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26 gennaio 2013

Gian Carlo Caselli - IL DIRITTO ALLA SALUTE: La Costituzione e la Magistratura a tutela della salute contro i colossi che inquinano.

Riceviamo e Pubblichiamo 
il "Comunicato  Ubik "
Il Procuratore Caselli a Quiliano:
  Oggi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, riportiamo le inedite parole pronunciate del Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli quest’estate al campeggio dell’Anpi a Quiliano, dove ha sottolineato la forza straordinaria della nostra Costituzione nella tutela della salute..."

"Sono vent’anni che la politica delega alla Magistratura problemi che non sa come risolvere. Ilva, Montedison, ThyssenKrupp, Eternit: la Magistratura, forte della sua indipendenza, riesce a far celebrare processi contro questi colossi, tutelando finalmente la salute dei cittadini…”
(Proprio come la combustione del carbone a Vado, nell'ambito di un fascicolo aperto con l’accusa di omicidio plurimo…)

Qui  il video:
http://www.youtube.com/watch?v=_20Ev5u4-vw

“La Costituzione e la Magistratura a tutela della salute contro i colossi che inquinano”

“…per quanto riguarda il diritto alla salute, per esempio una volta si poteva scaricare nelle acque pubbliche tutto quello che si voleva, i veleni più incredibili, e non succedeva niente perché non c’era ancora una legge che lo vietasse – oggi magari nonostante le leggi lo si fa lo stesso ma almeno c’è la legge che lo vieta – o una legge che imponesse i depuratori, finché la magistratura, una parte almeno, quelli che verranno subito definiti “Pretori d’assalto” scoprono la Costituzione, consapevoli della forza che deriva dall’essere indipendenti in forza dei principi scritti nella Costituzione, e allora -dalla pletora delle leggi plenarie del nostro ordinamento- riesumano per esempio una legge che tutela il patrimonio ittico del nostro paese, e cioè che se tu scarichi nel mare o nei fiumi delle sostanze tossiche facendo del male ai pesci commetti un reato.  Un piccolo reato, una contravvenzione, unita con allora poche lire di multa. Un reato, che in quanto reato mette in movimento l’intero meccanismo del processo penale, compresa la possibilità di sequestrare ciò che determina il reato, produce dei danni, per evitare che questi danni siano portati ad ulteriori conseguenze.
Stiamo già parlando dell’Ilva, anche se storicamente parlerò di altri casi… Alcuni Pretori d’assalto una quarantina di anni fa   sequestrarono uno stabilimento Montedison che scaricava in mare fanghi rossi di Scarlino, uno scandalo incredibile perché toccare la Montedison all’epoca era toccare la prima -insieme alla Fiat- potenza economico-politica del nostro paese. 
 Questi pretori, forti della loro indipendenza, applicando la Costituzione in modo da rendere il diritto alla salute non soltanto cosa scritta ma cosa effettiva e reale, sequestra la Montedison e mettono in movimento in progress tutta una serie di cose che porteranno anche alla legge Merlin, la prima legge che prevede obblighi precisi di tutela per la salute pubblica anche attraverso il non inquinamento delle acque pubbliche.
Questo è la forza straordinaria ancora oggi della nostra Costituzione, per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro: diritti scritti che prevedono nel contempo strumenti di presìdio e di tutela di questi diritti, e che in quanto autonomi possono fare ciò che è necessario perché i diritti siano quanto più possibile realizzati nell’interesse di tutti.

Potremmo fare un’infinità di esempi che sono la storia dell’applicazione della nostra Costituzione in tutti questi anni. 
Pensiamo alla ThyssenKrupp o alla Eternit: la magistratura che forte della sua indipendenza riesce a far celebrare processi contro questi colossi mondiali, parliamo di multinazionali potentissime, meglio tutelando finalmente, con terribili ritardi ma certamente non dovuti alla magistratura, la salute dei cittadini in fabbrica e fuori dalla fabbrica, perché per l’Eternit lo sapete tutti sono morte tremila persone ma non soltanto operai che lavoravano in fabbrica, anche persone che in fabbrica non erano mai entrate ma che sono venute a contatto per esempio con gli indumenti che i loro parenti indossavano lavorando in fabbrica che potevano causare malattie e sofferenze fino ad esiti anche letali.
E oggi il caso Ilva e l’inerzia della politica: sono vent’anni che la politica delega alla magistratura problemi che non sa come risolvere o non ha la forza di affrontare cercando delle soluzioni…

La politica costantemente delega alla magistratura i problemi che non sa risolvere ma con un corollario, una sorta di asticella che non viene mai scritta, mai esplicitata, ma idealmente fissata; quando la magistratura oltrepassa questa asticella, nel senso che tocca interessi che del controllo della legalità non ne vogliono sapere, ecco che scoppiano le polemiche furibonde contro la magistratura, esattamente quello che è successo in tutti questi anni per chi si è occupato di queste cose.
È questa capacità della Costituzione -diritti correlati a strumenti autonomi di presìdio dei diritti stessi- che preoccupa ancora oggi certe forze politico-culturali del nostro paese che quindi vedono la Costituzione come un fastidio, come un ostacolo alla migliore realizzazione dei loro interessi, al recupero di quei rapporti di forza che sono precostituzionali e che si è cercato in svariati modi e si cercherà ancora di recuperare andando in contrasto in contraddizione in controtendenza rispetto a quelli che sono gli interessi di tutti i cittadini per privilegiare ancora una volta qualcuno soltanto, quindi per ridare cittadinanza alla parola privilegi istituzionalmente parlando, che sono proprio quei privilegi che la nostra Costituzione ha voluto cancellare fondando la sua architettura sul primato dei diritti uguali per tutti…”

(Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli)



Comunicato Ubik

DEMENZE,TRA GLI IMPUTATI C'E' L' ARIA INQUINATA

Riceviamo dal Presidente di Isde Italia Dottor Roberto  Romizi e pubblichiamo  uno stralcio della pagina de  IL GIORNO, IL RESTO DEL CARLINO, LA NAZIONE sulla quale è stata pubblicata   l' interessantissima intervista ad ERNESTO BURGIO  sull'epigenetica.

 La riportiamo integralmente,speriamo che la leggano molti politici e pubblici amministratori.
SARANNO PURE GENITORI  O NONNI !!!!
 ________________


OBESITÀ, diabete di tipo 2, autismo, malattie
neurodegenerative come l’Alzheimer, problemi
cardiovascolari.
Sono le pandemie del ventunesimo
secolo: tutte patologie in preoccupante aumento. Ma come mai? Possiamo individuarne i colpevoli?
C’è chi sostiene di sì.C’è chi, come il pediatra Ernesto Burgio, esperto di modelli molecolari e ricercatore nell’ambito dell’ambiente-salute, punta l’indice contro le sostanze tossiche prodotte dall’uomo.
 

«Da circa 15 anni — spiega il dottor Burgio,presidente del comitato scientifico ISDE (International Society of Doctors for the Enviroment)stiamo studiando le conseguenze delle trasformazioni della composizione dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e dei cibi sui tessuti dell’uomo, ma soprattutto sulle cellule e sul Dna dell’embrione, del feto e dei bambini in via di sviluppo. 
Il periodo della formazione dei vari organi del nascituro è in assoluto il momento più delicato. Gli inquinanti, infatti, e in particolare gli interferenti endocrini (agenti chimici in grado di interferire con lo sviluppo fetale), possono essere responsabili di malattie come obesità, diabete, patologie del neurosviluppo, anomalie cardiovascolari e tumori, che possono manifestarsi anche a distanza di parecchi anni dalla nascita»

Come mai?«Perchè queste sostanze possono alterare la programmazione genetica delle cellule e dei tessutiche si stanno formando. Siamo nel campo dell’epigenetica
Sappiamo, per esempio, che alcuni
plastificanti (bisfenolo A), le diossine e i
metalli pesanti possono agire ‘cambiando la programmazione’ delle cellule.
E tutto ciò, molto probabilmente, alimenta le moderne pandemie».
Come agisce questo ‘cambio di programmazione’ cellulare?
 

«Sappiamo tutti che il Dna trasmette le informazioni ereditarie necessarie alla vita di un individuo.
Ma il Dna è un programma di base che deve essere marcato e rimodulato durante i nove mesi della vita embrionale-fetale. Per questo quei mesi sono così importanti. Potremmo
paragonare il Dna all’hardware dell’individuo, il cui software è dato dalle marcature epigenetiche che si vanno formando in ciascuno di noi in quel periodo.

Se le informazioni non sonocorrette, cioè se si verificano interferenze negative da parte di molecole inquinanti, le marcature possono diventare patologiche. E questo può accadere anche dopo la nascita. Pensate, per esempio, che il neurosviluppo del cervello continua nei primi due anni di vita del bambino».
Lo stress materno può influire?
«Certamente. Lo stress è la seconda fonte di interferenze
negative per il corretto sviluppo del nascituro. Ha, infatti, un effetto decisivo sulla programmazione delle cellule del sistema nervoso centrale, in particolare, della parte frontale
del cervello e dell’ippocampo, centro deputato alla memoria. Studi americani hanno correlato queste influenze negative con stati depressivi,di schizofrenia e addirittura con i suicidi in età adulta».
Ma allora, quali sono i consigli che si possono dare?
«Massima attenzione nell’allontanare le fonti di inquinamento e di stress dalla futura mamma, durante la prima infanzia del bimbo e nell’adolescenza.  

Per esempio, una donna incinta non dovrebbe mai camminare nel traffico cittadino dove si respirano benzene, particolato ultrafine e metalli pesanti, né dovrebbe mangiare tonno in scatola, poiché è noto che nei pesci di grossa taglia si accumula mercurio. E così via. A ben consigliare il cittadino dovrebbero essere soprattutto il ginecologo e il pediatra poiché la prevenzione primaria è certamente la prima arma che ci permette di contrastare lo sviluppo di queste nuove pandemie».

The Future by Al Gore - former Vice President and winner of the Nobel Prize

ABBIAMO RICEVUTO QUESTO MESSAGGIO DIRETTAMENTE DALL' AMERICA DA  AL GORE 


Quasi dieci anni fa, qualcuno mi ha fatto una domanda, Quali sono i fattori di cambiamento globale??? 

Ho speso un sacco di tempo nel corso degli ultimi otto anni a pensarci, e ho dedicato gli ultimi due anni nel ricercare ,nello  scrivere e nel raffinare le mie conclusioni. Il risultato è il mio nuovo libro,, The Future: Six Drivers of Global Change.” [Random House: January 29th]. 







 
Stiamo vivendo in un periodo di rapidi cambiamenti, simultanei ed esponenziali  che il mondo abbia mai visto. Dai cambiamenti rivoluzionari nella nostra economia e per  il nostro clima, ai progressi nelle scienze  e  del  mondo digitale, il futuro ci  riserva grandi opportunità ma anche sfide profonde.
                   Abbiamo una scelta.

Saremo trascinati dalle correnti del cambiamento tecnologico e dal decisionismo   economico, o staremo uniti   per  ottenere  un futuro che conservi la dignità umana e rifletta le aspirazioni dei cittadini del mondo? Insieme abbiamo un ruolo importante da svolgere nel reclamare il controllo del nostro destino, ma ciò   inizia con una conversazione globale.

Mentre la mappatura del futuro è un'impresa rischiosa, forse la cosa in assoluto  più rischiosa consiste nel  non fare nulla.

Grazie,

Per ulteriori informazioni visita 

 http://atrandom.com/the-future/ 
Partecipa alla conversazione su Twitter (@ # algore thefuture) o su Facebook 


25 gennaio 2013

ELEZIONI 2013 Greenpeace attacca: “Campagna elettorale senza ambiente, Paese senza futuro”

Tratto da International Business Times

Greenpeace attacca: “Campagna elettorale senza ambiente, Paese senza futuro”

Nel dibattito politico si esclude l'ambiente.
 Duro j'accuse di Greenpeace che punta il dito contro la classe dirigente nostrana, 'colpevole' di escludere la politica ambientalistica dalla campagna elettorale.  Secondo l'associazione "Bersani, Monti e  e Berlusconi  rimangono in silenzio cancellando di fatto l'ambiente dai loro programmi elettorali
Non rispondono ai circa 45 mila cittadini che attraverso una petizione on line di Greenpeace (www.iononvivoto.org), hanno detto che non daranno il voto a chi non si impegna a contrastare l'uso delle fonti fossili (carbone e petrolio) nella produzione di energia. Non voteranno chi non sostiene la crescita delle fonti rinnovabili".

Le questioni energetiche sono vitali e strategiche per ogni nazione e il clima è la principale emergenza planetaria. Oltre alle 45 mila email, tutti i candidati hanno ricevuto anche un questionario di Greenpeace sul futuro energetico del Paese. Alcuni e di diverso orientamento politico hanno risposto ma per Greenpeace "non i candidati principali: Bersani, Monti e Berlusconi . Un silenzio che ci fa capire che per loro parole quali lavoro, salute pubblica, sviluppo, strategie europee sono solo fumo negli occhi degli elettori".
 "La distanza dei partiti e dei loro leader dai cittadini si misura anche da atteggiamenti come questo" - commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. "I candidati non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li interpellano. Eppure si tratta di domande su argomenti importanti:vogliono  eliminare progressivamente l'utilizzo del carbone, fermare l'estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti rinnovabili, o no?".
Per Greenpeace e i circa 45 mila cittadini che finora hanno firmato la petizione, ci sono almeno tre emergenze su cui i partiti e i loro leader devono esprimersi e dichiarare da che parte stanno:
 "Il Mediterraneo svenduto alle compagnie petrolifere per sfruttare giacimenti miseri, fare regalie fiscali a quelle stesse compagnie - prosegue l'associazione - , rischiare disastri che, sarebbero la fine, oltre che per preziosi ecosistemi, anche per turismo, pesca sostenibile e comunità costiere. 
Le emissioni delle centrali a carbone operanti in Italia, che causano  570 morti premature l'anno e danni sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi di euro. Enel, che è controllata direttamente dal governo, rappresenta tre quarti del problema".
 E dulcis in fundo le fonti rinnovabili, "l'unico settore che ha resistito alla crisi continuando a generare ricchezza e occupazione, è sempre più frenato da burocrazia e incertezza normativa. Solo nel 2010 - senza contare gettito fiscale, benefici ambientali, contributo al PIL - le rinnovabili hanno fatto risparmiare al Paese 8-10 miliardi in mancate importazioni di fonti fossili".
Il governo Monti ha definito recentemente una Strategia Energetica Nazionale fondata su un ulteriore ricorso alle fonti fossili, con un piano di trivellazioni offhore nei nostri mari. "Questa strategia è condivisa apertamente da Bersani, mentre Berlusconi rimane l'uomo del nucleare e colui che ha insediato l'attuale management Enel, che propugna un futuro energetico fatto di carbone. 
 Siamo in un momento in cui sono necessarie scelte coraggiose e innovative: questi politici che non si degnano nemmeno di rispondere ai cittadini sono invece vecchi - chiosa Boraschi - , 'fossili' come le fonti energetiche che difendono e promuovono".

24 gennaio 2013

1)Emissioni CO2 in Italia +2% nel 2010, male Sardegna Puglia (....e Liguria) 2)ARIA DA MORIRE! ITALIA: OGNI ANNO 12 MILA MORTI PER L'INQUINAMENTO.

Tratto da Ecologiae

Emissioni CO2 in Italia +2% nel 2010, male Sardegna  Puglia (....e Liguria)

L’Istat diffonde i dati sulle emissioni di CO2 in Italia nel 2010, e non sono buoni: +2%, con Sardegna e Puglia che registrano le più alte emissioni pro capite. L’istituto statistico propone inoltre delle interessanti comparazioni con gli altri stati europei.

Nel 2010 le emissioni di CO2 in Italia sono cresciute del 2% rispetto al 2009, rileva l’Istat nel suo nuovo rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”.  
Un dato nettamente negativo che, come si legge nel rapporto, allontana il nostro paese “dall’obiettivo di massima emissione fissato dal protocollo di Kyoto”
 Nel 2010 particolarmente negative sono state le emissioni pro capite di gas legati all’effetto serra in Sardegna, Puglia e Liguria, rispettivamente 16 tonnellate, 15,3 tonnellate e 14 tonnellate di CO2 per singolo abitante.....
Leggi l'articolo integrale

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Tratto da  Zeroemission
Italia: ogni anno 12 mila morti per l'inquinamento

Una strage silenziosa che in tutto il mondo fa registrare oltre 1,3 milioni di vittime, tanti quanti i morti per Aids


Sono seimila le persone che ogni anno muoiono per lo smog, mentre altri seimila soccombono al radon, il killer dei veleni dentro casa e altrettanti per le malattie da amianto che ancora sono presenti in migliaia di edifici. Questo il bollettino dei caduti sotto i colpi dell'inquinamento che conta circa 12 mila decessi all'anno. Una strage silenziosa che in tutto il mondo fa registrare oltre 1,3 milioni di vittime, tanti quanti i morti per Aids. A fare luce sul problema sul problema è il libro "Aria da morire", firmato dalla giornalista Margherita Fronte e dall'ematologo Pier Mannuccio Mannucci, tra i piú noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell'Irccs Policlinico di Milano e fondatore di Gruppo 2003, movimento di scienziati per la rinascita della ricerca in Italia, che proprio in questi giorni ha lanciato un appello, e 10 domande, ai candidati premier in lizza alle prossime elezioni politiche. "...
 L'Oms indica che basta una variazione minima, pari a 10 microgrammi/metro cubo, dei livelli di PM2,5 nell'aria per aumentare il rischio di mortalitá generale del 6% e dell'8% il pericolo di tumore al polmone. 
"Contrariamente a quanto si crede - puntualizza Mannucci - sono le malattie cardiovascolari, e non quelle respiratorie, la prima causa di morte da inquinamento".
 Infatti "le frazioni di polveri piú sottili, il cosiddetto black carbon, non arriva solo nei polmoni ma entra anche nel sangue, dove veicola tutti i veleni (metalli pesanti e materiali organici vari) che ha assorbito come fosse una spugna, e aumenta il rischio che si formino trombi". 
Di smog, quindi, si muore soprattutto per infarto (+18% per ogni aumento di PM2,5 pari a 10 microgrammi/metro cubo d'aria), ma anche di "aritmie, a causa di alterazioni al sistema simpatico che possono portare a morte improvvisa; di scompenso, di ictus, di malattie da trombosi venosa.
 In due terzi dei casi - calcola dunque il medico - i decessi da smog sono cardiovascolari e riguardano gli anziani. 
 Mentre le malattie respiratorie, asma in particolare, colpiscono soprattutto i bambini". 
In particolare, "tra i veleni dell'aria piú deleteri per la salute del respiro c'è l'ozono, il principale inquinante estivo responsabile di asma, bronchiti e polmoniti". 

OBAMA E LA RICONVERSIONE ENERGETICA:CLIMATE CHANGE IS A HOAX.

Tratto da  La Repubblica

Il clima torna al centro dell’agenda di Obama

Valerio Gualerzi


4571 

In un paese pressoché a digiuno di confronto sui cambiamenti climatici come l’Italia la cosa non poteva che passare pressoché inosservata, ma non c’è dubbio che uno degli aspetti più rilevanti del discorso tenuto ieri da Barack Obama in occasione del giuramento per il suo secondo mandato è stato il porre la lotta al riscaldamento globale nuovamente al centro dell’agenda politica.
Qui da noi sono state sottolineate soprattutto le parole del presidente sull’uguaglianza, i diritti delle minoranze e delle donne, ma un sostanzioso passaggio del suo breve intervento (appena 18 minuti) è stato dedicato alla sfida ambientale e della riconversione energetica.
Noi, il popolo, ancora crediamo che i nostri obblighi in quantro americano non sono solo verso noi stessi ma anche verso i posteri. Noi risponderemo alla minaccia dei cambiamenti climatici, sapendo che se non lo facessimo sarebbe un tradimento verso i nostri bambini e le future generazioni.
Alcuni possono continuare negare lo schiacciante responso della scienza, ma nessuno si può sottrarre agli impatti devastanti del divampare degli incendi, della rovinosa siccità e di tempeste più potenti. 
 Il cammino verso fonti di energia più sostenibili sarà lungo e a volte difficile. Ma l’America non può resistere a questa transizione. La dobbiamo guidare.
Non possiamo lasciare alle altre nazioni la tecnologia che darà forza a nuovi posti di lavoro e a nuove industrie. Dobbiamo sostenere questa promessa. Questo è il modo in cui manterremo la nostra vitalità economica e i nostri tesori nazionali, le nostre foreste e i nostri corsi d’acqua, le nostre terre fertili e le nostre cime innevate. Questo è il modo in cui preserveremo il nostro pianeta, affidato alla nostra cura da Dio. Questo è ciò che darà significato al credo dichiarato a suo tempo da nostri padri”.....
 La speranza è che i tempi siano finalmente maturi per un cambio di passo.
Due importanti fattori danno sostanza a questa speranza. Obama è al secondo mandato: non lavora per la rielezione, ma per la storia e nei quattro anni appena trascorsi ha imparato a sue spese a diffidare dal compromesso a tutti costi. Allo stesso tempo, dopo la devastante siccità dell’estate e il catastrofico passaggio di Sandy in autunno, la sua consapevolezza della crisi climatica trova nell’opinione pubblica un terreno molto più fertile su cui attecchire.

CONSIDERAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE

IN ITALIA SIAMO......O RITENIAMO DI ESSERE  FORSE SU UN ALTRO PIANETA .
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E' POCO CONSIDERATO....... 
 LO DIMOSTRANO I FATTI E LA  QUASI MANCANZA DELLE POLITICHE AMBIENTALI NELLE CAMPAGNE ELETTORALI DEI .... CANDIDATI PREMIER.

23 gennaio 2013

PER LA CENTRALE A CARBONE DI BRINDISI:MALA TEMPORA CURRUNT

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Piove sul carbone: a Brindisi l’Enel rischia il buio. Ma il rimedio è fuorilegge

Dopo il nubifragio del 15 gennaio, la centrale termoelettrica potrebbe bloccarsi perché il nastro che trasporta il combustibile fossile è allagato. La procura ferma le operazioni di drenaggio, perché senza autorizzazioni. 

 E l’Arpa Puglia attacca: "Il comportamento dell'azienda è inaudito"


Nastro Trasportatore Fra dieci giorni, migliaia di pugliesi rischiano di rimane al buio. Ed Enel, da parte sua, a Brindisi, corre il pericolo di impantanarsi, perdendo la certificazione di qualità ambientale di cui si fregia. Non solo. Un altro capitolo è pronto ad arricchire, a sorpresa, la saga giudiziaria sull’inquinamento derivante dalla centrale a carbone di Cerano, tra le più grandi d’Europa. 
Sono queste le conseguenze più immediate che potrebbe avere l’allagamento del nastro trasportatore, dopo il nubifragio del 15 gennaio scorso.......
Enel ci stava provando a rimediare in tutta fretta alla piena, che ha paralizzato quello che è l’esofago della centrale Federico II. Lo stava facendo senza dire niente a nessuno. Senza chiedere autorizzazioni. Senza preoccuparsi di non far arrivare in porto acque ormai, presumibilmente, contaminate dalle polveri di carbone. 
 “Un comportamento inspiegabile, singolare, da piccola azienda a conduzione familiare”, chiosa il direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato.  

Dall’Agenzia regionale per l’Ambiente sono già pronti a partire, alla volta di autorità e magistratura, i due verbali redatti dopo i sopralluoghi effettuati nella notte di venerdì e durante la mattinata di sabato. Una sorta di blitz, il primo, per cogliere sul fatto i presunti responsabili di un possibile reato di inquinamento ambientale. Al secondo, invece, hanno partecipato anche i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, coordinati dal maggiore Nicola Candido, e il pm Iolanda Daniela Chimienti. E’ lei ad aver già disposto lo stop delle operazioni di drenaggio, perché prive dei relativi permessi.  
Ed è nelle sue mani, ora, la decisione di un eventuale sequestro del nastro trasportatore. Un’ipotesi che fa tremare le vene e i polsi al colosso energetico. Anche, e non solo, per i risvolti penali all’orizzonte. A dare fuoco alle polveri, infatti, è stato un esposto in Procura. In calce, la firma di un agricoltore, proprietario di uno dei terreni confinanti con le trincee Enel e parte civile nel processo, inaugurato il 12 dicembre scorso, a carico di quindici dirigenti, accusati di getto pericoloso di cose e danneggiamento aggravato.
“Al pubblico ministero abbiamo dato disponibilità per l’analisi di campioni delle acque, laddove necessari. E mi esprimo così perché non è detto che servano. 

L’evidenza dei fatti è nelle cose”, spiega Assennato. A tracimare è stato il canale accanto, il Fiume Grande, gestito da un consorzio privato. Esondando, ha sommerso anche la trincea lungo la quale viene convogliato il carbone. Enel ne avrebbe, a questo punto, disposto lo svuotamento attraverso l’impiego di idrovore. “Le acque, tuttavia, sono necessariamente entrate in contatto con le polveri nere, rimanendone contaminate. Ciononostante – continua il direttore Arpa – sono state riversate tal quali nel Fiume Reale. Al canale, dunque, sono state restituite con caratteristiche ben diverse da quelle iniziali”.

 ...... E’ attesa per le prossime ore la presentazione del programma industriale che servirà a pianificare il corretto smaltimento delle acque. Si cerca di fare presto. 
 E’ ovvio. Ma il ripristino della trincea non è certo che coinciderà con il ritorno alla normalità. Giorgio Assennato non vuole avere peli sulla lingua. “Sto segnalando quanto accaduto all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. E’ l’autorità che ad Enel ha già rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale. Bisogna capire come la mettiamo, adesso. Ad esempio, mi chiedo come si concilia il comportamento dell’azienda con la registrazione Emas, di cui si fregia
E’ il riconoscimento pubblico che ne conferma la qualità ambientale e che garantisce l’attendibilità delle informazioni relative alle sue prestazioni.  
Un marchio che potrebbe anche perdere. Quello che ha fatto è inaudito”.

 

Analisi choc:Pcb da record nel sangue dei bresciani

 Tratto da Il Corriere della Sera

Analisi choc dell'Asl e dell'Istituto superiore di sanità su 300 lavoratori delle aziende metallurgiche e 113 cittadini

Pcb da record nel sangue dei bresciani

Il sangue dei bresciani non è come quello degli altri italiani. Nelle vene dei bresciani scorrono più diossine e pcb, usciti negli ultimi decenni dai camini delle industrie metallurgiche e finiti sui campi e quindi nei cibi. 
A stabilirlo è uno studio del servizio prevenzione dell'Asl di Brescia e dell'Istituto superiore di Sanità (pubblicato recentemente sul Giornale italiano Medicina del lavoro ).


Fotogramma/Bs

Contiene dati choc. Basta leggere le conclusioni: «La popolazione di Brescia, anche non residente nelle aree inquinate dall'impresa Caffaro, si caratterizza per concentrazioni nel siero di diossine e Pcb superiori ai valori osservati nelle popolazioni italiane non esposte». Non solo. Anche in chi vive lontano da fonti inquinanti (per l'esattezza a Tignale e Bagolino) «le concentrazioni di diossine, furani e pcb sono apparse più elevate di quelle osservate in alcuni gruppi di popolazione generale italiana», compreso chi vive nella Campania delle discariche tossiche e dell'allarme rifiuti.
Brescia per decenni ha recuperato il 40% del rottame metallico circolante in Italia, creando ricchezza, migliaia di posti di lavoro e proporzionalmente una grande dose d'inquinamento, visto che fino a pochi anni fa erano quasi inesistenti leggi e tecnologie per l'abbattimento degli inquinanti. 

Oggi non è più così. Basti pensare all'autoregolamentazione che si sono date le 22 principali aziende siderurgiche bresciane (riunite nel consorzio Ramet) che negli ultimi 2 anni hanno speso milioni per diminuire dell'80 per cento le emissioni di diossine (auto-imponendosi il limite di 0,1 nanogrammi per metrocubo) e installando anche un monitoraggio in continuo per facilitare i controlli degli enti.
Ma i fumi usciti nei decenni passati hanno lasciato il segno. Lo certifica il sangue dei bresciani.
Leggi l'articolo integrale

 

22 gennaio 2013

1 )Le centrali a carbone tedesche sono fuori corso 2) Repower, centrale a carbone di Saline Joniche, bloccata.....

Tratto da  Italiaoggi.it

Le centrali a carbone tedesche sono fuori corso

Staudinger 6, Brunsbüttel, Ingelheimer Aue, Stade... Fino a poco tempo fa, erano i nomi dei progetti di nuove centrali a carbone in Germania. Oggi sono sulla lista delle infrastrutture che non vedranno mai la luce, a causa della svolta del governo tedesco in tema di politica energetica.
L'elenco, stilato da Greenpeace, si basa sui dati pubblicati dalle imprese.

Secondo la ong, sui 40 progetti di centrali a carbone che erano programmati nel 2006 ben 21 sono stati soppressi o congelati. E «altri potrebbero seguire», osserva Gerald Neubauer, esperto di questioni legate al carbone nell'ambito di Greenpeace.
Il carbone gode di cattiva fama presso l'opinione pubblica tedesca.
Come il nucleare, esso incarna un sistema di produzione dell'elettricità che si basa su grosse unità piuttosto che su una rete composta da numerose piccole installazioni. E soprattutto, tra i combustibili fossili, il carbone mostra il bilancio più pesante in termini di emissioni di gas a effetto serra.
Accanto alle conseguenze sul clima c'è però un altro aspetto che pesa ancor di più: quello economico.
Le centrali a carbone sono le più vecchie del parco energetico tedesco e sono spesso superate e poco flessibili, a differenza delle energie rinnovabili. Ma soprattutto non presentano alcun vantaggio competitivo. L'istituto di ricerche economiche Diw ha recentemente effettuato una proiezione per una centrale in funzione a partire dal 2015 e con una durata di vita stimata in quarant'anni. Secondo lo studio, la centrale accumulerebbe nel periodo 426 milioni di euro di perdite
Inoltre, se gli europei devono rafforzare i loro obiettivi climatici, la situazione diventa ancora più sfavorevole per le centrali a carbone: le quote di emissioni diventerebbero ancora più costose e con esse l'elettricità proveniente dalle centrali convenzionali.

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Tratto da Ticinonline

Repower, centrale a carbone bloccata

Il progetto a Saline Joniche avrebbe incontrato problemi relativi alla compatibilità ambientale dell'impianto

LUGANO - 22/01/2013   La Corte dei conti ha bloccato la procedura di autorizzazione per il progetto di Repower di una centrale a carbone a Saline Joniche, in Calabria. 
 A comunicare lo stop è il WWF Grigioni. I giudici hanno deciso infatti di annullare la decisione del Consiglio dei ministri sulla compatibilità ambientale dell'impianto.
 
Solo pochi giorni fa Repower aveva annunciato di voler ridurre drasticamente la partecipazione al progetto calabrese con la vendita di due terzi del suo pacchetto azionario.....

Noalcarbone:SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.

Tratto da Noalcarbone

22 gennaio 2013

SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.


Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...

Se vi troverete ceneri tossiche da combustione dei rifiuti nel cemento con il quale è costruita la vostra casa, se abitate vicino ad un cementificio nel quale saranno bruciati rifiuti e che spargerà inquinanti tossici nell’aria, ricordatevi di ringraziare i SENATORI della 13a commissione permanente del Senato che il 14 GENNAIO 2013, mentre alcuni di loro si professavano ecologisti in campagna elettorale, hanno approvato il testo del decreto legge MONTI-CLINI-GRILLI che consentirà tutto questo: 
D’Alì Antonio (PdL), Daniela Mazzucconi (PD), Vallardi Gianpaolo (Lega), Fluttero Anna (PdL), Coronella Gennaro (PdL), Della Seta Roberto (PD), Dell’Utri Marcello (PdL), Di Giovan Paolo Roberto (PD), Di Nardo Aniello (IDV), Ferrante Francesco (PD), Finocchiaro Anna (PD), Gallone Maria Alessandra (fratelli d’Italia), Giai Mirella (UDC ), Molinari Claudio (API, FLI), Monaco Francesco (PD), Montani Enrico (lega), Nania Domenico (PdL), Nessa Pasquale (PdL), Orsi Franco (PdL), Stiffoni Piergiorgio (misto), Viespoli Pasquale (vari), Zavoli Sergio (PD).
 
Il decreto legge è stato approvato dal Senato il 16 GENNAIO 2013, votato da entrambi i 2 principali partiti di maggioranza (PD-PdL)

Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...
 

Il Wwf è impegnato a livello nazionale contro le centrali a carbone.

 Tratto da Agenzia Parlamentare
Martedì 22 Gennaio 2013 

PUGLIA: WWF, ENEL SVERSA IN MARE ACQUE CONTAMINATE DA CARBONE


(AGENPARL) - Brindisi, 22 gen - La centrale a carbone Enel 'Federico II' di Brindisi colpisce ancora: come se non bastasse l’inquinamento dell’aria e della terra che impedisce tuttora la coltivazione dei terreni attorno alla centrale, l’allagamento della trincea del nastro che trasporta il carbone ha causato uno sversamento di polveri di carbone che ha inquinato anche il mare di fronte alla centrale. 

Tanto da indurre l’Arpa a bloccare le idrovore che erano al lavoro per liberare il nastro trasportatore dall’acqua delle piogge dei giorni passati poiché, sostiene l’Arpa, 'l’acqua è contaminata da carbone'. Gli scarichi prodotti dalle idrovore dell’Enel contengono potenzialmente polveri di carbone la cui composizione è oramai ben nota e la cui pericolosità è legata anche alla matrice ambientale che li riceve. 


Il Wwf Italia, insieme alla Sezione regionale pugliese e quella di Brindisi, continueranno nelle battaglie legali anche per questo caso, e sono già in azione con i propri avvocati per valutare ulteriori denunce o costituzioni in altri procedimenti che dovessero essere avviati dalla Magistratura a carico di Enel.  
Il Wwf è impegnato a livello nazionale contro le centrali a carbone.


Oltre Brindisi, infatti, ci sono altri siti dove il carbone sta mettendo in pericolo non solo l’ambiente e il territorio, ma anche la salute umana e dove il Wwf è attivo con azioni legali (ricorsi e denunce), di lobby, di informazione. 
Dalla Liguria, dove a Vado Ligure l’emergenza sanitaria è ormai conclamata, a Porto Tolle, dove addirittura è prevista una centrale a carbone nel mezzo di un parco, a Saline Ioniche, il tentativo di costruire nuove centrali a carbone a fronte di una overcapacity di produzione di energia elettrica costituisce un pericolo non solo per l’ambiente e il territorio, ma anche per la salute umana.
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