOZZO DELLA CENTRALE

 Tratto da Agi

Infertilita' femminile: scoperto legame con inquinamento

(AGI) - Barcellona, 30 apr. - Scoperto per la prima volta un legame tra l'inquinamento ambientale e l'infertilita' femminile nelle donne sotto i 40 anni. E' quanto emerge da una ricerca dell'Institut Marques de Barcelona. Lo studio e' stato effettuato su donne che si sono rivolte alla sezione di Reproduccion Asistida dell'Istituto: secondo Marisa Lopez-Teijon, la direttrice del reparto a capo dello studio, l'80 per cento delle donne con un ciclo regolare non riesce a diventare madre per aver visto ridurre la propria riserva ovarica a causa di tossine e sostanze inquinanti. Finora l'inquinamento era stato collegato alla qualita' dello sperma e alla relativa sterilita' maschile (pioniera della scoperta, 12 anni fa, la Lopez-Teijon), ma il recente studio evidenzia che puo' influenzare anche la fertilita' delle donne."In generale, non c'e' un alto tasso di menopausa precoce - ha detto la Lopez-Teijon all'agenzia Europa Press - ma nelle donne giovani potenzialmente fertili abbiamo riscontrato una diminuzione della riserva ovarica a causa degli inquinanti e delle tossine prodotte nelle aree industrializzate". 
Questo problema viene attribuito per il 20 per cento a fattori classici come eredita' genetica, malattie cromosomiche, malattie autoimmuni, endometriosi, chemio e radioterapia, mentre l'80 per cento sarebbe da attribuirsi a diossine, pesticidi, fumo, piombo, idrocarburi. In realta', secondo la ricercatrice, questa perdita di fertilita' spesso inizia nell'utero: "entro i primi cinque mesi il feto femmina gia' contiene tutta la sua riserva ovarica - ha detto - e se nel grasso della madre si accumulano troppe tossine questa riserva diminuira' e avra' una qualita' inferiore". 

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Nuovo Aggiornamento Centrale a carbone.... 
di Vado Ligure 



IL RISVEGLIO A SINGHIOZZO  DELLA CENTRALE: Dopo giorni di emissioni non evidenti   domenica 29 Aprile è ripartito il Turbogas  
e lunedì 30 Aprile anche uno dei gruppi a carbone ha ricominciato ad emettere evidenti e copiosi  fumi......anche durante la notte .
Il  1 maggio  parrebbe uscire ...... fumo   solo dal gruppo a  turbo gas.
Questa mattina funzionano entrambi SIA TURBOGAS CHE UN GRUPPO A CARBONE....


SINGHIOZZO DOVUTO ALLA RIDUZIONE DELLA RICHIESTA ENERGETICA E QUINDI ALLA CRISI ECONOMICA IN ATTO .....ANCHE NEL SETTORE ENERGETICO? 
O .........A INTERVENTI DI ORDINARIA MANUTENZIONE ?


COMUNQUE NEI PERODI DI SOSTA O DI EMISSIONI AL MINIMO ....... EMISSIONI SENZA DUBBIO RIDOTTE ANCHE PER I NOSTRI POLMONI E PER LA NOSTRA ARIA.

01 maggio 2012

ENERGIA: GREENPEACE, ENEL NON PUO' SMENTIRE...


(AGENPARL) - Roma, 30 apr - "Non potendo smentire Greenpeace, Enel può solo mentire".

Così commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in risposta all'annuncio dell'Enel di voler querelare per diffamazione l'associazione ambientalista. Greenpeace ha anticipato ieri i contenuti principali di uno studio sui danni economici e sanitari della produzione di elettricità da carbone Enel in Italia e in Europa.
"Greenpeace inchioda Enel alla verità dei dati - ha proseguito Boraschi - discutere delle sue responsabilità ambientali e sanitarie in un tribunale può essere comunque un passo avanti, giacchè da anni l'azienda rifiuta di incontrarci". 

Greenpeace ribadisce che i dati presentati ieri, riguardo agli impatti e ai danni della produzione elettrica da carbone di Enel, sono stati elaborati attraverso una metodologia adottata anche dall’Unione Europea, su dati pubblici, accessibili attraverso un registro dell’Ue e forniti dall’azienda stessa. La ricerca è stata realizzata da un istituto di ricerca indipendente e non-profit olandese Somo - per conto di Greenpeace Italia. Prima della pubblicazione, questi dati sono stati presentati all’azienda, che ha avuto a disposizione tre settimane di tempo per smentirli o rettificarli.

Enel non ha smentito le elaborazioni che esso contiene, ma ha contestato la metodologia - che è dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, non di Greenpeace – ed è accreditata nella letteratura scientifica internazionale. 
 Enel ha inoltre risposto alla nostra ricerca con un’affermazione che ha dell’incredibile: 'Non esistono studi scientifici che dimostrino (in termini statistici) una relazione di causa-effetto tra le emissioni delle centrali e i danni alla salute'. Greenpeace è pronta a fornire fiumi di bibliografia scientifica nel merito. .......ha concluso Boraschi - Vedremo se esiste un giudice disposto a condannare un’associazione di liberi cittadini per aver usato correttamente una metodologia dell’Agenzia Europea per l’Ambiente e dati di emissione ufficiali degli impianti Enel. 
Alternativamente, Enel può realizzare un suo studio: e magari dimostrare che i fumi delle centrali a carbone non inquinano, non fanno male alla salute, all’ambiente e al clima. 
"Sarebbe una scoperta rivoluzionaria".

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Leggi su Ansa

Enel chiede danni a Greenpeace, campagna diffamatoria

Dopo azione dimostrativa oggi a Brindisi, vicino a centrale...

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Guarda Il video su Noalcarbone Brindisi

Blitz di Greenpeace alla Centrale Federico II